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[Nonviolenza] Telegrammi. 1528



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 1528 del 25 gennaio 2014

Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com

 

Sommario di questo numero:

1. Da Janusz Korczak a noi. La pedagogia contro il razzismo e il totalitarismo

2. La legge istitutiva del Giorno della Memoria

3. Informazioni per partecipare al XXIV Congresso del Movimento Nonviolento a Torino dal 31 gennaio al 2 febbraio 2014

4. La "Carta" del Movimento Nonviolento

5. Per saperne di piu'

 

1. INCONTRI. DA JANUSZ KORCZAK A NOI. LA PEDAGOGIA CONTRO IL RAZZISMO E IL TOTALITARISMO

 

Si e' svolto venerdi' 24 gennaio 2014 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" un incontro di studio sul contributo della pedagogia alla riflessione sulla Shoah ed alla lotta contro il razzismo ed il totalitarismo. Nel corso dell'incontro in particolare si e' riflettuto sulla figura e sull'opera del grande educatore Janusz Korczak assassinato dai nazisti nel lager di Treblinka nel 1942. Di Korczak sono stati letti e commentati alcuni scritti.

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Dieci giorni di riflessione

L'incontro era parte di un ciclo di dieci giorni di incontri di studio, riflessione e mobilitazione contro il razzismo, in preparazione del Giorno della memoria della Shoah del 27 gennaio; ciclo di incontri nel corso del quale sono gia' stati effettuati nei giorni scorsi incontri di lettura e commento di alcuni testi di Theodor W. Adorno, Guenther Anders, Hannah Arendt, Zygmunt Bauman, Edith Bruck, Margarete Buber Neumann, Elias Canetti, Norbert Elias, Raul Hilberg, Hans Jonas, Primo Levi, Emmanuel Levinas, George L. Mosse, Leon Poliakov, i martiri della "Rosa Bianca", Jorge Semprun, Tzvetan Todorov, Elie Wiesel, Annette Wieviorka, Michel Wieviorka.

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Una breve notizia su Janusz Korczak

Janusz Korczac, nato a Varsavia nel 1878, medico, pedagogista, scrittore, eroico difensore dei diritti dei bambini, e' stato "uno dei piu' grandi educatori di tutti i tempi" (Bruno Bettelheim), mori' assassinato dai nazisti nel campo di sterminio di Treblinka nel 1942 insieme ai duecento bambini ed al personale della "Casa degli Orfani" che aveva diretto per trent'anni. Opere di Janusz Korczak: Come amare il bambino, Emme, Milano 1979. Fu anche autore di molti libri per bambini, tra cui cfr. Re Matteuccio I, Emme, Milano 1978. Opere su Janusz Korczak: si veda almeno il filo di Wajda a lui dedicato.

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Concludendo l'incontro

Concludendo l'incontro, il responsabile della struttura nonviolenta viterbese, Peppe Sini, ha sottolineato una volta di piu' la necessita' del ricordo delle vittime che fonda l'impegno per il riconoscimento e la difesa dei diritti di tutti gli esseri umani, ed ha rimarcato una volta di piu' come solo l'azione buona sia educativa, e come ogni autentica educazione sia gia' azione buona. Educare e' educare alla verita', alla dignita', alla solidarieta': o non e' nulla; educare e' educare alla pace, alla giustizia, all'empatia: o non e' nulla; educare e' educare alla responsabilita', all'aiuto reciproco, alla condivisione: o non e' nulla. Si educa con l'esempio, col ricordo, con l'ascolto, con la proposta del bene.

La memoria delle vittime della Shoah, la memoria dei Giusti, la memoria della Resistenza, convocano ad un impegno, sono gia' educazione e formazione umana, sono gia' lotta contro il male. Studiare la storia, la genesi, la fenomenologia dell'orrore, e' gia' lotta contro l'orrore, e' gia' lotta in difesa dell'umanita'.

Ogni volta che una persona ripensa alla Shoah trova in questo tremendo ricordo l'appello a contrastare ogni violazione della dignita' umana, trova in questo tremendo ricordo la ragione delle ragioni della lotta che e' da condurre: tu non permettere che questi orrori accadano ancora; tu non permettere mai che sia usata violenza su un essere umano; tu non permettere mai uccisioni e persecuzioni; tu opponiti sempre ad ogni violenza.

La memoria dell'orrore nazista ci convoca a rompere ogni sottomissione, ogni rassegnazione, ogni complicita' con ogni potere, struttura ed azione criminale, con ogni potere, struttura ed azione che minaccia e che lede la dignita' e i diritti di ogni essere umano; la memoria dell'orrore nazista ci obbliga a non essere mai acquiescenti, mai corrivi, mai indifferenti dinanzi all'oppressione, dinanzi all'inflizione di sofferenze, dinanzi all'abbandono di un essere umano nel dolore e nel bisogno; la memoria dell'orrore nazista ci impone di lottare qui e adesso per difendere ogni persona umiliata e offesa. Ogni volta che si tace, ogni volta che si guarda da un'altra parte, ogni volta che si fa finta di niente mentre una persona viene calpestata, ebbene, proprio allora - ed e' un allora tenacemente incistato nel presente, nella vita quotidiana di ogni persona -, si diviene (sia pure per mera omissione di soccorso, sia pure per mera inerzia e passivita') complici e per cosi' dire anelli di una catena di atteggiamenti, di atti e di fatti che sappiamo gia' dove porta, a quale abisso di male.

Quando ricordiamo la Shoah, da questo insostenibile ricordo ricaviamo l'imperativo morale di opporci noi, oggi e qui, ad ogni uccisione, ad ogni persecuzione, ad ogni violenza; l'imperativo morale di opporci noi, oggi e qui, al razzismo e alla guerra, alla violenza maschilista, allo sfruttamento schiavista, alla distruzione della biosfera e della civile convivenza.

Nel ricordo di quell'orrore troviamo l'appello alla coscienza - il comando interiore cogente, il dovere liberamente eletto e costitutivo della dignita' umana - ad opporci noi, noi, oggi e qui, alla scellerata persecuzione razzista dei migranti, alla guerra e al riarmo assassini, al femminicidio e ad ogni violenza maschilista, alle mafie, all'economia schiavista ed onnidevastatrice, al regime della corruzione e della progressiva desensibilizzazione morale, alla disumanita'.

Nel ricordo delle vittime della Shoah sentiamo di essere convocati a proseguire noi la Resistenza contro l'inumano, a proseguire noi la lotta per salvare le vite, per sconfiggere finalmente la barbarie nazista che torna.

Valgono per noi per sempre le parole scritte da Primo Levi per il Memoriale in onore degli italiani caduti nei campi di sterminio nazisti (il testo e' ora in Primo Levi, Opere, Einaudi, Torino 1997, vol. I, pp. 1335-1336).

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Alcune parole di Primo Levi

Ha scritto Primo Levi:

"La storia della Deportazione e dei campi di sterminio, la storia di questo luogo, non puo' essere separata dalla storia delle tirannidi fasciste in Europa: dai primi incendi delle Camere del Lavoro nell'Italia del 1921, ai roghi di libri sulle piazze della Germania del 1933, alla fiamma nefanda dei crematori di Birkenau, corre un nesso non interrotto. E' vecchia sapienza, e gia' cosi' aveva ammonito Heine, ebreo e tedesco: chi brucia libri finisce col bruciare uomini, la violenza e' un seme che non si estingue.

"E' triste ma doveroso rammentarlo, agli altri ed a noi stessi: il primo esperimento europeo di soffocazione del movimento operaio e di sabotaggio della democrazia e' nato in Italia. E' il fascismo, scatenato dalla crisi del primo dopoguerra, dal mito della "vittoria mutilata", ed alimentato da antiche miserie e colpe; e dal fascismo nasce un delirio che si estendera', il culto dell'uomo provvidenziale, l'entusiasmo organizzato ed imposto, ogni decisione affidata all'arbitrio di un solo.

"Ma non tutti gli italiani sono stati fascisti: lo testimoniamo noi, gli italiani che siamo morti qui. Accanto al fascismo, altro filo mai interrotto, e' nato in Italia, prima che altrove, l'antifascismo. Insieme con noi testimoniano tutti coloro che contro il fascismo hanno combattuto e che a causa del fascismo hanno sofferto, i martiri operai di Torino del 1923, i carcerati, i confinati, gli esuli, ed i nostri fratelli di tutte le fedi politiche che sono morti per resistere al fascismo restaurato dall'invasore nazionalsocialista.

"E testimoniano insieme a noi altri italiani ancora, quelli che sono caduti su tutti i fronti della II Guerra Mondiale, combattendo malvolentieri e disperatamente contro un nemico che non era il loro nemico, ed accorgendosi troppo tardi dell'inganno. Sono anche loro vittime del fascismo: vittime inconsapevoli.

"Noi non siamo stati inconsapevoli. Alcuni fra noi erano partigiani; combattenti politici; sono stati catturati e deportati negli ultimi mesi di guerra, e sono morti qui, mentre il Terzo Reich crollava, straziati dal pensiero della liberazione cosi' vicina.

"La maggior parte fra noi erano ebrei: ebrei provenienti da tutte le citta' italiane, ed anche ebrei stranieri, polacchi, ungheresi, jugoslavi, cechi, tedeschi, che nell'Italia fascista, costretta all'antisemitismo dalle leggi di Mussolini, avevano incontrato la benevolenza e la civile ospitalita' del popolo italiano. Erano ricchi e poveri, uomini e donne, sani e malati.

"C'erano bambini fra noi, molti, e c'erano vecchi alle soglie della morte, ma tutti siamo stati caricati come merci sui vagoni, e la nostra sorte, la sorte di chi varcava i cancelli di Auschwitz, e' stata la stessa per tutti. Non era mai successo, neppure nei secoli piu' oscuri, che si sterminassero esseri umani a milioni, come insetti dannosi: che si mandassero a morte i bambini e i moribondi. Noi, figli di cristiani ed ebrei (ma non amiamo queste distinzioni) di un paese che e' stato civile, e che civile e' ritornato dopo la notte del fascismo, qui lo testimoniamo.

"In questo luogo, dove noi innocenti siamo stati uccisi, si e' toccato il fondo delle barbarie. Visitatore, osserva le vestigia di questo campo e medita: da qualunque paese tu venga, tu non sei un estraneo. Fa che il tuo viaggio non sia stato inutile, che non sia stata inutile la nostra morte. Per te e per i tuoi figli, le ceneri di Auschwitz valgano di ammonimento: fa che il frutto orrendo dell'odio, di cui hai visto qui le tracce, non dia nuovo seme, ne' domani ne' mai".

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Tre appelli

Le persone partecipanti all'incontro hanno espresso ancora una volta il loro sostegno ai tre recenti appelli contro il razzismo rivolti a governo e parlamento affinche' in Italia cessi la scellerata persecuzione razzista dei migranti e siano finalmente rispettati la vita, la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani.

Alleghiamo in calce una volta ancora i testi dei tre appelli.

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I. Un appello al parlamento italiano

Rivolgiamo un appello al parlamento italiano: faccia cessare le stragi nel Mediterraneo legiferando il diritto per tutti gli esseri umani ad entrare in Italia - ed attraverso l'Italia in Europa - in modo legale e sicuro.

Ogni essere umano ha diritto alla vita. Ogni essere umano ha diritto alla libera circolazione sull'unico pianeta casa comune dell'umanita' intera. Vi e' una sola umanita' e tutti gli esseri umani ne fanno parte.

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II. Un appello al Presidente del Consiglio dei Ministri

Egregio signore,

i campi di concentramento costituiscono o no un crimine contro l'umanita'? Eppure in Italia vi sono campi di concentramento.

Le deportazioni di perseguitati, riconsegnati nelle mani dei persecutori cui erano sfuggiti, costituiscono o no un crimine contro l'umanita'? Eppure l'Italia attua queste deportazioni.

La riduzione in schiavitu' costituisce o no un crimine contro l'umanita'? Eppure in Italia si consente la riduzione in schiavitu' dei lavoratori immigrati, ed anzi lo stato la favoreggia con le sue scellerate misure razziste.

L'imprigionamento di persone che non hanno commesso nulla di male, costituisce o no un crimine contro l'umanita'? Eppure in Italia vengono imprigionate persone che non hanno commesso nulla di male, solo perche' sono venute nel nostro paese cercando salvezza e futuro in fuga da guerre e dittature, da miseria e fame.

Negare accoglienza ed assistenza a chi ne ha estremo bisogno per salvare la propria vita, costituisce o no un crimine contro l'umanita'? Eppure in Italia anche questo accade.

La Costituzione della Repubblica Italiana, cui lei ha giurato fedelta', all'articolo 2 dichiara che "La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo". Perche' lei consente che quei diritti siano invece violati?

La Costituzione della Repubblica Italiana, cui lei ha giurato fedelta', all'articolo 10 dichiara che "Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle liberta' democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica". Perche' lei consente che quel diritto sia invece violato?

Governi scellerati negli scorsi anni e decenni hanno imposto nel nostro paese misure razziste criminali e criminogene, in flagrante conflitto con la Costituzione della Repubblica Italiana, democratica ed antifascista. Perche' lei non si adopera per la loro immediata abolizione?

Egregio signore,

il governo che lei presiede puo' e deve finalmente abrogare le criminali antileggi razziste; puo' e deve tornare al rispetto della legalita' costituzionale e dei diritti umani; puo' e deve attuare i principi stabiliti nella Dichiarazione universale dei diritti umani; puo' e deve restituire riconoscimento e rispetto ad innumerevoli esseri umani. Perche' non lo fa? Si adoperi finalmente, immediatamente, per questo.

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Vi e' una sola umanita'.

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III. Un appello alla Presidente della Camera dei Deputati

Gentilissima Presidente della Camera dei Deputati,

avendo apprezzato la sua pregressa attivita' presso l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, vorremmo sollecitare il suo impegno.

Vorremmo sollecitare il suo impegno affinche' siano aboliti in Italia i campi di concentramento per i migranti.

Vorremmo sollecitare il suo impegno affinche' siano abolite le deportazioni dei migranti.

Vorremmo sollecitare il suo impegno affinche' sia abolito l'insensato, criminale e criminogeno "reato di clandestinita'".

Vorremmo sollecitare il suo impegno affinche' siano abolite tutte le scellerate misure razziste che favoreggiano la riduzione in schiavitu'.

Vorremmo sollecitare il suo impegno affinche' siano abolite tutte le scellerate misure razziste che favoreggiano i poteri criminali.

Vorremmo sollecitare il suo impegno affinche' siano abolite tutte le scellerate misure razziste che negano i diritti sanciti dagli articoli 2 e 10 della Costituzione della Repubblica Italiana.

Vorremmo sollecitare il suo impegno, e l'impegno dell'intero Parlamento, affinche' l'Italia torni al rispetto della vita, della dignita' e dei diritti di tutti gli esseri umani.

Confidiamo nella sua attenzione.

 

2. DOCUMENTI. LA LEGGE ISTITUTIVA DEL GIORNO DELLA MEMORIA

 

Legge 20 luglio 2000, n. 211: Istituzione del Giorno della Memoria in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 177, 31 luglio 2000).

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Art. 1.

La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonche' coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

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Art. 2.

In occasione del "Giorno della Memoria" di cui all'articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto e' accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell'Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinche' simili eventi non possano mai piu' accadere.

 

3. INIZIATIVE. INFORMAZIONI PER PARTECIPARE AL XXIV CONGRESSO DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO A TORINO DAL 31 GENNAIO AL 2 FEBBRAIO 2014

[Dal Movimento Nonviolento (per contatti: tel. 0458009803, fax: 0458009212, e-mail: redazione at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org) riceviamo e volentieri diffondiamo]

 

Congresso del Movimento Nonviolento, Torino, 31 gennaio - 2 febbraio 2014

"Cominciamo dal disarmo... le proposte della nonviolenza"

E' questo il tema del XXIV Congresso nazionale del Movimento Nonviolento, che si terra' a Torino dal 31 gennaio al 2 febbraio 2014. Un momento importante di riflessione ed organizzazione per tutti gli amici e le amiche della nonviolenza che vedono nel Movimento Nonviolento, fondato da Aldo Capitini nel 1961, un punto di riferimento.

La politica del disarmo e per il disarmo e' una delle direttrici di azione del Movimento Nonviolento che da piu' di 50 anni opera nel nostro paese. L'opposizione integrale alla guerra e alla sua preparazione (cioe' opposizione a tutti gli eserciti e alla produzione di armi), e dunque la scelta del disarmo unilaterale, per il Movimento Nonviolento e' l'unica strada per dare vera attuazione all'articolo 11 della Costituzione italiana, che "ripudia la guerra"; e se la difesa della patria e' "sacro dovere" per ogni cittadino (art. 52 della Costituzione), c'e' assoluta urgenza di finanziare ed organizzare una "difesa civile", non armata e nonviolenta, che sappia neutralizzare i veri nemici che oggi minacciano l'integrita' e le fasce deboli della nostra comunita': la poverta', la disoccupazione, l'insicurezza.

Le enormi spese impiegate per mantenere la difesa armata del nostro Paese, oltre 25 miliardi di euro, sono sottratte direttamente ai diritti essenziali della nostra vita - il diritto al lavoro, alla casa e all'istruzione, le protezioni sociali e sanitarie, l'ambiente, l'aria, l'acqua, la legalita' e la partecipazione, la convivenza civile e la pace - dunque le armi anche se non utilizzate stanno gia' uccidendo e togliendo il futuro alle nuove generazioni.

Dal congresso nonviolento di Torino verra' lanciata anche l'iniziativa "Arena di pace e disarmo" che il 25 aprile 2014 vedra' riunito nell'anfiteatro di Verona l'intero popolo della pace, associazioni laiche e religiose, singole persone, per convergere in una comune campagna "per il disarmo militare e la difesa civile".

I lavori del Congresso si articoleranno in quattro commissioni di lavoro (disarmo/difesa, diritti/doveri, democrazia/politica, decrescita/semplicita' volontaria) e saranno preceduti da un dibattito pubblico su "L'Europa che vogliamo" nel corso del quale si affronteranno anche le questioni legate alla difesa europea e alla proposta dei corpi civili europei di pace.

A conclusione dei tre giorni torinesi, aperti a tuti gli interessati, verranno eletti gli organi rappresentativi ed esecutivi del Movimento Nonviolento.

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Programma dei lavori congressuali

Sala Gabriella Poli c/o Centro Studi Sereno Regis, via Garibaldi 13, Torino

Venerdi' 31 gennaio:

- ore 15,30 Percorsi di Pace (visita guidata di alcune tappe della citta').

- ore 18 "L'Europa che vogliamo: disarmo, difesa, diritti, democrazia..." Roberto Burlando (economista), Francesco Vignarca (Rid), Paolo Bergamaschi (funzionario Parlamento europeo), Roberto Palea (Mfe), saranno intervistati da Mao Valpiana.

A seguire buffet conviviale.

Sabato primo febbraio:

- ore 10 accoglienza.

- ore 10,15 insediamento Presidenza (P. Racca, R. Mendolia, P. Pugliese, M. Valpiana) e saluto di Nanni Salio del Centro Sereno Regis.

- ore 10,30 relazione della segreteria (Pasquale Pugliese) e della presidenza (Mao Valpiana).

- ore 11,30 interventi e dibattito sulle relazioni.

- ore 13 pausa pranzo.

- ore 15 ripresa lavori, interventi, formazione delle commissioni

- ore 16 lavori delle commissioni

1. Diritti/doveri (Daniele Taurino)

2. Disarmo/difesa (Massimiliano Pilati)

3. Democrazia/politica (Elena Buccoliero)

4. Decrescita/semplicita' volontaria/stili di vita (Raffaella Mendolia).

- ore 21,30 proiezione del docufilm "In marcia". 50 anni del Movimento Nonviolento, di Roberto Rossi e Roberta Mani.

Domenica 2 febbraio:

- ore 9 presentazione dei lavori delle commissioni, dibattito, presentazione mozioni.

- ore 11 votazione delle mozioni congressuali, nomine e adempimenti.

- ore 14 termine dei lavori e chiusura del XXIV congresso nazionale.

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Indicazioni logistiche

Il XXIV congresso del Movimento Nonviolento si svolgera' a Torino nei giorni 31 gennaio, primo e 2 febbraio 2014.

Luogo: il congresso si terra' nei locali del Centro Studi Sereno Regis, via Garibaldi 13, Torino (tel. 011532824). Siamo nel centro storico di Torino, zona pedonale, non accessibile alle auto.

Come arrivare: in treno dalle stazioni di Torino Porta Nuova (autobus 11 o tram 4); da Torino Porta Susa (tram 13 o autobus 56). A piedi da entrambe le stazioni 15 minuti. Per chi arriva in auto (autostrada da Piacenza) consigliamo di lasciarla parcheggiata in piazza Caio Mario e proseguire con il tram 4. Per chi arriva in auto (autostrada Milano) consigliamo di lasciarla nei parcheggi all'uscita dell'autostrada e proseguire con il tram 4. I parcheggi in centro sono tutti a pagamento.

Pernottamenti:

- in albergo (prezzi da 70-75 euro camera doppia) vicino alla stazione di Torino Porta Nuova: Albergo Bologna, corso Vittorio Emanuel 60, tel. 0115620193; Albergo Roma, piazza Carlo Felice 60, tel. 0115612772 questo albergo offre anche "camere turistiche" a 60 euro; Hotel Ibis Styles tel. 0115620653. Per le camere singole i prezzi sono 45-55 euro.

- in ostello: open 11, corso Venezia 11 (tel. 011250535), camere con bagno: doppie euro 49, triple euro 58, quadruple euro 74. Camera doppia uso singola euro 35. Posto letto in camera collettiva euro 19,50. La dotazione di asciugamani (facoltativa) costa 2,50 euro. Sito web dell'ostello: www.cooperativadoc.it

Dall'ostello alla sede del congresso autobus 11 (frequenza ogni 12 minuti - tempo di percorrenza 10 minuti). L'ostello e' raggiungibile dalla stazione di Torino Porta Nuova con l'autobus 11 e dalla stazione di Torino Porta Susa con l'autobus 10, fermata stazione Dora GTT; dall'aeroporto di Torino con il treno GTT. In auto possibilita' di parcheggio nelle vie adiacenti.

- alberghi vicino alla sede del congresso (prezzi da 70-90 euro camera doppia): Le petit hotel (tel. 0115612626); Hotel Dogana Vecchia (tel. 0114366752); Antico Distretto, dista 1 Km. (camere doppie 60 euro) tel. 0115213713.

Per tutte queste soluzioni potete prenotare con booking.com o venere.com a prezzi spesso piu' convenienti che non l'accesso diretto.

- in sede potete dormire gratuitamente con il vostro sacco a pelo e materassino.

Pasti: I pasti saranno liberi in quanto nelle vie adiacenti la sede congressuale ci sono molte possibilita' di pranzare con 8-10 euro.

Trasporti in citta': il biglietto di trasporto urbano costa euro 1,50 e vale 90 minuti, il biglietto giornaliero costa euro 5 e vale 24 ore, il biglietto 2 giorni costa euro 7,50 e vale 48 ore, il biglietto 3 giorni costa euro 10 e vale 72 ore. I biglietti si acquistano nelle edicole, tabaccai, bar.

 

4. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

5. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

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