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[Nonviolenza] Telegrammi. 2055



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 2055 del 25 luglio 2015

Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XVI)

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com

 

Sommario di questo numero:

1. Et in Arcadia ego

2. Annamaria Rivera: Pogrom

3. Marina Forti ricorda Giuseppina Ciuffreda

4. Edi Rabini ricorda Giuseppina Ciuffreda

5. Norma Rangeri ricorda Giuseppina Ciuffreda

6. Una proposta di azione contro il razzismo

7. Per sostenere il centro antiviolenza "Erinna"

8. Alcune pubblicazioni di Francuccio Gesualdi e del "Centro nuovo modello di sviluppo"

9. Segnalazioni librarie

10. La "Carta" del Movimento Nonviolento

11. Per saperne di piu'

 

1. EDITORIALE. ET IN ARCADIA EGO

 

La morte di Mohamed Abdullah, bracciante sudanese, mentre lavorava nelle campagne di Nardo' con una temperatura di oltre 40 gradi per una paga da fame: ucciso dal caldo, ucciso dallo sfruttamento, ucciso dal razzismo.

Gli innumerevoli profughi morti nel Mediterraneo: uccisi dai governi europei che impediscono loro di giungere nel nostro continente in modo legale e sicuro.

L'orrore razzista e schiavista, l'eruzione hitleriana nella societa' e nella politica italiana, il regime dell'apartheid nel nostro paese.

A tutto cio' occorre opporsi. Qui ed ora. Con tutte le nostre forze.

Con la forza della verita', con la scelta della nonviolenza.

In difesa della vita, della dignita' e dei diritti di tutti gli esseri umani.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

*

A chi legge queste righe ancora una volta chiediamo di agire contro il razzismo, contro lo schiavismo.

E come primo, semplice atto chiediamo di inviare quattro lettere ai parlamentari, affinche' si torni alla legalita' costituzionale, alla democrazia, alla civilta' che salva le vite, all'umanita'.

Qui di seguito ancora una volta i relativi testi.

*

1. Modello di lettera affinche' il Parlamento legiferi il diritto di voto nelle elezioni amministrative per tutte le persone residenti in Italia

Alle ed ai parlamentari della Repubblica

Oggetto: richiesta che il Parlamento italiano legiferi il diritto di voto nelle elezioni amministrative per tutte le persone residenti in Italia

Egregie ed egregi parlamentari,

vi scriviamo affinche' il Parlamento italiano legiferi il riconoscimento del diritto di voto nelle elezioni amministrative per tutte le persone residenti in Italia.

Risiedono regolarmente in Italia oltre cinque milioni di persone straniere che con la loro presenza, la loro cultura, il loro lavoro, i loro tributi, la loro umanita', i loro figli che in Italia crescono e studiano, arricchiscono il nostro paese sotto tutti i punti di vista.

Ma a queste persone e' assurdamente negato il diritto di partecipare alle decisioni pubbliche che riguardano anche le loro vite; e' negato il diritto di voto finanche nelle elezioni amministrative. E con questo si nega il cardine stesso della democrazia, espresso nel classico motto "Una persona, un voto".

Ebbene, mentre per il riconoscimento del diritto di voto nelle elezioni politiche, essendo legato alla cittadinanza, occorrerebbe forse una modifica costituzionale, per quanto riguarda l'esercizio dell'elettorato attivo e passivo nelle elezioni comunali e regionali nulla osta all'approvazione di una legge ordinaria che lo riconosca sulla base del mero requisito della residenza.

Con questa lettera siamo quindi a pregarvi di volervi impegnare in tal senso, presentando una proposta di legge ad hoc e promuovendo l'impegno delle altre e degli altri parlamentari solleciti a un tempo del pubblico bene, della democrazia, della vita, della dignita' e dei diritti di tutti gli esseri umani.

Ringraziandovi fin d'ora per l'attenzione, vogliate gradire distinti saluti,

FIRMA

LUOGO E DATA

RECAPITO POSTALE, TELEFONICO ED E-MAIL DEL MITTENTE

*

2. Modello di lettera affinche' il Parlamento legiferi l'abolizione dei Cie e di tutte le forme di detenzione di persone che non hanno commesso reati

Alle deputate ed ai deputati

alle senatrici ed ai senatori

Oggetto: proposta che il Parlamento legiferi l'abolizione dei Cie e di tutte le forme di detenzione di persone che non hanno commesso reati

Gentili deputate e deputati, gentili senatrici e senatori,

sono ancora presenti in Italia campi di concentramento in cui sono detenute persone che non hanno commesso alcun delitto: i Centri di identificazione ed espulsione (in sigla: Cie).

E' sufficiente averne notizia per rendersi conto che essi sono incompatibili con lo stato di diritto, con la democrazia, con la civilta'.

Voi ne avete notizia. Voi siete le legislatrici ed i legislatori del nostro paese.

Fate cessare questa barbarie. Ne avete il potere, ne avete il dovere.

Grazie fin d'ora per il vostro impegno: che sia concreto, che sia efficace.

Distinti saluti,

FIRMA

LUOGO E DATA

RECAPITO POSTALE, TELEFONICO ED E-MAIL DEL MITTENTE

*

3. Modello di lettera affinche' il Parlamento abolisca tutte le misure palesemente razziste ed incostituzionali presenti nell'ordinamento.

Alle ed ai parlamentari

e per conoscenza alle ministre ed ai ministri

Oggetto: invito al Parlamento affinche' legiferi l'abolizione di tutte le misure palesemente razziste ed incostituzionali purtroppo tuttora presenti nell'ordinamento italiano

Gentili parlamentari,

gentili ministre e ministri,

da anni sono vigenti in Italia misure scandalosamente razziste e palesemente incostituzionali, misure che violano i diritti umani di persone perseguitate solo perche' straniere e povere.

Misure scandalosamente razziste e palesemente incostituzionali che favoreggiano i poteri criminali, la riduzione in schiavitu', violenze inaudite a vittime innocenti.

Queste misure criminali e criminogene vanno abolite.

Chiediamo al Parlamento di tornare al rispetto della Costituzione della Repubblica Italiana, al rispetto della Dichiarazione universale dei diritti umani, alla civilta', all'umanita'.

Vogliate gradire distinti saluti,

FIRMA

LUOGO E DATA

RECAPITO POSTALE, TELEFONICO ED E-MAIL DEL MITTENTE

*

4. Modello di lettera affinche' il Parlamento legiferi il riconoscimento del diritto di tutti gli esseri umani di giungere in modo legale e sicuro in Italia

Alle ed ai parlamentari della Repubblica italiana

Oggetto: richiesta che il Parlamento legiferi il riconoscimento del diritto di tutti gli esseri umani di giungere in modo legale e sicuro in Italia

Gentilissime deputate e gentilissimi deputati,

gentilissime senatrici e gentilissimi senatori,

vi scriviamo per chiedervi una decisione impegnativa, una scelta di civilta'.

Voi sapete che i migranti che muoiono nel tentativo di giungere nel nostro paese e nel nostro continente in fuga dalla fame, dalle guerre, dai disastri e dagli orrori, hanno pieno diritto di cercar di salvare le loro vite, ed hanno pieno diritto d'asilo nel nostro paese ai sensi della Costituzione della Repubblica Italiana che all'articolo 10 inequivocabilmente afferma che "Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle liberta' democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica".

Voi sapete che nessuna di queste persone morirebbe lungo il viaggio se fosse loro consentito di giungere in modo legale e sicuro nel nostro paese.

Voi sapete che il primo dovere di ogni essere umano e' salvare le vite, ed a maggior ragione questo e' il primo dovere di ogni istituzione, di ogni stato di diritto, di ogni sistema democratico, di ogni paese civile.

Nel nostro paese voi siete i detentori del potere di fare le leggi, ed attraverso una semplice legge voi potere salvare le vite di tanti esseri umani innocenti.

Una semplice legge che riconosca il diritto di tutti gli esseri umani di giungere in modo legale e sicuro in Italia.

Una semplice legge della quale potrete essere orgogliosi per il resto dei vostri giorni.

Omettere questo atto di umanita' comporterebbe il perdurare di un iniquo, crudele, disumano stato di cose che condanna alla sofferenza e alla morte tante persone innocenti.

Siate saggi, siate umani. Sappiate essere legislatori. Fedeli alla Costituzione, fedeli all'umanita'.

Ringraziandovi per l'attenzione, confidando sul vostre retto intendimento e sulla vostra volonta' buona, vogliate gradire distinti saluti,

FIRMA

LUOGO E DATA

RECAPITO POSTALE, TELEFONICO ED E-MAIL DEL MITTENTE

 

2. RIFLESSIONE. ANNAMARIA RIVERA: POGROM

[Dal blog di Annamaria Rivera nel sito della rivista "MicroMega" riprendiamo il seguente intervento precedentemente apparso sul quotidiano "Il manifesto" del 21 luglio 2015.

Annamaria Rivera, antropologa, vive a Roma e insegna etnologia all'Universita' di Bari. Fortemente impegnata nella difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani, ha sempre cercato di coniugare lo studio e la ricerca con l'impegno sociale e politico. Attiva nei movimenti femminista, antirazzista e per la pace, si occupa, anche professionalmente, di temi attinenti. Al centro della sua ricerca, infatti, sono l'analisi delle molteplici forme di razzismo, l'indagine sui nodi e i problemi della societa' pluriculturale, la ricerca di modelli, strategie e pratiche di concittadinanza e convivenza fra eguali e diversi. Fra le opere di Annamaria Rivera piu' recenti: (con Gallissot e Kilani), L'imbroglio etnico, in quattordici parole-chiave, Dedalo, Bari 2001; (a cura di), L'inquietudine dell'Islam, Dedalo, Bari 2002; Estranei e nemici. Discriminazione e violenza razzista in Italia, DeriveApprodi, Roma 2003; La guerra dei simboli. Veli postcoloniali e retoriche sull'alterita', Dedalo, Bari 2005; Regole e roghi. Metamorfosi del razzismo, Dedalo, Bari 2009; La Bella, la Bestia e l'Umano. Sessismo e razzismo senza escludere lo specismo, Ediesse, Roma 2010; Il fuoco della rivolta. Torce umane dal Maghreb all'Europa, Dedalo, Bari 2012]

 

La simbologia del pogrom si era gia' espressa, a Quinto di Treviso, col rogo delle suppellettili di uno degli alloggi destinati ai profughi: razziate, gettate in strada e date alle fiamme tra la folla plaudente.

Piu' tardi, il macabro festino dell'intolleranza si e' arricchito di un "dettaglio" ancor piu' esplicito: le minacce al prefetto di Roma, Franco Gabrielli, reo di non aver ceduto al ricatto dei cittadini "esasperati" di Casale San Nicola (Roma). In uno sgangherato messaggio via Facebook, l'autore delle minacce, il vicepresidente, leghista, del Consiglio regionale delle Marche, indegno della carica istituzionale che ricopre, promette "olio di ricino" al "porco di un comunista".

Siamo ormai a un punto di svolta allarmante, con Salvini che vomita quotidianamente ingiurie e cliche' razzisti quali: "Smettete di coccolare migliaia di clandestini. Accoglieteli in prefettura o a casa vostra, se proprio li volete".

Mentre il sistema di accoglienza dei profughi mostra tutta la sua inadeguatezza, mentre sugli scogli di Ventimiglia il gruppo di giovani esuli continua a resistere da piu' di un mese, abbandonato da ogni istituzione centrale, il blocco fascioleghista, aizzato da caporioni quali Zaia e Salvini, imperversa da Nord a Sud, guidando la rivolta dei "proprietari del territorio": marce, molotov, cassonetti incendiati e saluti romani.

Arduo e' questa volta giustificare i tentati pogrom con la retorica della guerra tra poveri, sebbene alcuni media persistano. Non siamo in periferie estreme, degradate e abbandonate, ma in un comune tutt'altro che povero, amministrato da un monocolore leghista, e in un sobborgo romano tutto ville e piscine.

In realta', gli imprenditori politici del razzismo, spalleggiati da quelli mediali, non fanno che incoraggiare, legittimare od organizzare proteste che si nutrono di una percezione delirante degli altri: quella che li colloca, simbolicamente e fattualmente, nella sfera dell'estraneita' all'umano.

Solo cosi' e' spiegabile come si possa partecipare o consentire al lancio di sassi e bottiglie contro il pullman che a Casale San Nicola trasportava i diciannove giovani richiedenti-asilo, gia' sgomenti per aver dovuto abbandonare d'un tratto la sistemazione precedente e terrorizzati dalla torma degli scalmanati.

In realta', coloro che si sono lasciati guidare dai fascioleghisti niente sanno dei profughi alloggiati o da alloggiare nel "loro territorio": non ne conoscono neppure le nazionalita'. Grazie al martellamento mediale dovrebbero, pero', essere edotti dell'epopea che li vede tragici eroi del nostro tempo: la fuga da mondi in fiamme o in sfacelo, l'estenuante traversata perigliosa del Mediterraneo, i cadaveri, anche di bambini, abbandonati alle acque "nostre", le madri che sbarcano orfane dei figli e i figli che approdano orfani dei genitori...

Ma quel che forse sanno non li muove a pieta', non fa scattare la molla dell'empatia o solo della commiserazione: il delirio produce anche anaffettivita', com'e' ben noto.

Nulla sanno di ognuno di loro. E di tutti non possono dire neanche che sono ladri e rapitori di bambini, come dicono abitualmente degli "zingari". Eppure li hanno gia' catalogati come nemici della loro mediocre tranquillita' borghese o piccolo-borghese, che essa alberghi nelle ville con piscina di Casale San Nicola oppure in alloggi ordinari di Quinto di Treviso.

Sanno o dovrebbero sapere, invece, quali gaglioffi siano i militanti di CasaPound, Forza Nuova, Militia Christi, Fratelli d'Italia, Lega Nord e via dicendo. Eppure e' a loro che di fatto si sono affidati "per proteggere il nostro territorio dagli extracomunitari". Cosi' una residente di Casale San Nicola all'inviato del "Corriere della Sera", Fabrizio Roncone, in una dichiarazione preceduta dal classico "Noi non siamo razzisti, ma...", sublime per emblematicita' razzista.

Piu' tardi, almeno a Casale San Nicola, i bollenti spiriti sembravano essersi calmati, se e' vero che nessun raid ha accompagnato il successivo trasferimento forzato nell'ex scuola "Socrate" di altri trentanove profughi. Ma c'e' da temere che, qui e altrove, la tregua sia di breve durata. I fascioleghisti persevereranno nella loro strategia funesta, la quale ha buon gioco poiche' puo' contare su umori di massa sempre piu' propensi alla ricerca di capri espiatori.

Niente di nuovo. Infatti, tutt'altro che inedita nella storia italiana recente e' la tentazione del pogrom, talvolta divenuto realta', soprattutto contro i rom: da Scampia (giugno 1999) a Bologna ("banda della Uno bianca", dicembre 1990); da Ponticelli (maggio 2008) fino alla Cascina della Continassa (Torino, dicembre 2011). In quest'ultimo caso, il corteo che sfociò nel pogrom era aperto dall'allora segretaria cittadina dei Ds, oggi deputata.

Ma e' proprio questo a farci temere: il fatto che nulla cambi, se non in peggio, dopo secoli di presenza dei rom e quasi quarant'anni d'immigrazione in Italia.

 

3. LUTTI. MARINA FORTI RICORDA GIUSEPPINA CIUFFREDA

[Dal blog di Marina Forti, www.terraterraonline.org, riprendiamo il seguente ricordo.

Marina Forti, giornalista e saggista particolarmente attenta ai temi dell'ambiente, dei diritti umani, del sud del mondo, della globalizzazione, ha scritto per il quotidiano "Il manifesto" acuti articoli e reportages sui temi dell'ecologia globale e delle lotte delle persone e dei popoli del sud del mondo per sopravvivere e far sopravvivere il mondo e l'umanita' intera. Dal suo blog riprendiamo la seguente notizia: "Marina Forti, giornalista e scrittrice, vive a Roma. Per quasi trent'anni ha lavorato nella redazione del quotidiano 'il manifesto', dove ha avuto gli incarichi di inviata, caporedattore e caposervizio degli esteri. Ha viaggiato a lungo in Asia meridionale, in Iran e nel sud-est asiatico - ma occasionalmente anche nelle Americhe. Dal 1998 al 2012 ha curato una rubrica di cui questo blog riprende il nome: terraterra, storie quotidiane di ambiente e conflitti per le risorse naturali (per cui ha ricevuto nel 1999 il premio 'giornalista del mese', noto come Premiolino)". Opere di Marina Forti: La signora di Narmada. Le lotte degli sfollati ambientali nel Sud del mondo, Feltrinelli, Milano 2004; Il cuore di tenebra dell'India. Inferno sotto il miracolo, Bruno Mondadori, Milano 2012.

Giuseppina Ciuffreda e' stata una prestigiosa intellettuale femminista ed ecologista, giornalista del quotidiano "Il manifesto", direttrice editoriale di "Cns. Ecologia politica". Opere di Giuseppina Ciuffreda: con Nicole Janigro (a cura di), Vivere altrimenti, Pratiche, Milano 1997]

 

Giuseppina Ciuffreda ci ha lasciato. E' stata una persona importante per me e per molti altri, per "il manifesto" dove aveva lavorato molti anni, direi anche per un pezzo della storia collettiva dei movimenti per la giustizia ambientale. In molte occasioni per me e' stata una grande amica - c'era un tempo in cui al "manifesto" condividere idee e lavoro significava anche condividere pezzi di vita, discussioni accanite, scoperte, viaggi.

Giuseppina e' tra coloro che hanno portato al "manifesto" la sensibilita' ecologista, in lontani anni in cui parlare di ambiente significava rimettere in discussione molte idee radicate nella nostra sinistra - gli anni '80, tempi in cui il "rosso" e il "verde" si parlavano a fatica. Lei portava nel dibattito la prospettiva della giustizia ambientale e dello squilibrio tra Nord e Sud del mondo, l'idea che i paesi industrializzati dovessero riconoscere il proprio "debito verso la natura", la curiosita' per i primi movimenti davvero globali che emergevano allora, ad esempio attorno al primo Vertice della Terra nel 1992: i movimenti per il clima, quelli che denunciavano l'assalto alle risorse naturali, per l'Amazzonia, per i popoli indigeni divenuti una bandiera della critica allo sviluppo, ultimo filo di un equilibrio da ritrovare con la Madre Terra.

Tra le altre cose, nel 1994 Giuseppina Ciuffreda ha inventato "Che aria tira", rubrica che giorno per giorno, sulle pagine del "manifesto", rifletteva le battaglie ambientaliste che stavano emergendo nel Nord e nel Sud del mondo. Nel '98 da quella rubrica e' poi nata TerraTerra, che ne ha raccolto l'eredita' e l'intento di raccontare le grandi crisi ambientali e di giustizia attraverso storie di persone, di battaglie per la giustizia sociale, di movimenti collettivi, di conflitti e di idee (questo blog ne e' l'ultima incarnazione: ma tutto risale a quella stagione collettiva).

Per Giuseppina era importante cercare, partecipare e raccontare nuovi movimenti, riflettere su nuove pratiche ambientali. E ha continuato a farlo, per "il manifesto" e per "Cns - Ecologia politica", anche se nel frattempo aveva cominciato un'altra battaglia, piu' personale, contro la malattia.

Forse la sua ultima uscita pubblica e' stata lo scorso 10 marzo in Campidoglio, a Roma, dove le e' stato assegnato il premio speciale per il giornalismo ambientale "Carla Ravaioli", assegnato dall'Associazione A Sud nell'ambito del "Premio Donne Pace e Ambiente - Wangari Muta Maathai": perche' Giuseppina Ciuffreda, si legge nella motivazione, "da decenni e' tra le penne che meglio hanno raccontato in Italia e all'estero le questioni ambientali e le grandi lotte sociali nate attorno ad esse".

Buon viaggio, Giuseppina. Che la Madre Terra ti accolga.

 

4. LUTTI. EDI RABINI RICORDA GIUSEPPINA CIUFFREDA

[Dalla newsletter della Fondazione Alexander Langer Stiftung riprendiamo il seguente ricordo.

Edi Rabini, che e' stato grande amico e stretto collaboratore di Alex Langer, e' impegnato nella Fondazione Alexander Langer (per contatti: e-mail: info at alexanderlanger.org, sito: www.alexanderlanger.org), di cui e' infaticabile e generosissimo animatore]

 

A Srebrenica abbiamo saputo che il 7 luglio ci aveva lasciati Giuseppina Ciuffreda, giornalista, scrittrice, maestra.

Nel 2005, decennale della morte di Alex, fu Gianluca Paciucci a promuovere un bell'incontro a Sarajevo, dove per la Fondazione presero parte Christine Stufferin e appunto Giuseppina.

Aveva cominciato a frequentare Alex e il Sudtirolo gia' nel convegno fondativo di Castel Mareccio del 1983, come inviata de "Il Manifesto", il giornale della sua vita.

Nel 1986 ospito' sul giornale una serie di articoli di Wolfgang Sachs, allora sconosciuto in Italia, che vennero raccolti in un libro importante e ancora piu' che mai attuale - di ispirazione illichiana - "Archeologica dello sviluppo".

Ed era stata poi una colonna della "Campagna Nord-Sud, sopravvivenza dei popoli, debito" che influenzo' notevolmente il vertice di Rio del 1992 che produsse documenti di altissimo livello operativo.

Segui' Alex in alcuni viaggi nell'Est europeo e mentre lui decise di spostare le sue priorita' in Bosnia, continuo' a seguire le tracce di quel discorso.

Ricordo alcune giornate sopra il bel convento di Sabbiona in Sudtirolo per riprendere, in un ambiente conviviale, i temi di quella Campagna mentre si avvicinava il ventennale. Ne nacque poi un libricino delle Edizioni dell'Asino, "Conversione ecologica e stili di vita. Rio 1992-2012", in cui alcuni testi di Alexander Langer si specchiavano in quelli scritti da Giuseppina per la sua rubrica per il "Manifesto", a cui teneva.

 

5. LUTTI. NORMA RANGERI RICORDA GIUSEPPINA CIUFFREDA

[Dal quotidiano "Il manifesto" dell'8 luglio 2015.

Norma Rangeri, intellettuale femminista, giornalista, e' direttrice del quotidiano "Il manifesto". Tra le opere di Norma Rangeri: Chi l'ha vista?, Rizzoli, Milano 2007]

 

Ieri mattina se ne e' andata Giuseppina Ciuffreda, nostra amatissima compagna. Ci ha lasciato dopo aver lottato a lungo contro un tumore, che tuttavia, e per fortuna, ancora negli ultimi anni le aveva consentito di riprendere la collaborazione con il giornale, dal 2011 fino al 2013, attraverso la sua rubrica "Ambiente viziato".

Giuseppina e' stata una delle fondatrici del Manifesto, il gruppo politico a cui aderi' dopo la radiazione dalla federazione romana del Pci e con lei ho, abbiamo, condiviso la scoperta e l'impegno nel movimento femminista, camminando insieme per tanti anni attraverso le vicende della politica e della vita.

L'ultima volta, appena giovedi' scorso, la sua voce al telefono era, come sempre, forte e vicina: "Questa idea di una campagna per restituire il credito ai greci mi piace molto". E moltissimo le piaceva anche l'ultima enciclica del papa, "E' un documento politico, una cosa molto importante". Come sempre, com'era suo costume, amava approfondire, leggere le carte di prima mano, e cosi' aveva parlato dell'enciclica con qualche amico, personalita' di spicco della cultura tedesca, in qualche modo partecipi della preliminare raccolta di materiali propedeutici alla stesura di "Laudato si''".

Giuseppina Ciuffreda era una donna colta, vivace, forte, di quella specie rara di persone dove passione e informazione si incontrano in felice connubio. Amica di Alexander Langer, aveva inaugurato proprio sul "Manifesto", negli anni '90, una rubrica, "Che aria tira", dedicata all'ecologia, una piccola perla di quelle che ogni tanto riusciamo a regalare ai lettori. Per ricordarla oggi ripubblichiamo alcune delle piu' recenti, una scelta difficile, andrebbero rilette tutte.

L'ecologismo era il punto di vista, la lente attraverso cui osservare il mondo di oggi in ogni suo aspetto, sociale, politico, naturalistico, spirituale. Un compendio di approfonditi studi e lunghi viaggi.

Perche' Giuseppina e' stata anche una infaticabile giramondo, abitudine che aveva coltivato lavorando alla sezione esteri del giornale (fu una delle prime inviate ad arrivare a Bucarest poco prima della destituzione di Ceaucescu, cosi' come fu lei a raccontarci la Polonia di Solidarnosc). Sfogliando la sua ricca antologia di articoli si viaggia moltissimo, dall'Arizona al Venezuela, dalle Galapagos al Giappone, in alto nella biosfera e nelle profondita' dei mari, tra i fiori di bergamotto e le balene dell'Antartide, ma anche nei piccoli parchi di quartiere, nelle nostre malsane citta'. Trovando la sua penna sempre accanto ai poveri del mondo e sempre affilata contro i potenti.

A un certo punto vivere nel nostro paese le era diventato quasi insopportabile, e prima d'esser costretta a un riposo forzato, era stata "esule" felice, tra Londra e Berlino dove le amiche si davano il turno per godere della compagnia di un Cicerone cosi' caro e prezioso.

La cultura dell'Ottocento romantico inglese l'affascinava, era una fan dell'utopia di William Morris, rampollo di una ricca famiglia borghese, poeta, visionario, fondatore del movimento Art and Crafts e poi dell'Art Nouveau, animatore della lega socialista e tra gli autori di riferimento del movimento New Age anglosassone. Per dire: prima di tornare a Roma, le sterline rimaste Giuseppina le spende tutte, senza esitare, per acquistare proprio un enorme (e costoso) volume di Morris.

"La sordita' dei politici e l'ascolto attivo degli artisti - scrive in uno dei suoi articoli - e' quel che accade oggi nel mondo ma forse e' sempre stato cosi'. Le grandi crisi e i passaggi d'epoca sono segnati dalle intuizioni di poeti, scrittori, filosofi, scienziati e intellettuali che sanno cogliere lo spirito del tempo nuovo, lo nutrono, e lo diffondono con le loro opere". Scorrono i nomi di Joseph Beuys, fondatore anche dei Verdi tedeschi e famoso per il gesto artistico di piantare 7.000 querce a Kassel, in luoghi decisi da cittadini e enti locali. Accanto a Frans Krajceberg, sopravvissuto all'Olocausto, amico di Chagall, Braque e Picasso che lavora in Brasile e scolpisce l'Amazzonia che brucia. Fino a Michelangelo Pistoletto, protagonista dell'arte povera italiana nata negli anni Sessanta, in anticipo sui tempi.

Continua e inflessibile e' stata la sua battaglia contro l'archeologia dello sviluppismo, come quella a difesa delle alternative sostenibili, refrattaria alle ideologie dei massimi sistemi e invece sempre attenta ai gesti quotidiani.

Per questa sua infaticabile opera di "civilizzazione" della sinistra nessun aspetto della societa' poteva essere trascurato perche' attraverso la sua lente ogni cosa andava interpretata: dall'immigrazione, all'evoluzione della citta', dalle primarie del Pd, alla vicenda dell'Ilva, dalla pedagogia montessoriana, all'analisi delle parole.

Una delle ultime e rare passeggiate l'avevano portata, in un freddo pomeriggio di marzo, in una sala del Campidoglio per ricevere il premio speciale "Carla Ravaioli" in giornalismo ambientale, assegnatole dall'associazione "A sud" ("le nostre figlie, quelle che continueranno il nostro lavoro") in collaborazione con la Casa internazionale delle donne, con il patrocinio di Comune e Regione. Un premio dedicato alla figura di una grande keniota scomparsa, Wangari Muta Maathai, nobel per la pace nel 2004, attivista ecologista, fondatrice del Green Belt Movement.

Giuseppina Ciuffreda era tutto questo, e molto di piu'. Perche' insieme e accanto al dirigente politico e all'intellettuale c'era la donna, l'amica di una vita.

Cara Giusy, insieme alla ricchezza di un intenso e bellissimo rapporto ci lasci in un grande dolore. Il nostro cuore e' oggi il paese piu' straziato.

 

6. INIZIATIVE. UNA PROPOSTA DI AZIONE CONTRO IL RAZZISMO

 

E' necessario e urgente un impegno contro il razzismo in Italia. Ed invero vi sono gia' molte iniziative in corso. Quella che vorremmo proporre potrebbe essere agevole da condurre e produrre qualche risultato.

*

Un ragionamento

Due sono gli obiettivi: il primo: ottenere, se possibile, risultati limitati ma concreti che vadano nella direzione del riconoscimento dei diritti fondamentali per il maggior numero possibile di esseri umani almeno nel nostro paese; il secondo: contrastare con le nostre voci e la nostra azione il discorso e la prassi dominanti, che sono il discorso e la prassi dei dominatori razzisti e schiavisti, dei signori della guerra e della barbarie.

L'idea e' di provare ad attivare alcune risorse istituzionali per contrastare il razzismo istituzionale.

La proposta e' di premere sui Comuni e sul Parlamento con una progressione degli obiettivi.

Alcuni provvedimenti - quelli che proponiamo ai Comuni - sono agevolmente ottenibili se si creano localmente dei gruppi (persone, associazioni, rappresentanze istituzionali...) capaci di premere nonviolentemente in modo adeguato e con la necessaria empatia e perseveranza; e sono agevolmente ottenibili perche' molti Comuni d'Italia li hanno gia' deliberati e realizzati, e quindi nulla osta in via di principio al fatto che altri Comuni li adottino a loro volta.

Le cose che chiediamo al Parlamento sono meno facilmente ottenibili, ma la nostra voce puo' comunque contribuire se non altro a suscitare una riflessione, a promuovere la coscientizzazione, a spostare i rapporti di forza, ad opporsi a ulteriori violenze smascherando la disumanita' delle scelte razziste e indicando cio' che invece sarebbe bene fare.

*

Un metodo

Noi suggeriremmo a chi ci legge e condivide questa proposta di cominciare scrivendo di persona agli amministratori comunali ed ai parlamentari; poi proponendo ad altre persone di fare altrettanto; poi se possibile coinvolgendo anche associazioni e media ed attraverso essi sensibilizzando e coinvolgendo altre persone ancora; poi chiedendo incontri con i rappresentanti istituzionali; e perseverando.

Non vediamo bene un'iniziativa piramidale con un "coordinamento nazionale" e le modalita' burocratiche che ne conseguono. Preferiremmo un'iniziativa policentrica, in cui ogni persona possa agire da se', e meglio ancora con le persone con cui sente un'affinita', e meglio ancora se si riesce ad organizzare un coordinamento locale, ma tra pari e senza deleghe ed in cui le decisioni si prendono con la tecnica nonviolenta del metodo del consenso.

Una sola condizione poniamo come preliminare e ineludibile: la scelta della nonviolenza.

Proponiamo di cominciare e vedere cosa viene fuori. Comunque non sara' tempo sprecato.

*

Ed ecco le proposte:

1. Quattro richieste ai Comuni:

1.1. affinche' il sindaco - qualora non lo abbia gia' fatto - informi, inviando loro una lettera, tutte le persone straniere diciottenni residenti o domiciliate nel territorio del Comune che siano nate in Italia ed in Italia legalmente residenti senza interruzioni fino al compimento del diciottesimo anno di eta', che la vigente legislazione prevede che nel lasso di tempo tra il compimento del diciottesimo ed il compimento del diciannovesimo anno di eta' hanno la possibilita' di ottenere la cittadinanza italiana facendone richiesta davanti all'Ufficiale di Stato Civile del Comune di residenza con una procedura alquanto piu' semplice, rapida e meno dispendiosa di quella ordinaria per tutte le altre persone aventi diritto;

1.2. affinche' il Comune - qualora non lo abbia gia' fatto - attribuisca la cittadinanza onoraria alle bambine e ai bambini non cittadine e cittadini italiani con cui la comunita' locale ha una relazione significativa e quindi impegnativa (ovvero a) tutte le bambine e tutti i bambini nate e nati nel territorio comunale da genitori non cittadini italiani; b) tutte le bambine e tutti i bambini non cittadine e cittadini italiani che vivono nel territorio comunale; c) tutte le bambine e tutti i bambini i cui genitori non cittadini italiani vivono nel territorio comunale ed intendono ricongiungere le famiglie affinche' alle bambine ed ai bambini sia riconosciuto il diritto all'affetto ed alla protezione della propria famiglia, ed affinche' i genitori possano adeguatamente adempiere ai doveri del mantenimento e dell'educazione delle figlie e dei figli);

1.3. affinche' il Comune - qualora non lo abbia gia' fatto - istituisca la "Consulta comunale delle persone straniere residenti nel Comune";

1.4. affinche' il Comune - qualora non lo abbia gia' fatto - istituisca la presenza in Consiglio Comunale dei "consiglieri comunali stranieri aggiunti".

2. Quattro richieste al Parlamento:

2.1. affinche' legiferi il diritto di voto nelle elezioni amministrative per tutte le persone residenti;

2.2. affinche' legiferi l'abolizione dei Cie e di tutte le forme di detenzione di persone che non hanno commesso reati;

2.3. affinche' legiferi l'abolizione di tutte le ulteriori misure palesemente razziste ed incostituzionali purtroppo tuttora presenti nell'ordinamento;

2.4. affinche' legiferi il riconoscimento del diritto di tutti gli esseri umani di giungere in modo legale e sicuro in Italia.

*

Naturalmente

Sono naturalmente disponibili alcuni modelli di lettera (e molti materiali di riferimento) per ognuno di questi punti, che chi vuole prender parte all'iniziativa puo' riprodurre e adattare.

 

7. REPETITA IUVANT. PER SOSTENERE IL CENTRO ANTIVIOLENZA "ERINNA"

 

Per sostenere il centro antiviolenza delle donne di Viterbo "Erinna" i contributi possono essere inviati attraverso bonifico bancario intestato ad Associazione Erinna, Banca Etica, codice IBAN: IT60D0501803200000000287042.

O anche attraverso vaglia postale a "Associazione Erinna - Centro antiviolenza", via del Bottalone 9, 01100 Viterbo.

Per contattare direttamente il Centro antiviolenza "Erinna": tel. 0761342056, e-mail: e.rinna at yahoo.it, onebillionrisingviterbo at gmail.com, sito: http://erinna.it

Per destinare al Centro antiviolenza "Erinna" il 5 per mille inserire nell'apposito riquadro del modello per la dichiarazione dei redditi il seguente codice fiscale: 90058120560.

 

8. MATERIALI. ALCUNE PUBBLICAZIONI DI FRANCUCCIO GESUALDI E DEL "CENTRO NUOVO MODELLO DI SVILUPPO"

[Riproponiamo ancora una volta]

 

- Franco Gesualdi, Signorno', Guaraldi, Rimini-Firenze 1972.

- Franco Gesualdi, Economia: conoscere per scegliere, Libreria Editrice Fiorentina, Firenze 1982.

- Franco Gesualdi e Pierangelo Tambellini del Centro nuovo modello di sviluppo (Vecchiano - Pi), Energia nucleare. Cos'e' e i rischi a cui ci espone, Movimento Nonviolento, Perugia 1987.

- Centro nuovo modello di sviluppo, Lettera ad un consumatore del Nord, Emi, Bologna 1990, 1994.

- Centro nuovo modello di sviluppo, Boycott! Scelte di consumo scelte di giustizia. Manuale del consumatore etico, Macro/edizioni, San Martino di Sarsina (Fo) 1992.

- Francuccio Gesualdi, Jose' Luis Corzo Toral, Don Milani nella scrittura collettiva, Edizioni Gruppo Abele, Torino 1992.

- Centro nuovo modello di sviluppo, Sulla pelle dei bambini, Emi, Bologna 1994, 1995.

- Centro nuovo modello di sviluppo, Nord/Sud. Predatori, predati e opportunisti. Guida alla comprensione e al superamento dei meccanismi che impoveriscono il Sud del mondo, Emi, Bologna 1993, 1996.

- Centro nuovo modello di sviluppo, Guida al consumo critico. Informazioni sul comportamento delle imprese per un consumo consapevole, Emi, Bologna 1996.

- Centro nuovo modello di sviluppo, Sud-Nord. Nuove alleanze per la dignita' del lavoro, Emi, Bologna 1996, 1997.

- Centro nuovo modello di sviluppo, Geografia del supermercato mondiale. Produzione e condizioni di lavoro nel mondo delle multinazionali, Emi, Bologna 1996.

- Centro nuovo modello di sviluppo, Ai figli del pianeta. Scelte per un futuro vivibile, Emi, Bologna 1998.

- Francesco Gesualdi del Centro nuovo modello di sviluppo, Manuale per un consumo responsabile. Dal boicottaggio al commercio equo e solidale, Feltrinelli, Milano 1999.

- Francesco Gesualdi, Giamila Gesualdi, Paola Costanzo, Te', infusi e tisane dal mondo, Sonda, Torino-Milano 2001.

- Centro nuovo modello di sviluppo, Guida al risparmio responsabile. Informazioni sui comportamenti delle banche per scelte consapevoli, Emi, Bologna 2002.

- Centro nuovo modello di sviluppo, Guida al telefono critico. Il mondo della telefonia messo a nudo, Terre di mezzo, Milano 2002.

- Willy Mutunga, Francesco Gesualdi, Stephen Ouma, Consumatori del nord lavoratori del sud. Il successo di una campagna della societa' civile contro la Del Monte in Kenya, Emi, Bologna 2003.

- Francesco Gesualdi, Acquisti trasparenti, Emi, Bologna 2005.

- Francesco Gesualdi, Giamila Gesualdi, Tutti i tipi di te', Sonda, Torino-Milano 2005.

- Francesco Gesualdi, John Pilger, Comprare con giustizia, Emi, Bologna 2005.

- Francesco Gesualdi, Centro nuovo modello di sviluppo, Sobrieta'. Dallo spreco di pochi ai diritti per tutti, Feltrinelli, Milano 2005.

- Centro nuovo modello di sviluppo, Ai giovani figli del pianeta. Scegliamo insieme un futuro per tutti, Emi, Bologna 2005.

- Centro nuovo modello di sviluppo, Guida al vestire critico, Emi, Bologna 2006.

- Francesco Gesualdi, Acqua con giustizia e sobrieta', Emi, Bologna 2007.

- Francesco Gesualdi, Il mercante d'acqua, Feltrinelli Milano 2007.

- Francesco Gesualdi, Lorenzo Guadagnucci, Dalla parte sbagliata del mondo. Da Barbiana al consumo critico: storia e opinioni di un militante, Terre di mezzo, Milano 2008.

- Francesco Gesualdi, Vito Sammarco, Consumattori. Per un nuovo stile di vita, La Scuola, Brescia 2009.

- Francesco Gesualdi, L'altra via. Dalla crescita al benvivere, programma per un'economia della sazieta', Terre di Mezzo, Milano 2009.

- Francesco Gesualdi, Dario Bossi, Il prezzo del ferro. Come si arricchisce la piu' grande multinazionale del ferro e come resistono le vittime a livello mondiale, Emi, Bologna 2010.

- Francesco Gesualdi, Cercatori del regno. Cammino missionario verso la Pasqua 2011. Una Quaresima per crescere nella spiritualita' dei nuovi stili di vita, Emi, Bologna 2011.

- Francesco Gesualdi, I fuorilega del nordest, Dissensi, 2011.

- Centro nuovo modello di sviluppo, I mercanti della notizia. Guida al controllo dell'informazione in Italia, Emi, Bologna 2011.

- Francesco Gesualdi, Facciamo da soli. Per uscire dalla crisi, oltre il mito della crescita: ripartiamo dal lavoro e riprendiamoci l'economia, Altreconomia, Milano 2012.

- Francesco Gesualdi, Le catene del debito. E come possiamo spezzarle, Feltrinelli, Milano 2013.

- Francesco Gesualdi, L'economia del bene comune, Feltrinelli, Milano 2013.

- Francesco Gesualdi, Cambiare il sistema. La storia e il pensiero del padre del consumo critico, fondatore del "Centro nuovo modello di sviluppo", Altreconomia, Milano 2014.

- Francesco Gesualdi, Risorsa umana. L'economia della pietra scartata, San Paolo, Cinisello Balsamo (Mi) 2015.

*

Ovviamente cfr. inoltre anche almeno:

- Scuola di Barbiana, Lettera a una professoressa, Libreria Editrice Fiorentina, Firenze 1967.

- AA. VV., La Rete di Lilliput. Alleanze, obiettivi, strategie, Emi, Bologna 2001.

 

9. SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

Riletture

- Nelson Mandela, Lungo cammino verso la liberta', Feltrinelli, Milano 1995, pp. 606.

- Sylvia Plath, La campana di vetro, Mondadori, Milano 1968, 2002, pp. 238.

 

10. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

11. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 2055 del 25 luglio 2015

Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XVI)

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com , sito: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

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