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[Nonviolenza] Telegrammi. 2172



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 2172 del 20 novembre 2015

Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XVI)

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com

 

Sommario di questo numero:

0. Comunicazione di servizio

1. Fermare la guerra, fermare il terrorismo. Un discorso in piazza a Viterbo

2. "Dalla parte delle vittime, contro tutte le uccisioni". Un incontro di testimonianza a Viterbo

3. Contro tutti i terrorismi, contro tutte le guerre

4. Hic et nunc, quid agendum

5. Verso la "Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne" del 25 novembre

6. Per sostenere il centro antiviolenza "Erinna"

7. In memoria di Nello Ajello, di Robert Altman, di Francesco Babini, di Charles Bettelheim, di Copi, di Benedetto Croce, di Elena Croce, di Buenaventura Durruti, di Ennio Flaiano, di Bruno Gentili, di Gioacchino Gesmundo, di Nadine Gordimer, di Nazim Hikmet, di William Heard Kilpatrick, di Benoit Mandelbrot, di Rita Rosani, di Leonardo Sciascia, di Silvio Serra, di Lev Tolstoj, di Zumbi

8. Segnalazioni librarie

9. La "Carta" del Movimento Nonviolento

10. Per saperne di piu'

 

0. COMUNICAZIONE DI SERVIZIO

 

Un problema tecnico del server che utilizziamo ha fermato per un giorno la diffusione del notiziario.

Ce ne scusiamo con chi ci legge.

 

1. INIZIATIVE. FERMARE LA GUERRA, FERMARE IL TERRORISMO. UN DISCORSO IN PIAZZA A VITERBO

 

Giovedi' 19 novembre 2015 a Viterbo il responsabile del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani", Peppe Sini, ha tenuto un discorso in piazza nel quale ha riaffermato alcune elementari evidenze, alcuni ineludibili doveri: che occorre far cessare tutte le guerre e le uccisioni; che occorre recare soccorso a tutte le persone in pericolo e in fuga dall'orrore; che occorre un'azione di polizia e giudiziaria adeguata per arrestare e processare tutti i responsabili delle stragi: dai singoli assassini, ai gruppi criminali, alle organizzazioni terroriste, ai governanti che violando le leggi dei loro stessi paesi ed ogni piu' elementare principio di umanita' da decenni stanno facendo - direttamente con gli eserciti dei loro paesi o attraverso loro complici - guerre mostruose che hanno provocato innumerevoli morti e costretto alla fuga e a una vita di stenti e paura milioni di profughi, guerre mostruose che sono terrorismo e stragismo in atto, ed altro terrorismo e stragismo alimentano. Occorre fermare tutte le uccisioni, cominciando col cessare di fare le guerre, cominciando col disarmo, cominciando con la smilitarizzazione dei conflitti. Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

*

Alcune parole dette in piazza

Ripetiamo una volta di piu' il nostro dolore per tutte le vittime di tutte le uccisioni.

Ripetiamo una volta di piu' che ogni vittima ha il volto di Abele; che ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'; che il primo dovere e' salvare le vite.

Ripetiamo una volta di piu' che occorre opporsi alla guerra e a tutte le uccisioni, al razzismo e a tutte le persecuzioni, al maschilismo e a tutte le oppressioni.

Ripetiamo una volta di piu' che democrazia, giustizia e rispetto dei diritti umani richiedono pace, disarmo e smilitarizzazione dei conflitti.

Le guerre che gli eserciti regolari di importanti stati (e con essi le milizie irregolari e fin i gruppi terroristi da quegli ed altri stati finanziati, addestrati, armati) stanno combattendo nel mondo - ed in alcune aree ininterrottamente da decenni - provocano giorno dopo giorno innumerevoli vittime: morti, feriti, persone private di ogni protezione e di ogni sostentamento, profughi in fuga a milioni e milioni. Queste guerre sono un crimine contro l'umanita', costituiscono un unico immane atto di terrorismo contro l'umanita' intera.

Per salvare le vite, per promuovere la democrazia, per riconoscere i diritti umani di tutti gli esseri umani occorre abolire le guerre, gli eserciti, le armi.

Occorre abolire le guerre, che sempre e solo consistono di stragi e terrore.

Occorre abolire le armi, che sempre e solo servono a uccidere.

Occorre abolire gli eserciti, il cui fine ultimo e sostanziale e' fare le guerre, usare le armi, uccidere gli esseri umani.

Ed occorre che tutti i terroristi, compresi i capi di governo responsabili delle stragi provocate dalle guerre da essi decise, siano perseguiti secondo legalita' (l'autentica legalita' che riconosce e difende la vita, la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani, non la sua oscena, scellerata caricatura che sempre pretende legittimare tutti i crimini dei potenti assassini) con adeguate azioni di polizia anche necessariamente internazionale, siano tratti in giudizio dinanzi a corti di giustizia, e siano condannati secondo gli standard legali e nel rispetto delle guarentigie del diritto penale condivisi a livello internazionale.

Fermare la guerra.

Fermare il terrorismo.

Salvare le vite.

La necessaria e urgente azione di polizia internazionale per fermare tutti i terroristi e stragisti e' possibile solo se si cessa di fare la guerra, se si ripristinano ovvero promuovono ordinamenti giuridici democratici, e se tra i responsabili di crimini contro l'umanita' si includono tutti i mandanti oltre che gli esecutori del terrore e delle stragi, di tutte le guerre e di tutte le uccisioni.

Vi e' una sola umanita'.

*

Due appelli condivisi

Nel corso dell'iniziativa la struttura nonviolenta viterbese ha diffuso ancora una volta due appelli, uno redatto dopo le stragi di Parigi, "Contro tutti i terrorismi, contro tutte le guerre", e l'altro, "Hic et nunc. Quid agendum", di solidarieta' con le persone migranti redatto tempo addietro a seguito di una delle tante stragi nel Mediterraneo.

 

2. INCONTRI. "DALLA PARTE DELLE VITTIME, CONTRO TUTTE LE UCCISIONI". UN INCONTRO DI TESTIMONIANZA A VITERBO

 

Si e' svolto mercoledi' 18 novembre 2015 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" un incontro di testimonianza "dalla parte delle vittime, contro tutte le uccisioni" in ricordo di tutte le vittime del terrorismo e della guerra, della violenza razzista e maschilista, dei poteri criminali e di tutti gli apparati armati.

Nel corso dell'incontro e' stato espresso ancora una volta il dovere di opporsi alla guerra e a tutte le uccisioni, al razzismo e a tutte le persecuzioni, al maschilismo e a tutte le oppressioni.

Sono stati letti e commentati alcuni brevi testi di Hannah Arendt, di Aldo Capitini, di Rosa Luxemburg, di Mohandas Gandhi, di Primo Levi, di Lev Tolstoj, di Simone Weil, di Virginia Woolf.

Le persone partecipanti all'incontro hanno condiviso due recenti appelli promossi dalla struttura nonviolenta viterbese: l'appello "Contro tutti i terrorismi, contro tutte le guerre" e l'appello di solidarieta' con le persone migranti "Hic et nunc. Quid agendum".

 

3. REPETITA IUVANT. CONTRO TUTTI I TERRORISMI, CONTRO TUTTE LE GUERRE

 

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Ogni uccisione e' un crimine.

Non si puo' contrastare una strage commettendo un'altra strage.

Non si puo' contrastare il terrorismo con atti di terrorismo.

A tutti i terrorismi occorre opporsi.

Salvare le vite e' il primo dovere.

*

La guerra e' il terrorismo portato all'estremo.

Ogni guerra consiste di innumerevoli uccisioni.

La guerra e' un crimine contro l'umanita'.

Con la guerra gli stati divengono organizzazioni terroriste.

Con la guerra gli stati fanno nascere e crescere le organizzazioni terroriste.

A tutte le guerre occorre opporsi.

Salvare le vite e' il primo dovere.

*

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Un'organizzazione criminale va contrastata con un'azione di polizia da parte di ordinamenti giuridici legittimi.

La guerra impedisce l'azione di polizia necessaria.

Occorre dunque avviare un immediato processo di pace nel Vicino e nel Medio Oriente che consenta la realizzazione di ordinamenti giuridici legittimi, costituzionali, democratici, rispettosi dei diritti umani.

Occorre dunque che l'Europa dismetta ogni politica di guerra, di imperialismo, di colonialismo, di rapina, di razzismo, di negazione della dignita' umana di innumerevoli persone e di interi popoli.

Occorre dunque una politica europea di soccorso umanitario, di pace con mezzi di pace: la politica della nonviolenza che sola riconosce e promuove e difende i diritti umani di tutti gli esseri umani.

Salvare le vite e' il primo dovere.

*

La violenza assassina si contrasta salvando le vite.

La pace si costruisce abolendo la guerra.

La politica della nonviolenza richiede il disarmo e la smilitarizzazione.

La politica nonviolenta richiede la difesa civile non armata e nonviolenta, i corpi civili di pace, l'azione umanitaria, la cooperazione internazionale.

Salvare le vite e' il primo dovere.

*

Si coalizzino tutti gli stati democratici contro il terrorismo proprio ed altrui, contro il terrorismo delle organizzazioni criminali e degli stati.

Si coalizzino tutti gli stati democratici per la pace, il disarmo, la smilitarizzazione dei conflitti.

Si coalizzino tutti gli stati democratici per l'indispensabile aiuto umanitario a tutte le persone ed i popoli che ne hanno urgente bisogno.

Si coalizzino tutti gli stati democratici per contrastare le organizzazioni criminali con azioni di polizia adeguate, mirate a salvare le vite e alla sicurezza comune.

Si coalizzino tutti gli stati democratici per la civile convivenza di tutti i popoli e di tutti gli esseri umani.

Salvare le vite e' il primo dovere.

*

Cominci l'Italia.

Cominci l'Italia soccorrendo, accogliendo e assistendo tutte le persone in fuga dalla fame e dall'orrore, dalle dittature e dalla guerra.

Cominci l'Italia cessando di partecipare alle guerre.

Cominci l'Italia uscendo da alleanze militari terroriste e stragiste come la Nato.

Cominci l'Italia cessando di produrre  armi e di rifornirne regimi e poteri dittatoriali e belligeranti.

Cominci l'Italia abrogando tutte le infami misure razziste ancora vigenti nel nostro paese.

Cominci l'Italia con un'azione diplomatica, politica ed economica, e con aiuti umanitari adeguati a promuovere la costruzione di ordinamenti giuridici legittimi, costituzionali e democratici dalla Libia alla Siria.

Cominci l'Italia destinando a interventi di pace con mezzi di pace, ad azioni umanitarie nonviolente, i 72 milioni di euro del bilancio dello stato che attualmente ogni giorno sciaguratamente, scelleratamente destina all'apparato militare, alle armi, alla guerra.

Cominci l'Italia a promuovere una politica della sicurezza comune e del bene comune centrata sulla difesa popolare nonviolenta, sui corpi civili di pace, sulla legalita' che salva le vite.

Salvare le vite e' il primo dovere.

*

Ogni vittima ha il voto di Abele.

Alla barbarie occorre opporre la civilta'.

Alla violenza occorre opporre il diritto.

Alla distruzione occorre opporre la convivenza.

Al male occorre opporre il bene.

Contro tutti i terrorismi, contro tutte le guerre.

Salvare le vite e' il primo dovere.

 

4. REPETITA IUVANT. HIC ET NUNC, QUID AGENDUM

 

Occorre soccorrere, accogliere, assistere tutti gli esseri umani in fuga dalla fame e dalle guerre.

Occorre riconoscere a tutti gli esseri umani il diritto di giungere in modo legale e sicuro nel nostro paese.

Occorre andare a soccorrere e prelevare con mezzi di trasporto pubblici e gratuiti tutti i migranti lungo gli itinerari della fuga, sottraendoli agli artigli dei trafficanti.

Occorre un immediato ponte aereo di soccorso internazionale che prelevi i profughi direttamente nei loro paesi d'origine e nei campi collocati nei paesi limitrofi e li porti in salvo qui in Europa.

Occorre cessare di fare, fomentare, favoreggiare, finanziare le guerre che sempre e solo consistono nell'uccisione di esseri umani.

Occorre proibire la produzione e il commercio delle armi.

Occorre promuovere la pace con mezzi di pace.

Occorre cessare di rapinare interi popoli, interi continenti.

In Italia occorre abolire i campi di concentramento, le deportazioni, e le altre misure e pratiche razziste e schiaviste, criminali e criminogene, che flagrantemente confliggono con la Costituzione, con lo stato di diritto, con la democrazia, con la civilta'.

In Italia occorre riconoscere immediatamente il diritto di voto nelle elezioni amministrative a tutte le persone residenti.

In Italia occorre contrastare i poteri criminali, razzisti, schiavisti e assassini.

L'Italia realizzi una politica della pace e dei diritti umani, del disarmo e della smilitarizzazione, della legalita' che salva le vite, della democrazia che salva le vite, della civilta' che salva le vite.

L'Italia avvii una politica nonviolenta: contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni. Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita' e la biosfera.

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Vi e' una sola umanita' in un unico mondo vivente casa comune dell'umanita' intera.

Salvare le vite e' il primo dovere.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

 

5. INIZIATIVE. VERSO LA "GIORNATA INTERNAZIONALE PER L'ELIMINAZIONE DELLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE" DEL 25 NOVEMBRE

 

Si svolge il 25 novembre la "Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne".

Ovunque si realizzino iniziative.

Ovunque si contrasti la violenza maschilista e patriarcale.

Ovunque si sostengano i centri antiviolenza delle donne.

Ovunque si educhi e si lotti per sconfiggere la violenza maschilista e patriarcale, prima radice di tutte le altre violenze.

 

6. REPETITA IUVANT. PER SOSTENERE IL CENTRO ANTIVIOLENZA "ERINNA"

 

Per sostenere il centro antiviolenza delle donne di Viterbo "Erinna" i contributi possono essere inviati attraverso bonifico bancario intestato ad Associazione Erinna, Banca Etica, codice IBAN: IT60D0501803200000000287042.

O anche attraverso vaglia postale a "Associazione Erinna - Centro antiviolenza", via del Bottalone 9, 01100 Viterbo.

Per contattare direttamente il Centro antiviolenza "Erinna": tel. 0761342056, e-mail: e.rinna at yahoo.it, onebillionrisingviterbo at gmail.com, sito: http://erinna.it

Per destinare al Centro antiviolenza "Erinna" il 5 per mille inserire nell'apposito riquadro del modello per la dichiarazione dei redditi il seguente codice fiscale: 90058120560.

 

7. ANNIVERSARI. IN MEMORIA DI NELLO AJELLO, DI ROBERT ALTMAN, DI FRANCESCO BABINI, DI CHARLES BETTELHEIM, DI COPI, DI BENEDETTO CROCE, DI ELENA CROCE, DI BUENAVENTURA DURRUTI, DI ENNIO FLAIANO, DI BRUNO GENTILI, DI GIOACCHINO GESMUNDO, DI NADINE GORDIMER, DI NAZIM HIKMET, DI WILLIAM HEARD KILPATRICK, DI BENOIT MANDELBROT, DI RITA ROSANI, DI LEONARDO SCIASCIA, DI SILVIO SERRA, DI LEV TOLSTOJ, DI ZUMBI

 

Ricorre oggi, 20 novembre, l'anniversario della nascita di Nello Ajello, della scomparsa di Robert Altman, della nascita di Francesco Babini, della nascita di Charles Bettelheim, della nascita di Copi, della scomparsa di Benedetto Croce, della scomparsa di Elena Croce, della scomparsa di Buenaventura Durruti, della scomparsa di Ennio Flaiano, della nascita di Bruno Gentili, della nascita di Gioacchino Gesmundo, della nascita di Nadine Gordimer, della nascita di Nazim Hikmet, della nascita di William Heard Kilpatrick, della nascita di Benoit Mandelbrot, della nascita di Rita Rosani, della scomparsa di Leonardo Sciascia, della nascita di Silvio Serra, della scomparsa di Lev Tolstoj, della scomparsa di Zumbi.

*

Anche nel ricordo di Nello Ajello, di Robert Altman, di Francesco Babini, di Charles Bettelheim, di Copi, di Benedetto Croce, di Elena Croce, di Buenaventura Durruti, di Ennio Flaiano, di Bruno Gentili, di Gioacchino Gesmundo, di Nadine Gordimer, di Nazim Hikmet, di William Heard Kilpatrick, di Benoit Mandelbrot, di Rita Rosani, di Leonardo Sciascia, di Silvio Serra, di Lev Tolstoj, di Zumbi, proseguiamo nell'azione nonviolenta per la pace e i diritti umani; contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Vi e' una sola umanita' in un unico mondo vivente casa comune dell'umanita' intera.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita' e la biosfera.

 

8. SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

Letture

- Paolo Candelari, Ilaria Ciriaci, Guerra pace nonviolenza. Cinquanta anni di storia e impegno, Paoline, Milano 2015, pp. 224, euro 16.

*

Riletture

- Giovanni Pirodda, Mazzini e gli scrittori democratici, Laterza, Roma-Bari 1976, pp. VIII + 144.

*

Riedizioni

- Pier Paolo Pasolini, L'odore dell'India, Rcs, Milano 2015, pp. 144, euro 8,90 (in supplemento al "Corriere della sera").

 

9. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

10. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 2172 del 20 novembre 2015

Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XVI)

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