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[Nonviolenza] Telegrammi. 1593



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 1593 del 31 marzo 2014

Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XV)

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com

 

Sommario di questo numero:

1. "Tolstoj e la scelta della nonviolenza". Un incontro di studio

2. Arena di pace e disarmo il 25 aprile a Verona: per informazioni, adesioni e e contatti

3. L'appello che promuove l'iniziativa "Arena di pace e disarmo"

4. "Arena di pace e disarmo", l'adesione del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo

5. "Arena di pace e disarmo", l'adesione dell'associazione "Respirare"

6. "Arena di pace e disarmo", l'adesione di "Viterbo oltre il muro"

7. "Arena di pace e disarmo", l'adesione del gruppo di lavoro su "La nonviolenza in Italia oggi"

8. Una lettera aperta al Sindaco di Roma per la chiusura del campo di concentramento di Ponte Galeria

9. Una proposta di lettera ai sindaci

10. Segnalazioni librarie

11. La "Carta" del Movimento Nonviolento

12. Per saperne di piu'

 

1. INCONTRI. "TOLSTOJ E LA SCELTA DELLA NONVIOLENZA". UN INCONTRO DI STUDIO

 

Si e' svolto nel pomeriggio di domenica 30 marzo 2014 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" un incontro di studio su "Tolstoj e la scelta della nonviolenza".

Nel corso dell'incontro sono stati letti e commentati alcuni testi del sommo scrittore russo.

*

Lev Tolstoj, nato nel 1828 e scomparso nel 1910, non solo grandissimo scrittore, ma anche educatore e riformatore religioso e sociale, propugnatore della nonviolenza. Opere di Lev Tolstoj: tralasciando qui le opere letterarie (ma cfr. almeno Tutti i romanzi, Sansoni, Firenze 1967; e Tutti i racconti, Mondadori, Milano 1991, 2005), della gigantesca pubblicistica tolstojana segnaliamo particolarmente almeno Quale scuola, Emme, Milano 1975, Mondadori, Milano 1978; La confessione, SE, Milano 1995; Perche' la gente si droga? e altri saggio su societa', politica, religione, Mondadori, Milano 1988; Il regno di Dio e' in voi, Bocca, Roma 1894, poi Publiprint-Manca, Trento-Genova 1988; l'antologia Tolstoj verde, Manca, Genova 1990; La vera vita, Manca, Genova 1991; La legge della violenza e la legge dell'amore, Edizioni del Movimento Nonviolento, Verona 1998; Il cammino della saggezza, Centro Gandhi Edizioni, Pisa 2010. Opere su Lev Tolstoj: dal nostro punto di vista segnaliamo particolarmente Pier Cesare Bori, Gianni Sofri, Gandhi e Tolstoj, Il Mulino, Bologna 1985; Pier Cesare Bori, Tolstoj, Edizioni cultura della pace, S. Domenico di Fiesole (Fi) 1991; Pier Cesare Bori, L'altro Tolstoj, Il Mulino, Bologna 1995; Amici di Tolstoi (a cura di), Tolstoi il profeta, Il segno dei Gabrielli, S. Pietro in Cariano (Vr) 2000.

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L'incontro di studio e' stato anche occasione per esprimere sostegno all'iniziativa del 25 aprile a Verona "Arena di pace e disarmo", sottolineando in particolare la condivisione del motto che apre l'appello di convocazione dell'iniziativa nonviolenta nazionale: "La resistenza oggi si chiama nonviolenza. La liberazione oggi si chiama disarmo".

 

2. INIZIATIVE. ARENA DI PACE E DISARMO IL 25 APRILE A VERONA: PER INFORMAZIONI, ADESIONI E CONTATTI

 

Si svolgera' a Verona il 25 aprile l'iniziativa "Arena di pace e disarmo".

Per informazioni, adesioni e contatti: e-mail: segreteria at arenapacedisarmo.org, sito: http://arenapacedisarmo.org

 

3. APPELLI. L'APPELLO CHE PROMUOVE L'INIZIATIVA "ARENA DI PACE E DISARMO"

 

La guerra e' il suicidio dell'umanita' (Papa Francesco)

Solo la nonviolenza ci salvera' (Mahatma Gandhi)

 

25 aprile 2014, all'Arena di Verona, una giornata di resistenza e liberazione

La resistenza oggi si chiama nonviolenza

La liberazione oggi si chiama disarmo

*

Premessa

L'Italia ripudia la guerra, ma noi continuiamo ad armarci.

Crescono le spese militari, si costruiscono nuovi strumenti bellici.

Il nostro Paese, in piena crisi economica e sociale, cade a picco in tutti gli indicatori europei e internazionali di benessere e di civilta', ma continua ad essere tra le prime dieci potenze militari del pianeta, nella corsa agli armamenti piu' dispendiosa della storia.

Ne sono un esempio i nuovi 90 cacciabombardieri F35, il cui costo di acquisto si attesta sui 14 miliardi di euro, mentre l'intero progetto Joint Strike Fighter superera' i 50 miliardi di euro; il nostro paese, inoltre, "ospita" 70 bombe atomiche statunitensi B-61 (20 nella base di Ghedi a Brescia e 50 nella base di Aviano a Pordenone) che si stanno ammodernando, al costo di 10 miliardi di dollari, in testate nucleari adatte al trasporto sugli F-35.

Gli armamenti sono distruttivi quando vengono utilizzati e anche quando sono prodotti, venduti, comprati e accumulati, perche' sottraggono enormi risorse al futuro dell'umanita', alla realizzazione dei diritti sociali e civili, garanzia di vera sicurezza per tutti.

Gli armamenti non sono una difesa da cio' che mette a rischio le basi della nostra sopravvivenza e non saranno mai una garanzia per i diritti essenziali della nostra vita - il diritto al lavoro, alla casa e all'istruzione, le protezioni sociali e sanitarie, l'ambiente, l'aria, l'acqua, la legalita' e la partecipazione, la convivenza civile e la pace; e inoltre generano fame, impoverimento, miseria, insicurezza perche' sempre alla ricerca di nuovi teatri e pretesti di guerra; impediscono la realizzazione di forme civili e nonviolente di prevenzione e gestione dei conflitti che salverebbero vite umane e risorse economiche.

Per immaginare e costruire gia' oggi un futuro migliore e' indispensabile, urgente, una politica di disarmo, partendo da uno stile di vita disarmante.

*

Proposta

Per questo proponiamo la convocazione di una iniziativa nonviolenta nazionale: un grande raduno, di tutte le persone, le associazioni, i movimenti della pace, della solidarieta', del volontariato, dell'impegno civile, che faccia appello non solo ai politici ma innanzitutto a noi stessi, chiedendo a chi vi partecipera' di assumersi la responsabilita' di essere parte del cambiamento che vogliamo vedere nel mondo.

*

Obiettivo

Scrollarsi dalle spalle illusioni e paure, rimettersi in piedi con il coraggio della responsabilita' e della partecipazione per disarmarci e disarmare l'economia, la politica, l'esercito.

 

4. INIZIATIVE. "ARENA DI PACE E DISARMO", L'ADESIONE DEL "CENTRO DI RICERCA PER LA PACE E I DIRITTI UMANI" DI VITERBO

[Riproponiamo il seguente intervento]

 

Promossa da illustri personalita' e da innumerevoli associazioni impegnate per la pace, la democrazia, la solidarieta', la nonviolenza e i diritti umani si svolgera' a Verona il 25 aprile l'iniziativa nonviolenta "Arena di pace e disarmo".

Per informazioni e adesioni: http://arenapacedisarmo.org

*

Aderiamo e proponiamo di aderire all'iniziativa a tutte le persone, le associazioni e le istituzioni democratiche: la pace e il disarmo sono il primo dovere, la prima necessita' per l'umanita' intera; la pace e il disarmo sono l'inveramento della Resistenza antifascista e della Liberazione che ha restituito dignita' e diritti al popolo italiano; la pace e il disarmo sono i valori, il fondamento e gli impegni di tutti i grandi documenti giuridici democratici solleciti del bene comune: dalla Carta delle Nazioni Unite alla Costituzione della Repubblica Italiana, dalla Dichiarazione universale dei diritti umani alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea. Solo pace e disarmo promuovono e garantiscono liberta', eguaglianza, fraternita'. Solo nella pace e attraverso il disarmo la civilta' umana avra' un futuro.

Come giustamente afferma l'appello di convocazione: "La resistenza oggi si chiama nonviolenza. La liberazione oggi si chiama disarmo".

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

5. INIZIATIVE. "ARENA DI PACE E DISARMO", L'ADESIONE DELL'ASSOCIAZIONE "RESPIRARE"

[Riproponiamo il seguente intervento]

 

L'associazione "Respirare" aderisce ed invita ad aderire all'iniziativa nonviolenta del 25 aprile 2014 a Verona "Arena di pace e disarmo".

Invitiamo altresi' gli interessati a visitare il sito internet dei promotori dell'iniziativa per ulteriori informazioni e adesioni: http://arenapacedisarmo.org

*

L'opposizione alla guerra e alle uccisioni di cui essa consiste e' il primo indispensabile passo per difendere i diritti umani, diritti di cui il primo - e indispensabile affinche' anche gli altri si diano - e' il diritto a non essere uccisi.

Poiche' la guerra e le uccisioni si compiono attraverso le armi, opporsi alla guerra e alle uccisioni implica e richiede di opporsi alle armi, e quindi impegnarsi contro la loro produzione, il loro commercio, il loro uso e l'addestramento al loro uso: per opporsi alla guerra e alle uccisioni occorre impegnarsi per il disarmo.

*

La pace e' la condizione della civile convivenza; la pace e' l'indispensabile premessa alla liberta' e alla giustizia; la pace e' la prima forma della solidarieta'; la pace e' il fondamento del rispetto della vita e dell'adempimento dei diritti di tutti gli esseri umani.

*

Il disarmo e' la via alla pace: senza disarmo non si ha pace, ma guerra o tregua armata e costante minaccia di guerra.

Il disarmo e' necessario alla democrazia: senza disarmo non si ha democrazia, ma compressione delle liberta', autoritarismo ed intimidazione.

*

Cessi la partecipazione italiana alla illegale e criminale guerra afgana ed agli altri interventi bellici e assassini.

Cessi la produzione italiana di armi assassini e si riconverta l'industria bellica a produzioni civili per il bene comune.

Cessi l'immane sperpero di pubbliche risorse per le armi e l'apparato militare, e si proceda al disarmo ed alla smilitarizzazione, ed all'avvio della Difesa popolare nonviolenta.

Cessi la complicita' italiana con le politiche di dominazione violenta, di sfruttamento e devastazione, e si impegni invece il nostro paese a politiche di cooperazione, di accoglienza, di responsabilita', di solidarieta' con tutti i popoli, di riconoscimento e difesa dei diritti di tutti gli esseri umani, di protezione della biosfera.

*

Il 25 aprile in cui si celebra la Liberazione dal fascismo sia il giorno in cui si convoca alla prosecuzione della lotta che fu della Resistenza in difesa della vita, della dignita' e dei diritti di tutti gli esseri umani; come e' stato giustamente scritto nell'appello di convocazione dell'"Arena di pace e disarmo" che si terra' il 25 aprile a Verona, "La Resistenza oggi si chiama nonviolenza. La Liberazione oggi si chiama disarmo".

L'Italia ripudia la guerra.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

6. INIZIATIVE. "ARENA DI PACE E DISARMO", L'ADESIONE DI "VITERBO OLTRE IL MURO"

[Riproponiamo il seguente intervento]

 

Il gruppo di formazione e informazione nonviolenta "Viterbo oltre il muro" esprime apprezzamento e sostegno all'iniziativa nonviolenta nazionale "Arena di pace e disarmo" che si svolgera' il 25 aprile 2014 a Verona, iniziativa promossa da un ampio arco di personalita' e di associazioni impegnate per la pace, la democrazia, i diritti umani.

Nel dichiarare la nostra adesione all'iniziativa evidenziamo in particolare la condivisione del motto che essa propone ad apertura dell'appello di convocazione: "La resistenza oggi si chiama nonviolenza. La liberazione oggi si chiama disarmo".

E' persuasione che condividiamo e proponiamo da anni, e consapevolezza che riteniamo decisiva per la politica necessaria per inverare il senso e i fini della Resistenza antifascista, per affermare il progetto e i valori attestati dalla Costituzione della Repubblica come dalla Carta delle Nazioni Unite come dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, per salvare l'umanita' dalla catastrofe.

Opporsi alla guerra e alle uccisioni e' il primo dovere di ogni persona decente, di ogni movimento democratico, di ogni ordinamento giuridico legittimo.

Il disarmo e' la via regia, la scelta indispensabile, per realizzare pace, giustizia, solidarieta', cooperazione internazionale, liberazione dei popoli, realizzazione dei diritti di tutti gli esseri umani, rispetto per l'intero mondo vivente.

La guerra, le armi e gli eserciti vanno aboliti.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

7. INIZIATIVE. "ARENA DI PACE E DISARMO", L'ADESIONE DEL GRUPPO DI LAVORO SU "LA NONVIOLENZA IN ITALIA OGGI"

[Riproponiamo il seguente intervento]

 

Il gruppo di lavoro su "La nonviolenza in Italia oggi" aderisce all'iniziativa "Arena di pace e disarmo" che si terra' il 25 aprile 2014 a Verona.

Condividiamo pienamente il motto dell'iniziativa enunciato con chiarezza in apertura dell'appello di convocazione: "La resistenza oggi si chiama nonviolenza. La liberazione oggi si chiama disarmo".

Affermare che la Resistenza prosegue nella nonviolenza, e che la Liberazione richiede il disarmo, implica indicare una politica precisa e necessaria:

1. l'opposizione integrale alla guerra, agli eserciti ed alle armi;

2. l'azione nonviolenta per la liberazione dei popoli, per la difesa della vita, della dignita' e dei diritti di tutti gli esseri umani, per la preservazione della biosfera;

3. e quindi, qui ed ora, l'impegno per la cessazione immediata della partecipazione militare italiana alla guerra afgana ed alle altre cosiddette "missioni di pace" o "antiterrorismo" o "antipirateria", che sono in realta' illegali interventi armati, criminali operazioni belliche, dagli esiti finanche assassini; azioni di guerra in flagrante contrasto con la Costituzione della Repubblica Italiana;

4. e quindi anche, qui ed ora, l'impegno per l'immediata abolizione di tutte le criminali misure razziste di persecuzione dei migranti, criminali misure razziste in cui continua la violenza fascista, criminali misure razziste in flagrante contrasto con la Costituzione della Repubblica Italiana.

Cominci subito il disarmo, la smilitarizzazione, la conversione dell'industria bellica a produzioni civili, la difesa popolare nonviolenta.

Cominci subito la pace con mezzi di pace.

Cominci subito la difesa nitida e intransigente, concreta e coerente, dei diritti umani di tutti gli esseri umani.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

8. REPETITA IUVANT. UNA LETTERA APERTA AL SINDACO DI ROMA PER LA CHIUSURA DEL CAMPO DI CONCENTRAMENTO DI PONTE GALERIA

[Riproponiamo una volta ancora la seguente lettera del 19 marzo 2014]

 

Oggetto: Richiesta di intervento per la definitiva chiusura ed il conseguente smantellamento del campo di concentramento di Ponte Galeria

Egregio sindaco di Roma,

mi permetto di scriverle nel terzo giorno della decima "Settimana d'azione contro il razzismo" promossa in Italia dall'Unar (l'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali istituito presso il Ministero delle Pari Opportunita'), e di scriverle per porle una precisa richiesta di intervento: la definitiva chiusura ed il conseguente smantellamento del campo di concentramento di Ponte Galeria.

Nel territorio del suo Comune e' infatti ubicato un campo di concentramento, quello di Ponte Galeria, in cui sono detenuti esseri umani iniquamente perseguitati perche' migranti.

Quando era parlamentare lei si impegno' (con specifico riferimento allo scandalo che tuttora perdura dell'esistenza degli Ospedali psichiatrici giudiziari - in sigla: Opg - meglio noti come manicomi criminali) contro le istituzioni totali ed in difesa dei diritti umani di chi vi e' iniquamente detenuto.

Da sindaco di Roma lei puo' e deve impegnarsi per la definitiva chiusura ed il conseguente smantellamento del campo di concentramento di Ponte Galeria e per sollecitare l'immediata liberazione di chi vi e' iniquamente detenuto.

Lei sa bene che la Costituzione della Repubblica Italiana all'art. 2 afferma che "La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo", e all'articolo 10 afferma che "Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle liberta' democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica".

Lei sa bene che l'esistenza dei campi di concentramento lede alla radice la dignita' e i diritti umani, la democrazia, lo stato di diritto.

Con questa lettera aperta le chiedo di impegnarsi:

a) per l'immediata chiusura ed il conseguente smantellamento del campo di concentramento di Ponte Galeria, e per sollecitare l'immediata liberazione delle persone ivi iniquamente detenute;

b) ad invitare il Parlamento e il Governo ad abolire tutte le scellerate misure razziste, criminali e criminogene, palesemente incostituzionali, che configurano una abominevole persecuzione di esseri umani.

 

9. REPETITA IUVANT. UNA PROPOSTA DI LETTERA AI SINDACI

[Riproponiamo una volta ancora la seguente proposta]

 

Alle persone, alle associazioni, alle istituzioni sollecite dell'eguaglianza di diritti di tutti gli esseri umani proponiamo di inviare la seguente proposta ai Sindaci dei Comuni italiani affinche' i Consigli comunali deliberino l'attribuzione della cittadinanza onoraria ai bambini nati nel territorio comunale da genitori non cittadini italiani ed ai bambini nati in Italia - anche se non nel territorio comunale - da genitori residenti nel territorio comunale non cittadini italiani.

La proposta intende estendere quanto piu' possibile l'iniziativa gia' realizzata da molte amministrazioni comunali col fine di ottenere al piu' presto dal Parlamento un pieno ed incondizionato riconoscimento legislativo del diritto di cittadinanza per tutti i nati nel territorio italiano.

Si allega un possibile modello di lettera da inviare ai sindaci.

*

Allegato: modello di lettera da inviare ai sindaci

al Sindaco del Comune di ...

e per opportuna conoscenza:

a tutti gli assessori comunali

a tutti i consiglieri comunali

Oggetto: Proposta di concessione della cittadinanza onoraria ai bambini nati nel territorio comunale da genitori non cittadini italiani ed ai bambini nati in Italia - anche se non nel territorio comunale - da genitori residenti nel territorio comunale non cittadini italiani

Egregio Sindaco,

come le sara' gia' noto, in molti Comuni d'Italia - da Venezia a Palermo - si sta procedendo alla concessione della cittadinanza onoraria ai bambini nati nel territorio di quei comuni da genitori ivi residenti non cittadini italiani.

L'iniziativa ha l'ovvia finalita' di promuovere la consapevolezza che a tutte le persone che nascono nel nostro paese devono essere riconosciuti ipso facto gli stessi diritti di tutte le altre persone nate nel nostro paese.

Sarebbe assai apprezzabile che anche il Comune di cui Lei e' Sindaco adottasse tale provvedimento dal profondo valore morale e civile, un atto simbolico che costituisce altresi' un invito al Parlamento affinche' legiferi finalmente il riconoscimento della cittadinanza italiana a tutti i nati nel territorio della Repubblica (il cosiddetto "ius soli").

Le proponiamo pertanto di farsi promotore di una proposta di deliberazione affinche' il Consiglio comunale di cui Lei e' Sindaco deliberi di concedere la cittadinanza onoraria ai bambini nati nel territorio comunale da genitori non cittadini italiani ed ai bambini nati in Italia - anche se non nel territorio comunale - da genitori residenti nel territorio comunale non cittadini italiani.

Distinti saluti,

Firma

Luogo e data

Indirizzo completo del mittente

 

10. SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

Riletture

- Isaac Bashevis Singer, Nuove storie della corte di mio padre, Longanesi, Milano 2001, Tascabili degli Editori Associati, Milano 2003, pp. 244.

*

Riedizioni

- Paul Auster, Trilogia di New York (Citta' di vetro. Fantasmi. La stanza chiusa), Einaudi, Torino 1996, 1998, 2005, 2014, pp. IV + 316, euro 12.

 

11. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

12. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

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