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[Nonviolenza] Voci e volti della nonviolenza. 836



 

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VOCI E VOLTI DELLA NONVIOLENZA

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino" (anno XVII)

Numero 836 del 30 luglio 2016

 

In questo numero:

Una settimana d'azione contro il razzismo a Viterbo

 

INIZIATIVE. UNA SETTIMANA D'AZIONE CONTRO IL RAZZISMO A VITERBO

 

Da sabato 30 luglio a venerdi' 5 agosto il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" promuove a Viterbo una settimana d'azione contro il razzismo.

Nel corso della settimana la struttura nonviolenta viterbese promuovera' incontri di testimonianza e di riflessione, e riproporra' agli enti locali ed al parlamento alcuni appelli gia' da gran tempo formulati e tuttora restati inascoltati, in particolare per far cessare le stragi nel Mediterraneo; per soccorrere, accogliere ed assistere tutte le persone bisognose di aiuto; per il riconoscimento del diritto di voto e quindi di piena partecipazione politica - e di pieni diritti civili e sociali - a tutte le persone che effettualmente vivono in Italia e nelle specifiche comunita' locali.

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Opporsi al razzismo e a tutte le persecuzioni, cosi' come opporsi alla guerra e a tutte le uccisioni, cosi' come opporsi al maschilismo e a tutte le oppressioni, e' diritto e dovere di ogni persona di retto sentire e di volonta' buona; e' inveramento della democrazia e riconoscimento di umanita'; e' la politica necessaria: la politica della solidarieta' e della condivisione, del bene comune, della coscienza ferma e dell'intellezione chiara del primo compito dell'ora di ogni persona, di ogni civile istituto, dell'umanita' intera: il compito di salvare le vite in pericolo, il compito di opporre la convivenza alla barbarie, il compito di difendere l'umanita' - ovvero la vita, la dignita' e i diritti di tutti e di ciascuno.

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Proprio mentre in questa citta' ed in questa provincia alcune organizzazioni politiche che non fanno mistero di essere neofasciste - e quindi in quanto tali criminali - cercano di fomentare rigurgiti razzisti ed atti di intimidazione; proprio mentre in questa provincia ignoti delinquenti hanno commesso atti vandalici che tutto lascia supporre abbiano finalita' di persecuzione razzista; proprio mentre in questa provincia pubblici amministratori di lunga esperienza assumono condotte ambigue che effettualmente favoreggiano il montare di atteggiamenti egoistici ed aggressivi; ci sembra ancor piu' necessario riaffermare alcune elementari verita':

- la prima: che ogni essere umano ha diritto alla vita, e che omettere di soccorrere una persona in pericolo e' un crimine;

- la seconda: che la Costituzione della Repubblica Italiana, legge fondamentale del nostro ordinamento giuridico, riconosce i diritti umani di tutti gli esseri umani e garantisce il diritto d'asilo nel nostro paese a chi nel suo paese d'origine non vede riconosciuti gli stessi diritti che nel nostro paese sono vigenti;

- la terza: che nell'epoca presente la realta' dei fatti ha infranto per sempre antiche barriere e grette chiusure, ed e' ormai a tutti evidente che l'umanita' e' unita da un unico destino, e che occorre tutti insieme far fronte alle piu' drammatiche sfide: le guerre, l'inquinamento e la devastazione della biosfera, le nuove forme della schiavitu', la fame.

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Non solo e' ignobile, ma non e' neppure piu' realistica una brutale politica di asserragliamento tribale, di intolleranza xenofoba, di regressione feudale: l'unica politica realistica e' quella che affronta i conflitti globali su scala globale, e che quindi pone l'urgente esigenza comune della pace, della protezione dell'ambiente, della promozione della democrazia e dei diritti umani, del garantire a tutte le persone un'alimentazione adeguata e una vita degna.

Solo questa politica di pace e di solidarieta' puo' fronteggiare il fenomeno migratorio, poiche' solo se nei paesi d'origine saranno garantite condizioni di vita sostenibili - ovvero l'indispensabile benessere - le migrazioni oggi provocate dalla fame e dalla guerra, dalle dittature e dalle devastazioni, finalmente cesseranno.

A questa politica di pace e di solidarieta' le comunita' locali possono e devono contribuire, come preconizzava Giorgio La Pira: anche impegnandosi anch'esse a soccorrere, accogliere, assistere le persone costrette ad abbandonare le loro case, le loro famiglie, i loro paesi in cerca di pace, di sicurezza, di una vita degna.

Non si tratta di occultare i problemi, e' evidente che ogni territorio ha una sua "capacita' di carico" sia ecologica che sociale, e quindi le legittime preoccupazioni dei nativi vanno ascoltate ed insieme occorre trovare soluzioni adeguate che garantiscano la civile convivenza, il benessere condiviso, la sicurezza comune, dei vecchi indigeni e dei nuovi arrivati. Ma queste soluzioni ci sono, e nascono da una percezione corretta della situazione e dalla scelta del rispetto reciproco e del mutuo soccorso, nascono dall'inveramento obiettivo dei valori morali e civili condivisi: ogni essere umano vorrebbe che nel momento del bisogno gli altri esseri umani si prendessero cura di lui e non lo abbandonassero al dolore, alla paura, alla morte; e cosi' ogni essere umano sa che deve prestare il suo aiuto affinche' ad ogni altro essere umano colpito dalla sventura non accada di essere abbandonato.

Vi e' una sola umanita' in un unico mondo vivente casa comune dell'umanita' intera.

Il razzismo, come la guerra e il terrorismo, come il maschilismo, e' nemico dell'umanita'.

Ogni essere umano ha diritto alla vita, e quindi il primo dovere di ogni essere umano e di ogni civile istituto e' rispettare, aiutare e salvare le vite.

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In questa settimana con incontri di studio e civili memorie, appoggiandoci alle riflessioni e alle testimonianze di alcune delle molte grandi figure dell'umanita' - da Socrate ateniese a Gesu' di Nazareth, da Confucio a Buddha, da Erasmo a Kant, da Olympe de Gouge a Mary Wollstonecraft, da Giacomo Leopardi a Giuseppe Mazzini, da Leone Tolstoj a Mohandas Gandhi, da Rosa Luxemburg ad Hannah Arendt, da Virginia Woolf a Simone Weil, da Edith Stein a Etty Hillesum, da Simone de Beauvoir a Ginetta Sagan, da Lorenzo Milani a Ernesto Balducci, da Primo Levi a Bianca Guidetti Serra, da Martin Luther King a Malcolm X, da Ruth First a Nelson Mandela, da Luce Fabbri a Franca Ongaro Basaglia, da Germaine Tillion ad Assia Djebar, da Emmanuel Levinas a Wangari Maathai - proporremo alcuni ragionamenti necessari.

In questa settimana con incontri pubblici ed analisi precise della situazione attuale, riferendoci ai dati reali ed alle interpretazioni adeguate, proporremo una comprensione concreta e coerente della genesi e della fenomenologia delle cruciali questioni odierne, ed alcune adeguate proposte d'iniziativa tanto legislativa quanto amministrativa che possono avviare a soluzione problemi che altrimenti appaiono ingestibili e possono dar luogo a percezioni errate e gesti sconsiderati.

In questa settimana riaffermeremo - con la forza della verita', della legalita' e della civilta'; con gli strumenti della ragione, della comprensione, della solidarieta'; con la scelta dell'empatia, della responsabilita', del rispetto per la vita e la dignita' di ogni persona - l'opposizione ad ogni menzogna e ad ogni violenza, il ripudio di ogni fascismo, il contrasto ad ogni barbarie.

In questa settimana riaffermeremo il comune sentimento che ogni essere umano riconosce parte dell'unica umana famiglia: il sentimento della benevolenza, dell'interdipendenza, della condivisione.

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Alla violenza razzista opponiamo la cultura umana.

Viterbo e' citta' e provincia accogliente.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

 

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VOCI E VOLTI DELLA NONVIOLENZA

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino" (anno XVII)

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Numero 836 del 30 luglio 2016

 

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