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[Nonviolenza] Archivi. 219



 

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ARCHIVI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino" (anno XVII)

Numero 219 del 23 novembre 2016

 

In questo numero:

1. Alcuni testi del mese di maggio 2015 (parte prima)

2. Primo maggio

3. Se "Erinna" non ci fosse...

4. Il gruppo di lavoro su "La nonviolenza in Italia oggi" ricorda Alfio Pannega

5. Gianni

6. In memoria di Andrea Caffi e di Ignazio Silone

7. Se non e' recita la commozione. Quasi un comizio per il primo maggio

8. Cosa si aspetta ancora?

9. In memoria di Augusto Boal e di Paulo Freire

10. Nel centenario della morte di Clara Immerwahr

11. Cosa intendiamo dire quando diciamo "salvare le vite"?

12. Pitocco Debusconi: Le notti insonni

13. Carogno Mozzarecchi: Filastrocca der blacchebblocche

14. L'alternativa nonviolenta alla guerra

15. La strage continua

16. Il gruppo di lavoro su "La nonviolenza in Italia oggi" solidale con il Centro antiviolenza "Erinna"

17. In memoria di Maurice Merleau-Ponty

18. Per fare la pace, per salvare le vite

19. In memoria di Ruth First

20. Riconoscere subito a tutti gli esseri umani il diritto di giungere in modo legale e sicuro nel nostro paese

21. Si potrebbe

22. In memoria di Camillo Berneri

23. Sciopero

24. Un'ovvia opinione di un vecchio comunardo sulla legge elettorale, sulle riforme costituzionali e su altro ancora

25. Un esule, un condannato a morte

26. Solo dieci giorni ancora

27. Ricordando Walter Sisulu

28. Soccorrere, accogliere, assistere

29. La morte che non fa piu' notizia

30. Se non si comincia

31. Cose cosi' ovvie che ci si vergogna a dirle

32. La guerra, le stragi. Come fermarle

33. In memoria di Olympe de Gouges

34. Ripetiamolo ancora una volta

35. Ogni etica, ogni politica

 

1. MATERIALI. ALCUNI TESTI DEL MESE DI MAGGIO 2015 (PARTE PRIMA)

 

Riproponiamo qui alcuni testi apparsi sul nostro foglio nel mese di maggio 2015.

 

2. PRIMO MAGGIO

 

In questo primo maggio, giorno in cui il movimento delle classi sfruttate ed oppresse fa memoria dei soprusi subiti e riafferma l'impegno alla lotta per la liberazione dell'umanita', noi ricordiamo tra i nostri compagni di lotta Alfio Pannega e Gianni Fiorentini.

In questo primo maggio di memoria e d'impegno, noi ricordiamo tutte le vittime di tutte le guerre, di tutte le stragi, di tutte le uccisioni, di tutte le violenze; e fedeli alla loro memoria riaffermiamo le ragioni della nostra lotta per un'umanita' di persone libere ed eguali in diritti, per una societa' libera, egalitaria, fraterna.

In questo primo maggio di memoria e d'impegno, noi torniamo ad affermare che a tutti gli esseri umani in fuga dalla fame e dall'orrore deve essere riconosciuto il diritto di entrare in Italia e in Europa in modo legale e sicuro; noi torniamo ad affermare che l'Italia e l'Europa devono cessare di partecipare alle guerre e di produrre e commerciare armi; noi torniamo ad affermare che l'Italia e l'Europa devono cessare di rapinare interi continenti.

In questo primo maggio di memoria e d'impegno, noi riaffermiamo che vi e' una sola umanita' in un unico mondo vivente casa comune dell'umanita' intera; noi riaffermiamo che ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'; noi riaffermiamo che solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

Viva il primo maggio.

Viva l'internazionale futura umanita'.

La nonviolenza e' in cammino.

 

3. SE "ERINNA" NON CI FOSSE...

 

Se "Erinna" non ci fosse, tante donne vittime di violenza resterebbero senza alcun aiuto, resterebbero nel dolore, nella paura, nella solitudine, e nel concreto, continuo, estremo pericolo di nuove violenze.

Ma il centro antiviolenza "Erinna" a Viterbo c'e', e da molti anni opera incessantemente.

Ed e' necessario che continui ad esserci ed a portare avanti tutte le attivita' in cui le donne che lo animano sono impegnate, dall'ascolto alla consulenza, dall'assistenza all'ospitalita', dalla formazione all'orientamento, dall'informazione alla sensibilizzazione, dall'intervento psicologico a quello legale, dall'aiuto materiale all'accoglienza e alla protezione nella casa-rifugio.

Decisori pubblici insipienti e irresponsabili hanno recentemente negato al centro antiviolenza "Erinna" i fondi a suo tempo ad esso attribuiti ed illegittimamente ed insensatamente da anni trattenuti dall'ente locale incaricato di trasmetterglieli; decisori pubblici insipienti e irresponsabili hanno recentemente preteso di negare l'esistenza stessa della piu' importante esperienza di donne che aiutano le donne vittime di violenza nell'Alto Lazio.

Occorre che ogni persona di volontà buona, ogni associazione democratica, ogni istituzione fedele alla Costituzione repubblicana, nell'ambito delle proprie possibilita', sostengano "Erinna" in questo momento.

*

Dal profondo del cuore chiediamo a chi legge queste righe di inviare al Centro antiviolenza "Erinna" un contributo economico affinche' possa continuare nella sua indispensabile azione, ed un messaggio di solidarieta'.

I contributi possono essere inviati attraverso bonifico bancario intestato ad Associazione Erinna, Banca Etica, codice IBAN: IT60D0501803200000000287042.

O anche attraverso vaglia postale a "Associazione Erinna - Centro antiviolenza", via del Bottalone 9, 01100 Viterbo.

Per contattare direttamente il Centro antiviolenza "Erinna": tel. 0761342056, e-mail: e.rinna at yahoo.it, onebillionrisingviterbo at gmail.com, sito: http://erinna.it

Per destinare al Centro antiviolenza "Erinna" il 5 per mille inserire nell'apposito riquadro del modello per la dichiarazione dei redditi il seguente codice fiscale: 90058120560.

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Facciamo circolare questo appello, facciamo sapere che occorre sostenere il Centro antiviolenza "Erinna". E sosteniamolo insieme.

 

4. IL GRUPPO DI LAVORO SU "LA NONVIOLENZA IN ITALIA OGGI" RICORDA ALFIO PANNEGA

 

Nella Giornata di festa e di lotta del movimento dei lavoratori per la liberazione dell'umanita' ricordiamo il nostro maestro e compagno Alfio Pannega, deceduto cinque anni fa ma ancora vivo nella nostra memoria, nel nostro riflettere, nel nostro agire.

Il gruppo di lavoro su "La nonviolenza in Italia oggi"

Viterbo, primo maggio 2015

*

Una breve notizia su Alfio Pannega

Alfio Pannega nacque a Viterbo il 21 settembre 1925, figlio della Caterina (ma il vero nome era Giovanna), epica figura di popolana di cui ancor oggi in citta' si narrano i  motti e le vicende trasfigurate ormai in leggende omeriche, deceduta a ottantaquattro anni nel 1974. E dopo gli anni di studi in collegio, con la madre visse fino alla sua scomparsa, per molti anni abitando in una grotta nella Valle di Faul, un tratto di campagna entro la cinta muraria cittadina. A scuola da bambino aveva incontrato Dante e l'Ariosto, ma fu lavorando "in mezzo ai butteri della Tolfa" che si appassiono' vieppiu' di poesia e fiori' come poeta a braccio, arguto e solenne declamatore di impeccabili e sorprendenti ottave di endecasillabi. Una vita travagliata fu la sua, di duro lavoro fin dalla primissima giovinezza. La raccontava lui stesso nell'intervista che costituisce la prima parte del libro che raccoglie le sue poesie che i suoi amici e compagni sono riusciti a pubblicare pochi mesi prima dell'improvvisa scomparsa (Alfio Pannega, Allora ero giovane pure io, Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2010): tra innumerevoli altri umili e indispensabili lavori manuali in campagna e in citta', per decine di anni ha anche raccolto gli imballi e gli scarti delle attivita' artigiane e commerciali, recuperando il recuperabile e riciclandolo: consapevole maestro di ecologia pratica, quando la parola ecologia ancora non si usava. Nel 1993 la nascita del centro sociale occupato autogestito nell'ex gazometro abbandonato: ne diventa immediatamente protagonista, e lo sara' fino alla fine della vita. Sapeva di essere un monumento vivente della Viterbo popolare, della Viterbo migliore, e il popolo di Viterbo lo amava visceralmente. E' deceduto il 30 aprile 2010, non risvegliandosi dal sonno dei giusti.

Alcuni testi commemorativi sono stati piu' volte pubblicati sul notiziario telematico quotidiano "La nonviolenza e' in cammino", ad esempio negli "Archivi della nonviolenza in cammino" nn. 56, 57, 58, 60; cfr. anche il fascicolo monografico dei "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 265 ed ancora i "Telegrammi della nonviolenza in cammino" nn. 907-909, 1172, 1260, 1261, 1272, 1401, 1622, 1623, 1624, 1763, 1971, i fascicoli di "Coi piedi per terra" n. 546 e 548-552, e "Voci e volti della nonviolenza" n. 687-690 (tutti disponibili dalla pagina web http://lists.peacelink.it/nonviolenza/ ).

 

5. GIANNI

 

Il primo maggio del 1954 nasceva il nostro compagno di lotte Gianni Fiorentini, che e' morto il 2 febbraio 2011.

Era l'uomo piu' forte e piu' paziente del mondo.

Nessuno sapeva ascoltare come lui, riusciva a comprendere tutto, gli bastava uno sguardo e un sorriso a rispondere alle domande piu' ardue. Sapeva venire in soccorso ogni volta ed ovunque occorresse il suo braccio, il suo cuore.

Aveva studiato le antiche, le degne scritture, e conosceva la vita dei poveri e dei disperati; cosi' saldo era nella sua sapienza da non sentire mai il bisogno di esibire il suo vasto, profondo sapere; cosi' fermo nella verita' che volle mettersi sempre al servizio degli ultimi.

Collaboro' con Ernesto Balducci; fece esperienze di solidarieta' nei luoghi del dolore piu' estremo; amo' il bene che e' in ogni persona, in ogni essere vivente - in ogni persona, in ogni essere vivente riconoscendolo; amo' la bellezza del creato e si batte' per difendere anch'essa natura e la sua integrita' da ogni scempio, da ogni inquinamento, da ogni devastazione.

L'ultimo suo compleanno, il primo maggio del 2010, insieme accompagnammo Alfio Pannega al tumulo. Meno di un anno dopo, il 2 febbraio successivo, fu la volta di Gianni a lasciarci: don Dante Bernini tenne l'omelia con cui lo salutammo.

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Antifascista, amico della nonviolenza, generoso sostegno di cruciali esperienze di solidarieta', nel giorno del suo genetliaco lo ricordiamo a quanti lo conobbero, ne indichiamo ai piu' giovani la figura e la testimonianza che non muore ne' si offusca.

Antonella Litta, sua sposa amatissima, ne continua l'impegno per il bene comune.

La nonviolenza e' in cammino.

 

6. IN MEMORIA DI ANDREA CAFFI E DI IGNAZIO SILONE

 

Ricorreva il primo maggio l'anniversario della nascita tanto di Andrea Caffi (San Pietroburgo, primo maggio 1887 - Parigi, 22 luglio 1955) quanto di Ignazio Silone (Pescina, primo maggio 1900 - Ginevra, 22 agosto 1978), due delle figure piu' luminose del socialismo libertario e della nonviolenza in cammino.

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Andrea Caffi, nato a Pietroburgo il primo maggio 1887 e deceduto a Parigi il 22 luglio 1955, intellettuale e militante, e' una delle figure piu' limpide ed affascinanti (e ingiustamente dimenticate) dell'impegno e della riflessione socialista ed antitotalitaria europea del Novecento. Partecipo' alla rivoluzione russa del 1905 e fu detenuto nelle carceri zariste; soldato nella prima guerra mondiale e piu' volte ferito, tornato in Russia dopo la rivoluzione d'ottobre fu oppositore socialista libertario e nuovamente in carcere; tornato in Italia fu oppositore del fascismo e costretto all'esilio; in Francia fu impegnato nel movimento antifascista (ed in particolare in "Giustizia e Liberta'") e quindi nella Resistenza antinazista; dopo la liberazione a Parigi lavoro' per la casa editrice Gallimard; poliglotta e cosmopolita, collaboro' a molte riviste e intrattenne densi carteggi e profonde amicizie con molti intellettuali impegnati per i diritti umani; e' una delle figure piu' vive della nonviolenza in cammino.

Opere di Andrea Caffi: cfr. per un avvio Critica della violenza, Bompiani, Milano 1966, poi Edizioni e/o, Roma 1995.

Opere su Andrea Caffi: Gino Bianco, Scritti politici di Andrea Caffi, La Nuova Italia, Firenze 1970; Gino Bianco, Un socialista "irregolare": Andrea Caffi, Lerici, Cosenza 1977; Giampiero Landi (a cura di), Andrea Caffi, un socialista libertario, Edizioni Biblioteca Franco Serantini, Pisa 1996; Marco Bresciani, La rivoluzione perduta: Andrea Caffi nell'Europa del Novecento, Il Mulino, Bologna 2009; Marco Bresciani (a cura di), Cosa sperare? Il carteggio tra Andrea Caffi e Nicola Chiaromonte: un dialogo sulla rivoluzione (1932-1955), Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 2012. Cfr. anche i testi di Giampiero Landi e di Alberto Moravia ne "La nonviolenza e' in cammino" nn. 999 e 1447. Molti testi di e su Andrea Caffi sono disponibili nella rete telematica nel sito www.bibliotecaginobianco.it

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Ignazio Silone, nato come Secondino Tranquilli a Pescina dei Marsi, nel cuore della Marsica, il primo maggio 1900; a quindici anni il terremoto lo lascia orfano. Avviene allora l'incontro con don Orione, cui restera' profondamente legato. Impegnato nel movimento socialista, al congresso di Livorno del 1921 aderisce al Partito Comunista, di cui sara' dirigente nel periodo della clandestinita'. Nel 1931, maturate posizioni antitotalitarie, esce dal partito. Negli anni della guerra dirige il centro estero del Partito Socialista. Dal '49 abbandona la militanza politica di partito e per il futuro sara' - come dira' in un'intervista del '61 - "cristiano senza chiesa e socialista senza partito". Nel 1950 viene fondato il movimento per la liberta' della cultura, Silone fonda e dirige la sezione italiana. Nel 1956 con Nicola Chiaromonte fonda e dirige la rivista "Tempo presente". Scompare il 22 agosto 1978. Strenuamente impegnato per la dignita' ed i diritti degli oppressi, intransigentemente antitotalitario, la sua prima e fondamentale opera letteraria, Fontamara, fu quasi un grido di battaglia per l'antifascismo internazionale e ancora dopo e sempre per generazioni di militanti impegnati per i diritti e la dignita' umana. Le recenti ricerche storiografiche in quanto e quando apportino contributi utili e certi alla conoscenza storica e all'acclaramento della verita' fattuale ed esistenziale, non potranno che essere giovevoli e benvenute: la figura dell'autore di Fontamara che dal travaglio e dal momento (il kairos) della scelta antitotalitaria sempre piu' approfondi' e illimpidi' il suo impegno per la giustizia e la dignita' umana, per la nonmenzogna e la nonviolenza, nulla ne ha da temere nella sua grandezza e umanita'.

Opere di Ignazio Silone: un'edizione complessiva e' quella dei Romanzi e saggi, 2 voll., Mondadori, Milano 1998-1999 (cui va aggiunto, edito solo in volume a se', Il fascismo, Mondadori, Milano 2002, 2003); edizioni di singole opere: Fontamara; Il fascismo, le sue origini e il suo sviluppo; Pane e vino (poi: Vino e pane); La scuola dei dittatori; Il seme sotto la neve; Ed egli si nascose; Una manciata di more; Il segreto di Luca; La volpe e le camelie; Uscita di sicurezza; L'avventura di un povero cristiano; Severina; si veda anche il Memoriale dal carcere svizzero. Tutte edite da Mondadori, ad eccezione de: Il fascismo dalla Fondazione Silone (ma ora anche Mondadori), Ed Egli si nascose da Staderini poi da altri editori; Uscita di sicurezza da Vallecchi e poi Longanesi, il Memoriale da Lerici (ma tutti e tre questi ultimi testi ora inclusi nei due volumi mondadoriani dei Romanzi e saggi).

Opere su Ignazio Silone: la biografia di riferimento e' quella di Ottorino Gurgo, Francesco de Core, Silone. L'avventura di un uomo libero, Marsilio, Venezia 1998. Tra i saggi su Silone segnaliamo particolarmente: come introduzioni ad uso scolastico: Carlo Annoni, Invito alla lettura di Silone, Mursia, Milano 1974, 1986; Sebastiano Martelli, Salvatore Di Pasqua, Guida alla lettura di Silone; un libro che vivamente consigliamo e' quello di Giuseppe Tamburrano, Il "caso" Silone, Utet, Torino 2006; come saggi di autrici che lo conobbero ed hanno quindi anche un valore testimoniale: Luce D'Eramo, Ignazio Silone. Studio biografico critico, Mondadori, Milano 1972; Margherita Pieracci Harwell, Un cristiano senza chiesa, Studium, Roma 1991.

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Anche nel ricordo di Andrea Caffi e di Ignazio Silone proseguiamo nell'azione nonviolenta per la pace e i diritti umani; per il disarmo e la smilitarizzazione; contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Vi e' una sola umanita' in un unico mondo vivente casa comune dell'umanita' intera.

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

7. SE NON E' RECITA LA COMMOZIONE. QUASI UN COMIZIO PER IL PRIMO MAGGIO

 

Dopo ogni strage la commozione.

Ma quella commozione deve dare impulso all'azione necessaria per evitare altre stragi.

In questo primo maggio diciamole queste parole.

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La commozione esibita da molti rappresentanti delle istituzioni italiane ed europee dopo la strage nel Mediterraneo del 18 aprile, quali concrete conseguenze ha avuto? Quali decisioni ha promosso adeguate a impedire nuove stragi? Quale consapevolezza ha fatto emergere e quali provvedimenti conseguenti ha indotto ad assumere?

Stiamo ai fatti: ogni persona ragionevole sa che nessuno morirebbe nei naufragi dei barconi nel Mediterraneo se i governi europei consentissero di giungere in modo legale e sicuro nel nostro continente a tutti gli esseri umani in fuga dalla fame e dalla guerra, dai disastri e dall'orrore, dalla persecuzione e dalla morte.

Basterebbe quindi che i governi europei consentissero l'ingresso legale e sicuro in Europa a tutte le persone che ne hanno bisogno per salvare le loro vite, e non vi sarebbero piu' naufragi.

E' tutto qui.

Finche' i governi europei non abrogheranno le misure razziste che condannano le vittime dell'orrore ad affidarsi ai trafficanti illegali per cercar di sfuggire alla morte, fino ad allora le stragi continueranno.

E il cordoglio dei governanti per i morti, la tristezza e la commozione, saranno solo una trista recita.

In questo primo maggio diciamole queste parole.

*

E' possibile salvare le vite di tutti i fuggiaschi in pericolo di morte: basta decidere di soccorrerli, di accoglierli, di assisterli, basta decidere di riconoscere loro il diritto umano di salvare le loro vite; basta riconoscere loro il diritto di giungere nel nostro paese e nel nostro continente in modo legale e sicuro.

Sono le politiche razziste dei governi europei ad aver creato l'illegale mercato gestito dalle mafie dei trafficanti; sono le politiche razziste dei governi europei le prime responsabili delle stragi nel Mediterraneo; sono le politiche razziste dei governi europei a far morire tanti innocenti.

Decidano finalmente i governi europei di salvare le vite invece di sopprimerle.

Decidano finalmente i governi europei di riconoscere ad ogni persona il diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Decidano finalmente i governi europei di permettere a tutti gli esseri umani di entrare in Europa in modo legale e sicuro.

E poiche' i governi europei ancor oggi non fanno cio' che sarebbe giusto, non si adoperano per salvare innumerevoli vite, ebbene, siano allora i popoli europei ad insorgere nonviolentemente per ottenere che quelle vite siano salvate, per imporre ai propri governi il rispetto del primo principio della morale e del diritto: non uccidere, salva le vite.

In questo primo maggio diciamole queste parole.

*

Vi e' una sola umanita' in un unico pianeta casa comune dell'umanita' intera.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

 

8. COSA SI ASPETTA ANCORA?

 

Cosa si aspetta ancora a salvare le vite dei migranti che attraversano il Mediterraneo su imbarcazioni di fortuna in fuga dalla fame, dall'orrore e dalla morte?

Cosa si aspetta ancora a consentire a tutti gli esseri umani l'ingresso legale e sicuro nel nostro paese?

Cosa si aspetta ancora a mettere a disposizione mezzi di trasporto pubblici e gratuiti a persone innocenti vittime di inaudita violenza?

Cosa si aspetta ancora a soccorrere, accogliere, assistere bambine, bambini, donne e uomini la cui vita e' in pericolo?

Cosa si aspetta ancora a rispettare l'impegno scritto nella nostra Costituzione, che recita che "La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo" e che "Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle liberta' democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica"?

Cosa si aspetta ancora?

 

9. IN MEMORIA DI AUGUSTO BOAL E DI PAULO FREIRE

 

Ricorre oggi, 2 maggio, l'anniversario della scomparsa di due grandi intellettuali brasiliani militanti per la liberazione dell'umanita', Augusto Boal e Paulo Freire: Augusto Boal, il drammaturgo creatore del "teatro dell'oppresso", e' deceduto il 2 maggio del 2009 a Rio de Janeiro, dove era nato nel 1931; Paulo Freire, il grande educatore promotore del movimento di cultura popolare e della pedagogia della liberazione, e' deceduto il 2 maggio del 1997 a Sao Paulo (era nato a Recife nel 1921).

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Augusto Boal (Rio de Janeiro, 1931-2009), intellettuale ed attivista per i diritti umani di tutti gli esseri umani, con la sua vasta e preziosa opera teatrale, artistica, educativa, ed in particolare con la geniale pratica del "teatro dell'oppresso", ha elaborato e sperimentato strumenti formativi ed operativi di enorme utilita' per tutti coloro che lottano contro la menzogna e la violenza. Tra le opere di Augusto Boal: Il teatro degli oppressi. Teoria e tecnica del teatro, La Meridiana, Molfetta 2011; Il poliziotto e la maschera, La Meridiana, Molfetta 1993; L'arcobaleno del desiderio, La Meridiana, Molfetta, 1994; Dal desiderio alla legge. Manuale del teatro di cittadinanza, La Meridiana, Molfetta 2002. Tra le opere su Augusto Boal: Guglielmo Schinina', Storia critica del Teatro dell'Oppresso, La Meridiana, Molfetta 1998; Alessandra Gigli, Alessandro Tolomelli, Alessandro Zanchettin, Il teatro dell'oppresso in educazione, Carocci, Roma 2008.

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Paulo Freire e' nato a Recife (Brasile) nel 1921; nel 1961 ha fondato il Movimento di cultura popolare, cominciando ad elaborare ed applicare il metodo di alfabetizzazione legato al suo nome; nel 1964 dopo il colpo di stato militare e' imprigionato; successivamente e' costretto all'esilio; tra i massimi esperti di problematiche educative (con particolar riferimento al Sud del mondo), ha continuato la ricerca e l'attivita' di alfabetizzazione in varie parti del pianeta; e' deceduto nel 1997. Tra le opere di Paulo Freire: La pedagogia degli oppressi, Mondadori, Milano 1980; L'educazione come pratica della liberta', Mondadori, Milano 1977; Pedagogia in cammino, Mondadori, Milano 1979. Cfr. anche il libro-intervista a cura di Edson Passetti, Conversazioni con Paulo Freire, Eleuthera, Milano 1996. Tra le opere su Paulo Freire: Moacir Gadotti, Leggendo Paulo Freire, Sei, Torino 1995; Leandro Rossi, Paulo Freire profeta di liberazione, Edizioni Qualevita, Torre dei Nolfi 1998. Per un rapido avvio alla conoscenza cfr. anche Stefano Del Grande (a cura di), Memorabilia: Paulo Freire, fascicolo monografico del "Notiziario Cdp" n. 161, gennaio-febbraio 1999, Centro di documentazione di Pistoia.

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Anche nel ricordo di Augusto Boal e di Paulo Freire proseguiamo nell'azione nonviolenta per la pace e i diritti umani; per il disarmo e la smilitarizzazione; contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Vi e' una sola umanita' in un unico mondo vivente casa comune dell'umanita' intera.

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

10. NEL CENTENARIO DELLA MORTE DI CLARA IMMERWAHR

 

Cento anni fa, il 2 maggio 1915, Clara Immerwahr, scienziata e pacifista, si toglieva la vita come estremo gesto di opposizione alla guerra e agli orrori e ai massacri di cui la guerra consiste.

La vita e la morte di Clara Immerwahr ci convoca a un severo, ineludibile esame di coscienza; ci convoca a un piu' adeguato, concreto, efficace impegno contro la guerra e la violenza, per salvare le vite - tutte le vite -, per difendere la vita, la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani; ci convoca alla scelta della nonviolenza, che e' la lotta la piu' nitida e la piu' intransigente, la piu' concreta e la piu' coerente, contro tutte le violenze e le menzogne.

Nel centenario della morte di Clara Immerwahr ogni persona di retto sentire e di volonta' buona ne prosegua la lotta: contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Sia questa la prima norma: nessun essere umano sia ucciso.

Sia questa la prima norma: nessun essere umano uccida.

Sia questa la prima norma: nessun essere umano sia posto in condizioni tali da rinunciare alla vita.

Salvare le vite e' il primo dovere.

 

11. COSA INTENDIAMO DIRE QUANDO DICIAMO "SALVARE LE VITE"?

 

Intendiamo dire: salvare le vite.

E per salvare le vite di tutte le persone che oggi muoiono nei naufragi dei barconi nel Mediterraneo e' sufficiente che i governi europei riconoscano il diritto di entrare in Europa in modo legale e sicuro a tutti gli esseri umani, ed a maggior ragione agli esseri umani in fuga dalla fame e dalla morte.

Continuare a negare questo diritto significa continuare a far morire innumerevoli innocenti.

Cosa intendiamo dire quando diciamo "salvare le vite"?

Intendiamo dire: salvare le vite.

 

12. PITOCCO DEBUSCONI: LE NOTTI INSONNI

 

I. Il dottore non capisce

Il dottore non capisce perche' io non riesca a dormire, ed i sonniferi che mi ha prescritto non mi son stati di giovamento alcuno.

Vivo in un paese di antica civilta'. Ma da un po' d'anni succedono certe cose. Non voglio offendere nessuno, ma c'e' gente che sparisce, sparisce in fondo al mare.

Io non approvo che accadano certe cose, e personalmente non ho mai torto un capello a nessuno.

Eppure quando mi metto a letto e spengo la luce non riesco a prendere sonno: mi sembra che ci sia qualcosa di male in quello che sta succedendo, e mi sembra - chiedo venia - che questo male in qualche modo mi coinvolga (cosa del tutto assurda: io faccio il mio lavoro, non mi occupo di politica, sono gentile con tutti e quando posso aiuto gli sfortunati). E cosi' mi rigiro tra le lenzuola tutta la notte e non riesco a chiudere occhio.

Il dottore non capisce perche' io non riesca a dormire, ed i sonniferi che mi ha prescritto non mi son stati di giovamento alcuno.

*

II. Cuorcontento il ciel l'aiuta

Chi e' piu' felice di me?

Sono nato uomo in un mondo in cui gli uomini torturano le donne, e non viceversa.

Sono nato bianco (tendenzialmente rosa, in verita') in un mondo in cui i bianchi fanno schiavi gli altri, e non viceversa.

Sono nato in una famiglia bastantemente ricca in un mondo in cui chi e' colpevole di essere povero e' severamente punito per questo.

Sono nato in un clima temperato, in un paese civile, in una societa' colma di colmi supermercati; chi e' nato nel clima, nel paese e nella societa' sbagliata, evidentemente ha quello che si merita.

Chi e' piu' felice di me?

Ma perche' non riesco a dormire?

*

III. Col triplice cachinno

La strage nel Mediterraneo.

Tutta colpa dei trafficanti, i malvagi trafficanti.

La strage nel Mediterraneo.

Tutta colpa dei migranti stessi, gli stupidi migranti.

La strage nel Mediterraneo.

E mica possiamo occuparci di tutti, abbiamo anche noi i nostri problemi.

Eppure la notte il sonno non viene, faccio cattivi pensieri, sara' la digestione difficile.

*

IV. Tertium non datur

Io?

E che c'entro io?

Sono forse al governo io?

Sono forse un fascista io?

Glielo ho detto io di farsi ammazzare?

*

V. Sine glossa

Caro amico,

possibile che lei non trovi argomenti migliori di quelli che trascrive dal "Volkischer Beobachter"?

Mi lasci alla mia insonnia, e continui pure a fare sogni d'oro.

 

13. CAROGNO MOZZARECCHI: FILASTROCCA DER BLACCHEBBLOCCHE

 

Ppe' ffortuna c'e' 'r blacchebblocche

che dda' ffoco a le Cinquecento

ppe' ffortuna c'e' 'r blacchebblocche

che ppiu' sfascia e ppiu' e' ccontento

ppe' ffortuna c'e' 'r blacchebblocche

ch'ade' ttutta corpa sua.

 

Ppe' ffortuna c'e' 'r blacchebblocche

da fa' vveda 'n televisione

ppe' ffortuna c'e' 'r blacchebblocche

bbrutto, zzozzo e buggiarone

ppe' ffortuna c'e' 'r blacchebblocche

li mortacci mia e tua.

 

Nun ce fosse 'r blacchebblocche

ciavaressimo da ricorda'

de li migranti che famo crepa'.

 

Nun ce fosse 'r blacchebblocche

ciavaressimo da vergogna'

de le guerre che stamo a ffa'.

 

14. L'ALTERNATIVA NONVIOLENTA ALLA GUERRA

 

Tre cose occorrono per far cessare le guerre.

L'abolizione degli eserciti.

Il disarmo.

La difesa popolare nonviolenta e gli interventi civili di pace.

*

La proposta di legge di iniziativa popolare per la "Istituzione e modalita' di funzionamento del Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta" promossa da numerosi movimenti di pace e di solidarieta' pur con gli evidenti suoi limiti va in questa direzione, merita quindi di essere sostenuta.

Mancano pochi giorni alla conclusione della raccolta delle firme, ogni persona di volonta' buona dia il suo contributo.

 

15. LA STRAGE CONTINUA

 

Altre persone morte nel Mediterraneo.

La strage continua.

*

E noi lo sappiamo che di questo massacro la responsabilita' principale e' dei governi europei che impediscono che esseri umani innocenti, costretti ad abbandonare le loro case ed i loro paesi, possano giungere nel nostro continente in modo legale e sicuro, e trovarvi accoglienza e assistenza, rispetto e solidarieta'.

Noi lo sappiamo che basterebbe un tratto di penna per salvare tutte le vite che oggi vengono soppresse nei naufragi dei barconi nel Mediterraneo: un tratto di penna con cui i governi o i parlamenti europei, o almeno uno di essi, il governo o il parlamento italiano, riconoscesse il diritto di tutti gli esseri umani ad entrare in modo legale e sicuro in Europa, in Italia.

Salvare le vite: il primo dovere.

*

Noi lo sappiamo: vediamo questo orrore, ne riconosciamo le cause e gli esiti, sappiamo interpretarlo.

Perche' allora non insorgiamo a costringere i governanti a rispettare le stesse leggi cui hanno giurato fedelta' e che fanno obbligo di salvare le vite?

Perche' non riusciamo a promuovere una massiva mobilitazione delle intelligenze e delle coscienze per questo semplice, elementare scopo: imporre ai governi dei paesi democratici di cessare di provocare l'eccidio che si consuma da anni ed anni ed anni nel mar Mediterraneo per loro diretta responsabilita'?

Perche' non agiamo, con la scelta della nonviolenza, con la forza della verita', per ottenere il rispetto del primo diritto di ogni essere umano, il diritto a non essere ucciso, il diritto ad essere soccorso, il diritto ad essere salvato dalla morte?

Non solo i nostri governi hanno le mani sporche di sangue.

Anche le nostre, anche le mie lo sono.

Salvare le vite: il primo dovere.

*

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Sia riconosciuto immediatamente ad ogni essere umano il diritto di entrare nel nostro paese in modo legale e sicuro.

Sia approntato immediatamente un servizio di trasporto pubblico e gratuito che porti in salvo nel nostro paese tutti gli esseri umani in fuga dalla fame e dalla guerra, dalle persecuzioni e dalle devastazioni, dall'orrore e dalla morte.

Sia garantita immediatamente accoglienza e assistenza nel nostro paese a tutte le persone che ne hanno pieno diritto ai sensi dell'art. 3 e dell'art. 10 della Costituzione della Repubblica Italiana.

Salvare le vite: il primo dovere.

*

Vi e' una sola umanita' in un unico pianeta vivente casa comune dell'umanita' intera.

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Salvare le vite: il primo dovere.

 

16. IL GRUPPO DI LAVORO SU "LA NONVIOLENZA IN ITALIA OGGI" SOLIDALE CON IL CENTRO ANTIVIOLENZA "ERINNA"

 

Il gruppo di lavoro su "La nonviolenza in Italia oggi" e' solidale con il Centro antiviolenza di Viterbo "Erinna"; sottoscrive ed invita a sottoscrivere un contributo finanziario a sostegno delle sue attivita'.

Sostenere i centri antiviolenza e' oggi piu' che mai necessario; sostenere l'attivita' delle donne che aiutano le donne vittime di violenza e' oggi piu' che mai necessario.

Il Centro antiviolenza "Erinna" e' una risorsa preziosa, un bene comune, un servizio semplicemente indispensabile; chiediamo ad ogni persona di volonta' buona, ad ogni associazione solidale e ad ogni istituzione democratica di sostenere "Erinna".

*

I contributi possono essere inviati attraverso bonifico bancario intestato ad Associazione Erinna, Banca Etica, codice IBAN: IT60D0501803200000000287042.

O anche attraverso vaglia postale a "Associazione Erinna - Centro antiviolenza", via del Bottalone 9, 01100 Viterbo.

Per contattare direttamente il Centro antiviolenza "Erinna": tel. 0761342056, e-mail: e.rinna at yahoo.it, onebillionrisingviterbo at gmail.com, sito: http://erinna.it

Per destinare al Centro antiviolenza "Erinna" il 5 per mille inserire nell'apposito riquadro del modello per la dichiarazione dei redditi il seguente codice fiscale: 90058120560.

 

17. IN MEMORIA DI MAURICE MERLEAU-PONTY

 

Ricorreva il 3 maggio l'anniversario della scomparsa di Maurice Merleau-Ponty (Rochefort-sur-Mer, 14 marzo 1908 - Parigi, 3 maggio 1961), illustre filosofo, resistente antifascista, strenuo difensore dei diritti umani.

*

Anche nel ricordo di Maurice Merleau-Ponty proseguiamo nell'azione nonviolenta per la pace e i diritti umani; per il disarmo e la smilitarizzazione; contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Vi e' una sola umanita' in un unico mondo vivente casa comune dell'umanita' intera.

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

18. PER FARE LA PACE, PER SALVARE LE VITE

 

Poiche' gli eserciti servono a fare la guerra, e la guerra consiste dell'uccisione di esseri umani.

Poiche' le armi servono a uccidere, servono a uccidere gli esseri umani.

Per fare la pace, per salvare le vite, occorre anzitutto la smilitarizzazione e il disarmo.

*

La proposta di legge di iniziativa popolare per la "Istituzione e modalita' di funzionamento del Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta" vuole essere un passo in questa direzione.

 

19. IN MEMORIA DI RUTH FIRST

 

Ricorre il 4 maggio l'anniversario della nascita di Ruth First (1925-1982), prestigiosa intellettuale, eroica combattente antirazzista, assassinata dai sicari del regime dell'apartheid.

*

Ruth First, intellettuale e militante antirazzista sudafricana; giornalista, studiosa, docente, nata a Johannesburg nel 1925, compagna di Joe Slovo, prigioniera, esule, muore nel 1982 assassinata a Maputo in Mozambico con un pacco-bomba dai terroristi dei servizi segreti del regime dell'apartheid. Tra le opere di Ruth First: Novanta giorni o l'eternita', La Nuova Italia, Firenze 1971, nuova traduzione con diverso titolo: Un mondo a parte, Mondadori, Milano 1989; Ruth First: alle radici dell'apartheid, Angeli, Milano 1984 (antologia di scritti di Ruth First a cura di Anna Maria Gentili, con ampia introduzione e puntuale bibliografia).

*

Anche nel ricordo di Ruth First proseguiamo nell'azione nonviolenta per la pace e i diritti umani; per il disarmo e la smilitarizzazione; contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Vi e' una sola umanita' in un unico mondo vivente casa comune dell'umanita' intera.

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

20. RICONOSCERE SUBITO A TUTTI GLI ESSERI UMANI IL DIRITTO DI GIUNGERE IN MODO LEGALE E SICURO NEL NOSTRO PAESE

 

Riconoscere subito a tutti gli esseri umani il diritto di giungere in modo legale e sicuro nel nostro paese.

E' l'unico modo per salvare innumerevoli vite.

E' l'unico modo per rispettare e applicare il dettato della Costituzione della Repubblica Italiana.

E' l'unico modo per essere un paese civile, un ordinamento democratico, un popolo non dimentico della sua umanita'.

Riconoscere subito a tutti gli esseri umani il diritto di giungere in modo legale e sicuro nel nostro paese.

 

21. SI POTREBBE

 

Si potrebbe salvarle tutte le persone che oggi muoiono attraversando il Mediterraneo sui barconi della disperazione.

Semplicemente consentendo a tutti gli esseri umani di giungere in Italia in modo legale e sicuro.

*

Invece li si condanna a mettersi nelle mani dei trafficanti ed a subire altre violenze, a rischiare ancora una volta la vita.

Poi, se la fortuna arride loro, se ne salvano una parte, quando si potrebbe salvarli tutti, tutti.

*

Perche' si potrebbe salvarle tutte, tutte, quelle vittime innocenti: semplicemente consentendo a tutti gli esseri umani di giungere in Italia in modo legale e sicuro.

 

22. IN MEMORIA DI CAMILLO BERNERI

 

Ricorre il 5 maggio l'anniversario della morte di Camillo Berneri, intellettuale e militante anarchico, strenuo combattente contro il fascismo. Berneri fu sequestrato e ucciso da sicari stalinisti insieme al compagno anarchico Francesco Barbieri ed a molti altri militanti antifascisti, sia anarchici che del Poum (il Partido Obrero de Unificacion Marxista), ed ogni persona che abbia letto almeno quel libro imprescindibile che e' Omaggio alla Catalogna di George Orwell serba un ricordo incancellabile di quelle tragiche e atroci vicende.

*

Camillo Berneri nacque a Lodi nel 1897, pensatore e militante anarchico, oppositore del fascismo, costretto all'esilio, interlocutore di Carlo Rosselli nella riflessione sul socialismo liberale ovvero libertario, accorso in Spagna partecipo' con strenuo impegno alla lotta contro il fascismo; fu sequestrato e assassinato da sicari stalinisti a Barcellona nel 1937. In una commemorazione tenuta a Viterbo alcuni anni fa si evidenziava come "dalla figura, dalla riflessione, dalla prassi e dalla vicenda politica, intellettuale, morale ed esistenziale di Camillo Berneri discendano insegnamenti e moniti di fondamentale importanza per l'oggi: l'appello all'opposizione a tutti i totalitarismi, a tutti i fanatismi, a tutte le violenze e le menzogne; il dovere morale e politico di recare aiuto a tutte le persone oppresse e sofferenti; la scelta di dedicare le proprie capacita' intellettuali e pratiche alla lotta solidale per la liberazione dell'umanita' intera e alla responsabile difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani; la consapevolezza che la democrazia si difende effettualmente, adeguatamente e concretamente solo se essa e' estesa al riconoscimento della vita, della dignita' e dei diritti di tutti e quindi che essa deve essere  - per dirla con un termine capitiniano - omnicrazia, ovvero rispetto e potere di tutti; e quindi la societa' da edificare deve essere socialista e libertaria, fondata sull'uguaglianza di diritti di tutti e sul rispetto della diversita' di ognuno. Il lascito morale e politico di Camillo Berneri si lega oggi alle altre consapevolezze che alla scelta socialista e libertaria si collegano naturalmente, necessariamente, effettualmente integrandola e inverandola: la scelta antimilitarista ed antirazzista, la scelta femminista ed ecologista, la scelta, per dir l'insieme in una parola sola, della nonviolenza. Nel ricordo di Camillo Berneri, nel ricordo degli antifascisti piu' nitidi e intransigenti, piu' rigorosi e coerenti, prosegue oggi la lotta della nonviolenza in cammino: contro lo scellerato sfruttamento delle persone e della natura; contro tutti i poteri criminali e le guerre assassine; contro tutte le oppressioni, le persecuzioni, le uccisioni; per la difesa della vita, della dignita' e dei diritti di tutti gli esseri umani; per la difesa della biosfera casa comune dell'umanita'. L'alternativa oggi piu' che mai e' tragicamente semplice: per impedire l'abominevole apocalittico trionfo della barbarie fascista onnidistruttiva cui tendono i poteri dominanti planetari, occorre l'impegno responsabile e solidale socialista libertario femminista ecologista nonviolento che solo puo' salvare la civilta' umana e la biosfera dalla catastrofe".

*

Memori anche della testimonianza di Camillo Berneri ancora una volta affermiamo il dovere di proseguire nell'azione nonviolenta per la pace e i diritti umani; per il disarmo e la smilitarizzazione; contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Vi e' una sola umanita' in un unico mondo vivente casa comune dell'umanita' intera.

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

23. SCIOPERO

 

Giusto e' lo sciopero della scuola oggi.

La scuola che occorre e' quella pensata da Virginia Woolf.

La scuola che occorre e' quella realizzata a Barbiana.

La scuola che occorre e' quella di Paulo Freire e di Mario Lodi.

Giusto e' lo sciopero della scuola oggi.

 

24. UN'OVVIA OPINIONE DI UN VECCHIO COMUNARDO SULLA LEGGE ELETTORALE, SULLE RIFORME COSTITUZIONALI E SU ALTRO ANCORA

 

Se il principio della democrazia e' "una persona, un voto"; se il principio della democrazia e' "contare le teste anziche' romperle"; se il principio della democrazia e' "tutte le persone sono eguali in diritti"; ebbene, cosa volete che ne possa pensare un povero vecchierello come chi scrive queste righe di certe decisioni che di quei principi fanno strame?

 

25. UN ESULE, UN CONDANNATO A MORTE

 

Era un esule, era un condannato a morte Dante Alighieri.

Un nostro compagno.

Come le sorelle e i fratelli migranti stipati sui barconi.

 

26. SOLO DIECI GIORNI ANCORA

 

Solo dieci giorni ancora per firmare la proposta di legge d'iniziativa popolare per la Difesa civile non armata e nonviolenta.

E quali che siano i suoi limiti, e quale che sia la nostra opinione sulle reti di associazioni che l'hanno promossa e sul loro operato, invitiamo ancora una volta a sostenerla.

 

27. RICORDANDO WALTER SISULU

 

Ricorre oggi, 5 maggio, l'anniversario della morte di Walter Sisulu (1912-2003), che insieme a Nelson Mandela e' stato uno dei principali animatori della lotta contro il razzismo in Sudafrica, e uno dei piu' grandi testimoni della dignita' umana.

*

Anche nel ricordo di Walter Sisulu proseguiamo nell'azione nonviolenta per la pace e i diritti umani; per il disarmo e la smilitarizzazione; contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Vi e' una sola umanita' in un unico mondo vivente casa comune dell'umanita' intera.

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Oppresse e oppressi di tutti i paesi unitevi nella lotta per la comune liberazione.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

28. SOCCORRERE, ACCOGLIERE, ASSISTERE

 

Salvare le vite e' il primo dovere.

Soccorrere, accogliere, assistere le persone in pericolo di morte.

Riconoscere a tutti gli esseri umani il diritto di salvare la propria vita.

Consentire a tutti gli esseri umani di giungere in modo legale e sicuro nel nostro paese.

Aiutare chi e' in fuga dall'orrore.

Cessare di uccidere.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Vi e' una sola umanita'.

 

29. LA MORTE CHE NON FA PIU' NOTIZIA

 

Continuano a morire i migranti nel Mediterraneo, ma la loro morte fa notizia solo se si raggiunge un nuovo record dell'orrore.

Sono piu' di mille i cadaveri? E' una notizia. Poche decine? Un trafiletto, giusto per fare da spalla allo sproloquio brutale e demente del razzista di turno.

Continuano a morire i migranti nel Mediterraneo, ma la loro morte non commuove piu'.

Continuano a morire i migranti nel Mediterraneo, ma la loro morte non viene riconosciuta come un'enorme questione morale e politica.

Ed invece e' un'enorme questione morale e politica. Ci convoca a chiederci cosa ne e' della nostra umanita'. E ci convoca a chiederci cosa ne e' della nostra democrazia, del nostro ordinamento giuridico, della Repubblica Italiana nata dalla Resistenza al fascismo.

Poiche' queste morti gravano sulle nostre coscienze e sulle nostre istituzioni: infatti basterebbe assai poco per far cessare il massacro, ovvero per salvare tutte, tutte le vite umane che oggi vengono condannate a morire nel Mediterraneo: basterebbe che lo stato italiano riconoscesse a tutti gli esseri umani il diritto ad entrare in modo legale e sicuro nel nostro paese.

Ma lo stato italiano, come gli altri stati dell'Unione Europea, preferisce il massacro.

Ed i popoli europei non trovano la forza, la dignita', l'umanita' d'insorgere contro il massacro.

E il massacro continua.

*

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Salvare le vite e' il primo dovere.

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Vi e' una sola umanita', in un unico mondo vivente casa comune dell'umanita' intera.

 

30. SE NON SI COMINCIA

 

Se non si comincia il disarmo, non finiranno mai le uccisioni.

Se non si comincia ad abolire gli eserciti, la guerra non finira' mai.

Se non si comincia a salvare le vite, non finira' mai la strage.

Se non si comincia a praticare la nonviolenza, la violenza non cessera' mai.

*

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Vi e' una sola umanita'.

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

La nonviolenza e' in cammino.

 

31. COSE COSI' OVVIE CHE CI SI VERGOGNA A DIRLE

 

Che ogni essere umano ha diritto alla vita.

Che l'omissione di soccorso e' un crimine.

Che salvare le vite e' il primo dovere.

*

Semplice e' salvare le vite di tutti i migranti che oggi muoiono nel Mediterraneo: basta consentire a tutti gli esseri umani di giungere in modo legale e sicuro in Europa, in Italia.

Disponendo di mezzi di trasporto legali e sicuri, nessuno si metterebbe nelle grinfie delle reti criminali dei trafficanti.

Decida il governo italiano di rispettare la morale e il diritto, di dare concreta e coerente applicazione all'inequivocabile dettato della Costituzione della Repubblica: "La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo"; "Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle liberta' democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica".

Decida il governo italiano di non far morire piu' tanti innocenti.

Semplice e' salvare le vite di tutti i migranti che oggi muoiono nel Mediterraneo: basta consentire a tutti gli esseri umani di giungere in modo legale e sicuro in Europa, in Italia.

*

Ogni vittima ha il volto di Abele.

 

32. LA GUERRA, LE STRAGI. COME FERMARLE

 

La guerra, le stragi.

Solo il disarmo puo' fermarle.

Solo l'abolizione degli eserciti.

Solo il rifiuto di uccidere.

Solo la scelta della nonviolenza.

 

33. IN MEMORIA DI OLYMPE DE GOUGES

 

Ricorre il 7 maggio l'anniversario della nascita di Olympe de Gouges (1748-1793), la grande pensatrice, scrittrice, drammaturga, militante antischiavista, antirazzista, femminista, autrice della "Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina", assassinata nel 1793.

*

Nel ricordo di Olympe de Gouges proseguiamo nell'azione nonviolenta per la pace e i diritti umani; per il disarmo e la smilitarizzazione; contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Vi e' una sola umanita' in un unico mondo vivente casa comune dell'umanita' intera.

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Oppresse e oppressi di tutti i paesi unitevi nella lotta per la comune liberazione.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

34. RIPETIAMOLO ANCORA UNA VOLTA

 

Nel Mediterraneo degli esseri umani stanno morendo.

Potrebbero tutti essere salvati.

Consentendo a tutti l'ingresso legale e sicuro nel nostro paese.

Innumerevoli vite verrebbero salvate.

E le mafie dei trafficanti perderebbero il loro lucroso mercato.

Questo devono decidere i governi europei, o almeno il governo italiano: consentire a tutti gli esseri umani l'ingresso legale e sicuro in Europa, in Italia.

Salvare le vite e' il primo dovere.

Un unico pianeta, una sola umanita'.

 

35. OGNI ETICA, OGNI POLITICA

 

Ogni etica degna di questo nome, ogni politica degna di questo nome, deve porsi dal punto di vista dell'umanita'.

Ed il compito primo, il fine ultimo, di ogni etica, di ogni politica, deve essere: salvare le vite. Le vite di tutti gli esseri umani.

Alla luce di cio' valutiamo la politica dei governi dell'Unione Europea, e dell'Italia tra essi, rispetto alla strage in corso nel Mediterraneo.

C'e' un solo modo per adempiere adeguatamente al primo dovere di salvare le vite, tutte le vite: consentire a tutti gli esseri umani di giungere in modo legale e sicuro nel nostro continente, nel nostro paese.

 

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ARCHIVI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino" (anno XVII)

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Numero 219 del 23 novembre 2016

 

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