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[Nonviolenza] "Il signor No a Porta Romana". Una conversazione in dodici dita senza il venditore di almanacchi



 

"IL SIGNOR NO A PORTA ROMANA". UNA CONVERSAZIONE IN DODICI DITA SENZA IL VENDITORE DI ALMANACCHI

 

La mattina di venerdi' 25 novembre 2016 nei pressi di Porta Romana a Viterbo il responsabile del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani", Peppe Sini, ha tenuto una conversazione sulle ragioni del No allo stravolgimento della Costituzione repubblicana, democratica, antifascista.

Di seguito un riassunto dei principali argomenti svolti nel corso della conversazione (che si e' dipanata parlando a braccio come si usa tra persone amiche - ma con sotto gli occhi il testo della Costituzione repubblicana, e quello della riforma golpista).

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1. Tra scacchisti

Vale per il sistema delle leggi quello che vale per il gioco degli scacchi: lo spostamento di un solo pezzo muta la configurazione sull'intera scacchiera. Il 4 dicembre si vota sulle modifiche alla Costituzione, ma quelle modifiche non cambiano solo 47 articoli su 139 della nostra carta fondamentale, cambiano l'intera Costituzione, poiche' anche il contenuto degli altri articoli ne viene modificato; cosi' come il "combinato disposto" della riforma costituzionale e della riforma elettorale (il cosiddetto "Italicum", che con la riforma costituzionale fa corpo) muta profondamente il significato di singole proposizioni che restano apparentemente inalterate. L'esempio piu' flagrante: cosa resta della "sovranita' popolare" dell'art. 1 (formalmente non modificato) quando il popolo non elegge piu' direttamente meta' del Parlamento e nell'altra meta' una "minoranza organizzata" si appropria della maggioranza assoluta dei seggi?

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2. Il ritorno del "radioso maggismo"

Ed entriamo nel merito e nel dettaglio delle modifiche.

Con il nuovo art. 78 il potere di deliberare lo stato di guerra, ovvero di votare l'entrata in guerra (che peraltro l'articolo 11 della Costituzione repubblicana dovrebbe esser sufficiente a inibire per sempre, ma purtroppo sappiamo che nella realta' dagli anni '80 questo articolo e' stato tragicamente, proditoriamente violato piu' volte da governi e parlamenti fedifraghi) e' attribuito alla sola Camera dei deputati in cui una "minoranza organizzata" con la nuova legge elettorale avra' la maggioranza assoluta dei seggi. Follia piu' atroce e demente non sapremmo immaginare.

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3. Dalle aule sorde e grigie al bivacco di manipoli, ovvero come si svuotano le istituzioni repubblicane

Con la soppressione del Senato eletto direttamente dal popolo e la sua sostituzione con un consesso dai limitati e confusi poteri composto da consiglieri regionali e sindaci in gita a Roma, il Senato diventa una macchietta e una prebenda. Cosi' meta' dell'organo legislativo e' amputata e gettata nel tritacarne.

Con la Camera dei deputati in cui una "minoranza organizzata" si appropria della maggioranza assoluta dei seggi grazie all'"Italicum", si va verso un regime a partito unico e un'autocrazia, poiche' il partito del governo dispone della maggioranza assoluta dei seggi della Camera e puo' far approvare ogni misura senza dibattito e sostanzialmente senza controlli e senza contrappesi (su gran parte della produzione legislativa la nuova Camera decide da sola indipendentemente dalle eventuali obiezioni del nuovo Senato).

Le opposizioni vengono confinate in un recinto di assoluta ininfluenza. Il voto di chi vota per una forza di opposizione di fatto non conta piu' nulla.

Viene meno la divisione e il controllo dei poteri: il governo decide tutto.

E' arrivato Fortunello. E Gargantua trinca ancora.

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4. Il trionfo della volonta', ovvero il manuale del perfetto oligarca

Col nuovo art. 83 una maggioranza dei due terzi non del plenum dell'assemblea ma dei soli votanti dal settimo scrutinio elegge il Presidente della Repubblica, che puo' divenire cosi' anch'esso espressione della "minoranza organizzata" che si e' appropriata della maggioranza dei seggi alla Camera.

Col nuovo art. 94 la fiducia al governo e' espressa dalla sola Camera dei deputati in mano alla "minoranza organizzata" che si e' appropriata della maggioranza dei seggi.

- Col nuovo art. 135 un Senato non eletto dal popolo ma espressione lottizzata del ceto politico nomina due giudici costituzionali; e una Camera dei deputati in mano a una "minoranza organizzata" altri tre.

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5. Chi fa da se' fa per tre

Col nuovo art. 71 per poter presentare una proposta di legge d'iniziativa popolare non bastano piu' le firme di cinquantamila elettori, ne occorrono centocinquantamila: cioe' il triplo. Salute.

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6. Il referendum di sua maesta', ovvero della "minoranza organizzata"

Col nuovo art. 75 si abbatte il criterio che per la validita' di un referendum deve esprimersi la maggioranza degli aventi diritto al voto. In tempi di imperante astensionismo anche il referendum diviene strumento di una "minoranza organizzata" invece che ultima risorsa del popolo sovrano.

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7. Nel paese degli azzeccagarbugli

Tutta la parte della riforma relativa al titolo V della seconda parte della Costituzione non solo non risolvera' i contenzioni esistenti tra Stato e Regioni, ma li moltiplichera' esponenzialmente, con esiti devastanti per la certezza del diritto e per l'ordinato svolgimento della pubblica amministrazione.

Quanto alla cosiddetta "clausola di supremazia" per cui il Governo si sostituisce nelle decisioni alle Regioni ed agli enti locali essa puo' essere utilizzata per imporre autoritariamente, in totale spregio della democrazia, sciagurate decisioni che possono recare grave danno alle popolazioni dei territori interessati.

Ripetiamolo ancora una volta: le Costituzioni servono a limitare il potere assoluto; con la sua riforma golpista il governo degli apprendisti stregoni viola il principio stesso del costituzionalismo e pretende di appropriarsi di poteri che non gli competono; cosi' peraltro violando il cardine stesso dello stato di diritto: ovvero la separazione e l'equilibrio dei poteri.

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8. Dell'incontinenza verbale, ovvero ancora della neolingua e del bispensiero

Il nuovo art. 70 come formulato dalla riforma degli apprendisti stregoni e' il microcosmo che riflette il macrocosmo.

Ripetiamolo ancora una volta: alla chiarezza cartesiana ed alla limpida brevita' del testo della Costituzione repubblicana che recita lapidariamente "La funzione legislativa e' esercitata collettivamente dalle due Camere", la riforma degli apprendisti stregoni sostituisce un mastodonte barocco di oltre quattrocento parola nelle cui volute si perde la chiarezza, semplicita' ed inequivocabilita' che dovrebbe contraddistinguere ogni legge.

C'e' del metodo in questa follia: basta leggere il nuovo art. 70 per comprendere perfettamente che c'e' del marcio in Danimarca.

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9. La cartomanzia al potere, ovvero del consenso a scatola chiusa

Parti sostanziali dei mutamenti introdotti dalla riforma degli apprendisti stregoni rinviano a leggi ordinarie e a regolamenti che sono ancora da fare (e su cui si sa solo che saranno fatti dal Parlamento riformato, ovvero dal Governo oligarchico): ergo il governo chiede un atto di fiducia su una riforma - che esso stesso riconosce avere parti assai discutibili e presentare ampie lacune - con la promessa che poi porra' rimedio ai vuoti e ai disastri con leggi e regolamenti su cui nulla e' oggi dato sapere.

Quando si dice abusare un po' troppo dell'altrui pazienza e bonomia.

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10. Minimi paralipomeni su anticaglie come la sovranita' popolare, la dignita', il diritto di voto, la fedelta' agli impegni assunti

Nell'art. 1 della Costituzione repubblicana e' scritto che "La sovranita' appartiene al popolo". Ma con la riforma degli apprendisti stregoni il Senato non viene piu' eletto dal popolo e diventa un parlatorio pressoche' privo di poteri e la Camera sara' dominata da una "minoranza organizzata" che non rappresenta affatto la maggioranza del popolo.

Nell'art. 3 della Costituzione repubblicana e' scritto che "Tutti i cittadini hanno pari dignita' e sono eguali davanti alla legge". Ma con la riforma degli apprendisti stregoni la dignita' di chi si oppone al governo e' a dir poco umiliata e irrisa, e l'eguaglianza e' quella della Fattoria degli animali di Orwell.

Nell'art. 48 della Costituzione repubblicana e' scritto che "Il voto e' personale ed eguale, libero e segreto". Ma con la riforma degli apprendisti stregoni il voto di chi non vota per il partito del governo vale cosi' poco da essere del tutto ininfluente e cessa quindi di fatto di essere eguale e libero.

Nell'art. 54 della Costituzione repubblicana e' scritto che "Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi". Il governo ed i parlamentari che hanno approvato lo stravolgimento della Costituzione le sono restati fedeli?

E ancora: nel medesimo art. 54 della Costituzione repubblicana e' scritto che "I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore". Del governo che massacra la Costituzione, e del parlamento eletto con una legge elettorale incostituzionale che non solo persiste ma vota lo stravolgimento della Costituzione, e dei parlamentari eletti con una forza politica ed avendo sottoscritto un programma e che poi hanno cambiato casacca per motivi che chiunque e' in grado di valutare, ebbene, si puo' dire che abbiano adempiuto le loro funzioni "con disciplina ed onore"?

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11. L'arte dell'ingiuria secondo Borges, ovvero: cio' su cui non si vota

Il 4 dicembre non si vota sull'ipertrofia dell'ego del presidente del Consiglio dei ministri, non si vota sull'ignobile turpiloquio di Grillo, non si vota sui funambolismi del pregiudicato Berlusconi, non si vota sui deliri dei razzisti della Lega, non si vota sulle lugubri scempiaggini dei neofascisti. Si vota Si' o No alle modifiche alla Costituzione repubblicana contenute nella riforma golpista degli apprendisti stregoni.

Chi parla d'altro, chi la butta in caciara, cerca di impedire che ci si pronunci nel merito della riforma golpista degli apprendisti stregoni. A chi pretende di distrarci dal merito della questione in discussione, e' agevole replicare con quanto ebbe a scrivere Jorge Luis Borges ne "L'arte di ingiuriare" (citando De Quincey che citava un certo dottor Henderson): "Questo, signore, e' una digressione, attendo il suo argomento".

Nel merito occorre pronunciarsi: e nel merito della riforma golpista degli apprendisti stregoni noi ci pronunciamo, e diciamo No.

Senza odio, senza violenza, senza paura.

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12. Quidam de populo

- Quidam de populo: Ma non c'e' proprio niente di buono in questa riforma?

- Il signor No: No.

- Quidam de populo: Ma senz'altro anche lei riconoscera' che le istituzioni attuali sono lente, e invece dovrebbero diventare rock.

- Il signor No: No.

- Quidam de populo: Ma almeno la riforma e' risparmiosa.

- Il signor No: No.

- Quidam de populo: Ce lo chiede l'Europa, suvvia facciamole questo omaggio.

- Il signor No: No.

- Quidam de populo: Ce lo chiedono i mercati, perche' non farli contenti?

- Il signor No: No.

- Quidam de populo: Ce lo chiede l'America, e se ce lo chiede l'America bisogna obbedire.

- Il signor No: No.

- Quidam de populo: Ma se lei vota no, allora e' un complice dei vecchi poteri, dei poteri forti, della casta, dell'accozzaglia, e le puzza anche il fiato. Lo ammetta, e' un nostalgico dei forchettoni?

- Il signor No: No.

- Quidam de populo: E sia pure, non tutto e' perfetto, non tutto e' compiuto, non tutto e' convincente nella riforma, ma e' pur sempre meglio di niente, e' pur sempre meglio che restare fermi alla Costituzione scritta piu' di mezzo secolo fa in un mondo che non c'e' piu'.

- Il signor No: No.

- Quidam de populo: Chi vota no e' uno sfascista, un mentecatto, uno scarafaggio praghese. Lo ha detto tanta bella gente alla televisione, e la televisione dice sempre la verita', anzi: e' la verita'.

- Il signor No: No.

- Quidam de populo: Quindi lei non vuole semplificare, non si straccia le vesti per la governabilita', non le si stringe il cuore al grido di dolore di J.P. Morgan?

- Il signor No: No.

- Quidam de populo: Se votate No, e' chiaro, non cambia niente, non cambiera' mai niente. Non vi vergognate, voi e sua eccellenza il principe di Salina?

- Il signor No: No.

- Quidam de populo: Ma almeno riconoscerete che il bicameralismo paritario e' la schifezza delle schifezze.

- Il signor No: No.

- Quidam de populo: Ma almeno ammetterete che il Cnel va abolito, sono tutti d'accordo.

- Il signor No: No.

- Quidam de populo: Ma almeno converrete che la riforma risolve il contenzioso tra Stato e Regioni.

- Il signor No: No.

- Quidam de populo: Insomma, caro signore, a lei e ai suoi sodali non vi sta bene proprio niente di quel che il governo vuol fare per il bene del popolo bue?

- Il signor No: No.

- Quidam de populo: Ma almeno riconoscerete che il governo ha fatto tante cose buone, il "jobs act", il salvataggio delle banche, "la buona scuola", gli interventi militari in giro per il mondo e le forniture di armi ai governi amici per le loro politiche malthusiane... Non sono forse cose buone e giuste, nostro dovere e fonte di petrolio?

- Il signor No: No.

- Quidam de populo: Visto che vi piace tanto la Costituzione communista scritta da quella gentaglia che era stata in galera, al confino, in esilio, che si era ribellata ai poteri costituiti, al duce e a sua maesta' l'imperatore, perche' non vi trasferite in Siberia e la piantate di dar fastidio ai galantuomini?

- Il signor No: No.

 

Il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo

 

Viterbo, 25 novembre 2016

 

Mittente: "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it, centropacevt at gmail.com, centropaceviterbo at outlook.it