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[Nonviolenza] Telegrammi. 1709



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 1709 del 25 luglio 2014

Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XV)

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com

 

Sommario di questo numero:

1. Due stragi, che sono una. Una conversazione a Viterbo

2. Carlo Sansonetti: Siamo in emergenza

3. Una bozza di lettera al governo

4. Una bozza di lettera ai parlamentari

5. Una bozza di lettera ai Comuni

6. "Mosaici bizantini dopo la crisi iconoclasta". Un incontro di studio

7. Difendere i diritti umani. Un incontro per promuovere iniziative concrete

8. Carla Lonzi: Manifesto di Rivolta Femminile (luglio 1970)

9. Segnalazioni librarie

10. La "Carta" del Movimento Nonviolento

11. Per saperne di piu'

 

1. INIZIATIVE. DUE STRAGI, CHE SONO UNA. UNA CONVERSAZIONE A VITERBO

 

Si e' svolto la mattina di giovedi' 24 luglio 2014 a Viterbo per iniziativa del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" un incontro di riflessione e di testimonianza contro la guerra e contro il razzismo, per il diritto di tutti gli esseri umani alla vita, alla dignita' e alla solidarieta'.

*

Nel suo intervento il responsabile della struttura nonviolenta viterbese, Peppe Sini, ha evidenziato il nesso che lega la recrudescenza della violenza bellica, dittatoriale, terroristica e schiavista in tante parti del mondo e la conseguente fuga di massa dalle aree in cui la vita umana e' maggiormente in pericolo verso paesi in cui i diritti umani sono un po' piu' rispettati.

Un'eruzione di inaudita violenza e un conseguente cumulo di inascoltato dolore che occorre fronteggiare prima che ne siano infrante e sommerse le strutture stesse della civilta'.

E' dovere e interesse comune dell'umanita' intera agire su entrambe i corni della questione per contrastare la violenza e per soccorrere tutte le vittime.

*

Da un lato occorre far cessare guerre e dittature, rapine e ingiustizie globali, devastazioni della biosfera e rapporti di produzione e di proprieta' che producono schiavitu' e fame: ovvero, occorre promuovere azioni costruttive di pace e di solidarieta' nei luoghi in cui conflitti e crisi divampano piu' crudelmente; occorre recare soccorsi umanitari a tutte le vittime; occorre promuovere il disarmo e la smilitarizzazione; occorre rafforzare la democrazia tanto negli istituti quanto nei costumi, attraverso aiuti materiali che garantiscano una dignitosa sussistenza per tutte le persone e promuovano e favoriscano processi di dialogo, di fiducia, di convivenza, di reciproco riconoscimento e di mutuo soccorso.

Dall'altro lato occorre accogliere ed assistere tutte le persone in fuga da guerre, dittature, schiavitu', devastazioni, crisi, fame.

*

Come fermare concretamente le stragi nel Mediterraneo?

Realizzando un servizio di trasporto pubblico e gratuito, legale e sicuro, che in ottemperanza all'art. 10 della Costituzione della Repubblica Italiana garantisca accoglienza e assistenza a tutte le persone in fuga dall'orrore.

Abrogando tutte le scellerate misure razziste che negli scorsi decenni in Europa e in Italia hanno imposto per gli immigrati condizioni di lavoro schiaviste, patti leonini e forche caudine per ottenere e mantenere il permesso di soggiorno, vessazioni abominevoli fino all'infamia dei campi di concentramento, fino all'orrore assoluto della deportazione nelle mani dei carnefici cui erano sfuggiti, fino all'abbandono negli artigli delle mafie, fino alle violenze piu' perfide e atroci.

*

Come fermare concretamente le guerre in corso?

Cessando di rifornire di armi tutti i poteri belligeranti.

Operando per disarmare e smilitarizzare i conflitti, i territori, le  relazioni internazionali, i rapporti sociali, le culture stesse.

Soccorrendo subito tutte le vittime.

*

Come contrastare le dittature?

Con un programma costruttivo di azioni positive, in primo luogo con gli aiuti materiali alle persone, alle comunita' ed ai popoli oppressi; e' solo migliorando le concrete condizioni di vita delle comunita' che si favorisce la crescita dal basso di esperienze democratiche, che si promuove la legalita' rispettosa dei diritti umani, che si svuotano gli invasi di disperazione terreno di reclutamento cui attingono tutti i poteri criminali, tutte le milizie assassine, tutti i regimi terroristici.

*

Con quali principi fondamentali?

Che ogni essere umano ha diritto a non essere ucciso.

Che ogni essere umano ha diritto all'aiuto degli altri esseri umani

Chi vi e' una sola umanita' in un unico mondo casa comune dell'umanita' intera.

Che il male non si puo' contrastare con il male, ma solo con il bene.

Che il nocciolo della questione e' la violenza del maschilismo, radice e paradigma di ogni violenza assassina, motore e modello di ogni totalitarismo, onnidistruttivo generatore di ogni disprezzo per la vita e per umanita': occorre quindi in primo luogo contrastare e sconfiggere il maschilismo, e riconoscere e difendere l'uguaglianza di diritti e l'infinito ed insostituibile valore di ogni persona umana.

*

Opporsi alle guerre e al razzismo.

Pace e disarmo, accoglienza e solidarieta' per tutti gli esseri umani.

Solo la pace salva le vite.

Fermiamo il massacro a Gaza, in Afghanistan, in Iraq, in Siria, in Ucraina, in Sudan, in Nigeria, ed ovunque nel mondo esseri umani sono uccisi e perseguitati.

Fermiamo il massacro nel Mediterraneo, accogliamo ed aiutiamo tutti i migranti.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

2. APPELLI. CARLO SANSONETTI: SIAMO IN EMERGENZA

[Riproponiamo il seguente appello dell'Associazione Sulla Strada onlus (per contatti: via Padre Pio da Pietralcina 15, 05012 Attigliano (Tr), tel. 0744992760, sito: www.sullastradaonlus.com, e-mail: info at sullastradaonlus.com).

Carlo Sansonetti e' l'amico che tutti vorrebbero avere per amico nell'ora del bisogno, una delle persone che illuminano il mondo con la loro bonta']

 

Per favore, leggete e condividete questo appello.

Cari amici,

abbiamo bisogno di condividere con voi il dramma che stiamo vivendo in questi giorni: questo mese non sappiamo ancora se riusciremo a garantire ai 300 bambini della scuola in Guatemala il cibo e l'assistenza di cui hanno bisogno.

Lo stesso vale per i bambini della casa-famiglia in Italia: non abbiamo piu' la possibilita' di sostenere le spese per il loro mantenimento, costi che dovrebbero essere sostenuti dalle istituzioni italiane che, come ben sapete, ci hanno abbandonato ormai da tempo.

Abbiamo bisogno di un aiuto urgente.

E' venuto dunque il tempo della notte. E' un tempo naturale che ha certamente il suo termine ("ogni notte e' promessa di una nuova aurora"). Ma noi siamo "figli della luce" e, quando arriva, lottiamo con tutte le nostre forze contro il buio.

Si sa che in tempo di crisi i primi a soccombere sono sempre i piu' deboli e noi percio' vi lanciamo un "help", un'accorata richiesta di aiuto, perche' questo non sia vero per noi: nelle famiglie sane si convogliano tutte le risorse sui figli piu' gracili. E insieme, tutti noi, siamo una meravigliosa famiglia sana che vuole vita e forza per i suoi figli piu' a rischio.

Se ciascuno di noi in questo mese di luglio fara' un bonifico di soli 10 euro a favore dell'Associazione Sulla Strada, io sono certo che bastera' per farci superare indenni questo pericoloso momento, perche' "la somma di tanti pochi fa il molto".

Sono sicuro che sentirete e penserete come me e insieme con voi abbraccio i nostri bambini con la forza dell'amore e della solidarieta',

Carlo Sansonetti, fondatore dell'Associazione Sulla Strada

*

Come aiutare:

c/c postale: n. 12055059

c/c bancario: BANCA POPOLARE ETICA IBAN: IT 56 F 05018 03200 000000 114501

Se vuoi fare una donazione per aiutare i bambini della Casa Famiglia in Italia, le coordinate sono:

BANCA PROSSIMA: IT57W 03359 01600 1000 000 7172 8

*

Associazione Sulla Strada onlus, via Padre Pio da Pietralcina 15, 05012 Attigliano (Tr), tel. 0744992760, sito: www.sullastradaonlus.com, e-mail: info at sullastradaonlus.com

 

3. PROPOSTE D'INIZIATIVA. UNA BOZZA DI LETTERA AL GOVERNO

 

Al/alla Ministro/a ...

Oggetto: proposta di un impegno suo personale, ovvero collegiale nell'ambito del Consiglio dei Ministri di cui fa parte, per la promozione e l'adozione di un atto normativo che disponga la formazione di tutti gli appartenenti alle forze dell'ordine alla conoscenza e all'addestramento all'uso delle risorse teoriche e pratiche della nonviolenza

Gentile ministro/a ...,

le scrivo per formularle la richiesta di un atto legislativo ovvero regolamentare che disponga la formazione di tutti gli appartenenti alle forze dell'ordine alla conoscenza e all'addestramento all'uso delle risorse teoriche e pratiche della nonviolenza.

Non vi e' bisogno di sottolineare la grande utilita' di tale formazione e addestramento, dovendo le forze dell'ordine intervenire anche in situazioni assai critiche, in cui le risorse della nonviolenza possono essere di insostituibile utilita'.

Distinti saluti,

FIRMA

LUOGO, DATA

Post scriptum: segnalo che una minima documentazione essenziale e' disponibile nella rete telematica, ad esempio nel fascicolo n. 1627 del 4 maggio 2014 dei "Telegrammi della nonviolenza in cammino", url: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/2014/05/msg00003.html

INDIRIZZO COMPLETO DEL MITTENTE

 

4. PROPOSTE D'INIZIATIVA. UNA BOZZA DI LETTERA AI PARLAMENTARI

 

Al/alla senatore/senatrice/onorevole ...

Oggetto: proposta di presentazione di un disegno di legge affinche' tutti gli appartenenti alle forze di polizia statali e locali siano formati alla conoscenza e all'uso delle risorse della nonviolenza

Gentile parlamentare,

le scrivo per formularle una proposta: di voler presentare un disegno di legge affinche' tutti gli appartenenti alle forze di polizia siano formati alla conoscenza e all'uso delle risorse della nonviolenza.

Lei gia' sapra' che un analogo disegno di legge fu gia' presentato nel 2001, dopo la tragedia di Genova, sottoscritto da parlamentari di tutti gli schieramenti politici, ma allora non fu poi "calendarizzato" nei lavori parlamentari e quindi non giunse a buon fine.

Non vi e' bisogno di sottolineare la grande utilita' di tale formazione e addestramento, dovendo le forze dell'ordine intervenire anche in situazioni assai critiche, in cui le risorse della nonviolenza possono essere di insostituibile utilita'.

Distinti saluti,

FIRMA

LUOGO, DATA

Post scriptum: segnalo che una minima documentazione essenziale e' disponibile nella rete telematica, ad esempio nel fascicolo n. 1627 del 4 maggio 2014 dei "Telegrammi della nonviolenza in cammino", url: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/2014/05/msg00003.html

INDIRIZZO COMPLETO DEL MITTENTE

 

5. PROPOSTE D'INIZIATIVA. UNA BOZZA DI LETTERA AI COMUNI

 

Al Sindaco del Comune di ...

e per opportuna conoscenza:

a tutti gli assessori della Giunta Comunale

a tutti i consiglieri del Consiglio Comunale

alla Segretaria generale del Comune

Oggetto: Proposta che il Comune di ... realizzi un corso di formazione alla conoscenza e all'uso delle risorse della nonviolenza per tutti gli operatori del Corpo di Polizia Locale.

Gentile sindaco,

forse sapra' gia' che in varie realta' territoriali, da Milano a Palermo, da diversi anni si svolgono attivita' di formazione alla conoscenza e all'uso delle risorse della nonviolenza per gli operatori dei vari Corpi di Polizia.

La nonviolenza appronta infatti strumenti di grande utilita', anche dal punto di vista comunicativo e relazionale, per gli operatori pubblici che nello svolgimento delle loro delicate funzioni possono trovarsi a dover fronteggiare situazioni complesse e critiche.

Con la presente lettera si avanza la proposta che il Comune di ... realizzi un corso di formazione alla conoscenza e all'uso delle risorse della nonviolenza per tutti gli operatori del Corpo di Polizia Locale.

Distinti saluti

FIRMA

LUOGO, DATA

Post scriptum: segnalo che una minima documentazione essenziale e' disponibile nella rete telematica, ad esempio nel fascicolo n. 1627 del 4 maggio 2014 dei "Telegrammi della nonviolenza in cammino", url: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/2014/05/msg00003.html

INDIRIZZO COMPLETO DEL MITTENTE

 

6. INCONTRI. "MOSAICI BIZANTINI DOPO LA CRISI ICONOCLASTA". UN INCONTRO DI STUDIO

 

Si e' svolto nel pomeriggio di giovedi' 24 luglio 2014 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" un incontro di studio sul tema: "Mosaici bizantini dopo la crisi iconoclasta", con la partecipazione di Giselle Dian.

*

Giselle Dian, critica d'arte, studiosa di fenomeni artistici e comunicazione multimediale, disegnatrice, pittrice, grafica, collaboratrice del "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo, fa parte della redazione di "Viterbo oltre il muro. Spazio di informazione nonviolenta"; nel 2010 ha realizzato un ampio studio su Keith Haring dal titolo "Keith Haring: segno artistico, gesto esistenziale, impegno civile", per il quale ha anche effettuato una serie di interviste a varie personalita' di vari campi del sapere (critici d'arte, filologi, filosofi, psicologi, sociologi, storici, operatori sociali, studiosi dei nuovi linguaggi artistici e dei media...). E' impegnata in esperienze di solidarieta' concreta e di volontariato. Ha pubblicato saggi, interviste e recensioni sul quotidiano telematico "La nonviolenza e' in cammino"; ha tenuto conferenze presso biblioteche pubbliche, mostre in spazi di impegno sociale e culturale, e sta realizzando un progetto artistico sui temi della memoria storica e della dignita' umana.

 

7. INCONTRI. DIFENDERE I DIRITTI UMANI. UN INCONTRO PER PROMUOVERE INIZIATIVE CONCRETE

 

Nella serata di giovedi' 24 luglio 2014 il responsabile del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo ha preso parte a un incontro per promuovere iniziative concrete di solidarieta' in difesa dei diritti umani.

In riferimento a dolorose vicende specifiche di sopraffazione, sono stati analizzati e programmati interventi nonviolenti adeguati.

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Ogni essere umano ha il dovere di recare soccorso alle persone oppresse e sofferenti.

Vi e' una sola umanita'.

La nonviolenza e' in cammino.

 

8. MAESTRE. CARLA LONZI: MANIFESTO DI RIVOLTA FEMMINILE (LUGLIO 1970)

[Da Carla Lonzi, Sputiamo su Hegel. La donna clitoridea e la donna vaginale, Rivolta Femminile, Milano 1974, poi Gammalibri, Milano 1982, pp. 13-22, riproponiamo ancora una volta il manifesto di "Rivolta Femminile" del luglio 1970, uno dei testi fondamentali della riflessione femminista in Italia.

Carla Lonzi e' stata un'acutissima intellettuale femminista, nata a Firenze nel 1931 e deceduta a Milano nel 1982, critica d'arte, fondatrice del gruppo di Rivolta Femminile. Opere di Carla Lonzi: Sputiamo su Hegel, Scritti di Rivolta Femminile, Milano 1974, poi Gammalibri, Milano 1982; Taci, anzi parla. Diario di una femminista, Scritti di Rivolta Femminile, Milano 1978; Scacco ragionato, Scritti di Rivolta Femminile, Milano 1985. Opere su Carla Lonzi: Maria Luisa Boccia, L'io in rivolta. Vissuto e pensiero di Carla Lonzi, La Tartaruga, Milano 1990. Vari testi di e su Carla Lonzi sono ripetutamente apparsi su "La nonviolenza e' in cammino" (segnaliamo almeno i "Telegrammi della nonviolenza in cammino", nn. 385, 478-479; "Nonviolenza. Femminile plurale", nn. 300, 304; degli anni precedenti cfr. anche almeno "Voci e volti della nonviolenza", n. 80; "La nonviolenza e' in cammino", n. 888...)]

 

"Le donne saranno sempre divise le une dalle altre? Non formeranno mai un corpo unico?" (Olympe de Gouges, 1791)

 

La donna non va definita in rapporto all'uomo. Su questa coscienza si fondano tanto la nostra lotta quanto la nostra liberta'.

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L'uomo non e' il modello a cui adeguare il processo di scoperta di se' da parte della donna.

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La donna e' l'altro rispetto all'uomo. L'uomo e' l'altro rispetto alla donna. L'uguaglianza e' un tentativo ideologico per asservire la donna a piu' alti livelli.

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Identificare la donna all'uomo significa annullare l'ultima via di liberazione.

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Liberarsi per la donna non vuol dire accettare la stessa vita dell'uomo perche' e' invivibile, ma esprimere il suo senso dell'esistenza.

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La donna come soggetto non rifiuta l'uomo come soggetto, ma lo rifiuta come ruolo assoluto. Nella vita sociale lo rifiuta come ruolo autoritario.

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Finora il mito della complementarieta' e' stato usato dall'uomo per giustificare il proprio potere.

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Le donne son persuase fin dall'infanzia a non prendere decisioni e a dipendere da persona "capace" e "responsabile": il padre, il marito, il fratello...

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L'immagine femminile con cui l'uomo ha interpretato la donna e' stata una sua invenzione.

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Verginita', castita', fedelta', non sono virtu'; ma vincoli per costruire e mantenere la famiglia. L'onore ne e' la conseguente codificazione repressiva.

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Nel matrimonio la donna, privata dal suo nome, perde la sua identita' significando il passaggio di proprieta' che e' avvenuto tra il padre di lei e il marito.

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Chi genera non ha la facolta' di attribuire ai figli il proprio nome: il diritto della donna e' stato ambito da altri di cui e' diventato il privilegio.

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Ci costringono a rivendicare l'evidenza di un fatto naturale.

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Riconosciamo nel matrimonio l'istituzione che ha subordinato la donna al destino maschile. Siamo contro il matrimonio.

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Il divorzio e' un innesto di matrimoni da cui l'istituzione esce rafforzata.

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La trasmissione della vita, il rispetto della vita, il senso della vita sono esperienza intensa della donna e valori che lei rivendica.

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Il primo elemento di rancore della donna verso la societa' sta nell'essere costretta ad affrontare la maternita' come un aut-aut.

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Denunciamo lo snaturamento di una maternita' pagata al prezzo dell'esclusione.

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La negazione della liberta' d'aborto rientra nel veto globale che viene fatto all'autonomia della donna.

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Non vogliamo pensare alla maternita' tutta la vita e continuare ad essere inconsci strumenti del potere patriarcale.

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La donna e' stufa di allevare un figlio che le diventera' un cattivo amante.

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In una liberta' che si sente di affrontare, la donna libera anche il figlio e il figlio e' l'umanita'.

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In tutte le forme di convivenza, alimentare, pulire, accudire e ogni momento del vivere quotidiano devono essere gesti reciproci.

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Per educazione e per mimesi l'uomo e la donna sono gia' nei ruoli della primissima infanzia.

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Riconosciamo il carattere mistificatorio di tutte le ideologie perche' attraverso le forme ragionate di potere (teologico, morale, filosofico, politico) hanno costretto l'umanita' a una condizione inautentica, oppressa e consenziente.

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Dietro ogni ideologia noi intravediamo la gerarchia dei sessi.

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Non vogliamo d'ora in poi tra noi e il mondo nessuno schermo.

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Il femminismo e' stato il primo momento politico di critica storica alla famiglia e alla societa'.

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Unifichiamo le situazioni e gli episodi dell'esperienza storica femminista: in essa la donna si e' manifestata interrompendo per la prima volta il monologo della civilta' patriarcale.

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Noi identifichiamo nel lavoro domestico non retribuito la prestazione che permette al capitalismo, privato e di stato, di sussistere.

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Permetteremo quello che di continuo si ripete al termine di ogni rivoluzione popolare quando la donna, che ha combattuto insieme con gli altri, si trova messa da parte con tutti i suoi problemi?

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Detestiamo i meccanismi della competitivita' e il ricatto che viene esercitato nel mondo dalla egemonia dell'efficienza. Noi vogliamo mettere la nostra capacita' lavorativa a disposizione di una societa' che ne sia immunizzata.

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La guerra e' stata da sempre l'attivita' specifica del maschio e il suo modello di comportamento virile.

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La parita' di retribuzione e' un nostro diritto, ma la nostra oppressione e' un'altra cosa. Ci basta la parita' salariale quando abbiamo gia' sulle spalle ore di lavoro domestico?

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Riesaminiamo gli apporti creativi della donna alla comunita' e sfatiamo il mito della sua laboriosita' sussidiaria.

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Dare alto valore ai momenti "improduttivi" e' un'estensione di vita proposta dalla donna.

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Chi ha il potere afferma: "Fa parte dell'erotismo amare un essere inferiore". Mantenere lo "status quo" e' dunque un suo atto d'amore.

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Accogliamo la libera sessualita' in tutte le sue forme, perche' abbiamo smesso di considerare la frigidita' un'alternativa onorevole.

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Continuare a regolamentare la vita fra i sessi e' una necessita' del potere; l'unica scelta soddisfacente e' un rapporto libero.

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Sono un diritto dei bambini e degli adolescenti la curiosita' e i giochi sessuali.

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Abbiamo guardato per 4.000 anni: adesso abbiamo visto!

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Alle nostre spalle sta l'apoteosi della millenaria supremazia maschile. Le religioni istituzionalizzate ne sono state il piu' fermo piedistallo. E il concetto di "genio" ne ha costituito l'irraggiungibile gradino.

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La donna ha avuto l'esperienza di vedere ogni giorno distrutto quello che faceva.

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Consideriamo incompleta una storia che si e' costituita sulle tracce non deperibili.

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Nulla o male e' stato tramandato dalla presenza della donna: sta a noi riscoprirla per sapere la verita'.

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La civilta' ci ha definite inferiori, la chiesa ci ha chiamate sesso, la psicanalisi ci ha tradite, il marxismo ci ha vendute alla rivoluzione ipotetica.

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Chiediamo referenze di millenni di pensiero filosofico che ha teorizzato l'inferiorita' della donna.

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Della grande umiliazione che il mondo patriarcale ci ha imposto noi consideriamo responsabili i sistematici del pensiero: essi hanno mantenuto il principio della donna come essere aggiuntivo per la riproduzione dell'umanita', legame con la divinita' o soglia del mondo animale; sfera privata e "pietas". Hanno giustificato nella metafisica cio' che era ingiusto e atroce nella vita della donna.

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Sputiamo su Hegel.

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La dialettica servo-padrone e' una regolazione di conti tra collettivi di uomini: essa non prevede la liberazione della donna, il grande oppresso della civilta' patriarcale.

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La lotta di classe, come teoria di classe sviluppata dalla dialettica servo-padrone, ugualmente esclude la donna. Noi rimettiamo in discussione il socialismo e la dittatura del proletariato.

*

Non riconoscendosi nella cultura maschile, la donna le toglie l'illusione dell'universalita'.

*

L'uomo ha sempre parlato a nome del genere umano, ma meta' della popolazione terrestre lo accusa ora di aver sublimato una mutilazione.

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La forza dell'uomo e' nel suo identificarsi con la cultura, la nostra nel rifiutarla.

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Dopo questo atto di coscienza l'uomo sara' distinto dalla donna e dovra' ascoltare da lei tutto quello che la concerne.

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Non saltera' il mondo se l'uomo non avra' piu' l'equilibrio psicologico basato sulla nostra sottomissione.

*

Nella cocente realta' di un universo che non ha mai svelato i suoi segreti, noi togliamo molto del credito dato agli accanimenti della cultura. Vogliamo essere all'altezza di un universo senza risposte.

*

Noi cerchiamo l'autenticita' del gesto di rivolta e non la sacrificheremo ne' all'organizzazione ne' al proselitismo.

*

Comunichiamo solo con donne.

 

Roma, luglio 1970

 

9. SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

Riletture

- Amos Oz, Una storia di amore e di tenebra, Feltrinelli, Milano 2003, 2008, pp. 632.

- Edward W. Said, Sempre nel posto sbagliato. Autobiografia, Feltrinelli, Milano 2000, 2009, pp. 310.

- Tzvetan Todorov, Una tragedia vissuta. Scene di guerra civile, Garzanti, Milano 1995, pp. 158.

 

10. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

11. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 1709 del 25 luglio 2014

Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XV)

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