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[Nonviolenza] Archivi. 223



 

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ARCHIVI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino" (anno XVII)

Numero 223 del 27 novembre 2016

 

In questo numero:

1. Alcuni testi del mese di marzo 2015 (parte prima)

2. Ogni migrante e' un essere umano

3. Olof Palme, costruttore di pace. Un ricordo

4. Il nostro otto marzo

5. Un sito di riferimento

6. Cose gia' dette e da dire ancora

7. Mario Lodi, maestro

8. Il femminismo e' la nonviolenza

9. Da Vetralla (Vt) una lettera al Sindaco di Vicenza

10. Commemorando Giorgio Bassani, Italo Mancini, Ryszard Kapuscinski

11. L'orco

12. Per Emilio Lussu, nell'anniversario della morte

13. Assia Djebar

14. Quattro pensatrici della nonviolenza in cammino

15. Questo otto marzo

16. Settanta milioni di pugnalate

17. Una vecchia fotografia

18. Approssimandosi l'otto marzo

19. Ancora alcune parole sull'otto marzo

20. Per Jean Baudrillard

21. Per l'incontro dell'11 marzo del "Tavolo per la pace" di Viterbo

 

1. MATERIALI. ALCUNI TESTI DEL MESE DI MARZO 2015 (PARTE PRIMA)

 

Riproponiamo qui alcuni testi apparsi sul nostro foglio nel mese di marzo 2015.

 

2. OGNI MIGRANTE E' UN ESSERE UMANO

 

E quindi portatore di tutti i diritti umani.

Del diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Vi e' una sola umanita' in un unico mondo casa comune dell'umanita' intera.

Siano abolite tutte le scellerate misure razziste e assassine in Italia e in Europa.

Sia garantita accoglienza, assistenza e rispetto a tutte le persone in fuga da guerre, dittature, persecuzioni, devastazioni, fame e morte.

Si impegni l'Italia, si impegni l'Europa affinche' cessino nel mondo guerre e persecuzioni.

Si impegni l'Italia, si impegni l'Europa affinche' ovunque nel mondo siano riconosciuti, rispettati, promossi i diritti di tutti gli esseri umani.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

3. OLOF PALME, COSTRUTTORE DI PACE. UN RICORDO

 

Nell'anniversario della tragica scomparsa di Olof Palme (assassinato a Stoccolma - dove era nato nel 1927 - il 28 febbraio 1986), il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo ricorda lo statista socialdemocratico svedese e lo strenuo suo impegno contro la guerra, contro il razzismo, per il disarmo.

*

Nel ricordo di Olof Palme proseguiamo nell'azione nonviolenta per la pace e i diritti umani; per il disarmo e la smilitarizzazione; contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Pace, disarmo, smilitarizzazione.

Oppresse e oppressi di tutto il mondo, unitevi nella lotta per la liberazione comune.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

4. IL NOSTRO OTTO MARZO

 

Il nostro otto marzo e' cominciato il 14 febbraio, con la giornata mondiale di azione nonviolenta dell'"One Billion Rising". Per la terza volta.

E vibrava e splendeva in quel 14 febbraio tutta la forza e tutta la bellezza dell'otto marzo, della lotta delle donne contro la violenza maschilista, della lotta delle donne per la liberazione dell'umanita'.

E quelle buone vibrazioni, quel luminoso manifestarsi, fino all'otto marzo si protendono, ed oltre.

Poiche' il maschilismo e' la prima violenza e la prima radice di tutte le altre violenze - dalla guerra al razzismo, allo sfruttamento feroce e totalitario degli esseri umani e della natura -, la lotta delle donne contro la violenza maschilista e patriarcale e' quindi la corrente calda, il cuore pulsante della nonviolenza in cammino, e' l'insurrezione morale e intellettuale dell'umanita' per la liberazione comune.

In ogni luogo si manifesti l'8 marzo come gia' il 14 febbraio.

La nonviolenza e' in cammino, con voce e con volto di donna, con passo di danza, con lucido sguardo, saldo il cuore ed alta la testa: l'umanita' merita di essere libera, l'umanita' merita di essere felice.

 

5. UN SITO DI RIFERIMENTO

 

One Billion Rising: www.onebillionrising.org

 

6. COSE GIA' DETTE E DA DIRE ANCORA

 

I. La prima radice

La prima radice di ogni altra violenza e oppressione e' la dominazione maschilista e patriarcale che spezza l'umanita' in due e nega piena dignita' e uguaglianza di diritti a meta' del genere umano e cosi' disumanizza l'umanita' intera.

Solo abolendo la dominazione maschilista e patriarcale si puo' sconfiggere la violenza che opprime, dilania, denega l'umanita'.

Solo abolendo la dominazione maschilista e patriarcale l'umanita' puo' essere libera e solidale.

*

II. Non solo l'8 marzo e' l'8 marzo

Non solo l'8 marzo, ma tutti i giorni dell'anno occorre lottare contro il femminicidio e la violenza sessuale.

Non solo l'8 marzo, ma tutti i giorni dell'anno occorre lottare contro il maschilismo e il patriarcato.

Non solo l'8 marzo, ma tutti i giorni dell'anno occorre lottare in difesa della vita, della dignita' e dei diritti di tutti gli esseri umani.

Non solo l'8 marzo, ma tutti i giorni dell'anno occorre lottare contro tutte le violenze e tutte le complicita' con la violenza e tutte le ideologie della violenza.

Non solo l'8 marzo, ma tutti i giorni dell'anno occorre che siano l'8 marzo.

Vi e' questa ineludibile evidenza: che la violenza maschile contro le donne e' la prima radice di ogni altra violenza.

Vi e' questa ineludibile evidenza: che la violenza maschile contro le donne e' il primo nemico dell'umanita'.

Vi e' questa ineludibile evidenza: ne discende il tuo primo dovere.

La lotta delle donne per la liberazione dell'umanita' e' la corrente calda della nonviolenza in cammino. Questo significa l'8 marzo.

Sostenere la lotta delle donne per la liberazione dell'umanita' e' il primo dovere di ogni persona decente. Questo significa l'8 marzo.

Ogni volta che fai la cosa giusta per contrastare la violenza maschilista, quel giorno e' l'8 marzo.

Non solo l'8 marzo, ma tutti i giorni dell'anno occorre che siano l'8 marzo.

*

III. Dal femminismo molti doni

Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che vi e' una sola umanita', composta di persone tutte differenti le une dalle altre e tutte eguali in diritti.

Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che sfera personale e sfera politica non sono separate da un abisso: sempre siamo esseri umani.

Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza del partire da se'.

Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza dell'incontro con l'altro.

Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che e' la nascita, l'esperienza e la categoria che fonda l'umana convivenza, l'umano sapere.

Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che la pluralita', e quindi la relazione, e' la modalita' di esistenza propria dell'umanita'.

Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che i corpi contano, che noi siamo i nostro corpi.

Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che ogni forma di autoritarismo, ogni forma di militarismo, ogni forma di dogmatismo reca gia' la negazione dei diritti umani di tutti gli esseri umani.

Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che la prima radice dell'organizzazione sociale e della trama relazionale violenta e' nel maschilismo e nel patriarcato.

Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che solo la nonviolenza contrasta la violenza, che solo il bene vince il male, che solo l'amore si oppone alla morte, che solo l'ascolto consente la parola.

Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che compito comune e' generare e proteggere la vita, prendersi cura delle persone e del mondo per amore delle persone e del mondo.

Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che compito comune e' opporsi ad ogni oppressione, ad ogni sfruttamento, ad ogni ingiustizia, ad ogni umiliazione, ad ogni denegazione di umanita', ad ogni devastazione della biosfera.

Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che solo l'arte della compassione fonda la lotta di liberazione.

Il femminismo che e' il massimo inveramento storico della nonviolenza.

Il femminismo che e' la corrente calda della nonviolenza.

Il femminismo che e' il cuore pulsante del movimento di autocoscienza e di liberazione dell'umanita'.

E diciamo femminismo e sappiamo che dovremmo dire femminismi, che dovremmo dire pensiero delle donne e movimenti delle donne.

Ma diciamo femminismo e pensiamo a una tradizione che lega infinite donne che hanno praticato l'etica della responsabilita' e della liberazione, da Saffo a Vandana Shiva, da Simone Weil a Virginia Woolf, da Edith Stein a Milena Jesenska, da Etty Hillesum a Ginetta Sagan, da Rosa Luxemburg ad Hannah Arendt, da Germaine Tillion ad Anna Politkovskaja, da Simone de Beauvoir a Franca Ongaro Basaglia, da Olympe de Gouges a Luce Fabbri.

Dal femminismo molti doni tutte e tutti abbiamo ricevuto.

In questo otto marzo di ascolto, di memoria, di lotta, diciamo anche la nostra gratitudine.

*

IV. Sommessa un'opinione. Ed un ringraziamento

Se la viva commozione non m'inganna, mi sembra che l'iniziativa One Billion Rising del 14 febbraio 2013 contro la violenza sulle donne sia stata - per estensione planetaria, ma anche per chiarezza di contenuti, adeguatezza delle forme, capacita' di favorire la partecipazione piu' ampia e piu' consapevole, mobilitando teste e cuori, pensieri e passioni, menti e corpi - la piu' grande manifestazione nonviolenta globale nel corso dell'intera storia umana.

Ancora una volta il movimento delle donne, la sapienza delle donne, il coraggio delle donne, la lotta delle donne si conferma essere la corrente calda della nonviolenza, si conferma essere l'esperienza storica decisiva nel cammino di liberazione dell'umanita'.

Ed ancora una volta si conferma questa cruciale verita': che solo se si riuscira' a contrastare, sconfiggere, abolire la violenza maschile, e l'ideologia e le strutture e le prassi della violenza maschilista e patriarcale, solo allora si riuscira' a difendere e promuovere i diritti umani di tutti gli esseri umani, a realizzare pace e giustizia, civile convivenza responsabile e solidale tra tutti gli esseri umani e tra gli esseri umani e l'intero mondo vivente.

La nonviolenza e' in cammino con volto e con voce di donna, con passo lieve di danza, in profonda schiudente armonia, in una trama relazionale che unisce in piena coerenza mezzi e fini, che avvicina persona a persona e l'umanita' intera raggiunge, riconosce, libera.

E che in questa luminosa giornata anche non pochi uomini mettendosi alla scuola e all'ascolto delle donne abbiano saputo cogliere l'occasione per esprimere la volonta' di rompere ogni omerta' e complicita' col femminicidio, col maschilismo, col patriarcato, per esprimere la scelta di opporsi alla violenza maschile, ebbene, anche questo e' un dono e un frutto dell'iniziativa delle donne, del pensiero e del movimento delle donne, di cui anche il vecchio che scrive queste righe ad esse e' grato con tutto il cuore.

E che dopo il 14 febbraio ogni giorno continui e si estenda ed ovunque si inveri quel che il 14 febbraio e' accaduto: il manifestarsi dell'impegno dell'umanita' affinche' cessi la violenza maschile sulle donne.

*

V. E quindi

Occorre opporsi al maschilismo e al patriarcato, ed opponendosi al maschilismo e al patriarcato ci si oppone anche al razzismo, alla guerra, alla devastazione dell'ecosistema, a tutti i poteri criminali, a tutte le forme di sfruttamento ed oppressione.

Occorre riconoscere, difendere e promuovere i diritti umani di tutti gli esseri umani.

E quindi: occorre sostenere i centri antiviolenza e le case delle donne.

E quindi: occorre la parita' di rappresentanza di genere ovunque si decide cio' che tutte e tutti riguarda.

E quindi: occorre applicare subito pienamente la Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica.

Vi e' una sola umanita'.

*

VI. Segni dei tempi

Sabato 14 febbraio in tutto il mondo milioni di donne, bambine e bambini (e un numero crescente di uomini finalmente postisi all'ascolto e alla scuola delle donne) hanno occupato piazze e strade e hanno danzato per mettere fine alla violenza contro le donne, per mettere fine alla storia dell'orrore e dare inizio alla storia della liberta'.

Aprendo spazi di felicita' condivisa nell'affermazione della solidarieta' che ogni essere umano riconosce e sostiene.

Indicando la via dell'azione nonviolenta per la salvezza dell'umanita' che e' una.

Lo abbiamo visto anche a Viterbo, per il terzo anno consecutivo, ed ancora una volta i nostri occhi si sono colmati di lacrime di gioia e di gratitudine.

E' stata, per il terzo anno consecutivo, la luminosa, aggettante, sublime esperienza di lotta e di condivisione dell'One Billion Rising, intimamente e coralmente vissuta e donata.

Lo stesso giorno in tanti, troppi luoghi del mondo i piu' tristi e feroci e smarriti epigoni della violenza maschilista e patriarcale hanno nuovamente ucciso ed ucciso, a colpi di mitra e di mortaio, con i bombardamenti e le coltellate, estinguendo ad un tempo le altrui vite e la parte migliore della propria stessa umanita', annichilendo le esistenze altrui e pietrificando il proprio stesso cuore, rendendo piu' misero, piu' infelice, piu' inabitabile, piu' disumano il mondo.

E a questo orrore tu devi opporti, con la forza della verita', con la forza della solidarieta', con la forza della civilta', con la forza della democrazia, con la forza della nonviolenza.

Due eventi antitetici che rivelano l'alternativa radicale che si apre dinanzi a un'umanita' sull'orlo dell'abisso.

Le donne che hanno dato vita, in fervore e splendore, all'One Billion Rising aprono una via alla pace, alla giustizia, alla convivenza, al bene comune ed alla comune sobria possibile felicita'; costruiscono un ponte oltre l'abisso del male: che l'intera umanita' sappia percorrerlo.

Chi ancora riproduce all'interno dell'unica umana famiglia l'infamia del fratricidio, chi ancora prosegue nell'adorazione della violenza, nell'asservimento al male, nell'agire assassino, contribuisce a precipitare l'umanita' nel baratro.

E' chiaro cosa occorre fare: opporsi alla guerra e a tutte le uccisioni; opporsi al razzismo e a tutte le persecuzioni; opporsi al maschilismo e a tutte le oppressioni.

E' chiaro cosa occorre fare: abolire le guerre, gli eserciti e le armi; rispettare, difendere e promuovere la vita, la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani; scegliere la nonviolenza.

Poiche' solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita' dalla catastrofe.

La nonviolenza che sa che l'umanita' e' una e plurale, capace del miracolo della nascita, affamata di pace e di giustizia, valore infinito incarnato in ogni persona, che reca in se' la sapiente virtu' procreatrice di bene.

La nonviolenza che sa contrastare in modo concreto e coerente, e sconficcare e sconfiggere quindi il male ad un tempo banale e radicale che l'umanita' strazia e corrompe ed annienta.

La nonviolenza di cui il pensiero e le lotte delle donne sono la corrente calda, la decisiva esperienza storica, la teoria e la prassi adeguate e feconde.

La nonviolenza che ha volto e voce di donna.

La nonviolenza con passo di danza in cammino.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Pace, disarmo, smilitarizzazione.

Il primo dovere e' salvare le vite.

L'One Billion Rising indica all'umanita' la via della solidarieta' che salva, la via della responsabilita' per amore dell'umanita' e del mondo vivente, la via della liberazione comune.

In commozione e meditazione questo sento, questo so, questo dico.

E ad Anna, a Flavia, a Valentina ed a tutte le altre che ovunque nel mondo l'One Billion Rising hanno promosso e realizzato, e che giorno per giorno contrastano la violenza maschilista e patriarcale e cosi' difendono l'umanita' di tutti gli esseri umani, anche la mia, queste poche fragili e volatili parole esprimano intera la mia gratitudine.

 

7. MARIO LODI, MAESTRO

 

Il 2 marzo 2014 e' deceduto Mario Lodi, maestro.

Dei libri che davano conto delle sue esperienze educative tutti ci siamo nutriti, della sua biblioteca di lavoro tutti abbiamo fatto uso, e delle sue narrazioni e memorie, delle sue ricerche e iniziative, delle sue proposte d'azione.

C'e' un libro fra tanti, Il corvo, che personalmente ritengo un capolavoro assoluto, tra i libri piu' nitidi e belli per capire l'antifascismo e la nonviolenza, che sono la stessa cosa.

*

Nel ricordo di Mario Lodi proseguiamo nell'azione nonviolenta per la pace e i diritti umani; per il disarmo e la smilitarizzazione; contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni.

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Oppresse e oppressi di tutto il mondo, unitevi nella lotta per la liberazione comune.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

8. IL FEMMINISMO E' LA NONVIOLENZA

 

Proprio perche' il maschilismo e' la prima violenza e la prima radice di tutte le altre violenze, dalla guerra al razzismo, allo sfruttamento feroce e totalitario degli esseri umani e della natura, ne consegue che il pensiero e la lotta delle donne, quella tradizione e quel campo di esperienze e riflessioni che chiamiamo femminismo, e' la corrente calda e il cuore pulsante del pensiero e della lotta per la liberazione dell'umanita'.

Il femminismo e' la nonviolenza in cammino.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

9. DA VETRALLA (VT) UNA LETTERA AL SINDACO DI VICENZA

 

Al Sindaco di Vicenza

e per opportuna conoscenza: ai mezzi d'informazione

Oggetto: sostegno all'impegno affinche' sia restituita al piu' presto una sede adeguata alla "Casa per la Pace" di Vicenza

Egregio Sindaco,

uniamo anche i nostri voti a quelli di tante persone, associazioni ed istituzioni che gia' le hanno espresso con viva sollecitudine la richiesta che alla "Casa per la Pace" di Vicenza, prestigiosa istituzione pubblica apprezzata a livello internazionale, sia restituita al piu' presto una sede adeguata in cui poter continuare ad operare per il bene comune.

E' infatti ben triste, ed invero sorprendente, che da alcune settimane essa sia rimasta senza una sede a seguito della vendita dell'immobile ove aveva i suoi uffici l'assessorato comunale presso cui era ospitata.

Confidiamo che l'intera amministrazione comunale stia operando con le necessarie persuasione, solerzia, accuratezza e tempestivita' affinche' al piu' presto sia conseguito il risultato da tutti auspicato: che la "Casa per la Pace", prezioso bene e rilevante risorsa non solo della vostra citta' ma dell'intero Paese, abbia di nuovo la sede necessaria per svolgere nel migliore dei modi le qualificate sue attivita'.

Ringraziandola per l'attenzione,

le persone partecipanti all'incontro di riflessione su "Promuovere i diritti umani oggi" che si e' svolto a Vetralla (Vt) il 28 febbraio 2015

 

10. COMMEMORANDO GIORGIO BASSANI, ITALO MANCINI, RYSZARD KAPUSCINSKI

 

Ricorre il 4 marzo l'anniversario della nascita di Giorgio Bassani (nato a Bologna il 4 marzo 1916 e deceduto a Roma il 13 aprile 2000), di Italo Mancini (nato a Schieti il 4 marzo 1925 e deceduto a Urbino il 7 gennaio 1993), di Ryszard Kapuscinski (nato a Pinsk il 4 marzo 1932 e deceduto a Varsavia il 23 gennaio 2007).

Un illustre scrittore, un illustre teologo, un illustre giornalista, uniti nel medesimo impegno in difesa della dignita' umana e della natura vivente, nell'opposizione alla menzogna e alla violenza, nella lotta per la pace e la liberazione dell'umanita'.

Ricordandoli insieme si manifesta ancora una volta come la memoria delle persone buone convoca ancora ed ancora all'impegno a proseguirne la testimonianza, il pensiero e l'azione, l'opera comune: il dovere della responsabilita', della solidarieta', della civilta'; la coscienza dei compiti propri di ogni essere umano e primo tra essi il dovere di opporsi alle uccisioni, il dovere di salvare le vite.

Nel ricordo di Giorgio Bassani, di Italo Mancini, di Ryszard Kapuscinski, proseguiamo nell'azione nonviolenta per la pace e i diritti umani; per il disarmo e la smilitarizzazione; contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni.

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Oppresse e oppressi di tutto il mondo, unitevi nella lotta per la liberazione comune.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

11. L'ORCO

 

L'orco che sbrana le vite dei migranti che muoiono nel Mediterraneo altri non e' che la politica razzista e assassina dei governi europei.

Basterebbe una semplice decisione dei governi europei e le mafie dei trafficanti sarebbero annichilite, ed innumerevoli vite umane sarebbero salvate.

E quella semplice decisione e' consentire l'ingresso legale e sicuro nel continente che abitiamo a tutte le persone in fuga dall'orrore.

E quella semplice decisione altro non sarebbe che prendere sul serio ed applicare concretamente e coerentemente le nostre stesse leggi fondamentali: dalla Dichiarazione universale dei diritti umani alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea alla Costituzione della Repubblica Italiana.

*

Se chi disperato ha dovuto abbandonare la sua casa e la sua famiglia inseguito dalla guerra e dalla fame, dalle milizie assassine e dai disastri ambientali, avesse la possibilita' di giungere in Europa in modo legale e sicuro, affiderebbe forse la sua vita alle mafie dei trafficanti?

E' la politica disumana dei nostri governi che crea il mercato dei trafficanti, che favoreggia le mafie schiaviste, che espone e che reca al massacro innumerevoli innocenti.

*

Ma chi disperato e' in fuga dalla morte non ha forse diritto alla nostra solidarieta' in quanto essere umano, in quanto esseri umani?

Non dovremmo noi agire per salvare la sua vita? Non e' questa da sempre la prima ed unica legge che fonda l'umana convivenza, il consorzio sociale, la civilta' che e' una?

Ed allora se la persona perseguitata e fuggiasca ha diritto al nostro aiuto per salvare la sua vita, ed allora se noi abbiamo il dovere di salvare la vita della persona perseguitata e fuggiasca, non ne consegue che occorre abolire le scellerate misure che impediscono a queste persone innocenti di trovare scampo dalla schiavitu' e dalla morte? Non ne consegue che occorre adoperarci a garantire accoglienza e assistenza a questi fratelli, a queste sorelle?

*

Le mafie dei trafficanti sarebbero annientate da una semplice azione dell'Italia e dell'Europa:

1. inverare il dovere d'asilo garantendo il trasporto e l'ingresso legale e sicuro nel nostro continente a chiunque ne abbia bisogno e quindi diritto;

2. cessare di sostenere le dittature e le mafie e di alimentare le guerre e lo schiavismo nel Sud del mondo;

3. cessare di rapinare il Sud del mondo;

4. promuovere ovunque pace, democrazia, giustizia sociale e rispetto dei diritti umani con concrete e coerenti politiche nonviolente di autentica solidarieta' e condivisione.

*

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Pace, disarmo, smilitarizzazione dei conflitti.

Riconoscimento del diritto di ogni essere umano alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Vi e' una sola umanita' in un unico mondo casa comune dell'umanita' intera.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

12. PER EMILIO LUSSU, NELL'ANNIVERSARIO DELLA MORTE

 

Ricorre il 5 marzo l'anniversario della morte di Emilio Lussu (Armungia, 4 dicembre 1890 - Roma, 5 marzo 1975).

Lo ricordiamo riproponendo una nostra commemorazione di alcuni anni fa.

*

Molte cose abbiamo appreso da Emilio Lussu.

Che la guerra e' sempre un orrore, e' sempre un atroce delitto dei ricchi contro i poveri, e' sempre e solo ingiustizia e violenza e follia, e' sempre un crimine contro l'umanita': e quindi alla guerra tu devi opporti.

Che il fascismo e' un male assoluto che offende, umilia, disumanizza le persone; e' un male che annichilisce la dignita' umana, la convivenza, la civilta'; e' l'orrore che sempre e solo reca persecuzioni e stragi, miseria e sofferenza, iniquita' e morte: e quindi al fascismo tu devi resistere sempre.

Che tutti gli esseri umani hanno ugualmente diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'; che tutti sono uniti dal dovere della responsabilita', della solidarieta', della condivisione; che tutti ed ognuno sono valore infinito e l'umanita' si incarna ed esiste soltanto in ciascuno di essi e pertanto ogni essere umano e' legato ad ogni altro essere umano da un dovere di fedelta' e di amore, di rispetto e di conforto, di fraternita': e quindi tu sempre devi adeguare il tuo agire alla massima aurea di considerare e trattare le altre persone come vorresti essere considerato e trattato tu, alla massima aurea di difendere ed aiutare le altre persone come la tua stessa persona, alla massima aurea di riconoscere che una e' l'umanita' e proprio tu devi lottare perche' non sia oppressa, violata, annientata.

Che nessun essere umano e' veramente libero finche' vi sono degli esseri umani oppressi dalla violenza, dall'ingiustizia, dalla miseria; che nessun essere umano puo' essere felice finche' vi sono degli esseri umani oppressi dalla violenza, dall'ingiustizia, dalla miseria; che nessun essere umano puo' trovare quiete finche' vi sono degli esseri umani oppressi dalla violenza, dall'ingiustizia, dalla miseria; e quindi tu lotta e lotta e lotta per liberare l'umanita' dalla violenza, dall'ingiustizia, dalla miseria.

Emilio Lussu e' stato e resta uno dei grandi testimoni, maestri e compagni della lotta per difendere e promuovere la vita, la dignita' e i diritti di ogni essere umano.

La memoria, la meditazione e l'assunzione di tutta la sua riflessione ed azione e speranza convoca alla scelta della nonviolenza: poiche' la nonviolenza e' la necessaria teoria e prassi concreta e coerente della solidarieta' e della liberazione dell'umanita'.

Vi e' una sola umanita'. La nonviolenza e' in cammino.

*

Una breve notizia su Emilio Lussu

Emilio Lussu, nato ad Armungia (Cagliari) il 4 dicembre 1890, fu ufficiale della Brigata Sassari nella guerra 1915-18 e piu' volte decorato al valor militare. Fondatore nel 1919 del Partito sardo d'Azione, deputato nel 1921 e nel 1924 prese parte alla secessione aventiniana. Perseguitato dal fascismo e deportato, evase da Lipari con Carlo Rosselli e Fausto Nitti, con i quali a Parigi fu tra i fondatori di "Giustizia e Liberta'". Dirigente della Resistenza, ministro nel governo Parri e nel primo governo De Gasperi, senatore per varie legislature. Mori' a Roma il 5 marzo del 1975. Tra le opere di Emilio Lussu: segnaliamo particolarmente Marcia su Roma e dintorni (1932), e Un anno sull'Altipiano (1938), editi dapprima in esilio a Parigi, ed in Italia solo dopo la Liberazione da Einaudi. Tra le opere su Emilio Lussu: Giuseppe Fiori, Il cavaliere dei Rossomori, Einaudi, Torino 1985.

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Nel ricordo di Emilio Lussu proseguiamo nell'azione nonviolenta per la pace e i diritti umani; per il disarmo e la smilitarizzazione; contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni.

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Oppresse e oppressi di tutto il mondo, unitevi nella lotta per la liberazione comune.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

13. ASSIA DJEBAR

 

E' deceduta un mese fa, il 6 febbraio 2015, Assia Djebar, pensatrice e militante, scrittrice e regista, del pensiero e dell'azione anticolonialista e femminista una delle voci piu' nitide, una delle figure piu' belle.

La ricordiamo compagna e maestra.

La lotta per la liberazione dell'umanita' continua.

La nonviolenza e' in cammino.

 

14. QUATTRO PENSATRICI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

 

Olympe de Gouges

 

Quella testa che pensava i pensieri

che gli estremi oppressori non vogliono si pensi

gli estremi oppressori spiccarono dal collo

ma quei pensieri ancora e ancora vivono

e vive Olympe de Gouges ed il suo nome

e' ancora la nostra bandiera, compagne e compagni.

 

*

 

Mary Wollstonecraft

 

Sempre i diritti sono li', nascosti nello scrigno

sotterrato sotto strati di argilla e pietrisco

e gli scorpioni e le frustate

e il drago guardiano sopra.

 

Ma quando una persona dal profondo del cuore

li scava e li reca alla luce e li mette in parole

li schiude ed allora fioriscono

e nessun drago potra' piu' affogarli.

 

Cosi' Mary Wollstonecraft

armata solo di carta e di penna

per sempre libero' l'umanita'

dalla prima menzogna, dalla prima schiavitu'.

 

Forse molti anni ancora occorreranno

generazioni si avvicenderanno

ma quando diverra' l'umanita' umana

grata sara' a Mary Wollstonecraft.

 

*

 

Flora Tristan

 

La lotta degli oppressi non e' la lotta

per la liberazione di tutti gli oppressi

se non e' anche la lotta delle oppresse

per la liberazione di tutte le oppresse.

 

La lotta delle oppresse liberando

tutte le oppresse libera al contempo

anche gli oppressi, e gli oppressori stessi

estingue trasformandoli in compagni.

 

Solo la lotta delle oppresse libera

l'umanita', l'intera umanita'

l'umanita' di tutte e di ciascuna

l'umanita' di tutti e di ciascuno.

 

*

 

Harriet Hardy

 

Non e' forse una donna un essere umano?

Non nascono forse da donna gli esseri umani tutti?

Non e' diritto di ogni persona il sapere?

Non e' diritto di ogni persona la propria indipendenza?

Non e' diritto di ogni persona pienamente partecipare

alla vita comune che ogni persona riguarda?

 

Chiamiamo civilta', chiamiamo repubblica

la societa' proposta da Harriet Hardy.

Il mondo pensato da Harriet Hardy

e' il mondo in cui vorremmo vivere.

Nostra e' la lotta iniziata da Harriet Hardy.

 

15. QUESTO OTTO MARZO

 

Questo otto marzo di lotta contro il maschilismo e il patriarcato, la prima radice di ogni violenza. Poiche' noi lo sappiamo che la prima e piu' feroce oppressione e' quella che nega piena dignita' e pieni diritti a meta' del genere umano; noi lo sappiamo che dal maschilismo scaturiscono le guerre e le mafie, le dittature e le persecuzioni, l'oppressione che sfrutta e devasta ed annienta le persone, la civilta', la biosfera.

*

Questo otto marzo di lotta contro il razzismo, che porta il fascismo che tutto devasta, che tutti disumanizza. Si inganna chi crede che perseguitare qualcuno, schiavizzare qualcuno, abbandonare qualcuno ai carnefici, possa essere cosa da poco e che non lo tocchi; si inganna chi crede che le altrui violenze su altri possano non riguardarlo: dove vince il razzismo ogni essere umano e' in pericolo, ogni essere umano e' aggredito, ogni essere umano e' gia' stato ferito e mutilato, quella catena gia' afferra anche i tuoi polsi, quel cappio gia' stringe anche il tuo collo. Il razzismo e' un crimine contro tutte le persone umane, il razzismo e' un crimine contro l'umanita'.

*

Questo otto marzo di lotta contro la guerra e il militarismo, che consistono nell'uccidere, nel devastare, nel terrorizzare; che negano la possibilita' stessa della convivenza, della solidarieta', della condivisione, del bene comune; che annientano la civilta'.

*

Questo otto marzo di lotta contro la distruzione della biosfera, in cui l'umanita' vive, da cui l'umanita' trae ogni suo sostentamento, di cui l'umanita' e' parte. La biosfera la cui distruzione implica l'estinzione dell'umanita'.

*

Questo otto marzo con Clara Zetkin e Rosa Luxemburg.

Questo otto marzo di resistenza al fascismo.

Questo otto marzo con Virginia Woolf e Simone Weil.

Questo otto marzo di solidarieta' che salva le vite.

Questo otto marzo con Hannah Arendt e Wangari Maathai.

Questo otto marzo contro ogni potere criminale.

Questo otto marzo con Luce Fabbri e Miriam Makeba.

Questo otto marzo di azione diretta nonviolenta.

Questo otto marzo con Eve Ensler e Vandana Shiva.

Questo otto marzo di insurrezione morale e civile, con la scelta della nonviolenza, con la forza della verita', in continuita' con l'One Billion Rising del 14 febbraio, con voce e con volto di donna: contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni.

Questo otto marzo: e tu preparalo, agiscilo, proseguilo.

 

16. SETTANTA MILIONI DI PUGNALATE

 

I settanta milioni di euro che lo stato italiano spende ogni giorno per le spese militari e per il riarmo sono settanta milioni di pugnalate che ogni giorno lo stato italiano infligge a tutti i suoi sessanta milioni di cittadini e a dieci milioni di esseri umani in piu'.

*

Si taglia la sanita', l'assistenza, la previdenza; si taglia il diritto allo studio, alla casa, al lavoro; si taglia la vita e la dignita' delle persone: fetta di carne umana dopo fetta di carne umana per settanta milioni di coltellate al giorno.

*

Questo orrore fa orrore solo a noi?

Gettare ogni giorno settanta milioni di euro del pubblico erario, di soldi del popolo italiano, nella fornace del riarmo assassino, della partecipazione alle guerre e dell'addestramento a uccidere, non e' un crimine contro l'umanita'?

Un crimine contro l'umanita' settanta milioni di volte al giorno.

*

Il primo dovere di ogni essere umano e' salvare le vite.

A maggior ragione deve essere il primo dovere delle istituzioni democratiche.

Perche' lo stato italiano lo viola settanta milioni di volte al giorno?

*

Le armi servono a uccidere. Gli eserciti servono a fare la guerra. La guerra consiste nel sopprimere gli esseri umani.

Cessi immediatamente questo insensato e scellerato sperpero delle pubbliche risorse.

Si utilizzino invece quei fondi per aiutare le persone, per salvare le vite, per costruire la pace e sostenere la solidarieta'; si utilizzino per risanare l'ambiente e la societa', per fare scuole e ospedali, per dare alloggio, assistenza e lavoro; per promuovere la vita, la dignita' e il benessere di tutti gli esseri umani.

 

17. UNA VECCHIA FOTOGRAFIA

 

Sembra camminino sul selciato

di una citta' che e' tutte le citta'

la punta di una scarpa che sporge dalle lunghe gonne

Clara con un berretto che pare una frittella

Rosa con una paglietta da guappo

intorno degli uomini che non le vedono

tranne forse uno poco dietro

che guarda verso la macchina fotografica.

 

La bocca di Rosa socchiusa sembra che parli

quella di Clara forse sorride.

L'immagine sgranata, la mia presbiopia

non mi consentono di cogliere lo sguardo.

 

Vedono forse il fotografo, e forse

guardano oltre e in quell'oltre

c'e' anche la nostra lotta di oggi

le donne insorte danzando il 14 febbraio

questo nostro otto marzo del duemilaquindici

l'internazionale futura umanita'.

 

18. APPROSSIMANDOSI L'OTTO MARZO

 

Approssimandosi l'otto marzo sara' opportuno ripetere le ragioni di questa ricorrenza, che non e' una generica e astratta "festa della donna" ma un giorno di lotta per la liberazione di tutte le donne dall'oppressione maschilista e patriarcale.

E poiche' noi sappiamo che l'oppressione maschilista e patriarcale e' la prima radice di tutte le altre violenze, dalla guerra al razzismo, dalla mafia alle dittature, sappiamo altresi' che la lotta di liberazione di tutte le donne e' la chiave della liberazione dell'umanita' intera da ogni violenza, da ogni oppressione.

Sappiamo pertanto che le esperienze e le riflessioni del movimento di liberazione delle donne sono la corrente calda della nonviolenza in cammino, ed ascoltarle e sostenerle e' quindi il primo dovere di ogni persona di volonta' buona.

L'otto marzo e' quindi un giorno di memoria, di lotta, d'impegno che contrastando la violenza maschilista contrasta altresi' la guerra e tutte le uccisioni, il razzismo e tutte le persecuzioni, ogni forma di oppressione degli esseri umani e di devastazione della natura.

Per questo l'otto marzo, come il 27 gennaio in memoria delle vittime della Shoah, come il 14 febbraio dell'One Billion Rising, come il 25 aprile della liberazione dal fascismo, come il primo maggio della lotta delle classi sfruttate e oppresse, come il 2 ottobre giornata internazionale della nonviolenza, ci sta cosi' a cuore: poiche' ci richiama al nostro primo dovere, al nostro fondamentale programma di azione: salvare le vite, difendere e promuovere la dignita' umana e il bene comune, costruire una societa' mondiale giusta e solidale, contrastare la violenza con la nonviolenza che sola puo' salvare l'umanita' dalla catastrofe.

L'otto marzo ci convoca alla lotta per la liberazione dell'umanita' dalla prima oppressione, dalla prima alienazione, dalla prima menzogna e violenza: il dominio maschilista e patriarcale che spacca l'umanita' in due e tutti gli esseri umani pretende ridurre a vittime o carnefici, tutti gli esseri umani cosi' disumanizzando.

L'otto marzo ci chiama alla lotta nonviolenta per la liberazione dell'umanita' da tutte le oppressioni, a cominciare da quella che tutte le altre genera.

L'otto marzo ci ricorda che solo ponendoci tutte e tutti all'ascolto e alla scuola del pensiero e dell'azione del movimento delle donne entriamo nella lotta per la liberazione dell'umanita'.

L'otto marzo ci conferma nella coscienza che con voce e con volto di donna la nonviolenza e' in cammino.

Con Olympe de Gouges e con Mary Wollstonecraft, con Harriet Hardy e con Flora Tristan, con Elizabeth Cady Stanton e con Alice Paul, con Clara Zetkin e con Rosa Luxemburg, con Franca Ongaro Basaglia e con Luce Fabbri, con Wangari Maathai e con Assia Djebar, e con tutte le loro e nostre sorelle.

 

19. ANCORA ALCUNE PAROLE SULL'OTTO MARZO

 

Tutto si logora, anche le ricorrenze.

Nella perdita di senso e di significati indotta dall'azione percussiva e incessante degli ideologi del potere onnisfruttatore che gestisce la comunicazione globale e le tecnologie totalitarie e cosi' impone anche le mode e le amnesie, per molte persone ormai il primo maggio e' l'occasione per una scampagnata, il 25 aprile una pasquetta laica, "e cosi' via", direbbe Kilgore Trout.

Figurarsi se l'otto marzo puo' sfuggire a questo processo di svuotamento e riconfigurazione alienata, a questa massiccia pressione omologatrice agli immanenti ferrigni decreti della societa' dello spettacolo, all'universal mercificazione.

Non solo: l'opera degli ideologi del potere vi si accanisce particolarmente, cercando di capovolgerlo nel suo opposto: una ripigliata stracca e sbilenca della zuccherosa festa della mamma, quasi una sorta di giuliva festa della fidanzata modesta e virtuosa o della moglie fedele custode della casa, in cui l'iniziativa e' ancora una volta del maschio padrone e dei suoi istituti, con dispiegamento degli strumenti e dei rituali del corteggiamento e finanche della momentanea carnevalizzazione funzionale al richiamo all'ordine che subito segue: all'ordine patriarcale della societa' gerarchica, della produzione disciplinata, della gabbia di ferro e della famiglia del padre padrone.

E quindi: le magnifiche rose e la libera uscita semel in anno, ovvero l'ora d'aria e naturalmente l'onnipresente comando: "sii bella e taci".

Invece.

*

Invece l'otto marzo e' ancora quello memore delle operaie in lotta bruciate vive dal padrone.

E' ancora quello di Clara Zetkin e "se non si puo' ballare, questa non e' la mia rivoluzione".

E' ancora quello di Aleksandra Kollontaj e del suo bicchier d'acqua.

E' ancora quello di Virginia Woolf e della sua stanza tutta per se' e delle tre sue ghinee.

E' ancora e sempre quello di Simone Weil insegnante e miliziana, operaia e contadina.

E' quello delle madres de Plaza de Mayo.

Di Rigoberta Menchu' e di Shirin Ebadi, di Bertha von Suttner e di Wangari Maathai. E di Jane Addams e di Emily Greene Balch, di Mairead Corrigan e di Betty Williams, di madre Teresa di Calcutta e di Alva Myrdal, di Aung San Suu Kyi e di Jody Williams, di Ellen Johnson Syrleaf e di Leymah Gbowee, di Tawakkul Karman e di Malala Yousafzai.

Del pane e delle rose, dell'insurrezione nonviolenta, della dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, della dichiarazione d'indipendenza di Seneca Falls.

*

L'otto marzo e' il giorno della resistenza contro il fascismo femminicida.

L'otto marzo e' il giorno che convoca alla lotta contro la dittatura maschilista e patriarcale.

L'otto marzo e' l'appello alla lotta per l'eguaglianza di diritti di tutte le persone umane.

E da tre anni l'8 marzo comincia gia' il 14 febbraio con l'azione diretta nonviolenta globale One Billion Rising che sta trasformando il mondo nella direzione indicata da Rosa Luxemburg e da Hannah Arendt, da Simone de Beauvoir e da Shulamith Firestone, da Franca Ongaro Basaglia e da Laura Conti, da Bianca Guidetti Serra e da Assia Djebar.

L'otto marzo e' il giorno in cui ci si ricorda che la rivoluzione nonviolenta in cammino.

*

Uscire dalla subalternita'. Uscire dall'amnesia.

Entrare nella lotta di liberazione dell'umanita' cominciando col contrastare la violenza maschilista, che di tutte le violenze e le menzogne e' la prima radice.

La verita' e' in marcia, e niente potra' fermarla.

Questo significa l'otto marzo.

 

20. PER JEAN BAUDRILLARD

 

Il 6 marzo 2007 scompariva Jean Baudrillard, filosofo e sociologo autore di almeno due libri di notevole rilievo: Il sistema degli oggetti, del 1968, e Lo scambio simbolico e la morte, del 1976.

Tra i primi indago' con strumenti adeguati la fenomenologia della relazione degli esseri umani alle merci dal versante del consumo, e come il consumo (e il consumismo) plasmasse sempre piu' la societa'.

Le sue ricerche, riflessioni e proposte sullo scambio simbolico, sulle rappresentazioni sociali, i simulacri, gli strumenti della comunicazione e come sia radicalmente mutata la percezione della realta' e quindi la realta', intrecciandosi ovviamente con le ricerche e le esperienze di molti altri studiosi - da Simmel a Anders, da Debord a Bourdieu, da Lyotard a Bauman, alle varie correnti del femminismo teorico e pratico ed ai movimenti che ne sono derivati -, hanno apportato contributi di conoscenza irrinunciabili.

Dopo l'11 settembre applico' la sua griglia ermeneutica a quell'evento e a quanto esso rivelava di inedito e inaudito, e fu tra i primi a cogliere le nuove e sconvolgenti caratteristiche del terrorismo nell'epoca della comunicazione globalizzata.

Anche chi non condivideva alcuni esiti della sua ricerca e alcuni vezzi linguistici ed argomentativi (del resto propri di non pochi pensatori francesi del secondo Novecento) ne ha valorizzato ed utilizzato strumenti concettuali e linee di riflessione.

*

Anche nel ricordo di Jean Baudrillard proseguiamo nell'azione nonviolenta per la pace e i diritti umani; per il disarmo e la smilitarizzazione; contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni.

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

21. PER L'INCONTRO DELL'11 MARZO DEL "TAVOLO PER LA PACE" DI VITERBO

 

Carissime e carissimi,

come ricorderete il prossimo incontro del "Tavolo per la pace" di Viterbo e' convocato per mercoledi' 11 marzo (non essendosi verificata la sovrapposizione con altre iniziative e quindi la necessita' di spostarlo), come al solito con inizio alle ore 17,15, sempre presso il Palazzetto della Creativita' in via Carlo Cattaneo 9 (sito nell'area del complesso scolastico degli istituti comprensivi Canevari e Vanni).

*

1. Alcuni temi per l'incontro dell'11 marzo:

se non vi saranno novita', prevedibilmente l'11 marzo ci concentreremo su argomenti gia' da tempo proposti alla riflessione e piu' volte rinviati. Di seguito un elenco certo non esaustivo:

I. La prosecuzione e la conclusione dell'iter delle due proposte di delibera "per l'istituzione della Consulta comunale per l'immigrazione" e "per la cittadinanza onoraria alle bambine e ai bambini non cittadine e cittadini italiani con cui la comunita' viterbese ha una relazione significativa e quindi impegnativa";

II. l'adeguato sostegno al centro antiviolenza "Erinna" (con riferimento anche alla doverosa richiesta che il Comune di Viterbo superando un lungo, iniquo ed incomprensibile ritardo consegni finalmente al centro antiviolenza "Erinna" i fondi per esso stanziati dalla Regione Lazio nel 2012, fondi a suo tempo già trasmessi al Comune ed ancora non consegnati al Centro antiviolenza cui erano diretti per la realizzazione delle sue indispensabili attivita' gia' realizzate e debitamente rendicontate);

III. l'eventuale presentazione di situazioni critiche e le eventuali proposte di iniziative concrete ed urgenti di solidarietà;

IV. l'esame e l'eventuale approvazione della proposta di documento programmatico ed organizzativo del Tavolo per la pace;

V. il sostegno al percorso amministrativo per la realizzazione dello sportello comunale di informazione ed assistenza per le persone immigrate;

VI. il sostegno alla proposta di promuovere incontri di conoscenza e condivisione, di riconoscimento della comune appartenenza alla citta' e quindi alla comunita' viterbese di tutte le persone e le comunita' culturali variamente aggregate che nel territorio vivono;

VII. il sostegno al percorso tecnico ed amministrativo per la revoca degli atti amministrativi pregressi che configurino palesi violazioni dei diritti umani ovvero siano in contrasto con le guarentigie stabilite erga omnes nella Costituzione della Repubblica Italiana;

VIII. la prosecuzione dell'iniziativa per il recupero ad usi civili di aree e strutture gia' militari non piu' utilizzate o ampiamente sottoutilizzate;

IX. l'assunzione e l'impegno a promuovere la proposta formulata dall'Auser di Orte di inviare una lettera ai sindaci affinche' essi inviino una "lettera di auguri di buon compleanno" ai giovani stranieri nati e residenti in Italia domiciliati nei loro comuni che compiono 18 anni; lettera con cui li si informi del loro diritto di richiedere la cittadinanza italiana usufruendo entro il termine di un anno di una procedura semplificata rispetto a quella consueta assai piu' lenta e ardua;

X. la condivisione e realizzazione della proposta formulata durante l'incontro del 7 febbraio che il Tavolo proponga iniziative nelle scuole;

XI. la prosecuzione della discussione degli altri temi su cui nei mesi scorsi e' stata avviata la riflessione senza ancora essere giunti a conclusioni operative;

XII. naturalmente l'incontro sara' anche occasione, come di consueto, per scambiarsi informazioni sulle iniziative realizzate, in corso e in programma da parte dei vari soggetti che partecipano al Tavolo;

XIII. ed ovviamente sara' anche possibile trattare gli ulteriori argomenti su cui vi fosse la disponibilita' dei partecipanti (e sono naturalmente molti: da un approfondimento del concetto di pace, all'impegno specifico contro la guerra, al recupero di altri argomenti accennati in precedenti riunioni ma poi non sviluppati).

*

2. Una minima notizia su alcune altre iniziative:

- l'iniziativa per l'8 marzo che il centro antiviolenza "Erinna" sta organizzando si svolgera' probabilmente il 20 marzo;

- dal 15 al 22 marzo si svolgera' la settimana di impegno contro la discriminazione promossa dall'Anci (l'Associazione nazionale dei Comuni italiani); come ricorderete vorremmo cogliere l'occasione per far progredire l'iter delle nostre due proposte di delibera sopra citate;

- il 19 marzo ricorre il primo anniversario del "Tavolo per la Pace": la prima riunione si svolse infatti il 19 marzo 2014; sarebbe opportuno pensare se vogliamo organizzare una qualche sia pur minima iniziativa ad hoc;

- il 21 marzo si svolgera' in piazza del Sacrario l'iniziativa per i diritti umani promossa dallo "sportello di cultura lesbica", iniziativa di cui abbiamo gia' parlato con vivo apprezzamento nella riunione del 4 febbraio;

- ricorderete anche che nella riunione del 25 febbraio abbiamo nuovamente parlato della raccolta delle firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per la "Istituzione e modalita' di funzionamento del Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta", iniziativa della quale sono promotrici a livello nazionale molte delle associazioni che partecipano al Tavolo (dalle Acli all'Agesci, all'Arci, all'Operazione Colomba, ad altre ancora); il 25 febbraio mi sembra che sia stato ampiamente condiviso dalle persone partecipanti all'incontro l'invito alle associazioni promotrici ad avviare anche a Viterbo la raccolta delle firme;

- segnalo infine che e' in preparazione (la data dovrebbe essere l'11 aprile, anniversario della "Pacem in Terris") una "Giornata di studi per la pace in onore di don Dante Bernini" (che il 20 aprile compie 93 anni); ci stiamo lavorando con Antonella Litta e Dario Vitali, tra qualche giorno dovremmo definire la proposta di programma di massima, e naturalmente vorremmo coinvolgere anche il "Tavolo per la pace"; avremo modo di parlarne nell'incontro dell'11 marzo (chi volesse fin d'ora saperne di piu' puo' telefonarmi al n. 0761353532).

*

3. Naturalmente per ogni comunicazione il punto di riferimento e' come sempre Pigi Moncelsi: tel. 0761348590, cell. 3384613540, e-mail: pmoncelsi at comune.viterbo.it

Scusate la consueta frettolosita', un abbraccio a tutte e tutti...

 

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ARCHIVI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino" (anno XVII)

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Numero 223 del 27 novembre 2016

 

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