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[Nonviolenza] Una franca parola al governo italiano



 

UNA FRANCA PAROLA AL GOVERNO ITALIANO

 

Non e' uccidendo che si salvano vite.

Non e' con le armi che si reca la pace.

Sia fedele lo stato italiano alle stesse sue leggi.

Non armi le mani, non le renda assassine.

Cessi di fare la guerra.

Cessi di essere complice di mercanti di morte, di parti belligeranti, di regimi persecutori e omicidi.

Ritiri le truppe di occupazione dall'Afghanistan.

Rechi soccorsi umanitari alle vittime di guerre e dittature, di devastazioni e rapine.

Accolga ed assista in Italia ogni essere umano in fuga dalla guerra e dalla fame.

Abolisca i campi di concentramento, abolisca le deportazioni, cessi di essere complice degli schiavisti: riconosca ad ogni essere umano il diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Proibisca nel nostro paese di produrre, commerciare, detenere ed usare le armi.

Inizi a dare l'esempio del disarmo: e' il disarmo il provvedimento piu' necessario e piu' urgente per poter sperare che l'umanita' abbia un futuro.

Rispetti e difenda e si adoperi a risanare la biosfera, casa comune dell'umanita' intera.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani"

 

Viterbo, 20 agosto 2014

 

Mittente: "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it, centropacevt at gmail.com, centropaceviterbo at outlook.it, centropaceviterbo at libero.it, web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/