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[Nonviolenza] Voci e volti della nonviolenza. 689



 

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VOCI E VOLTI DELLA NONVIOLENZA

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino" (anno XVI)

Numero 689 del 29 aprile 2015

 

In questo numero:

1. Peppe Sini: Per Alfio, nel quinto anniversario della morte

2. Una breve notizia su Alfio Pannega

3. Un incontro a Viterbo il 30 aprile

4. Se "Erinna" non ci fosse...

5. In memoria di Ludwig Wittgenstein

6. Le vite, salvarle

 

1. AMICIZIE. PEPPE SINI: PER ALFIO, NEL QUINTO ANNIVERSARIO DELLA MORTE

 

Ricorre il 30 aprile il quinto anniversario della morte di Alfio Pannega, che e' stato per me un amico saggio e generoso, un lucido e impavido compagno di lotte, un maestro di vita.

Era il piu' buono degli uomini, uno strenuo combattente per la causa della liberazione dell'umanita' e della difesa della natura, un esempio di come ogni persona e l'umanita' intera potrebbe e dovrebbe essere: libera, giusta, solidale.

Proprio perche' conosceva la fatica e il dolore, conosceva lo sfruttamento e l'oppressione, conosceva la violenza di tutti i poteri iniqui, aveva sempre combattuto contro il fascismo, contro lo sfruttamento, contro la corruzione, contro ogni menzogna e violenza, contro ogni offesa e umiliazione.

Sapeva lottare senza risentimento, senza meschinita', senza incertezze, con il coraggio di chi sa che gli oppressi hanno da perdere solo le loro catene, e con la tenerezza di chi sa che gli oppressi hanno solo la loro dignita', e che combattendo per la loro dignita' combattono per la dignita' di tutti gli esseri umani, per la liberazione di tutta l'umana famiglia, per la verita' dell'intero genere umano cosi' come s'incarna in ogni persona che viene al mondo e che e' pur destinata a perire in breve volger di tempo: che si faccia dunque il possibile perche' la vita di ogni creatura sia degna e felice, che l'intera umanita' si stringa in un unico abbraccio che tutte le persone sostenga, soccorra, conforti: pensava cio' che pensava Leopardi; pensava i forti, i giusti pensieri che solo puoi pensare se insieme sai agire con la tenerezza e con la fermezza dei forti e dei giusti.

Amava la vita di un amore gioioso: per lui tutto era grazia, tutto era gioia, tutto era belta' il mondo vivente: nutriva un amore creaturale per tutte le creature - le persone, gli animali, le piante -, che conosceva di una conoscenza sapiente e savia, empatica ed esatta; conosceva il cuore degli uomini e del mondo.

*

Era un poeta e un militante - comunista, libertario e nonviolento - del movimento delle oppresse e degli oppressi per la liberazione dell'umanita': la sua poesia e la sua militanza erano una medesima cosa, sapeva che tutta la civilta' umana ha questo solo fine: salvare le vite, soccorrere il fragile e l'indifeso, prendersi cura delle persone e del mondo.

*

Scrisse Einstein di Gandhi che l'umanita' avvenire avrebbe stentato a credere che un simile uomo fosse davvero vissuto; e nel suo movimento oratorio questa frase coglie ed ostende profonda una verita'; ma e' vero anche - e' vero anche - che innumerevoli sono state e sono e saranno le persone buone, meravigliosamente buone, buone come il pane, cosi' buone che la loro esistenza e' gia' un miracolo (ma in verita' ogni nascita e' un miracolo, come scrisse una volta Hannah Arendt la cui parola e' infallibile); tra queste persone buone che hanno illuminato la mia vita vi e' stato - vi e' - Alfio Pannega. Che grande fortuna averlo conosciuto. Qui lo ricordo e lo ringrazio ancora.

La lotta per un'umanita' di persone libere ed eguali in diritti continua; continua la lotta per salvare le vite; nel ricordo, nella fedelta' alla testimonianza e al legato di Alfio Pannega la nonviolenza e' in cammino.

 

2. MAESTRI E COMPAGNI. UNA BREVE NOTIZIA SU ALFIO PANNEGA

 

Alfio Pannega nacque a Viterbo il 21 settembre 1925, figlio della Caterina (ma il vero nome era Giovanna), epica figura di popolana di cui ancor oggi in citta' si narrano i  motti e le vicende trasfigurate ormai in leggende omeriche, deceduta a ottantaquattro anni nel 1974. E dopo gli anni di studi in collegio, con la madre visse fino alla sua scomparsa, per molti anni abitando in una grotta nella Valle di Faul, un tratto di campagna entro la cinta muraria cittadina. A scuola da bambino aveva incontrato Dante e l'Ariosto, ma fu lavorando "in mezzo ai butteri della Tolfa" che si appassiono' vieppiu' di poesia e fiori' come poeta a braccio, arguto e solenne declamatore di impeccabili e sorprendenti ottave di endecasillabi. Una vita travagliata fu la sua, di duro lavoro fin dalla primissima giovinezza. La raccontava lui stesso nell'intervista che costituisce la prima parte del libro che raccoglie le sue poesie che i suoi amici e compagni sono riusciti a pubblicare pochi mesi prima dell'improvvisa scomparsa (Alfio Pannega, Allora ero giovane pure io, Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2010): tra innumerevoli altri umili e indispensabili lavori manuali in campagna e in citta', per decine di anni ha anche raccolto gli imballi e gli scarti delle attivita' artigiane e commerciali, recuperando il recuperabile e riciclandolo: consapevole maestro di ecologia pratica, quando la parola ecologia ancora non si usava. Nel 1993 la nascita del centro sociale occupato autogestito nell'ex gazometro abbandonato: ne diventa immediatamente protagonista, e lo sara' fino alla fine della vita. Sapeva di essere un monumento vivente della Viterbo popolare, della Viterbo migliore, e il popolo di Viterbo lo amava visceralmente. E' deceduto il 30 aprile 2010, non risvegliandosi dal sonno dei giusti.

Alcuni testi commemorativi sono stati piu' volte pubblicati sul notiziario telematico quotidiano "La nonviolenza e' in cammino", ad esempio negli "Archivi della nonviolenza in cammino" nn. 56, 57, 58, 60; cfr. anche il fascicolo monografico dei "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 265 ed ancora i "Telegrammi della nonviolenza in cammino" nn. 907-909 e 1172, e i fascicoli di "Coi piedi per terra" n. 546 e i nn. 548-552, e successivamente anche i testi nei "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 1260, 1261, 1272, 1401, ed ancora nei nn. 1622, 1623, 1624, 1763, ed in "Voci e volti della nonviolenza" n. 687 e 688 (tutti disponibili dalla pagina web http://lists.peacelink.it/nonviolenza/ ).

 

3. INCONTRI. UN INCONTRO A VITERBO IL 30 APRILE

 

Il 30 aprile a Viterbo il centro antiviolenza "Erinna" presenta il progetto "Five Men - Fight violence against women".

L'iniziativa si svolgera' presso la sala del Centro parrocchiale "Don Serafino Pierotti" in via San Pellegrino 49, dalle ore 10,30 alle ore 17,30.

Per ulteriori informazioni: Centro antiviolenza "Erinna", tel. 0761342056, e-mail: e.rinna at yahoo.it, onebillionrisingviterbo at gmail.com

 

4. APPELLI. SE "ERINNA" NON CI FOSSE...

 

Se "Erinna" non ci fosse, tante donne vittime di violenza resterebbero senza alcun aiuto, resterebbero nel dolore, nella paura, nella solitudine, e nel concreto, continuo, estremo pericolo di nuove violenze.

Ma il centro antiviolenza "Erinna" a Viterbo c'e', e da molti anni opera incessantemente.

Ed e' necessario che continui ad esserci ed a portare avanti tutte le attivita' in cui le donne che lo animano sono impegnate, dall'ascolto alla consulenza, dall'assistenza all'ospitalita', dalla formazione all'orientamento, dall'informazione alla sensibilizzazione, dall'intervento psicologico a quello legale, dall'aiuto materiale all'accoglienza e alla protezione nella casa-rifugio.

Decisori pubblici insipienti e irresponsabili hanno recentemente negato al centro antiviolenza "Erinna" i fondi a suo tempo ad esso attribuiti ed illegittimamente ed insensatamente da anni trattenuti dall'ente locale incaricato di trasmetterglieli; decisori pubblici insipienti e irresponsabili hanno recentemente preteso di negare l'esistenza stessa della piu' importante esperienza di donne che aiutano le donne vittime di violenza nell'Alto Lazio.

Occorre che ogni persona di volontà buona, ogni associazione democratica, ogni istituzione fedele alla Costituzione repubblicana, nell'ambito delle proprie possibilita', sostengano "Erinna" in questo momento.

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Dal profondo del cuore chiediamo a chi legge queste righe di inviare al Centro antiviolenza "Erinna" un contributo economico affinche' possa continuare nella sua indispensabile azione, ed un messaggio di solidarieta'.

I contributi possono essere inviati attraverso bonifico bancario intestato ad Associazione Erinna, Banca Etica, codice IBAN: IT60D0501803200000000287042.

O anche attraverso vaglia postale a "Associazione Erinna - Centro antiviolenza", via del Bottalone 9, 01100 Viterbo.

Per contattare direttamente il Centro antiviolenza "Erinna": tel. 0761342056, e-mail: e.rinna at yahoo.it, onebillionrisingviterbo at gmail.com, sito: http://erinna.it

Per destinare al Centro antiviolenza "Erinna" il 5 per mille inserire nell'apposito riquadro del modello per la dichiarazione dei redditi il seguente codice fiscale: 90058120560.

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Facciamo circolare questo appello, facciamo sapere che occorre sostenere il Centro antiviolenza "Erinna". E sosteniamolo insieme.

 

5. MEMORIA. IN MEMORIA DI LUDWIG WITTGENSTEIN

 

Ricorre il 29 aprile l'anniversario della scomparsa di Ludwig Wittgenstein (Vienna, 26 aprile 1889 - Cambridge, 29 aprile 1951), l'autore del Tractatus logico-philosophicus, una delle opere piu' influenti e problematiche della ricerca filosofica del XX secolo.

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Anche nel ricordo di Ludwig Wittgenstein proseguiamo nell'azione nonviolenta per la pace e i diritti umani; per il disarmo e la smilitarizzazione; contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Vi e' una sola umanita' in un unico mondo vivente casa comune dell'umanita' intera.

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

6. REPETITA IUVANT. LE VITE, SALVARLE

 

Consenta l'Italia a tutte le persone in fuga dalla fame e dalla morte di giungere in modo legale e sicuro nel nostro paese.

Metta a disposizione l'Italia mezzi di trasporto pubblici e gratuiti per salvare le vite.

Appronti l'Italia un piano adeguato per soccorrere, accogliere ed assistere nel nostro paese tutte le persone in pericolo di vita.

Si adoperi l'Italia affinche' l'Unione Europea abbandoni le politiche razziste e assassine e s'impegni a salvare tante persone innocenti che soffrono e muoiono oggi per primaria responsabilita' dei governi europei.

Cessi l'Italia di partecipare alle guerre e di produrre armi, si impegni per la pace e il disarmo.

Vi e' una sola umanita'.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

 

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VOCI E VOLTI DELLA NONVIOLENZA

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino" (anno XVI)

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Numero 689 del 29 aprile 2015

 

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