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[Nonviolenza] Telegrammi. 1767



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 1767 del 25 settembre 2014

Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XV)

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com

 

Sommario di questo numero:

1. Fermare i massacri. No alla guerra

2. Da una lettera ai partecipanti al "Tavolo per la pace" di Viterbo. Alcuni materiali di riflessione per l'iniziativa del 2 ottobre 2014

3. Un incontro di riflessione sulle esperienze di lotta contro la corruzione e contro la mafia nell'Alto Lazio

4. Segnalazioni librarie

5. La "Carta" del Movimento Nonviolento

6. Per saperne di piu'

 

1. EDITORIALE. FERMARE I MASSACRI. NO ALLA GUERRA

 

I nuovi bombardamenti americani in Siria ed in Iraq aggiungono massacri a massacri, stragi a stragi, orrore a orrore.

Tutti sappiamo che questi bombardamenti sono illegali e criminali, assassini e terroristi, e provocheranno altre stragi, altra barbarie.

Tutti sappiamo che i raid aerei uccidono sia miliziani che civili; e che dopo ogni raid i miliziani superstiti assassineranno per vendetta altri civili innocenti. In una spirale di violenza ed orrore, in una escalation di morte e distruzioni.

Tutti sentiamo che decapitare una persona innocente con un coltello e' un crimine mostruoso; e che smembrare il corpo di una persona innocente con una bomba lanciata da un aereo e' un crimine altrettanto mostruoso.

E tutti, tutti ricordiamo che i barbari assassini dell'Isis sono una creatura dei governanti americani e dei loro alleati.

*

Le guerre volute dai governanti americani oltre ad aver provocato massacri e distruzioni immani, hanno impedito soluzioni politiche negoziate alle crisi, hanno annientato le lotte nonviolente per soluzioni democratiche dei conflitti, e infine hanno destrutturato l'organizzazione statale e l'ordinamento giuridico dell'Iraq e della Siria cosicche' gran parte dei territori di quei due paesi sono ora sotto il controllo di poteri armati anomici; gran parte dei territori di quei due paesi sono ora nelle mani di milizie guerrigliere, di bande criminali, di regimi terroristici.

Le guerre hanno fatto prevalere la barbarie, in una eruzione di orrore che miete sempre piu' vittime ed in una progressione di crimini che estende sempre di piu' la guerra e le stragi, le vendette e il disprezzo, l'odio e la ferocia, e le dittature mafiose e schiaviste, le scellerate pulizie etniche, in una crescente disumanizzazione che minaccia la catastrofe dell'umanita' intera.

*

Solo la pace salva le vite.

La guerra sempre e solo consiste della distruzione di vite umane.

Il terrorismo non si sconfigge con la guerra: poiche' la guerra e' gia' terrorismo ed alimenta vieppiu' la barbarie.

Occorre il disarmo e la smilitarizzazione dei conflitti.

Occorre un urgente massiccio intervento di interposizione e di polizia internazionale dell'Onu.

Occorre recare ingenti soccorsi umanitari alle popolazioni.

Occorre garantire accoglienza ed assistenza a chi ha perso tutto ed e' in fuga dall'orrore.

Occorre stroncare tutte le complicita' economiche e finanziarie con gli assassini, con tutti gli assassini.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Il primo diritto di ogni essere umano e' il diritto di non essere ucciso.

Il primo dovere di ogni essere umano e' salvare le vite.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

2. MATERIALI. DA UNA LETTERA AI PARTECIPANTI AL "TAVOLO PER LA PACE" DI VITERBO. ALCUNI MATERIALI DI RIFLESSIONE PER L'INIZIATIVA DEL 2 OTTOBRE 2014

 

Carissime e carissimi partecipanti al "Tavolo per la pace" di Viterbo,

(...) con questa lettera vi invio alcuni altri materiali che spero possano esservi utili sia per promuovere iniziative e sensibilizzazione, sia per approfondire la riflessione; ed in particolare:

a) quattro tracce di lettere che potreste utilizzare (ovviamente adattandole come meglio crederete) per inviarle - a titolo personale o come associazioni - rispettivamente ad istituti scolastici, enti locali (ovviamente non al Comune di Viterbo, che ha già aderito all'iniziativa), altre associazioni e mezzi d'informazione, affinché circoli l'informazione e vi siano altre iniziative di celebrazione della Giornata internazionale della nonviolenza;

b) alcune minime informazioni essenziali per un accostamento alla nonviolenza.

(...)

Elenco degli allegati a questa lettera:

1. Alcune informazioni essenziali sull'iniziativa del 2 ottobre 2014 a Viterbo

2. Bozza di lettera agli istituti scolastici

3. Bozza di lettera agli enti locali

4. Bozza di lettera alle associazioni democratiche

5. Bozza di lettera ai mezzi d'informazione

6. Una breve nota sulla nonviolenza

7. Dal femminismo molti doni

8. Venti letture per una cultura della pace

9. Cento letture per un accostamento alla pace

(...)

*

1. Alcune informazioni essenziali sull'iniziativa del 2 ottobre 2014 a Viterbo

Giovedì 2 ottobre 2014, Giornata internazionale della nonviolenza

Sala Regia del Comune di Viterbo, ore 17

- Celebrazione della Giornata internazionale della nonviolenza (istituita dall'Onu nella data dell'anniversario della nascita di Gandhi).

- Presentazione della marcia della pace Perugia-Assisi che si svolgerà il 19 ottobre.

- Presentazione del "Tavolo per la pace" di Viterbo.

- Espressione dell'impegno per la pace del Comune e della città di Viterbo.

- Conferimento da parte del Sindaco di un riconoscimento della città a quattro persone che si sono particolarmente impegnate per la pace, i diritti umani, la nonviolenza: Umbertina Amadio, Osvaldo Ercoli, Anna Maghi, don Dante Bernini.

* Il programma della giornata

- Saluto del sindaco Leonardo Michelini.

- Intervento dell'assessore Fabrizio Fersini.

- Intervento di Valentina Bruno, a nome del "Tavolo per la pace".

- intervento di Paolo Moricoli, consigliere comunale delegato alle attività per la pace e i diritti umani, sulla Marcia della Pace Perugia-Assisi e sull'impegno del Comune e del "Tavolo per la pace" a sostegno della marcia e delle iniziative ad essa collegate.

- Flavia Barcherini presenta Umbertina Amadio; il sindaco consegna il riconoscimento ad Umbertina Amadio; Umbertina Amadio pronuncia alcune parole di accettazione e riflessione.

- Mario Di Marco presenta Osvaldo Ercoli; il sindaco consegna il riconoscimento ad Osvaldo Ercoli; Osvaldo Ercoli pronuncia alcune parole di accettazione e riflessione.

- Flavia Barcherini presenta Anna Maghi; il sindaco consegna il riconoscimento ad Anna Maghi; Anna Maghi pronuncia alcune parole di accettazione e riflessione.

- Mario Di Marco presenta don Dante Bernini; il sindaco consegna il riconoscimento a don Dante Bernini.

- Monsignor Dante Bernini svolge a nome di tutte le persone presenti impegnate per la pace e i diritti umani una meditazione che costituirà anche il momento culminante della celebrazione della Giornata internazionale della nonviolenza.

- Paolo Moricoli conclude l'incontro.

* Le motivazioni dei riconoscimenti

- Alla professoressa Umbertina Amadio,

all'impegno prezioso, alla dignità con cui ha costruito e trasmesso conoscenza a tutte le persone che hanno avuto la fortuna di averla come insegnante. All'ironia leggera e alla chiarezza della sua visione, alla sua fiducia in un futuro migliore per tutte e tutti noi. Alla riservatezza con cui ha sostenuto sogni e progetti, sempre donando senza che la sua mano sinistra sapesse cosa facesse la sua mano destra. E ricordando altresì come abbia preso parte all'impegno di pace a Viterbo non solo con l'attività educativa, psicagogica, rischiaratrice delle intelligenze e formatrice delle coscienze, ma anche partecipando direttamente in anni dolorosi di generale profondo smarrimento alle limpide iniziative del movimento che si opponeva alle guerre e alle stragi, proponeva la scelta della nonviolenza e si impegnava in modo nitido e intransigente in difesa della vita, della dignità e dei diritti di tutti gli esseri umani,

la città di Viterbo grata per il suo impegno di pace.

- Al professor Osvaldo Ercoli,

già professore amatissimo da generazioni di allievi, già pubblico amministratore di adamantino rigore morale e di strenua dedizione al bene comune, impegnato nel volontariato e nella difesa dell'ambiente e dei diritti di tutti gli esseri umani, animatore di molteplici iniziative di pace e di solidarietà, generoso educatore attraverso la parola e l'esempio al ragionamento logico come al dovere morale e all'impegno civile, di saggezza e mitezza maestro, testimone fedele dell'amore per il vero ed il giusto, amico della nonviolenza, sollecito sempre nel recare aiuto a chiunque ne avesse bisogno come nel contrastare menzogne e violenze, sempre avendo a cuore la dignità umana di tutti e di ognuno, la civiltà come legame comune e comune impegno dell'intero genere umano, la biosfera casa comune dell'umanità intera,

la città di Viterbo grata per il suo impegno di pace.

- Ad Anna Maghi,

alla forza delle sue visioni, delle lucide utopie che ha rincorso fino a raggiungerle. All'impegno senza compromessi per la costruzione di un mondo migliore, perché la voce delle donne, nella loro specifica e preziosa unicità, venisse ascoltata forte, qui come nel resto del mondo. All'opposizione netta alle guerre, alle ingiustizie, alle violenze. All'amore infinito per la libertà. Alla capacità inesausta di intessere relazioni, e di condurre con sé tutte noi. Per aver fatto nascere e per far vivere ogni giorno Erinna, l'associazione di donne contro la violenza alle donne ed il centro antiviolenza, luogo di comunicazione, solidarietà ed iniziativa tra donne, e preziosa risorsa in questa città per l'umanità intera. Di innumerevoli iniziative cittadine di pace e di solidarietà e di nonviolenza - dalle Donne in nero a Psichiatria democratica - inesauribile animatrice e cuore chiaroveggente,

la città di Viterbo grata per il suo impegno di pace.

- A monsignor Dante Bernini,

vescovo emerito della diocesi di Albano, già presidente della Commissione Giustizia e Pace della Conferenza Episcopale Italiana e già membro della "Comecé" (Commission des Episcopats de la Communauté Européenne), una delle figure più illustri dell'impegno di pace, solidarietà, nonviolenza, che nell'arco dell'intera sua vita come sacerdote e come docente è stato costantemente impegnato per la pace e per la giustizia, nella solidarietà con i sofferenti e gli oppressi, nell'impegno per la salvaguardia del creato, nella promozione della nonviolenza, unendo all'adempimento scrupoloso dei prestigiosi incarichi di grande responsabilità un costante ascolto di tutti coloro che a lui venivano a rivolgersi per consiglio e per aiuto, a tutti sempre offrendo generosamente il suo conforto e sostegno, la sua parola buona e luminosa e l'abbraccio suo saldo e fraterno,

la città di Viterbo grata per il suo impegno di pace.

* Per contattare il "Tavolo per la pace" di Viterbo il punto di riferimento è Pigi Moncelsi: tel. 0761348590, cell. 3384613540, e-mail: pmoncelsi at comune.viterbo.it

*

2. Bozza di lettera agli istituti scolastici

Egregio dirigente scolastico,

come già saprà il 2 ottobre ricorre la Giornata internazionale della nonviolenza, indetta dall'Onu nell'anniversario della nascita di Mohandas Gandhi.

Con la presente la invitiamo a voler promuovere presso il suo istituto scolastico le iniziative di studio, di riflessione e di testimonianza che riterrà opportune.

Voglia gradire distinti saluti,

Firma

Luogo e data

Mittente, recapito postale, telefonico, e-mail

*

3. Bozza di lettera agli enti locali

Egregio Sindaco del Comune / Presidente della Provincia / Presidente della Regione,

come già saprà il 2 ottobre ricorre la Giornata internazionale della nonviolenza, indetta dall'Onu nell'anniversario della nascita di Mohandas Gandhi.

Con la presente la invitiamo a voler promuovere le iniziative che riterrà opportune per celebrare l'evento.

Voglia gradire distinti saluti,

Firma

Luogo e data

Mittente, recapito postale, telefonico, e-mail

*

4. Bozza di lettera alle associazioni democratiche

Cari amici, egregi signori,

come già saprete il 2 ottobre ricorre la Giornata internazionale della nonviolenza, indetta dall'Onu nell'anniversario della nascita di Mohandas Gandhi.

Con la presente vi invitiamo a voler promuovere le iniziative di studio, di riflessione, di testimonianza e/o di mobilitazione che riterrete opportune.

Vogliate gradire distinti saluti,

Firma

Luogo e data

Mittente, recapito postale, telefonico, e-mail

*

5. Bozza di lettera ai mezzi d'informazione

Egregi signori,

come già saprete il 2 ottobre ricorre la Giornata internazionale della nonviolenza, indetta dall'Onu nell'anniversario della nascita di Mohandas Gandhi.

Con la presente vi invitiamo a darne notizia ed a segnalare le iniziative che istituzioni, scuole, associazioni realizzeranno per l'occasione.

Vogliate gradire distinti saluti,

Firma

Luogo e data

Mittente, recapito postale, telefonico, e-mail

*

6. Una breve nota sulla nonviolenza

I. Una premessa terminologica

Scriviamo la parola "nonviolenza" tutta attaccata, come ci ha insegnato Capitini, per distinguerla dalla locuzione "non violenza"; la locuzione "non violenza" significa semplicemente non fare la violenza; la parola "nonviolenza" significa combattere contro la violenza, nel modo più limpido e più intransigente.

Chiamiamo le persone che si accostano alla nonviolenza "amici della nonviolenza" e non "nonviolenti", perché nessuno può dire di essere "nonviolento", siamo tutti impastati di bene e di male, di luci e di ombre, è amica della nonviolenza la persona che rigorosamente opponendosi alla violenza cerca di muovere verso altre più alte contraddizioni, verso altri più umani conflitti, con l'intento di umanizzare l'agire, di riconoscere l'umanità di tutti.

Con la parola "nonviolenza" traduciamo ed unifichiamo due distinti e intrecciati concetti gandhiani: "ahimsa" e "satyagraha". Sono due parole densissime che hanno un campo semantico vastissimo ed implicano una concettualizzazione ricca e preziosa.

Poiché qui stiamo cercando di esprimerci sinteticamente diciamo che ahimsa designa l'opposizione alla violenza, è il contrario della violenza, ovvero la lotta contro la violenza; ma è anche la conquista dell'armonia, il fermo ristare, consistere nel vero e nel giusto; è il non nuocere agli altri (né con atti né con omissioni), e quindi innocenza, l'in-nocenza nel senso forte dell'etimo. Ahimsa infatti si compone del prefisso "a" privativo, che nega quanto segue, e il tema "himsa" che potremmo tradurre con "violenza", ma anche con "sforzo", "squilibrio", "frattura", "rottura dell'armonia", "scissura dell'unità"; in quanto opposizione alla lacerazione di ciò che deve restare unito, l'ahimsa è dunque anche ricomposizione della comunità, riconciliazione.

Satyagraha è termine ancora più denso e complesso: tradotto solitamente con la locuzione "forza della verità" può esser tradotto altrettanto correttamente in molti altri modi: accostamento all'essere (o all'Essere, se si preferisce), fedeltà al vero e quindi al buono e al giusto, contatto con l'eterno (ovvero con ciò che non muta, che vale sempre), adesione al bene, amore come forza coesiva, ed in altri modi ancora: è bella la definizione della nonviolenza che dà Martin Luther King, che è anche un'eccellente traduzione di satyagraha: "la forza dell'amore"; ed è bella la definizione di Albert Schweitzer: "rispetto per la vita", che è anch'essa un'ottima traduzione di satyagraha. Anche satyagraha è una parola composta: da un primo elemento, "satya", che è a sua volta derivato dalla decisiva parola-radice "sat", e da "agraha". "Agraha" potremmo tradurla contatto, adesione, forza che unisce, armonia che dà saldezza, vicinanza; è la forza nel senso del detto "l'unione fa la forza", è la "forza di attrazione" (cioè l'amore); è ciò che unisce in contrapposizione a ciò che disgrega ed annichilisce. "Satya" viene tradotto per solito con "verità", ed è traduzione corretta, ma con uguale correttezza si potrebbe tradurre in modi molto diversi, poiché satya è sostantivazione qualificativa desunta da sat, che designa l'essere, il sommo bene, che è quindi anche sommo vero, che è anche (per chi aderisce a fedi religiose) l'Essere, Dio. Come si vede siamo in presenza di un concetto il cui campo di significati è vastissimo.

Con la sola parola nonviolenza traduciamo insieme, e quindi unifichiamo, ahimsa e satyagraha. Ognun vede come si tratti di un concetto di una complessità straordinaria, tutto l'opposto delle interpretazioni banalizzanti e caricaturali correnti sulle bocche e nelle menti di chi presume di tutto sapere solo perché nulla desidera capire.

II. Ma cosa è questa nonviolenza? lotta come umanizzazione

La nonviolenza è lotta come amore, ovvero conflitto, suscitamento e gestione del conflitto, inteso sempre come comunicazione, dialogo, processo di riconoscimento di umanità. La nonviolenza è lotta o non è nulla; essa vive solo nel suo incessante contrapporsi alla violenza.

Ed insieme è quella specifica, peculiare forma di lotta che vuole non solo vincere, ma con-vincere, vincere insieme (Vinoba coniò il motto, stupendo, "vittoria al mondo"; un motto dei militanti afroamericani dice all'incirca lo stesso: "potere al popolo"); la nonviolenza è quella specifica forma di lotta il cui fine è il riconoscimento di umanità di tutti gli esseri umani: è lotta di liberazione che include tra i soggetti da liberare gli stessi oppressori contro il cui agire si solleva a combattere.

Essa è dunque eminentemente responsabilità: rispondere all'appello dell'altro, del volto muto e sofferente dell'altro. E' la responsabilità di ognuno per l'umanità intera e per il mondo.

Ed essendo responsabilità è anche sempre nonmenzogna: amore della verità come amore per l'altra persona la cui dignità di essere senziente e pensante, quindi capace di comprendere, non deve essere violata (e mentire è violare la dignità altrui in ciò che tutti abbiamo di più caro: la nostra capacità di capire).

Non è dunque una ideologia ma un appello, non un dogma ma una prassi.

Ed essendo una prassi, ovvero un agire concreto e processuale, si dà sempre in situazioni e dinamiche dialettiche e contestuali, e giammai in astratto.

Non esiste una nonviolenza meramente teorica, poiché la teoria nonviolenta è sempre e solo la riflessione e l'autocoscienza della nonviolenza come prassi. La nonviolenza o è in cammino, vale a dire lotta nel suo farsi, o semplicemente non è.

Esistono tante visioni e interpretazioni della nonviolenza quanti sono i movimenti storici e le singole persone che si accostano ad essa e che ad essa accostandosi la fanno vivere, poiché la nonviolenza vive solo nel conflitto e quindi nelle concrete esperienze e riflessioni delle donne e degli uomini in lotta per l'umanità.

III. Tante visioni della nonviolenza quante sono le persone che ad essa si accostano

Ogni persona che alla nonviolenza si accosta dà alla sua tradizione un apporto originale, un contributo creativo, un inveramento nuovo e ulteriore, e così ogni amica e ogni amico della nonviolenza ne dà una interpretazione propria e diversa dalle altre. Lo sapeva bene anche Mohandas Gandhi che definì le sue esperienze come semplici "esperimenti con la verità", non dogmi, non procedure definite e routinarie, non ricette preconfezionate, ma esperimenti: ricerca ed apertura.

IV. La nonviolenza come insieme di insiemi

Io che scrivo queste righe propendo per proporre questa definizione della nonviolenza così come a me pare di intenderla e praticarla: la nonviolenza è cosa complessa, un insieme di insiemi, aperto e inconcluso.

1. E' un insieme di concetti e scelte logico-assiologici, ovvero di criteri per l'azione: da questo punto di vista ad esempio la nonviolenza è quell'insieme di scelte morali che potremmo condensare nella formula del "principio responsabilità" in cui ha un ruolo cruciale la scelta della coerenza tra i mezzi e i fini (secondo la celebre metafora gandhiana: tra i mezzi e i fini vi è lo stesso rapporto che c'è tra il seme e la pianta).

2. E' un insieme di tecniche interpretative (il riconoscimento dell'altro, ergo il rifiuto del totalitarismo, della cancellazione o della sopraffazione del diverso da sé), deliberative (per prendere le decisioni senza escludere alcuno) ed operative (per l'azione di trasformazione delle relazioni: interpersonali, sociali, politiche); come esempio di tecnica deliberativa nonviolenta potremmo citare il metodo del consenso; come esempio di tecniche operative potremmo citare dallo sciopero a centinaia di altre forme di lotta cui ogni giorno qualcuna se ne aggiunge per la creatività di chi contro la violenza ovunque si batte.

3. E' un insieme di strategie: e ad esempio una di esse risorse strategiche consiste nell'interpretazione del potere come sempre retto da due pilastri: la forza e il consenso; dal che deriva che si può sempre negare il consenso e così, attraverso la noncollaborazione, contrastare anche il potere più forte.

4. E' un insieme di progettualità (di convivenza, sociali, politiche): significativo ad esempio è il concetto capitiniano di "omnicrazia", ovvero: il potere di tutti. La nonviolenza come potere di tutti, concetto di una ricchezza e complessità straordinarie, dalle decisive conseguenze sul nostro agire.

V. Un'insistenza

Insistiamo su questo concetto della nonviolenza come insieme di insiemi, poiché spesso molti equivoci nascono proprio da una visione riduzionista e stereotipata; ad esempio, è certo sempre buona cosa fare uso di tecniche nonviolente anziché di tecniche violente, ma il mero uso di tecniche nonviolente non basta a qualificare come nonviolenta un'azione o una proposta: anche i nazisti prima della presa del potere fecero uso anche di tecniche nonviolente.

Un insieme di insiemi, complesso ed aperto.

Un agire concreto e sperimentale e non un'ideologia sistematica e astratta.

Un portare ed agire il conflitto come prassi di umanizzazione, di riconoscimento e liberazione dell'umanità di tutti gli esseri umani; come responsabilità verso tutte le creature.

La nonviolenza è in cammino. La nonviolenza è questo cammino. Il cammino vieppiù autocosciente dell'umanità sofferente in lotta per il riconoscimento di tutti i diritti umani a tutti gli esseri umani.

VI. Una grande esperienza e speranza storica

Non patrimonio di pochi, la nonviolenza si è incarnata in grandi esperienze e speranze storiche, due sopra tutte: la Resistenza, e il movimento delle donne; ed è il movimento delle donne, la prassi nonviolenta del movimento delle donne, la decisiva soggettività autocosciente portatrice di speranza e futuro qui e adesso, in un mondo sempre più minacciato dalla catastrofe e dall'annichilimento della civiltà umana.

*

7. Dal femminismo molti doni

Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che vi è una sola umanità, composta di persone tutte differenti le une dalle altre e tutte eguali in diritti.

Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che sfera personale e sfera politica non sono separate da un abisso: sempre siamo esseri umani.

Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza del partire da sé.

Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza dell'incontro con l'altro.

Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che è la nascita, l'esperienza e la categoria che fonda l'umana convivenza, l'umano sapere.

Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che la pluralità, e quindi la relazione, è la modalità di esistenza propria dell'umanità.

Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che i corpi contano, che noi siamo i nostro corpi.

Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che ogni forma di autoritarismo, ogni forma di militarismo, ogni forma di dogmatismo reca già la negazione dei diritti umani di tutti gli esseri umani.

Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che la prima radice dell'organizzazione sociale e della trama relazionale violenta è nel maschilismo e nel patriarcato.

Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che solo la nonviolenza contrasta la violenza, che solo il bene vince il male, che solo l'amore si oppone alla morte, che solo l'ascolto consente la parola.

Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che compito comune è generare e proteggere la vita, prendersi cura delle persone e del mondo per amore delle persone e del mondo.

Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che compito comune è opporsi ad ogni oppressione, ad ogni sfruttamento, ad ogni ingiustizia, ad ogni umiliazione, ad ogni denegazione di umanità, ad ogni devastazione della biosfera.

Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che solo l'arte della compassione fonda la lotta di liberazione.

Il femminismo che è il massimo inveramento storico della nonviolenza.

Il femminismo che è la corrente calda della nonviolenza.

Il femminismo che è il cuore pulsante del movimento di autocoscienza e di liberazione dell'umanità.

E diciamo femminismo e sappiamo che dovremmo dire femminismi, che dovremmo dire pensiero delle donne e movimenti delle donne.

Ma diciamo femminismo e pensiamo a una tradizione che lega infinite donne che hanno praticato l'etica della responsabilità e della liberazione, da Saffo a Vandana Shiva, da Simone Weil a Virginia Woolf, da Edith Stein a Milena Jesenska, da Etty Hillesum a Ginetta Sagan, da Rosa Luxemburg ad Hannah Arendt, da Germaine Tillion ad Anna Politkovskaja, da Simone de Beauvoir a Franca Ongaro Basaglia, da Olympe de Gouges a Luce Fabbri.

Dal femminismo molti doni tutte e tutti abbiamo ricevuto.

In questo otto marzo di ascolto, di memoria, di lotta, diciamo anche la nostra gratitudine.

*

8. Venti letture per una cultura della pace

[La seguente proposta di un percorso di lettura originariamente apparsa sulla "Rivista del volontariato" n. 12, dicembre 2003]

Ovviamente non c'è la biblioteca ideale della pace e della nonviolenza, non ci sono né i dieci né i cento libri che occorre aver letto. Perché ogni persona può accostarsi all'impegno di pace e alla scelta della nonviolenza (ed è opinione di chi scrive queste righe che senza la scelta della nonviolenza l'impegno di pace resti inadeguato, subalterno ed ambiguo) a partire dal suo vissuto, dalle sue esperienze e riflessioni, dalle letture che incontra, dal colloquio corale di cui si trova ad esser parte.

E così vi è chi ha fatto la scelta della nonviolenza perché ha letto Tolstoj e chi l'ha fatta perché ha letto Dostoevskij; chi è passato attraverso Voltaire e Zola, e chi per Erasmo e Thomas More, chi leggendo Leopardi e Kafka, e chi i Vangeli e la Bhagavad Gita, o i tragici greci, o Shakespeare e Cervantes, o Kant, o Martin Buber, o Norberto Bobbio.

Qui di seguito si indicano alcune autrici ed alcuni autori, e talvolta dei singoli libri, che a chi scrive queste righe dicono cose toccanti ed ortative in tal senso. Ma certo tanti altri libri e persone citar si potrebbero.

1. Di Simone Weil tutto quello che ha scritto, ma particolarmente i Quaderni, in quattro volumi presso Adelphi (e la sua bella biografia scritta da Simone Petrement, sempre presso Adelphi).

2. Anche di Primo Levi va letto tutto (adesso vi è per fortuna un'edizione complessiva delle opere in due volumi presso Einaudi) ma prima di ogni altra cosa direi I sommersi e i salvati, l'ultima testimonianza di una Resistenza che ancora ci chiama alla lotta in difesa e a inveramento della dignità umana.

3. Mohandas Gandhi, Teoria e pratica della nonviolenza, edito da Einaudi, è la migliore silloge in un solo volume, a cura di Giuliano Pontara, che vi ha premesso un saggio introduttivo importante quanto e forse più della stessa antologia, poiché costituisce la migliore sintesi del pensiero gandhiano disponibile in Italia.

4. Virginia Woolf, Le tre ghinee, Feltrinelli (ma anche presso altri editori); un libro fondamentale, chi non lo ha letto ancora non sa qualcosa di decisivo.

5. Anche di Hannah Arendt si dovrebbe leggere tutto, ma almeno Le origini del totalitarismo (Comunità), La banalità del male (Feltrinelli), Vita activa (Bompiani), La vita della mente (Il Mulino); e la sua biografia scritta da Elisabeth Young-Bruehl (Bollati Boringhieri).

6. E tutto bisognerebbe leggere anche di Franco Basaglia e di Franca Ongaro Basaglia; ma del primo almeno i due volumi degli Scritti (Einaudi), e della seconda, oltre i testi a quattro mani nella raccolta testè citata, anche almeno Salute/malattia (Einaudi) e Una voce (Il Saggiatore).

7. Tutto va letto di Vandana Shiva, ma almeno Terra madre (Utet).

8. Gianni Rodari, Grammatica della fantasia, Einaudi.

9. Di Danilo Dolci almeno alcuni libri che raccolgono - scelti dall'autore - vari interventi, come Esperienze e riflessioni (Laterza), e parte cospicua dell'opera poetica, come Creatura di creature (successive edizioni presso vari editori); e Dal trasmettere al comunicare (Sonda).

10. Rosa Luxemburg è figura imprescindibile; due buone antologie sono Scritti scelti (Einaudi), e Scritti politici (Editori Riuniti); per un'introduzione: Lelio Basso (a cura di), Per conoscere Rosa Luxemburg (Mondadori).

11. Di Rigoberta Menchù va letto il notissimo libro-intervista a cura di Elisabeth Burgos, Mi chiamo Rigoberta Menchù (Giunti).

12. Anche di Assia Djebar tutto va letto, e per un primo incontro La donna senza sepoltura, Il Saggiatore.

13. Di Nelson Mandela va letta la bella autobiografia Lungo cammino verso la libertà (Feltrinelli).

14. Tutto di Gunther Anders, ma almeno L'uomo è antiquato (Il Saggiatore, Bollati Boringhieri), Noi figli di Eichmann (Giuntina), Essere o non essere (Einaudi), il carteggio con Claude Eatherly, Il pilota di Hiroshima (Einaudi, Linea d'ombra).

15. Hans Jonas, almeno Il principio responsabilità, Einaudi.

16. Anche di Ernesto Balducci occorrerebbe leggere tutto, ma almeno l'antologia curata insieme a Lodovico Grassi, La pace. Realismo di un'utopia (Principato), che costituisce un'ottima introduzione al pensiero di pace dal Rinascimento al XX secolo.

17. Gene Sharp, Politica dell'azione nonviolenta, tre volumi, Edizioni Gruppo Abele.

18. Di Lev Tolstoj almeno La confessione (SE), Il regno di Dio è in voi (Publiprint-Manca), La vera vita (Manca).

19. Di Aldo Capitini almeno gli Scritti sulla nonviolenza (Protagon), e gli Scritti filosofici e religiosi (Fondazione centro studi Aldo Capitini).

20. Infine segnaliamo tutti i lavori del Centro nuovo modello di sviluppo (di Vecchiano, Pisa) che è una delle eredità feconde dell'esperienza della scuola di Barbiana di don Lorenzo Milani; sono editi perlopiù dalla Emi.

*

9. Cento letture per un accostamento alla pace

[La seguente bibliografia è originariamente apparsa in Fondazione Venezia per la ricerca sulla pace, Oltre la guerra. Annuario geopolitico della pace 2005, Altreconomia - Terre di Mezzo, Milano 2005]

Premessa

Una bibliografia del genere è possibile solo come esercizio di ironia o testimonianza di disperazione. Ho privilegiato testi leggibili e facilmente reperibili, ho rinunciato a molti amori e molte ovvietà (altre sono restate, chiedo venia), ho diviso in cinque blocchi di venti libri, solitamente segnalando una sola opera per autore o autrice, con qualche inevitabile eccezione. Lacune, ingenuità ed astuzie di questa proposta credo siano così evidenti che non mette conto parlarne.

Vale forse la pena di aggiungere questo: che è opinione di chi scrive queste righe che non si dia ormai più possibilità di impegno per la pace se non si fa la scelta della nonviolenza.

1. Radici

- Aristofane, Lisistrata

- Epicuro

- Eraclito

- Eschilo, tutte le tragedie

- Euripide, tutte le tragedie

- Giobbe

- Giona

- Iliade

- Inni omerici

- Lisia, Contro Eratostene

- Lucrezio

- Odissea

- Platone, Apologia di Socrate; Critone

- Qohelet

- Saffo

- Sofocle, tutte le tragedie

- Stoici antichi, Tutti i frammenti

- Tao Te Ching

- Tucidide

- i Vangeli

2. Passato remoto

- Martin Buber, I racconti dei Chassidim

- Pedro Calderon de la Barca, La vita è sogno

- Miguel de Cervantes, Don Chisciotte

- Denis Diderot, Il nipote di Rameau

- Fedor Dostoevskij, tutti i romanzi; Ricordi della casa dei morti

- Ludwig Feuerbach, Principi della filosofia dell'avvenire; L'essenza del cristianesimo; L'essenza della religione

- Fonti francescane

- Eduardo Galeano, Memoria del fuoco

- Victor Hugo, I miserabili

- Karl Kraus, Gli ultimi giorni dell'umanità

- Bartolomé de Las Casas, Brevissima relazione della distruzione delle Indie

- Lazarillo de Tormes

- Lope de Vega, Fuenteovejuna

- Lu Hsun, tutti i racconti

- Herman Melville, Moby Dick; Benito Cereno

- Molière, Tartufo

- Thomas More, Utopia

- Blaise Pascal, Lettere provinciali

- William Shakespeare, Riccardo III; Amleto; Otello; Re Lear; Macbeth

- Robert Louis Stevenson, Lo strano caso del dottor Jekyll e Mr Hyde

3. Passato prossimo

- José Maria Arguedas, La volpe di sopra e la volpe di sotto

- Bertolt Brecht, L'eccezione e la regola; Poesie di Svendborg

- Albert Camus, La peste; L'uomo in rivolta

- Elias Canetti, Massa e potere

- Hans Magnus Enzensberger, La breve estate dell'anarchia

- Frantz Fanon, I dannati della terra

- Anne Frank, Diario

- Erving Goffman, Asylums

- Bianca Guidetti Serra, Compagne

- Robert Jungk, Gli apprendisti stregoni

- Stanislaw Lem, Solaris

- Lettere dei condannati a morte della Resistenza europea

- Primo Levi, Se questo è un uomo; I sommersi e i salvati

- George Orwell, Omaggio alla Catalogna; 1984

- Nuto Revelli, tutte le opere

- Jean-Paul Sartre, Le mani sporche

- Mary Shelley, Frankenstein, ovvero il Prometeo moderno

- Ignazio Silone, Fontamara

- Aleksandr Solzenicyn, Arcipelago Gulag

- Vercors, Il silenzio del mare

4. Presente anteriore

- Gunther Anders, L'uomo è antiquato; Essere o non essere; Noi figli di Eichmann

- Ernesto Balducci, L'uomo planetario; La terra del tramonto

- Franco Basaglia, Scritti

- Ernesto De Martino, La fine del mondo

- Erich Fromm, Anatomia della distruttività umana

- Umberto Galimberti, Psiche e techne

- Mohandas K. Gandhi, Teoria e pratica della nonviolenza

- Luce Irigaray, Speculum

- Hans Jonas, Il principio responsabilità

- Franz Kafka, tutte le opere

- Krisztof Kieslowski, Krisztof Piesiewicz, Decalogo

- Emmanuel Levinas, Totalità e infinito

- Rosa Luxemburg, Scritti scelti; Scritti politici

- Nelson Mandela, Lungo cammino verso la libertà

- Edoarda Masi, Cento trame di capolavori della letteratura cinese

- Gianni Rodari, Grammatica della fantasia

- Umberto Santino, Storia del movimento antimafia

- Renate Siebert, Le donne, la mafia; La mafia, la morte e il ricordo

- George Steiner, Le Antigoni

- Tzvetan Todorov, La conquista dell'America; Di fronte all'estremo; Memoria del male, tentazione del bene

5. I compiti dell'ora

- Hannah Arendt, Le origini del totalitarismo; La banalità del male; Vita activa

- Simone de Beauvoir, Il secondo sesso; l'opera memorialistica

- Margarete Buber-Neumann, Prigioniera di Stalin e Hitler; Milena, l'amica di Kafka

- Cultura escrita y educacion. Conversaciones con Emilia Ferreiro

- Emily Dickinson, Poesie

- Assia Djebar, Donne d'Algeri nei loro appartamenti; Lontano da Medina; La donna senza sepoltura

- Germaine Greer, L'eunuco femmina; La donna intera

- Etty Hillesum, Diario; Lettere

- Ursula K. Le Guin, La mano sinistra delle tenebre; I reietti dell'altro pianeta

- Rigoberta Menchù (con Elisabeth Burgos), Mi chiamo Rigoberta Menchù

- Fatema Mernissi, Islam e democrazia

- Franca Ongaro Basaglia, Salute/malattia; Una voce

- Daniela Padoan, Le pazze. Un incontro con le Madri di Plaza de Mayo

- Adrienne Rich, Nato di donna

- Marthe Robert, L'antico e il nuovo

- Vandana Shiva, tutte le opere

- Silvia Vegetti Finzi, Il bambino della notte; (a cura di), Psicoanalisi al femminile; Volere un figlio

- Simone Weil, Quaderni

- Christa Wolf, Cassandra; Medea. Voci

- Virginia Woolf, Una stanza tutta per sé; Le tre ghinee

 

3. INCONTRI. UN INCONTRO DI RIFLESSIONE SULLE ESPERIENZE DI LOTTA CONTRO LA CORRUZIONE E CONTRO LA MAFIA NELL'ALTO LAZIO

 

Si e' svolto mercoledi' 24 settembre 2014 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" un incontro di riflessione su "Regime della corruzione, economia illegale, modello di sviluppo di servitu', penetrazione dei poteri criminali. Una ricognizione delle esperienze di lotta contro la corruzione e contro la mafia nell'Alto Lazio dal dopoguerra ad oggi".

 

4. SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

Riletture

- AA. VV., Mumia Abu-Jamal. L'America dal braccio della morte, Libera Informazione editrice, Roma 1995, pp. 96.

- Mumia Abu-Jamal, Death Blossoms. Riflessioni di un prigioniero di coscienza, Edizioni della Battaglia - Massari editore, Palermo-Bolsena (Vt) 1999, pp. 160.

- Edgardo Pellegrini, Un uomo da salvare. La vita di Mumia Abu-Jamal, il giornalista condannato a morte in Pennsylvania, Libera Informazione Editrice, Roma 1995, pp. 32.

*

Classici

- Tito Lucrezio Caro, La natura, Garzanti, Milano 1975, pp. XXX + 528. Introduzione, traduzione e note di Olimpio Cescatti, testo a fronte, in appendice un brano da Tucidide. Con una lettura critica di Alessandro Ronconi.

- Tito Lucrezio Caro, De rerum natura, Mondadori, Milano 1992, 2007, pp. L + 654. A cura di Guido Milanese, testo a fronte, in appendice brani da Tucidide e da Epicuro. Con un'introduzione di Emanuele Narducci.

- Tito Lucrezio Caro, La natura delle cose, Rizzoli-Rcs, Milano 1997, 2009, pp. 632. Nella traduzione di Luca Canali, col testo latino a fronte, il commento di Ivano Dionigi e un'introduzione di Gian Biagio Conte.

 

5. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

6. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 1767 del 25 settembre 2014

Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XV)

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com , sito: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

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