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[Nonviolenza] Telegrammi. 2031



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 2031 del primo luglio 2015

Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XVI)

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com

 

Sommario di questo numero:

1. Giobbe Santabarbara: Si chiama democrazia

2. "Pubblicita' e consumismo". Un incontro di studio a Viterbo con Marco Graziotti

3. "La cultura contro il razzismo". Un incontro di riflessione a Viterbo con Paolo Arena

4. Miriam Mafai presenta "Donne e uomini nelle guerre mondiali" a cura di Anna Bravo (1991)

5. Beniamino Placido presenta "Il fotoromanzo" di Anna Bravo (2003)

6. Gabriella Colarusso presenta "A colpi di cuore" di Anna Bravo (2008)

7. Vera Schiavazzi intervista Anna Bravo su "La conta dei salvati" (2013)

8. Indice dei "Telegrammi" di giugno 2015

9. Segnalazioni librarie

10. La "Carta" del Movimento Nonviolento

11. Per saperne di piu'

 

1. EDITORIALE. GIOBBE SANTABARBARA: SI CHIAMA DEMOCRAZIA

 

Si chiama democrazia, chiedere all'intera popolazione di decidere insieme su cio' che tutti riguarda.

Capisco che i signori gerarchi di tutte le gerarchie fatichino a capire.

Capisco che fatichino a capire i signori squadristi di tutte le squadre che per non perdere tempo a contare le teste (la matematica e' difficile, si sa) preferiscono romperle.

Capisco il dissenso degli strozzini: per loro gli esseri umani sono solo quelle cose da cui spremer soldi stringendo loro il cappio intorno al collo.

E capisco la rabbia dei mass-media al servizio del capitale finanziario: cosa non si deve fare per far contento il padrone.

Capisco tutto. Sono una persona civile.

Ed infine capisco anche lo smarrimento dei razzisti, che quando sentono la parola magica "una persona, un voto" gli prendono le convulsioni.

E adesso che ho espresso la mia universale comprensione delle incomprensioni altrui, vorrei chiedere il permesso di dire anche la piucchemodesta mia opinione: ma che bisogno c'e'? chi legge l'ha gia' capita.

 

2. INCONTRI. "PUBBLICITA' E CONSUMISMO". UN INCONTRO DI STUDIO A VITERBO CON MARCO GRAZIOTTI

 

Si e' svolto nel pomeriggio di martedi' 30 giugno 2015 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" un incontro di studio sul tema: "Pubblicita' e consumismo. Alcune rilevanti riflessioni critiche su stili di vita e modi di produzione e riproduzione sociale incompatibili con la dignita' umana e con i limiti della biosfera: da Guenther Anders all'enciclica "Laudato si'" di papa Bergoglio".

All'incontro ha preso parte Marco Graziotti.

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Marco Graziotti e' uno dei principali collaboratori del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo; nel 2010 insieme a Marco Ambrosini e Paolo Arena ha condotto un'ampia inchiesta sul tema "La nonviolenza oggi in Italia" con centinaia di interviste a molte delle piu' rappresentative figure dell'impegno nonviolento nel nostro paese. Laureato in Scienze della comunicazione, e' autore di un apprezzato lavoro su "Nuove tecnologie e controllo sociale nella ricerca di David Lyon"; recentemente ha realizzato una rilevante ricerca su "Riflessi nella letteratura e nel cinema della boxe come realta' complessa e specchio della societa' della solitudine di massa e della sopraffazione e mercificazione universale", interpretando con adeguate categorie desunte dalle scienze umane e filologiche numerose opere letterarie e cinematografiche; piu' recentemente ancora ha realizzato una ricerca sulle istituzioni e le politiche finanziarie europee facendo specifico riferimento alle analisi di Luciano Gallino e di Francuccio Gesualdi.

 

3. INCONTRI. "LA CULTURA CONTRO IL RAZZISMO". UN INCONTRO DI RIFLESSIONE A VITERBO CON PAOLO ARENA

 

Si e' svolto la sera di martedi' 30 giugno 2015 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" un incontro di riflessione sul tema: "La cultura contro il razzismo: dignita' delle persone e unita' della civilta' umana nell'espressione delle arti e delle scienze".

All'incontro ha preso parte Paolo Arena.

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Paolo Arena, critico e saggista, studioso di cinema, arti visive, weltliteratur, sistemi di pensiero, processi culturali, comunicazioni di massa e nuovi media, e' uno dei principali collaboratori del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo e fa parte della redazione di "Viterbo oltre il muro. Spazio di informazione nonviolenta", un'esperienza nata dagli incontri di formazione nonviolenta che per anni si sono svolti con cadenza settimanale a Viterbo; nel 2010 insieme a Marco Ambrosini e Marco Graziotti ha condotto un'ampia inchiesta sul tema "La nonviolenza oggi in Italia" con centinaia di interviste a molte delle piu' rappresentative figure dell'impegno nonviolento nel nostro paese. Ha tenuto apprezzate conferenze sul cinema di Tarkovskij all'Universita' di Roma "La Sapienza" e presso biblioteche pubbliche. Negli scorsi anni ha animato cicli di incontri di studio su Dante e su Seneca. Negli ultimi anni ha animato tre cicli di incontri di studio di storia della sociologia, di teoria del diritto, di elementi di economia politica. Fa parte di un comitato che promuove il diritto allo studio con iniziative di solidarieta' concreta.

 

4. LIBRI. MIRIAM MAFAI PRESENTA "DONNE E UOMINI NELLE GUERRE MONDIALI" A CURA DI ANNA BRAVO (1991)

[Dal quotidiano "La Repubblica" del 20 novembre 1991 col titolo "Ma poi le guerre le hanno fatte le donne"]

 

Anche chi, come la sottoscritta, crede poco ad una cultura declinata al femminile, deve ammettere che l'accresciuta presenza di donne nel mondo della ricerca ha portato in molti settori, e in particolare in quello degli studi storici, un'aria nuova, facendo emergere temi e protagonisti prima sottovalutati o del tutto ignoti, e, talvolta, un nuovo "punto di vista" su temi gia' precedentemente esaminati. Quanto questo punto di vista possa definirsi "sessuato", o "di genere" come affermano le piu' rigorose seguaci del "pensiero della differenza" e' dubbio. Ma lasciamo da parte una controversia che rischia di rimanere sterile. Valgono di piu' i risultati, come in questo Donne e uomini nelle guerre mondiali (Laterza, pp. 192, lire 27.000) che raccoglie, con una introduzione di Anna Bravo, che insegna Storia sociale all'Universita' di Torino, alcune ricerche sull'argomento.

Donne e uomini, dunque. E gia' il titolo ci dice qualcosa, nel senso che rifiuta la parzialita', una ricerca volutamente limitata cioe' alle condizioni e alla presenza delle donne nelle guerre mondiali. Donne e uomini, come dire dunque la collocazione degli uni e delle altre, e i loro rispettivi rapporti, come cambiano e quanto profondamente nel corso dei conflitti, con il modificarsi inevitabile dei ruoli e della rispettiva presenza-assenza nella vita quotidiana.

Ed e' singolare che in questa ricerca, nella quale si sono misurati insieme studiosi dei due sessi, il saggio piu' stimolante e innovatore sia firmato da un uomo, Ernesto Galli della Loggia, che avanza una interpretazione nuova della seconda guerra mondiale, definita, imprevedibilmente una "guerra femminile".

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"La mancanza di fronti militari piu' o meno stabili sul terreno e fissi nel tempo" nota Galli della Loggia "spezzando la rigidita' spaziale della guerra, ne spezzo' anche, per cosi' dire, l'imputazione sessuale, rigidamente circoscritta agli uomini. Dal 1939 al 1945 la guerra non corrispose ad alcun luogo separato nel quale si affrontassero gruppi contrapposti di maschi, ma fu un evento totale che impregno' da cima a fondo la quotidianita' di ciascuno".

Una guerra di occupazione, di retrovie, di bombardamenti, di deportazioni, di lotta clandestina, un conflitto non solo militare (come era stato quello precedente) ma anche ideologico ed etico non piu' tra eserciti e tra stati, ma tra visioni del mondo, fa della seconda guerra mondiale una guerra che coinvolgendo la vita privata di ciascuno, ne fa una guerra "femminile".

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L'ipotesi, quanto mai stimolante, ha certo bisogno di ulteriore approfondimento; sarebbe da verificare ad esempio quanto il carattere "femminile" del conflitto derivi soltanto da un maggior coinvolgimento della popolazione femminile o se e quanto le donne abbiano impresso al conflitto un loro specifico segno.

Anna Bravo dell'Universita' di Torino e Lucetta Scaraffia, dell'Universita' di Roma, intervengono con due ricerche che solo in parte confermano l'ipotesi di Galli della Loggia. La Bravo, utilizzando essenzialmente testimonianze dell'epoca, analizza il vissuto del materno, nella sua dimensione individuale e collettiva e il suo modificarsi nel corso della guerra. La Scaraffia, esaminando gli ex voto conservati nei santuari del Divino Amore a Roma e della Consolata a Torino, mette in luce le differenze tra quelli della prima e quelli della seconda guerra mondiale, dove emergono tratti di modernizzazione e la tendenza a percepire se stesse come singole o portatrici di un destino slegato da quello dell'uomo.

Le due studiose, pur sottolineando tutti gli elementi di novita' nel vissuto e nella coscienza delle donne, mi sembrano avere, di fronte alla ipotesi di Galli della Loggia, una posizione almeno problematica.

La Bravo, in particolare, manifesta il dubbio che la "femminilizzazione" del conflitto, lungi dall'esaltare la soggettivita' femminile e dall'aprire strade alla emancipazione, abbia schiacciato le donne sul loro ruolo materno, sia pure vissuto in modo potente, generoso, collettivo nei confronti di figli reali o metaforici.

Si vedano a questo proposito le belle pagine su quello che potrebbe definirsi un vero e proprio "maternage" di massa dell'8 settembre, dove "il registro femminile del materno si rafforza e deborda dai suoi confini pratici e simbolici mentre il maschile tende a fare il percorso opposto, verso la passivita', la debolezza, quasi uno scivolamento verso la minorita'".

Una guerra "femminile" dunque, nel senso che, non restando chiusa nelle trincee, chiede e sollecita e richiede un intervento delle donne. La maternita' diventa allora una forza enormemente legittimante, quasi un codice di emergenza. Ma si tratta, prosegue la Bravo, di "un patrimonio poco spendibile sul piano politico per ottenere piu' liberta' e potere per se stesse" quando la situazione torni alla normalita'.

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La guerra insomma ha funzionato da "scorciatoia alla modernizzazione" o da conferma del ruolo materno e quindi come riancoramento al passato? Su questo il dibattito resta aperto.

Personalmente sono convinta che la guerra ha rappresentato un momento di forte potenzialita' emancipatrice per le donne italiane, aprendo loro spazi di assunzione di responsabilita' e di valorizzazione individuale, spazi che esse hanno saputo occupare, ma non difendere adeguatamente nel periodo dell'immediato dopoguerra. Gli esiti, insomma, sul piano politico immediato della loro partecipazione al conflitto sono stati meno ricchi di quello che avremmo desiderato, nonostante la conquista del diritto di voto e alcune affermazioni di parita' contenute nella Costituzione.

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L'intervento della Chiesa ha avuto qui certamente un ruolo importante, grazie a un modello di comportamento e di identita' che viene offerto immediatamente alla donne. Questo era generalmente noto, ma la Scaraffia mette in luce i caratteri nuovi di questo intervento: "l'alleanza tra istituzione ecclesiastica e madri si realizza attraverso una valorizzazione del ruolo femminile quale si era conosciuta forse soltanto nei primi secoli del cristianesimo".

Dopo il massiccio coinvolgimento femminile nella guerra, insomma, Pio XII, prima e meglio di altri, sembra essere stato in grado di riconoscere questo processo e controllarlo. "La forza che le donne hanno scoperto in se' durante quegli anni, la nuova autonomia che hanno sperimentato nei luoghi periodi di solitudine vengono riconosciute e assorbite insieme nella proposta offerta dalla Mater dolorosa, che assume su di se' tutto il dolore del mondo per dare all'uomo-figlio la stabilita' e la sicurezza necessarie alla ricostruzione".

Ancora una volta insomma le donne vengono invitate a mettersi al servizio dell'altro, rinunciando alla affermazione della loro autonomia. Cosi' il processo di modernizzazione rallenta per riprendere, con vigore, solo con la generazione successiva.

 

5. LIBRI. BENIAMINO PLACIDO PRESENTA "IL FOTOROMANZO" DI ANNA BRAVO (2003)

[Dal quotidiano "La Repubblica" del 26 ottobre 2003, col titolo "Fotoromanzo: una storia al femminile"]

 

Fra le tante cose culturalmente significanti - ed anche imbarazzanti - che intervennero per agitare il nostro panorama culturale dell'immediato dopoguerra (dopo il 1945, per intenderci) figura indubbiamente il fotoromanzo. "Figura" si e' detto, ma non e' detto che figuri per il meglio. Se prendiamo a discuterne e a ricordare adesso, lo facciamo non perche' usciti dall'imbarazzo in cui ci metteva e ci teneva la frequentazione di quel "Grand Hotel", uscito il 29 giugno 1946, o la lettura, piu' o meno accidentale, di "Bolero" o di "Sogno", che vennero subito dopo. Il "fotoromanzo" fu subito collocato dalle persone serie di casa (e di casa noi eravamo troppo piccoli per essere considerati "seri") fra i "giornali per le serve", tutti pieni com'erano di sentimenti sdolcinati ed esagerati al tempo stesso. Per questo non ci risultera' sgradita, oggi, la lettura di questo ultimo volume di Anna Bravo per la serie "L'identita' italiana" diretta da Ernesto Galli della Loggia per il Mulino (Anna Bravo, Il fotoromanzo, pp. 174, euro 12).

Fu nel periodo in cui si discutevano (e si decidevano) le faccende problematiche, imbarazzanti del divorzio e dell'aborto, che ci rendemmo conto di un particolare curioso: le donne votavano (o avevano gia' votato) per il divorzio e per l'aborto. Non erano quindi le solite stolide "serve" infatuate da tutto quel romanticismo a fumetti. C'eravamo sbagliati noi - noi uomini - se le avevamo definitivamente condannate per quelle loro peccaminose letture. "Grand Hotel" aveva insegnato alle donne di casa - "serve" comprese - ad essere piu' dignitose e magari piu' esigenti. Dunque ci conviene ripensarci sopra, con santa pazienza. Ed e' opportuno farlo in compagnia di questo piccolo, succoso saggio che del fotoromanzo esplora tutte le parentele e tutte le vicende: dalla sua nascita al suo declino, che pare si sia gia' consumato, oggi.

Ognuno di noi uomini - un tempo piccoli, poi adulti - che li ha avuti tra le mani in quei decenni, ne ricorda qualcosa. A me accade di ricordare quel "decalogo" del fotoromanzo che un giornale "serio", forse "serissimo" pubblico' allora per elencare gli ingredienti fondamentali del genere: quegli ingredienti d'obbligo di cui un fotoromanzo non poteva fare a meno, a rischio di correre il pericolo di non essere piu' considerato tale. Era un elenco di dieci "voci", cioe' delle dieci situazioni immancabili senza le quali il fotoromanzo rischiava di non essere piu' preso sul serio. Ricordo bene di averlo messo da parte, dopo averlo abbondantemente mostrato agli amici, ma ricordo altrettanto bene di aver dimenticato dove. Sicche' oggi ricordo con sicurezza solo la prima delle voci di quel "decalogo". Che recitava: "Primo, la fanciulla bionda e quella bruna, rivali". Cio' che fa capire almeno una delle caratteristiche fondamentali del fotoromanzo. Era ovviamente l'amore: l'amore lusinghiero e attraente ma difficilmente praticabile, o reso pressoche' impraticabile dalle difficolta' pratiche della vita. Sulle quali la fanciulla, a volte bionda a volte bruna, avrebbe puntato i piedi ed avrebbe trionfato, alla fine. Questo e' dunque il significato - nemmeno tanto segreto - del fotoromanzo per la lettrice: vincere, affermarsi, avere la meglio sulle immancabili difficolta' della vita.

La Bravo ci rammenta che anche i grandi attori - e rispettabili - hanno partecipato a dei fotoromanzi. Del resto il suo volume e' corredato di un accurato indice dei nomi. E' corredato anche da un pittoresco mucchietto di fotografie fra le quali riconosceremo le immagini di Sofia Lazzaro (Sophia Loren). Da protagonista in una vicenda di "Sogno" (2 dicembre 1950) che si intitola "Non posso amarti". Poi c'e' la menzione dovuta ad Alberto Sordi, indimenticabile protagonista de Lo sceicco bianco; poi c'e' una Storia di A. (una legge dalla parte della donna), e non abbiamo bisogno di scervellarci perche' subito dopo ne viene indicato il contenuto, ovviamente delicato: "Nel 1978 e' stata approvata la legge 194, o dell'interruzione di gravidanza, che da' alle donne nella necessita' di abortire il diritto di effettuare l'intervento in ospedale e senza correre il rischio di finire in prigione...". Quante cose viste, o intraviste, o vissute Anna Bravo ci fa rammentare in questo suo libro. Ci chiediamo come abbiamo potuto dimenticarle. Si', dimenticarle, perche' se qualcuno comincia a parlarci del fotoromanzo ci viene in mente una sola battuta: "La fanciulla bionda e quella bruna, rivali...".

 

6. LIBRI. GABRIELLA COLARUSSO PRESENTA "A COLPI DI CUORE" DI ANNA BRAVO (2008)

[Dal quotidiano "La Repubblica" del 10 maggio 2008 col titolo "Il mio viaggio nel Sessantotto tra conquiste, sconfitte e violenza"]

 

Non fu sogno, fu politica. Una politica combattuta "a colpi di cuore", "piena di emozioni ma allo stesso tempo anche violenta". Una politica che seppe guardare ai diritti e non solo ai bisogni. "Che il Sessantotto abbia contribuito a innescare grandi cambiamenti nel costume e nella cultura e' solo un pezzo di verita'. Perche' e' stato innanzitutto politica, conquista di nuovi diritti".

A quarant'anni dal grande movimento che sognava di portare "la fantasia al potere", la storica torinese Anna Bravo ripercorre quegli anni rivoluzionari e le loro "questioni" - l'amore e la sessualita', la violenza e la ribellione, i legami sociali e la rottura generazionale, le contaminazioni culturali e il femminismo - senza cedere a facili polarizzazioni o reducismi.

Ieri pomeriggio, nella Sala Rossa del Lingotto, ha presentato il suo bel libro A Colpi di cuore. Storie del Sessantotto (Laterza) assieme a Ezio Mauro, Miriam Mafai, Ritanna Armeni e Maro Revelli.

"La sconfitta storica del movimento non e' un buon motivo per dimenticare la forte spinta al cambiamento di cui fu portatore" esordisce Bravo. Le vittorie e le sconfitte del Sessantotto sono troppe e troppo complesse per arrivare a una interpretazione unica e condivisa di quegli anni. Ma di una cosa Anna Bravo e' convinta: "L'aver scardinato il monopolio della parola pubblica, da sempre in mano a intellettuali e dirigenti politici, e aver permesso a tutti di poter dire la propria, e' stato sicuramente il risultato piu' dirompente di quella stagione". Eppure non molto di quella rivoluzione e' rimasto in piedi. "La bella politica dei primi tempi fu sostituita da un'accezione piu' tradizionale. Gli stessi gruppi extraparlamentari si strutturarono poi come partiti. E oggi si e' tornati alla politica specializzata, fatta dai professionisti".

A colpi di cuore non e' una storia tradizionale dei movimenti sessantottini, e' un'esplorazione affascinante e soggettiva dei temi che animarono le battaglie di quella generazione. Un "albero tematico" in otto capitoli che parla di ambiente, protesta, femminismo, assemblee, dolore.

L'entusiasmo per alcune grandi conquiste - l'affermazione dell'importanza della vita di ciascuno, della necessita' del "partire da se'", la distruzione del mito della conoscenza oggettiva, i diritti civili - si accompagna a una critica lucida e ragionata dei limiti del Sessantotto: "Due, sostanzialmente: l'incapacita' di capire il femminismo, che fu considerato quasi un nemico, e la carenza di elaborazione sul tema della violenza".

Quanto a Torino, i ricordi di Anna Bravo sono densi di emozione: "Qui il '68 ebbe due peculiarita': fu molto legato all'analisi esistenziale e fu molto condizionato dal rapporto con la classe operaia. Non erano soltanto i giovani ad andare alle assemblee di fabbrica, ma erano anche gli operai a venire a Palazzo Campana. E questo per noi e' stato un privilegio enorme".

La stessa Torino nel decennio successivo fu tra le citta' piu' colpite dal terrorismo. "Com'e' stato possibile - si chiede Anna Bravo - passare da un sentimento di amore a una cultura dell'odio?". Una risposta prova a darla Ezio Mauro: "Il '68 e' stato un sentimento collettivo della politica. Ha impiantato in una generazione il mito fondativo della Resistenza e l'ha fatto camminare. Ma da questo si e' passati a una cultura della violenza, si e' cominciato a ragionare di morte. Per gli storici c'e' anche una data che segna il passaggio: il 1969 di piazza Fontana". Quella stagione, dice Mauro, va chiusa. Ma solo a una condizione: "Per troppi anni abbiamo badato poco al dolore delle vittime. Oggi per la prima volta si celebra la Giornata della Memoria. Quei lutti non sono personali, sono lutti repubblicani, collettivi, e cosi' vanno considerati per voltare definitivamente pagina".

 

7. LIBRI. VERA SCHIAVAZZI INTERVISTA ANNA BRAVO SU "LA CONTA DEI SALVATI" (2013)

[Dal quotidiano "La Repubblica" del 17 maggio 2013 col titolo "Racconto l'altra faccia della storia: i salvati dalle guerre scongiurate"]

 

La storia non e' fatta soltanto dalla conta dei morti, ma anche - e qualche volta di piu' - da quella di chi e' stato salvato. Dalle guerre che non si sono fatte, dai conflitti evitati, dalla nonviolenza testarda e derisa. Ne e' convinta Anna Bravo, storica torinese, appassionata studiosa di tutto cio' che riguarda le donne, il genocidio, la resistenza armata e quella civile. E ora Laterza sta per mandare in libreria il suo ultimo lavoro, "La conta dei salvati. Dalla Grande Guerra al Tibet: storie di sangue risparmiato", che domenica al Salone del libro di Torino (alle 20,30 in Sala Rossa) verra' presentato dall'autrice insieme a Marco Revelli e a Massimo Novelli di "Repubblica".

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- Vera Schiavazzi: Come e' nata l'idea di questo libro?

- Anna Bravo: Nel 2002 ho concluso un volume di storia per i licei. A lavoro finito mi sono resa conto che due ampi capitoli erano stati dedicati alla prima guerra mondiale, ma non c'era nulla sui molti conflitti che, nel 1912 e nel 1913, erano stati evitati nei Balcani. E' da quel momento che archivio idee e documenti per realizzate questa "altra" storia, che parte proprio dal Novecento e da un momento storico nel quale molte altre guerre avrebbero potuto esplodere senza che cio' avvenisse, perche' le grandi potenze riuscirono, almeno fino a un certo punto, a esercitare tra loro un potere dissuasivo.

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- Vera Schiavazzi: Le ragioni delle guerre evitate sono sempre nobili?

- Anna Bravo: No, ma non e' importante se ci si occupa di storia e non di psicoanalisi. In alcuni casi, le banche guadagnavano troppo bene grazie allo stato di pace, in altri la corsa agli armamenti era diventata la leva piu' importante e a un certo punto incontrollabile, e le guerre invece esplosero. E ci sono anche le molte migliaia di persone "normali" che, in Danimarca ma anche in Italia, salvarono altre persone: gli ebrei danesi, gli sbandati dell'8 settembre. Migliaia di vite umane risparmiate che hanno fatto la storia, cosi' come l'hanno fatta i soldati che durante la grande guerra stabilivano tregue informali tra una trincea e l'altra: c'e' chi lancio' granate vuote che contenevano avvisi ai nemici come "tra poco dovremo sparare, ma lo faremo solo sulla destra", o si scambiavano informazioni per cessare il fuoco all'ora del rancio.

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- Vera Schiavazzi: Gandhi e il Tibet, Sarajevo e la Cecenia: c'e' un unico filo?

- Anna Bravo: C'e' un modo di guardare all'Europa che spesso esclude chi e' ai confini. Gandhi e' stato il primo a dare alla nonviolenza un impianto teorico. Quanto al Tibet, pochi lo sanno ma l'ala che vorrebbe passare alle armi esiste e si va rafforzando. E' una storia tragica e importante anche per noi.

 

8. MATERIALI. INDICE DEI "TELEGRAMMI" DI GIUGNO 2015

 

* "Telegrammi", numero 2003 del primo giugno 2015: 1. Una persona, un voto; 2. Un uomo in mare; 3. In memoria di Elizabeth Blackwell; 4. Per sostenere il centro antiviolenza "Erinna"; 5. Un appello per l'uscita dell'Italia dalla Nato; 6. Benito D'Ippolito: tre litanie a R.; 7. Indice dei "Telegrammi" di maggio 2015; 8. Segnalazioni librarie; 9. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 10. Per saperne di piu'.

* "Voci e volti della nonviolenza", numero 701 del primo giugno 2015: Umberto Santino: Studiare la mafia in Sicilia (2011).

* "Telegrammi", numero 2004 del 2 giugno 2015: 1. Il 2 giugno, la repubblica; 2. Un incontro con la dottoressa Antonella Litta a Vetralla; 3. Un incontro con Vito Ferrante a Viterbo; 4. In memoria di Giuseppe Ungaretti; 5. Per sostenere il centro antiviolenza "Erinna"; 6. Un appello per l'uscita dell'Italia dalla Nato; 7. Enrico Peyretti: Violenza, aggressivita', cooperazione e altruismo nel pensiero pacifista; 8. Segnalazioni librarie; 9. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 10. Per saperne di piu'.

* "Voci e volti della nonviolenza", numero 702 del 2 giugno 2015: 1. In memoria di Albertina Sisulu; 2. Per sostenere il centro antiviolenza "Erinna"; 3. Enrico Peyretti: Le chiese per la pace (2011); 4. Umberto Santino: Chiesa e mafie. La beatificazione di don Puglisi: una definitiva presa di distanza? (2013); 5. Alcune pubblicazioni di Francuccio Gesualdi e del "Centro nuovo modello di sviluppo".

* "Telegrammi", numero 2005 del 3 giugno 2015: 1. Peppe Sini: La sfilata; 2. Per Alain; 3. "La letteratura al tempo di internet". Un incontro di riflessione a Viterbo; 4. Si riunisce oggi il "Tavolo per la pace" di Viterbo; 5. "Una donna sconosciuta" a Viterbo il 7 giugno; 6. Per sostenere il centro antiviolenza "Erinna"; 7. Un appello per l'uscita dell'Italia dalla Nato; 8. Umberto Santino: Oltre gli stereotipi: le ricerche del Centro Impastato; 9. Segnalazioni librarie; 10. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 11. Per saperne di piu'.

* "Voci e volti della nonviolenza", numero 703 del 3 giugno 2015: Umberto Santino: La mafia al cinema, tra stereotipi e impegno civile (2014).

* "Telegrammi", numero 2006 del 4 giugno 2015: 1. Raniero La Valle: Per un'umanita' indivisa; 2. "Praticare la solidarieta'". Un incontro di riflessione a Viterbo; 3. Umberto Santino: Mafia e politica, la storia continua... (2010); 4. In memoria di Giovanni XXIII; 5. Per sostenere il centro antiviolenza "Erinna"; 6. Un appello per l'uscita dell'Italia dalla Nato; 7. Segnalazioni librarie; 8. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 9. Per saperne di piu'.

* "Voci e volti della nonviolenza", numero 704 del 4 giugno 2015: 1. In ricordo delle vittime del massacro di piazza Tien An Men; 2. La Carta di Lampedusa.

* "Telegrammi", numero 2007 del 5 giugno 2015: 1. "Fermare la strage nel Mediterraneo". Un incontro di riflessione e di testimonianza a Viterbo; 2. Anna Puglisi ricorda Felicia Bartolotta Impastato; 3. Piergiorgio Giacche' ricorda Judith Malina; 4. Severino Cesari ricorda Renato Solmi; 5. Per sostenere il centro antiviolenza "Erinna"; 6. Un appello per l'uscita dell'Italia dalla Nato; 7. Segnalazioni librarie; 8. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 9. Per saperne di piu'.

* "Voci e volti della nonviolenza", numero 705 del 5 giugno 2015: 1. In memoria di Federico Garcia Lorca; 2. Simone Scala: Renato Solmi e gli anni di "Discussioni"; 3. Per sostenere il centro antiviolenza "Erinna".

* "Telegrammi", numero 2008 del 6 giugno 2015: 1. Parole dette a Viterbo nella giornata mondiale per la difesa dell'ambiente; 2. "Una donna sconosciuta" a Viterbo il 7 giugno; 3. Per sostenere il centro antiviolenza "Erinna"; 4. Un appello per l'uscita dell'Italia dalla Nato; 5. Enrico Peyretti: Non abbiamo viaggiato invano; 6. Paolo Arena presenta "La colazione dei campioni" di Kurt Vonnegut; 7. Segnalazioni librarie; 8. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 9. Per saperne di piu'.

* "Voci e volti della nonviolenza", numero 706 del 6 giugno 2015: 1. Per sostenere il centro antiviolenza "Erinna"; 2. Enrico Peyretti: Quel fossato di coccodrilli tra Europa e Africa; 3. Simone Scala: La casa editrice Einaudi al momento dell'ingresso di Renato Solmi; 4. In memoria di Vladimir Jankelevitch.

* "Telegrammi", numero 2009 del 7 giugno 2015: 1. Una ragionevole proposta al Presidente del Consiglio dei Ministri: "Una persona, un voto"; 2. Una relazione della dottoressa Antonella Litta su "Inquinamento ambientale e danno renale" al XIII incontro di nefrologia a Viterbo; 3. "Una donna sconosciuta" a Viterbo il 7 giugno; 4. Per sostenere il centro antiviolenza "Erinna"; 5. Un appello per l'uscita dell'Italia dalla Nato; 6. Enrico Peyretti: Un dialogo interiore; 7. Ricordando Isaiah Berlin; 8. Paolo Arena presenta "Jim entra nel campo di basket" di Jim Carroll; 9. Segnalazioni librarie; 10. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 11. Per saperne di piu'.

* "La domenica della nonviolenza", numero 322 del 7 giugno 2015: 1. Dal punto di vista dell'umanita'; 2. La Carta di Lampedusa; 3. In memoria di Pauline Roland e di Gwendolyn Brooks.

* "Telegrammi", numero 2010 dell'8 giugno 2015: 1. Come sconfiggere il partito hitleriano e salvare innumerevoli vite; 2. Lea Melandri: Il genere della violenza, gli orrori hanno un sesso; 3. Enrico Peyretti: "Sono convinto" non significa "Taci"; 4. Per sostenere il centro antiviolenza "Erinna"; 5. Un appello per l'uscita dell'Italia dalla Nato; 6. Ricordando Julien Benda; 7. Giancarla Codrignani presenta "Il dilemma della pace" di Elda Guerra; 8. Silvia Vaccaro presenta "Irriverenti e libere" di Barbara Bonomi Romagnoli; 9. Segnalazioni librarie; 10. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 11. Per saperne di piu'.

* "Voci e volti della nonviolenza", numero 707 dell'8 giugno 2015: 1. "Una persona, un voto". E' necessario e urgente riprendere l'iniziativa per il riconoscimento del diritto di voto nelle elezioni amministrative a tutte le persone residenti; 2. Simone Scala: Il lavoro editoriale di Renato Solmi dal 1951 al 1956; 3. In memoria di Jessie Bernard.

* "Telegrammi", numero 2011 del 9 giugno 2015: 1. In breve; 2. Giobbe Santabarbara: Per dirsela tutta; 3. Un semplice calcolo; 4. Per sostenere il centro antiviolenza "Erinna"; 5. Un appello per l'uscita dell'Italia dalla Nato; 6. Piero Calamandrei: Epigrafi per donne, uomini e citta' della Resistenza; 7. Brenda Porster: Adrienne Rich (1929-2012), la responsabilita' della parola; 8. Giancarla Codrignani presenta "Le pietre scartate" di Carmelina Chiara Canta e "Al di la' del 'genio femminile'" di Benedetta Selene Zorzi; 9. Segnalazioni librarie; 10. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 11. Per saperne di piu'.

* "Voci e volti della nonviolenza", numero 708 del 9 giugno 2015: 1. In memoria di Bertha von Suttner; 2. Isabella Bresci: Un ritratto di Bertha von Suttner; 3. Simone Scala: Il 1956 e il suo impatto sulla cultura di sinistra in Italia. Alcune considerazioni generali.

* "Telegrammi", numero 2012 del 10 giugno 2015: 1. In primis; 2. "Letteratura, editoria, azione per la pace e la dignita' umana". Un incontro di riflessione a Viterbo; 3. In memoria dei fratelli Carlo e Nello Rosselli, ricorrendo l'anniversario della morte; 4. Per sostenere il centro antiviolenza "Erinna"; 5. Un appello per l'uscita dell'Italia dalla Nato; 6. Annapaola Laldi: Bertha von Suttner; 7. Elisabetta Soro: Zora Neale Hurston; 8. Segnalazioni librarie; 9. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 10. Per saperne di piu'.

* "Voci e volti della nonviolenza", numero 709 del 10 giugno 2015: 1. Nell'anniversario della morte di Giacomo Matteotti; 2. Simone Scala: L'influenza del 1956 sul lavoro di Renato Solmi e il suo soggiorno a Francoforte.

* "Telegrammi", numero 2013 del 13 giugno 2015: 0. Comunicazione di servizio; 1. In tempi remoti; 2. Il testo della Convenzione di Istanbul (parte prima); 3. In memoria di Anne Frank; 4. Segnalazioni librarie; 5. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 6. Per saperne di piu'.

* "Voci e volti della nonviolenza", numero 710 del 13 giugno 2015: 1. Semplicemente; 2. Simone Scala: Il rientro di Renato Solmi in Italia; 3. In memoria di Martin Buber nel cinquantenario della scomparsa; 4. Per sostenere il centro antiviolenza "Erinna".

* "Telegrammi", numero 2014 del 14 giugno 2015: 1. Aut aut; 2. Il testo della Convenzione di Istanbul (parte seconda e conclusiva); 3. Per sostenere il centro antiviolenza "Erinna"; 4. Segnalazioni librarie; 5. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 6. Per saperne di piu'.

* "La domenica della nonviolenza", numero 323 del 14 giugno 2015: 1. Che si vota al ballottaggio? 2. La Carta di Lampedusa; 3. In memoria di Giacomo Leopardi.

* "Telegrammi", numero 2015 del 15 giugno 2015: 1. E' deceduto Mario Onofri; 2. Il problema; 3. Per sostenere il centro antiviolenza "Erinna"; 4. Ricordando Salvatore Quasimodo; 5. Salvatore Quasimodo: Ed e' subito sera; 6. Salvatore Quasimodo: Rifugio d'uccelli notturni; 7. Salvatore Quasimodo: Dove morti stanno ad occhi aperti; 8. Salvatore Quasimodo: Isola di Ulisse; 9. Salvatore Quasimodo: Alle fronde dei salici; 10. Salvatore Quasimodo: Giorno dopo giorno; 11. Salvatore Quasimodo: Milano, agosto 1943; 12. Salvatore Quasimodo: Uomo del mio tempo; 13. Salvatore Quasimodo: Anno Domini MCMXLVII; 14. Salvatore Quasimodo: Il mio paese e' l'Italia; 15. Salvatore Quasimodo: Ai quindici di Piazzale Loreto; 16. Salvatore Quasimodo: Auschwitz; 17. Salvatore Quasimodo: Ai fratelli Cervi, alla loro Italia; 18. Salvatore Quasimodo: Il muro; 19. Salvatore Quasimodo: In questa citta'; 20. Salvatore Quasimodo: Ancora dell'inferno; 21. Salvatore Quasimodo: Epigrafe per i caduti di Marzabotto; 22. Salvatore Quasimodo: Epigrafe per i partigiani di Valenza; 23. Segnalazioni librarie; 24. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 25. Per saperne di piu'.

* "Voci e volti della nonviolenza", numero 711 del 15 giugno 2015: 1. Per Mario Onofri; 2. Simone Scala: Il "caso Fofi" e il licenziamento di Renato Solmi; 3. Il 17 giugno a Viterbo.

* "Telegrammi", numero 2016 del 16 giugno 2015: 1. Il piano; 2. Per sostenere il centro antiviolenza "Erinna"; 3. Enrico Peyretti: Traccia di una relazione su Ernesto Balducci (2012); 4. Paolo Arena presenta "Le sirene di Titano" di Kurt Vonnegut; 5. Segnalazioni librarie; 6. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 7. Per saperne di piu'.

* "Voci e volti della nonviolenza", numero 712 del 16 giugno 2015: 1. La sola politica degna; 2. Simone Scala: Renato Solmi e i "Minima moralia": scoperta, pubblicazione e prime reazioni; 3. In memoria di Marita Bonner; 4. Per sostenere il centro antiviolenza "Erinna".

* "Telegrammi", numero 2017 del 17 giugno 2015: 1. Che fare? La cosa giusta; 2. L'Europa, la Grecia; 3. "Percorsi del pensiero critico contemporaneo". Un incontro di riflessione a Viterbo; 4. "Un accostamento a Virginia Woolf". Un incontro di studio a Viterbo; 5. In ricordo di Marc Bloch; 6. Enrico Peyretti: La guerra come antitesi del diritto (2011) (parte prima); 7. Segnalazioni librarie; 8. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 9. Per saperne di piu'.

* "Voci e volti della nonviolenza", numero 713 del 17 giugno 2015: 1. Il riconoscimento; 2. A cosa servono le istituzioni; 3. Semplice una cosa da fare subito per contrastare razzismo, schiavismo, poteri mafiosi, partiti nazisti e regime di apartheid nel nostro paese: riconoscere immediatamente il diritto di voto nelle elezioni comunali e regionali a tutti gli stranieri residenti; 4. Simone Scala: Gli interventi di Cesare Cases e Renato Solmi sul "Notiziario Einaudi" riguardanti "Minima moralia".

* "Telegrammi", numero 2018 del 18 giugno 2015: 1. "Il primo dovere e' salvare le vite". Un incontro a Viterbo; 2. Enrico Peyretti: La guerra come antitesi del diritto (2011) (parte seconda e conclusiva); 3. Per sostenere il centro antiviolenza "Erinna"; 4. Segnalazioni librarie; 5. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 6. Per saperne di piu'.

* "Voci e volti della nonviolenza", numero 714 del 18 giugno 2015: Umberto Santino: Marxismo, mafia e antimafia.

* "Telegrammi", numero 2019 del 19 giugno 2015: 1. Per la giornata del rifugiato; 2. La Carta di Lampedusa; 3. Segnalazioni librarie; 4. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 5. Per saperne di piu'.

* "Voci e volti della nonviolenza", numero 715 del 19 giugno 2015: 1. Raniero La Valle: A tutti; 2. Simone Scala: L'introduzione di Renato Solmi ai "Minima moralia" di Adorno; 3. In memoria di Piero Gobetti.

* "Telegrammi", numero 2020 del 20 giugno 2015: 1. Una lettera alla Presidente della Camera dei Deputati: "Una persona, un voto"; 2. Oggi a Roma "Fermiamo la strage subito"; 3. Ricordando Jean Wahl; 4. Enrico Peyretti: Sulla violenza. Dignita' violata e inviolabile (2011); 5. Segnalazioni librarie; 6. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 7. Per saperne di piu'.

* "Voci e volti della nonviolenza", numero 716 del 20 giugno 2015: 1. Ricordando Maria Verone; 2. Simone Scala: Le prime reazioni in Italia alla pubblicazione dei "Minima moralia".

* "Telegrammi", numero 2021 del 21 giugno 2015: 1. Noi clandestini. Parole dette in piazza a Viterbo la mattina del 20 giugno 2015; 2. In memoria di Enrico Castelli; 3. Enrico Peyretti: "Il filo interiore che lega tutte le cose". Ricordando Pier Cesare Bori (2012); 4. Silvia Truzzi intervista Anna Bravo (2013); 5. Giuseppe Ceretti presenta "La conta dei salvati" di Anna Bravo; 6. Guido Crainz presenta "La conta dei salvati" di Anna Bravo; 7. Franca Manuele presenta "La conta dei salvati" di Anna Bravo; 8. Segnalazioni librarie; 9. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 10. Per saperne di piu'.

* "La domenica della nonviolenza", numero 324 del 21 giugno 2015: 1. Ricordando Bertha von Suttner; 2. Verdiana Grossi: Bertha von Suttner; 3. Enrico Peyretti presenta "Universalismo come pluralita' delle vie" di Pier Cesare Bori.

* "Telegrammi", numero 2022 del 22 giugno 2015: 1. Non c'e' bisogno di dirlo; 2. "Azione nonviolenta"; 3. Il Centro studi "Sereno Regis" di Torino; 4. Per sostenere il centro antiviolenza "Erinna"; 5. Enrico Peyretti: Pier Cesare Bori. Vita, studi, morte di un sapiente (2012); 6. Per Jean-Paul Sartre, a centodieci anni dalla nascita; 7. Angela Dogliotti Marasso presenta "La conta dei salvati" di Anna Bravo; 8. Angela Dogliotti Marasso presenta "Raccontare per la storia" di Anna Bravo; 9. Segnalazioni librarie; 10. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 11. Per saperne di piu'.

* "Voci e volti della nonviolenza", numero 717 del 22 giugno 2015: 1. Lettera enciclica "Laudato si'" di papa Francesco sulla cura della casa comune. Introduzione; 2. Simone Scala: "Renato Solmi a confronto con Theodor W. Adorno e Max Horkheimer. Storia intellettuale ed editoriale di una mediazione culturale". Indice e introduzione; 3. Una postilla.

* "Telegrammi", numero 2023 del 23 giugno 2015: 1. "Il pensiero e l'azione di Renato Solmi per la pace e la nonviolenza". Un incontro di riflessione a Viterbo; 2. La Carta di Lampedusa; 3. Un nuovo libro di Francuccio Gesualdi; 4. Un nuovo libro di Enrico Peyretti; 5. Segnalazioni librarie; 6. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 7. Per saperne di piu'.

* "Voci e volti della nonviolenza", numero 718 del 23 giugno 2015: 1. Se non altro; 2. Lettera enciclica "Laudato si'" di papa Francesco sulla cura della casa comune. Capitolo primo: Quello che sta accadendo alla nostra casa.

* "Telegrammi", numero 2024 del 24 giugno 2015: 1. Per sostenere il centro antiviolenza "Erinna"; 2. "Analisi critiche della societa' dei consumi". Un incontro di studio a Viterbo; 3. "Autrici classiche novecentesche e filosofie femministe". Un incontro di riflessione a Viterbo; 4. Enrico Peyretti presenta "A colpi di cuore" di Anna Bravo (2008); 5. Emilio Jona presenta "Raccontare per la storia" di Anna Bravo (2014); 6. Segnalazioni librarie; 7. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 8. Per saperne di piu'.

* "Voci e volti della nonviolenza", numero 719 del 24 giugno 2015: 1. In memoria di Bianca Guidetti Serra, nel primo anniversario della scomparsa; 2. Lettera enciclica "Laudato si'" di papa Francesco sulla cura della casa comune. Capitolo secondo: Il vangelo della creazione.

* "Telegrammi", numero 2025 del 25 giugno 2015: 1. Al Presidente del Senato della Repubblica. Una lettera aperta; 2. Ricordando Otto Ruehle; 3. Anna Bravo e Domenico Scarpa presentano "Raccontare per la storia" di Anna Bravo (2014); 4. Segnalazioni librarie; 5. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 6. Per saperne di piu'.

* "Voci e volti della nonviolenza", numero 720 del 25 giugno 2015: 1. In memoria di Ingeborg Bachmann; 2. Lettera enciclica "Laudato si'" di papa Francesco sulla cura della casa comune. Capitolo terzo: La radice umana della crisi ecologica; 3. La motivazione dell'attribuzione del Premio letterario "Della Resistenza" Citta' di Omegna 2013 a "La conta dei salvati" di Anna Bravo; 4. La motivazione dell'attribuzione del Premio Sissco 2014 a "La conta dei salvati" di Anna Bravo.

* "Telegrammi", numero 2026 del 26 giugno 2015: 1. Peppe Sini: Silvana; 2. Dal profondo del cuore. Una lettera aperta; 3. Un incontro di studio a Viterbo su Michel Foucault; 4. In ricordo di Ernesto Buonaiuti e di Giacomo Debenedetti; 5. Sergio Casali presenta "La conta dei salvati" di Anna Bravo; 6. Pasquale Pugliese presenta "La conta dei salvati" di Anna Bravo; 7. "Il foglio" presenta "La conta dei salvati" di Anna Bravo; 8. "Via Dogana" presenta "La conta dei salvati" di Anna Bravo; 9. L'Unione Femminile presenta "La conta dei salvati" di Anna Bravo; 10. Segnalazioni librarie; 11. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 12. Per saperne di piu'.

* "Voci e volti della nonviolenza", numero 721 del 26 giugno 2015: 1. Preferiremmo non pensarci; 2. In memoria di Aime' Cesaire; 3. Lettera enciclica "Laudato si'" di papa Francesco sulla cura della casa comune. Capitolo quarto: Un'ecologia integrale; 4. "La Stampa" presenta un estratto da "La conta dei salvati" di Anna Bravo (2013).

* "Telegrammi", numero 2027 del 27 giugno 2015: 1. Peppe Sini: Poche parole contro l'orrore; 2. Un incontro a Viterbo nella Giornata internazionale a sostegno delle vittime di tortura; 3. Ricordando don Milani; 4. Il 24 giugno si e' svolto a Latina un seminario su ambiente e salute con la dottoressa Antonella Litta; 5. Per sostenere il centro antiviolenza "Erinna"; 6. Segnalazioni librarie; 7. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 8. Per saperne di piu'.

* "Voci e volti della nonviolenza", numero 722 del 27 giugno 2015: 1. La sproporzione; 2. Alcune parole dette tra amici per ricordare Silvana; 3. Lettera enciclica "Laudato si'" di papa Francesco sulla cura della casa comune. Capitolo quinto: Alcune linee di orientamento e di azione; 4. In memoria di Lucille Clifton.

* "Telegrammi", numero 2028 del 28 giugno 2015: 1. Peppe Sini: Lo stesso dolore; 2. Due incontri a Viterbo; 3. Ricordando Ken Coates nel quinto anniversario della scomparsa; 4. La Carta di Lampedusa; 5. Segnalazioni librarie; 6. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 7. Per saperne di piu'.

* "La domenica della nonviolenza", numero 325 del 28 giugno 2015: 1. Ricordato Danilo Dolci a Viterbo; 2. Lunedi' 29 giugno a Viterbo incontro con Gildardo Tuberquia della Comunita' di pace di San Jose' de Apartado'; 3. Per sostenere il centro antiviolenza "Erinna".

* "Telegrammi", numero 2029 del 29 giugno 2015: 1. L'unica politica degna; 2. Oggi a Viterbo; 3. Il primo luglio a Viterbo; 4. In memoria di Marie Bonnevial, Amina Cachalia e Lavinia Mazzucchetti; 5. Per sostenere il centro antiviolenza "Erinna"; 6. Anna Bravo: Anonime (2010); 7. Anna Bravo: Uomini (2011); 8. Anna Bravo: Primo Levi, la grammatica del genocidio (2013); 9. Sandro Mezzadra, Brett Neilson: Prefazione di "Confini e frontiere"; 10. Segnalazioni librarie; 11. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 12. Per saperne di piu'.

* "Voci e volti della nonviolenza", numero 723 del 29 giugno 2015: 1. Scorciatoie; 2. Lettera enciclica "Laudato si'" di papa Francesco sulla cura della casa comune. Capitolo sesto: Educazione e spiritualita' ecologica; 3. Lettera enciclica "Laudato si'" di papa Francesco sulla cura della casa comune. Conclusione: Due preghiere; 4. In memoria di Giacomo Leopardi, Paul Klee, Antoine de Saint-Exupery, Henri Lefebvre, Aldo Ellena, Margherita Hack.

* "Telegrammi", numero 2030 del 30 giugno 2015: 1. Opporsi; 2. Paolo Arena presenta "Madre notte" di Kurt Vonnegut; 3. Anna Bravo presenta "In viaggio con Alex" di Fabio Levi (2007); 4. Segnalazioni librarie; 5. La "Carta" del Movimento Nonviolento; 6. Per saperne di piu'.

* "Voci e volti della nonviolenza", numero 724 del 30 giugno 2015: 1. La nonviolenza e' una scelta (2002); 2. Gianni Sofri: In difesa del Giorno della Memoria; 3. In memoria di Leandro Rossi; 4. Anna Bravo presenta "Tre inverni" di Graziella Bonansea (2005); 5. Per sostenere il centro antiviolenza "Erinna".

 

9. SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

Riletture

- Claudio Marazzini, La lingua italiana. Profilo storico, Il Mulino, Bologna 1994, 2002, pp. 554.

- Bruno Migliorini, Storia della lingua italiana, Sansoni, Firenze 1960, 1987, Rcs, Milano 1994, pp. XXXVIII + 762.

*

Riedizioni

- Danilo Chirico, Alessio Magro, Il caso Valarioti, Round Robin Editrice, 2010, Il sole 24 ore, Milano 2015, pp. 336, euro 8,90.

- Oriana Fallaci, Il mio cuore e' piu' stanco della mia voce, Rcs, Milano 1974, 2015, pp. IV + 172, euro 9,90 (in supplemento al "Corriere della sera").

 

10. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

11. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 2031 del primo luglio 2015

Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XVI)

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com , sito: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

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