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[Nonviolenza] Voci e volti della nonviolenza. 687



 

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VOCI E VOLTI DELLA NONVIOLENZA

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino" (anno XVI)

Numero 687 del 27 aprile 2015

 

In questo numero:

1. Peppe Sini: Ai Presidenti delle Camere: il Parlamento legiferi per salvare le vite

2. Il 28 aprile a L'Aja

3. Se "Erinna" non ci fosse...

4. In memoria di Mary Wollstonecraft

5. Approssimandosi il quinto anniversario della scomparsa di Alfio Pannega

 

1. LETTERE. PEPPE SINI: AI PRESIDENTI DELLE CAMERE: IL PARLAMENTO LEGIFERI PER SALVARE LE VITE

 

Al Presidente del Senato della Repubblica

Alla Presidente della Camera dei Deputati

Oggetto: Vi e' una sola umanita', il parlamento legiferi per salvare le vite

Egregio Presidente del Senato della Repubblica ed egregia Presidente della Camera dei Deputati,

il Parlamento italiano non sia corrivo alla trista menzogna che occulta le vere cause della tragedia dei naufragi nel Mediterraneo di innumerevoli esseri umani; e non sia corrivo alla prosecuzione di un crimine che e' in potere degli stati europei far cessare immediatamente.

Se innumerevoli persone in fuga dalla fame e dalla guerra, dalle devastazioni e dall'orrore, dalle persecuzioni e dalla morte, muoiono durante la loro fuga prima di giungere in un luogo in cui poter vivere in pace e sicurezza, e' innanzitutto perche' i governi europei proibiscono loro di arrivare in Europa in modo legale e sicuro.

Se gli stati europei consentissero loro di entrare in Europa in modo legale e sicuro, di usare mezzi di trasporto legali e adeguati, nessuno affiderebbe la sua vita nelle grinfie delle mafie dei trafficanti, nessuno perirebbe lungo il tragitto.

Questo e' il punto.

Questo e' cio' che occorre riconoscere e legiferare, dando concreta applicazione a quanto stabilito nella Costituzione della Repubblica Italiana, nella Dichiarazione universale dei diritti umani, in tutti i monumenti giuridici e morali della civilta' umana degni di questo nome.

Salvare le vite e' il primo dovere di ogni essere umano, ed a fortiori e' il primo dovere di ogni civile istituzione.

Tutti i membri del Parlamento italiano sanno che nessun essere umano e' "clandestino" nell'unico pianeta casa comune dell'intera umanita', ma tutti dell'umanita' fanno parte; tutti i membri del Parlamento italiano sanno che vale nei confronti di ogni essere umano in pericolo di vita il dovere di soccorrerlo, accoglierlo, assisterlo; ebbene, deliberi quindi il Parlamento italiano che poiche' ogni essere umano ha diritto di giungere in modo legale e sicuro nel nostro paese per salvare la propria vita, siano immediatamente abrogate tutte le misure che lo impediscono, e siano approntati tutti gli interventi che quel diritto rendano effettivo: dalla predisposizione di un ponte aereo e navale che salvi le vite di tutti i fuggiaschi, ad un piano di accoglienza che coinvolga tutti i Comuni d'Italia, alla rinegoziazione degli accordi europei per coinvolgere gli altri paesi dell'Unione Europea in una corale azione di soccorso dismettendo finalmente le sciagurate politiche razziste e assassine: vi e' una sola umanita', ogni vittima ha il volto di Abele.

Vogliate gradire distinti saluti,

Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo

Viterbo, 27 aprile 2015

 

2. INCONTRI. IL 28 APRILE A L'AJA

[Dalla Wilpf - Lega internazionale di donne per la pace e la liberta' (per contatti: sezione italiana, via Misurina 69, 00135 Roma, e-mail: antonia.sani at alice.it, telefax 063723742) riceviamo e diffondiamo]

 

Il 28 aprile a L'Aja (Olanda) la Women's International League for Peace and Freedom (Wilpf) celebrera' i suoi cento anni di attivita'.

Cento anni fa, dal primo storico Congresso internazionale di donne, nasceva a L'Aja la Lega Internazionale delle Donne per la Pace e la Liberta' (Wilpf).

Era il 1915. In piena guerra mondiale donne provenienti da tutti i paesi belligeranti si incontrarono per dire no al massacro. Non riuscirono a fermare la guerra, ma da quell'incontro nacque una grande Lega di donne che da allora ha operato ininterrottamente, si e' estesa e si e' radicata in molti altri paesi del mondo.

In questi cento anni la Wilpf ha continuato a  sostenere un approccio integrato alla costruzione della pace, analizzando le cause profonde della guerra. Alla luce di tutto cio', abbiamo voluto chiamare il movimento che la Wilpf ha sostenuto in questi cento anni col nome di "Potere delle donne di fermare la guerra".

Oggi non e' in atto una guerra mondiale dichiarata fra potenze che si contendono territori e supremazie, ma l'"inutile strage" non e' cessata: oggi e' in corso una guerra "a pezzi" piu' subdola e altrettanto tragica, di cui sono i poveri e i pacifici del mondo a pagare le conseguenze piu' pesanti, come cento anni fa.

E ancora come cento anni fa, molte donne si cercano, si mettono in contatto, ora agevolate anche da mezzi di comunicazione impensabili allora, s'incontrano per tessere insieme la rete della solidarieta' internazionale, della liberta' dalle guerre e dalle ingiustizie, della pace.

Il 28 aprile celebreremo i nostri cento anni in una conferenza internazionale di "Potere delle donne di fermare la guerra".

Ci incontreremo a L'Aja per ricordare e rafforzare l'opera delle donne costruttrici di pace in tutto il mondo, elaborando una nuova agenda della pace per il XXI secolo.

 

3. APPELLI. SE "ERINNA" NON CI FOSSE...

 

Se "Erinna" non ci fosse, tante donne vittime di violenza resterebbero senza alcun aiuto, resterebbero nel dolore, nella paura, nella solitudine, e nel concreto, continuo, estremo pericolo di nuove violenze.

Ma il centro antiviolenza "Erinna" a Viterbo c'e', e da molti anni opera incessantemente.

Ed e' necessario che continui ad esserci ed a portare avanti tutte le attivita' in cui le donne che lo animano sono impegnate, dall'ascolto alla consulenza, dall'assistenza all'ospitalita', dalla formazione all'orientamento, dall'informazione alla sensibilizzazione, dall'intervento psicologico a quello legale, dall'aiuto materiale all'accoglienza e alla protezione nella casa-rifugio.

Decisori pubblici insipienti e irresponsabili hanno recentemente negato al centro antiviolenza "Erinna" i fondi a suo tempo ad esso attribuiti ed illegittimamente ed insensatamente da anni trattenuti dall'ente locale incaricato di trasmetterglieli; decisori pubblici insipienti e irresponsabili hanno recentemente preteso di negare l'esistenza stessa della piu' importante esperienza di donne che aiutano le donne vittime di violenza nell'Alto Lazio.

Occorre che ogni persona di volontà buona, ogni associazione democratica, ogni istituzione fedele alla Costituzione repubblicana, nell'ambito delle proprie possibilita', sostengano "Erinna" in questo momento.

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Dal profondo del cuore chiediamo a chi legge queste righe di inviare al Centro antiviolenza "Erinna" un contributo economico affinche' possa continuare nella sua indispensabile azione, ed un messaggio di solidarieta'.

I contributi possono essere inviati attraverso bonifico bancario intestato ad Associazione Erinna, Banca Etica, codice IBAN: IT60D0501803200000000287042.

O anche attraverso vaglia postale a "Associazione Erinna - Centro antiviolenza", via del Bottalone 9, 01100 Viterbo.

Per contattare direttamente il Centro antiviolenza "Erinna": tel. 0761342056, e-mail: e.rinna at yahoo.it, onebillionrisingviterbo at gmail.com, sito: http://erinna.it

Per destinare al Centro antiviolenza "Erinna" il 5 per mille inserire nell'apposito riquadro del modello per la dichiarazione dei redditi il seguente codice fiscale: 90058120560.

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Facciamo circolare questo appello, facciamo sapere che occorre sostenere il Centro antiviolenza "Erinna". E sosteniamolo insieme.

 

4. MAESTRE. IN MEMORIA DI MARY WOLLSTONECRAFT

 

Ricorre oggi, 27 aprile, l'anniversario della nascita di Mary Wollstonecraft, di tutti i successivi movimenti di liberazione dell'umanita' una delle maggiori ispiratrici.

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Mary Wollstonecraft (Londra, 1759-1797), scrittrice, intellettuale e militante femminista e libertaria, compagna di William Godwin, madre di Mary Shelley (la moglie del poeta inglese, autrice del Frankenstein), visse, scrisse, opero' nel Settecento, ma la sua opera e' di un valore perenne e merita di essere riletta e meditata oggi. In traduzione italiana sono disponibili il suo capolavoro saggistico scritto nel 1792, I diritti delle donne, Editori Riuniti, Roma 1977, tradotto anche dalle Edizioni Elle, sempre nel 1977, col titolo Il manifesto femminista, e piu' recentemente da altri editori; il suo romanzo (con larghi tratti autobiografici) scritto nel 1788, Mary, Savelli, Roma 1978; ed altri volumi di scritti e lettere. Alcune incisive pagine di e su Mary Wollstonecraft sono in Franco Restaino, Adriana Cavarero, Le filosofie femministe, Paravia, Torino 1999, Bruno Mondadori, Milano 2002, 2009.

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Nel ricordo di Mary Wollstonecraft proseguiamo nell'azione nonviolenta per la pace e i diritti umani; per il disarmo e la smilitarizzazione; contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Vi e' una sola umanita' in un unico mondo vivente casa comune dell'umanita' intera.

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Oppresse e oppressi di tutto il mondo unitevi nella lotta per la comune liberazione.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

5. MEMORIA. APPROSSIMANDOSI IL QUINTO ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA DI ALFIO PANNEGA

 

Ricorre il 30 aprile il quinto anniversario della scomparsa di Alfio Pannega.

Le donne e gli uomini che gli furono amici e compagni lo ricordano con immutato affetto, con la medesima gratitudine, confermando l'impegno a tenerne viva la memoria ed a proseguirne la lotta per la liberazione dell'umanita', per la realizzazione di una societa' libera e giusta, responsabile e solidale, sollecita del pubblico bene e rispettosa dell'unico mondo vivente casa comune dell'umanita' intera.

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Una breve notizia su Alfio Pannega

Alfio Pannega nacque a Viterbo il 21 settembre 1925, figlio della Caterina (ma il vero nome era Giovanna), epica figura di popolana di cui ancor oggi in citta' si narrano i  motti e le vicende trasfigurate ormai in leggende omeriche, deceduta a ottantaquattro anni nel 1974. E dopo gli anni di studi in collegio, con la madre visse fino alla sua scomparsa, per molti anni abitando in una grotta nella Valle di Faul, un tratto di campagna entro la cinta muraria cittadina. A scuola da bambino aveva incontrato Dante e l'Ariosto, ma fu lavorando "in mezzo ai butteri della Tolfa" che si appassiono' vieppiu' di poesia e fiori' come poeta a braccio, arguto e solenne declamatore di impeccabili e sorprendenti ottave di endecasillabi. Una vita travagliata fu la sua, di duro lavoro fin dalla primissima giovinezza. La raccontava lui stesso nell'intervista che costituisce la prima parte del libro che raccoglie le sue poesie che i suoi amici e compagni sono riusciti a pubblicare pochi mesi prima dell'improvvisa scomparsa (Alfio Pannega, Allora ero giovane pure io, Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2010): tra innumerevoli altri umili e indispensabili lavori manuali in campagna e in citta', per decine di anni ha anche raccolto gli imballi e gli scarti delle attivita' artigiane e commerciali, recuperando il recuperabile e riciclandolo: consapevole maestro di ecologia pratica, quando la parola ecologia ancora non si usava. Nel 1993 la nascita del centro sociale occupato autogestito nell'ex gazometro abbandonato: ne diventa immediatamente protagonista, e lo sara' fino alla fine della vita. Sapeva di essere un monumento vivente della Viterbo popolare, della Viterbo migliore, e il popolo di Viterbo lo amava visceralmente. E' deceduto il 30 aprile 2010, non risvegliandosi dal sonno dei giusti.

Alcuni testi commemorativi sono stati piu' volte pubblicati sul notiziario telematico quotidiano "La nonviolenza e' in cammino", ad esempio negli "Archivi della nonviolenza in cammino" nn. 56, 57, 58, 60; cfr. anche il fascicolo monografico dei "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 265 ed ancora i "Telegrammi della nonviolenza in cammino" nn. 907-909 e 1172, e i fascicoli di "Coi piedi per terra" n. 546 e i nn. 548-552, e successivamente anche i testi nei "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 1260, 1261, 1272, 1401, ed ancora nei nn. 1622, 1623, 1624, 1763 (tutti disponibili dalla pagina web http://lists.peacelink.it/nonviolenza/ ).

 

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VOCI E VOLTI DELLA NONVIOLENZA

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino" (anno XVI)

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Numero 687 del 27 aprile 2015

 

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