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[Nonviolenza] Telegrammi. 2449



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 2449 del 23 agosto 2016

Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XVII)

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com

 

Sommario di questo numero:

1. Non uccidere

2. Due provvedimenti indispensabili per far cessare le stragi nel Mediterraneo e la schiavitu' in Italia

3. Per sostenere il centro antiviolenza "Erinna"

4. Marforio Pasquini: Posso dirlo?

5. "Un appello nonviolento per il No alla riforma costituzionale". Un incontro a Viterbo

6. Una bozza di lettera da inviare ai parlamentari

7. Malvolio Straccani: Messicani

8. Malvolio Straccani: Zinneccoca de satana

9. Segnalazioni librarie

10. La "Carta" del Movimento Nonviolento

11. Per saperne di piu'

 

1. SCORCIATOIE. NON UCCIDERE

 

E' tutto qui: tu non uccidere, tu salva le vite.

 

2. REPETITA IUVANT. DUE PROVVEDIMENTI INDISPENSABILI PER FAR CESSARE LE STRAGI NEL MEDITERRANEO E LA SCHIAVITU' IN ITALIA

 

Riconoscere a tutti gli esseri umani il diritto di giungere nel nostro paese in modo legale e sicuro.

Riconoscere il diritto di voto a tutte le persone che vivono nel nostro paese.

 

3. REPETITA IUVANT. PER SOSTENERE IL CENTRO ANTIVIOLENZA "ERINNA"

[L'associazione e centro antiviolenza "Erinna" e' un luogo di comunicazione, solidarieta' e iniziativa tra donne per far emergere, conoscere, combattere, prevenire e superare la violenza fisica e psichica e lo stupro, reati specifici contro la persona perche' ledono l'inviolabilita' del corpo femminile (art. 1 dello Statuto). Fa progettazione e realizzazione di percorsi formativi ed informativi delle operatrici e di quanti/e, per ruolo professionale e/o istituzionale, vengono a contatto con il fenomeno della violenza. E' un luogo di elaborazione culturale sul genere femminile, di organizzazione di seminari, gruppi di studio, eventi e di interventi nelle scuole. Offre una struttura di riferimento alle donne in stato di disagio per cause di violenze e/o maltrattamenti in famiglia. Erinna e' un'associazione di donne contro la violenza alle donne. Ha come scopo principale la lotta alla violenza di genere per costruire cultura e spazi di liberta' per le donne. Il centro mette a disposizione: segreteria attiva 24 ore su 24; colloqui; consulenza legale e possibilita' di assistenza legale in gratuito patrocinio; attivita' culturali, formazione e percorsi di autodeterminazione. La violenza contro le donne e' ancora oggi un problema sociale di proporzioni mondiali e le donne che si impegnano perche' in Italia e in ogni Paese la violenza venga sconfitta lo fanno nella convinzione che le donne rappresentano una grande risorsa sociale allorquando vengono rispettati i loro diritti e la loro dignita': solo i Paesi che combattono la violenza contro le donne figurano di diritto tra le societa' piu' avanzate. L'intento e' di fare di ogni donna una persona valorizzata, autorevole, economicamente indipendente, ricca di dignita' e saggezza. Una donna che conosca il valore della differenza di genere e operi in solidarieta' con altre donne. La solidarieta' fra donne e' fondamentale per contrastare la violenza]

 

Per sostenere il centro antiviolenza delle donne di Viterbo "Erinna" i contributi possono essere inviati attraverso bonifico bancario intestato ad Associazione Erinna, Banca Etica, codice IBAN: IT60D0501803200000000287042.

O anche attraverso vaglia postale a "Associazione Erinna - Centro antiviolenza", via del Bottalone 9, 01100 Viterbo.

Per contattare direttamente il Centro antiviolenza "Erinna": tel. 0761342056, e-mail: e.rinna at yahoo.it, onebillionrisingviterbo at gmail.com, sito: http://erinna.it, facebook: associazioneerinna1998

Per destinare al Centro antiviolenza "Erinna" il 5 per mille inserire nell'apposito riquadro del modello per la dichiarazione dei redditi il seguente codice fiscale: 90058120560.

 

4. SCORCIATOIE. MARFORIO PASQUINI: POSSO DIRLO?

 

Posso dirlo?

Non mi piace che i maschi decidano come si devono vestire le donne.

Fermo il dovere per tutte e tutti di tenere il volto scoperto onde essere riconoscibili, chiunque si vesta come preferisce.

Trovo odioso che si obblighi una persona a coprirsi integralmente contro la sua volonta', e trovo ancor piu' odioso che la si obblighi a denudarsi. Da sempre costringere una persona alla nudita' e' una delle piu' sadiche forme della violenza, della sopraffazione, del dominio.

Sotto molti altri profili ovviamente puo' essere letta la questione dell'abbigliamento femminile al mare, ma questo dell'oppressione maschilista mi sembra ancora una volta il punto decisivo.

Se una persona non e' libera neppure di vestirsi come le pare, di quale rispetto dei diritti umani andiamo cianciando?

 

5. INIZIATIVE. "UN APPELLO NONVIOLENTO PER IL NO ALLA RIFORMA COSTITUZIONALE". UN INCONTRO A VITERBO

 

Si e' svolto la mattina di lunedi' 22 agosto 2016 a Viterbo, presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani", un incontro di presentazione di un "appello nonviolento per il No alla riforma costituzionale".

L'appello e' stato presentato dal responsabile della struttura nonviolenta viterbese, Peppe Sini.

Alle persone partecipanti sono stati messi a disposizione alcuni documenti redatti da illustri giuristi e magistrati che argomentano in punto di diritto le ragioni dell'opposizione alla scriteriata e scellerata riforma promossa dal governo, e quindi la necessita' di votare No al referendum che si terra' tra pochi mesi, ultima possibilita' di impedire che il governo degli apprendisti stregoni faccia strame della Costituzione, della democrazia e dello stato di diritto.

Di seguito il testo dell'appello.

*

"Un parlamento eletto dal popolo, uno stato di diritto, una democrazia costituzionale. Al referendum votiamo No al golpe"

Al referendum sulla riforma costituzionale voluta dal governo votiamo No.

No al golpe, no al fascismo, no alla barbarie.

Al referendum sulla riforma costituzionale voluta dal governo votiamo No.

Senza odio, senza violenza, senza paura.

Il Parlamento, l'istituzione democratica che fa le leggi, deve essere eletto dal popolo, e deve rappresentare tutti i cittadini con criterio proporzionale.

Ma con la sua riforma costituzionale il governo vorrebbe ridurre il senato a una comitiva in gita aziendale, e con la sua legge elettorale (il cosiddetto Italicum) vorrebbe consentire a un solo partito di prendersi la maggioranza assoluta dei membri della camera dei deputati anche se ha il consenso di una risibile minoranza degli elettori, e con il "combinato disposto" della riforma costituzionale e della legge elettorale il governo, che e' gia' detentore del potere esecutivo, vorrebbe appropriarsi di fatto anche del potere legislativo, rompendo cosi' quella separazione e quell'equilibrio dei poteri che e' la base dello stato di diritto.

Se prevalessero le riforme volute dal governo sarebbe massacrata la Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza antifascista, sarebbe rovesciata la democrazia, sarebbe negata la separazione dei poteri e quindi lo stato di diritto.

Al referendum sulla riforma costituzionale voluta dal governo votiamo No.

No al golpe, no al fascismo, no alla barbarie.

Al referendum sulla riforma costituzionale voluta dal governo votiamo No.

Senza odio, senza violenza, senza paura.

 

6. PROPOSTE D'INIZIATIVA. UNA BOZZA DI LETTERA DA INVIARE AI PARLAMENTARI

 

Al/alla parlamentare ...

Oggetto: proposta di un impegno suo personale affinche' al piu' presto si addivenga alla discussione nelle competenti Commissioni parlamentari dei vari disegni di legge per la formazione alla nonviolenza delle forze dell'ordine

Gentile parlamentare ...,

le scriviamo per formularle la richiesta di un suo personale impegno affinche' al piu' presto si addivenga alla discussione nelle competenti Commissioni parlamentari dei vari disegni di legge per la formazione alla nonviolenza delle forze dell'ordine.

Come gia' sapra', dal 2014 sono state presentati sia al Senato che alla Camera vari disegni di legge che propongono la formazione delle forze dell'ordine alla conoscenza e all'uso delle risorse della nonviolenza. Al Senato il disegno di legge n. 1515 recante "Norme di principio e di indirizzo per l'istruzione, la formazione e l'aggiornamento del personale delle Forze di polizia" presentato in data 10 giugno 2014 ed annunciato nella seduta pomeridiana n. 258 del 10 giugno 2014; il disegno di legge n. 1526 recante "Norme per l'inclusione della conoscenza e dell'addestramento all'uso delle risorse della nonviolenza nell'ambito dei percorsi didattici per l'istruzione, la formazione e l'aggiornamento del personale delle forze di polizia" presentato in data 16 giugno 2014 ed annunciato nella seduta pomeridiana n. 263 del 17 giugno 2014; il disegno di legge n. 1565 recante "Norme per l'inclusione della nonviolenza nei percorsi formativi del personale delle forze di polizia" presentato in data 14 luglio 2014 ed annunciato nella seduta pomeridiana n. 279 del 15 luglio 2014; disegni di legge sottoscritti da numerosi senatori di varie forze politiche: Loredana De Petris, Luigi Manconi, Rita Ghedini, Valeria Fedeli, Paolo Corsini, Silvana Amati, Sergio Lo Giudice, Daniela Valentini, Rosa Maria Di Giorgi, Miguel Gotor, Elena Ferrara, Marco Scibona, Adele Gambaro, Marino Germano Mastrangeli, Daniele Gaetano Borioli, Maria Spilabotte, Erica D'Adda, Monica Cirinna', Manuela Serra, Francesca Puglisi, Pasquale Sollo, Francesco Giacobbe. Ed alla Camera il disegno di legge recante "Norme per l'inclusione della conoscenza e dell'addestramento all'uso delle risorse della nonviolenza nell'ambito dei percorsi didattici per l'istruzione, la formazione e l'aggiornamento del personale delle Forze di polizia" (atto Camera 2698) presentato il 4 novembre 2014; e il disegno di legge recante "Norme di principio e di indirizzo per l'istruzione, la formazione e l'aggiornamento del personale delle Forze di polizia" (atto Camera 2706) presentato il 5 novembre 2014; disegni di legge sottoscritti da deputati di varie forze politiche: Arturo Scotto, Celeste Costantino, Donatella Duranti, Giulio Marcon, Michele Piras, Stefano Quaranta, Massimiliano Bernini.

Ricordera' anche che gia' nel 2001 fu presentato al medesimo fine di istituire la formazione delle forze dell'ordine alla conoscenza e all'uso delle risorse della nonviolenza un disegno di legge sottoscritto da decine di senatori di tutte le forze politiche (ed in particolare i senatori Occhetto, Acciarini, Baratella, Battafarano, Battaglia, Bonfietti, Boco, Calvi, Chiusoli, Cortiana, Coviello, Crema, Dalla Chiesa, D'Ambrosio, Dato, De Paoli, De Petris, De Zulueta, Donati, Falomi, Fassone, Filippini, Formisano, Liguori, Longhi, Malabarba, Marini, Martone, Murineddu, Pascarella, Petruccioli, Ripamonti, Salvi, Tessitore, Turroni, Veraldi, Vicini, Viserta, Zancan), sostenuto anche dall'attenzione e dall'apprezzamento di deputati e parlamentari europei (tra cui i deputati: Bandoli, Bimbi, Bolognesi, Cento, Cima, Deiana, De Simone, Grandi, Grillini, Luca', Lucidi, Panattoni, Pecoraro Scanio, Pinotti, Pisapia, Preda, Realacci, Rognoni, Russo Spena, Ruzzante, Siniscalchi, Tolotti, Valpiana, Violante; tra i parlamentari europei: Imbeni, Di Lello, Fava, Morgantini e Pittella); ma allora quel disegno di legge non giunse ad essere esaminato nelle competenti Commissioni parlamentari.

Le segnaliamo anche che vari altri senatori e deputati hanno espresso il loro sostegno all'iniziativa legislativa per la formazione delle forze dell'ordine alla conoscenza e all'uso delle risorse della nonviolenza; e che, sempre nel 2014, la stessa Presidente della Camera dei Deputati, on. Laura Boldrini, trasmise alla competente Commissione Parlamentare, "affinche' i deputati che ne fanno parte possano prenderne visione", la documentazione a tal fine predisposta dal "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" che dal 2000 ha proposto al Parlamento di legiferare in tal senso.

Non vi e' bisogno di ripetere ancora una volta quanto sia opportuno che nel proprio percorso formativo e conseguentemente nella propria operativita' gli appartenenti alle forze dell'ordine possano disporre anche delle straordinarie risorse che la nonviolenza mette a disposizione di tutti gli attori sociali impegnati in situazione critiche per la sicurezza comune e la difesa dei diritti di tutti.

Con questa lettera vorremmo sollecitare il suo personale impegno affinche' quei disegni di legge giungano al piu' presto all'esame delle competenti Commissioni parlamentari e possano avere esito in un disegno di legge unificato ampiamente meditato e condiviso che possa divenire nel piu' breve tempo possibile legge dello stato.

Distinti saluti,

Firma, luogo e data, recapito del mittente

 

7. RACCONTI PER L'ESTATE. MALVOLIO STRACCANI: MESSICANI

[Dall'amico Malvolio Straccani riceviamo e pubblichiamo questo nuovo racconto]

 

Una cosa ho capito dei messicani. Che non credono alla realta' delle persone, e' per questo che le ammazzano senza pensarci. Ci ho fatto caso da giovane, quando andavo al cinema e li vedevo tutti i film di Ringo, Giango e Sartana. C'erano sempre 'sti messicani che quando incontravano qualcuno dicevano "ombre" e gli sparavano. Ma, dico io, se pensavano che erano ombre perche' gli sparavano? Mica le puoi ammazzare le ombre. Allora ho capito: dicevano ombre per dire che per loro i cristiani sono ombre e ammazzarli non gli fa ne' caldo ne' freddo. Oppure volevano dire che uno gli faceva ombra e gli dava fastidio - come diceva quello della botte a coso, a Alessandro Magno - e allora lo ammazzavano per quello. Io ci ragiono sulle cose che vedo, ho visto una marea di film, pure quelli di Franco e Ciccio. Per esempio: quelli di antichi romani, che mi piacciono perche' pure loro vanno a cavallo e fanno le battaglie pero' con la spada. Ecco, mi sono chiesto un sacco di volte perche' si mettevano quei cappelli, avete capito quali, che sembra che cianno in testa il sotto di una scopa. Secondo me non e' una bella cosa, fa ridere, e invece lo sanno tutti che gli antichi romani non facevano ridere, erano seri come statue, e infatti hanno spianato le montagne di marmo di Carrara per farsi le statue, che a Roma a quei tempi ci dovevano essere piu' statue che cristiani. Allora perche' si vestivano cosi', con quei cappelli? E pure i vestiti: ma a quei tempi non faceva freddo mai? E Maciste, per esempio, sempre coi calzoni corti e a torso nudo, non mi sembra normale. Capirei se stava al mare, ma per strada a Roma, andiamo, non e' possibile. E poi: i leoni per farci le lotte nel colosseo, e dove li trovavano che non ce n'e' uno in tutta Italia? Che venivano a nuoto dalla giungla? Ce li portava Sandokan? No, certe cose di quei film non andavano bene. Anche perche' se fai un film di storia la devi conoscere la storia, non te la devi inventare tu: che fai, un film d'antichi romani con le astronavi marziane? Non e' una cosa giusta perche' confondi le persone, che magari vanno al cinema per imparare qualche cosa. Io per esempio ci ho imparato che volevo andare a cavallo per conto mio, con la mia colt e il mio vinceste. Ma dove li trovi qui in Italia la colt e il vinceste? Quando ero ragazzetto l'ho chiesto a quello che ciaveva l'armeria qui al paese, e m'ha detto che erano armi americane che in Italia non si facevano e che adesso c'era il mitra, la beretta... Lo sapevo pur'io, ma non puoi andare a vivere a cavallo da solo col mitra, che spari ai serpenti a sonagli col mitra? Se trovi un messicano che ti dice ombre a te tu gli spari col mitra? Il mitra va bene per i film di guerra mondiale, ma a me i film di guerra mondiale m'annoiano, non si capisce mai niente, tutti vestiti uguali, e poi, mi chiedo, per esempio: ma come fanno i  tedeschi e gli americani a parlare tutti italiano? Gli americani lo capisco, chi l'ha scoperta l'America? Noi. Ma i tedeschi dovrebbero parlare tedesco. Come gli indiani, che parlano indiano. Qualche parola d'indiano l'ho imparata pur'io: Augghe. Il grande spirito. Squo', che vuol dire donna giovane e carina. Pero' secondo me si sbagliano: non dovrebbero dire squo', dovrebbero dire squa', squo' e' da uomo, finisce con la o. Ma gli indiani sono strani, apposta hanno perso tutte le guerre. Io veramente al principio stavo con loro, ma dopo il centesimo film che perdono sempre uno si stufa di stare con loro. E poi io sono pur'io un viso pallido giacca blu. La giacca blu non ce l'ho ma e' come dicono gli indiani per dire come gli sembriamo noi. Infatti a loro gli dobbiamo sembrare tutti blu col viso pallido, e secondo me ci vedono male, perche' intanto non e' vero che siamo tutti pallidi sulla faccia, qualcuno si' ma quelli ammalati. E poi non siamo per niente blu. Pero' e' pure vero che noi diciamo pellerossa agli indiani, e che cianno la pelle rossa? Essu', questa e' una fesseria. A me mi sembrano abbronzati e basta, e le donne poi neppure, le donne indiane le riconosci dalle trecce, ma se una donna visopallido si fa le trecce allora diventa una pellerossa? E la dobbiamo chiamare squo' invece di chiamarla Maria, o Antonietta? Io dico che al cinema si imparano una caterva di cose pero' non e' che siano tutte giuste, tutte vere, bisogna averci un po' di cervello. Per esempio: Gionvei, io me ne sono accorto che in certi film fa il cobboi e in certi fa il soldato moderno. E non e' possibile. E' antistorico. Quello che fa il soldato moderno come minimo deve essere il nipote. Oppure gli americani cianno la macchina del tempo e a noi non ci dicono niente, perche' noi abbiamo perso la guerra e allora loro fanno come gli pare e a noi non ci dicono niente per tenerci in soggezione. Perche' se ciavessimo il progetto pure noi in quattro e quattr'otto le faremmo piu' di loro e meglio di loro le macchine del tempo. Chi ce l'ha la Ferrari? e la Lamborghini? E chi le fabbrica quasi tutte le macchine del mondo? la Fiat. Basta che t'affacci alla finestra e guardi le macchine che passano, ogni dieci nove sono della Fiat, che pure se il nome pare straniero invece e' italiana, di Torino, e Torino che e'? E' la citta' che era stata capitale d'Italia al tempo dei sette re di Roma. Che pure questo e' buffo, no? Se i re erano re di Roma perche' la capitale era a Torino? e poi a Torino che c'e'? Niente. Solo la Fiat e la Juventus, che e' sempre della Fiat. E poi perche' i sette re di Roma erano sette? Il re, lo dice la parola stessa, dovrebbe essere uno, con una parola corta cosi'. Al massimo due con la regina, e infatti se fanno un figlio lo chiamano principe, e per diventare re deve aspettare che il padre muore oppure lo deve fa' ammazza' da qualcuno. Ho visto pure il film d'Amleto, ma era mezzo matto e infatti il film era un casino che non ci si capiva niente. Allora i sette re di Roma erano troppi per essere re e troppo pochi per giocare a pallone (e' una battuta, eh) e poi a Roma comandavano gli imperatori, e soprattutto Cicerone e Giulio Cesare. Ho visto pure il film di Spartaco. Quello era un film bello. Alla fine a Spartaco lo ammazzano come a Ggesucristo nostro signore. E mica solo a Spartaco, a tutti quelli che erano amici suoi. Quello era un bel film anche se il finale era sbagliato, perche' doveva vincere Spartaco, no? Nel Vangelo invece ci puo' stare perche' lo sai che poi Ggesucristo nostro signore risorge e vince lui. E infatti noi che siamo? Siamo cattolici apostolici romani, mica chiacchiere. Anche se non abitiamo proprio a Roma. Io, se non ciavevo il negozio che m'ha lasciato il mio povero padre volevo fare il gladiatore. Invece ciavevo il negozio e allora ho studiato. E ho studiato a 'ddi davero. Infatti ho preso 'sto pezzo di carta, ho fatto pure il professore al liceo e adesso sto in parlamento. Certo m'ha aiutato pure che zio era stato il podesta' e poi aveva imbucato mezzo paese alle poste, e mio cugino e' sindaco e pensare che da giovane era stupido come una crastica e ha preso il diploma a forza di prosciutti e boccioni d'olio. Io sto nella commissione edilizia. E naturalmente curo gli interessi della famiglia, siamo una famiglia estesa, ma anche una famiglia unita. La famiglia, fondamento naturale della societa', come dice la dottrina sociale della Chiesa. A me la dottrina sociale della Chiesa mi piace: Dio, patria e famiglia, lo faccio mettere sempre sui santini miei quando si vota. Ma non basta mica essere di buona famiglia, ci vogliono anche le qualita' personali, di cultura e di gusto, e io ce le ho. Mi sono fatto onore e tutti possono solo dir bene di me, sono una persona alla mano e tutto il bene che ho fatto mi ha portato fortuna, e la dovreste vedere la gente quando m'incontra e mi bacia le mani che neppure a sua santita'. E quei provocatori morti di fame e senzadio dei miei avversari, eh? Guardate che fine che hanno fatto. La maldicenza porta male, e' legge divina, e dopo che quei due o tre caporioni sono spariti come sono spariti i loro accoliti l'hanno capito che devono portare rispetto per l'autorita'. E se Dio vuole al prossimo rimpasto m'ha detto il segretario del partito che mi fanno ministro della pubblica istruzione, m'ha detto cosi', che mi fanno ministro della pubblica istruzione perche' e' un posto che pare fatto apposta per uno di cultura come me. E alle elezioni gia' porto un bel pacchetto di preferenze, eh, ma da ministro come minimo le triplico. Se lo sognano di vincere le elezioni i comunisti, barbari asiatici e caproni puzzolenti che non sono altro, magnaregazzini e sfasciacarrozze, pussa via.

 

8. RACCONTI PER L'ESTATE. MALVOLIO STRACCANI: ZINNECCOCA DE SATANA

[Dall'amico Malvolio Straccani riceviamo e pubblichiamo questo nuovo racconto]

 

Ah no, io ve lo dico subito sori berzitelli mii, io so' ateo e communista.

Pero' siccome nun so' ceco e sordo, quello che dice 'sto papa me sta bbene.

Dice ch'ade' contro la guerra. E mme sta bbene. So' contro la guerra pur'io da prima d'esso.

Dice che s'hanno da 'iuta' que' pori cristi d'emigranti. E mme sta bbene. Io so' ppe' l'internazionalismo proletario e contro lo sciovinismo 'mperialista de' que' zzozzoni de' razzisti che le pozzino ammazzalle.

Dice che le guerre le vonno fa' fa' l'industrali che vennono le armi e che toccherebbe 'mpiccalli tutti st'assassini bojaccia. E mme sta bbene. Chi frabbica le armi ade' la causa prima de tutti li massacri, e allora emo da falle smette prima de subbito, 'sto branco de ladroni assassini, e ssequestraje pure le mutanne. Se ppoi propio ce so' ll'imbecilli che vonno fa' a la guerra, che la facessero a ccazzotti e a sputacci.

Dice che li padroni prima bbevono loro e poi ce pisceno ne' pozzi, e toccherebbe fajelo bbeva a loro 'l piscio loro e noi bevese l'acqua bbona (e ppure 'l vino, eh). E mme sta bbene, me sta.

A mme 'sto papa me pare communista pure esso. E mme sta bbene, anzi: mejo che bbene, benissimo.

*

Pero' ce so' 'n sacco de cose de li preti che nun me so mai piaciute e nun me piaciono manco adesso.

Presempio: quanno violenteno li regazzini. Eh no. Ma io te lo tajo, eppoi te tajo pure la capoccia.

Presempio: che sso' tutti maschi. E che le femmine nu' la sanno di' la messa? Ce so' ffemmine che fanno pure 'l dottore. E allora? So' bbone  a ffa' 'l dottore e nun so' bbone a ffa' 'l prete? E annamo!

N'antra cosa che nun me piace e' come parleno. Ma pparla come magni! Lo so io lo so, perche' parleno 'n quel mo' che nun ze capisce gnente: parleno ccosi' apposta, pe' nun fasse capi' e frega' la ggente che je da' 'ncora retta a 'sti puzzoni.

Senti que': l'artrasera a la funzione 'r prete ha ddetto... Come lo so? lo so perche' c'era la mi' moje che vva a mmessa tutte le sere ce va, io stavo ar bar der Zozzone a 'spetta' che mi moje usciva da la chiesa p'anna' accasa assieme, e essa quanno esce me dice: "Ah Pasqua', tu che tte pare de sape' sempre tutto, ma 'nzomma che vvor' di' 'sta parolaccia ch'ha ridetto pure stasera 'l prete?". "Quale parolaccia?", dico io. "Quella che t'ho detto l'artra vorta che te ce se' 'rabbiato tanto". "Nun me ricordo". "Ma si' cche te ricordi, quella de satana". "Ah, voi di' zzinneccoca de satana". "Bravo, zinneccoca de satana". "E cce credo che me ciarabbio, so' ccose da disse? so' ccose da cristiani?". E lei: "Ma se po' sape' che vole di'?". "E mmo' te lo spiego".

Je l'ho spiegato, e mmo' lo spiego pure a vvoi.

Primo: un prete nun doverebbe parla' sboccato, meno che mmai quann'ade' su l'artare, che e' ppure sacrileggio. Come sarebbe a ddi' chhe ddice "zzinne"? Intanto p'esse civili se dice "petto", e casomai "seno". Eppoi che c'entra satana? Forse 'l prete se sbaja perche' finisce co' la "a", ma ssatana (che sarebbe 'l capo de' diavoli) ade' maschio, no ffemmina. E allora quali zzinne? Eh, qui c'e quarche allusione. E lo volemo di'? So' allusioni che nun stanno bbene, e' un parla' da sporcaccioni.

Seconno: la coca lo posso pure capi', siccome pe' la religgione cattolica 'l diavolo e' 'l male, allora ce po' pure sta' che fa' 'l narcotrafficante. Ma perche' "zinne e coca"? Qui se rischia d'esse diseducativi, perche' magari il fedele maschio sente di' ccosi', capisce male, e se crede che se sse fa' de coca rimedia le donne. E allora se ottiene 'l risultato contrario, che 'nvece de contrasta' 'l vizio de la droga se convince tanta gioventu' che chi cia' la coca rimedia le zzinne, e so' ppeccati de la carne e ppure reati previsti e punito dar codice penale.

Terzo: a mme mme sta' bbene che li 'zzi preti parleno de quello che je pare. Io so' ppe' la libberta' de pensiero, de parola, de opere e dde missioni, so' ccommunista. Pero' che 'gni sera stanno a ddi' a la mi moje de le zzinne e de la coca de satana nu' mme sta' bbene. Che poi magari fa' certi sogni e sse sente male.

'Nzomma: 'l papa, se decidesse a dillo ch'e' communista pure lui, e facesse quello ch'ha dda fa': 'na domenica s'affaccia a San Pietro e je dice: "Ah regazzi, n'e' vvero gnente der paradiso, de l'inferno, dele zzinne e de la coca de satana. So' ttutte fregnacce. Dovete solo volevve bbene tutte quante. Ggesucristo mica e' ddio, che nun esiste, era solo 'n cristiano, e se propio lo volete sape', era communista! Da domane tutte le chiese ce va' a abbita' chi nun cia' la casa, e le robbe de valore se vennono e ce compramo da magna' ppe' tutta ll'Africa fino a la Cina ch'ade' ora de falla finita che la ggente se more de fame, evvia! Mo' vve saluto, annate accasa e penzatece. E ssempre forza Roma". Que' doverebbe da fa', ecco.

 

9. SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

Riletture

- Ernst Bloch, Il principio speranza, Garzanti, Milano 1994, 3 voll. per complessive pp. XXXVIII + 1628.

 

10. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

11. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 2449 del 23 agosto 2016

Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XVII)

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com , sito: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

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