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[Nonviolenza] Voci e volti della nonviolenza. 751



 

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VOCI E VOLTI DELLA NONVIOLENZA

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino" (anno XVII)

Numero 751 del 22 aprile 2016

 

In questo numero:

1. "Nonviolenza e forze dell'ordine". Un convegno nazionale a Livorno il 29 aprile

2. Jean-Marie Muller: Far prevalere il Vangelo della nonviolenza nel pensiero e nell'azione della Chiesa

3. Il 20 aprile a Bracciano

4. Il 25 aprile a Nepi

5. Per sostenere il centro antiviolenza "Erinna"

 

1. INCONTRI. "NONVIOLENZA E FORZE DELL'ORDINE". UN CONVEGNO NAZIONALE A LIVORNO IL 29 APRILE

[Riceviamo e diffondiamo]

 

Il "Centro studi nonviolenza" di Livorno organizza questo importante momento di confronto il 29 aprile dalle 16 alle 19,30 a Livorno.

Anche nel nostro paese si pone con drammatica urgenza una riflessione di livello qualificato, attenta ed approfondita, sulle modalita' di intervento delle forze dell'ordine nelle varie situazioni di conflitto, da quelli interpersonali a quelli sociali e collettivi.

Molti elementi strutturali, istituzionali, ed emozionali rischiano di distorcere l'avvio di un esame ponderato della questione di una formazione alla nonviolenza degli agenti delle forze dell'ordine: la molteplicita' di diverse "forze dell'ordine", ciascuna con le sue specificita' e le sue peculiari forme di operativita'; la complessita' sia dei concetti di "ordine" e "sicurezza" sia dei livelli istituzionali di competenza, segnati da sovrapposizioni, duplicazioni, reciproche interferenze se non addirittura reciproci freni ed ostacoli; le numerose situazioni che quotidianamente vengono portate all'attenzione dell'opinione pubblica, spesso in modo distorto e fortemente orientato, in ordine ai comportamenti anomali di agenti delle varie forze dell'ordine in Italia ed in altri paesi, sia in negativo che in positivo.

Occorre recuperare, soprattutto in ragione della rilevanza e della delicatezza della questione in esame, il criterio galileiano delle sensate esperienze e certe dimostrazioni, vale a dire una continua verifica tra i comportamenti, le scelte di orientamento ed i valori di riferimento.

Le varie ed articolate presenze nazionali e territoriali della nonviolenza in Italia - ed in particolare il Centro Studi Nonviolenza del Movimento Nonviolento - hanno con continuita' privilegiato per il proprio impegno ed il proprio lavoro il campo dell'educazione e della formazione acquisendo ampio titolo per avanzare una propria interferenza nella formazione delle forze dell'ordine.

L'opportunita' del Convegno deriva anche dalle proposte di legge avanzate alla Camera dei Deputati ed al Senato della Repubblica finalizzate appunto all'introduzione della nonviolenza e delle sue tecniche nella formazione delle forze dell'ordine, e che saranno presentate in una scheda comparativa.

Il Convegno, per iniziativa di Silp-Cgil Toscana, assume altresi' il carattere di aggiornamento professionale, coinvolgendo in una fase preparatoria Agenti di Polizia, e loro rappresentanze.

Il confronto, assicurando spazio a contributi, testimonianze ed interventi, e' affidato ad interlocutori qualificati e competenti:

- il direttore della Scuola di Polizia di Peschiera del Garda Giampaolo Trevisi ("Se un agente colpisce una persona inerme smette di rappresentare lo stato, e' un fallimento della nostra formazione");

- il direttore della rivista "Azione Nonviolenta" Massimo Valpiana (un numero specifico della rivista affronta il tema della formazione alla nonviolenza degli agenti delle forze dell'ordine);

- il responsabile del "Centro Studi Nonviolenza" Rocco Pompeo, formatore alla nonviolenza;

- il rappresentante della Segreteria regionale Toscana Silp-Cgil Luca Filippi;

- il giornalista di "Polizia e Democrazia" Leandro Abeille.

Tutti sono invitati a partecipare ed intervenire.

Sala Consiliare, Comune di Livorno, Piazza del Municipio.

Venerdi' 29 aprile 2016, ore 16-19,30.

L'evento ha ottenuto il patrocinio dal Ministero dei Beni e delle attivita' culturali e del turismo e dal Comune di Livorno.

Per informazioni e contatti: Centro Studi Nonviolenza, tel. 0586424637, e-mail: centrostudinonviolenza at nonviolenti.org

 

2. MAESTRI. JEAN-MARIE MULLER: FAR PREVALERE IL VANGELO DELLA NONVIOLENZA NEL PENSIERO E NELL'AZIONE DELLA CHIESA

[Ringraziamo Enrico Peyretti epr averci messo a disposizione nella sua traduzione il seguente intervento di Jean-Marie Muller.

Jean-Marie Muller, filosofo francese, nato nel 1939 a Vesoul, docente, ricercatore, e' tra i più importanti studiosi del pacifismo e delle alternative nonviolente, oltre che attivo militante nonviolento. E' direttore degli studi presso l'Institut de Recherche sur la Resolution non-violente des Conflits (Irnc). In gioventu' ufficiale della riserva, fece obiezione di coscienza dopo avere studiato Gandhi. Ha condotto azioni nonviolente contro il commercio delle armi e gli esperimenti nucleari francesi. Nel 1971 fondo' il Man (Mouvement pour une Alternative Non-violente). Nel 1987 convinse i principali leader dell'opposizione democratica polacca che un potere totalitario, perfettamente armato per schiacciare ogni rivolta violenta, si trova largamente spiazzato nel far fronte alla resistenza nonviolenta di tutto un popolo che si sia liberato dalla paura. Tra le opere di Jean-Marie Muller: Strategia della nonviolenza, Marsilio, Venezia 1975; Il vangelo della nonviolenza, Lanterna, Genova 1977; Significato della nonviolenza, Movimento Nonviolento, Torino 1980; Momenti e metodi dell'azione nonviolenta, Movimento Nonviolento, Perugia 1981; Lessico della nonviolenza, Satyagraha, Torino 1992; Simone Weil. L'esigenza della nonviolenza, Edizioni Gruppo Abele, Torino 1994; Desobeir a' Vichy, Presses Universitaires de Nancy, Nancy 1994; Vincere la guerra, Edizioni Gruppo Abele, Torino 1999; Il principio nonviolenza, Plus, Pisa 2004; Dictionnaire de la non-violence, Les Editions du Relie', Gordes 2005. Cfr. anche il sito www.jean-marie-muller.fr]

 

Per iniziativa del Consiglio Pontificio Giustizia e Pace e di Pax Christi internazionale, si e' tenuta a Roma dall'11 al 13 aprile 2016 una conferenza internazionale dal titolo "Nonviolenza e pace giusta: un contributo alla comprensione della nonviolenza e all'impegno nella nonviolenza da parte dei cattolici". Eravamo circa ottanta partecipanti provenienti da Africa, Americhe, Asia, Europa, Medio Oriente, Oceania. Notata la presenza di molti vescovi e numerosi teologi. Prima dell'inizio dell'incontro abbiamo ricevuto una nota che precisava con chiarezza che c'era urgenza di ripensare la comprensione cattolica della nonviolenza.

Durante i tre giorni, in una atmosfera particolarmente calorosa, abbiamo potuto condividere le nostre riflessioni ed esperienze. Siamo stati unanimi nell'affermare che lungo tutta la sua vita Gesu' ha testimoniato la nonviolenza, e che i cristiani hanno l'obbligo morale di diventare anch'essi testimoni della nonviolenza.

Papa Francesco ha inviato ai partecipanti un messaggio letto dal cardinale Peter Turkson, Presidente del Consiglio Pontificio Giustizia e Pace.

"L'umanita', afferma Francesco, ha bisogno di rinnovare tutti gli strumenti a sua disposizione per aiutare gli uomini e le donne di oggi a realizzare le loro aspirazioni alla giustizia e alla pace. Cosi', anche le vostre idee per rivitalizzare i mezzi della nonviolenza, e in specie della nonviolenza attiva, saranno un necessario e positivo contributo. E' quanto vi proponete di fare come partecipanti alla Conferenza di Roma".

E precisa: "Nel nostro mondo complesso e violento, e' una impresa veramente formidabile il lavoro per la pace vivendo la pratica della nonviolenza! (...) Possiamo rallegrarci in anticipo per l'abbondanza delle differenze culturali e per la varieta' delle esperienze di vita tra i partecipanti alla Conferenza di Roma e cio' non fara' che aumentare il livello degli scambi e contribuire a rinnovare la testimonianza attiva della nonviolenza come una 'arma' per realizzare la pace".

La Conferenza ha adottato un documento che chiama la Chiesa cattolica ad impegnarsi per far prevalere l'importanza centrale del "Vangelo della nonviolenza". Cio' che e' notevole, e probabilmente decisivo, e' che i partecipanti non si contentano di aggiungere un paragrafo sulla nonviolenza nella dottrina della violenza legittima e della guerra giusta, ma mettono in  discussione questa dottrina in nome dell'esigenza di nonviolenza. "Quelli tra noi - afferma il documento - che si pongono nella tradizione cristiana sono chiamati a riconoscere il carattere centrale della nonviolenza attiva nella visione e nel messaggio di Gesu' (...).  Ne' passiva ne' debole, la nonviolenza di Gesu' era il potere dell'amore in azione. E' chiaro che la Parola di Dio, la testimonianza di Gesu', non dovrebbero mai essere utilizzati per giustificare la violenza, l'ingiustizia, la guerra. Noi confessiamo che a piu' riprese il Popolo di Dio ha tradito questo messaggio essenziale del Vangelo partecipando a guerre, persecuzioni, oppressioni, sfruttamenti e discriminazioni".

E poi viene questo passo decisivo: "Noi crediamo che non esiste alcuna 'guerra giusta'. Troppo spesso la 'dottrina della guerra giusta' e' stata utilizzata per approvare la guerra piuttosto che impedirla o limitarla. Il fatto stesso di suggerire che una 'guerra giusta' e' possibile mina l'imperativo morale di sviluppare i mezzi e le capacita' necessarie per una trasformazione nonviolenza del conflitto. Abbiamo bisogno di un nuovo quadro etico che sia coerente con il Vangelo della nonviolenza".

Nelle conclusioni i partecipanti fanno appello a "non piu' utilizzare ne' insegnare la teoria della guerra giusta", ma a "promuovere le pratiche e le strategie nonviolente: la resistenza nonviolenta, la giustizia riparativa, la protezione civile non armata, la trasformazione dei conflitti e le strategie di costruzione della pace...".

Sottolineiamo poi che il documento chiede di insistere per "l'abolizione delle armi nucleari". Infine, i partecipanti "chiedono a papa Francesco di condividere col mondo una enciclica sulla nonviolenza e la pace giusta".

La disgrazia, fino ad oggi, era che la Chiesa da una parte predicava l'amore e, dall'altra parte, giustificava la violenza. Tra questi due discorsi c'era un immenso vuoto: la parte mancante era precisamente la nonviolenza. La Conferenza di Roma propone di colmare questo vuoto.

Questa Conferenza propone dunque un rinnovamento in profondita' del pensiero della Chiesa sulla questione della violenza, che vuole rompere con la dottrina secolare della guerra giusta per proporre ai cristiani di diventare attori della nonviolenza. Questa rottura, che e' un ritorno alle sorgenti evangeliche, e' come una vera rivoluzione copernicana. Potrebbe essere decisiva per lo stesso avvenire della Chiesa.

 

3. INCONTRI. IL 20 APRILE A BRACCIANO

[Riceviamo e diffondiamo]

 

Si e' svolto mercoledi' 20 aprile presso l'aula magna dell'Istituto d'Istruzione Superiore "Luca Paciolo" di Bracciano un incontro con gli studenti sul tema "Dall'acqua la vita e la salute. Dovere di ciascuno custodirne pulizia e salubrita' come dono ricevuto e da restituire".

Relatrice dell'incontro la dottoressa Antonella dottoressa Litta, referente nazionale per l'Associazione medici per l'ambiente - Isde (International Society of Doctors for the Environment) per le problematiche ambientali e sanitarie derivanti dall'inquinamento delle acque ad uso umano.

La dottoressa Litta ha introdotto la relazione ponendo agli studenti alcune domande: "Che relazione abbiamo con l'acqua e quanto conosciamo di questa nostra compagna di viaggio? Cosa ci insegna e cosa evoca? Quale e' la nostra responsabilita' e come ce ne prendiamo cura?".

Nel suo ampio ed articolato intervento la dottoressa Litta ha poi presentato dati ed offerto spunti per una riflessione sui vari aspetti e significati, anche etici e culturali dell'acqua, risorsa fondamentale per la vita: l'acqua nella simbologia delle tradizioni spirituali del mondo come segno di rigenerazione e costante cambiamento; l'acqua e il suo utilizzo responsabile ed etico in tutte le attivita' umane e in particolare nel settore agricolo, illustrando a questo proposito la situazione del lago di Vico; il diritto all'acqua potabile come diritto inviolabile della persona e dei popoli; la necessita' di azioni generali e personali dirette al risparmio e al riutilizzo dell'acqua; il rispetto assoluto delle vigenti disposizioni di legge che garantiscono la salubrita' e la pulizia delle acque e cosi' anche la salute umana ed ambientale.

Gli insegnati, gli studenti e la dottoressa Tina Aquili - promotrice di questo incontro - hanno espresso grande apprezzamento e l'intenzione di programmare al piu' presto altri incontri informativi e formativi sempre sul tema "ambiente e salute".

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Di seguito alcuni estratti dall'intervento della dottoressa Litta.

1) L'acqua e' un elemento fondamentale e insostituibile per la vita di tutto il pianeta e per quella di ogni essere umano.

E' una risorsa non illimitata che va protetta con il risparmio e la razionalizzazione della sua distribuzione, con la salvaguardia e il risanamento degli ecosistemi e dei bacini idrici utilizzati per approvvigionamento di acque potabili, con il miglioramento del sistema degli acquedotti, del trattamento delle acque reflue e con il loro riciclo, e con concrete politiche di tutela e risanamento ambientale.

Noi siamo l'acqua che beviamo e quella che mangiamo, attraverso i cibi preparati con essa e gli alimenti nei quali essa e' costituente preponderante.

Siamo anche l'acqua che hanno bevuto le generazioni che ci hanno preceduto perche', in forma liquida, gassosa e solida, essa costituisce un ciclo idrogeologico chiuso nel quale gli inquinanti possono penetrare e persistere.

L'85 % circa dell'organismo di un neonato e' fatto di acqua, mentre di circa il 70% e' la parte di acqua in un individuo adulto e con l'avanzare dell'eta' questa percentuale tende a ridursi.

L'accesso e la disponibilita' di acque salubri, pulite e di qualita', sono quindi le condizioni necessarie ed indispensabili per vivere in modo sano e per tutelare e proteggere lo stato di salute di tutte le persone ed in particolare dei bambini e delle generazioni future.

Attualmente invece oltre un miliardo e 400 milioni di persone non hanno accesso all'acqua potabile e soffrono di una serie di malattie idrotrasmesse che sarebbero facilmente debellabili proprio grazie all'uso di acque salubri e pulite.

Le drammatiche conseguenze del surriscaldamento globale determinato dalla deforestazione, dalla eccessiva produzione di gas serra, frutto di uno sviluppo economico-industriale, incentrato soprattutto sull'uso quasi esclusivo di combustibili fossili, hanno intensificato i processi di desertificazione alterando irreversibilmente gli habitat naturali, riducendo le zone umide con le loro preziose biodiversita' e favorendo la diffusione e la recrudescenza di particolari malattie infettive e di quelle trasmesse dagli insetti (zanzare e zecche) che prima erano limitate ad alcune aree dell'Africa, del Sud America e dell'Asia mentre ora anche in Europa e Nord America se ne registrano casi in costante aumento.

Gli sconvolgimenti climatici che osserviamo sempre piu' di frequente, oltre che causare distruzioni e carestie in aree sempre piu' estese, contribuiscono al fenomeno delle migrazioni forzate di tante popolazioni verso territori con maggiore disponibilita' di cibo ed acqua.

2) Secondo il recente rapporto "Prospettive ambientali" dell'Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) la disponibilita' di acqua dolce nel 2050 sara' ancor piu' problematica per l'aumento stimato in circa 2,3 miliardi di abitanti rispetto al numero attuale (complessivamente oltre il 40% della popolazione mondiale) che si potrebbero trovare a vivere in zone nelle quali i bacini fluviali saranno sottoposti a gravi problemi di esaurimento idrico, in particolare nel Nord e nel Sud dell'Africa e nel Sud e Centro dell'Asia.

Secondo queste proiezioni, la richiesta globale di acqua dovrebbe aumentare di circa il 55%, a causa delle crescenti esigenze da parte del settore manifatturiero (+400%), per la generazione termica di elettricita' (+140%) e per l'uso domestico (+130%).

Questo quadro cosi' drammatico lascia presagire anche scenari prossimi di guerre sempre piu' estese per il controllo delle risorse idriche che non a caso vengono ormai definite "oro blu" mentre gia' molti conflitti etichettati come etnici, religiosi o politici celano in realta' guerre per l'acqua ed altre risorse naturali.

3) Molti elementi tossici e cancerogeni presenti anche a livelli ammissibili per legge nelle acque consumate da soggetti adulti, possono nel periodo della gravidanza, attraverso l'esposizione materno-fetale ad acque contaminate assunte cronicamente, superare la barriera placentare ed emato-cerebrale del feto e quindi compromettere la salute del nascituro aumentando il rischio di malattie neoplastiche, cronico-degenerative ed infiammatorie in eta' infantile ed adulta, e attraverso l'alterazione dell'epigenoma dei gameti possono manifestarsi anche in generazioni successive e non direttamente esposte.

4) Se si riuscisse finalmente a riconoscere anche per legge e in tutto il mondo che l'acqua e' un bene comune preziosissimo ed irrinunciabile  da tutelare, e non una merce da cui trarre profitto e guadagno, allora sarebbe anche piu' semplice individuare gli interventi da realizzare subito affinche' l'acqua, che scorre dai rubinetti delle case, torni ad essere un elemento salubre e non una minaccia perche' inquinata e contenente miscele di sostante tossiche e cancerogene.

In sintesi:

- tutela della risorsa idrica attraverso politiche di risparmio, adeguamento e miglioramento della rete degli acquedotti, adeguamento e miglioramento dei sistemi di depurazione, riuso e smaltimento delle acque reflue, controllo delle attivita' zootecniche e industriali ad alto impatto ambientale, attuazione del Codice di buona pratica agricola (Cbpa);

- rispetto ed attuazione del Principio di Precauzione;

- sistemi di potabilizzazione, depurazione e dearsenificazione efficaci e controllati con l'utilizzo delle migliori tecnologie disponibili per il massimo rispetto della salute e dell'ambiente;

- rispetto delle leggi in materia di pulizia e salubrita' delle acque in particolare di quanto disposto dal Decreto legislativo 31 /2001 e dalla Direttiva europea 2001/928/Euratom (tutela delle popolazioni dall'esposizione al radon - gas radioattivo, contaminate presente nelle acque di alcune aree del nostro paese e responsabile del cancro del polmone);

- controllo e riduzione di tutte quelle attivita' che continuano ad immettere nell'ambiente sostanze tossiche e cancerogene;

- bonifica dei siti ambientali contaminati;

- corrette politiche di gestione e  riduzione della produzione di rifiuti solidi urbani, industriali e speciali;

- controlli certi e trasparenza nell'informazione ai cittadini circa la qualita' delle acque erogate.

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Antonella Litta svolge l'attivita' di medico di medicina generale a Nepi (Vt). E' specialista in Reumatologia ed ha condotto una intensa attivita' di ricerca scientifica presso l'Universita' di Roma "la Sapienza" e contribuito alla realizzazione di uno tra i primi e piu' importanti studi scientifici italiani sull'interazione tra campi elettromagnetici e sistemi viventi, pubblicato sulla prestigiosa rivista "Clinical and Esperimental Rheumatology", n. 11, pp. 41-47, 1993. E' referente locale dell'Associazione italiana medici per l'ambiente (International Society of Doctors for the Environment - Italia) e per questa associazione e' responsabile e coordinatrice nazionale del gruppo di studio su "Trasporto aereo come fattore d'inquinamento ambientale e danno alla salute" nonche' referente nazionale per le problematiche ambientali e sanitarie derivanti dall'inquinamento delle acque ad uso umano. E' referente per l'Ordine dei medici di Viterbo per l'iniziativa congiunta Fnomceo-Isde "Tutela del diritto individuale e collettivo alla salute e ad un ambiente salubre". Gia' responsabile dell'associazione Aires-onlus (Associazione internazionale ricerca e salute) e' stata organizzatrice di numerosi convegni medico-scientifici. Presta attivita' di medico volontario nei paesi africani. E' stata consigliera comunale. E' partecipe e sostenitrice di programmi di solidarieta' locali ed internazionali. E' impegnata nell'Associazione nazionale partigiani d'Italia (Anpi) a livello locale e provinciale. Fa parte di un comitato che promuove il diritto allo studio e il diritto all'abitare con iniziative di solidarieta' concreta. Presidente del Comitato "Nepi per la pace", e' impegnata in progetti di educazione alla pace, alla legalita', alla nonviolenza e al rispetto dell'ambiente. E' la portavoce del Comitato che si e' opposto vittoriosamente all'insensato ed illegale mega-aeroporto di Viterbo salvando la preziosa area naturalistica, archeologica e termale del Bullicame di dantesca memoria e che s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti. Come rappresentante dell'Associazione italiana medici per l'ambiente (Isde-Italia) ha promosso una rilevante iniziativa per il risanamento delle acque del lago di Vico e in difesa della salute della popolazione dei comuni circumlacuali. E' oggi in Italia figura di riferimento nella denuncia della presenza dell'arsenico nelle acque destinate al consumo umano, e nella proposta di iniziative specifiche e adeguate da parte delle istituzioni per la dearsenificazione delle acque e la difesa della salute della popolazione. Per il suo impegno in difesa di ambiente, salute e diritti alla dottoressa Antonella Litta e' stato attribuito il 6 marzo 2013 a Roma il prestigioso "Premio Donne, Pace e Ambiente Wangari Maathai" con la motivazione: "per l'impegno a tutela della salute dei cittadini e della salubrita' del territorio". Il 18 ottobre 2013 ad Arezzo in occasione delle settime "Giornate italiane mediche per l'ambiente" le e' stato conferito il prestigioso riconoscimento da parte della "International Society of Doctors for the Environment" con la motivazione: "per la convinta testimonianza, il costante impegno, l'attenzione alla formazione e all'informazione sulle principali problematiche nell'ambito dell'ambiente e della salute". Il 25 novembre 2013 a Salerno le e' stato attribuito il prestigioso Premio "Trotula de Ruggiero".

 

4. INCONTRI. IL 25 APRILE A NEPI

[Riceviamo e diffondiamo]

 

A Nepi, nel segno di un rinnovato impegno antifascista e in difesa della Costituzione, il  ricordo della lotta di Liberazione dal nazifascismo e la celebrazione della Giornata del 25 aprile.

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Gli ideali di giustizia, liberta' ed uguaglianza per i quali combatterono le persone che presero parte alla Resistenza italiana sono ancora i nostri stessi ideali.

Antifascismo oggi e' lotta per la legalita', per la giustizia, per la pace, per i diritti umani di tutti gli esseri umani.

E' lotta nonviolenta contro ogni forma di discriminazione, poverta', sfruttamento e intimidazione.

E' lotta contro l'omofobia, il femminicidio, il razzismo e la xenofobia, per l'affermazione di una cultura umana del rispetto di ogni essere umano e per una accoglienza ed assistenza dignitosa - in ossequio all'articolo 10 della Costituzione italiana - dei migranti che fuggono da guerre, violenze, poverta' e fame.

E' lotta per i beni comuni: il lavoro, la salute, un ambiente sano.

E' lotta, oggi e sempre, per difendere l'integrita' della Costituzione italiana e per dare voce ai diritti che essa sancisce: uguaglianza, pari opportunita', ripudio assoluto della guerra, scuola e ospedali veramente pubblici, decorosi, efficienti, oggi, purtroppo resi sempre piu' impraticabili per scelte politiche nazionali e regionali che di fatto favoriscono ed avvantaggiano il settore sanitario privato.

Antifascismo e' oggi lotta contro la corruzione dilagante e l'indifferenza che ne e' complice silenziosa.

Antifascismo e' lotta convinta contro le inammissibili spese militari.

La sezione Anpi (Associazione  Nazionale Partigiani d'Italia) "Emilio Sugoni" di Nepi, in collaborazione e con il patrocinio del Comune di Nepi, il Comitato Nepi per la Pace, il circolo Arci "Sette fratelli Cervi" e la Cgil di Nepi, invita pertanto a partecipare alle celebrazioni per la Giornata della Liberazione dal nazifascismo del 25 aprile 1945 nel segno di un rinnovato e sempre piu' forte impegno antifascista e in difesa dell'integrita' della nostra Carta Costituzionale da ogni tentativo di modifica teso a ridurre partecipazione e rappresentanza dei cittadini.

Per difendere e diffondere i principi di liberta', giustizia e pace che sono fondamento della nostra Costituzione.

Per ricordare e celebrare la Liberazione dell'Italia dall'occupazione nazifascista e la fine della seconda guerra mondiale.

Per ricordare gli uomini, le donne e i ragazzi che presero parte alla lotta partigiana di Liberazione e sacrificarono la loro vita perche' l'Italia fosse un Paese libero e autenticamente democratico.

Per ricordare Giuseppe Tacconi, presidente della nostra sezione, recentemente scomparso, un uomo buono, giusto, generoso, intelligente, un costruttore di Pace il cui esempio di autentico antifascista e democratico ci guida ed accompagna.

La sezione Anpi di Nepi chiede a tutti un forte impegno affinche' nella giornata del 25 aprile 2016 tutte le piazze d'Italia diventino presidi antifascisti e simbolo di rinnovata Resistenza e speranza per un presente e un futuro realmente democratici per l'Italia.

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Programma della Giornata di lunedi' 25 aprile 2016 a Nepi

- ore 11: partenza da piazza del Comune del corteo, aperto dal gonfalone comunale, che deporra' una corona d'alloro al monumento ai Caduti.

- ore 11.30: in piazza del Comune, esecuzione di brani musicali della Banda Musicale di Nepi.

- ore 16: in piazza del Comune, "Ricordando Giuseppe Tacconi", mostre, musica popolare, lettura e commento degli articoli della Costituzione e delle Lettere dei condannati a morte della Resistenza, reading di poesie di autori nepesini ispirate al tema della liberta', della nonviolenza e del rispetto dei diritti umani in ogni parte del mondo.

- ore 19: presso la Sala consiliare del Comune di Nepi, "Drug Goiko", spettacolo teatrale di e con Pietro Benedetti, dedicato al partigiano viterbese Nello Marignoni.

 

5. REPETITA IUVANT. PER SOSTENERE IL CENTRO ANTIVIOLENZA "ERINNA"

[L'associazione e centro antiviolenza "Erinna" e' un luogo di comunicazione, solidarieta' e iniziativa tra donne per far emergere, conoscere, combattere, prevenire e superare la violenza fisica e psichica e lo stupro, reati specifici contro la persona perche' ledono l'inviolabilita' del corpo femminile (art. 1 dello Statuto). Fa progettazione e realizzazione di percorsi formativi ed informativi delle operatrici e di quanti/e, per ruolo professionale e/o istituzionale, vengono a contatto con il fenomeno della violenza. E' un luogo di elaborazione culturale sul genere femminile, di organizzazione di seminari, gruppi di studio, eventi e di interventi nelle scuole. Offre una struttura di riferimento alle donne in stato di disagio per cause di violenze e/o maltrattamenti in famiglia. Erinna e' un'associazione di donne contro la violenza alle donne. Ha come scopo principale la lotta alla violenza di genere per costruire cultura e spazi di liberta' per le donne. Il centro mette a disposizione: segreteria attiva 24 ore su 24; colloqui; consulenza legale e possibilita' di assistenza legale in gratuito patrocinio; attivita' culturali, formazione e percorsi di autodeterminazione. La violenza contro le donne e' ancora oggi un problema sociale di proporzioni mondiali e le donne che si impegnano perche' in Italia e in ogni Paese la violenza venga sconfitta lo fanno nella convinzione che le donne rappresentano una grande risorsa sociale allorquando vengono rispettati i loro diritti e la loro dignita': solo i Paesi che combattono la violenza contro le donne figurano di diritto tra le societa' piu' avanzate. L'intento e' di fare di ogni donna una persona valorizzata, autorevole, economicamente indipendente, ricca di dignita' e saggezza. Una donna che conosca il valore della differenza di genere e operi in solidarieta' con altre donne. La solidarieta' fra donne e' fondamentale per contrastare la violenza]

 

Per sostenere il centro antiviolenza delle donne di Viterbo "Erinna" i contributi possono essere inviati attraverso bonifico bancario intestato ad Associazione Erinna, Banca Etica, codice IBAN: IT60D0501803200000000287042.

O anche attraverso vaglia postale a "Associazione Erinna - Centro antiviolenza", via del Bottalone 9, 01100 Viterbo.

Per contattare direttamente il Centro antiviolenza "Erinna": tel. 0761342056, e-mail: e.rinna at yahoo.it, onebillionrisingviterbo at gmail.com, sito: http://erinna.it, facebook: associazioneerinna1998

Per destinare al Centro antiviolenza "Erinna" il 5 per mille inserire nell'apposito riquadro del modello per la dichiarazione dei redditi il seguente codice fiscale: 90058120560.

 

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VOCI E VOLTI DELLA NONVIOLENZA

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino" (anno XVII)

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Numero 751 del 22 aprile 2016

 

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