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[Nonviolenza] Telegrammi. 2420



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 2420 del 25 luglio 2016

Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XVII)

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com

 

Sommario di questo numero:

1. Due provvedimenti indispensabili per far cessare le stragi nel Mediterraneo e la schiavitu' in Italia

2. Umberto Santino: Per Alain Labrousse

3. Una bozza di lettera da inviare ai parlamentari

4. Contro tutti i terrorismi, contro tutte le guerre

5. Hic et nunc, quid agendum

6. Per sostenere il centro antiviolenza "Erinna"

7. Bertolt Brecht: Per chi sta in alto

8. Bertolt Brecht: Il pane degli affamati e' stato mangiato

9. Bertolt Brecht: Quelli che portano via la carne dalle tavole

10. Bertolt Brecht: Chi sta in alto dice: pace e guerra

11. Bertolt Brecht: Quando chi sta in alto parla di pace

12. Bertolt Brecht: Quelli che stanno in alto

13. Bertolt Brecht: Sul muro c'era scritto col gesso

14. Bertolt Brecht: Chi sta in alto dice

15. Bertolt Brecht: La guerra che verra'

16. Bertolt Brecht: al momento di marciare molti non sanno

17. Bertolt Brecht: Generale, il tuo carro armato e' una macchina potente

18. Bertolt Brecht: Quando la guerra comincia

19. Bertolt Brecht: Mio fratello aviatore

20. Bertolt Brecht: Domande di un lettore operaio

21. Segnalazioni librarie

22. La "Carta" del Movimento Nonviolento

23. Per saperne di piu'

 

1. REPETITA IUVANT. DUE PROVVEDIMENTI INDISPENSABILI PER FAR CESSARE LE STRAGI NEL MEDITERRANEO E LA SCHIAVITU' IN ITALIA

 

Riconoscere a tutti gli esseri umani il diritto di giungere nel nostro paese in modo legale e sicuro.

Riconoscere il diritto di voto a tutte le persone che vivono nel nostro paese.

 

2. LUTTI. UMBERTO SANTINO: PER ALAIN LABROUSSE

[Ringraziamo di cuore Umberto Santino per averci messo a disposizione questo intervento.

Umberto Santino e' con Anna Puglisi il fondamentale animatore del "Centro Impastato" di Palermo, che come tutti sanno e' la testa pensante e il cuore pulsante del movimento antimafia. Tra le opere di Umberto Santino: (a cura di), L'antimafia difficile, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 1989; Giorgio Chinnici, Umberto Santino, La violenza programmata. Omicidi e guerre di mafia a Palermo dagli anni '60 ad oggi, Franco Angeli, Milano 1989; Umberto Santino, Giovanni La Fiura, L'impresa mafiosa. Dall'Italia agli Stati Uniti, Franco Angeli, Milano 1990; Giorgio Chinnici, Umberto Santino, Giovanni La Fiura, Ugo Adragna, Gabbie vuote. Processi per omicidio a Palermo dal 1983 al maxiprocesso, Franco Angeli, Milano 1992 (seconda edizione); Umberto Santino e Giovanni La Fiura, Dietro la droga. Economie di sopravvivenza, imprese criminali, azioni di guerra, progetti di sviluppo, Edizioni Gruppo Abele, Torino 1993; La borghesia mafiosa, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 1994; La mafia come soggetto politico, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 1994; Casa Europa. Contro le mafie, per l'ambiente, per lo sviluppo, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 1994; La mafia interpretata. Dilemmi, stereotipi, paradigmi, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli 1995; Sicilia 102. Caduti nella lotta contro la mafia e per la democrazia dal 1893 al 1994, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 1995; La democrazia bloccata. La strage di Portella della Ginestra e l'emarginazione delle sinistre, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli 1997; Oltre la legalita'. Appunti per un programma di lavoro in terra di mafie, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 1997; L'alleanza e il compromesso. Mafia e politica dai tempi di Lima e Andreotti ai giorni nostri, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli 1997; Storia del movimento antimafia, Editori Riuniti, Roma 2000, 2010; La cosa e il nome. Materiali per lo studio dei fenomeni premafiosi, Rubbettino, Soveria Mannelli 2000; Dalla mafia alle mafie, Rubbettino, Soveria Mannelli 2006; Mafie e globalizzazione, Di Girolamo Editore, Trapani 2007; (a cura di), Chi ha ucciso Peppino Impastato, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 2008; Breve storia della mafia e dell'antimafia, Di Girolamo Editore, Trapani 2008; Le colombe sulla rocca, Di Girolamo Editore, Trapani 2010; L'altra Sicilia, Di Girolamo Editore, Trapani 2010; Don Vito a Gomorra, Editori Riuniti, Roma 2011; La mafia come soggetto politico, Di Girolamo Editore, Trapani 2013; Dalla parte di Pollicino, Di Girolamo Editore, Trapani 2015. Su Umberto Santino cfr. la bibliografia ragionata "Contro la mafia. Una breve rassegna di alcuni lavori di Umberto Santino" apparsa su "La nonviolenza e' in cammino", da ultimo nel supplemento "Coi piedi per terra" nei nn. 421-425 del novembre 2010. Il sito del Centro Impastato e' www.centroimpastato.com

Alain Labrousse (19 febbraio 1937 - 12 luglio 2016), sociologo, docente e giornalista francese lungamente vissuto in America Latina, esperto di geopolitica, fondatore e direttore per dieci anni (1990-2000) dell'Observatoire geopolitique des drogues (Ogd), era uno dei maggiori studiosi del narcotraffico a livello mondiale. Tra le opere di Alain Labrousse: Tupamaros, guerrilla urbaine en Uruguay, Editions du Seuil, Paris 1971; L'Experience chilienne, reformisme ou revolution, Editions du Seuil, Paris 1972; L'Argentine, revolution et contre-revolution, avec Francoise Geze, Editions du Seuil, Paris 1975; Sur le chemin des Andes, a' la rencontre du monde indien, L'Harmattan, Paris 1983; Coca Coke, avec Alain Delpiroux, La Decouverte, Paris 1986; Le Sentier lumineux du Perou, un nouvel integrisme dans le tiers monde, avec Alain Hertogue, La Decouverte, Paris 1989; La drogue, l'argent et les armes, Fayard, Paris 1992; OGD, Atlas des drogues, La Decouverte, Paris 1995; Geopolitique et Geostrategie des Drogues, avec Michel Koutouzis, Economica, Paris 1996 (trad. it., Asterios, Trieste); Drogues, un marche' des dupes, Editions Alternatives, Paris 2000; Afghanistan, opium de guerre, opium de paix, Mille et Une Nuits, Fayard, Paris 2005]

 

Ho conosciuto Alain Labrousse nel settembre del 1990, quando lavorava a una delle sue opere maggiori: La drogue, l'argent et le armes, che offre un quadro dettagliato dei traffici di droghe e di armi a livello internazionale. Era venuto a Palermo per documentarsi sul ruolo della mafia siciliana e per avviare un rapporto con l'Ogd (Observatoire Geopolitique des Drogues), che aveva fondato a Parigi con alcuni collaboratori, tra cui la moglie Margit Vermes. L'Osservatorio mirava a costituire una rete di rapporti che comprendera' ottanta paesi ed era il frutto del lavoro che per anni Alain aveva svolto, in Francia, in Uruguay e in America Latina, dove aveva insegnato, e in Marocco.

In America latina aveva studiato l'azione dei gruppi di guerriglieri, dai Tupamaros a Sendero luminoso, le condizioni sociali e politiche dell'Argentina e del Cile, lo svilupparsi della produzione e del traffico di cocaina. Ora voleva creare un reseau multinazionale che assicurasse una capacita' di documentazione e di analisi a livello mondiale. Ho accolto con entusiasmo la proposta di fare il corrispondente per l'Italia.

L'Ogd pubblicava ogni anno un rapporto aggiornato e nel 1995 ha pubblicato l'Atlas des drogues, testo di riferimento fondamentale per studiosi e operatori sociali.

Era un periodo abbastanza interessante. A livello europeo si costitui' l'Encod (European Ngo Council on Drugs & Developmemt), una rete di organizzazioni non governative che si occupavano di droghe e sviluppo. E fu fondata un'organizzazione piu' istituzionale l'Emcdda (European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction), la cui sede si decise che fosse Lisbona. Mentre quest'ultima aveva fondi comunitari, la prima stentava a vivere per carenza di fondi e nel giro di qualche anno cesso' l'attivita'.

Anche l'Ogd dovette cessare l'attivita' per mancanza di fondi. Le ragioni non sono difficili da cercare. Mentre l'Ogd e l'Encod promuovevano una visione critica della tossicodipendenza e ponevano l'accento sulle contraddizioni del contesto internazionale, l'Emcdda seguiva la politica corrente dettata dalle convenzioni internazionali che avevano creato o avallato il dogma del proibizionismo.

I rapporti con Alain ben presto divennero frequenti, con la collaborazione al rapporto annuale dell'Ogd e con la partecipazione a incontri. Nell'aprile del 1991 ha partecipato a un incontro svoltosi a Palermo nell'ambito delle iniziative del Progetto droga, promosso dal Ciss (Cooperazione internazionale Sud-Sud) e dal Centro Impastato, conclusosi con la pubblicazione del libro in quattro lingue Dietro la droga. Economie di sopravvivenza, imprese criminali, azioni di guerra, progetti di sviluppo, Edizioni Gruppo Abele, Torino 1993. Nel dicembre del 1992 a Parigi l'Ogd ha organizzato un convegno internazionale con la partecipazione di studiosi di molti Paesi e chi scrive svolse una relazione sulla mafia siciliana e il mercato delle droghe in Europa, successivamente pubblicata nel volume La planete des drogues. Organisations criminelles, guerre et blanchiment, a cura di Alain Labrousse e Alain Wallon, Editions du Seuil, Paris 1993.

Nel dicembre del 2000 Labrousse ha partecipato al seminario internazionale sui crimini della globalizzazione organizzato a Palermo dal Centro Impastato e da altre associazioni in contemporanea con il convegno delle Nazioni Unite in cui fu presentata e approvata la convenzione sul crimine transnazionale. La sua relazione aveva come titolo: "Sfide geopolitiche e contraddizioni degli stati nelle politiche anti-droghe" e sottolineava la mondializzazione dei flussi finanziari, il riciclaggio del denaro sporco, la moltiplicazione dei conflitti locali, che rafforzavano e mondializzavano l'economia dei traffici di droghe. La sua relazione seguiva alla mia, in cui parlavo di modello mafioso e globalizzazione.

Si scontravano due proposte di analisi: Per le Nazioni Unite il crimine transnazionale era frutto di un quadro segnato da Stati deboli e mercati senza regole; l'analisi dei partecipanti al seminario partiva da una critica radicale della globalizzazione neoliberista, considerata criminogena per due ragioni di fondo: l'aggravamento degli squilibri territoriali e dei divari sociali, per cui gran parte della popolazione del pianeta viveva in condizioni di emarginazione sociale e aveva come fonte di reddito le attivita' illegali e la finanziarizzazione dell'economia, che rendeva sempre piu' difficile distinguere capitali illegali e legali. Questo contesto favoriva lo svilupparsi e il proliferare di organizzazioni di tipo mafioso, nei centri e nelle periferie.

Negli anni successivi l'attivita' di Alain e' continuata con un volume sul ruolo della produzione di oppio nell'Afghanistan ma le sue condizioni di salute si sono sempre piu' aggravate e i rapporti si sono affievoliti fino ad esaurirsi. Ne mio ultimo soggiorno a Parigi, nel marzo del 2014, ho cercato di mettermi in contatto con lui, ma non e' stato possibile. E' morto il 12 luglio scorso. Non e' azzardato pensare che il suo isolamento non sia stato solo il frutto della malattia ma anche di una delusione dovuta a un contesto sempre piu' dominato dalla violenza e dall'irrazionalita'. I suoi scritti e la sua vita andavano in altra direzione, privilegiando l'intelligenza, il lavoro comune e la progettazione di alternative possibili.

 

3. PROPOSTE D'INIZIATIVA. UNA BOZZA DI LETTERA DA INVIARE AI PARLAMENTARI

 

Al/alla parlamentare ...

Oggetto: proposta di un impegno suo personale affinche' al piu' presto si addivenga alla discussione nelle competenti Commissioni parlamentari dei vari disegni di legge per la formazione alla nonviolenza delle forze dell'ordine

Gentile parlamentare ...,

le scriviamo per formularle la richiesta di un suo personale impegno affinche' al piu' presto si addivenga alla discussione nelle competenti Commissioni parlamentari dei vari disegni di legge per la formazione alla nonviolenza delle forze dell'ordine.

Come gia' sapra', dal 2014 sono state presentati sia al Senato che alla Camera vari disegni di legge che propongono la formazione delle forze dell'ordine alla conoscenza e all'uso delle risorse della nonviolenza. Al Senato il disegno di legge n. 1515 recante "Norme di principio e di indirizzo per l'istruzione, la formazione e l'aggiornamento del personale delle Forze di polizia" presentato in data 10 giugno 2014 ed annunciato nella seduta pomeridiana n. 258 del 10 giugno 2014; il disegno di legge n. 1526 recante "Norme per l'inclusione della conoscenza e dell'addestramento all'uso delle risorse della nonviolenza nell'ambito dei percorsi didattici per l'istruzione, la formazione e l'aggiornamento del personale delle forze di polizia" presentato in data 16 giugno 2014 ed annunciato nella seduta pomeridiana n. 263 del 17 giugno 2014; il disegno di legge n. 1565 recante "Norme per l'inclusione della nonviolenza nei percorsi formativi del personale delle forze di polizia" presentato in data 14 luglio 2014 ed annunciato nella seduta pomeridiana n. 279 del 15 luglio 2014; disegni di legge sottoscritti da numerosi senatori di varie forze politiche: Loredana De Petris, Luigi Manconi, Rita Ghedini, Valeria Fedeli, Paolo Corsini, Silvana Amati, Sergio Lo Giudice, Daniela Valentini, Rosa Maria Di Giorgi, Miguel Gotor, Elena Ferrara, Marco Scibona, Adele Gambaro, Marino Germano Mastrangeli, Daniele Gaetano Borioli, Maria Spilabotte, Erica D'Adda, Monica Cirinna', Manuela Serra, Francesca Puglisi, Pasquale Sollo, Francesco Giacobbe. Ed alla Camera il disegno di legge recante "Norme per l'inclusione della conoscenza e dell'addestramento all'uso delle risorse della nonviolenza nell'ambito dei percorsi didattici per l'istruzione, la formazione e l'aggiornamento del personale delle Forze di polizia" (atto Camera 2698) presentato il 4 novembre 2014; e il disegno di legge recante "Norme di principio e di indirizzo per l'istruzione, la formazione e l'aggiornamento del personale delle Forze di polizia" (atto Camera 2706) presentato il 5 novembre 2014; disegni di legge sottoscritti da deputati di varie forze politiche: Arturo Scotto, Celeste Costantino, Donatella Duranti, Giulio Marcon, Michele Piras, Stefano Quaranta, Massimiliano Bernini.

Ricordera' anche che gia' nel 2001 fu presentato al medesimo fine di istituire la formazione delle forze dell'ordine alla conoscenza e all'uso delle risorse della nonviolenza un disegno di legge sottoscritto da decine di senatori di tutte le forze politiche (ed in particolare i senatori Occhetto, Acciarini, Baratella, Battafarano, Battaglia, Bonfietti, Boco, Calvi, Chiusoli, Cortiana, Coviello, Crema, Dalla Chiesa, D'Ambrosio, Dato, De Paoli, De Petris, De Zulueta, Donati, Falomi, Fassone, Filippini, Formisano, Liguori, Longhi, Malabarba, Marini, Martone, Murineddu, Pascarella, Petruccioli, Ripamonti, Salvi, Tessitore, Turroni, Veraldi, Vicini, Viserta, Zancan), sostenuto anche dall'attenzione e dall'apprezzamento di deputati e parlamentari europei (tra cui i deputati: Bandoli, Bimbi, Bolognesi, Cento, Cima, Deiana, De Simone, Grandi, Grillini, Luca', Lucidi, Panattoni, Pecoraro Scanio, Pinotti, Pisapia, Preda, Realacci, Rognoni, Russo Spena, Ruzzante, Siniscalchi, Tolotti, Valpiana, Violante; tra i parlamentari europei: Imbeni, Di Lello, Fava, Morgantini e Pittella); ma allora quel disegno di legge non giunse ad essere esaminato nelle competenti Commissioni parlamentari.

Le segnaliamo anche che vari altri senatori e deputati hanno espresso il loro sostegno all'iniziativa legislativa per la formazione delle forze dell'ordine alla conoscenza e all'uso delle risorse della nonviolenza; e che, sempre nel 2014, la stessa Presidente della Camera dei Deputati, on. Laura Boldrini, trasmise alla competente Commissione Parlamentare, "affinche' i deputati che ne fanno parte possano prenderne visione", la documentazione a tal fine predisposta dal "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" che dal 2000 ha proposto al Parlamento di legiferare in tal senso.

Non vi e' bisogno di ripetere ancora una volta quanto sia opportuno che nel proprio percorso formativo e conseguentemente nella propria operativita' gli appartenenti alle forze dell'ordine possano disporre anche delle straordinarie risorse che la nonviolenza mette a disposizione di tutti gli attori sociali impegnati in situazione critiche per la sicurezza comune e la difesa dei diritti di tutti.

Con questa lettera vorremmo sollecitare il suo personale impegno affinche' quei disegni di legge giungano al piu' presto all'esame delle competenti Commissioni parlamentari e possano avere esito in un disegno di legge unificato ampiamente meditato e condiviso che possa divenire nel piu' breve tempo possibile legge dello stato.

Distinti saluti,

FIRMA

LUOGO, DATA

INDIRIZZO COMPLETO DEL MITTENTE

 

4. REPETITA IUVANT. CONTRO TUTTI I TERRORISMI, CONTRO TUTTE LE GUERRE

 

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Ogni uccisione e' un crimine.

Non si puo' contrastare una strage commettendo un'altra strage.

Non si puo' contrastare il terrorismo con atti di terrorismo.

A tutti i terrorismi occorre opporsi.

Salvare le vite e' il primo dovere.

*

La guerra e' il terrorismo portato all'estremo.

Ogni guerra consiste di innumerevoli uccisioni.

La guerra e' un crimine contro l'umanita'.

Con la guerra gli stati divengono organizzazioni terroriste.

Con la guerra gli stati fanno nascere e crescere le organizzazioni terroriste.

A tutte le guerre occorre opporsi.

Salvare le vite e' il primo dovere.

*

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Un'organizzazione criminale va contrastata con un'azione di polizia da parte di ordinamenti giuridici legittimi.

La guerra impedisce l'azione di polizia necessaria.

Occorre dunque avviare un immediato processo di pace nel Vicino e nel Medio Oriente che consenta la realizzazione di ordinamenti giuridici legittimi, costituzionali, democratici, rispettosi dei diritti umani.

Occorre dunque che l'Europa dismetta ogni politica di guerra, di imperialismo, di colonialismo, di rapina, di razzismo, di negazione della dignita' umana di innumerevoli persone e di interi popoli.

Occorre dunque una politica europea di soccorso umanitario, di pace con mezzi di pace: la politica della nonviolenza che sola riconosce e promuove e difende i diritti umani di tutti gli esseri umani.

Salvare le vite e' il primo dovere.

*

La violenza assassina si contrasta salvando le vite.

La pace si costruisce abolendo la guerra.

La politica della nonviolenza richiede il disarmo e la smilitarizzazione.

La politica nonviolenta richiede la difesa civile non armata e nonviolenta, i corpi civili di pace, l'azione umanitaria, la cooperazione internazionale.

Salvare le vite e' il primo dovere.

*

Si coalizzino tutti gli stati democratici contro il terrorismo proprio ed altrui, contro il terrorismo delle organizzazioni criminali e degli stati.

Si coalizzino tutti gli stati democratici per la pace, il disarmo, la smilitarizzazione dei conflitti.

Si coalizzino tutti gli stati democratici per l'indispensabile aiuto umanitario a tutte le persone ed i popoli che ne hanno urgente bisogno.

Si coalizzino tutti gli stati democratici per contrastare le organizzazioni criminali con azioni di polizia adeguate, mirate a salvare le vite e alla sicurezza comune.

Si coalizzino tutti gli stati democratici per la civile convivenza di tutti i popoli e di tutti gli esseri umani.

Salvare le vite e' il primo dovere.

*

Cominci l'Italia.

Cominci l'Italia soccorrendo, accogliendo e assistendo tutte le persone in fuga dalla fame e dall'orrore, dalle dittature e dalla guerra.

Cominci l'Italia cessando di partecipare alle guerre.

Cominci l'Italia uscendo da alleanze militari terroriste e stragiste come la Nato.

Cominci l'Italia cessando di produrre  armi e di rifornirne regimi e poteri dittatoriali e belligeranti.

Cominci l'Italia abrogando tutte le infami misure razziste ancora vigenti nel nostro paese.

Cominci l'Italia con un'azione diplomatica, politica ed economica, e con aiuti umanitari adeguati a promuovere la costruzione di ordinamenti giuridici legittimi, costituzionali e democratici dalla Libia alla Siria.

Cominci l'Italia destinando a interventi di pace con mezzi di pace, ad azioni umanitarie nonviolente, i 72 milioni di euro del bilancio dello stato che attualmente ogni giorno sciaguratamente, scelleratamente destina all'apparato militare, alle armi, alla guerra.

Cominci l'Italia a promuovere una politica della sicurezza comune e del bene comune centrata sulla difesa popolare nonviolenta, sui corpi civili di pace, sulla legalita' che salva le vite.

Salvare le vite e' il primo dovere.

*

Ogni vittima ha il voto di Abele.

Alla barbarie occorre opporre la civilta'.

Alla violenza occorre opporre il diritto.

Alla distruzione occorre opporre la convivenza.

Al male occorre opporre il bene.

Contro tutti i terrorismi, contro tutte le guerre.

Salvare le vite e' il primo dovere.

 

5. REPETITA IUVANT. HIC ET NUNC, QUID AGENDUM

 

Occorre soccorrere, accogliere, assistere tutti gli esseri umani in fuga dalla fame e dalle guerre.

Occorre riconoscere a tutti gli esseri umani il diritto di giungere in modo legale e sicuro nel nostro paese.

Occorre andare a soccorrere e prelevare con mezzi di trasporto pubblici e gratuiti tutti i migranti lungo gli itinerari della fuga, sottraendoli agli artigli dei trafficanti.

Occorre un immediato ponte aereo di soccorso internazionale che prelevi i profughi direttamente nei loro paesi d'origine e nei campi collocati nei paesi limitrofi e li porti in salvo qui in Europa.

Occorre cessare di fare, fomentare, favoreggiare, finanziare le guerre che sempre e solo consistono nell'uccisione di esseri umani.

Occorre proibire la produzione e il commercio delle armi.

Occorre promuovere la pace con mezzi di pace.

Occorre cessare di rapinare interi popoli, interi continenti.

In Italia occorre abolire i campi di concentramento, le deportazioni, e le altre misure e pratiche razziste e schiaviste, criminali e criminogene, che flagrantemente confliggono con la Costituzione, con lo stato di diritto, con la democrazia, con la civilta'.

In Italia occorre riconoscere immediatamente il diritto di voto nelle elezioni amministrative a tutte le persone residenti.

In Italia occorre contrastare i poteri criminali, razzisti, schiavisti e assassini.

L'Italia realizzi una politica della pace e dei diritti umani, del disarmo e della smilitarizzazione, della legalita' che salva le vite, della democrazia che salva le vite, della civilta' che salva le vite.

L'Italia avvii una politica nonviolenta: contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni. Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita' e la biosfera.

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Vi e' una sola umanita' in un unico mondo vivente casa comune dell'umanita' intera.

Salvare le vite e' il primo dovere.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

 

6. REPETITA IUVANT. PER SOSTENERE IL CENTRO ANTIVIOLENZA "ERINNA"

[L'associazione e centro antiviolenza "Erinna" e' un luogo di comunicazione, solidarieta' e iniziativa tra donne per far emergere, conoscere, combattere, prevenire e superare la violenza fisica e psichica e lo stupro, reati specifici contro la persona perche' ledono l'inviolabilita' del corpo femminile (art. 1 dello Statuto). Fa progettazione e realizzazione di percorsi formativi ed informativi delle operatrici e di quanti/e, per ruolo professionale e/o istituzionale, vengono a contatto con il fenomeno della violenza. E' un luogo di elaborazione culturale sul genere femminile, di organizzazione di seminari, gruppi di studio, eventi e di interventi nelle scuole. Offre una struttura di riferimento alle donne in stato di disagio per cause di violenze e/o maltrattamenti in famiglia. Erinna e' un'associazione di donne contro la violenza alle donne. Ha come scopo principale la lotta alla violenza di genere per costruire cultura e spazi di liberta' per le donne. Il centro mette a disposizione: segreteria attiva 24 ore su 24; colloqui; consulenza legale e possibilita' di assistenza legale in gratuito patrocinio; attivita' culturali, formazione e percorsi di autodeterminazione. La violenza contro le donne e' ancora oggi un problema sociale di proporzioni mondiali e le donne che si impegnano perche' in Italia e in ogni Paese la violenza venga sconfitta lo fanno nella convinzione che le donne rappresentano una grande risorsa sociale allorquando vengono rispettati i loro diritti e la loro dignita': solo i Paesi che combattono la violenza contro le donne figurano di diritto tra le societa' piu' avanzate. L'intento e' di fare di ogni donna una persona valorizzata, autorevole, economicamente indipendente, ricca di dignita' e saggezza. Una donna che conosca il valore della differenza di genere e operi in solidarieta' con altre donne. La solidarieta' fra donne e' fondamentale per contrastare la violenza]

 

Per sostenere il centro antiviolenza delle donne di Viterbo "Erinna" i contributi possono essere inviati attraverso bonifico bancario intestato ad Associazione Erinna, Banca Etica, codice IBAN: IT60D0501803200000000287042.

O anche attraverso vaglia postale a "Associazione Erinna - Centro antiviolenza", via del Bottalone 9, 01100 Viterbo.

Per contattare direttamente il Centro antiviolenza "Erinna": tel. 0761342056, e-mail: e.rinna at yahoo.it, onebillionrisingviterbo at gmail.com, sito: http://erinna.it, facebook: associazioneerinna1998

Per destinare al Centro antiviolenza "Erinna" il 5 per mille inserire nell'apposito riquadro del modello per la dichiarazione dei redditi il seguente codice fiscale: 90058120560.

 

7. TESTI. BERTOLT BRECHT: PER CHI STA IN ALTO

[Riproponiamo ancora una volta i seguenti versi contro la guerra estratti da Bertolt Brecht, Poesie di Svendborg, Einaudi, Torino 1976, nella traduzione di Franco Fortini.

Bertolt Brecht (1898-1956), scrittore, poeta, drammaturgo tedesco tra i maggiori del Novecento, nella sua opera e' rilevante l'impegno contro la guerra, contro il fascismo, contro l'oppressione sociale. Tra le opere di Bertolt Brecht segnaliamo in particolare l'utile volumetto per la scuola curato da Renato Solmi e dal Ccm di Torino: Bertolt Brecht, L'abici' della guerra, Einaudi, Torino 1975 e successive riedizioni. Ed ovviamente almeno le Poesie di Svendborg, sempre presso Einaudi, 1976 e successive riedizioni. Ma tantissime altre sue opere occorrerebbe citare qui, tutte in Italia edite da Einaudi. Opere su Bertolt Brecht: per un'introduzione cfr. il volume a cura di Roberto Fertonani, Per conoscere Bertolt Brecht, Mondadori, Milano 1970 e successive riedizioni]

 

Per chi sta in alto

parlare di mangiare e' cosa bassa.

Si capisce: hanno gia'

mangiato, loro.

 

Chi sta in basso deve andarsene dal mondo

senza aver mangiato

un po' di carne buona.

 

Per pensare di dove venga e dove

vada, chi e' in basso,

nelle belle serate,

troppo e' sfinito.

 

I monti e il mare grande

non li hanno ancora visti

che il loro tempo gia' e' passato.

 

Se chi e' in basso non pensa

alla bassezza, mai

potra' venire in alto.

 

8. TESTI. BERTOLT BRECHT: IL PANE DEGLI AFFAMATI E' STATO MANGIATO

 

Il pane degli affamati e' stato mangiato.

Non si sa piu' cos'e' la carne. inutilmente

e' stato versato il sudore del popolo.

Gli allori sono stati

tagliati.

 

Dalle ciminiere delle fabbriche di munizioni

sale fumo.

 

9. TESTI. BERTOLT BRECHT: QUELLI CHE PORTANO VIA LA CARNE DALLE TAVOLE

 

Quelli che portano via la carne dalle tavole

insegnano ad accontentarsi.

Coloro ai quali il dono e' destinato

esigono spirito di sacrificio.

I ben pasciuti parlano agli affamati

dei grandi tempi che verranno.

Quelli che portano all'abisso la nazione

affermano che governare e' troppo difficile

per l'uomo qualsiasi.

 

10. TESTI. BERTOLT BRECHT: CHI STA IN ALTO DICE: PACE E GUERRA

 

Chi sta in alto dice: pace e guerra

sono di essenza diversa.

La loro pace e la loro guerra

sono come il vento e la tempesta.

 

La guerra cresce dalla loro pace

come il figlio dalla madre.

Ha in faccia

i suoi lineamenti orridi.

 

La loro guerra uccide

quel che alla loro pace

e' sopravvissuto.

 

11. TESTI. BERTOLT BRECHT: QUANDO CHI STA IN ALTO PARLA DI PACE

 

Quando chi sta in alto parla di pace

la gente comune sa

che ci sara' la guerra.

 

Quando chi sta in alto maledice la guerra

le cartoline precetto sono gia' compilate.

 

12. TESTI. BERTOLT BRECHT: QUELLI CHE STANNO IN ALTO

 

Quelli che stanno in alto

si sono riuniti in una stanza.

Uomo della strada

lascia ogni speranza.

 

I governi

firmano patti di non aggressione.

Uomo qualsiasi,

firma il tuo testamento.

 

13. TESTI. BERTOLT BRECHT: SUL MURO C'ERA SCRITTO COL GESSO

 

Sul muro c'era scritto col gesso:

vogliono la guerra.

Chi l'ha scritto

e' gia' caduto.

 

14. TESTI. BERTOLT BRECHT: CHI STA IN ALTO DICE

 

Chi sta in alto dice:

si va alla gloria.

Chi sta in basso dice:

si va alla fossa.

 

15. TESTI. BERTOLT BRECHT: LA GUERRA CHE VERRA'

 

La guerra che verra'

non e' la prima. Prima

ci sono state altre guerre.

Alla fine dell'ultima

c'erano vincitori e vinti.

Fra i vinti la povera gente

faceva la fame. Fra i vincitori

faceva la fame la povera gente egualmente.

 

16. TESTI. BERTOLT BRECHT: AL MOMENTO DI MARCIARE MOLTI NON SANNO

 

Al momento di marciare molti non sanno

che alla loro testa marcia il nemico.

La voce che li comanda

e' la voce del loro nemico.

E chi parla del nemico

e' lui stesso il nemico.

 

17. TESTI. BERTOLT BRECHT: GENERALE, IL TUO CARRO ARMATO E' UNA MACCHINA POTENTE

 

Generale, il tuo carro armato e' una macchina potente

spiana un bosco e sfracella cento uomini.

Ma ha un difetto:

ha bisogno di un carrista.

 

Generale, il tuo bombardiere e' potente.

Vola piu' rapido d'una tempesta e porta piu' di un elefante.

Ma ha un difetto:

ha bisogno di un meccanico.

 

Generale, l'uomo fa di tutto.

Puo' volare e puo' uccidere.

Ma ha un difetto:

puo' pensare.

 

18. TESTI. BERTOLT BRECHT: QUANDO LA GUERRA COMINCIA

 

Quando la guerra comincia

forse i vostri fratelli si trasformeranno

e i loro volti saranno irriconoscibili.

Ma voi dovete rimanere eguali.

 

Andranno in guerra, non

come ad un massacro, ma

ad un serio lavoro. Tutto

avranno dimenticato.

Ma voi nulla dovete dimenticare.

 

Vi verseranno grappa nella gola

come a tutti gli altri.

Ma voi dovete rimanere lucidi.

 

19. TESTI. BERTOLT BRECHT: MIO FRATELLO AVIATORE

 

Avevo un fratello aviatore.

Un giorno, la cartolina.

Fece i bagagli, e via,

lungo la rotta del sud.

 

Mio fratello e' un conquistatore.

Il popolo nostro ha bisogno

di spazio. E prendersi terre su terre,

da noi, e' un vecchio sogno.

 

E lo spazio che s'e' conquistato

sta sui monti del Guadarrama.

E' di lunghezza un metro e ottanta,

uno e cinquanta di profondita'.

 

20. TESTI. BERTOLT BRECHT: DOMANDE DI UN LETTORE OPERAIO

 

Tebe dalle Sette Porte, chi la costrui'?

Ci sono i nomi dei re, dentro i libri.

Sono stati i re a strascicarli, quei blocchi di pietra?

Babilonia, distrutta tante volte,

chi altrettante la riedifico'? In quali case,

di Lima lucente d'oro abitavano i costruttori?

Dove andarono, la sera che fu terminata la Grande Muraglia,

i muratori? Roma la grande

e' piena d'archi di trionfo. Su chi

trionfarono i Cesari? La celebrata Bisanzio

Aveva solo palazzi per i suoi abitanti? Anche nella favolosa Atlantide

la notte che il mare li inghiotti', affogavano urlando

aiuto ai loro schiavi.

 

Il giovane Alessandro conquisto' l'India.

Da solo?

Cesare sconfisse i Galli.

Non aveva con se' nemmeno un cuoco?

Filippo di Spagna pianse, quando la flotta

gli fu affondata. Nessun altro pianse?

Federico II vinse la guerra dei Sette Anni. Chi

oltre a lui, l'ha vinta?

 

Una vittoria ogni pagina.

Chi cucino' la cena della vittoria?

Ogni dieci anni un grand'uomo.

Chi ne pago' le spese?

 

Quante vicende,

tante domande.

 

21. SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

Letture

- Roberto Evangelista, Vico. Perche' l'uomo non e' un animale, Hachette, Milano 2016, pp. 144, euro 9,99.

*

Riletture

- Jean-Baptiste Le Rond d'Alembert, Discours preliminaire de l'Encyclopedie, Gonthier, Paris 1966, pp. 192.

- Jean-Baptiste Le Rond d'Alembert, Saggio sui rapporti tra intellettuali e potenti, Einaudi, Torino 1977, 1978, pp. LX + 78.

*

Riedizioni

- Ong Thong Hoeung, Ho creduto nei khmer rossi. Ripensamento di un'illusione, Guerini e associati, Milano 2004, Il Giornale, Milano 2016, pp. 320, euro 8,50.

 

22. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

23. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 2420 del 25 luglio 2016

Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XVII)

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com , sito: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

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