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[Nonviolenza] Telegrammi. 2120



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 2120 del 28 settembre 2015

Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XVI)

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com

 

Sommario di questo numero:

1. Ingrao

2. La strage continua

3. "Erinna": Il 2 ottobre in piazza a Viterbo

4. Verso la "Giornata internazionale della nonviolenza" del 2 ottobre

5. Un intervento del primo ottobre 2011

6. Un intervento del primo ottobre 2012

7. Un intervento del primo ottobre 2013

8. Un discorso a Viterbo del primo ottobre 2014

9. Movimento Nonviolento, Peacelink e Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo: Un appello per il 4 novembre: "Ogni vittima ha il volto di Abele"

10. Verso la "Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne" del 25 novembre

11. Per sostenere il centro antiviolenza "Erinna"

12. In memoria di Pauline Leon, di Georg Simmel, di Frances Willard

13. Segnalazioni librarie

14. La "Carta" del Movimento Nonviolento

15. Per saperne di piu'

 

1. LUTTI. INGRAO

 

E' deceduto il compagno Pietro Ingrao.

Dei nostri maestri uno dei maggiori.

 

2. EDITORIALE. LA STRAGE CONTINUA

 

Continua la strage nel Mediterraneo.

Continua la strage in Medio Oriente.

Fermare la guerra.

Disarmare tutti.

Soccorrere, accogliere, assistere tutti gli esseri umani.

Salvare le vite.

*

Occorre soccorrere, accogliere, assistere tutti gli esseri umani in fuga dalla fame e dalle guerre.

Occorre riconoscere a tutti gli esseri umani il diritto di giungere in modo legale e sicuro nel nostro paese.

Occorre andare a soccorrere e prelevare con mezzi di trasporto pubblici e gratuiti tutti i migranti lungo gli itinerari della fuga, sottraendoli agli artigli dei trafficanti.

Occorre un immediato ponte aereo di soccorso internazionale che prelevi i profughi direttamente nei loro paesi d'origine e nei campi collocati nei paesi limitrofi e li porti in salvo qui in Europa.

Occorre cessare di fare, fomentare, favoreggiare, finanziare le guerre che sempre e solo consistono nell'uccisione di esseri umani.

Occorre proibire la produzione e il commercio delle armi.

Occorre promuovere la pace con mezzi di pace.

Occorre cessare di rapinare interi popoli, interi continenti.

In Italia occorre abolire i campi di concentramento, le deportazioni, e le altre misure e pratiche razziste e schiaviste, criminali e criminogene, che flagrantemente confliggono con la Costituzione, con lo stato di diritto, con la democrazia, con la civilta'.

In Italia occorre riconoscere immediatamente il diritto di voto nelle elezioni amministrative a tutte le persone residenti.

In Italia occorre contrastare i poteri criminali, razzisti, schiavisti e assassini.

L'Italia realizzi una politica della pace e dei diritti umani, del disarmo e della smilitarizzazione, della legalita' che salva le vite, della democrazia che salva le vite, della civilta' che salva le vite.

L'Italia avvii una politica nonviolenta: contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni. Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita' e la biosfera.

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Vi e' una sola umanita' in un unico mondo vivente casa comune dell'umanita' intera.

Salvare le vite e' il primo dovere.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

 

3. INIZIATIVE. "ERINNA": IL 2 OTTOBRE IN PIAZZA A VITERBO

[Dalle donne del Centro antiviolenza "Erinna" (per contatti: "Associazione Erinna - Centro antiviolenza", via del Bottalone 9, 01100 Viterbo, tel. 0761342056, e-mail: e.rinna at yahoo.it, onebillionrisingviterbo at gmail.com, sito: http://erinna.it) riceviamo e diffondiamo]

 

In occasione del 2 ottobre - giornata internazionale della nonviolenza - a Viterbo, in piazza del comune dalle ore 17 alle 19, le donne di Erinna organizzano una manifestazione contro le guerre con la modalita' delle "donne in nero".

Le modalita' sono: vestite di nero e in silenzio, con cartelli tematici.

invitiamo chiunque - donne e uomini - consideri inaccettabile quello che ormai da troppo tempo sta accadendo ad unirsi a noi, rispettando le modalita' sopra indicate.

Vi aspettiamo,

Erinna

 

4. REPETITA IUVANT. VERSO LA "GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA NONVIOLENZA" DEL 2 OTTOBRE

 

Occorre fare del 2 ottobre una manifestazione mondiale contro tutte le guerre e contro tutte le uccisioni.

La Giornata internazionale della nonviolenza, indetta dall'Onu nell'anniversario della nascita di Gandhi, e' infatti la migliore delle occasioni per far emergere nitida e forte la volonta' dell'umanita' cosciente che chiede pace, disarmo, smilitarizzazione, democrazia, giustizia, solidarieta', rispetto della vita, della dignita' e dei diritti di tutti gli esseri umani, tutela dell'unico mondo vivente casa comune dell'umanita'.

La nonviolenza ci convoca ad assumerci le nostre responsabilita'.

In ogni citta', in ogni paese, in ogni consesso civile, in ogni scuola, il 2 ottobre si celebri la Giornata internazionale della nonviolenza.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

5. REPETITA IUVANT. UN INTERVENTO DEL PRIMO OTTOBRE 2011

 

Ci sono due modi per celebrare l'anniversario della nascita di Gandhi, ovvero la "Giornata internazionale della nonviolenza" che assai opportunamente l'Onu ha istituito.

Un modo museale, burocratico, arreso: ed e' il modo in cui si tradisce la lotta gandhiana.

Oppure l'altro modo: continuando la lotta che fu anche di Gandhi e di innumerevoli altre donne ed altri uomini nel corso della storia, contro tutte le oppressioni, contro tutte le persecuzioni, contro tutte le uccisioni: la lotta nonviolenta contro tutte le violenze.

Ed e' questo secondo modo l'unico decente.

*

In Italia dal 1998 ha avuto inizio un abominevole colpo di stato razzista, che passo dopo passo, misura dopo misura, e' giunto a livelli di parossistica disumanita'. Chi non si batte contro la violenza razzista non pretenda di parlare di nonviolenza.

L'Italia da un decennio tra prendendo parte a guerre abominevoli, che ogni giorno, ogni giorno provocano stragi di esseri umani innocenti. Chi non si batte contro la guerra assassina non pretenda di parlare di nonviolenza.

*

L'unico modo per non tradire Gandhi il 2 ottobre e' opporsi alle guerre assassine ed alla persecuzione razzista.

L'unico modo per non tradire Gandhi e' opporsi ogni giorno alle guerre assassine ed alla persecuzione razzista.

*

E quindi questo 2 ottobre sia nel nostro paese, in ogni citta' italiana, giorno di lotta nonviolenta contro la guerra e contro il razzismo.

E quindi questo 2 ottobre sia nel nostro paese, in ogni citta' italiana, giorno di lotta nonviolenta affinche' cessi immediatamente l'illegale partecipazione italiana alle guerre in Afghanistan e in Libia; cessi immediatamente l'illegale persecuzione razzista dei migranti e dei viaggianti; cessi immediatamente il criminale sperpero dei pubblici denari per l'apparato militare, le armi e le guerre assassine; si dimetta immediatamente il governo guerrafondaio e razzista, il governo criminale e corruttore, il governo dei persecutori e degli assassini.

*

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

6. REPETITA IUVANT. UN INTERVENTO DEL PRIMO OTTOBRE 2012

 

Se gli anniversari servono a qualcosa, il 2 ottobre, anniversario della nascita di Gandhi che l'Onu ha proclamato giornata internazionale della nonviolenza, a questo serve: a richiamarci tutti e ciascuno alla nostra responsabilita' verso l'umanita' e verso il mondo vivente.

Opporsi alla violenza e alla menzogna e' una scelta morale e politica dalle implicazioni profonde: significa opporsi a tutte le uccisioni, e quindi alle guerre, agli eserciti, alle armi; significa opporsi alla devastazione della biosfera; significa opporsi ad ogni forma di oppressione, sfruttamento, asservimento, negazione di dignita'; significa praticare una universale solidarieta', una universale responsabilita', un'universale condivisione.

Significa analisi concreta della situazione concreta e lotta qui e adesso contro ogni potere che offende, contro ogni menzogna che offusca. Significa rivendicazione della piena dignita' e dell'uguaglianza di diritti di tutti gli esseri umani.

Il 2 ottobre 2012, in Italia, significa innanzitutto - io credo - il dovere di promuovere una campagna nonviolenta di massa per la cessazione immediata della criminale partecipazione italiana alla guerra afgana; passo indispensabile per costruire la pace, il disarmo e la smilitarizzazione; per il rispetto della vita, della dignita' e dei diritti di tutti gli esseri umani.

 

7. REPETITA IUVANT. UN INTERVENTO DEL PRIMO OTTOBRE 2013

 

Il 2 ottobre sono nati Mohandas Gandhi e Claude Eatherly, l'uno nel 1869, l'altro nel 1918.

Gandhi e' il fondatore della nonviolenza politica dei tempi moderni, ed uno dei piu' grandi benefattori dell'umanita'.

Eatherly e' per antonomasia "il pilota di Hiroshima", che dopo aver partecipato come ufficiale dell'aviazione militare statunitense al bombardamento del 6 agosto 1945 seppe riflettere su cosa era accaduto, ne fu sconvolto fino al crollo psichico, ed attraverso la relazione epistolare e l'amicizia con il filosofo Guenther Anders divenne poi un consapevole testimone dell'orrore della guerra ed un fermo ammonitore dell'umanita' al dovere della pace.

Nelle figure di Gandhi e di Eatherly si compendia la questione decisiva del secolo tragico appena trascorso, e trova concreta espressione l'alternativa abissale che si e' aperta dinanzi all'umanita'.

Il giovane militare rispettoso degli ordini ricevuti Claude Robert Eatherly si trovo' coinvolto in uno dei piu' gravi crimini contro l'umanita', e in un passaggio epocale della storia umana: l'inizio dell'epoca in cui, per dirla con Guenther Anders, "possiamo trasformare in qualunque momento ogni luogo, anzi la terra intera, in un'altra Hiroshima" (sono parole del primo paragrafo di quel testo fondamentale che sono le "Tesi sull'eta' atomica", un breve saggio - disponibile anche nella rete telematica - che ogni persona dovrebbe aver letto).

Mohandas Karamchand Gandhi capi' subito questa novita' epocale, e lo scrisse piu' volte con impareggiabile chiarezza (ad esempio in un suo testo pubblicato su "Harijan" il 7 luglio 1947 - e riprodotto a conclusione di Teoria e pratica della nonviolenza, la fondamentale antologia gandhiana curata da Giuliano Pontara per i lettori italiani - che contiene riflessioni tanto acute quanto capitali).

Gandhi ed Eatherly testimoniano la necessita' e l'urgenza che l'umanita' ripudi per sempre la guerra e le uccisioni, e scelga la nonviolenza.

Sembra impossibile che dopo Auschwitz ed Hiroshima l'umanita' possa aver proseguito sulla via della violenza, quando era ormai a tutti evidente - e lo scrissero di li' a  poco con parole definitive Bertrand Russell ed Albert Einstein nel loro indimenticabile accorato appello - che era ormai in pericolo l'esistenza stessa del genere umano; invece un secolo si e' concluso ed un altro e' cominciato e ci troviamo ancora a questo bivio: se scegliere la nonviolenza e salvare l'umanita' dall'autodistruzione, o proseguire nella violenza a rischio (un rischio che diventa certezza ogni giorno di piu') di distruggere l'umanita' e la biosfera.

Non dovrebbero esservi dubbi su quale sia la scelta giusta. Ma tragicamente i poteri dominanti persistono nella via che porta alla catastrofe.

Il 2 ottobre, che l'Onu ha opportunamente voluto eleggere a Giornata internazionale della nonviolenza, ci convoca ad un impegno persuaso e corale, ineludibile ed urgente: far cessare le guerre; cessare di produrre armi e smantellare gli arsenali esistenti; smilitarizzare i conflitti, i territori, le societa', le culture, i vissuti. Riconoscere che vi e' una sola umanita', in un unico mondo vivente casa comune dell'umanita' intera; e riconoscere quindi il dovere dell'universale solidarieta', della comune responsabilita' per il bene comune. Scegliere la pace che salva le vite; scegliere la difesa nitida e intransigente dei diritti umani di tutti gli esseri umani e della biosfera; scegliere la nonviolenza che sola puo' salvare l'umanita'.

 

8. REPETITA IUVANT. UN DISCORSO A VITERBO DEL PRIMO OTTOBRE 2014

 

Si e' svolta nella mattina di mercoledi' primo ottobre 2014 a Viterbo, nel quartiere di Santa Barbara, per iniziativa del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" una manifestazione pubblica in preparazione della Giornata della nonviolenza, che ricorre il 2 ottobre, anniversario della nascita di Gandhi.

Il responsabile della struttura nonviolenta viterbese, Peppe Sini, che dal 2007 (anno dell'istituzione della Giornata da parte dell'Onu) ha promosso ogni anno le celebrazioni della giornata a Viterbo, ha tenuto un discorso pubblico.

Ne riportiamo una sintesi.

*

L'eredita' di Gandhi proposta dall'Onu all'umanita'

Da quando l'Onu ha istituito nel 2007 per ogni 2 ottobre a venire la Giornata internazionale della nonviolenza, il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" ha organizzato a Viterbo ogni anno la celebrazione dell'anniversario della nascita di Gandhi: con incontri e commemorazioni nelle principali piazze, presso il centro sociale occupato autogestito "Valle Faul", dinanzi alle lapidi che ricordano le vittime della follia della guerra, nel cimitero cittadino.

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Quest'anno finalmente il 2 ottobre celebrato anche dal Comune di Viterbo

Quest'anno finalmente la celebrazione non e' piu' promossa soltanto dalla nostra struttura e dai pochi altri movimenti che sulla nonviolenza hanno svolto una riflessione e un percorso e sono pervenuti ad una persuasa scelta che risale per i piu' vecchi di noi agli anni Settanta del secolo scorso, ma da un ampio arco di movimenti che si incontrano e si confrontano nel "Tavolo per la pace" cittadino, e soprattutto dal Comune di Viterbo, l'istituzione che rappresenta intera la citta', e quindi la cittadinanza tutta. Il 2 ottobre nel pomeriggio presso la Sala Regia del Comune si svolgera' una cerimonia cui auspichiamo partecipino moltissime persone e le rappresentanze tanto delle istituzioni locali quanto delle espressioni cittadine della societa' civile. E' cosa buona per cui abbiamo alacremente lavorato, ed e' un risultato importante per tutte le persone amiche della nonviolenza, per il bene della citta' e dell'umanita'.

*

Un importante riconoscimento a quattro persone amiche della nonviolenza

Non solo: in questa circostanza il sindaco attribuira' un riconoscimento a quattro persone che molto e bene hanno operato per la pace, i diritti umani, la nonviolenza. Sono quattro persone che stimiamo e per cui proviamo profondo affetto e sincera gratitudine, e crediamo che sia un bene per la citta' che il Comune le indichi come guide morali della comunita': sono Umbertina Amadio, don Dante Bernini, Osvaldo Ercoli, Anna Maghi.

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La nonviolenza ha molte voci e molti volti

Ovviamente so bene che le parole che verranno pronunciate il 2 ottobre nella Sala Regia di Palazzo dei Priori da alcuni relatori saranno diverse dalle mie. Ed e' giusto che sia cosi'. La nonviolenza ha molte voci e molti volti. Quel che conta e' che l'iniziativa sia fedele alla sua denominazione: la nonviolenza e' impegnativa.

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La nonviolenza e' lotta contro tutte le violenze e le menzogne

La nonviolenza e' lotta per l'affermazione della vita, della dignita' e dei diritti di tutti gli esseri umani e dell'intero mondo vivente.

La nonviolenza e' lotta contro il male e contro ogni rassegnazione al male; contro ogni oppressione e contro ogni vilta' dinanzi all'oppressione; contro la paura e contro l'egoismo pusillanime; contro l'indifferenza che e' gia' complicita' con l'ingiustizia.

Nonviolenza vuol dire opposizione a tutte le guerre e a tutte le dittature, a tutte le organizzazioni armate e a tutti i poteri criminali, a tutte le armi.

Vuol dire opposizione a tutte le uccisioni, a tutte le persecuzioni, a tutte le ingiustizie e le oppressioni, a tutte le violenze.

Vuol dire opposizione a tutte le menzogne che denegano la qualita' piu' intimamente propria di ogni essere umano: la capacita' di sentire, pensare, capire, conoscere la verita' che e' amore, responsabilita' e condivisione.

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La nonviolenza contro la guerra, qui ed ora

E quindi qui ed ora, in Italia oggi, nonviolenza vuol dire innanzitutto impegno contro la partecipazione italiana alle guerre; impegno contro lo scellerato riarmo italiano; impegno contro la criminale follia delle spese militari che ogni giorno rapinano il popolo italiano di settanta milioni di euro (ogni giorno settanta milioni di euro del pubblico erario assurdamente sperperati per la macchina bellica, il riarmo terrorista e assassino, le guerre guerreggiate, minacciate e preparate); impegno affinche' l'Italia si adoperi per lo scioglimento della Nato che caduta ogni foglia di fico si appalesa ormai sempre piu' come struttura terrorista e assassina, come braccio armato di una disumana dominazione imperiale; impegno affinche' l'Italia accolga ed assista tutte le persone in fuga da guerre e dittature, da fame e morte; impegno affinche' l'Italia si adoperi per la pace, il disarmo, il soccorso umanitario, ed affinche' all'Onu sia restituito il suo ruolo, di primaria espressione dell'impegno comune dell'umanita' contro "il flagello della guerra".

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La nonviolenza contro il razzismo, qui ed ora

E quindi qui ed ora, in Italia oggi, nonviolenza vuol dire innanzitutto impegno contro il razzismo, per salvare le vite degli innumerevoli innocenti che le sciagurate sanguinarie politiche dei governi italiano ed europei condannano a morire nel Mediterraneo (e per salvarli tutti e sgominare le mafie dei trafficanti basterebbe una semplicissima norma legislativa: il riconoscimento a tutti gli esseri umani del diritto di ingresso in modo legale e sicuro nel nostro paese, ovvia attuazione del diritto di ogni essere umano a muoversi liberamente sull'unico pianeta abitato dall'umanita'); impegno per abolire subito tutte le scellerate misure naziste che ancora oggi in Italia fanno scandalosamente sussistere i campi i concentramento e le deportazioni, la schiavitu' e l'apartheid, la negazione dei piu' elementari diritti umani.

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La nonviolenza contro il maschilismo, qui ed ora

E quindi qui ed ora, in Italia oggi, nonviolenza vuol dire innanzitutto impegno contro la violenza maschilista di cui il femminicidio e' l'esito estremo e piu' evidente ma che pervade l'intera societa' distruggendo vite e diritti: il feroce dominio maschilista e' infatti la prima radice di tutte le altre violenze, e' il primo nemico dell'umanita'.

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La nonviolenza per preservare la biosfera per le future generazioni

E quindi qui ed ora, in Italia oggi, nonviolenza vuol dire innanzitutto impegno contro la devastazione della biosfera, casa comune dell'umanita', affinche' anche le future generazioni abbiano un mondo vivibile.

*

Una sola umanita'

Vi e' una sola umanita'.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Pace, disarmo, smilitarizzazione.

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita' dalla catastrofe.

 

9. REPETITA IUVANT. MOVIMENTO NONVIOLENTO, PEACELINK E CENTRO DI RICERCA PER LA PACE E I DIRITTI UMANI DI VITERBO: UN APPELLO PER IL 4 NOVEMBRE: "OGNI VITTIMA HA IL VOLTO DI ABELE"

[Riproponiamo l'appello promosso gia' negli scorsi anni da Movimento Nonviolento, Peacelink e Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo per il 4 novembre: "Ogni vittima ha il volto di Abele"]

 

Intendiamo proporre per il 4 novembre l'iniziativa nonviolenta "Ogni vittima ha il volto di Abele".

Proponiamo che il 4 novembre si realizzino in tutte le citta' d'Italia commemorazioni nonviolente delle vittime di tutte le guerre, commemorazioni che siano anche solenne impegno contro tutte le guerre e le violenze.

Affinche' il 4 novembre, anniversario della fine dell'"inutile strage" della prima guerra mondiale, cessi di essere il giorno in cui i poteri assassini irridono gli assassinati, e diventi invece il giorno in cui nel ricordo degli esseri umani defunti vittime delle guerre gli esseri umani viventi esprimono, rinnovano, inverano l'impegno affinche' non ci siano mai piu' guerre, mai piu' uccisioni, mai piu' persecuzioni.

Queste iniziative di commemorazione e di impegno morale e civile devono essere rigorosamente nonviolente. Non devono dar adito ad equivoci o confusioni di sorta; non devono essere in alcun modo ambigue o subalterne; non devono prestare il fianco a fraintendimenti o mistificazioni. Queste iniziative di addolorato omaggio alle vittime della guerra e di azione concreta per promuovere la pace e difendere le vite, devono essere rigorosamente nonviolente.

Occorre quindi che si svolgano in orari distanti e assolutamente distinti dalle ipocrite celebrazioni dei poteri armati, quei poteri che quelle vittime fecero morire.

Ed occorre che si svolgano nel modo piu' austero, severo, solenne: depositando omaggi floreali dinanzi alle lapidi ed ai sacelli delle vittime delle guerre, ed osservando in quel frangente un rigoroso silenzio.

Ovviamente prima e dopo e' possibile ed opportuno effettuare letture e proporre meditazioni adeguate, argomentando ampiamente e rigorosamente perche' le persone amiche della nonviolenza rendono omaggio alle vittime della guerra e perche' convocano ogni persona di retto sentire e di volonta' buona all'impegno contro tutte le guerre, e come questo impegno morale e civile possa concretamente limpidamente darsi. Dimostrando che solo opponendosi a tutte le guerre si onora la memoria delle persone che dalle guerre sono state uccise. Affermando il diritto e il dovere di ogni essere umano e la cogente obbligazione di ogni ordinamento giuridico democratico di adoperarsi per salvare le vite, rispettare la dignita' e difendere i diritti di tutti gli esseri umani.

A tutte le persone amiche della nonviolenza chiediamo di diffondere questa proposta e contribuire a questa iniziativa.

Contro tutte le guerre, contro tutte le uccisioni, contro tutte le persecuzioni.

Per la vita, la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

Movimento Nonviolento, per contatti: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803, fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org

Peacelink, per contatti: e-mail: info at peacelink.it, sito: www.peacelink.it

Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo, per contatti: e-mail: nbawac at tin.it e centropacevt at gmail.com, web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

10. REPETITA IUVANT. VERSO LA "GIORNATA INTERNAZIONALE PER L'ELIMINAZIONE DELLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE" DEL 25 NOVEMBRE

 

Si svolge il 25 novembre la "Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne".

Ovunque si realizzino iniziative.

Ovunque si contrasti la violenza maschilista e patriarcale.

Ovunque si sostengano i centri antiviolenza delle donne.

Ovunque si educhi e si lotti per sconfiggere la violenza maschilista e patriarcale, prima radice di tutte le altre violenze.

 

11. REPETITA IUVANT. PER SOSTENERE IL CENTRO ANTIVIOLENZA "ERINNA"

 

Per sostenere il centro antiviolenza delle donne di Viterbo "Erinna" i contributi possono essere inviati attraverso bonifico bancario intestato ad Associazione Erinna, Banca Etica, codice IBAN: IT60D0501803200000000287042.

O anche attraverso vaglia postale a "Associazione Erinna - Centro antiviolenza", via del Bottalone 9, 01100 Viterbo.

Per contattare direttamente il Centro antiviolenza "Erinna": tel. 0761342056, e-mail: e.rinna at yahoo.it, onebillionrisingviterbo at gmail.com, sito: http://erinna.it

Per destinare al Centro antiviolenza "Erinna" il 5 per mille inserire nell'apposito riquadro del modello per la dichiarazione dei redditi il seguente codice fiscale: 90058120560.

 

12. ANNIVERSARI. IN MEMORIA DI PAULINE LEON, DI GEORG SIMMEL, DI FRANCES WILLARD

 

Ricorre oggi, 28 settembre, l'anniversario della nascita di Pauline Leon (Parigi, 28 settembre 1768 - Bourbon-Vendee, 5 ottobre 1838), della scomparsa di Georg Simmel (Berlino, primo marzo 1858 - Strasburgo, 28 settembre 1918), della nascita di Frances Willard (Churchville, 28 settembre 1839 - New York, 17 febbraio 1898).

*

Anche nel ricordo di Pauline Leon, di Georg Simmel, di Frances Willard, proseguiamo nell'azione nonviolenta per la pace e i diritti umani; contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Vi e' una sola umanita' in un unico mondo vivente casa comune dell'umanita' intera.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita' e la biosfera.

 

13. SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

Letture

- Israel J. Singer, I fratelli Ashkenazi, Newton Compton, Roma 2015, pp. 638, euro 5,90.

*

Riletture

- Emmanuel Levinas, Difficile liberte', Albin Michel, Paris 1963, 1976, Librairie Generale Francaise, Paris 1995, pp. 416.

*

Riedizioni

- Valerio Gigante, Luca Kocci, Sergio Tanzarella, La grande menzogna. Prima guerra mondiale. Tutto quello che non vi hanno mai raccontato, Dissensi, Roma 2015, Il Giornale, Milano 2015, pp. 234, euro 7,60.

 

14. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

15. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 2120 del 28 settembre 2015

Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XVI)

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com , sito: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

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