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[Nonviolenza] Telegrammi. 2178



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 2178 del 26 novembre 2015

Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XVI)

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com

 

Sommario di questo numero:

1. Contro la guerra, contro il razzismo, contro il maschilismo. Una conversazione a Viterbo

2. Contro tutti i terrorismi, contro tutte le guerre

3. Hic et nunc, quid agendum

4. In memoria di Chokri Belaid, di Julien Benda, di Dang Thuy Tram, di Ermanno Gorrieri, di Herman Gorter, di Siegfried Kracauer, di Paul Lafargue, di Irma Marchiani, di Ashley Montagu, di Sarah Moore Grimke', di Simon Nkoli, di Italo Piccagli, di Frederik Pohl, di Ferdinand de Saussure, di Charles M. Schulz, di Sebastiano Timpanaro, di Sojourner Truth, di Filippo Turati

5. Segnalazioni librarie

6. La "Carta" del Movimento Nonviolento

7. Per saperne di piu'

 

1. INCONTRI. CONTRO LA GUERRA, CONTRO IL RAZZISMO, CONTRO IL MASCHILISMO. UNA CONVERSAZIONE A VITERBO

 

Si e' svolto mercoledi' 25 novembre 2015 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" un incontro di riflessione sul tema: "Contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni; per difendere la vita, la dignita' e i diritti di tutte le persone, la civilta' umana, la biosfera: occorre la scelta della nonviolenza".

L'incontro e' stato coordinato dal responsabile della struttura nonviolenta viterbese, Peppe Sini.

*

Le persone partecipanti alla  conversazione hanno ancora una volta riaffermato che ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita' e alla solidarieta', e che pertanto il primo dovere di ogni essere umano, come di ogni aggregazione sociale, come di ogni ordinamento giuridico, e' rispettare, difendere, salvare le vite.

Ne consegue che nella drammatica situazione internazionale attuale occorre che gli stati attuino una politica di disarmo a tutti i livelli; di smilitarizzazione dei conflitti; di aiuto umanitario alle persone e le popolazioni sofferenti; di rigoroso rispetto della legalita', della democrazia e dei diritti umani; di adeguato contrasto ad ogni organizzazione criminale e terrorista con interventi di polizia - anche internazionale, guidati dall'Onu -; una politica di pace con mezzi di pace; adottando gli unici strumenti efficaci contro la violenza: le risorse, le tecniche e le strategie della nonviolenza.

Occorre cessare di uccidere se si vuole ottenere la fine delle uccisioni.

Occorre abolire la guerra se si vuole abolire il terrorismo.

Occorre soccorrere, accogliere ed assistere tutti gli esseri umani se si vuole porre fine all'orrore.

Solo facendo il bene si puo' abolire il male.

Solo la nonviolenza puo' sconfiggere la violenza.

 

2. REPETITA IUVANT. CONTRO TUTTI I TERRORISMI, CONTRO TUTTE LE GUERRE

 

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Ogni uccisione e' un crimine.

Non si puo' contrastare una strage commettendo un'altra strage.

Non si puo' contrastare il terrorismo con atti di terrorismo.

A tutti i terrorismi occorre opporsi.

Salvare le vite e' il primo dovere.

*

La guerra e' il terrorismo portato all'estremo.

Ogni guerra consiste di innumerevoli uccisioni.

La guerra e' un crimine contro l'umanita'.

Con la guerra gli stati divengono organizzazioni terroriste.

Con la guerra gli stati fanno nascere e crescere le organizzazioni terroriste.

A tutte le guerre occorre opporsi.

Salvare le vite e' il primo dovere.

*

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Un'organizzazione criminale va contrastata con un'azione di polizia da parte di ordinamenti giuridici legittimi.

La guerra impedisce l'azione di polizia necessaria.

Occorre dunque avviare un immediato processo di pace nel Vicino e nel Medio Oriente che consenta la realizzazione di ordinamenti giuridici legittimi, costituzionali, democratici, rispettosi dei diritti umani.

Occorre dunque che l'Europa dismetta ogni politica di guerra, di imperialismo, di colonialismo, di rapina, di razzismo, di negazione della dignita' umana di innumerevoli persone e di interi popoli.

Occorre dunque una politica europea di soccorso umanitario, di pace con mezzi di pace: la politica della nonviolenza che sola riconosce e promuove e difende i diritti umani di tutti gli esseri umani.

Salvare le vite e' il primo dovere.

*

La violenza assassina si contrasta salvando le vite.

La pace si costruisce abolendo la guerra.

La politica della nonviolenza richiede il disarmo e la smilitarizzazione.

La politica nonviolenta richiede la difesa civile non armata e nonviolenta, i corpi civili di pace, l'azione umanitaria, la cooperazione internazionale.

Salvare le vite e' il primo dovere.

*

Si coalizzino tutti gli stati democratici contro il terrorismo proprio ed altrui, contro il terrorismo delle organizzazioni criminali e degli stati.

Si coalizzino tutti gli stati democratici per la pace, il disarmo, la smilitarizzazione dei conflitti.

Si coalizzino tutti gli stati democratici per l'indispensabile aiuto umanitario a tutte le persone ed i popoli che ne hanno urgente bisogno.

Si coalizzino tutti gli stati democratici per contrastare le organizzazioni criminali con azioni di polizia adeguate, mirate a salvare le vite e alla sicurezza comune.

Si coalizzino tutti gli stati democratici per la civile convivenza di tutti i popoli e di tutti gli esseri umani.

Salvare le vite e' il primo dovere.

*

Cominci l'Italia.

Cominci l'Italia soccorrendo, accogliendo e assistendo tutte le persone in fuga dalla fame e dall'orrore, dalle dittature e dalla guerra.

Cominci l'Italia cessando di partecipare alle guerre.

Cominci l'Italia uscendo da alleanze militari terroriste e stragiste come la Nato.

Cominci l'Italia cessando di produrre  armi e di rifornirne regimi e poteri dittatoriali e belligeranti.

Cominci l'Italia abrogando tutte le infami misure razziste ancora vigenti nel nostro paese.

Cominci l'Italia con un'azione diplomatica, politica ed economica, e con aiuti umanitari adeguati a promuovere la costruzione di ordinamenti giuridici legittimi, costituzionali e democratici dalla Libia alla Siria.

Cominci l'Italia destinando a interventi di pace con mezzi di pace, ad azioni umanitarie nonviolente, i 72 milioni di euro del bilancio dello stato che attualmente ogni giorno sciaguratamente, scelleratamente destina all'apparato militare, alle armi, alla guerra.

Cominci l'Italia a promuovere una politica della sicurezza comune e del bene comune centrata sulla difesa popolare nonviolenta, sui corpi civili di pace, sulla legalita' che salva le vite.

Salvare le vite e' il primo dovere.

*

Ogni vittima ha il voto di Abele.

Alla barbarie occorre opporre la civilta'.

Alla violenza occorre opporre il diritto.

Alla distruzione occorre opporre la convivenza.

Al male occorre opporre il bene.

Contro tutti i terrorismi, contro tutte le guerre.

Salvare le vite e' il primo dovere.

 

3. REPETITA IUVANT. HIC ET NUNC, QUID AGENDUM

 

Occorre soccorrere, accogliere, assistere tutti gli esseri umani in fuga dalla fame e dalle guerre.

Occorre riconoscere a tutti gli esseri umani il diritto di giungere in modo legale e sicuro nel nostro paese.

Occorre andare a soccorrere e prelevare con mezzi di trasporto pubblici e gratuiti tutti i migranti lungo gli itinerari della fuga, sottraendoli agli artigli dei trafficanti.

Occorre un immediato ponte aereo di soccorso internazionale che prelevi i profughi direttamente nei loro paesi d'origine e nei campi collocati nei paesi limitrofi e li porti in salvo qui in Europa.

Occorre cessare di fare, fomentare, favoreggiare, finanziare le guerre che sempre e solo consistono nell'uccisione di esseri umani.

Occorre proibire la produzione e il commercio delle armi.

Occorre promuovere la pace con mezzi di pace.

Occorre cessare di rapinare interi popoli, interi continenti.

In Italia occorre abolire i campi di concentramento, le deportazioni, e le altre misure e pratiche razziste e schiaviste, criminali e criminogene, che flagrantemente confliggono con la Costituzione, con lo stato di diritto, con la democrazia, con la civilta'.

In Italia occorre riconoscere immediatamente il diritto di voto nelle elezioni amministrative a tutte le persone residenti.

In Italia occorre contrastare i poteri criminali, razzisti, schiavisti e assassini.

L'Italia realizzi una politica della pace e dei diritti umani, del disarmo e della smilitarizzazione, della legalita' che salva le vite, della democrazia che salva le vite, della civilta' che salva le vite.

L'Italia avvii una politica nonviolenta: contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni. Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita' e la biosfera.

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Vi e' una sola umanita' in un unico mondo vivente casa comune dell'umanita' intera.

Salvare le vite e' il primo dovere.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

 

4. ANNIVERSARI. IN MEMORIA DI CHOKRI BELAID, DI JULIEN BENDA, DI DANG THUY TRAM, DI ERMANNO GORRIERI, DI HERMAN GORTER, DI SIEGFRIED KRACAUER, DI PAUL LAFARGUE, DI IRMA MARCHIANI, DI ASHLEY MONTAGU, DI SARAH MOORE GRIMKE', DI SIMON NKOLI, DI ITALO PICCAGLI, DI FREDERIK POHL, DI FERDINAND DE SAUSSURE, DI CHARLES M. SCHULZ, DI SEBASTIANO TIMPANARO, DI SOJOURNER TRUTH, DI FILIPPO TURATI

 

Ricorre oggi, 26 novembre, l'anniversario della nascita di Chokri Belaid, della nascita di Julien Benda, della nascita di Dang Thuy Tram, della nascita di Ermanno Gorrieri, della nascita di Herman Gorter, della scomparsa di Siegfried Kracauer, della scomparsa di Paul Lafargue, della scomparsa di Irma Marchiani, della scomparsa di Ashley Montagu, della nascita di Sarah Moore Grimke', della nascita di Simon Nkoli, della nascita di Italo Piccagli, della nascita di Frederik Pohl, della nascita di Ferdinand de Saussure, della nascita di Charles M. Schulz, della scomparsa di Sebastiano Timpanaro, della scomparsa di Sojourner Truth, della nascita di Filippo Turati.

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Anche nel ricordo di Chokri Belaid, di Julien Benda, di Dang Thuy Tram, di Ermanno Gorrieri, di Herman Gorter, di Siegfried Kracauer, di Paul Lafargue, di Irma Marchiani, di Ashley Montagu, di Sarah Moore Grimke', di Simon Nkoli, di Italo Piccagli, di Frederik Pohl, di Ferdinand de Saussure, di Charles M. Schulz, di Sebastiano Timpanaro, di Sojourner Truth, di Filippo Turati, proseguiamo nell'azione nonviolenta per la pace e i diritti umani; contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Vi e' una sola umanita' in un unico mondo vivente casa comune dell'umanita' intera.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita' e la biosfera.

 

5. SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

Letture

- Franco Cardini e Marina Montesano (a cura di), Barbarossa e l'Italia dei Comuni, Rcs, Milano 2015, pp. 168, euro 5,90 (in supplemento al "Corriere della sera").

*

Riletture

- Luisa Gallotti Giordani e Rosa Maria Monastra, Niccolo' Tommaseo e la crisi del Romanticismo, Laterza, Roma-Bari 1976, pp. VIII + 100.

*

Riedizioni

- Gianni Rodari, La torta in cielo, Rcs, Milano 2015, pp. 128, euro 7,90 (in supplemento al "Corriere della sera").

 

6. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

7. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

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Numero 2178 del 26 novembre 2015

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