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[Nonviolenza] Telegrammi. 1644



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 1644 del 21 maggio 2014

Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XV)

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com

 

Sommario di questo numero:

1. Ereme li' ar circolo bocciofilo

2. Giobbe Santabarbara: Mi domando...

3. Francesco Gesualdi: Dal consumismo al benvivere

4. Francesco Gesualdi: Cristiani ed Europa

5. Peppe Sini: Una proposta

6. Un modello di lettera alle persone amiche

7. Un modello di lettera ai mezzi d'informazione

8. Alcune pubblicazioni di Francuccio Gesualdi e del "Centro nuovo modello di sviluppo"

9. Per promuovere incontri con Francuccio Gesualdi

10. Rileggendo alcuni libri di Roberto Mancini e di Daniela Padoan. Un incontro di riflessione

11. "Il lessico dell'economia". Un incontro di studio

12. Il 5 per mille a Erinna

13. Segnalazioni librarie

14. La "Carta" del Movimento Nonviolento

15. Per saperne di piu'

 

1. LA NOSTRA CAMPAGNA ELETTORALE. EREME LI' AR CIRCOLO BOCCIOFILO

 

Ereme li' ar circolo bocciofilo co' Gnagnarello e co' Ciceruacchio.

*

- Allora Pe', pe' cchi s'ha dda vota'?

- Pe' Francuccio Gesuarti, ne la lista Zzipra.

- 'Ndove?

- 'Ne la lista Zzipra, Gnagnare', e' ora che tte fai er cornocustico.

- Ma ch'ade' 'sta ristazzipra.

- La lista nostra.

- Ah, vabbe'. E c'e' la farcemmartello, si'?

- None.

- Come sarebb'a ddi'?

- Ah Cicero', nun te ce mette pure tu, nun c'e' la farcemmartello e bbasta, ce sta solo scritto Zzipra.

- E cche vor di'?

- Ade' 'n nome, de quer maschiotto greco, uno bravo, 'n compagno.

- Sara', mma ssenza farcemmartello...

- Da quanno nun se cantita piu' Ingrao nun ce se capisce piu' gnente.

- Vabbe', ma tocca vvota' 'sta lista Zzipra e dda' la preferenza ma Francuccio.

- E 'r zimbolo ch'ade'?

- Nun c'e'.

- Come nun c'e'? Manco c'e' 'r zimbolo?

- Aho', e mmo' bbasta. C'e' solo scritto Zzipra. Visto che tanto la farcemmartello nun c'e', mejo che nun c'e' gnente, no?

- Eh 'mbe', dimo de si'.

- Aho', ma io mica ce veggo, e ssi mme sbajo?

- Mettete ll'occhiali, Gnagnare', vedi de fa' quarcheccosa pure tu, eh.

- Vabbe', vabbe'. Mma ccerto, senza farcemmartello... Io vorrebbe da sape' chi le penza 'ste penzate.

- Famola finita e vedemo che s'ha dda' fa: tocca avvisa' Ggiggetto 'r sornacone, che ssenno' finisce che se sbaja;  tocca vvisa' 'Ntognaccio, Babbalone, la moje der sor Cencio e pure 'r fijo...

- E Cencio none?

- E che nun ce lo sai che so' cinquanni mo' che ccia' l'arzaime?

- Pur'esso?

- Pur'esso. E pure 'r poro Checcobraca.

- E Arfio so' quattranni mo' ch'e' mmorto.

- Semo sempre de meno, porco cane.

- Vedemo allora de dasse da fa'. Mo' annamo a la bottega der barbiere, doppo ar bar der Zozzone e doppo annamo ai ggiardinetti a vede si sse trova quarcuno oppure 'nnamo ar centranziani. Famola bbene 'n po' de propaganna. Tutti compatti se vota Francuccio.

- Francuccio Gesuarti listazzipra.

- E bravo Gnagnarello, nnamo, nnamo.

- E vviva Marze e vviva Ntogno Granci. Annamo.

*

- Francuccio Gesuarti listazzipra.

- Proletari de tutti li paesi, uniteve.

- Ner fosco fin der secolo morente...

 

2. EDITORIALE. GIOBBE SANTABARBARA: MI DOMANDO...

 

Mi domando se sia solo una mia impressione o non sia invece un dato di fatto che la generalita' della popolazione italiana a meno di una settimana dal voto poco o nulla sappia della presentazione alle elezioni europee di una lista dalla inedita denominazione de "L'altra Europa con Tsipras" e senza alcuna immagine sul simbolo (scelte che sembrano fatte apposta per non prendere un voto al di fuori della nicchia o della eburnea torre di chi ha avuto la bella pensata), lista che e' per avventura l'unica lista di sinistra in Italia, e che candida anche alcune persone di valore e amiche della nonviolenza, e tra queste quel Francuccio Gesualdi che sarebbe necessario come il pane che potesse rappresentarci al parlamento europeo.

Mi domando se sia solo una mia impressione o non sia invece una triste realta' che anche la campagna elettorale di questa lista gia' cosi' danneggiata dall'atteggiamento dei media dominanti (che amano solo il turpiloquio sozzo e le scempiaggini infami, che preferiscono il falso spettacolare all'umile vero, e questo e' gia' un pezzo di fascismo) sia stata perlopiu' cosi' autoreferenziale da risultare assai vicina all'invisibilita'; cosicche' la generalita' degli elettori italiani neppure sa che alle elezioni europee si presenta anche quest'unica lista di sinistra, che candida alcune persone di valore e amiche della nonviolenza, e tra queste quel Francuccio Gesualdi che sarebbe necessario come il pane che potesse rappresentarci al parlamento europeo.

*

Mi domando se sia solo una mia impressione o non sia invece l'urgenza delle urgenze che in questa manciata di giorni che restano prima del voto si faccia uno sforzo per raggiungere le tante, innumerevoli brave persone che se solo sapessero che e' candidato il Francuccio della scuola di Barbiana, il suscitatore di lotte e di solidarieta' fondamentali, lo voterebbero con entusiasmo e con entusiasmo si impegnerebbero nella campagna elettorale.

Mi domando se possiamo farcela a raddrizzare almeno un po' una campagna elettorale nata storta, e se questo possa essere il modo: chiarire che c'e' questa candidatura che e' un dono grande che non possiamo sprecare; chiarire che occorre che la lista che candida Francuccio Gesualdi raggiunga in tutta Italia il 4 per cento dei voti, che e' impresa titanica; chiarire che per quanti errori possano aver fatto i promotori di questa lista (e ne hanno fatti di colossali tanto per non perdere il vizio), essa resta l'unica lista in Italia con un programma di sinistra - ovvero fraterno, egalitario, libertario - e che candida persone amiche della nonviolenza che si oppongono quindi adeguatamente al fascismo e al nazionalismo, alla guerra e al razzismo, al maschilismo e alla dittatura degli sfruttatori, al modo di produzione schiavista ed ecocida; l'unica lista con un programma di sinistra e che candida persone amiche della nonviolenza che si impegnano quindi adeguatamente in difesa della democrazia, dell'eguaglianza di diritti di tutti gli esseri umani, della biosfera casa comune dell'umanita'.

Diciamolo: purtroppo non tutte le candidature sono di persone amiche della nonviolenza. Ma noi chiediamo di votare solo le persone amiche della nonviolenza. Ed in particolare nella circoscrizione dell'Italia centrale Francuccio Gesualdi che ha la concreta possibilita' di risultare la persona piu' votata se ci diamo da fare per far conoscere la sua candidatura.

*

E allora mi dico, e dico a chi volesse ascoltarmi:

1. chi di noi e' impegnato in esperienze collettive, parli ai suoi compagni di questa opportunita', e se possibile promuova iniziative pubbliche di informazione a sostegno di Francuccio Gesualdi;

2. chi di noi ha voce pubblica questa voce faccia sentire a sostegno di Francuccio Gesualdi;

3. chi di noi ha carta e penna scriva alle persone amiche, scriva ai giornali ed agli altri mass-media locali e nazionali che conosce, scriva nei social media cui partecipa, a sostegno di Francuccio Gesualdi;

4. e soprattutto, quel che e' decisivo: chi di noi conosce persone che stima le cerchi, ci parli e dica loro una parola franca a sostegno di Francuccio Gesualdi.

*

Oggi e' gia' mercoledi', e si vota domenica: non c'e' tempo da perdere.

Va da se' che a Tsipras auguriamo ogni bene, ma gli elettori che votano in Italia vogliono votare per i candidati che realmente possono eleggere.

Francuccio Gesualdi puo' caratterizzare la lista "L'altra Europa con Tsipras" in modo persuasivo molto al di la' delle purtroppo assai ristrette cerchie di militanti e di intellettuali che sanno tradurre l'acronimo di Syriza.

Francuccio Gesualdi e' la persona la cui candidatura puo' parlare al cuore di innumerevoli altre persone.

 

3. RIFLESSIONE. FRANCESCO GESUALDI: DAL CONSUMISMO AL BENVIVERE

[Ringraziamo di cuore Francuccio Gesualdi (per contatti: tel. 050826354, fax: 050827165, e-mail: coord at cnms.it, sito: www.cnms.it, blog: http://blog.francescogesualdi.eu/) per averci consentito di ripubblicare questo suo intervento.

Francuccio Gesualdi e' stato allievo di don Lorenzo Milani nell'esperienza della scuola di Barbiana, e' animatore dell'esperienza del "Centro nuovo modello di sviluppo" di Vecchiano, insieme a padre Alex Zanotelli ha promosso la nascita della "Rete di Lilliput", e' da sempre impegnato in molte iniziative concrete di solidarieta' e di difesa dei diritti umani e dell'ambiente, ha contribuito in misura decisiva a far nascere e crescere in Italia la consapevolezza, l'azione e le reti del consumo critico ed etico, del commercio equo e solidale, degli stili di vita sobri e responsabili, della solidarieta' dei consumatori del Nord del mondo con i lavoratori del Sud contro la violenza sfruttatrice delle multinazionali, dell'impegno contro la trappola del debito che dopo averli rapinati affama e strozza i popoli, dell'azione per garantire a tutta l'umanita' il diritto al cibo, all'acqua, a un ambiente vivibile, alla dignita']

 

Il mito della crescita si sta infrangendo contro il muro del limite che assedia il pianeta. Lo prova il petrolio ormai entrato nella sua fase discendente, l'acqua diventata risorsa scarsa in molte aree del globo, le derrate alimentari che stanno aumentando di prezzo, le discariche stracolme di rifiuti e il proliferare degli inceneritori nel tentativo disperato di sbarazzarci dei nostri avanzi, il clima che cambia.

Il pianeta Terra non tiene il passo con i nostri ritmi di consumo perfino nell'ambito dei prodotti rinnovabili: consumiamo pesce ad una velocita' superiore del 30% alla capacita' di rigenerazione dei mari, tagliamo piu' foreste di quante ne ripiantiamo, consumiamo piu' prodotti agricoli di quanti ne raccogliamo. Gli inglesi lo hanno battezzato overshoot day, il giorno del sorpasso, nel 2013 e' caduto il 20 agosto (1). Quel giorno la nostra voracita' ha superato la capacita' di rigenerazione della Terra. Finiti i frutti, abbiamo chiuso l'anno a spese del "capitale naturale": invece che vitelli abbiamo cominciato ad abbattere mucche, invece che pesci figli, abbiamo mangiato pesci madre, invece che raccolti agricoli, abbiamo consumato i semi. Di questo passo fra il 2030 e il 2040 avremo bisogno di due pianeti solo per le risorse rinnovabili.

Il peggio e' che l'umanita' giunge all'appuntamento con la scarsita' mentre meta' della popolazione mondiale non ha ancora conosciuto il gusto della dignita' umana. Ammassate nelle baraccopoli metropolitane o disperse nelle campagne, tre miliardi di persone vivono con meno di due dollari al giorno con conseguenze drammatiche sull'alimentazione, l'alloggio, la salute, la scolarita'. Esse hanno il diritto di mangiare, vestirsi, calzarsi, curarsi, studiare, viaggiare di piu', ma possono farlo solo se i benestanti accettano di sottoporsi a drastica cura dimagrante perche' c'e' competizione per le risorse e gli spazi ambientali che si fanno sempre piu' esigui.

E' stato dimostrato che se volessimo portare tutti gli abitanti del mondo al tenore di vita dei benestanti ci vorrebbero cinque pianeti. Noi non abbiamo quattro pianeti di scorta, con questo unico pianeta dobbiamo lasciare ai nostri figli una Terra vivibile e consentire agli impoveriti di uscire rapidamente dalla loro poverta'. L'unico modo per farcela, per coniugare equita' e sostenibilita', e' che i ricchi si convertano alla sobrieta', ad uno stile di vita personale e collettivo piu' parsimonioso, piu' pulito, piu' lento, piu' inserito nei cicli naturali.

Di fronte all'idea di dover ridurre i nostri consumi, la prima reazione e' di panico. Nella nostra fantasia si affacciano immagini di privazioni e di sofferenze. Ma la sobrieta' non significa ritorno alla candela o alla morte per tetano. Sobrieta' non va confusa con miseria, come consumismo non va confuso con benessere. La sobrieta' e' piu' un modo di essere che di avere. E' uno stile di vita che sa distinguere tra i bisogni reali e quelli imposti, che si organizza a livello collettivo per garantire a tutti il soddisfacimento dei bisogni umani con il minor dispendio di energia, che da' alle esigenze del corpo il giusto peso senza dimenticare le esigenze spirituali, affettive, intellettuali, sociali della persona. Sobrieta' significa capacita' di liberarsi dalla schiavitu' dell'inutile e del superfluo, ricordandoci che la civilta', nel vero senso della parola, non consiste nella moltiplicazione dei bisogni, ma nella capacita' di ridurli.

Percio', ogni volta che stiamo per comprare qualcosa chiediamoci se ne abbiamo davvero bisogno o se invece non stiamo cedendo alle pressioni della moda, della pubblicita', della competizione sociale.

Chiediamoci anche se abbiamo fatto tutto il possibile per riparare cio' che abbiamo. Se poi giungiamo alla conclusione che quell'oggetto proprio ci serve, procediamo con calma. Soprattutto non precipitiamoci in negozio per comprarne uno nuovo. Prima facciamo un giro presso amici e parenti per accertarci che non abbiano qualcosa di usato che fa al caso nostro.

Dal che si conclude che la sobrieta' ci chiede di liberarci anche dalla schiavitu' del possesso in modo da evitare lo spreco di materiali in beni sottoutilizzati. Ad esempio le automobili andrebbero piuttosto chiamate "auto immobili" perche' gran parte del tempo se ne stanno ferme per strada intasando la circolazione e trasformando tutti gli spazi pubblici in un grande parcheggio. Il nostro e' un popolo piuttosto attaccato alla proprieta' delle cose, ma dovremmo capire che il nostro interesse non e' possedere la lavatrice, l'automobile, o i libri, ma soddisfare il bisogno di pulizia, di mobilita', di lettura. Se entrassimo in questa logica scopriremmo altre modalita' di soddisfacimento dei nostri bisogni che consentirebbero un notevole risparmio di materiali.

Una via e' la condivisione, l'uso in comune dei beni. Un tipico esempio e' il trasporto pubblico organizzato dagli enti locali. Ma esistono molti altri campi di applicazione, sia di tipo commerciale che gratuito. Puo' essere la lavatrice a gettoni, l'adesione a un gruppo di condivisione dell'auto, l'acquisto di attrezzi in comune a livello di condominio, l'allestimento di biblioteche di quartiere.

Nella vita di tutti i giorni la sobrieta' passa attraverso piccole scelte fra cui meno auto piu' bicicletta, meno mezzo privato piu' mezzo pubblico, meno carne piu' legumi, meno prodotti globalizzati piu' prodotti locali, meno merendine confezionate piu' dolcetti fatti in casa, meno cibi surgelati piu' prodotti di stagione, meno acqua imbottigliata piu' acqua del rubinetto, meno cibi precotti piu' tempo in cucina, meno prodotti confezionati piu' prodotti sfusi, meno recipienti a perdere piu' prodotti alla spina, meno prodotti usa e getta piu' riciclaggio.

"Scegliamo buone pratiche - esortava Pitagora - l'abitudine le rendera' gradevoli". Parole sacrosante: siamo restii ai cambiamenti, per adottare nuovi stili di vita non basta ne' la convinzione, ne' la convenienza, ci vuole la sperimentazione. Possibilmente di gruppo perche' insieme le difficolta' si affrontano meglio. Non a caso "Bilanci di giustizia", la campagna italiana che educa a nuovi stili di vita,  propone di affrontare il cambiamento a gruppi di famiglie che risiedono nella stessa citta' o nella stessa vallata. L'invito e' a ritrovarsi, ad organizzare momenti conviviali durante i quali discutere, confrontarsi sulle difficolta' incontrate, cercare insieme la soluzione ai problemi irrisolti.

L'esperienza di Bilanci di giustizia ci dice che la sobrieta' e' non solo possibile, ma addirittura conveniente. Non tanto per il portafogli, quanto per la qualita' della vita.

Per troppo tempo abbiamo accettato l'idea che il benessere si misura con le quantita' di cose che gettiamo nel carrello della spesa, ma questo non e' benessere, e' benavere. E' un'idea di benessere che concepisce la persona umana come un bidone aspiratutto, un tubo digerente con la bocca sempre ben spalancata per inghiottire tutto cio' che la pubblicita' propone e uno sfintere anale sempre ben aperto per espellere una montagna di rifiuti. Un canale di collegamento fra il supermercato e la fogna, a cio' ci riduce il consumismo. E' arrivato il tempo di ribellarci a questa concezione della persona affermando che oltre che corpo, siamo anche dimensione affettiva, dimensione spirituale, dimensione intellettuale, dimensione sociale. Il vero benessere e' quella situazione in cui tutte queste dimensioni sono soddisfatte in maniera armonica. Ed e' bene insistere sul concetto di armonia perche' se perseguiamo una sola di questa entriamo in rotta di collisione con tutte le altre.

Noi lo constatiamo tutti i giorni su noi stessi: per comprare molto, abbiamo bisogno di molti soldi, per guadagnare molti soldi passiamo molto tempo al lavoro. Ci si affanna, si corre, si maledice il tempo che scappa. Otto ore di lavoro non bastano piu', e' necessario fare lo straordinario. Le ore passate fuori casa crescono, non c'e' piu' tempo per noi, per il rapporto di coppia, per la cura dei figli, per la vita sociale. Bisogna andare di fretta. Compaiono le insonnie, le nevrosi, le crisi di coppia, i disagi tenuti a bada con le sostanze. Il 39% degli europei dichiara di sentirsi stressato (2). Cresce la microcriminalita' dei giovani abbandonati a se stessi, cresce la solitudine dei bambini che si gettano nelle braccia della televisione. Secondo un'indagine condotta in Italia nel 2007, i bambini trascorrono giornalmente un'ora e trentasei minuti al televisiore, un'ora e cinque minuti al computer, cinquantacinque minuti in videogiochi (3).

Societa' liquida, cosi' Zygmunt Bauman definisce la nostra societa'. Una societa' dai legami fragili, instabili, frettolosi, in continua composizione e scomposizione proprio come le molecole d'acqua. Rapporti interpersonali consumati come gelati, una leccata e via. Esplode la comunicazione via cellulare, i messaggi sms inonndano l'etere nell'illusione che la quantita' possa compensare la qualita'. Ma in ambito umano la logica dell'usa e getta non funziona, il malessere affiora. Ogni volta in forma diversa come se privilegiasse il linguaggio in codice: depressione, anoressia, bulimia, alcolismo, tossicodipendenza, aggressivita'. Perfino il bullismo e' un prodotto della lacerazione e non e' con i giovani che dovremmo indignarci per il loro sadismo, ma con noi stessi: per la nostra latitanza, la nostra distrazione, la nostra noncuranza. Quando sui giornali comparve la notizia, nel giugno 2008, che una ragazzina di dodici anni si rinchiudeva in bagno e col cellulare si fotografava nuda, in pose sexy, per vendere le immagini ai compagni al fine di raggranellare soldi per comprarsi abiti firmati, lo psichiatra Paolo Crepet fu categorico: "E' solo l'ennesimo caso di solitudine e di crisi vissuti dagli adolescenti. Non possiamo dare la colpa ai dodicenni se danno piu' valore alla moda che alla loro dignita': e' il mondo degli adulti a essere andato in corto circuito".

Se vogliamo recuperare la felicita', dobbiamo riscoprire le altre dimensioni dell'essere umano: la spiritualita', la socialita', l'affettivita', la gratuita'. Questo e' il nocciolo della questione: noi non troveremo la misura nei consumi finche' non riusciremo a guardare all'avere con distanza e cio' non avverra' finche' non avremo riempito il nostro cuore e la nostra mente con altri principi ed altri valori di riferimento. Se riuscissimo a guardare ai consumi come persone libere, ci renderemmo conto che il benessere si raggiunge solo in parte con la disponibilita' di beni e molto di piu' organizzando il tempo in modo da lasciare piu' spazio alle relazioni familiari e sociali, costruendo le citta' in modo da favorire l'incontro fra le persone, garantendo un bagaglio culturale che consenta a ciascuno di realizzare tutto se stesso.

Quando le parole sono logore vanno cambiate. Ed ecco il benvivere, un termine coniato dagli indios dell'America Latina, che sta a indicare una situazione di armonia con se stessi, con gli altri, con la natura. Un obiettivo che non dipende tanto dalla disponibilita' di risorse, quanto dalle formule organizzative dell'abitare, del lavorare, del fare comunita', del prendersi cura dell'ambiente.

Per benvivere in citta' serve verde, centri storici chiusi al traffico, piste ciclabili, trasporti pubblici adeguati, piccoli negozi diffusi, punti di aggregazione. Per beneabitare servono piccoli condomini con spazi e servizi comuni che favoriscono l'incontro. Per benlavorare servono piccole attivita' diffuse sul territorio per evitare il pendolarismo e favorire la partecipazione. Per benrelazionarsi servono tempi di lavoro ridotti, pause televisive, tranquillita' economica, per favorire il dialogo e la distensione familiare. Tutto cio' non richiede barili di petrolio, ma scelte politiche.

*

Note

1. www.footprintnetwork.org

2. Eurostat, Key figures on health, 2001.

3. Indagine Sgw per l'associazione Moige, 2007.

 

4. RIFLESSIONE. FRANCESCO GESUALDI: CRISTIANI ED EUROPA

[Ringraziamo di cuore Francuccio Gesualdi (per contatti: tel. 050826354, fax: 050827165, e-mail: coord at cnms.it, sito: www.cnms.it, blog: http://blog.francescogesualdi.eu/) per averci consentito di ripubblicare questo suo intervento]

 

Le prossime elezioni politiche saranno un banco di prova. Per tutti, ma in particolare per i cristiani. Dovranno decidere se stare con Dio o con mammona. Per dirla con Papa Bergoglio, dovranno dimostrare se sono cristiani da pasticceria o seguaci di Cristo.

Per troppo tempo abbiamo concepito l'Europa come un'istituzione tecnica che si occupa di dettagli economici come il commercio, l'inflazione, il valore dell'euro, le contabilita' nazionali. Temi apparentemente aridi e neutri, ma vere bombe a orologeria a giudicare dai loro effetti.

L'Europa si trova nel mezzo di una crisi sociale senza precedenti. Nell'intera Unione Europea si contano 125 milioni di poveri, 28 milioni di disoccupati, 94 milioni di Neet, giovani che ne' studiano ne' lavorano. Numeri che trovano conferma in Italia con i suoi sette milioni di disoccupati, compresi gli scoraggiati e i cassaintegrati; i suoi dieci milioni di persone cadute in poverta' e altre dieci a rischio di caderci; i suoi due milioni di giovani che forse non si alzano neanche da letto dal momento che non hanno nessun tipo di impegno per la giornata.

I numeri sono andati peggiorando dal 2008, anno in cui scoppio' la crisi, prima bancaria, poi dei debiti sovrani, infine dell'intera economia. Una concatenazione di eventi niente affatto automatica, ma frutto di vere e proprie scelte di classe. Perche' in economia non esistono scelte neutre: o stai da una parte o stai dall'altra. Sfortunatamente per noi, l'Europa, o meglio l'insieme dei governi europei, si e' affrettata ad allinearsi sulle posizioni degli Usa, del Fondo Monetario Internazionale, ed ha scelto di salvare le banche contro i cittadini e i lavoratori.

I fatti sono noti. A fine 2007 i sistemi bancari delle due sponde dell'Atlantico sono arrivati sull'orlo della bancarotta come risultato di operazioni speculative andate male. Prontamente sono intervenuti i governi pompando migliaia di miliardi negli istituti bancari, parte messi a disposizione dalle banche centrali, parte attinti dai bilanci pubblici. A conti fatti risultera' che i soli governi europei hanno impegnato 4500 miliardi di euro per operazioni di salvataggio bancario. Ma poiche' quei soldi non li avevano, hanno indebitato i cittadini che oggi sono alle prese con un debito pubblico complessivo di 14000 miliardi di euro a livello di Unione Europea.

Poteva andare diversamente? Si'. Bastava decidere di limitarsi a proteggere i piccoli contocorrentisti, abbandonando al loro destino azionisti e grandi creditori, che sapendo leggere e scrivere dovrebbero sapere che se si prestano soldi a chi si diletta in scommesse, si puo' anche perdere tutto. In altre parole bastava fare come l'Islanda che ha evitato di indebitarsi oltre misura, limitandosi a proteggere i piccoli risparmiatori lasciando che tutti gli altri si leccassero le ferite.

Ma soprattutto poteva andare diversamente in seguito, quando la speculazione si abbatte' sui debiti sovrani ormai diventati l'anello debito della catena. La prima vittima della situazione fu la piccola Grecia che ad un tratto si trovo' costretta a dover pagare il 30% di interessi per ricevere anche un solo euro di prestito. L'Europa poteva scendere al suo fianco per difenderla dai lupi che le giravano attorno, sguainando la spada della legge e del potere di emissione della Banca Centrale Europea. Invece vesti' i panni del difensore dei creditori e assieme al Fondo monetario internazionale caccio' fuori i soldi per garantire i loro averi alle banche tedesche e francesi. Ma diventato il nuovo creditore, tiro' fuori il manganello e assieme agli altri due compari, il Fondo Monetario e la Bce, impose regole ferree di aggiustamento di bilancio.

Le conseguenze ce le hanno raccontate le organizzazioni sanitarie ed umanitarie. Tre milioni di greci, il 27,2% della popolazione, sono senza copertura sanitaria. La mortalita' alla nascita e' aumentata del 21% mentre la mortalita' infantile e' cresciuta del 43%. Stanno tornando malattie come la malaria e il virus Western Nile, mentre esplodono i casi di Aids e di tubercolosi come conseguenza della malnutrizione, del peggioramento delle condizioni igieniche e del collasso dei programmi di assistenza. Tra il 2007 e il 2011 i suicidi sono aumentati del 45%. Risultato drammatico della riduzione di spesa per la salute mentale che ha portato alla chiusura di moltissimi servizi di psichiatria.

L'austerita' non e' un flagello celeste. E' la conseguenza di un'impostazione mentale e politica che antepone l'ordine contabile e l'interesse dei creditori alla dignita' delle persone. Se l'Europa volesse, avrebbe molte altre strade a propria disposizione per tirare i paesi europei fuori dalla palude del debito. Per cominciare potrebbe riformare la Banca Centrale Europea trasformandola in un organo di governo della moneta al servizio della piena occupazione e della promozione sociale. Ma qualsiasi soluzione che non sia quella dell'austerita' presuppone un scelta di classe diversa da quella che ha fatto l'Europa. La scelta di stare dalla parte dei cittadini invece che dei creditori. Se l'Europa sapesse sciogliersi dall'abbraccio dei creditori e sapesse dire basta al debito come forma di spremitura delle comunita' nazionali per garantire rendite all'1% del pianeta che detiene il 40% della ricchezza mondiale, affermerebbe senza tentennamenti che il debito pubblico europeo ha assunto dimensioni troppo grandi per essere pagato. Sfiderebbe i creditori affermando che i sacrifici non possono essere a senso unico. Affermerebbe che quando un paese e' in difficolta' anche i creditori debbono fare la propria parte accettando riduzioni nella riscossione degli interessi e tagli alla restituzione di capitale.

In una situazione come la nostra servirebbe un giubileo come era in uso presso gli ebrei. Ma sarebbe gia' qualcosa se sostenessimo la proposta di Alexis Tsipras, candidato della sinistra alla presidenza della Commissione europea. Da cittadino greco che ha visto in faccia le conseguenze piu' estreme dell'austerita' propone la convocazione di una conferenza europea sul debito pubblico per discutere un piano d'uscita concordato. Dichiarazione di fallimento? Forse. Ma solo nell'ottica dei creditori. In quella dei cittadini sarebbe semplicemente difesa della dignita' umana.

Un altro ambito in cui la mentalita' mercantile dell'Europa sta creando cosi' gravi problemi da condurla all'implosione, e' la gestione dell'euro. E' ormai a tutti ben chiaro che senza provvedimenti atti a colmare le differenze territoriali, l'euro e' una ghigliottina al servizio delle imprese piu' forti per decapitare quelle piu' deboli. Se dunque vorra' mantenere la moneta unica, l'Europa dovra' frenare i paesi piu' forti e rafforzare i piu' deboli. Questo dovrebbe fare un'Europa a vocazione sociale: vigilare che nessuno si espanda a tal punto da danneggiare gli altri e intervenire con misure fiscali, doganali, creditizie per rendere il contesto europeo piu' omogeneo da un punto di vista salariale, normativo, contributivo. Se invece si incaponira' a voler fare il custode della guerra di tutti contro tutti, lasciando che i piu' forti sopraffacciano i piu' deboli, beh allora non solo scomparira' l'euro, ma la stessa Unione Europea che si trasformera' in una polveriera di odio reciproco.

Potremmo continuare a parlare dell'ottusita' sociale dell'Europa, soffermandoci sull'ostilita' verso gli immigrati, sullo stravolgimento della cooperazione internazionale dirottata sempre di piu' in attivita' mercantile, sugli stretti legami con le lobby finanziarie e imprenditoriali, sugli accordi a protezione degli investimenti portati avanti in gran segreto con gli Stati Uniti.

In conclusione il grande fine da perseguire e' cambiare anima all'Europa. Farla passare dal Dna mercantile a quello sociale. Farla smettere di essere ostaggio di banche, assicurazioni e ogni altro genere di multinazionale, per farla diventare paladina della pace, del creato, della dignita' del bambino, del disoccupato, dell'anziano, dell'ammalato, del rifugiato, del senza casa, del senza scuola, del senza futuro. Ma l'Europa non cambiera' da sola. Lo fara' solo se costretta dal basso. Tocca a noi, a ciascuno di noi, e in particolare ai cristiani, costruire quella forza d'urto capace di scuoterla. Se non ora, quando?

 

5. REPETITA IUVANT. PEPPE SINI: UNA PROPOSTA

 

Alle persone amiche che sentono come me l'esigenza di impegnarsi affinche' una persona rappresentativa della nonviolenza come Francuccio Gesualdi possa essere eletto al parlamento europeo, cosa che sarebbe un bene per tutti, propongo di scrivere delle lettere alle persone loro amiche ed ai mezzi d'informazione - i media locali, nazionali, "social" - per segnalare la candidatura di Francuccio Gesualdi.

Allego due modelli di lettera che chiunque puo' utilizzare con le eventuali modifiche che riterra' opportune.

E ricordo che occorre che la lista raggiunga almeno il 4 per cento a livello nazionale per superare la soglia di sbarramento, cosicche' anche se Francuccio Gesualdi e' candidato solo nella circoscrizione dell'Italia centrale, affinche' possa essere eletto occorre votare la lista "L'altra Europa per Tsipras" anche nel resto d'Italia, poiche' i soli voti dell'Italia centrale non possono bastare.

Mancano pochi giorni al voto. Adesso occorre fare il massimo sforzo. E grazie fin d'ora.

La nonviolenza e' in cammino.

 

6. MATERIALI. UN MODELLO DI LETTERA ALLE PERSONE AMICHE

 

Carissime e carissimi,

vorrei farvi sapere che nella circoscrizione dell'Italia centrale nella lista "L'altra Europa con Tsipras" e' candidato Francuccio Gesualdi.

Francuccio Gesualdi e' stato allievo di don Lorenzo Milani nella scuola di Barbiana, e' animatore del "Centro nuovo modello di sviluppo" di Vecchiano, insieme a padre Alex Zanotelli ha promosso la nascita della "Rete di Lilliput", e' da sempre impegnato in molte iniziative concrete di solidarieta' e di difesa dei diritti umani e dell'ambiente, ha contribuito a far nascere e crescere in Italia la consapevolezza, l'azione e le reti del consumo critico ed etico, del commercio equo e solidale, degli stili di vita sobri e responsabili, dell'impegno per garantire a tutta l'umanita' il diritto al cibo, all'acqua, a un ambiente vivibile, alla dignita'. Ha scritto libri utilissimi come ad esempio il Manuale per un consumo responsabile (1999), Sobrieta' (2005), Le catene del debito (2013).

Vi proporrei sia di votarlo, sia di far circolare l'informazione.

Con Francuccio Gesualdi possiamo portare al parlamento europeo le esperienze, le riflessioni, le lotte e le proposte veramente necessarie.

Grazie dell'attenzione, grazie della solidarieta'.

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7. MATERIALI. UN MODELLO DI LETTERA AI MEZZI D'INFORMAZIONE

 

Gentili signori,

vorrei farvi sapere che nella circoscrizione dell'Italia centrale nella lista "L'altra Europa con Tsipras" e' candidato Francuccio Gesualdi.

Francuccio Gesualdi e' stato allievo di don Lorenzo Milani nella scuola di Barbiana, e' animatore del "Centro nuovo modello di sviluppo" di Vecchiano, insieme a padre Alex Zanotelli ha promosso la nascita della "Rete di Lilliput", e' da sempre impegnato in molte iniziative concrete di solidarieta' e di difesa dei diritti umani e dell'ambiente, ha contribuito a far nascere e crescere in Italia la consapevolezza, l'azione e le reti del consumo critico ed etico, del commercio equo e solidale, degli stili di vita sobri e responsabili, dell'impegno per garantire a tutta l'umanita' il diritto al cibo, all'acqua, a un ambiente vivibile, alla dignita'. Ha scritto libri utilissimi come ad esempio il Manuale per un consumo responsabile (1999), Sobrieta' (2005), Le catene del debito (2013).

Per informazioni e contatti: Centro nuovo modello di sviluppo, via della Barra 32, 56019 Vecchiano (Pisa), tel. 050826354, fax: 050827165, e-mail: coord at cnms.it, sito: www.cnms.it

Grazie dell'attenzione e distinti saluti.

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8. MATERIALI. ALCUNE PUBBLICAZIONI DI FRANCUCCIO GESUALDI E DEL "CENTRO NUOVO MODELLO DI SVILUPPO"

 

- Franco Gesualdi, Signorno', Guaraldi, Rimini-Firenze 1972.

- Franco Gesualdi, Economia: conoscere per scegliere, Libreria Editrice Fiorentina, Firenze 1982.

- Franco Gesualdi e Pierangelo Tambellini del Centro nuovo modello di sviluppo (Vecchiano - Pi), Energia nucleare. Cos'e' e i rischi a cui ci espone, Movimento Nonviolento, Perugia 1997.

- Centro nuovo modello di sviluppo, Lettera ad un consumatore del Nord, Emi, Bologna 1990, 1994.

- Centro nuovo modello di sviluppo, Boycott! Scelte di consumo scelte di giustizia. Manuale del consumatore etico, Macro/edizioni, San Martino di Sarsina (Fo) 1992.

- Francuccio Gesualdi, Jose' Luis Corzo Toral, Don Milani nella scrittura collettiva, Edizioni Gruppo Abele, Torino 1992.

- Centro nuovo modello di sviluppo, Sulla pelle dei bambini, Emi, Bologna 1994, 1995.

- Centro nuovo modello di sviluppo, Nord/Sud. Predatori, predati e opportunisti. Guida alla comprensione e al superamento dei meccanismi che impoveriscono il Sud del mondo, Emi, Bologna 1993, 1996.

- Centro nuovo modello di sviluppo, Guida al consumo critico. Informazioni sul comportamento delle imprese per un consumo consapevole, Emi, Bologna 1996.

- Centro nuovo modello di sviluppo, Sud-Nord. Nuove alleanze per la dignita' del lavoro, Emi, Bologna 1996, 1997.

- Centro nuovo modello di sviluppo, Geografia del supermercato mondiale. Produzione e condizioni di lavoro nel mondo delle multinazionali, Emi, Bologna 1996.

- Centro nuovo modello di sviluppo, Ai figli del pianeta. Scelte per un futuro vivibile, Emi, Bologna 1998.

- Francesco Gesualdi del Centro nuovo modello di sviluppo, Manuale per un consumo responsabile. Dal boicottaggio al commercio equo e solidale, Feltrinelli, Milano 1999.

- Francesco Gesualdi, Giamila Gesualdi, Paola Costanzo, Te', infusi e tisane dal mondo, Sonda, Torino-Milano 2001.

- Centro nuovo modello di sviluppo, Guida al risparmio responsabile. Informazioni sui comportamenti delle banche per scelte consapevoli, Emi, Bologna 2002.

- Centro nuovo modello di sviluppo, Guida al telefono critico. Il mondo della telefonia messo a nudo, Terre di mezzo, Milano 2002.

- Willy Mutunga, Francesco Gesualdi, Stephen Ouma, Consumatori del nord lavoratori del sud. Il successo di una campagna della societa' civile contro la Del Monte in Kenya, Emi, Bologna 2003.

- Francesco Gesualdi, Acquisti trasparenti, Emi, Bologna 2005.

- Francesco Gesualdi, Giamila Gesualdi, Tutti i tipi di te', Sonda, Torino-Milano 2005.

- Francesco Gesualdi, John Pilger, Comprare con giustizia, Emi, Bologna 2005.

- Francesco Gesualdi, Centro nuovo modello di sviluppo, Sobrieta'. Dallo spreco di pochi ai diritti per tutti, Feltrinelli, Milano 2005.

- Centro nuovo modello di sviluppo, Ai giovani figli del pianeta. Scegliamo insieme un futuro per tutti, Emi, Bologna 2005.

- Centro nuovo modello di sviluppo, Guida al vestire critico, Emi, Bologna 2006.

- Francesco Gesualdi, Acqua con giustizia e sobrieta', Emi, Bologna 2007.

- Francesco Gesualdi, Il mercante d'acqua, Feltrinelli Milano 2007.

- Francesco Gesualdi, Lorenzo Guadagnucci, Dalla parte sbagliata del mondo. Da Barbiana al consumo critico: storia e opinioni di un militante, Terre di mezzo, Milano 2008.

- Francesco Gesualdi, Vito Sammarco, Consumattori. Per un nuovo stile di vita, La Scuola, Brescia 2009.

- Francesco Gesualdi, L'altra via. Dalla crescita al benvivere, programma per un'economia della sazieta', Terre di Mezzo, Milano 2009.

- Francesco Gesualdi, Dario Bossi, Il prezzo del ferro. Come si arricchisce la piu' grande multinazionale del ferro e come resistono le vittime a livello mondiale, Emi, Bologna 2010.

- Francesco Gesualdi, Cercatori del regno. Cammino missionario verso la Pasqua 2011. Una Quaresima per crescere nella spiritualita' dei nuovi stili di vita, Emi, Bologna 2011.

- Francesco Gesualdi, I fuorilega del nordest, Dissensi, 2011.

- Centro nuovo modello di sviluppo, I mercanti della notizia. Guida al controllo dell'informazione in Italia, Emi, Bologna 2011.

- Francesco Gesualdi, Facciamo da soli. Per uscire dalla crisi, oltre il mito della crescita: ripartiamo dal lavoro e riprendiamoci l'economia, Altreconomia, Milano 2012.

- Francesco Gesualdi, Le catene del debito. E come possiamo spezzarle, Feltrinelli, Milano 2013.

- Francesco Gesualdi, L'economia del bene comune, Feltrinelli, Milano 2013.

- Francesco Gesualdi, Cambiare il sistema. La storia e il pensiero del padre del consumo critico, fondatore del "Centro nuovo modello di sviluppo", Altreconomia, Milano 2014.

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Ovviamente cfr. inoltre anche almeno:

- Scuola di Barbiana, Lettera a una professoressa, Libreria Editrice Fiorentina, Firenze 1967.

- AA. VV., La Rete di Lilliput. Alleanze, obiettivi, strategie, Emi, Bologna 2001.

 

9. RIFERIMENTI. PER PROMUOVERE INCONTRI CON FRANCUCCIO GESUALDI

 

Contattare il Centro nuovo modello di sviluppo, via della Barra 32, 56019 Vecchiano (Pisa), tel. 050826354, fax: 050827165, e-mail: coord at cnms.it, sito: www.cnms.it

 

10. INCONTRI. RILEGGENDO ALCUNI LIBRI DI ROBERTO MANCINI E DI DANIELA PADOAN. UN INCONTRO DI RIFLESSIONE

 

Si e' svolto nel pomeriggio di martedi' 20 maggio 2014 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" un incontro di riflessione centrato sulla rilettura di alcuni libri di Roberto Mancini e di Daniela Padoan di particolare valore per una cultura della pace, della solidarieta', della dignita' umana, della nonviolenza liberatrice.

In particolare sono state lette e commentate alcune pagine del libro di Roberto Mancini, L'amore politico. Sulla via della nonviolenza con Gandhi, Capitini e Levinas, Cittadella, Assisi 2005; e dei libri di Daniela Padoan, Come una rana d'inverno. Conversazioni con tre donne sopravvissute ad Auschwitz, Bompiani, Milano 2004; e Le Pazze. Un incontro con le Madri di Plaza de Mayo, Bompiani, Milano 2005.

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Roberto Mancini, nato a Macerata nel 1958, docente di filosofia teoretica e di ermeneutica filosofica presso la facolta' di lettere e filosofia dell'Universita' di Macerata, ha dato rilevanti contributi alla riflessione nonviolenta. Tra le opere di Roberto Mancini: L'uomo quotidiano. Il problema della quotidianita' nella filosofia marxista contemporanea, Marietti, Casale Monferrato 1985; Linguaggio e etica. La semiotica trascendentale di Karl Otto Apel, Marietti, Casale Monferrato 1988; Comunicazione come ecumene. Il significato antropologico e teologico dell'etica comunicativa, Queriniana, Brescia 1991; L'ascolto come radice. Teoria dialogica della verita', Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 1995; Esistenza e gratuita'. Antropologia della condivisione, Cittadella Editrice, Assisi 1996; Etiche della mondialita'. La nascita di una coscienza planetaria, Cittadella Editrice, Assisi 1997 (in collaborazione con altri); Il dono del senso. Filosofia come ermeneutica, Cittadella Editrice, Assisi 1999; Il silenzio, via verso la vita. (Il codice nascosto. Silenzio e verita'), Edizioni Qiqajon, Magnago 2002; Senso e futuro della politica. Dalla globalizzazione a un mondo comune, Cittadella Editrice, Assisi 2002; L'uomo e la comunita', Qiqajon, Magnago 2004; Il senso del tempo e il suo mistero, Pazzini, Villa Verucchio (Rimini) 2005; L'amore politico, Cittadella, Assisi 2005; Esistere nascendo. La filosofia maieutica di Maria Zambrano, Citta' Aperta, 2007; Desiderare il futuro. Fede cristiana e unita' della speranza umana, Pazzini, 2008; L'umanita' promessa. Vivere il cristianesimo nell'eta' della globalizzazione, Qiqajon, Magnago 2009; con  Fabiola Falappa, Carla Canullo, Per una antropologia della creaturalita', Il Pozzo di Giacobbe, Trapani 2009; La laicita' come metodo. Ragioni e modi per vivere insieme, Cittadella, Assisi 2009; L'ascolto come radice, Edizioni Scientifiche Italiane, 2009; Sperare con tutti, Qiqajon, Magnago 2010; Il servizio dell'interpretazione. Modelli di ermeneutica nel pensiero contemporaneo, Il Pozzo di Giacobbe, Trapani 2010; Per un'altra politica, Cittadella, Assisi 2010; Idee eretiche. Trentatre' percorsi verso un'economia delle relazioni, della cura e del bene comune, Altreconomia, Milano 2010. Si veda anche l'intervista apparsa in "Coi piedi per terra" n. 402 e quella nei "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 420. Dal sito "L'altra Europa con Tsipras" riprendiamo la seguente scheda: "Roberto Mancini e' professore ordinario di Filosofia teoretica all'Universita' di Macerata e docente a contratto di Economia umana all'Accademia di Architettura dell'Universita' della Svizzera Italiana a Mendrisio. Ha pubblicato 30 volumi e circa 300 articoli sui temi della logica del dono, dell'etica, del cambiamento del paradigma della politica, dei diritti umani, del dialogo tra le culture e tra le religioni, e della ricerca di un'altra economia. E' editorialista di "Altreconomia". Collabora da molti anni con il Coordinamento nazionale delle comunita' di accoglienza, con la Caritas, con Mondo solidale e le Botteghe del commercio equo e solidale, con la Comunita' volontari per il mondo di Ancona. E' membro del direttivo dell'Universita' per la pace delle Marche. Nel 2009 ha ricevuto il "premio Zamenhoff - Voci della pace" dalla Regione Marche".

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Daniela Padoan e' una prestigiosa giornalista e saggista femminista. Dalla bella rivista "Via Dogana" riprendiamo la seguente scheda di presentazione: "Daniela Padoan collabora con la televisione e la stampa, in particolare con 'Il manifesto'. Nel pensiero della differenza ha trovato un tassello mancante, degli elementi in piu' per la lettura di avvenimenti attuali e storici come la vicenda delle Madres de la Plaza de Mayo ("la lotta politica forse piu' radicale di questi decenni"), o la Shoah, che Daniela ha indagato in un suo libro, attraverso tre conversazioni con donne sopravvissute ad Auschwitz (Come una rana d'inverno, Bompiani, Milano 2004)". Tra le opere di Daniela Padoan: Miti e leggende del mondo antico, Sansoni scuola, Firenze 1996; Miti e leggende dei popoli del mondo, Sansoni scuola, Firenze 1998; (a cura di), Un'eredita' senza testamento, Quaderni di "Via Dogana", Milano 2001; (a cura di), Il cuore nella scrittura. Poesie e racconti delle Madres de Plaza de Mayo, Quaderni di "Via Dogana", Milano 2003; Come una rana d'inverno, Bompiani, Milano 2004; Le Pazze. Un incontro con le Madri di Plaza de Mayo, Bompiani, Milano 2005; Ermanno Olmi. Il sentimento della realta', Editrice San Raffaele, Milano 2008. Dal sito "L'altra Europa con Tsipras" riprendiamo la seguente scheda: "Daniela Padoan e' scrittrice e saggista. Da anni si occupa di razzismo e dei totalitarismi del Novecento, con particolare attenzione alla testimonianza delle dittature e alle pratiche di resistenza femminile ai regimi. Fra i suoi libri, Come una rana d'inverno. Conversazioni con tre donne sopravvissute ad Auschwitz, Bompiani 2004; Le pazze. Un incontro con le Madri di Plaza de Mayo, Bompiani 2005; Razzismo e noismo. Le declinazioni del noi e l'esclusione dell'altro, con il genetista Luca Cavalli-Sforza, Einaudi 2013. Ha realizzato documentari e reportage, tra cui Via Lecco 9 per RaiNews24, Le Madri di Plaza de Mayo, La Shoah delle donne e Dalle leggi razziali alla Shoah per Rai3. Ha realizzato il video Fabbrico, commissionato dalla Fiom-Cgil per il centenario della Cgil 2006, lavorato con Rai Educational, condotto trasmissioni su Radio1 Rai e collaborato alle pagine di cultura del "Manifesto" e del "Fatto Quotidiano". Ha scritto su "Via Dogana", la "Revue de l'histoire de la Shoah" e la "Rivista di estetica", per cui ha curato un numero dal titolo "Il paradosso del testimone". Ha un blog sul portale del "Fatto Quotidiano"".

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E' utile segnalare che Roberto Mancini e Daniela Padovan sono candidati alle elezioni europee nella lista "L'altra Europa con Tsipras", la stessa lista che candida anche Francuccio Gesualdi, a sostegno della cui candidatura la struttura nonviolenta viterbese e' particolarmente impegnata nella speranza che l'esito del voto consenta la sua elezione "per portare la nonviolenza al parlamento europeo".

Francuccio Gesualdi e' stato allievo di don Lorenzo Milani nella scuola di Barbiana, e' animatore del "Centro nuovo modello di sviluppo" di Vecchiano, insieme a padre Alex Zanotelli ha promosso la nascita della "Rete di Lilliput", e' da sempre impegnato in molte iniziative concrete di solidarieta' e di difesa dei diritti umani e dell'ambiente, ha contribuito a far nascere e crescere in Italia la consapevolezza, l'azione e le reti del consumo critico ed etico, del commercio equo e solidale, degli stili di vita sobri e responsabili, dell'impegno per garantire a tutta l'umanita' il diritto al cibo, all'acqua, a un ambiente vivibile, alla dignita'. Ha scritto libri utilissimi come ad esempio il Manuale per un consumo responsabile (1999), Sobrieta' (2005), Le catene del debito (2013).

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Concludendo l'incontro, il responsabile della struttura nonviolenta viterbese, Peppe Sini, ha ribadito la persuasione della necessita' che la nonviolenza divenga il valore e il criterio, il metodo e la prassi che informi le scelte morali, culturali e politiche (e quindi sociali, economiche, ecologiche) dell'umanita' giunta alla presente distretta. Solo la nonviolenza riconosce, rispetta e protegge la vita, la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani e dell'intero mondo vivente. Solo la nonviolenza riconosce, rispetta e difende la diversita' e l'eguaglianza di diritti di tutti gli esseri umani. Solo la nonviolenza agisce prendendosi cura in modo adeguato della biosfera, la natura vivente casa comune dell'umanita', natura di cui gli stessi esseri umani sono parte.

Occorre porsi alla scuola della Resistenza antifascista, alla scuola del femminismo, alla scuola del movimento delle oppresse e degli oppressi in lotta per la liberazione dell'umanita', alla scuola dell'attenzione per tutti gli esseri viventi, alla scuola della pluralita' e del dialogo, alla scuola del miracolo della nascita; occorre scegliere il bene comune: l'umanita' e' unita da un unico destino, solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

11. INCONTRI. "IL LESSICO DELL'ECONOMIA". UN INCONTRO DI STUDIO

 

Si e' svolto la sera di martedi' 20 maggio 2014 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" un incontro di studio sul tema: "Il lessico dell'economia. Elementi per un'analisi critica dal punto di vista della difesa dei diritti umani e della biosfera".

All'incontro ha preso parte Paolo Arena.

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Paolo Arena, critico e saggista, studioso di cinema, arti visive, weltliteratur, sistemi di pensiero, processi culturali e comunicazioni di massa, e' uno dei principali collaboratori del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo e fa parte della redazione di "Viterbo oltre il muro. Spazio di informazione nonviolenta", un'esperienza nata dagli incontri di formazione nonviolenta che per anni si sono svolti con cadenza settimanale a Viterbo; nel 2010 insieme a Marco Graziotti ha condotto un'ampia inchiesta sul tema "La nonviolenza oggi in Italia" con centinaia di interviste a molte delle piu' rappresentative figure dell'impegno nonviolento nel nostro paese. Ha tenuto apprezzate conferenze sul cinema di Tarkovskij all'Universita' di Roma "La Sapienza" e presso biblioteche pubbliche. Negli scorsi anni ha animato cicli di incontri di studio su Dante e su Seneca. Negli ultimi mesi ha animato due cicli di incontri di studio di storia della sociologia e di teoria del diritto. Fa parte di un comitato che promuove il diritto allo studio con iniziative di solidarieta' concreta.

 

12. INIZIATIVE. IL 5 PER MILLE A ERINNA

[Dall'Associazione Erinna - centro antiviolenza (per contatti: "Associazione onlus Erinna - donne contro la violenza alle donne", tel. 0761342056, e-mail: onebillionrisingviterbo at gmail.com, e.rinna at yahoo.it, sito: http://erinna.it) riceviamo e diffondiamo]

 

Dare il 5 per mille a Erinna vuol dire dare sostegno alle donne che vogliono uscire dalla violenza.

Vuol dire sostenere Erinna nel progetto di apertura della casa-rifugio per le donne e i loro figli che fuggono dalla violenza.

Grazie per la vostra sensibilita' nel volerci sostenere; ecco il nostro codice fiscale: 90058120560.

*

Erinna e' una piccola associazione di donne che risiede a Viterbo e, con caparbieta' e tenacia, si occupa di violenza alle donne dal 1997. E' riuscita negli anni ad ottenere un luogo fisico a cui le donne si possono rivolgere. I proventi del 5x1000 sono sempre stati destinati ad azioni di sensibilizzazione rivolte alle scuole e alla cittadinanza. Il progetto "Tana libera tutte" che ha consentito l'apertura della casa-rifugio ha bisogno di essere sostenuto per evitare la chiusura della casa. Il vostro aiuto e' prezioso.

 

13. SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

Riletture

- Franco Meregalli, Introduzione a Calderon de la Barca, Laterza, Roma-Bari 1993, pp. IV + 186.

- Franco Meregalli, Introduzione a Cervantes, Laterza, Roma-Bari 1991, pp. IV + 196.

- Franco Meregalli, Introduzione a Ortega y Gasset, Laterza, Roma-Bari 1995, pp. IV + 188.

 

14. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

15. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 1644 del 21 maggio 2014

Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XV)

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com , sito: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

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