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[Nonviolenza] Telegrammi. 1590



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 1590 del 28 marzo 2014

Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XV)

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com

 

Sommario di questo numero:

1. Per l'intitolazione di una via cittadina a Sauro Sorbini

2. Un incontro in memoria di Sauro Sorbini

3. La scomparsa di Sauro Sorbini (7 marzo 2003)

4. Arena di pace e disarmo il 25 aprile a Verona

5. L'appello che promuove l'iniziativa "Arena di pace e disarmo"

6. "La cultura democratica italiana nel secondo Novecento". Un incontro di riflessione

7. Una lettera aperta al Sindaco di Roma per la chiusura del campo di concentramento di Ponte Galeria

8. Una proposta di lettera ai sindaci

9. Segnalazioni librarie

10. La "Carta" del Movimento Nonviolento

11. Per saperne di piu'

 

1. LETTERE. PER L'INTITOLAZIONE DI UNA VIA CITTADINA A SAURO SORBINI

 

Al Sindaco del Comune di Viterbo

e per opportuna conoscenza:

a tutti gli assessori della Giunta Comunale

a tutti i consiglieri del Consiglio Comunale

alla segretaria generale e ai dirigenti dei settori

Oggetto: Per l'intitolazione di una via cittadina a Sauro Sorbini

Egregio Sindaco,

sono trascorsi undici anni dalla scomparsa di Sauro Sorbini, illustre personalita' della cultura e della vita civile viterbese.

Tutti coloro che lo hanno conosciuto ne serbano un grato ricordo, di un maestro di vita, di un combattente per la liberta', la giustizia, la fratellanza, di un luminoso punto di riferimento morale e civile.

Anch'io come molti altri posso testimoniare del suo impegno per il bene comune, della sua generosita', della sua finezza di sentimenti e di cultura, del suo rigore intellettuale ed etico.

Un episodio vorrei ricordare tra infiniti altri: il suo fattivo, concreto sostegno alla solidarieta' con Nelson Mandela quando l'eroe della lotta contro il razzismo era detenuto nelle prigioni del regime razzista sudafricano: Sauro Sorbini contribui' anche materialmente alla campagna internazionale per la liberazione di Mandela che ebbi l'onore di coordinare per l'Italia.

Antifascista, aveva preso parte alla Resistenza, e di quel suo coraggioso e luminoso impegno amava parlare con tono autoironico ed antiretorico (come Calvino, come Fenoglio, come Meneghello); serbo un ricordo nitido e vivissimo delle conversazioni in cui mi raccontava di quella sua nobile scelta fatta - per usare la formula di Calamandrei - "per dignita', non per odio".

E' tempo che Viterbo onori adeguatamente questo grande suo cittadino, e la sua memoria valorizzi ad esortare ed educare alle civili virtu', giacche' il ricordo dei buoni sempre convoca e persuade al retto sentire ed agire, alle opere egregie, all'impegno sincero per il bene comune dell'umanita'.

Sono pertanto a proporre all'amministrazione comunale di Viterbo l'intitolazione di una via cittadina a Sauro Sorbini.

Distinti saluti,

Peppe Sini

Viterbo, 27 marzo 2014

 

2. INCONTRI. UN INCONTRO IN MEMORIA DI SAURO SORBINI

[Riproponiamo il seguente resoconto]

 

Si e' svolto la mattina di domenica 16 marzo 2014 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" un incontro in memoria di Sauro Sorbini, deceduto nel marzo 2003, resistente antifascista, anarchico di rettitudine e generosita' ineguagliabili, cittadino sollecito del pubblico bene, autentico filantropo, una delle piu' grandi e luminose figure della cultura e della vita civile viterbese.

*

Il responsabile della struttura nonviolenta viterbese, Peppe Sini, ha rievocato, con affetto e gratitudine che non si estinguono ma anzi si accrescono col passare del tempo, il magistero morale e civile di Sauro Sorbini.

E' stato uno dei nostri maestri maggiori, come Vittorio Emanuele Giuntella, come Alfio Pannega, come Raimondo Pesaresi, come Achille Poleggi; un maestro di liberta', di solidarieta', di responsabilita', di dignita'.

*

Nel ricordo di Sauro Sorbini le persone partecipanti all'incontro hanno ribadito una volta ancora un persuaso impegno contro tutte le uccisioni e le persecuzioni, contro la devastazione della biosfera, contro la guerra e contro il totalitarismo, per la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani.

Nostra patria e' il mondo intero.

Vi e' una sola umanita'.

*

Sarebbe bene che la citta' di Viterbo, trascorsi ormai oltre dieci anni dalla sua scomparsa, a Sauro Sorbini dedicasse una lapide e una via, e un convegno di studi, e una pubblicazione.

Sarebbe bene che Viterbo ricordasse e onorasse degnamente uno dei suoi cittadini piu' illustri.

La memoria di Sauro Sorbini sia per i viventi e i venturi esempio ed appello alla virtu', all'impegno diuturno affinche' tra gli esseri umani sia norma comune la liberta', l'eguaglianza, la fraternita'.

 

3. MEMORIA. LA SCOMPARSA DI SAURO SORBINI (7 MARZO 2003)

[Riproponiamo il seguente ricordo di Sauro Sorbini scritto il 7 marzo 2003, all'indomani della scomparsa]

 

E' deceduto Sauro Sorbini.

Partigiano, anarchico, cittadino di antiche virtu' repubblicane, una figura esemplare per generosita' e rigore.

Tutti a Viterbo lo abbiamo avuto per maestro.

La sua storica tipografia "Unione" nel cuore di Viterbo e' stata scuola di impegno civile per generazioni intere di militanti antifascisti: in tempi che ora sembrano lontani quanto quelli degli Ittiti, si andava li' a portare i manifesti da stampare, e Sauro li leggeva, suggeriva, discuteva, e sempre ti offriva un bicchierino di cognac, ti citava qualche verso del grande melodramma, raccontava qualche episodio della Resistenza, ricordava quel detto, quel gesto di Mazzini... con tratto amabile e squisito, col tratto ironico e garbato, di chi sa che la lotta e' ancora lunga e proprio per questo e' da condurla oggi, di chi sa che l'umanita' e' infelice, e proprio per questo tu oggi devi amarla: con ironia e pazienza, ed insieme con impazienza e sdegno.

E tu ascoltavi a bocca aperta, gli occhi lucidi, e ti dicevi: dunque l'anarchia e' possibile, dunque e' possibile la liberazione dell'umanita', dunque il fascismo puo' essere ancora e ancora sconfitto.

Sempre lo avemmo compagno di lotta ogni volta che al sopruso e alla menzogna era mestieri d'opporsi. E sempre e' mestieri d'opporsi alla menzogna e al sopruso.

Era leggendaria in citta' la sua figura e autorevole la sua parola: quando gli pareva che qualcosa accadesse di grave e che tutti tacessero, allora Sauro si stampava un manifesto a sua firma e sui muri i viterbesi leggevano quell'aspro vero che era duro e necessario sentirsi dire. Amava questa citta', amava l'umanita' Sauro Sorbini.

Anche noi, e tra le lacrime, qui gli rendiamo omaggio. Che viva la repubblica, che viva l'anarchia, che viva l'internazionale futura umanita'.

 

4. INIZIATIVE. ARENA DI PACE E DISARMO IL 25 APRILE A VERONA

 

Si svolgera' a Verona il 25 aprile l'iniziativa "Arena di pace e disarmo".

Per informazioni e adesioni: http://arenapacedisarmo.org

 

5. APPELLI. L'APPELLO CHE PROMUOVE L'INIZIATIVA "ARENA DI PACE E DISARMO"

 

La guerra e' il suicidio dell'umanita' (Papa Francesco)

Solo la nonviolenza ci salvera' (Mahatma Gandhi)

 

25 aprile 2014, all'Arena di Verona, una giornata di resistenza e liberazione

La resistenza oggi si chiama nonviolenza

La liberazione oggi si chiama disarmo

*

Premessa

L'Italia ripudia la guerra, ma noi continuiamo ad armarci.

Crescono le spese militari, si costruiscono nuovi strumenti bellici.

Il nostro Paese, in piena crisi economica e sociale, cade a picco in tutti gli indicatori europei e internazionali di benessere e di civilta', ma continua ad essere tra le prime dieci potenze militari del pianeta, nella corsa agli armamenti piu' dispendiosa della storia.

Ne sono un esempio i nuovi 90 cacciabombardieri F35, il cui costo di acquisto si attesta sui 14 miliardi di euro, mentre l'intero progetto Joint Strike Fighter superera' i 50 miliardi di euro; il nostro paese, inoltre, "ospita" 70 bombe atomiche statunitensi B-61 (20 nella base di Ghedi a Brescia e 50 nella base di Aviano a Pordenone) che si stanno ammodernando, al costo di 10 miliardi di dollari, in testate nucleari adatte al trasporto sugli F-35.

Gli armamenti sono distruttivi quando vengono utilizzati e anche quando sono prodotti, venduti, comprati e accumulati, perche' sottraggono enormi risorse al futuro dell'umanita', alla realizzazione dei diritti sociali e civili, garanzia di vera sicurezza per tutti.

Gli armamenti non sono una difesa da cio' che mette a rischio le basi della nostra sopravvivenza e non saranno mai una garanzia per i diritti essenziali della nostra vita - il diritto al lavoro, alla casa e all'istruzione, le protezioni sociali e sanitarie, l'ambiente, l'aria, l'acqua, la legalita' e la partecipazione, la convivenza civile e la pace; e inoltre generano fame, impoverimento, miseria, insicurezza perche' sempre alla ricerca di nuovi teatri e pretesti di guerra; impediscono la realizzazione di forme civili e nonviolente di prevenzione e gestione dei conflitti che salverebbero vite umane e risorse economiche.

Per immaginare e costruire gia' oggi un futuro migliore e' indispensabile, urgente, una politica di disarmo, partendo da uno stile di vita disarmante.

*

Proposta

Per questo proponiamo la convocazione di una iniziativa nonviolenta nazionale: un grande raduno, di tutte le persone, le associazioni, i movimenti della pace, della solidarieta', del volontariato, dell'impegno civile, che faccia appello non solo ai politici ma innanzitutto a noi stessi, chiedendo a chi vi partecipera' di assumersi la responsabilita' di essere parte del cambiamento che vogliamo vedere nel mondo.

*

Obiettivo

Scrollarsi dalle spalle illusioni e paure, rimettersi in piedi con il coraggio della responsabilita' e della partecipazione per disarmarci e disarmare l'economia, la politica, l'esercito.

 

6. INCONTRI. "LA CULTURA DEMOCRATICA ITALIANA NEL SECONDO NOVECENTO". UN INCONTRO DI RIFLESSIONE

 

Si e' svolto la sera di giovedi' 27 marzo 2014 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" un incontro di riflessione sul tema: "La cultura democratica italiana nel secondo Novecento: l'eredita' di Gobetti e di Gramsci".

All'incontro ha preso parte Paolo Arena.

*

Paolo Arena, critico e saggista, studioso di cinema, arti visive, weltliteratur, sistemi di pensiero, processi culturali e comunicazioni di massa, e' uno dei principali collaboratori del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo e fa parte della redazione di "Viterbo oltre il muro. Spazio di informazione nonviolenta", un'esperienza nata dagli incontri di formazione nonviolenta che per anni si sono svolti con cadenza settimanale a Viterbo; nel 2010 insieme a Marco Graziotti ha condotto un'ampia inchiesta sul tema "La nonviolenza oggi in Italia" con centinaia di interviste a molte delle piu' rappresentative figure dell'impegno nonviolento nel nostro paese. Ha tenuto apprezzate conferenze sul cinema di Tarkovskij all'Universita' di Roma "La Sapienza" e presso biblioteche pubbliche. Negli scorsi anni ha animato cicli di incontri di studio su Dante e su Seneca. Negli ultimi mesi ha animato due cicli di incontri di studio di storia della sociologia e di teoria del diritto. Fa parte di un comitato che promuove il diritto allo studio con iniziative di solidarieta' concreta.

 

7. REPETITA IUVANT. UNA LETTERA APERTA AL SINDACO DI ROMA PER LA CHIUSURA DEL CAMPO DI CONCENTRAMENTO DI PONTE GALERIA

 

Oggetto: Richiesta di intervento per la definitiva chiusura ed il conseguente smantellamento del campo di concentramento di Ponte Galeria

Egregio sindaco di Roma,

mi permetto di scriverle nel terzo giorno della decima "Settimana d'azione contro il razzismo" promossa in Italia dall'Unar (l'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali istituito presso il Ministero delle Pari Opportunita'), e di scriverle per porle una precisa richiesta di intervento: la definitiva chiusura ed il conseguente smantellamento del campo di concentramento di Ponte Galeria.

Nel territorio del suo Comune e' infatti ubicato un campo di concentramento, quello di Ponte Galeria, in cui sono detenuti esseri umani iniquamente perseguitati perche' migranti.

Quando era parlamentare lei si impegno' (con specifico riferimento allo scandalo che tuttora perdura dell'esistenza degli Ospedali psichiatrici giudiziari - in sigla: Opg - meglio noti come manicomi criminali) contro le istituzioni totali ed in difesa dei diritti umani di chi vi e' iniquamente detenuto.

Da sindaco di Roma lei puo' e deve impegnarsi per la definitiva chiusura ed il conseguente smantellamento del campo di concentramento di Ponte Galeria e per sollecitare l'immediata liberazione di chi vi e' iniquamente detenuto.

Lei sa bene che la Costituzione della Repubblica Italiana all'art. 2 afferma che "La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo", e all'articolo 10 afferma che "Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle liberta' democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica".

Lei sa bene che l'esistenza dei campi di concentramento lede alla radice la dignita' e i diritti umani, la democrazia, lo stato di diritto.

Con questa lettera aperta le chiedo di impegnarsi:

a) per l'immediata chiusura ed il conseguente smantellamento del campo di concentramento di Ponte Galeria, e per sollecitare l'immediata liberazione delle persone ivi iniquamente detenute;

b) ad invitare il Parlamento e il Governo ad abolire tutte le scellerate misure razziste, criminali e criminogene, palesemente incostituzionali, che configurano una abominevole persecuzione di esseri umani.

 

8. REPETITA IUVANT. UNA PROPOSTA DI LETTERA AI SINDACI

 

Alle persone, alle associazioni, alle istituzioni sollecite dell'eguaglianza di diritti di tutti gli esseri umani proponiamo di inviare la seguente proposta ai Sindaci dei Comuni italiani affinche' i Consigli comunali deliberino l'attribuzione della cittadinanza onoraria ai bambini nati nel territorio comunale da genitori non cittadini italiani ed ai bambini nati in Italia - anche se non nel territorio comunale - da genitori residenti nel territorio comunale non cittadini italiani.

La proposta intende estendere quanto piu' possibile l'iniziativa gia' realizzata da molte amministrazioni comunali col fine di ottenere al piu' presto dal Parlamento un pieno ed incondizionato riconoscimento legislativo del diritto di cittadinanza per tutti i nati nel territorio italiano.

Si allega un possibile modello di lettera da inviare ai sindaci.

*

Allegato: modello di lettera da inviare ai sindaci

al Sindaco del Comune di ...

e per opportuna conoscenza:

a tutti gli assessori comunali

a tutti i consiglieri comunali

Oggetto: Proposta di concessione della cittadinanza onoraria ai bambini nati nel territorio comunale da genitori non cittadini italiani ed ai bambini nati in Italia - anche se non nel territorio comunale - da genitori residenti nel territorio comunale non cittadini italiani

Egregio Sindaco,

come le sara' gia' noto, in molti Comuni d'Italia - da Venezia a Palermo - si sta procedendo alla concessione della cittadinanza onoraria ai bambini nati nel territorio di quei comuni da genitori ivi residenti non cittadini italiani.

L'iniziativa ha l'ovvia finalita' di promuovere la consapevolezza che a tutte le persone che nascono nel nostro paese devono essere riconosciuti ipso facto gli stessi diritti di tutte le altre persone nate nel nostro paese.

Sarebbe assai apprezzabile che anche il Comune di cui Lei e' Sindaco adottasse tale provvedimento dal profondo valore morale e civile, un atto simbolico che costituisce altresi' un invito al Parlamento affinche' legiferi finalmente il riconoscimento della cittadinanza italiana a tutti i nati nel territorio della Repubblica (il cosiddetto "ius soli").

Le proponiamo pertanto di farsi promotore di una proposta di deliberazione affinche' il Consiglio comunale di cui Lei e' Sindaco deliberi di concedere la cittadinanza onoraria ai bambini nati nel territorio comunale da genitori non cittadini italiani ed ai bambini nati in Italia - anche se non nel territorio comunale - da genitori residenti nel territorio comunale non cittadini italiani.

Distinti saluti,

Firma

Luogo e data

Indirizzo completo del mittente

 

9. SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

Letture

- Vasilij Grossman, La cagnetta, Adelphi, Milano 2013, pp. 94, euro 7.

- Goffredo Parise, Dobbiamo disobbedire, Adelphi, Milano 2013, pp. 80, euro 7.

- Giovanni Pozzi, Tacet, Adelphi, Milano 2013, pp. 48, euro 7.

*

Riedizioni

- Agota Kristof, Trilogia della citta' di K. (Il grande quaderno. La prova. La terza menzogna), Einaudi, Torino 1998, 2000, 2006, 2014, pp. IV + 384, euro 13.

 

10. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

11. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 1590 del 28 marzo 2014

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