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[Nonviolenza] Da Janusz Korczak a noi. La pedagogia contro il razzismo e il totalitarismo



 

DA JANUSZ KORCZAK A NOI. LA PEDAGOGIA CONTRO IL RAZZISMO E IL TOTALITARISMO

 

Si e' svolto venerdi' 24 gennaio 2014 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" un incontro di studio sul contributo della pedagogia alla riflessione sulla Shoah ed alla lotta contro il razzismo ed il totalitarismo. Nel corso dell'incontro in particolare si e' riflettuto sulla figura e sull'opera del grande educatore Janusz Korczak assassinato dai nazisti nel lager di Treblinka nel 1942. Di Korczak sono stati letti e commentati alcuni scritti.

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Dieci giorni di riflessione

L'incontro era parte di un ciclo di dieci giorni di incontri di studio, riflessione e mobilitazione contro il razzismo, in preparazione del Giorno della memoria della Shoah del 27 gennaio; ciclo di incontri nel corso del quale sono gia' stati effettuati nei giorni scorsi incontri di lettura e commento di alcuni testi di Theodor W. Adorno, Guenther Anders, Hannah Arendt, Zygmunt Bauman, Edith Bruck, Margarete Buber Neumann, Elias Canetti, Norbert Elias, Raul Hilberg, Hans Jonas, Primo Levi, Emmanuel Levinas, George L. Mosse, Leon Poliakov, i martiri della "Rosa Bianca", Jorge Semprun, Tzvetan Todorov, Elie Wiesel, Annette Wieviorka, Michel Wieviorka.

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Una breve notizia su Janusz Korczak

Janusz Korczac, nato a Varsavia nel 1878, medico, pedagogista, scrittore, eroico difensore dei diritti dei bambini, e' stato "uno dei piu' grandi educatori di tutti i tempi" (Bruno Bettelheim), mori' assassinato dai nazisti nel campo di sterminio di Treblinka nel 1942 insieme ai duecento bambini ed al personale della "Casa degli Orfani" che aveva diretto per trent'anni. Opere di Janusz Korczak: Come amare il bambino, Emme, Milano 1979. Fu anche autore di molti libri per bambini, tra cui cfr. Re Matteuccio I, Emme, Milano 1978. Opere su Janusz Korczak: si veda almeno il filo di Wajda a lui dedicato.

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Concludendo l'incontro

Concludendo l'incontro, il responsabile della struttura nonviolenta viterbese, Peppe Sini, ha sottolineato una volta di piu' la necessita' del ricordo delle vittime che fonda l'impegno per il riconoscimento e la difesa dei diritti di tutti gli esseri umani, ed ha rimarcato una volta di piu' come solo l'azione buona sia educativa, e come ogni autentica educazione sia gia' azione buona. Educare e' educare alla verita', alla dignita', alla solidarieta': o non e' nulla; educare e' educare alla pace, alla giustizia, all'empatia: o non e' nulla; educare e' educare alla responsabilita', all'aiuto reciproco, alla condivisione: o non e' nulla. Si educa con l'esempio, col ricordo, con l'ascolto, con la proposta del bene.

La memoria delle vittime della Shoah, la memoria dei Giusti, la memoria della Resistenza, convocano ad un impegno, sono gia' educazione e formazione umana, sono gia' lotta contro il male. Studiare la storia, la genesi, la fenomenologia dell'orrore, e' gia' lotta contro l'orrore, e' gia' lotta in difesa dell'umanita'.

Ogni volta che una persona ripensa alla Shoah trova in questo tremendo ricordo l'appello a contrastare ogni violazione della dignita' umana, trova in questo tremendo ricordo la ragione delle ragioni della lotta che e' da condurre: tu non permettere che questi orrori accadano ancora; tu non permettere mai che sia usata violenza su un essere umano; tu non permettere mai uccisioni e persecuzioni; tu opponiti sempre ad ogni violenza.

La memoria dell'orrore nazista ci convoca a rompere ogni sottomissione, ogni rassegnazione, ogni complicita' con ogni potere, struttura ed azione criminale, con ogni potere, struttura ed azione che minaccia e che lede la dignita' e i diritti di ogni essere umano; la memoria dell'orrore nazista ci obbliga a non essere mai acquiescenti, mai corrivi, mai indifferenti dinanzi all'oppressione, dinanzi all'inflizione di sofferenze, dinanzi all'abbandono di un essere umano nel dolore e nel bisogno; la memoria dell'orrore nazista ci impone di lottare qui e adesso per difendere ogni persona umiliata e offesa. Ogni volta che si tace, ogni volta che si guarda da un'altra parte, ogni volta che si fa finta di niente mentre una persona viene calpestata, ebbene, proprio allora - ed e' un allora tenacemente incistato nel presente, nella vita quotidiana di ogni persona -, si diviene (sia pure per mera omissione di soccorso, sia pure per mera inerzia e passivita') complici e per cosi' dire anelli di una catena di atteggiamenti, di atti e di fatti che sappiamo gia' dove porta, a quale abisso di male.

Quando ricordiamo la Shoah, da questo insostenibile ricordo ricaviamo l'imperativo morale di opporci noi, oggi e qui, ad ogni uccisione, ad ogni persecuzione, ad ogni violenza; l'imperativo morale di opporci noi, oggi e qui, al razzismo e alla guerra, alla violenza maschilista, allo sfruttamento schiavista, alla distruzione della biosfera e della civile convivenza.

Nel ricordo di quell'orrore troviamo l'appello alla coscienza - il comando interiore cogente, il dovere liberamente eletto e costitutivo della dignita' umana - ad opporci noi, noi, oggi e qui, alla scellerata persecuzione razzista dei migranti, alla guerra e al riarmo assassini, al femminicidio e ad ogni violenza maschilista, alle mafie, all'economia schiavista ed onnidevastatrice, al regime della corruzione e della progressiva desensibilizzazione morale, alla disumanita'.

Nel ricordo delle vittime della Shoah sentiamo di essere convocati a proseguire noi la Resistenza contro l'inumano, a proseguire noi la lotta per salvare le vite, per sconfiggere finalmente la barbarie nazista che torna.

Valgono per noi per sempre le parole scritte da Primo Levi per il Memoriale in onore degli italiani caduti nei campi di sterminio nazisti (il testo e' ora in Primo Levi, Opere, Einaudi, Torino 1997, vol. I, pp. 1335-1336).

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Alcune parole di Primo Levi

Ha scritto Primo Levi:

"La storia della Deportazione e dei campi di sterminio, la storia di questo luogo, non puo' essere separata dalla storia delle tirannidi fasciste in Europa: dai primi incendi delle Camere del Lavoro nell'Italia del 1921, ai roghi di libri sulle piazze della Germania del 1933, alla fiamma nefanda dei crematori di Birkenau, corre un nesso non interrotto. E' vecchia sapienza, e gia' cosi' aveva ammonito Heine, ebreo e tedesco: chi brucia libri finisce col bruciare uomini, la violenza e' un seme che non si estingue.

"E' triste ma doveroso rammentarlo, agli altri ed a noi stessi: il primo esperimento europeo di soffocazione del movimento operaio e di sabotaggio della democrazia e' nato in Italia. E' il fascismo, scatenato dalla crisi del primo dopoguerra, dal mito della "vittoria mutilata", ed alimentato da antiche miserie e colpe; e dal fascismo nasce un delirio che si estendera', il culto dell'uomo provvidenziale, l'entusiasmo organizzato ed imposto, ogni decisione affidata all'arbitrio di un solo.

"Ma non tutti gli italiani sono stati fascisti: lo testimoniamo noi, gli italiani che siamo morti qui. Accanto al fascismo, altro filo mai interrotto, e' nato in Italia, prima che altrove, l'antifascismo. Insieme con noi testimoniano tutti coloro che contro il fascismo hanno combattuto e che a causa del fascismo hanno sofferto, i martiri operai di Torino del 1923, i carcerati, i confinati, gli esuli, ed i nostri fratelli di tutte le fedi politiche che sono morti per resistere al fascismo restaurato dall'invasore nazionalsocialista.

"E testimoniano insieme a noi altri italiani ancora, quelli che sono caduti su tutti i fronti della II Guerra Mondiale, combattendo malvolentieri e disperatamente contro un nemico che non era il loro nemico, ed accorgendosi troppo tardi dell'inganno. Sono anche loro vittime del fascismo: vittime inconsapevoli.

"Noi non siamo stati inconsapevoli. Alcuni fra noi erano partigiani; combattenti politici; sono stati catturati e deportati negli ultimi mesi di guerra, e sono morti qui, mentre il Terzo Reich crollava, straziati dal pensiero della liberazione cosi' vicina.

"La maggior parte fra noi erano ebrei: ebrei provenienti da tutte le citta' italiane, ed anche ebrei stranieri, polacchi, ungheresi, jugoslavi, cechi, tedeschi, che nell'Italia fascista, costretta all'antisemitismo dalle leggi di Mussolini, avevano incontrato la benevolenza e la civile ospitalita' del popolo italiano. Erano ricchi e poveri, uomini e donne, sani e malati.

"C'erano bambini fra noi, molti, e c'erano vecchi alle soglie della morte, ma tutti siamo stati caricati come merci sui vagoni, e la nostra sorte, la sorte di chi varcava i cancelli di Auschwitz, e' stata la stessa per tutti. Non era mai successo, neppure nei secoli piu' oscuri, che si sterminassero esseri umani a milioni, come insetti dannosi: che si mandassero a morte i bambini e i moribondi. Noi, figli di cristiani ed ebrei (ma non amiamo queste distinzioni) di un paese che e' stato civile, e che civile e' ritornato dopo la notte del fascismo, qui lo testimoniamo.

"In questo luogo, dove noi innocenti siamo stati uccisi, si e' toccato il fondo delle barbarie. Visitatore, osserva le vestigia di questo campo e medita: da qualunque paese tu venga, tu non sei un estraneo. Fa che il tuo viaggio non sia stato inutile, che non sia stata inutile la nostra morte. Per te e per i tuoi figli, le ceneri di Auschwitz valgano di ammonimento: fa che il frutto orrendo dell'odio, di cui hai visto qui le tracce, non dia nuovo seme, ne' domani ne' mai".

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Tre appelli

Le persone partecipanti all'incontro hanno espresso ancora una volta il loro sostegno ai tre recenti appelli contro il razzismo rivolti a governo e parlamento affinche' in Italia cessi la scellerata persecuzione razzista dei migranti e siano finalmente rispettati la vita, la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani.

Alleghiamo in calce una volta ancora i testi dei tre appelli.

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I. Un appello al parlamento italiano

Rivolgiamo un appello al parlamento italiano: faccia cessare le stragi nel Mediterraneo legiferando il diritto per tutti gli esseri umani ad entrare in Italia - ed attraverso l'Italia in Europa - in modo legale e sicuro.

Ogni essere umano ha diritto alla vita. Ogni essere umano ha diritto alla libera circolazione sull'unico pianeta casa comune dell'umanita' intera. Vi e' una sola umanita' e tutti gli esseri umani ne fanno parte.

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II. Un appello al Presidente del Consiglio dei Ministri

Egregio signore,

i campi di concentramento costituiscono o no un crimine contro l'umanita'? Eppure in Italia vi sono campi di concentramento.

Le deportazioni di perseguitati, riconsegnati nelle mani dei persecutori cui erano sfuggiti, costituiscono o no un crimine contro l'umanita'? Eppure l'Italia attua queste deportazioni.

La riduzione in schiavitu' costituisce o no un crimine contro l'umanita'? Eppure in Italia si consente la riduzione in schiavitu' dei lavoratori immigrati, ed anzi lo stato la favoreggia con le sue scellerate misure razziste.

L'imprigionamento di persone che non hanno commesso nulla di male, costituisce o no un crimine contro l'umanita'? Eppure in Italia vengono imprigionate persone che non hanno commesso nulla di male, solo perche' sono venute nel nostro paese cercando salvezza e futuro in fuga da guerre e dittature, da miseria e fame.

Negare accoglienza ed assistenza a chi ne ha estremo bisogno per salvare la propria vita, costituisce o no un crimine contro l'umanita'? Eppure in Italia anche questo accade.

La Costituzione della Repubblica Italiana, cui lei ha giurato fedelta', all'articolo 2 dichiara che "La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo". Perche' lei consente che quei diritti siano invece violati?

La Costituzione della Repubblica Italiana, cui lei ha giurato fedelta', all'articolo 10 dichiara che "Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle liberta' democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica". Perche' lei consente che quel diritto sia invece violato?

Governi scellerati negli scorsi anni e decenni hanno imposto nel nostro paese misure razziste criminali e criminogene, in flagrante conflitto con la Costituzione della Repubblica Italiana, democratica ed antifascista. Perche' lei non si adopera per la loro immediata abolizione?

Egregio signore,

il governo che lei presiede puo' e deve finalmente abrogare le criminali antileggi razziste; puo' e deve tornare al rispetto della legalita' costituzionale e dei diritti umani; puo' e deve attuare i principi stabiliti nella Dichiarazione universale dei diritti umani; puo' e deve restituire riconoscimento e rispetto ad innumerevoli esseri umani. Perche' non lo fa? Si adoperi finalmente, immediatamente, per questo.

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Vi e' una sola umanita'.

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III. Un appello alla Presidente della Camera dei Deputati

Gentilissima Presidente della Camera dei Deputati,

avendo apprezzato la sua pregressa attivita' presso l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, vorremmo sollecitare il suo impegno.

Vorremmo sollecitare il suo impegno affinche' siano aboliti in Italia i campi di concentramento per i migranti.

Vorremmo sollecitare il suo impegno affinche' siano abolite le deportazioni dei migranti.

Vorremmo sollecitare il suo impegno affinche' sia abolito l'insensato, criminale e criminogeno "reato di clandestinita'".

Vorremmo sollecitare il suo impegno affinche' siano abolite tutte le scellerate misure razziste che favoreggiano la riduzione in schiavitu'.

Vorremmo sollecitare il suo impegno affinche' siano abolite tutte le scellerate misure razziste che favoreggiano i poteri criminali.

Vorremmo sollecitare il suo impegno affinche' siano abolite tutte le scellerate misure razziste che negano i diritti sanciti dagli articoli 2 e 10 della Costituzione della Repubblica Italiana.

Vorremmo sollecitare il suo impegno, e l'impegno dell'intero Parlamento, affinche' l'Italia torni al rispetto della vita, della dignita' e dei diritti di tutti gli esseri umani.

Confidiamo nella sua attenzione.

 

Il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo

 

Viterbo, 24 gennaio 2014

 

Mittente: "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: nbawac at tin.it, centropacevt at gmail.com, web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/