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[Nonviolenza] Telegrammi. 1533



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 1533 del 30 gennaio 2014

Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com

 

Sommario di questo numero:

1. All'amico e maestro Osvaldo Ercoli

2. Ricordato a Viterbo il martire antifascista Mariano Buratti a settanta anni dall'uccisione

3. Informazioni per partecipare al XXIV Congresso del Movimento Nonviolento a Torino dal 31 gennaio al 2 febbraio 2014

4. Segnalazioni librarie

5. La "Carta" del Movimento Nonviolento

6. Per saperne di piu'

 

1. EDITORIALE. ALL'AMICO E MAESTRO OSVALDO ERCOLI

 

All'amico e maestro Osvaldo Ercoli rivolgiamo oggi, in occasione del suo genetliaco, i piu' fervidi auguri di buon compleanno.

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Una breve notizia su Osvaldo Ercoli

Osvaldo Ercoli, nato a Vallerano (Vt) il 30 gennaio 1930, gia' professore amatissimo da generazioni di allievi, gia' consigliere comunale e provinciale, impegnato nel volontariato, nella difesa dell'ambiente, per la pace e i diritti di tutti, e' per unanime consenso nel viterbese una delle piu' prestigiose autorita' morali. Il suo rigore etico e la sua limpida generosita' a Viterbo sono proverbiali. E' tra gli animatori del comitato che si e' opposto vittoriosamente al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti. Nel 2007 ha promosso un appello per salvare l'area archeologica, naturalistica e termale del Bulicame dalla devastazione. E' stato scritto di lui: "Il professor Osvaldo Ercoli e' stato per decenni docente di matematica e fisica a Viterbo, citta' in cui e' da sempre un simbolo di rigore morale e civile, di impegno educativo, di sollecitudine per il pubblico bene, di sconfinata generosita'. Gia' pubblico amministratore comunale e provinciale di adamantina virtu', sono innumerevoli le iniziative in difesa dei diritti umani e dell'ambiente di cui e' stato protagonista; tuttora impegnato nel volontariato a sostegno di chi ha piu' bisogno di aiuto, e' altresi' impegnato in prima persona ovunque vi sia necessita' di smascherare e contrastare menzogne, ingiustizie, violenze... Avendo avuto il privilegio immenso di averlo come amico, come maestro di impegno civile, come compagno di tante lotte nonviolente, vorremmo cogliere questa occasione per esprimergli ancora una volta il nostro affetto, la nostra ammirazione, la nostra gratitudine; affetto, ammirazione e gratitudine che sappiamo essere condivise da tutte le persone di Viterbo e dell'Alto Lazio, da tutte le persone che hanno avuto l'onore di conoscerlo e che hanno a cuore la dignita' umana di tutti e di ognuno, la civilta' come legame comune e comune impegno dell'intero genere umano, la biosfera casa comune dell'umanita' intera".

 

2. INIZIATIVE. RICORDATO A VITERBO IL MARTIRE ANTIFASCISTA MARIANO BURATTI A SETTANTA ANNI DALL'UCCISIONE

 

Nell'ambito delle iniziative per il Giorno della Memoria, mercoledi' 29 gennaio 2014 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" si e' svolto un incontro di commemorazione del martire antifascista Mariano Buratti, di cui ricorre il 31 gennaio il settantesimo anniversario dell'uccisione.

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Nel nome e nel ricordo di Mariano Buratti

Il responsabile della struttura nonviolenta viterbese, Peppe Sini, ha ricordato la figura e l'opera del martire rievocando anche i ricordi che di lui ricevette da alcuni di coloro che erano stati suoi allievi al liceo, suoi sostenitori e compagni nella lotta antifascista, prosecutori della sua azione nell'ambito dell'impegno civile e pedagogico: per tutti il ricordo di Mariano Buratti fu un esempio cui ispirarsi, e questa fedelta' al suo nome e al suo ricordo ha ispirato altresi' anche nei decenni successivi gli allievi migliori del liceo di Viterbo che reca il suo nome.

Rievocando anche le liriche di "Focolare spento", la raccolta in cui Buratti aveva composto in nobili forme le dolorose tracce della sua vicenda familiare funestata dai lutti, anche in esse come nella pratica educativa, come nelle altre sue esperienze intellettuali e vicende esistenziali, e' stato colto ancora una volta l'afflato e l'impegno di solidarieta', la cognizione del dolore e la pietas, i sentimenti e le ragioni che hanno avuto sbocco, e sono per cosi' dire pienamente sbocciati - maturati e fioriti -, nella scelta resistenziale, nella lotta contro l'orrore nazifascista.

Ricordare Mariano Buratti significa proseguire la lotta di Mariano Buratti contro la barbarie, in difesa della vita, della dignita' e dei diritti di ogni essere umano. Una memoria che non accolga questo legato, che non assuma questo impegno, non sarebbe che una tragica menzogna, un vile tradimento. La memoria di Mariano Buratti ci convoca all'impegno morale e civile oggi, ci convoca alla responsabilita' dinanzi alle iniquita' presenti, ci convoca a proseguire la lotta contro il razzismo e contro il totalitarismo, contro i poteri criminali e la violenza persecutrice e assassina.

Nel nome e nel ricordo di Mariano Buratti oggi e qui dobbiamo batterci in primo luogo contro la persecuzione dei migranti.

Nel nome e nel ricordo di Mariano Buratti oggi e qui dobbiamo batterci in primo luogo per l'immediata abrogazione delle antileggi hitleriane che governi golpisti hanno imposto nel nostro paese negli ultimi decenni: antileggi hitleriane che hanno provocato sofferenze indicibili e finanche la morte ad innumerevoli esseri umani che speravano di trovare in Italia democrazia, accoglienza e solidarieta', che speravano di trovare in Italia il rispetto sincero e coerente della legge fondamentale del nostro paese, la Costituzione della Repubblica Italiana che riconosce e difende i diritti di tutti gli esseri umani.

Nel nome e nel ricordo di Mariano Buratti oggi e qui dobbiamo batterci in primo luogo per l'abolizione immediata dei campi di concentramento in cui persone che non hanno commesso nulla di male sono detenute fino a 18 mesi in condizioni disumane.

Nel nome e nel ricordo di Mariano Buratti oggi e qui dobbiamo batterci in primo luogo per l'abolizione immediata della scellerata pratica della deportazione; affinche' mai piu' le vittime di guerre e dittature giunte fortunosamente in Italia, sperando cosi' di esser scampate alla morte, siano riconsegnate ai loro carnefici.

Nel nome e nel ricordo di Mariano Buratti oggi e qui dobbiamo batterci in primo luogo affinche' cessi il favoreggiamento da parte delle istituzioni e delle normative italiane della riduzione in schiavitu' di tante vittime innocenti che vengono gettate nelle grinfie delle mafie schiaviste.

Nel nome e nel ricordo di Mariano Buratti oggi e qui dobbiamo batterci in primo luogo per il riconoscimento del diritto di tutti gli esseri umani a muoversi liberamente sul pianeta per trovare un luogo in cui convivere in pace e serenita', in questa Terra che e' la casa comune dell'umanita' intera.

Nel nome e nel ricordo di Mariano Buratti oggi e qui dobbiamo batterci in primo luogo per far cessare le guerre e le dittature; attraverso il disarmo, la cooperazione tra i popoli, la difesa nitida e intransigente dei diritti umani di tutti gli esseri umani.

Nel nome e nel ricordo di Mariano Buratti oggi e qui dobbiamo batterci in primo luogo affinche' in Italia cessi la persecuzione razzista dei migranti, ed affinche' l'Italia cessi di partecipare alle guerre assassine.

Nel nome e nel ricordo di Mariano Buratti oggi e qui dobbiamo continuare la lotta che fu la sua: contro la barbarie nazista che torna, contro la violenza assassina, contro la disumanizzazione dell'umanita'.

Nel nome e nel ricordo di Mariano Buratti oggi e qui noi chiediamo ancora una volta al governo e al parlamento del nostro paese l'abrogazione immediata di tutte le misure, le strutture e le pratiche razziste, la cessazione immediata della scellerata persecuzione dei nostri fratelli e delle nostre sorelle migranti, la cessazione immediata della partecipazione alle guerre, la cessazione immediata della produzione e del traffico di armi, la cessazione immediata della complicita' con i poteri criminali e stragisti.

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Una breve notizia su Mariano Buratti

Mariano Buratti nacque a Bassano di Sutri (ora Bassano Romano) il 15 gennaio 1902 e mori' fucilato dai nazisti a Forte Bravetta a Roma il 31 gennaio 1944. Insegnante e poeta, dopo l'8 settembre 1943 organizzo' una delle prime bande partigiane. Catturato dai nazifascisti nel dicembre 1943 a Roma, fu detenuto in via Tasso dove per settimane fu ripetutamente torturato (sopportando le torture "con la fierezza dei forti e col silenzio dei martiri"), per essere infine fucilato a Forte Bravetta insieme ad altri antifascisti. Medaglia d'oro della Resistenza, Il liceo di Viterbo in cui aveva insegnato e' intitolato al suo nome.

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La memoria della Shoah, la memoria della Resistenza

La commemorazione di Mariano Buratti faceva parte di una serie di iniziative commemorative e di incontri di studio, riflessione e mobilitazione contro il razzismo in relazione alla celebrazione del Giorno della Memoria della Shoah.

Nei dieci giorni tra il 17 gennaio e il 26 gennaio 2014 si sono svolti altrettanti incontri di studio nel corso dei quali sono stati letti e commentati testi di Theodor W. Adorno, Jean Amery, Guenther Anders, Hannah Arendt, Zygmunt Bauman, Edith Bruck, Margarete Buber Neumann, Albert Camus, Elias Canetti, Rene' Cassin, Andre' Chouraqui, Norbert Elias, Anne Frank, Stephane Hessel, Raul Hilberg, Etty Hillesum, Vladimir Jankelevitch, Milena Jesenska', Hans Jonas, Janusz Korczak, Primo Levi, Emmanuel Levinas, George L. Mosse, Leon Poliakov, i martiri della "Rosa Bianca", Jorge Semprun, Edith Stein, Tzvetan Todorov, Elie Wiesel, Annette Wieviorka, Michel Wieviorka; il 27 gennaio e' stata commemorata la figura di Vittorio Emanuele Giuntella; il 28 gennaio sono state commemorate le figure di Vittorio Emanuele Anticoli, Letizia Anticoli e Angelo Di Porto; nei prossimi giorni sono previste ulteriori iniziative.

 

3. INIZIATIVE. INFORMAZIONI PER PARTECIPARE AL XXIV CONGRESSO DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO A TORINO DAL 31 GENNAIO AL 2 FEBBRAIO 2014

[Dal Movimento Nonviolento (per contatti: tel. 0458009803, fax: 0458009212, e-mail: redazione at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org) riceviamo e volentieri diffondiamo]

 

Congresso del Movimento Nonviolento, Torino, 31 gennaio - 2 febbraio 2014

"Cominciamo dal disarmo... le proposte della nonviolenza"

E' questo il tema del XXIV Congresso nazionale del Movimento Nonviolento, che si terra' a Torino dal 31 gennaio al 2 febbraio 2014. Un momento importante di riflessione ed organizzazione per tutti gli amici e le amiche della nonviolenza che vedono nel Movimento Nonviolento, fondato da Aldo Capitini nel 1961, un punto di riferimento.

La politica del disarmo e per il disarmo e' una delle direttrici di azione del Movimento Nonviolento che da piu' di 50 anni opera nel nostro paese. L'opposizione integrale alla guerra e alla sua preparazione (cioe' opposizione a tutti gli eserciti e alla produzione di armi), e dunque la scelta del disarmo unilaterale, per il Movimento Nonviolento e' l'unica strada per dare vera attuazione all'articolo 11 della Costituzione italiana, che "ripudia la guerra"; e se la difesa della patria e' "sacro dovere" per ogni cittadino (art. 52 della Costituzione), c'e' assoluta urgenza di finanziare ed organizzare una "difesa civile", non armata e nonviolenta, che sappia neutralizzare i veri nemici che oggi minacciano l'integrita' e le fasce deboli della nostra comunita': la poverta', la disoccupazione, l'insicurezza.

Le enormi spese impiegate per mantenere la difesa armata del nostro Paese, oltre 25 miliardi di euro, sono sottratte direttamente ai diritti essenziali della nostra vita - il diritto al lavoro, alla casa e all'istruzione, le protezioni sociali e sanitarie, l'ambiente, l'aria, l'acqua, la legalita' e la partecipazione, la convivenza civile e la pace - dunque le armi anche se non utilizzate stanno gia' uccidendo e togliendo il futuro alle nuove generazioni.

Dal congresso nonviolento di Torino verra' lanciata anche l'iniziativa "Arena di pace e disarmo" che il 25 aprile 2014 vedra' riunito nell'anfiteatro di Verona l'intero popolo della pace, associazioni laiche e religiose, singole persone, per convergere in una comune campagna "per il disarmo militare e la difesa civile".

I lavori del Congresso si articoleranno in quattro commissioni di lavoro (disarmo/difesa, diritti/doveri, democrazia/politica, decrescita/semplicita' volontaria) e saranno preceduti da un dibattito pubblico su "L'Europa che vogliamo" nel corso del quale si affronteranno anche le questioni legate alla difesa europea e alla proposta dei corpi civili europei di pace.

A conclusione dei tre giorni torinesi, aperti a tuti gli interessati, verranno eletti gli organi rappresentativi ed esecutivi del Movimento Nonviolento.

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Programma dei lavori congressuali

Sala Gabriella Poli c/o Centro Studi Sereno Regis, via Garibaldi 13, Torino

Venerdi' 31 gennaio:

- ore 15,30 Percorsi di Pace (visita guidata di alcune tappe della citta').

- ore 18 "L'Europa che vogliamo: disarmo, difesa, diritti, democrazia..." Roberto Burlando (economista), Francesco Vignarca (Rid), Paolo Bergamaschi (funzionario Parlamento europeo), Roberto Palea (Mfe), saranno intervistati da Mao Valpiana.

A seguire buffet conviviale.

Sabato primo febbraio:

- ore 10 accoglienza.

- ore 10,15 insediamento Presidenza (P. Racca, R. Mendolia, P. Pugliese, M. Valpiana) e saluto di Nanni Salio del Centro Sereno Regis.

- ore 10,30 relazione della segreteria (Pasquale Pugliese) e della presidenza (Mao Valpiana).

- ore 11,30 interventi e dibattito sulle relazioni.

- ore 13 pausa pranzo.

- ore 15 ripresa lavori, interventi, formazione delle commissioni

- ore 16 lavori delle commissioni

1. Diritti/doveri (Daniele Taurino)

2. Disarmo/difesa (Massimiliano Pilati)

3. Democrazia/politica (Elena Buccoliero)

4. Decrescita/semplicita' volontaria/stili di vita (Raffaella Mendolia).

- ore 21,30 proiezione del docufilm "In marcia". 50 anni del Movimento Nonviolento, di Roberto Rossi e Roberta Mani.

Domenica 2 febbraio:

- ore 9 presentazione dei lavori delle commissioni, dibattito, presentazione mozioni.

- ore 11 votazione delle mozioni congressuali, nomine e adempimenti.

- ore 14 termine dei lavori e chiusura del XXIV congresso nazionale.

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Indicazioni logistiche

Il XXIV congresso del Movimento Nonviolento si svolgera' a Torino nei giorni 31 gennaio, primo e 2 febbraio 2014.

Luogo: il congresso si terra' nei locali del Centro Studi Sereno Regis, via Garibaldi 13, Torino (tel. 011532824). Siamo nel centro storico di Torino, zona pedonale, non accessibile alle auto.

Come arrivare: in treno dalle stazioni di Torino Porta Nuova (autobus 11 o tram 4); da Torino Porta Susa (tram 13 o autobus 56). A piedi da entrambe le stazioni 15 minuti. Per chi arriva in auto (autostrada da Piacenza) consigliamo di lasciarla parcheggiata in piazza Caio Mario e proseguire con il tram 4. Per chi arriva in auto (autostrada Milano) consigliamo di lasciarla nei parcheggi all'uscita dell'autostrada e proseguire con il tram 4. I parcheggi in centro sono tutti a pagamento.

Pernottamenti:

- in albergo (prezzi da 70-75 euro camera doppia) vicino alla stazione di Torino Porta Nuova: Albergo Bologna, corso Vittorio Emanuel 60, tel. 0115620193; Albergo Roma, piazza Carlo Felice 60, tel. 0115612772 questo albergo offre anche "camere turistiche" a 60 euro; Hotel Ibis Styles tel. 0115620653. Per le camere singole i prezzi sono 45-55 euro.

- in ostello: open 11, corso Venezia 11 (tel. 011250535), camere con bagno: doppie euro 49, triple euro 58, quadruple euro 74. Camera doppia uso singola euro 35. Posto letto in camera collettiva euro 19,50. La dotazione di asciugamani (facoltativa) costa 2,50 euro. Sito web dell'ostello: www.cooperativadoc.it

Dall'ostello alla sede del congresso autobus 11 (frequenza ogni 12 minuti - tempo di percorrenza 10 minuti). L'ostello e' raggiungibile dalla stazione di Torino Porta Nuova con l'autobus 11 e dalla stazione di Torino Porta Susa con l'autobus 10, fermata stazione Dora GTT; dall'aeroporto di Torino con il treno GTT. In auto possibilita' di parcheggio nelle vie adiacenti.

- alberghi vicino alla sede del congresso (prezzi da 70-90 euro camera doppia): Le petit hotel (tel. 0115612626); Hotel Dogana Vecchia (tel. 0114366752); Antico Distretto, dista 1 Km. (camere doppie 60 euro) tel. 0115213713.

Per tutte queste soluzioni potete prenotare con booking.com o venere.com a prezzi spesso piu' convenienti che non l'accesso diretto.

- in sede potete dormire gratuitamente con il vostro sacco a pelo e materassino.

Pasti: I pasti saranno liberi in quanto nelle vie adiacenti la sede congressuale ci sono molte possibilita' di pranzare con 8-10 euro.

Trasporti in citta': il biglietto di trasporto urbano costa euro 1,50 e vale 90 minuti, il biglietto giornaliero costa euro 5 e vale 24 ore, il biglietto 2 giorni costa euro 7,50 e vale 48 ore, il biglietto 3 giorni costa euro 10 e vale 72 ore. I biglietti si acquistano nelle edicole, tabaccai, bar.

 

4. SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

Riedizioni

- Il Corano, De Agostini, Novara 2004, Utet, Torino 2006, De Agostini, Novara 2013, pp. XX + 922, euro 12. Testo arabo a fronte, a cura di Gabriele Mandel, introduzione di Khaled Fouad Allam.

 

5. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

6. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 1533 del 30 gennaio 2014

Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

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