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[Nonviolenza] Telegrammi. 2513



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 2513 del 26 ottobre 2016

Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XVII)

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com

 

Sommario di questo numero:

1. Due semplici domande

2. "Opporsi al razzismo con la forza della verita', della democrazia, della civilta'". Un incontro di riflessione

3. Alcuni testi del mese di aprile 2014 (parte terza)

4. E' deceduta la madre di Alessandro Pizzi

5. Per Gabriel Garcia Marquez

6. Due recenti libri di Nando dalla Chiesa. Un incontro di riflessione a Viterbo

7. Una lettera al Presidente del Senato per l'immediata abolizione degli ospedali psichiatrici giudiziari

8. Virginia Woolf, Simone de Beauvoir, Nadine Gordimer. Voci di donne contro il fascismo

9. In memoria di Tonino Bello

10. La persona umana nel pensiero di Agostino d'Ippona e di Tommaso d'Aquino

11. Senza disarmo non ci sara' mai pace

12. Una lettera alla Presidente della Camera dei Deputati per l'immediata abolizione degli ospedali psichiatrici giudiziari

13. Nelle opere di Laura Boella, Anna Bravo, Adriana Cavarero le ragioni dell'antifascismo e della nonviolenza

14. Nella Giornata della Terra

15. Ricordato Alexander Langer a Viterbo

16. Cosa significa il 25 aprile

17. Nella giornata internazionale del libro

18. Dinanzi alla lapide del martire antifascista Mariano Buratti

19. "Il contributo anarchico alla lotta antifascista". Un incontro di studio a Viterbo

20. Il nostro 25 aprile

21. "La Resistenza oggi si chiama nonviolenza. La Liberazione oggi si chiama disarmo"

22. Dopo il 25 aprile

23. In memoria di Juan Gerardi

24. Il disarmo e la nonviolenza

25. Per Gramsci

26. Per Alfio Pannega

27. Segnalazioni librarie

28. La "Carta" del Movimento Nonviolento

29. Per saperne di piu'

 

1. EDITORIALE. DUE SEMPLICI DOMANDE

 

Poniamoci due semplici domande.

Un essere umano la cui esistenza e' minacciata dalla guerra e dalla fame, dalle dittature e dal terrorismo, ha diritto o no a cercare di salvare la propria vita? A noi sembra di si'.

Alle persone che in fuga dalla morte e passando attraverso mille orrori giungono nel nostro paese abbiamo il dovere di salvare la vita oppure dobbiamo lasciarle morire sotto i nostri occhi senza prestar loro alcun soccorso? A noi sembra che abbiamo il dovere di salvare le loro vite.

*

Siamo esseri umani, e crediamo che tutti gli esseri umani abbiano diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Siamo esseri umani, e crediamo che tutti gli esseri umani appartengano a un'unica umanita' in questo unico mondo casa comune dell'umanita' intera.

Siamo esseri umani, e crediamo che il primo diritto e' non essere uccisi, che il primo dovere e' salvare le vite.

Siamo esseri umani e crediamo che occorre soccorrere, accogliere, assistere tutti gli esseri umani bisognosi di aiuto.

*

Il razzismo e' un crimine contro l'umanita'.

La guerra e' un crimine contro l'umanita'.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

*

Abolire le guerre, gli eserciti, le armi.

Convivere tutti condividendo i beni.

 

2. INCONTRI. "OPPORSI AL RAZZISMO CON LA FORZA DELLA VERITA', DELLA DEMOCRAZIA, DELLA CIVILTA'". UN INCONTRO DI RIFLESSIONE

 

Si e' svolto la sera di martedi' 25 ottobre 2016 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" un incontro di studio sul tema: "Opporsi al razzismo con la forza della verita', della democrazia, della civilta'".

All'incontro ha preso parte Paolo Arena.

*

Paolo Arena, critico e saggista, studioso di cinema, arti visive, weltliteratur, sistemi di pensiero, processi culturali, comunicazioni di massa e nuovi media, e' uno dei principali collaboratori del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo e fa parte della redazione di "Viterbo oltre il muro. Spazio di informazione nonviolenta", un'esperienza nata dagli incontri di formazione nonviolenta che per anni si sono svolti con cadenza settimanale a Viterbo; nel 2010 insieme a Marco Ambrosini e Marco Graziotti ha condotto un'ampia inchiesta sul tema "La nonviolenza oggi in Italia" con centinaia di interviste a molte delle piu' rappresentative figure dell'impegno nonviolento nel nostro paese. Ha tenuto apprezzate conferenze sul cinema di Tarkovskij all'Universita' di Roma "La Sapienza" e presso biblioteche pubbliche. Negli scorsi anni ha animato cicli di incontri di studio su Dante e su Seneca. Negli ultimi anni ha animato tre cicli di incontri di studio di storia della sociologia, di teoria del diritto, di elementi di economia politica. Fa parte di un comitato che promuove il diritto allo studio con iniziative di solidarieta' concreta. Cura il sito www.letterestrane.it

 

3. MATERIALI. ALCUNI TESTI DEL MESE DI APRILE 2014 (PARTE TERZA)

 

Riproponiamo qui alcuni testi apparsi sul nostro foglio nel mese di aprile 2014.

 

4. E' DECEDUTA LA MADRE DI ALESSANDRO PIZZI

 

E' deceduta la madre di Alessandro Pizzi, collaboratore di questo foglio, amico e compagno di lotte, gia' sindaco di Soriano nel Cimino, figura storica della sinistra critica, dell'ambientalismo scientifico e della nonviolenza nell'Alto Lazio.

Ad Alessandro ed ai familiari esprimiamo le nostre condoglianze.

 

5. PER GABRIEL GARCIA MARQUEZ

 

Sara' banale dirlo, ma e' pur vero che Gabriel Garcia Marquez e' stato uno dei maggiori romanzieri del Novecento, e un tenace militante per la liberazione dei popoli e per la difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani.

Nell'ora della morte, anche noi gli rendiamo un estremo saluto; nel dolore per la perdita, e con gratitudine per quanto ha donato all'umanita'.

 

6. DUE RECENTI LIBRI DI NANDO DALLA CHIESA. UN INCONTRO DI RIFLESSIONE A VITERBO

 

Si e' svolto venerdi' 18 aprile 2014 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" un incontro di riflessione a partire da due recenti libri di Nando dalla Chiesa: I fiori dell'oleandro (Melampo, Milano 2014, pp. 232, euro 15), e Manifesto dell'Antimafia (Einaudi, Torino 2014, pp. X + 118, euro 10).

Nel primo dei due libri, che reca come sottotitolo "Donne che fanno piu' bella l'Italia", Dalla Chiesa ha raccolto alcuni profili di donne di forte impegno civile gia' pubblicati nel corso degli ultimi anni su "Il fatto quotidiano"; e' un libro prezioso di microstorie narrate a partire da incontri personali nel vivo dell'impegno condiviso per la democrazia, la solidarieta', la dignita' umana.

Nel secondo libro ha effettuato una utile sintesi dei saperi e delle esperienze del movimento antimafia, di cui l'autore e' da molti anni uno dei fondamentali animatori e degli studiosi piu' illustri.

Sono due libri assai utili, come molti altri del medesimo autore, persona di cui tutti conoscono e riconoscono lo straordinario impegno civile contro i poteri criminali ed il regime della corruzione, lo straordinario rigore morale e intellettuale, la profonda sensibilita', la gentilezza squisita.

*

Concludendo l'incontro il responsabile della struttura nonviolenta viterbese ha evidenziato ancora una volta che la nonviolenza, in quanto antibarbarie, e' quindi ipso facto antifascismo, antimafia, antirazzismo, antimaschilismo; essendo elemento comune del fascismo, della mafia, del razzismo e del maschilismo l'uso della violenza per imporre una barbara dominazione, la nonviolenza e' quella teoria-prassi di liberazione la piu' nitida e la piu' coerente che nel suo stesso agire invera la dignita' umana, realizza giustizia e liberta', eredita e adempie i valori e il mandato di tutte le Resistenze all'inumano, di tutte le lotte di liberazione, di tutte le prassi di emancipazione e di solidarieta'.

*

Le persone partecipanti all'incontro hanno espresso ancora una volta il loro sostegno all'iniziativa nonviolenta "Arena di pace e disarmo" che si svolgera' il 25 aprile all'arena di Verona: "La Resistenza oggi si chiama nonviolenza. La Liberazione oggi si chiama disarmo".

 

7. UNA LETTERA AL PRESIDENTE DEL SENATO PER L'IMMEDIATA ABOLIZIONE DEGLI OSPEDALI PSICHIATRICI GIUDIZIARI

 

Al Presidente del Senato della Repubblica

Oggetto: richiesta di impegno del Parlamento per l'immediata abolizione degli ospedali psichiatrici giudiziari

Egregio Presidente del Senato,

come ricordera', con il decreto-legge 31 marzo 2014, n. 52, "Disposizioni urgenti in materia di superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari", e' stata nuovamente rinviata la chiusura dei manicomi criminali dal primo aprile 2014 al 31 marzo 2015.

Ricordera' anche che lo stesso Presidente della Repubblica ha espresso "estremo rammarico" per il rinvio di una disposizione, l'abolizione dei manicomi criminali, "ispirata a elementari criteri di civilta' e di rispetto della dignita' di persone deboli".

Attualmente ci consta che il decreto sia all'esame della competente Commissione del Senato.

Vorremmo pertanto sollecitare il Senato ad esprimersi affinche' la proroga sia revocata, e quindi si proceda immediatamente alla chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari, essendo palese che essi violano i diritti umani e confliggono con le guarentigie previste dalla Costituzione a tutela della dignita' delle persone.

E' infatti speciosa ed irricevibile l'argomentazione sostenuta dal Governo secondo la quale non sarebbero pronte le alternative: una flagrante violazione della legalita' costituzionale e dei fondamentali diritti umani va fatta cessare subito; nessun pretesto inteso a prolungare un regime di effettuale denegazione del "rispetto della dignita' di persone deboli" puo' essere giammai ammissibile.

Confidando nella sua attenzione, voglia gradire distinti saluti

 

8. VIRGINIA WOOLF, SIMONE DE BEAUVOIR, NADINE GORDIMER. VOCI DI DONNE CONTRO IL FASCISMO

 

Si e' svolto sabato 19 aprile 2014 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" un incontro di riflessione su "Virginia Woolf, Simone de Beauvoir, Nadine Gordimer: voci di donne contro il fascismo, il razzismo, il maschilismo".

L'incontro era parte di una serie di iniziative in preparazione del 25 aprile.

Nel corso dell'incontro sono stati letti e commentati alcuni testi delle tre grandi scrittrici impegnate per la dignita' umana.

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Virginia Woolf, scrittrice tra le piu' grandi del Novecento, nacque a Londra nel 1882, promotrice di esperienze culturali ed editoriali di grande rilievo, oltre alle sue splendide opere narrative scrisse molti acuti saggi, di cui alcuni fondamentali anche per una cultura della pace. Mori' suicida nel 1941. E' uno dei punti di riferimento della riflessione dei movimenti delle donne, di liberazione, per la pace. Opere di Virginia Woolf: le sue opere sono state tradotte da vari editori, un'edizione di Tutti i romanzi (in due volumi, comprendenti La crociera, Notte e giorno, La camera di Jacob, La signora Dalloway, Gita al faro, Orlando, Le onde, Gli anni, Tra un atto e l'altro) e' stata qualche anno fa pubblicata in una collana ultraeconomica dalla Newton Compton di Roma; una pregevolissima edizione sia delle opere narrative che della saggistica e' stata curata da Nadia Fusini nei volumi dei Meridiani Mondadori alle opere di Virginia Woolf dedicati (ai quali rinviamo anche per la bibliografia). Tra i saggi due sono particolarmente importanti per una cultura della pace: Una stanza tutta per se', Newton Compton, Roma 1993; Le tre ghinee, Feltrinelli, Milano 1987 (ma ambedue sono disponibili anche in varie altre edizioni). Numerosissime sono le opere su Virginia Woolf: segnaliamo almeno Quentin Bell, Virginia Woolf, Garzanti, Milano 1974; Mirella Mancioli Billi, Virginia Woolf, La Nuova Italia, Firenze 1975; Paola Zaccaria, Virginia Woolf, Dedalo, Bari 1980; Nadia Fusini, Possiedo la mia anima. Il segreto di Virginia Woolf, Mondadori, Milano 2006; Liliana Rampello, Il canto del mondo reale. Virginia Woolf, la vita nella scrittura, Il saggiatore, Milano 2005. Segnaliamo anche almeno le pagine di Erich Auerbach, "Il calzerotto marrone", in Mimesis, Einaudi, Torino 1977.

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Simone de Beauvoir e' nata a Parigi nel 1908; e' stata protagonista, insieme con Jean-Paul Sartre, dell'esistenzialismo e delle vicende della cultura, della vita civile, delle lotte politiche francesi e mondiali dagli anni Trenta fino alla scomparsa (Sartre e' morto nel 1980, Simone de Beauvoir nel 1986). Antifascista, femminista, impegnata nei movimenti per i diritti civili, la liberazione dei popoli, di contestazione e di solidarieta', e' stata anche lucida testimone delle vicende e degli ambienti intellettuali di cui e' stata partecipe e protagonista. Opere di Simone de Beauvoir: pressoche' tutti i suoi scritti sono stati tradotti in italiano e piu' volte ristampati; tra i romanzi si veda particolarmente: Il sangue degli altri (Mondadori), Tutti gli uomini sono mortali (Mondadori), I mandarini (Einaudi); tra i saggi: Il secondo sesso (Il Saggiatore e Mondadori), La terza eta' (Einaudi), e la raccolta Quando tutte le donne del mondo... (Einaudi). La minuziosa autobiografia (che e' anche un grande affresco sulla vita culturale e le lotte politiche e sociali in Francia, e non solo in Francia, attraverso il secolo) si compone di Memorie d'una ragazza perbene, L'eta' forte, La forza delle cose, A conti fatti, cui vanno aggiunti i libri sulla scomparsa della madre, Una morte dolcissima, e sulla scomparsa di Sartre, La cerimonia degli addii, tutti presso Einaudi. Opere su Simone de Beauvoir: Enza Biagini, Simone de Beauvoir, La Nuova Italia, Firenze 1982 (cui si rinvia per una bibliografia critica ragionata).

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Nadine Gordimer (Johannesburg, 20 novembre 1923) e' una delle piu' grandi scrittrici contemporanee, sudafricana, impegnata contro l'apartheid, Premio Nobel per la letteratura. Opere di Nadine Gordimer: oltre i suoi numerosi volumi di racconti e romanzi (tra cui: Un mondo di stranieri, Occasione d'amore, Il mondo tardoborghese, Un ospite d'onore, La figlia di Burger, Luglio, Qualcosa la' fuori, Storia di mio figlio, Un'arma in casa, Occasione d'amore, L'aggancio, Sveglia!, Il salto, Beethoven era per un sedicesimo nero, tutti presso Feltrinelli; Il bacio del soldato, presso La Tartaruga) segnaliamo Vivere nell'interregno, Feltrinelli, Milano 1990; Scrivere ed essere, Feltrinelli, Milano 1996; Vivere nella speranza e nella storia. Note dal nostro secolo, Feltrinelli, Milano 1999; Scrivere e' vivere. Scritti e interviste, Datanews, Milano 2007. Opere su Nadine Gordimer: AA. VV., Nadine Gordimer: a bibliography of primary and secondary sources, 1937-1992, Hans Zell, London 1994. Cfr. anche i testi apparsi ne "La nonviolenza e' in cammino", nn. 189, 275, 1384; nelle "Notizie minime della nonviolenza" nn. 128, 421, 441 e 468; "La domenica della nonviolenza" nn. 14 e 161 (monografico); "Nonviolenza. Femminile plurale" n. 178 (monografico); "Voci e volti della nonviolenza" nn. 170 e 172 (monografici), e la voce nei "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 529.

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Ovviamente le persone partecipanti all'incontro hanno espresso ancora una volta il loro sostegno all'iniziativa nonviolenta "Arena di pace e disarmo" che si svolgera' il 25 aprile all'arena di Verona: "La Resistenza oggi si chiama nonviolenza. La Liberazione oggi si chiama disarmo".

 

9. IN MEMORIA DI TONINO BELLO

 

Ricorre questo 20 aprile, che quest'anno per i cristiani e' anche il giorno di Pasqua, l'anniversario della scomparsa di don Tonino Bello, il vescovo di Molfetta costruttore di pace, difensore dei diritti di tutti gli esseri umani e dell'intero mondo vivente, deceduto il 20 aprile del 1993, ancora cosi' vivo nella memoria e nell'azione di quanti lo hanno conosciuto ed amato.

E' anche nel suo ricordo, nella fedelta' al suo esempio di uomo di pace diuturnamente impegnato nella solidarieta' concreta, che il 25 aprile all'arena di Verona si svolgera' l'iniziativa nonviolenta "Arena di pace e disarmo": "La Resistenza oggi si chiama nonviolenza. La Liberazione oggi si chiama disarmo".

La nonviolenza e' in cammino.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

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Una breve notizia su Tonino Bello

Tonino Bello e' nato ad Alessano nel 1935, vescovo di Molfetta, presidente nazionale di Pax Christi, e' scomparso nel 1993; costantemente impegnato dalla parte degli ultimi, promotore di iniziative di solidarieta' con gli immigrati, per il disarmo, per i diritti dei popoli e la dignita' umana, ideatore ed animatore di grandi iniziative nonviolente, e' stato un grande costruttore di pace e profeta di nonviolenza. Opere di Tonino Bello: segnaliamo particolarmente, tra le molte sue pubblicazioni, I sentieri di Isaia, La Meridiana, Molfetta 1989; Il vangelo del coraggio, San Paolo, Cinisello Balsamo (Mi) 1996; e' in corso la pubblicazione di tutte le opere in Scritti di mons. Antonio Bello, Mezzina, Molfetta 1993 sgg., volumi vari. Opere su Tonino Bello: cfr. per un avvio Luigi Bettazzi, Don Tonino Bello. Invito alla lettura, San Paolo, Cinisello Balsamo (Mi) 2001; Claudio Ragaini, Don Tonino, fratello vescovo, Edizioni Paoline, Milano 1994; Alessandro D'Elia, E liberaci dalla rassegnazione. La teologia della pace in don Tonino Bello, La Meridiana, Molfetta (Ba) 2000. Nella rete telematica materiali utili di e su Tonino Bello sono nel sito di Pax Christi: www.paxchristi.it, in quello de La Meridiana: www.lameridiana.it e in molti altri ancora.

 

10. LA PERSONA UMANA NEL PENSIERO DI AGOSTINO D'IPPONA E DI TOMMASO D'AQUINO

 

Si e' svolto domenica 20 aprile 2014 a Viterbo un incontro di studio sulla riflessione antropologica di Agostino d'Ippona e di Tommaso d'Aquino.

Come e' noto, Agostino (nato a Tagaste nel 354 e morto ad Ippona nel 430) e Tommaso (nato a Roccasecca nel 1225 o 1226 e morto a Fossanova nel 1274) sono non solo due figure chiave della riflessione teologica cristiana ma anche due pensatori di fondamentale importanza nella tradizione culturale occidentale.

All'incontro ha preso parte il responsabile del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani".

Le persone partecipanti all'incontro hanno espresso il loro sostegno all'iniziativa nonviolenta "Arena di pace e disarmo" che si svolgera' il 25 aprile all'arena di Verona: "La Resistenza oggi si chiama nonviolenza. La Liberazione oggi si chiama disarmo".

 

11. SENZA DISARMO NON CI SARA' MAI PACE

 

Finche' si continuera' a produrre armi, non ci sara' mai pace.

Finche' si continuera' ad addestrare esseri umani ad uccidere esseri umani, non ci sara' mai pace.

La pace richiede il disarmo.

La pace richiede la smilitarizzazione.

Solo la pace salva le vite.

Solo la pace libera le persone oppresse.

Solo la pace consente la democrazia.

Solo nella pace sono possibili giustizia e liberta'.

*

Il 25 aprile ricordiamo e proseguiamo la Resistenza: con l'impegno per la pace, per i diritti umani di tutti gli esseri umani, per il rispetto del mondo vivente: con l'azione per il disarmo, con la scelta della nonviolenza.

Il 25 aprile festeggiamo ed inveriamo la Liberazione: con l'impegno per la pace, per i diritti umani di tutti gli esseri umani, per il rispetto del mondo vivente: con l'azione per il disarmo, con la scelta della nonviolenza.

Il 25 aprile onoriamo e difendiamo la Costituzione della Repubblica: con l'impegno per la pace, per i diritti umani di tutti gli esseri umani, per il rispetto del mondo vivente: con l'azione per il disarmo, con la scelta della nonviolenza.

Il 25 aprile aderiamo all'iniziativa nonviolenta "Arena di pace e disarmo" all'arena di Verona: "La Resistenza oggi si chiama nonviolenza. La Liberazione oggi si chiama disarmo".

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

*

Le persone partecipanti all'incontro di studio su "La persona umana nel pensiero di Agostino d'Ippona e di Tommaso d'Aquino" svoltosi a Viterbo il 20 aprile 2014

 

12. UNA LETTERA ALLA PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI PER L'IMMEDIATA ABOLIZIONE DEGLI OSPEDALI PSICHIATRICI GIUDIZIARI

 

Alla Presidente della Camera dei Deputati

Oggetto: richiesta di impegno del Parlamento per l'immediata abolizione degli ospedali psichiatrici giudiziari

Gentile Presidente della Camera,

come ricordera', con il decreto-legge 31 marzo 2014, n. 52, "Disposizioni urgenti in materia di superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari", e' stata nuovamente rinviata la chiusura dei manicomi criminali dal primo aprile 2014 al 31 marzo 2015.

Ricordera' anche che lo stesso Presidente della Repubblica ha espresso "estremo rammarico" per il rinvio di una disposizione, l'abolizione dei manicomi criminali, "ispirata a elementari criteri di civilta' e di rispetto della dignita' di persone deboli".

Vorremmo sollecitare il Parlamento ad esprimersi affinche' la proroga sia revocata, e quindi si proceda immediatamente alla chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari, essendo palese che essi violano i diritti umani e confliggono con le guarentigie previste dalla Costituzione a tutela della dignita' delle persone.

E' infatti speciosa ed irricevibile l'argomentazione sostenuta dal Governo secondo la quale non sarebbero pronte le alternative: una flagrante violazione della legalita' costituzionale e dei fondamentali diritti umani va fatta cessare subito; nessun pretesto inteso a prolungare un regime di effettuale denegazione del "rispetto della dignita' di persone deboli" puo' essere giammai ammissibile.

Confidando nella sua attenzione, voglia gradire distinti saluti

 

13. NELLE OPERE DI LAURA BOELLA, ANNA BRAVO, ADRIANA CAVARERO LE RAGIONI DELL'ANTIFASCISMO E DELLA NONVIOLENZA

 

Si e' svolto lunedi' 21 aprile 2014 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" un incontro di riflessione sul tema: "Nelle opere di Laura Boella, Anna Bravo, Adriana Cavarero le ragioni dell'antifascismo e della nonviolenza".

Nel corso dell'incontro sono stati letti e commentati alcuni testi delle tre illustri studiose.

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Laura Boella, docente di storia della filosofia morale all'Universita' di Milano, e' tra le massime studiose di Gyorgy Lukacs, Agnes Heller, Ernst Bloch, Hannah Arendt; e' impegnata nella ricostruzione del pensiero femminile nel Novecento; fa parte della redazione della rivista filosofica "aut aut". Tra le opere di Laura Boella: Il giovane Lukacs, De Donato, Bari 1977; Intellettuali e coscienza di classe, Feltrinelli, Milano 1977; Ernst Bloch. Trame della speranza, Jaca Book, Milano 1987; Dietro il paesaggio. Saggio su Simmel, Unicopli, Milano 1987; (a cura di), Letture e discussioni intorno a Levinas, Jankelevitch, Ricoeur, Unicopli, Milano 1988; Parole chiave della politica, Mantova 1995; Hannah Arendt. Agire politicamente, pensare politicamente, Feltrinelli, Milano 1995; Morale in atto, Cuem, 1997; Cuori pensanti. Hannah Arendt, Simone Weil, Edith Stein, Maria Zambrano, Tre Lune, Mantova 1998; con Annarosa Buttarelli, Per amore di altro. L'empatia a partire da Edith Stein, Cortina, Milano 2000; Le imperdonabili. Etty Hillesum, Cristina Campo, Ingeborg Bachmann, Marina Cvetaeva, Tre Lune, Mantova 2000; Grammatica del sentire. Compassione, simpatia, empatia, Cuem, Milano 2004; Sentire l'altro. Conoscere e praticare l'empatia, Cortina, Milano 2006; Neuroetica. La morale prima della morale, Cortina, Milano 2008.

*

Anna Bravo, storica e docente universitaria, vive e lavora a Torino, dove ha insegnato Storia sociale. Si occupa di storia delle donne, di deportazione e genocidio, resistenza armata e resistenza civile, cultura dei gruppi non omogenei, storia orale; su questi temi ha anche partecipato a convegni nazionali e internazionali. Ha fatto parte del comitato scientifico che ha diretto la raccolta delle storie di vita promossa dall'Aned (Associazione nazionale ex-deportati) del Piemonte; fa parte della Societa' italiana delle storiche, e dei comitati scientifici dell'Istituto storico della Resistenza in Piemonte, della Fondazione Alexander Langer e di altre istituzioni culturali. Luminosa figura della nonviolenza in cammino, della forza della verita'. Tra le opere di Anna Bravo: (con Daniele Jalla), La vita offesa, Angeli, Milano 1986; Donne e uomini nelle guerre mondiali, Laterza, Roma-Bari 1991; (con Daniele Jalla), Una misura onesta. Gli scritti di memoria della deportazione dall'Italia,  Angeli, Milano 1994; (con Anna Maria Bruzzone), In guerra senza armi. Storie di donne 1940-1945, Laterza, Roma-Bari 1995, 2000; (con Lucetta Scaraffia), Donne del novecento, Liberal Libri, 1999; (con Anna Foa e Lucetta Scaraffia), I fili della memoria. Uomini e donne nella storia, Laterza, Roma-Bari 2000; (con Margherita Pelaja, Alessandra Pescarolo, Lucetta Scaraffia), Storia sociale delle donne nell'Italia contemporanea, Laterza, Roma-Bari 2001; Il fotoromanzo, Il Mulino, Bologna 2003; A colpi di cuore, Laterza, Roma-Bari 2008; (con Federico Cereja), Intervista a Primo Levi, ex deportato, Einaudi, Torino 2011; La conta dei salvati, Laterza, Roma-Bari 2013.

*

Adriana Cavarero, figura di rilievo del pensiero della differenza sessuale, tra le fondatrici della Libreria delle donne di Milano e della comunita' filosofica "Diotima", e' docente di filosofia politica all'Universita' di Verona e visiting professor presso la New York University; Tra le opere di Adriana Cavarero: Dialettica e politica in Platone, Cedam, Padova 1974; Platone: il filosofo e il problema politico. La Lettera VII e l'epistolario, Sei, Torino 1976; La teoria politica di John Locke, Edizioni universitarie, Padova 1984; L'interpretazione hegeliana di Parmenide, Quaderni di Verifiche, Trento 1984; Nonostante Platone, Editori Riuniti, Roma1990 (traduzione tedesca: Platon zum Trotz, Rotbuch, Berlin 1992; traduzione inglese: In Spite of Plato, Polity, Cambridge 1995, e Routledge, New York 1995); Corpo in figure, Feltrinelli, Milano 1995; Platone. Lettera VII, Repubblica: libro VI, Sei, Torino 1995; Tu che mi guardi, tu che mi racconti, Feltrinelli, Milano 1997; con Franco Restaino (a cura di), Le filosofie femministe, Paravia, Torino 1999; A piu' voci. Filosofia dell'espressione vocale, Feltrinelli, Milano 2003; Orrorismo, Feltrinelli, Milano 2007; Inclinazioni. Critica della rettitudine, Raffaello Cortina Editore, Milano 2014.

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Le persone partecipanti all'incontro hanno espresso ancora una volta il loro sostegno all'iniziativa nonviolenta "Arena di pace e disarmo" che si svolgera' il 25 aprile all'arena di Verona: "La Resistenza oggi si chiama nonviolenza. La Liberazione oggi si chiama disarmo".

 

14. NELLA GIORNATA DELLA TERRA

 

Nella Giornata della Terra indetta dalle Nazioni Unite per ricordarci la nostra responsabilita' nei confronti del mondo vivente che ci ospita e di cui siamo parte, una parola ci sembra raccolga e riverberi il senso e il fine dell'agire adeguato: nonviolenza.

Cessare di uccidere, cessare di distruggere.

Prendersi cura degli altri come di noi stessi.

Essere lievi nei passi e nella voce, nei gesti e negli occhi, nel fare e nel disfare, nell'incontro con gli altri e col mondo.

Rispettare i corpi e le anime.

Sapere che tutti siamo di vento e di polvere, di luce e di acqua.

Comprendere, ovvero accogliere senza sottrarre; e perdonare, ovvero dare in dono.

Riconoscere il limite che e' anche la soglia che rende possibile la relazione.

E quindi opporsi a tutte le violenze e le menzogne; soccorrere ogni umiliato, ogni offeso, ogni perseguitato; abolire la guerra, gli eserciti, le armi; abolire lo sfruttamento che devasta ed annienta ad un tempo umanita' e natura.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

15. RICORDATO ALEXANDER LANGER A VITERBO

 

Si e' svolto nel pomeriggio di martedi' 22 aprile 2014 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" un incontro in memoria di Alexander Langer, una delle figure piu' luminose dell'impegno ambientalista e della nonviolenza.

L'incontro si e' svolto in occasione della "Giornata della Terra".

Sono stati letti e commentati alcuni scritti di Langer, ed il responsabile della struttura nonviolenta viterbese ne ha rievocato la figura anche attraverso il racconto di alcuni ricordi personali.

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Alexander Langer e' nato a Sterzing (Vipiteno) nel 1946, ed e' deceduto nella campagna fiorentina nel 1995. Promotore di infinite iniziative per la pace, la convivenza, i diritti, l'ambiente, la nonviolenza. Per una sommaria descrizione della vita cosi' intensa e delle scelte cosi' generose di Langer rimandiamo ad una sua presentazione autobiografica pubblicata col titolo Minima personalia sulla rivista "Belfagor" nel 1986. Una bella raccolta di suoi scritti e' Il viaggiatore leggero. Scritti 1961-1995, Sellerio, Palermo 1996; su di lui si legga almeno il bel libro di Fabio Levi, In viaggio con Alex, Feltrinelli, Milano 2007. Si veda anche il sito: www.alexanderlanger.org

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Le persone partecipanti all'incontro nel ricordo di Alexander Langer hanno espresso il loro sostegno all'iniziativa nonviolenta "Arena di pace e disarmo" che si svolgera' il 25 aprile all'arena di Verona: "La Resistenza oggi si chiama nonviolenza. La Liberazione oggi si chiama disarmo".

 

16. COSA SIGNIFICA IL 25 APRILE

 

Il 25 aprile rinnova la memoria e riafferma il valore della Resistenza al nazifascismo, della Liberazione dalla dittatura e dalla guerra, della Costituzione repubblicana che della Resistenza e della Liberazione e' il frutto.

E rinnovando questa memoria e questo valore il 25 aprile e' quindi appello a proseguire quell'impegno, ad inverare quella scelta, a realizzare giustizia e liberta', pace e solidarieta'.

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Il 25 aprile significa memoria e pratica della Resistenza contro tutte le uccisioni, contro tutte le persecuzioni, contro tutte le schiavitu'.

Il 25 aprile significa memoria e pratica della Liberazione da ogni violenza e da ogni menzogna.

Il 25 aprile significa memoria e pratica della Costituzione della Repubblica che riconosce e difende i diritti di tutti gli esseri umani.

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Il 25 aprile convoca ad opporsi alla guerra, che sempre consiste nell'uccisione di esseri umani.

Il 25 aprile convoca ad opporsi al totalitarismo, ai poteri criminali, al razzismo, al maschilismo, ad ogni forma di oppressione.

Il 25 aprile convoca ad opporsi ad ogni ritorno della barbarie fascista, comunque camuffata.

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Si e' fedeli al significato del 25 aprile solo se si agisce per la cessazione delle guerre, per la smilitarizzazione e per il disarmo.

Si e' fedeli al significato del 25 aprile solo se si agisce per difendere la vita, la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani.

Si e' fedeli al significato del 25 aprile solo se si agisce per impedire la distruzione di quest'unico mondo casa comune dell'umanita' intera.

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Come recita l'appello di convocazione dell'iniziativa nazionale nonviolenta "Arena di pace e disarmo" che si svolgera' il 25 aprile all'arena di Verona: "La Resistenza oggi si chiama nonviolenza. La Liberazione oggi si chiama disarmo".

Il disarmo e la nonviolenza sono le scelte oggi necessarie per salvare l'umanita' dalla catastrofe.

 

17. NELLA GIORNATA INTERNAZIONALE DEL LIBRO

 

Nella giornata internazionale del libro questo pensiero vorrei enunciare una volta ancora: che mi ha sempre colpito come un presagio il fatto che la parola latina "liber" sia insieme tanto il nome che designa l'oggetto che noi chiamiamo libro, quanto l'aggettivo che designa la persona libera.

Vi e' un legame tra i libri e la liberta': i libri sono uno dei modi (e credo che lungo millenni siano stati il principale) attraverso cui gli esseri umani combattono contro la morte che tutto annienta, attraverso cui si e' edificata la civilta' umana e cosi' si e' difesa e promossa l'umana dignita'.

E' grazie ai libri che le parole di Eschilo e di Lucrezio, di Dante e di Erasmo, di Cervantes e di Shakespeare, di Leopardi e di Kafka, giungono fino a me.

E' anche grazie ai libri che il tentativo di tutte le dittature di mozzare le lingue, abbuiare le menti e ridurre l'umanita' al silenzio e' stato sconfitto.

E' anche grazie ai libri che la felicita' di uno e' stata propagata a molti.

E' anche grazie ai libri che la verita' ha combattuto e molte volte vinto contro l'ignoranza, la menzogna, la violenza, la barbarie.

E' anche grazie ai libri che so molte cose di me stesso e del mondo che non avrei potuto sapere altrimenti.

Come potrei non esserne grato?

Recano i buoni libri il pane degli angeli, e un invito, un comando morale: rispetta e difendi la vita, la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani; difendi il mondo vivente; sii fedele all'umanita'.

 

18. DINANZI ALLA LAPIDE DEL MARTIRE ANTIFASCISTA MARIANO BURATTI

 

La lapide che ricorda Mariano Buratti all'ingresso del liceo viterbese a lui intitolato e' seminascosta da due tavole da cantiere, prigioniera dietro una cancellata chiusa da una catena e un lucchetto; per "lavori in corso" da molti mesi quell'ingresso e' chiuso e la pavimentazione tra il colonnato e il muro ove e' la pietra che reca memoria del martire antifascista e' coperta dalla polvere, dagli escrementi di uccelli e da altra sporcizia.

Domani e' il 25 aprile e tradizionalmente si depone una corona dinanzi alla lapide. Spero che in fretta e furia una qualche istituzione oggi provveda a pulire e rendere accessibile l'area e a restituire pienamente visibile la lapide.

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Questa mattina, 24 aprile, mi sono recato a meditare dinanzi a quella lapide.

Lo faccio quando posso, memore della mia lontana gioventu' quando la lapide di Mariano Buratti leggevo ogni mattina prima di entrare al liceo allora in piazza Dante, ed ogni mattina mi dicevo che occorreva essere degni di quella memoria, fedeli a quel martire. E fedele a quella memoria, a quel martire, erano certo i maestri di vita che in quella scuola incontravi: tra i quali per me "primi e principi" (per riprendere una formulazione leopardiana) Raimondo Pesaresi ed Alessandro Balicchi. Sono passati molti anni, la mia lunga barba e' bianca, il mio passo si e' fatto lento, confido di non aver tradito quei valori, quella memoria, quell'insegnamento, quel dovere morale e civile.

E meditando dinanzi a quella lapide, semioccultata dai tavolacci, tenuta a distanza dalle sbarre e dalla catena e dal lucchetto, in un luogo sporco e abbandonato, mi e' parso sia di cogliere un segno di questo amaro tempo, sia di sentire nitido e forte un appello, quel medesimo appello: a resistere contro l'inumano, a lottare per la liberazione dell'umanita', a difendere la vita, la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani.

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La Resistenza fu infatti innanzitutto rivolta morale di persone che vollero restare umane di fronte all'inumano.

Fu rivolta contro la guerra assassina.

Fu rivolta contro la dittatura che intrinsecamente era gia' guerra e persecuzione e omicidio, e che la guerra mondiale e i suoi cinquanta milioni di uccisi preparava, incubava, recava in grembo come la nube porta la tempesta.

E' una menzogna la museificazione della memoria della Resistenza: la Resistenza non finisce finche' una sola persona e' ancora oppressa.

E' una menzogna la ritualizzazione della memoria della Resistenza: chi la officia come una liturgia la pensa morta e sepolta, ed invece essa e' viva nella lotta contro ogni menzogna, contro ogni violenza, contro ogni barbarie.

E' una menzogna la burocratizzazione della memoria della Resistenza: la burocrazia e' sovente la prima complice del totalitarismo, e' sovente - insieme all'esercito, macchina assassina - l'organizzazione della banalita' del male e lo strumento principe del male radicale.

E' una menzogna la militarizzazione della memoria della Resistenza: la Resistenza fu innanzitutto un grande moto nonviolento di opposizione alla guerra e alle stragi, alle uccisioni ed alle persecuzioni, alle gerarchie e all'ubbidienza cieca e vile; il militarismo e' precisamente l'opposto della Resistenza.

La Resistenza nel nostro paese e' stata l'autentico contributo italiano, del popolo italiano, alla liberazione dell'umanita' dal fascismo, quell'immondo crimine che proprio in Italia era nato e dall'Italia aveva contagiato l'Europa  e il mondo con gli esiti piu' atroci.

Frutto maggiore della Resistenza e' la Costituzione repubblicana, la fedelta' ad essa e' fedelta' alla Resistenza e sua prosecuzione, eredita' e adempimento della Liberazione.

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Oggi fedelta' alla Resistenza, alla Liberazione, alla Costituzione, e' continuarne l'impegno e il programma, difendendo la democrazia e i diritti umani, opponendosi alla guerra, alle dittature, al razzismo, alla schiavitu', ad ogni forma di sfruttamento e di oppressione, di devastazione e distruzione.

In primo luogo quindi fedelta' alla Resistenza, alla Liberazione, alla Costituzione qui ed ora significa impegnarsi per la cessazione della partecipazione militare italiana alla guerra afgana ed a tutte le altre cosiddette "missioni internazionali" che gia' troppe morti hanno provocato.

In primo luogo quindi fedelta' alla Resistenza, alla Liberazione, alla Costituzione qui ed ora significa impegnarsi per il disarmo, poiche' le armi sempre e solo servono a uccidere: occorre cessare di produrre, commerciare ed usare le armi; occorre far cessare ogni addestramento all'uso delle armi ed ogni assuefazione all'uccidere; occorre abolire gli eserciti; occorre riconvertire l'industria bellica a produzioni civili: meno armi, piu' vite umane salvate.

In primo luogo quindi fedelta' alla Resistenza, alla Liberazione, alla Costituzione qui ed ora significa impegnarsi per l'abrogazione di tutte le infami misure razziste imposte nel nostro paese da governi golpisti: occorre abolire i campi di concentramento, occorre abolire le deportazioni, occorre abolire la schiavitu', occorre accogliere tutti gli esseri umani in fuga dalla guerra e dalla fame, occorre riconoscere e difendere i diritti di tutti gli esseri umani: vi e' una sola umanita'.

In primo luogo quindi fedelta' alla Resistenza, alla Liberazione, alla Costituzione qui ed ora significa impegnarsi per difendere la biosfera, casa comune dell'umanita' intera.

In primo luogo quindi fedelta' alla Resistenza, alla Liberazione, alla Costituzione qui ed ora significa impegnarsi affinche' la nonviolenza divenga il criterio, il programma e il metodo della civile convivenza, delle istituzioni democratiche, della politica necessaria.

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Per tutto cio' ricordare la Resistenza e la Liberazione, onorare e difendere la Costituzione della Repubblica Italiana, richiede la scelta del disarmo e della nonviolenza, come giustamente evidenzia l'iniziativa nonviolenta nazionale "Arena di pace e disarmo" che si svolgera' questo 25 aprile a Verona col motto: "La Resistenza oggi si chiama nonviolenza. La Liberazione oggi si chiama disarmo".

Ripetiamolo una volta ancora: il disarmo e la nonviolenza sono le scelte oggi necessarie per salvare l'umanita' dalla catastrofe.

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Questi pensieri questa mattina ho meditato dinanzi alla lapide del martire antifascista Mariano Buratti. Con questi pensieri ho voluto rendergli omaggio. Con questi pensieri rivolgo a chi legge queste parole l'invito a proseguirne la lotta: "La Resistenza oggi si chiama nonviolenza. La Liberazione oggi si chiama disarmo".

 

19. "IL CONTRIBUTO ANARCHICO ALLA LOTTA ANTIFASCISTA". UN INCONTRO DI STUDIO A VITERBO

 

Si e' svolto nel pomeriggio di giovedi' 24 aprile 2014 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" un incontro di commemorazione, di studio e di riflessione sul tema: "Il contributo anarchico alla lotta antifascista".

Nel corso dell'incontro sono stati illustrati e commentati gli utilissimi materiali di studio con preziosa bibliografia pubblicati nel fascicolo di aprile del mensile "A. Rivista anarchica" (una delle migliori riviste italiane di politica e cultura) ma anche in precedenti dossier monografici apparsi sullo stesso prestigioso periodico.

Il responsabile della struttura nonviolenta viterbese, Peppe Sini, ha anche ricordato con viva commozione rievocando personali memorie alcune luminose figure di anarchici che diedero un rilevante contributo alla lotta antifascista, come Sauro Sorbini e come Tomaso Serra, maestri e compagni alla cui testimonianza, al cui insegnamento morale e politico il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo si sente fortemente legato.

Le persone partecipanti all'incontro hanno espresso una volta di piu' un persuaso corale sostegno all'iniziativa nonviolenta "Arena di pace e disarmo" che si svolgera' il 25 aprile all'arena di Verona: "La Resistenza oggi si chiama nonviolenza. La Liberazione oggi si chiama disarmo".

 

20. IL NOSTRO 25 APRILE

 

Il 25 aprile non e' solo il giorno in cui festeggiamo la Liberazione d'Italia nel 1945 e del Portogallo nel 1974, e' anche il giorno in cui nel 1992 ci ha lasciato Ernesto Balducci, indimenticabile maestro e compagno, una delle figure piu' vive del pensiero e dell'azione per la pace, la solidarieta' universale, la liberazione comune, la nonviolenza.

E quindi il nostro 25 aprile e' un giorno insieme di festa e di lutto; festa per la Liberazione dal fascismo, e lutto per le innumerevoli vittime del fascismo e delle guerre fasciste; ed anche lutto per le innumerevoli vittime di tutte le dittature e di tutte le guerre; e infine lutto per tutti coloro che hanno lottato contro il fascismo, per la pace e la dignita' umana, e che non sono piu' vivi: e padre Balducci tutti li rappresenta.

Ma il nostro 25 aprile e' un giorno di memoria che convoca all'agire, un giorno di impegno nel presente, un giorno di lotta; il nostro 25 aprile e' un giorno di lotta nonviolenta contro tutte le uccisioni e le persecuzioni, e' un giorno di lotta nonviolenta per la liberazione dell'umanita'.

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Ed in Italia oggi due sono le lotte principali e decisive da condurre con la forza della verita', con la scelta della nonviolenza: la lotta contro la guerra e per il disarmo; la lotta contro il razzismo e per la vita, la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani.

Infatti tragicamente l'Italia ancora partecipa a guerre scellerate come quella afgana in flagrante violazione della Costituzione repubblicana posta a fondamento del nostro ordinamento giuridico; e ancora in flagrante violazione della Costituzione l'Italia tuttora attua una mostruosa persecuzione razzista nei confronti dei migranti con tanto di campi di concentramento, deportazioni, schiavitu', morti.

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Non festeggi il 25 aprile chi e' complice delle politiche di guerra e di riarmo; non festeggi il 25 aprile chi e' complice delle politiche razziste. Chi impone o favoreggia la guerra e il riarmo, chi impone o favoreggia il razzismo, costui e' complice del fascismo, costui tradisce la Costituzione della Repubblica italiana, costui non e' degno di commemorare la Resistenza e la Liberazione.

Festeggia degnamente il 25 aprile, onora degnamente le vittime del fascismo e della guerra, ricorda degnamente i martiri antifascisti e tutte le donne e gli uomini costruttori di pace, di giustizia e di liberta', solo chi si impegna, oggi ed ogni giorno, contro la guerra e contro le armi, contro il razzismo e contro tutte le discriminazioni, le persecuzioni, le violenze; solo chi si impegna, oggi ed ogni giorno, in difesa dei diritti di tutti gli esseri umani, e in difesa della biosfera casa comune dell'umanita'.

Festeggia degnamente il 25 aprile solo chi rispetta e difende la Costituzione della Repubblica Italiana, la Costituzione antifascista, la Costituzione democratica, la Costituzione che ripudia la guerra, che difende i diritti di tutti gli esseri umani, che accoglie e protegge tutte le persone che cercano pace, giustizia e liberta'.

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Ma non solo il 25 aprile la memoria della Resistenza e della Liberazione deve tradursi in pensiero coerente ed azione costruttiva: tutti i giorni occorre lottare contro la guerra assassina, contro le armi assassine, contro le strutture armate assassine; tutti i giorni occorre lottare contro il razzismo, l'imperialismo, il totalitarismo, il maschilismo, lo sfruttamento; tutti i giorni occorre lottare per la pace e la solidarieta'.

E per inverare il senso e i fini, i valori e il progetto della Resistenza, della Liberazione, della Costituzione repubblicana, occorre la scelta della nonviolenza.

La nonviolenza deve divenire non solo scelta personale e collettiva quotidiana, regola e metodo condivisi, ma anche politica comune, principio organizzatore della civile convivenza, delle relazioni e delle istituzioni, fondamento delle leggi e dei costumi, realizzazione della democrazia nella sua estensione piu' ampia: omnicrazia, ovvero potere di tutti.

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Per tutto cio' questo 25 aprile 2014 trova in Italia il suo luogo di chiarificazione e la sua traduzione in proposta d'azione adeguata nell'iniziativa nonviolenta nazionale che si svolge a Verona, l'"Arena di pace e disarmo" che giustamente afferma che "La Resistenza oggi si chiama nonviolenza. La Liberazione oggi si chiama disarmo" e quindi propone un'autentica e adeguata politica di pace fondata sul disarmo immediato, sul passaggio immediato alla nonviolenza.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

21. "LA RESISTENZA OGGI SI CHIAMA NONVIOLENZA. LA LIBERAZIONE OGGI SI CHIAMA DISARMO"

 

Il 25 aprile e' il giorno di chi non ha ceduto all'inumano e sa che la Resistenza continua.

E quest'anno ha trovato nell'arena di Verona la sua espressione piu' viva, nel necessario motto "La Resistenza oggi si chiama nonviolenza. La Liberazione oggi si chiama disarmo".

Questo appello non resti inascoltato: abolire la guerra, gli eserciti, le armi; abolire il razzismo, i campi di concentramento, le deportazioni, la schiavitu'; realizzare l'impegno dichiarato nella Costituzione repubblicana, nella Dichiarazione universale dei diritti umani.

Oppresse e oppressi di tutti i paesi, unitevi.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

22. DOPO IL 25 APRILE

 

Si e' dunque svolta il 25 aprile all'arena di Verona l'iniziativa nonviolenta "Arena di pace e disarmo" che ha proposto al popolo della pace e della solidarieta', e all'intera popolazione che vive in Italia, una riflessione, un programma, precisi obiettivi.

La riflessione: "La Resistenza oggi si chiama nonviolenza. La Liberazione oggi si chiama disarmo".

E quindi il programma del disarmo e della nonviolenza.

Ovvero, se possiamo esplicitare almeno parzialmente ed orientativamente gli obiettivi in quella riflessione e in quel programma contenuti:

1. La cessazione della partecipazione alle guerre; lo scioglimento delle alleanze militari e l'abolizione delle organizzazioni e delle strutture finalizzate alle guerre e all'oppressione; la cessazione della produzione, del commercio, dell'uso delle armi; lo smantellamento degli arsenali esistenti e la distruzione delle armi disponibili; la cessazione dell'addestramento ad uccidere e l'abolizione delle strutture a cio' finalizzate; la conversione dell'industria bellica ed armiera a produzioni unicamente civili di autentica utilita' sociale; l'abolizione delle forze armate e la loro sostituzione con i Corpi civili di pace e la Difesa popolare nonviolenta.

2. La cessazione della persecuzione razzista dei migranti; l'abolizione dei campi di concentramento; la cessazione della deportazioni; la cessazione del favoreggiamento della schiavitu' da parte dello stato; l'accoglienza e l'assistenza a chi giunge in Italia in fuga da guerre, fame, regimi oppressivi, condizioni di violenza e di sofferenza; la difesa intransigente della vita, della dignita' e dei diritti di tutti gli esseri umani.

3. La lotta al maschilismo, ai poteri criminali, al regime della corruzione, al sistema dello sfruttamento, alla devastazione della biosfera.

4. La difesa della Costituzione repubblicana e della legalita' che salva le vite, l'integrale realizzazione della Dichiarazione universale dei diritti umani.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

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Si e' dunque svolta il 25 aprile all'arena di Verona l'iniziativa nonviolenta "Arena di pace e disarmo" che ha proposto al popolo della pace e della solidarieta', e all'intera popolazione che vive in Italia, una riflessione, un programma, precisi obiettivi.

Da oggi cominci - ovvero prosegua con ancora maggior persuasione - l'impegno per diffondere quella riflessione, per svolgere concretamente ed efficacemente quel programma, per realizzare quei precisi, necessari, urgenti obiettivi.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

23. IN MEMORIA DI JUAN GERARDI

 

Si e' svolta nella mattinata di sabato 26 aprile 2014 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" una commemorazione di Juan Gerardi, il vescovo guatemalteco assassinato dai sicari fascisti il 26 aprile 1998 per far cessare il suo strenuo impegno in difesa dei diritti umani degli indios e per il recupero della memoria storica delle vittime del genocidio compiuto lungo decenni dai militari del regime dittatoriale nei confronti della popolazione di origine maya.

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Anche nel ricordo di Juan Gerardi continui l'impegno contro il fascismo e per la nonviolenza, per il disarmo che salva le vite, per la liberazione dei popoli e in difesa della vita, della dignita' e dei diritti di tutti gli esseri umani.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

24. IL DISARMO E LA NONVIOLENZA

 

Il disarmo, condizione indispensabile per la cessazione delle guerre e delle oppressioni, condizione indispensabile per l'abolizione degli eserciti e delle mafie, condizione indispensabile per relazioni di giustizia e di solidarieta', condizione indispensabile per la democrazia planetaria, condizione indispensabile per il rispetto della vita, della dignita' e dei diritti di tutti gli esseri umani, il disarmo e' il primo impegno dell'umanita' consapevole che vuole far cessare le violenze, impedire la catastrofe della civilta' e della biosfera e garantire un mondo vivibile alle generazioni che verranno, realizzare qui ed ora la nostra umanita'.

La nonviolenza, scelta necessaria per contrastare il fascismo, scelta necessaria per difendere e promuovere il bene comune, scelta necessaria per affermare la verita' che salva le vite e da' senso all'esistere, scelta necessaria per l'etica e la politica che fondano e garantiscono la civile convivenza, scelta necessaria per la liberazione comune e l'universale condivisione, la nonviolenza e' il primo dovere dell'umanita' consapevole che vuole far cessare le violenze, impedire la catastrofe della civilta' e della biosfera e garantire un mondo vivibile alle generazioni che verranno, realizzare qui ed ora la nostra umanita'.

 

25. PER GRAMSCI

 

Nell'anniversario della scomparsa, avvenuta il 27 aprile 1937, il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo ricorda Antonio Gramsci.

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Antonio Gramsci nacque ad Ales, in provincia di Cagliari, nel 1891. Muore a Roma il 27 aprile 1937. La sua figura e la sua riflessione, dal buio del carcere fascista, ancora illumina la via per chi lotta per la dignita' umana, per un'umanita' di liberi ed eguali. Opere di Antonio Gramsci: l'edizione critica completa delle Opere di Antonio Gramsci e' ancora in corso di pubblicazione presso Einaudi. E' indispensabile la lettura delle Lettere dal carcere e dei Quaderni del carcere. Opere su Antonio Gramsci: nell'immensa bibliografia gramsciana per un avvio si vedano almeno le monografie di Festa, Fiori, Lajolo, Lepre, Paladini Musitelli, Santucci, Spriano. Un utile strumento di lavoro e' l'edizione ipertestuale dei Quaderni del carcere in cd-rom a cura di Dario Ragazzini, Einaudi, Torino 2007, ed anche in supplemento a "L'unita'", Nuova iniziativa editoriale, Roma 2007. Alcuni siti utili: www.fondazionegramsci.org e www.gramscitalia.it

*

La riflessione, l'azione, la testimonianza di Gramsci costituisce un appello ineludibile alla lotta per la liberazione dell'umanita', alla difesa nitida e intransigente della dignita' e dei diritti di ogni essere umano, alla scelta dell'universale solidarieta', costituisce uno dei contributi maggiori alla teoria e alla pratica della nonviolenza.

Oppresse e oppressi di tutti i paesi, unitevi.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

26. PER ALFIO PANNEGA

 

Ricorre il 30 aprile l'anniversario della scomparsa di Alfio Pannega, quattro anni fa.

Lo ricordiamo persona generosa, poeta autentico, militante antifascista, amico della nonviolenza, comunista libertario, combattente per la felicita' di tutti, simbolo dell'umanita' solidale, presagio dell'umanita' liberata.

Indimenticabile amico, maestro e compagno.

*

Una breve notizia su Alfio Pannega

Alfio Pannega nacque a Viterbo il 21 settembre 1925, figlio della Caterina (ma il vero nome era Giovanna), epica figura di popolana di cui ancor oggi in citta' si narrano i  motti e le vicende trasfigurate ormai in leggende omeriche, deceduta a ottantaquattro anni nel 1974. E dopo gli anni di studi in collegio, con la madre visse fino alla sua scomparsa, per molti anni abitando in una grotta nella Valle di Faul, un tratto di campagna entro la cinta muraria cittadina. A scuola da bambino aveva incontrato Dante e l'Ariosto, ma fu lavorando "in mezzo ai butteri della Tolfa" che si appassiono' vieppiu' di poesia e fiori' come poeta a braccio, arguto e solenne declamatore di impeccabili e sorprendenti ottave di endecasillabi. Una vita travagliata fu la sua, di duro lavoro fin dalla primissima giovinezza. La raccontava lui stesso nell'intervista che costituisce la prima parte del libro che raccoglie le sue poesie che i suoi amici e compagni sono riusciti a pubblicare pochi mesi prima dell'improvvisa scomparsa (Alfio Pannega, Allora ero giovane pure io, Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2010): tra innumerevoli altri umili e indispensabili lavori manuali in campagna e in citta', per decine di anni ha anche raccolto gli imballi e gli scarti delle attivita' artigiane e commerciali, recuperando il recuperabile e riciclandolo: consapevole maestro di ecologia pratica, quando la parola ecologia ancora non si usava. Nel 1993 la nascita del centro sociale occupato autogestito nell'ex gazometro abbandonato: ne diventa immediatamente protagonista, e lo sara' fino alla fine della vita. Sapeva di essere un monumento vivente della Viterbo popolare, della Viterbo migliore, e il popolo di Viterbo lo amava visceralmente. E' deceduto il 30 aprile 2010, non risvegliandosi dal sonno dei giusti.

Alcuni testi commemorativi sono stati piu' volte pubblicati sul notiziario telematico quotidiano "La nonviolenza e' in cammino", ad esempio negli "Archivi della nonviolenza in cammino" nn. 56, 57, 58, 60; cfr. anche il fascicolo monografico dei "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 265 ed ancora i "Telegrammi della nonviolenza in cammino" nn. 907-909 e 1172, e i fascicoli di "Coi piedi per terra" n. 546 e i nn. 548-552, ed anche infine i testi nei "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 1260, 1261, 1272, 1401 (tutti disponibili dalla pagina web http://lists.peacelink.it/nonviolenza/ ).

 

27. SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

Letture

- AA. VV., Daniel Goleman. La psicologia dell'intelligenza emotiva, Hachette, Milano 2016, pp. 144, euro 9,99.

*

Riletture

- Silverio Corvisieri, "Bandiera Rossa" nella Resistenza romana, Samona' e Savelli, Roma 1968, pp. 216.

*

Riedizioni

- Platone, Simposio, Rcs, Milano 1986, 2016, pp. 240, euro 1 (in supplemento al "Corriere della sera").

 

28. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

29. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 2513 del 26 ottobre 2016

Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XVII)

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com , sito: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

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