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[Nonviolenza] Archivi. 225



 

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ARCHIVI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino" (anno XVII)

Numero 225 del 29 novembre 2016

 

In questo numero:

1. Alcuni testi del mese di marzo 2015 (parte terza)

2. Ancora una volta in memoria di Massimiliano obiettore alla guerra, agli eserciti, alle armi

3. Un brevissimo resoconto della riunione dell'11 marzo del "Tavolo per la pace" di Viterbo

4. Ancora in memoria di Marianella Garcia, ricorrendo l'anniversario della morte

5. Anche l'on. Giorgio Zanin scrive al sindaco di Vicenza per la tempestiva riapertura della Casa per la Pace

6. In memoria di Ada Gobetti

7. Al Sindaco del Comune di Viterbo, una proposta di concreta applicazione di una norma vigente

8. In memoria di Elisee Reclus

9. Iniziata a Viterbo l'XI settimana d'azione contro il razzismo. Un appello al Consiglio comunale

10. Proposta di deliberazione del Consiglio comunale di Viterbo per l'istituzione della Consulta comunale per l'immigrazione

11. Proposta di deliberazione del Consiglio comunale di Viterbo per l'attribuzione della cittadinanza onoraria alle bambine e ai bambini non cittadine e cittadini italiani con cui la comunita' viterbese ha una relazione significativa e quindi impegnativa

 

1. MATERIALI. ALCUNI TESTI DEL MESE DI MARZO 2015 (PARTE TERZA)

 

Riproponiamo qui alcuni testi apparsi sul nostro foglio nel mese di marzo 2015.

 

2. ANCORA UNA VOLTA IN MEMORIA DI MASSIMILIANO OBIETTORE ALLA GUERRA, AGLI ESERCITI, ALLE ARMI

 

Il 12 marzo e' il giorno in cui si fa memoria di quel Massimiliano che secondo la tradizione nel 295 fu assassinato a Tebessa, nei pressi di Cartagine, perche' obiettore di coscienza al servizio militare.

*

Ridiffondiamo in questa occasione ancora una volta il seguente testo di diversi anni fa gia' piu' volte apparso sul notiziario telematico quotidiano "La nonviolenza e' in cammino", sovente accompagnato dalla nota introduttiva che qui di seguito anch'essa trascriviamo: "... Il 12 marzo e' la data in cui si fa memoria del martirio di quel Massimiliano, che per essere fedele alla sua fede rifiuto' il servizio militare e ne fu ucciso nel 295 d. C. (cosi' vuole la tradizione, e qui non conta se sia storia o leggenda). L'agiografia - invero - non solo avverte dell'incertezza della tradizione, ma racconta una storia diversa, e finanche piu' commovente: il padre militare, e solidale col figlio; la citta' che e' un'altra; il dono della veste al carnefice che lo decapito'. Ma questa variazione di un nostro collaboratore (il cui elefantiaco titolo completo sarebbe 'Una leggenda apocrifa ovvero eulogia di Massimiliano di Cartagine, in forma di litania che finisce in parenesi o istigazione che dir si voglia') ci e' parsa comunque non priva di una sua patetica verita', e la offriamo ai lettori".

 

Una leggenda apocrifa ovvero eulogia di Massimiliano di Cartagine

 

I.

Solo questo so di te, che nell'anno

295 ti fucilarono

perche' obiettore al servizio militare.

 

Immagino che venne un centurione

coi suoi esperti di pubbliche relazioni,

psicologi, pubblicitari, sceneggiatori di telenovelas,

a dirti mentre eri in galera

sei un bravo giovane, chi te lo fa fare

vieni con noi, imparerai un mestiere.

E Massimiliano rispose di no.

 

Mandarono da lui certi suoi parenti, certi prominenti

concittadini, a dirgli

lo sai che noi cartaginesi

siamo gia' guardati con sospetto

per certe vecchie storie di Alpi e di elefanti

di annibali e di asdrubali e scipioni

non metterti a fare casino

vesti la giubba, non c'e' altro da fare

e combattere per l'impero ha pure i suoi vantaggi.

Ma Massimiliano rispose di no.

 

E vennero allora a persuaderlo

certi amici di quando al campetto

giocavano insieme a pallone, gli amici

del bar: Massimilia' falla finita

da quando ti sei messo con quei tizi

del galileo morto ammazzato

ti stai mettendo in un mare di guai.

Che diamine mai hai contro i marines?

Falla finita con quei beduini

da' retta al nostro buon signor Belcore

la paga e' buona ed il lavoro e' poco.

E quello cocciuto, come un mulo a dire no.

 

II.

Dicono male delle corti marziali

dicono male dei plotoni d'esecuzione

forse che e' meglio farlo col coltello

in un vicolo buio di notte?

 

Dicono che siamo repressori

e genocidi addirittura; e andiamo!

forse che non ci vuole anche un po' d'ordine

in questo letamaio di colonie?

e il roman way of life non costa niente?

Eppure la volete, la televisione

il telefonino.

 

E allora poche storie, lo ammazzammo

perche' dovemmo, mica potevamo

lasciarlo andare il vile disertore

oltretutto terrone, anzi affricano.

 

La civilta', insomma, va difesa.

 

III.

Quante incertezze, quanta paura certo durasti.

Solo i babbei

pensano che gli eroi sono una specie

di nazisti spretati. E invece i martiri

hanno paura come noi, e tremano

come noi, come noi dubitano

di star tutto sbagliando, di sprecare per nulla la vita.

 

Ma infine ristette fermo nel suo no

Massimiliano di Cartagine. E fu fucilato.

 

IV.

Ecco, io mi alzo in piedi nell'assemblea

e prendo la parola, e dico:

obietta alla guerra e alle uccisioni

combatti contro gli eserciti e le armi

scegli la nonviolenza.

 

Ecco, io prendo la parola in assemblea,

mi alzo in piedi e dico:

fermiamo le fabbriche di armi

assediamo le basi militari

impediamo i decolli dei bombardieri

strappiamo gli artigli alle macchine assassine.

 

Ecco, io dico al soldato: diserta

io dico al ferroviere: ferma il convoglio

io dico al vivandiere: non preparare

di carne umana il pranzo al generale.

 

Ecco, io dico, la guerra

puo' essere, deve essere fermata.

Con l'azione diretta nonviolenta.

Con il gesto del buon Massimiliano

cartaginese, che i romani fucilarono.

 

*

Nel ricordo di Massimiliano proseguiamo nell'azione nonviolenta per la pace e i diritti umani; per il disarmo e la smilitarizzazione; contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

3. UN BREVISSIMO RESOCONTO DELLA RIUNIONE DELL'11 MARZO 2015 DEL "TAVOLO PER LA PACE" DI VITERBO

 

Un brevissimo resoconto della riunione dell'11 marzo 2015 del "Tavolo per la Pace" di Viterbo

Il 20 marzo iniziativa del centro antiviolenza "Erinna" alla Sala conferenze della Camera di commercio

Il 21 marzo iniziativa dello Sportello di cultura lesbica per i diritti umani in piazza del Sacrario

Il 25 marzo nuova riunione del Tavolo per la pace

*

1. Mercoledì 11 marzo 2015 si è svolta una riunione del "Tavolo per la Pace" promosso dal Comune di Viterbo cui prendono parte le rappresentanti ed i rappresentanti di varie associazioni impegnate per la pace, la solidarietà, i diritti umani e la nonviolenza.

*

2. L'incontro si è aperto con la diffusione di alcuni materiali relativi ad alcune campagne nonviolente in corso oggi in Italia:

- la campagna per la formazione delle forze dell'ordine alla conoscenza e all'uso delle risorse della nonviolenza, cui la rivista "Azione nonviolenta" ha dedicato un fascicolo monografico;

- la campagna "Un'altra difesa è possibile" di raccolta delle firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per la "Istituzione e modalità di funzionamento del Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta", iniziativa della quale sono promotrici a livello nazionale molte delle associazioni che partecipano al Tavolo (dalle Acli all'Agesci, all'Arci, all'Operazione Colomba, ad altre ancora).

*

3. E' stata data notizia della proposta di una "Giornata di studi per la pace in onore di don Dante Bernini" (che il 20 aprile compie 93 anni); la giornata di studi dovrebbe tenersi l'11 aprile, anniversario della "Pacem in Terris".

*

4. Al primo punto all'ordine del giorno Paolo ha dato notizia della prosecuzione dell'iter delle due proposte di delibera "per l'istituzione della Consulta comunale per l'immigrazione" e "per la cittadinanza onoraria alle bambine e ai bambini non cittadine e cittadini italiani con cui la comunità viterbese ha una relazione significativa e quindi impegnativa", che il "Tavolo per la pace" ha proposto da mesi al Comune di Viterbo; entrambe le proposte sono state presentate in Consiglio comunale e la prima è già all'esame della competente commissione consiliare; si auspica che le due proposte siano al più presto messe all'ordine del giorno delle prossime sedute del Consiglio comunale, anche valorizzando la circostanza dello svolgimento dal 16 al 22 marzo dell'"XI settimana d'azione contro il razzismo" promossa dall'Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali) in collaborazione con l'Anci (Associazione nazionale Comuni d'Italia) e con il Miur (Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca).

E' stato inoltre segnalato il dibattito in corso in Consiglio comunale in relazione all'assegnazione delle case popolari; il Tavolo ha espresso la richiesta che si rispettino le legittime graduatorie in applicazione dalla normativa in vigore, e non vi sia alcun cedimento ad atteggiamenti razzisti.

E' stato diffuso un depliant informativo plurilingue del nuovo servizio di mediazione culturale rivolto ai cittadini stranieri promosso dall'Assessorato alle politiche sociali della Provincia di Viterbo, servizio attivo presso il Centro per l'impiego di Viterbo.

Aoua ha svolto alcune rilevanti riflessioni sulla situazione dei diritti umani a Viterbo e sulle iniziative più necessarie ed urgenti, riflessioni condivise dall'intero Tavolo.

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5. Al secondo punto all'ordine del giorno il concreto sostegno del Tavolo al centro antiviolenza "Erinna", con particolar riferimento alla doverosa richiesta che il Comune di Viterbo superando un lungo, iniquo ed incomprensibile ritardo consegni finalmente al centro antiviolenza "Erinna" i fondi per esso stanziati dalla Regione Lazio nel 2012, fondi a suo tempo già trasmessi al Comune ed ancora non consegnati al Centro antiviolenza cui erano diretti per la realizzazione delle sue indispensabili attività già realizzate e debitamente rendicontate.

Valentina ha illustrato la situazione con una esauriente ricostruzione dei fatti e segnalando il rischio che l'esperienza della "casa rifugio" realizzata da "Erinna" possa essere costretta a interrompere la sua attività in un prossimo futuro, con drammatiche conseguenze per le persone assistite.

Il Tavolo unanime ha espresso pieno sostegno ad "Erinna" e ribadito la richiesta che il Comune di Viterbo - che del Tavolo è promotore e parte - consegni finalmente al centro antiviolenza "Erinna" i fondi che ad "Erinna" appartengono.

Una delegazione del Tavolo guidata dalle rappresentanti del centro antiviolenza "Erinna" (che del Tavolo è parte rilevantissima) incontrerà al più presto l'amministrazione comunale per risolvere la questione.

Il Tavolo predisporrà un documento (per la cui stesura si è dato incarico a Flavia e Valentina) che verrà sottoscritto da tutte le associazioni, le istituzioni e le persone che del Tavolo fanno parte e che sarà anche ovviamente posizione ufficiale dell'intero Tavolo; documento cui si darà ampia diffusione.

Dal documento verrà successivamente ricavata anche una interpellanza consiliare qualora si rendesse necessario esperire anche questa modalità di intervento; così come si ricaveranno ulteriori atti di rilevanza giuridica ed istituzionale qualora anch'essi si rendessero necessari.

In mancanza di una rapida positiva adeguata soluzione, il Tavolo predisporrà sia ulteriori iniziative di informazione, di coscientizzazione, di mobilitazione della società civile, sia ulteriori iniziative in ambito istituzionale, nella nitida e coerente progressione dei mezzi tipica delle campagne nonviolente per ottenere giustizia.

E' stato proposto altresì che il Tavolo si attrezzi per sostenere direttamente anche sul piano della solidarietà materiale nella misura delle sue possibilità le attività di "Erinna" a rischio di interruzione: se potesse essere decisiva a tal fine una raccolta di fondi da parte del Tavolo e dei soggetti che ne fanno parte, è non solo opportuno ma doveroso che si esplori e si adotti questa modalità di intervento concreto in tempo utile.

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6. E' stata data notizia della iniziativa promossa dal centro antiviolenza "Erinna" che si svolgerà il pomeriggio del 20 marzo presso la Sala conferenze della Camera di commercio; ad essa è stato espresso ancora una volta apprezzamento e sostegno.

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7. E' stata data notizia della iniziativa per i diritti umani promossa dallo Sportello di cultura lesbica il pomeriggio del 21 marzo in piazza del Sacrario; anche ad essa è stato espresso ancora una volta apprezzamento e sostegno.

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8. L'incontro si è concluso con l'unanime viva speranza che sui due punti dell'ordine del giorno esaminati si ottengano nel più breve tempo possibile risultati concreti adeguati.

Il Tavolo ricorda ancora una volta i tre pilastri del suo impegno di pace e per i diritti umani: l'impegno contro la guerra e tutte le uccisioni, l'impegno contro il razzismo e tutte le persecuzioni, l'impegno contro il maschilismo e tutte le oppressioni.

Il Tavolo ricorda come ogni essere umano abbia diritto alla vita, alla dignità e alla solidarietà, e come a Viterbo il centro antiviolenza "Erinna" costituisca una luminosa esperienza di difesa dei diritti delle donne, dei bambini e delle bambine dalla violenza maschilista; una esperienza in cui tutto il Tavolo si riconosce con profonda gratitudine. Ed essendo il Comune di Viterbo parte del Tavolo, e condividendo quindi l'apprezzamento e la gratitudine nei confronti di "Erinna", è non solo scandaloso e ingiusto ma insensato e fin schizofrenico che esso possa avere nei confronti del centro antiviolenza "Erinna" una condotta effettuale che nega radicalmente ciò che è vero, che è giusto, che è buono. E' necessario pertanto che nel più breve tempo possibile il Comune adempia al suo dovere e dimostri una concreta coerenza tra le convizioni dichiarate e le condotte agite.

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9. Nel corso dell'incontro così appassionata e concentrata è stata la corale riflessione che non vi è stato tempo per riflettere adeguatamente sul fatto che il 19 marzo l'esperienza del "Tavolo per la pace" di Viterbo compie un anno: la prima riunione infatti si svolse il 19 marzo 2014.

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10. Il prossimo incontro del "Tavolo per la pace" di Viterbo si svolgerà mercoledì 25 marzo, con inizio alle ore 17,15, sempre presso il Palazzetto della Creatività in via Carlo Cattaneo 9 (sito nell'area del complesso scolastico degli istituti comprensivi Canevari e Vanni).

All'ordine del giorno del prossimo incontro, oltre agli sviluppi delle iniziative in corso anche gli argomenti già da tempo proposti alla riflessione e più volte rinviati, e quindi:

I. la prosecuzione dell'iter delle due proposte di delibera "per l'istituzione della Consulta comunale per l'immigrazione" e "per la cittadinanza onoraria alle bambine e ai bambini non cittadine e cittadini italiani con cui la comunità viterbese ha una relazione significativa e quindi impegnativa", che il "Tavolo per la pace" ha proposto da mesi al Comune di Viterbo;

II. il concreto sostegno al centro antiviolenza "Erinna" (auspicando che nel frattempo il Comune abbia adempiuto al suo dovere e consegnato ad "Erinna" i fondi dovuti);

III. l'eventuale presentazione di situazioni critiche e le eventuali proposte di iniziative concrete ed urgenti di solidarietà;

IV. la preparazione della "Giornata di studi per la pace in onore di don Dante Bernini" dell'11 aprile, nell'anniversario della "Pacem in Terris";

V. l'esame e l'eventuale approvazione della proposta di documento programmatico ed organizzativo del Tavolo per la pace;

VI. il sostegno al percorso amministrativo per la realizzazione dello sportello comunale di informazione ed assistenza per le persone immigrate;

VII. il sostegno alla proposta di promuovere incontri di conoscenza e condivisione, di riconoscimento della comune appartenenza alla città e quindi alla comunità viterbese di tutte le persone e le comunità culturali variamente aggregate che nel territorio vivono;

VIII. il sostegno al percorso tecnico ed amministrativo per la revoca degli atti amministrativi pregressi che configurino palesi violazioni dei diritti umani ovvero siano in contrasto con le guarentigie stabilite erga omnes nella Costituzione della Repubblica Italiana;

IX. la prosecuzione dell'iniziativa per il recupero ad usi civili di aree e strutture già militari non più utilizzate o ampiamente sottoutilizzate;

X. l'assunzione e l'impegno a promuovere la proposta di inviare una lettera ai sindaci affinché essi inviino una "lettera di auguri di buon compleanno" ai giovani stranieri nati e residenti in Italia domiciliati nei loro comuni che compiono 18 anni; lettera con cui li si informi del loro diritto di richiedere la cittadinanza italiana usufruendo entro il termine di un anno di una procedura semplificata rispetto a quella consueta assai più lenta e ardua;

XI. la condivisione e realizzazione della proposta che il Tavolo proponga iniziative nelle scuole;

XII. la prosecuzione della discussione degli altri temi su cui nei mesi scorsi è stata avviata la riflessione senza ancora essere giunti a conclusioni operative;

XIII. naturalmente l'incontro sarà anche occasione, come di consueto, per scambiarsi informazioni sulle iniziative realizzate, in corso e in programma da parte dei vari soggetti che partecipano al Tavolo;

XIV. ed ovviamente sarà anche possibile trattare gli ulteriori argomenti su cui vi fosse la disponibilità dei partecipanti (e sono naturalmente molti: da un approfondimento del concetto di pace, all'impegno specifico contro la guerra, al recupero di altri argomenti accennati in precedenti riunioni ma poi non sviluppati).

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11. Per ogni comunicazione il punto di riferimento è come sempre Pigi Moncelsi: tel. 0761348590, cell. 3384613540, e-mail: pmoncelsi at comune.viterbo.it

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Come di consueto questo minimo resoconto della riunione è stato redatto a memoria da una delle persone partecipanti, e non impegna le altre persone presenti; si confida tuttavia che esso riporti correttamente - per quanto sinteticamente - l'essenziale di ciò che è stato esposto e concordato nel corso della riunione; ovviamente si esprime fin d'ora sincera gratitudine a tutte le persone che volessero correggere o aggiungere qualcosa.

 

4. ANCORA IN MEMORIA DI MARIANELLA GARCIA, RICORRENDO L'ANNIVERSARIO DELLA MORTE

 

Ricorrendo il 13 marzo l'anniversario dell'uccisione di Marianella Garcia, assassinata in Salvador il 13 marzo 1983, la ricordiamo ancora una volta maestra e testimone dell'amore per l'umanita', dell'impegno in difesa delle oppresse e degli oppressi, della nonviolenza in cammino.

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Marianella Garcia Villas, nata nel 1949, attivista per i diritti umani salvadoregna, collaboratrice di monsignor Romero, amica della nonviolenza, "avvocato dei poveri, compagna degli oppressi, voce degli scomparsi", fu assassinata il 13 marzo del 1983 dai soldati del regime. La sua vita e' narrata nel bel libro (ampiamente basato sulla registrazione di conversazioni con lei svoltesi nel 1981 e nel 1982) di Raniero La Valle e Linda Bimbi, Marianella e i suoi fratelli, Feltrinelli, Milano 1983, Icone, Roma 2007; cfr. anche il recente testo di Anselmo Palini, Marianella Garcia Villas, Ave, Roma 2014.

Riproponiamo ancora una volta tre testi in sua memoria gia' apparsi negli scorsi anni sul notiziario telematico quotidiano "La nonviolenza e' in cammino".

 

Una canzone per Marianella Garcia

 

Ay Marianella, Marianella Garcia

potevi fare la vita dei signori

i tuoi buoni studi, il tuo seggio in parlamento

ma tu scegliesti di stare con noi poveri.

Ay Marianella che pioggia di sangue.

 

Era Marianella sorella di noi morti

perche' amava la vita e che la vita

fosse degna di essere vissuta.

Ay Marianella si spensero le stelle.

 

Era intrepida e vestita di umilta'

sapeva che i fascisti la cercavano

e ti raggiunse la furia dei fascisti.

Ay Marianella la furia dei fascisti.

 

Parlava la lingua dei contadini e degli angeli

sapeva le parole che guariscono

parole di luce e di pane.

Ay Marianella la terra nera e rossa.

 

Sapeva tutte le cose e anche le cose

che tutti sanno e e' difficile dire

e lei le diceva con voce di uccellino.

Ay Marianella che fredda e' la notte.

 

Ti ammazzarono come hanno ammazzato

i morti che cercavi e che il tuo sguardo

resuscitava nel cuore del popolo.

Ay Marianella che pianto infinito.

 

Cosi' dura e' la nostra dura vita

che anche nella gioia noi piangiamo

ma mentre ti piangiamo ricordiamo

con gioia che sei stata e resti viva.

Ay Marianella, Marianella Garcia.

 

*

 

Marianella Garcia, o della giustizia

 

Salvare anche i morti

restituir loro il volto,

allo scempio compiuto dai carnefici

opporre infinita la pieta'.

 

E cosi' salvare coloro che verranno

dalla ripetizione incessante dell'orrore,

cosi' salvare l'umanita' presente,

cosi' rendere bene per male.

 

*

 

Un epicedio per Marianella Garcia

 

Prendersi cura degli assassinati

restituirne il volto e la memoria

alla realta', l'umanita', la storia.

Nel coro ora e' dei giusti e dei beati.

 

*

Nel ricordo di Marianella Garcia proseguiamo nell'azione nonviolenta per la pace e i diritti umani; per il disarmo e la smilitarizzazione; contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Pace, giustizia, condivisione.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

5. ANCHE L'ON. GIORGIO ZANIN SCRIVE AL SINDACO DI VICENZA PER LA TEMPESTIVA RIAPERTURA DELLA CASA PER LA PACE

 

Anche l'on. Giorgio Zanin scrive al sindaco di Vicenza a sostegno dell'impegno amministrativo per la tempestiva riapertura della Casa per la Pace in una sede adeguata, dopo che la prestigiosa istituzione pacifista vicentina e' restata alcune settimane fa senza sede a seguito della vendita dell'immobile in cui era sito l'assessorato ai servizi sociali presso cui era ospitata.

*

Sono decine i parlamentari italiani ed europei che hanno gia' espresso sostegno alla Casa per la Pace di Vicenza e chiesto al Comune di restituire al piu' presto una sede adeguata alla prestigiosa istituzione nonviolenta della citta' berica. Tra i senatori, i deputati ed i parlamentari europei che tra i primi hanno espresso il loro sostegno all'impegno amministrativo affinche' con la massima tempestivita' la Casa per la Pace vicentina abbia una nuova sede, segnaliamo e ringraziamo le senatrici e i senatori Ornella Bertorotta, Enrico Cappelletti, Paolo Corsini, Roberto Cotti, Loredana De Petris, Nerina Dirindin, Laura Fasiolo, Gianni Girotto, Luigi Manconi, Maria Mussini, Stefania Pezzopane, Laura Puppato, Manuela Serra, le deputate e i deputati Roberta Agostini, Sofia Amoddio, Massimiliano Bernini, Luisa Bossa, Luigi Gallo, Walter Rizzetto, Gessica Rostellato, Simonetta Rubinato, Daniela Sbrollini, Arturo Scotto, Pierpaolo Vargiu, Sandra Zampa, Giorgio Zanin, gli europarlamentari David Borrelli e Gianni Pittella. E con loro numerosi altri rappresentanti istituzionali a tutti i livelli, tra i quali anche il dottor Giuseppe Battaglia, segretario particolare del Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini.

E sono innumerevoli le espressioni di solidarieta' e le richieste di impegno amministrativo efficace per il tempestivo raggiungimento del positivo esito della restituzione di una sede adeguata alla "Casa per la pace" vicentina: tra le prime autorevolissime personalita' della cultura e dell'impegno civile che hanno promosso la mobilitazione morale che ha trovato consensi e sostegni in tutta Italia ricordiamo e ringraziamo particolarmente il professor Alberto L'Abate, gia' collaboratore di Aldo Capitini e di Danilo Dolci e figura storica della nonviolenza in Italia; il professor Sergio Paronetto, vicepresidente di Pax Christi; l'on. Michele Boato, presidente dell'Ecoistituto del Veneto; il sen. Gigi Malabarba, figura storica del movimento operaio e della solidarieta' internazionale; la dottoressa Antonella Litta, dell'Associazione italiana medici per l'ambiente; il presidente del Movimento Nonviolento, Mao Valpiana. E con essi innumerevoli cittadine e cittadini, ed associazioni pacifiste e di volontariato, di solidarieta' e di cittadinanza attiva, da ogni parte d'Italia: la "Casa per la Pace" di Vicenza e' infatti una delle piu' rilevanti istituzioni pubbliche di ricerca e impegno nonviolento nel nostro Paese, nota a livello internazionale per la qualita' delle sue iniziative culturali e di promozione concreta e coerente della pace, dei diritti umani, della solidarieta', della democrazia, e tra i suoi animatori vi e' una personalita' di assoluto prestigio internazionale come il professor Matteo Soccio, una delle figure piu' autorevoli del pensiero e dell'azione nonviolenta per la pace e i diritti umani.

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E' vivamente auspicabile che l'amministrazione comunale di Vicenza riesca al piu' presto a restituire una sede adeguata a quel prezioso bene comune - non solo della cittadinanza berica, ma dell'intero Paese e dell'umanita' - che e' la "Casa per la Pace" vicentina; una recente apprezzabilissima dichiarazione pubblica dell'assessora Isabella Sala ha espresso il persuaso impegno dell'amministrazione comunale, occorre che questo impegno pervenga al piu' presto al giusto e concreto suo esito.

 

6. IN MEMORIA DI ADA GOBETTI

 

Ricorre il 14 marzo l'anniversario della scomparsa di Ada Gobetti (Torino, 14 luglio 1902 - 14 marzo 1968), indimenticabile maestra di antifascismo e di nonviolenza.

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Ada Gobetti, nata a Torino nel 1902, moglie e collaboratrice di Piero Gobetti, fortemente impegnata nella lotta antifascista, nel dopoguerra svolse un rilevante impegno come educatrice e per la democrazia, tra l'altro dirigendo le riviste "Educazione democratica" ed il "Giornale dei genitori". E' scomparsa nel 1968. Opere di Ada Gobetti: (a cura di), Samuel Johnson. Esperienza e vita morale, Laterza, Bari 1939, poi Garzanti, Milano; Storia del gallo Sebastiano, Garzanti, Milano 1940, poi Einaudi, Torino 1963; Alessandro Pope. Il poeta del razionalismo settecentesco, Laterza, Bari 1943; Cinque bambini e tre mondi, Aie, Torino 1953; Partigiani sulla frontiera, Anpi, Torino 1954; (a cura di), Donne piemontesi nella lotta di liberazione, Anpi, Torino 1954; Diario partigiano, Einaudi, Torino 1956; Non lasciamoli soli, La Cittadella, Torino 1958; Vivere insieme, Loescher, Torino 1967; (a cura di), Camilla Ravera. Vita in carcere e al confino, Guanda, Parma 1969; Educare per emancipare (Scritti pedagogici 1953-1968), Lacaita, Manduria 1982. Cfr. anche la voce nei "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 523.

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Nel ricordo di Ada Gobetti proseguiamo nell'azione nonviolenta per la pace e i diritti umani; per il disarmo e la smilitarizzazione; contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Oppresse e oppressi di tutti i paesi, unitevi nella lotta per la comune liberazione.

Giustizia e liberta'.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

7. AL SINDACO DEL COMUNE DI VITERBO, UNA PROPOSTA DI CONCRETA APPLICAZIONE DI UNA NORMA VIGENTE

 

Al Sindaco del Comune di Viterbo

Oggetto: proposta che il Comune di Viterbo invii a tutti gli stranieri diciottenni residenti o domiciliati a Viterbo che siano nati in Italia ed in Italia legalmente residenti senza interruzioni fino al compimento del diciottesimo anno di eta' una lettera con cui li informi che la vigente legislazione prevede che nel lasso di tempo tra il compimento del diciottesimo ed il compimento del diciannovesimo anno di eta' hanno la possibilita' di ottenere la cittadinanza italiana facendone richiesta davanti all'Ufficiale di Stato Civile del Comune di residenza con una procedura alquanto piu' semplice e rapida di quella ordinaria per tutte le altre persone aventi diritto.

Signor Sindaco,

le segnalo che ai sensi della vigente normativa gli stranieri che siano nati in Italia ed in Italia legalmente residenti senza interruzioni fino al compimento del diciottesimo anno di eta', nel lasso di tempo tra il compimento del diciottesimo ed il compimento del diciannovesimo anno di eta' hanno facolta' di richiedere la cittadinanza italiana semplicemente facendone richiesta davanti all'Ufficiale di Stato Civile del Comune di residenza e che il Sindaco del Comune emette l'attestazione dell'acquisto della cittadinanza italiana entro 120 giorni dalla data di ricezione degli atti ricevuti dall'Ufficiale dello Stato Civile.

E' possibile che molti giovani che ne hanno diritto ignorino la norma e l'opportunita' che essa offre; sarebbe quindi cosa buona che il Comune provvedesse motu proprio ad informarli di quanto la legislazione dispone.

Le propongo quindi che il Comune di Viterbo invii una lettera a tutti i giovani stranieri residenti o domiciliati a Viterbo che si trovino tra il diciottesimo ed il diciannovesimo anno di eta' nati in Italia ed in Italia residenti con cui li si informi di questa opportunita' e della procedura e degli adempimenti relativi.

Voglia gradire distinti saluti

 

8. IN MEMORIA DI ELISEE RECLUS

 

Ricorre il 15 marzo l'anniversario della nascita di Elisee Reclus (1830-1905), il grande geografo, pensatore e militante anarchico francese.

In questo anniversario il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo ricorda con gratitudine l'illustre studioso e lo strenuo lottatore per la verita', la giustizia, la liberta', la dignita' di ogni essere umano e la liberazione comune dell'umanita'.

Nel ricordo di Elisee Reclus proseguiamo nell'azione nonviolenta per la pace e i diritti umani; per il disarmo e la smilitarizzazione; contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Oppresse e oppressi di tutti i paesi, unitevi nella lotta per la comune liberazione.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

9. INIZIATA A VITERBO L'XI SETTIMANA D'AZIONE CONTRO Il RAZZISMO. UN APPELLO AL CONSIGLIO COMUNALE

 

Con un incontro di riflessione sul tema "Vi e' una sola umanita': ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'", presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" e' iniziata a Viterbo la mattina di lunedi' 16 marzo 2015 la "XI settimana d'azione contro il razzismo", promossa dall'Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali) in collaborazione con l'Anci (Associazione nazionale Comuni d'Italia) e con il Miur (Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca).

*

L'incontro e' stato aperto da una introduzione del responsabile della struttura nonviolenta viterbese; nel corso dell'incontro e' stata confermata la necessita' e l'urgenza di un concreto impegno in difesa dei diritti umani coerente con la Dichiarazione universale dei diritti umani, con la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, con la Costituzione della Repubblica Italiana; un impegno nitido e intransigente in difesa della vita, della dignita' e dei diritti di tutti gli esseri umani; un impegno allo stesso tempo contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni.

*

Al termine dell'incontro le persone partecipanti hanno approvato una mozione con cui si chiede al Consiglio comunale di Viterbo di approvare tempestivamente le due proposte di deliberazione formulate dal "Tavolo per la pace" di Viterbo: l'una "per l'istituzione della Consulta comunale per l'immigrazione", l'altra "per la cittadinanza onoraria alle bambine e ai bambini non cittadine e cittadini italiani con cui la comunita' viterbese ha una relazione significativa e quindi impegnativa".

*

Di seguito il testo della mozione approvata:

"Le persone partecipanti all'incontro su "Vi e' una sola umanita': ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'" del 16 marzo 2015 a Viterbo in occasione della XI settimana d'azione contro il razzismo chiedono che il Consiglio comunale di Viterbo esamini ed approvi con la maggior tempestivita' possibile le due importante proposte di deliberazione formulate dal "Tavolo per la pace" di Viterbo "per l'istituzione della Consulta comunale per l'immigrazione" e "per la cittadinanza onoraria alle bambine e ai bambini non cittadine e cittadini italiani con cui la comunita' viterbese ha una relazione significativa e quindi impegnativa".

 

10. PROPOSTA DI DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI VITERBO PER L'ISTITUZIONE DELLA CONSULTA COMUNALE PER L'IMMIGRAZIONE

 

Oggetto: Istituzione della Consulta comunale per l'immigrazione

Il Consiglio Comunale

Premesso che il Comune di Viterbo riconosce l'importanza della partecipazione della popolazione ai processi decisionali attraverso cui l'ente locale assume gli atti di sua competenza relativi all'amministrazione della città;

considerato che della comunità cittadina di Viterbo fanno parte a pieno titolo migliaia di persone immigrate da altri paesi e regolarmente residenti ovvero domiciliate nel territorio comunale ma che non hanno la cittadinanza italiana;

riaffermato l'impegno a promuovere il dialogo e il confronto democratico fra la popolazione tutta e l'amministrazione comunale valorizzando il ruolo delle associazioni quali componenti essenziali del processo di coinvolgimento della popolazione nei procedimenti decisionali;

ritenuto doveroso promuovere interventi adeguati al fine di garantire la partecipazione popolare all'attività amministrativa e alla vita pubblica nel suo complesso;

vista la propria deliberazione dell'8 luglio 2014 con la quale ha inserito nel novero delle Consulte comunali anche la Consulta comunale per l'immigrazione;

visto il "Regolamento per l'istituzione delle Consulte Comunali" deliberato all'unanimità dal Consiglio Comunale di Viterbo con atto n. 13 del 4 febbraio 2011;

visto l'art. 3 del regolamento citato che dispone che il consiglio Comunale può istituire Consulte di propria iniziativa, con apposita deliberazione;

delibera

I. di istituire la Consulta comunale per l'immigrazione.

Essa sarà regolamentata secondo le modalità previste ai sensi e per gli effetti del "Regolamento per l'istituzione delle Consulte Comunali" (del. C. C. n. 13 del 4 febbraio 2011) tenuto conto delle ovvie specificità. Il testo allegato al presente atto come "Allegato 1. Linee-guida per la Consulta comunale per l'immigrazione" ne costituisce parte integrante e sostanziale.

II. di informare la cittadinanza mediante avviso pubblico, avviso pubblico che abbia anche la funzione di invitare le associazioni interessate a presentare domanda per partecipare alla Consulta.

Il testo allegato al presente atto come "Allegato 2. Testo dell'avviso pubblico" ne costituisce parte integrante e sostanziale.

III. di dare mandato alla Giunta per tutti gli adempimenti amministrativi successivi.

*

Allegato 1. Linee-guida per la Consulta comunale per l'immigrazione

Premessa: le seguenti linee-guida per la Consulta comunale per l'immigrazione riprendono ed articolano quanto previsto nel "Regolamento per l'istituzione delle Consulte Comunali" (del. C. C. n. 13 del 4 febbraio 2011) tenuto conto delle ovvie specificità della Consulta stessa; come stabilito dall'art. 7 dell'atto citato, nella prima seduta della Consulta l'assemblea, dopo aver provveduto all'elezione di un coordinatore, procederà alla "approvazione di un regolamento interno che contenga i principi generali appresso indicati. Tale regolamento sarà trasmesso alla Commissione tecnica per le consulte entro 15 giorni dalla sua approvazione, per le eventuali osservazioni in merito".

1. Istituzione, finalità e funzioni della Consulta

E' istituita la Consulta comunale per l'immigrazione.

Essa:

- promuove la partecipazione alla vita collettiva, sociale e culturale;

- promuove la partecipazione della popolazione all'amministrazione locale e al procedimento amministrativo;

- esercita l'iniziativa in riferimento agli atti di competenza del Consiglio Comunale;

- può sollecitare il Sindaco o la Giunta ad adottare atti di propria competenza;

- può esprimere pareri scritti, comunque di carattere consultivo e non vincolante, sui bilanci preventivi e consuntivi, sui piani di investimento, nonché sugli altri atti del Consiglio Comunale per quanto attiene il settore di primario interesse della Consulta, trasmettendoli al Presidente del Consiglio Comunale;

- si pronuncia sulle questioni che gli Organi Comunali ritengono di sottoporle;

- può promuovere assemblee pubbliche su temi di suo specifico interesse;

- può promuovere il coordinamento tra le Consulte per le materie di competenza comune.

2. Composizione della Consulta

Partecipano alla Consulta come membri effettivi con diritto di parola e di voto un rappresentante per ogni associazione che ne faccia richiesta e che dimostri di averne i requisiti ai sensi del regolamento ed attraverso le procedure previste dall'avviso pubblico.

In rappresentanza del Consiglio Comunale partecipano il Presidente della Commissione Comunale competente per materia e due componenti della stessa, di cui uno appartenente ai gruppi di minoranza, nonché l'eventuale Consigliere delegato dal Sindaco ad argomenti o progetti affini alle materie trattate dalla Consulta.

Partecipano inoltre alla Consulta come invitati permanenti con solo diritto di parola un rappresentante rispettivamente dell'Amministrazione Provinciale, della Prefettura, della Questura, della Asl, dell'Ufficio scolastico provinciale, dell'Ufficio provinciale del lavoro, dell'Ater di Viterbo, dell'Inps provinciale, dell'Inail provinciale.

Possono partecipare ai lavori della Consulta, con solo diritto di parola, gli operatori dell'Amministrazione comunale, i funzionari, i Consiglieri comunali, i membri della Giunta.

Per particolari temi da trattare possono essere altresì invitati, con solo diritto di parola, comprovati esperti di settore non facenti parte della Consulta medesima.

3. Organi della Consulta

Gli organi della Consulta sono:

1. l'Assemblea, costituita da un rappresentante di ciascuna associazione, indicato nella istanza di adesione. Tutti i componenti hanno diritto di voto.

2. Il Coordinatore, eletto a maggioranza tra i membri dell'Assemblea nel corso della prima seduta con mandato rinnovabile. Il coordinatore presiede l'Assemblea e la rappresenta nelle sedi istituzionali.

L'Assemblea si riunisce almeno due volte l'anno e il Consiglio Comunale è rappresentato dal Presidente della Commissione Comunale competente per materia e da due componenti della stessa, di cui uno appartenente ai gruppi di minoranza, nonché dall'eventuale Consigliere delegato dal Sindaco ad argomenti o progetti affini alle materie trattate dalla Consulta.

4. Prima seduta della Consulta

Nella prima seduta della Consulta l'Assemblea provvede all'elezione di un Coordinatore quale rappresentante eletto a maggioranza, nonché alla successiva approvazione di un Regolamento interno che contenga i principi generali relativo alla funzione ed al funzionamento della Consulta stessa. Tale regolamento sarà trasmesso alla Commissione Tecnica per le Consulte entro 15 giorni dalla sua approvazione, per le eventuali osservazioni in merito.

5. Scioglimento della Consulta

Vale quanto stabilito all'art. 12 del "Regolamento per l'istituzione delle Consulte Comunali" (del. C. C. n. 13 del 4 febbraio 2011).

6. Supporto tecnico-amministrativo

Con specifico atto deliberativo alla Consulta verranno assegnati un segretario, una sede e risorse adeguate.

7. Per tutto quanto non previsto

Per tutto quanto non previsto vale quanto stabilito dal "Regolamento per l'istituzione delle Consulte Comunali" (del. C. C. n. 13 del 4 febbraio 2011), dalle leggi vigenti, dai principi generali della pubblica amministrazione.

*

Allegato 2. Testo dell'avviso pubblico

Comune di Viterbo

Il Consiglio comunale di Viterbo ha deliberato con atto n. ... del ... di procedere all'istituzione di una Consulta comunale per l'immigrazione.

Tutte le associazioni che intendono farne parte possono presentare domanda entro 60 giorni dalla data del presente avviso. Nella domanda va anche indicato il nome della persona designata dall'associazione a rappresentarla nella Consulta.

Alla domanda vanno allegati i seguenti documenti:

1. atto costitutivo e statuto dell'associazione, ovvero documentazione equipollente;

2. dichiarazione attestante che: a) l'associazione è composta da persone immigrate o ha comunque una prevalente o almeno significativa presenza di persone immigrate; ovvero b) che l'associazione anche se non composta da persone immigrate opera nel campo dell'accoglienza, dell'assistenza, della solidarietà, della mediazione culturale e dell'integrazione delle persone immigrate;

3. ove occorra, ovvero laddove gli atti indicati ai punti 1 e 2 non ne diano già piena ed evidente contezza, ulteriore opportuna documentazione comprovante quanto attestato nella dichiarazione.

Le domande verranno esaminate dalla Commissione tecnica per le consulte e successivamente il Consiglio comunale istituirà formalmente la Consulta in oggetto, approvandone la specifica composizione rappresentativa che potrà essere comunque integrata successivamente come da Regolamento per l'istituzione delle Consulte Comunali (del. C. C. n. 13 del 4 febbraio 2011).

Per ulteriori informazioni: INDICARE QUI L'UFFICIO COMUNALE DI RIFERIMENTO RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO.

Il Sindaco

Viterbo, DATA

*

Proposta formulata dal Tavolo per la pace di Viterbo

 

11. PROPOSTA DI DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI VITERBO PER L'ATTRIBUZIONE DELLA CITTADINANZA ONORARIA ALLE BAMBINE E AI BAMBINI NON CITTADINE E CITTADINI ITALIANI CON CUI LA COMUNITA' VITERBESE HA UNA RELAZIONE SIGNIFICATIVA E QUINDI IMPEGNATIVA

 

Testo della proposta di delibera per l'attribuzione della cittadinanza onoraria alle bambine ed ai bambini non cittadine e cittadini italiani con cui la comunità viterbese ha una relazione significativa e quindi impegnativa

Il Consiglio Comunale di Viterbo

- premesso che le bambine ed i bambini (intendendo qui tutte le persone minorenni, in età da zero a 18 anni) sono l'unica speranza di esistenza futura dell'umanità, e pertanto dell'umanità intera sono il bene più prezioso, ed è quindi dovere delle persone adulte fare tutto quanto è in proprio potere per garantire loro una vita degna, sicura e felice;

- considerato che compito delle istituzioni democratiche della Repubblica Italiana così come di ogni consesso civile è rispettare, difendere e promuovere la vita, la dignità e i diritti di tutte le persone umane, ed in primo luogo delle persone più fragili ed indifese, e tra queste vi sono senz'altro le bambine ed i bambini che per la loro crescita e la loro socializzazione hanno bisogno dell'aiuto, dell'accudimento, del rispetto, dell'amore e della protezione altrui;

- affermato che Viterbo vuole essere città amica delle bambine e dei bambini;

- riconosciuto che della comunità viterbese fanno parte tutte le persone che a Viterbo nascono, vivono, operano, e che tutte recano alla città il dono prezioso dell'infinito valore morale della loro umana presenza;

- evidenziato in particolare che della comunità cittadina fanno quindi parte anche tutte le persone e le famiglie che a Viterbo si trovano e si troveranno, indipendentemente dal fatto di avere o non avere la cittadinanza italiana, di un altro paese o di nessun paese;

- richiamando la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani che riconosce che vi è una sola umanità e che tutte le persone umane sono portatrici di inalienabili diritti;

- nel rispetto e nell'impegno a realizzare quanto disposto dal dettato della Costituzione della Repubblica Italiana che all'articolo 2 dichiara che "La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale" (articolo in cui va notato che non ci si riferisce ai soli cittadini ma a tutte le persone umane usando a tal fine la formula universalistica "uomo" - intesa in senso neutro, effettualmente comprensiva di uomini e donne, in un uso lessicale all'epoca ancora non consapevole della necessità di usare un linguaggio sessuato adeguatamente riconoscente ed inclusivo -); che all'art. 10, comma terzo, dichiara che "Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge" (anche in questo caso usando l'espressione "lo straniero" in senso neutro, effettualmente comprensiva di uomini e donne, in un uso lessicale all'epoca ancora non consapevole della necessità di usare un linguaggio sessuato adeguatamente riconoscente ed inclusivo); che agli articoli 13, 14, 15, 19, 21-25 e 27 della Parte Prima, Titolo Primo, "Rapporti civili", agli articoli 29-34 della Parte Prima, Titolo Secondo, "Rapporti etico-sociali", agli articoli 35-37 e 39-47 della Parte Prima, Titolo Terzo, "Rapporti economici", riconosce pari diritti e pari protezione a tutte le persone umane presenti nel territorio italiano indipendentemente dalla loro cittadinanza;

- dando adempimento agli impegni di solidarietà e quindi di civiltà espressi esplicitamente ovvero implicitamente nel proprio Statuto Comunale;

- accogliendo l'invito dell'Organizzazione delle Nazioni Unite espresso fin dalla sua Carta costitutiva e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e successivamente esposto nella Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia del 1989, e negli atti conseguenti e complementari;

- ed in particolare accogliendo le considerazioni, le proposte ed i suggerimenti dell'Unicef, il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia;

- sottolineando specificamente che la Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia (approvata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989 e ratificata dall'Italia con la legge 27 maggio 1991, n. 176) fin dal Preambolo ai commi IV-VI evidenzia che "l'infanzia ha diritto a un aiuto e a un'assistenza particolari", "la famiglia, unità fondamentale della società e ambiente naturale per la crescita e il benessere di tutti i suoi membri e in particolare dei fanciulli, deve ricevere la protezione e l'assistenza di cui necessita", "il fanciullo ai fini dello sviluppo armonioso della sua personalità deve crescere in un ambiente familiare in un clima di felicità, di amore e di comprensione" (ed è opportuno ricordare che l'Unicef-Italia sottolinea che sarebbe preferibile tradurre il termine inglese "child", anziché con "fanciullo", con "bambino, ragazzo e adolescente" - scilicet, in una formulazione ancor più adeguatamente riconoscente ed inclusiva: "bambina e bambino, ragazza e ragazzo, adolescente" -);

- preso atto che purtroppo attualmente la legislazione italiana non riconosce ancora concreta e adeguata garanzia di effettiva parità e reale pienezza di diritti a tutte le bambine e tutti i bambini presenti in Italia;

- intendendo con il presente atto dare riconoscimento dell'esistenza presente e futura nel territorio italiano delle bambine e dei bambini anche non cittadine e cittadini italiani, ovvero esprimere riconoscenza per la loro esistenza che rinnova il miracolo della vita e garantisce un futuro alla civiltà umana ed alla sua possibilità di bene;

- intendendo altresì dare un esempio, sia pure in forma eminentemente simbolica, di tale riconoscimento e riconoscenza, attraverso un atto che rappresenta e compendia altresì la manifestazione e l'attribuzione - sia pure, stanti i limiti delle proprie competenze di ente locale, solo simbolica - della assoluta parità e pienezza di diritti di tutte le bambine e di tutti i bambini;

- intendendo infine sollecitare il Governo e il Parlamento Italiani, così come al loro livello e secondo le loro competenze il Parlamento Europeo, il Consiglio dell'Unione Europea e la Commissione Europea, così come il Consiglio d'Europa, ad assumere tutti i provvedimenti atti a garantire ope legis pienezza e protezione di diritti per tutte le bambine e tutti i bambini;

- dichiarando infine e decisivamente la propria persuasione nella seguente evidente verità: che tutte le persone umane nascono libere ed eguali in diritti, e che quindi tutte le bambine e tutti i bambini nate, nati e presenti ora e in futuro in Italia hanno diritto agli stessi diritti di tutte le altre bambine e tutti gli altri bambini nate, nati e presenti ora e in futuro in Italia;

- nell'ambito delle proprie prerogative e competenze, nel rispetto e nell'applicazione di quanto previsto dalla vigente legislazione, certo di interpretare il comune sentire della popolazione viterbese e la voce ferma e profonda dell'umanità intera così come espressa dalle più alte coscienze, testimonianze e tradizioni di pensiero nel corso della storia:

delibera di

1. attribuire la Cittadinanza Onoraria di Viterbo:

a) a tutte le bambine e a tutti i bambini nate e nati a Viterbo da genitori non cittadini italiani;

b) a tutte le bambine e a tutti i bambini non cittadine e cittadini italiani che vivono a Viterbo;

c) a tutte le bambine e a tutti i bambini i cui genitori non cittadini italiani vivono a Viterbo ed intendono ricongiungere le famiglie affinché alle bambine ed ai bambini sia riconosciuto il diritto all'affetto ed alla protezione della propria famiglia, ed affinché i genitori possano adeguatamente adempiere ai doveri del mantenimento e dell'educazione delle figlie e dei figli (ovviamente laddove a ciò non ostino cogenti motivi di necessaria particolare protezione e tutela, da parte delle istituzioni pubbliche, delle persone minori come di altre persone componenti il nucleo familiare).

2. Organizzare una pubblica cerimonia - da ripetersi con cadenza annuale per le nuove bambine ed i nuovi bambini che si aggiungeranno nel corso del tempo - di consegna degli attestati alle bambine ed ai bambini, alle ragazze ed ai ragazzi, ed ai loro genitori, cerimonia che sia occasione di riconoscimento e di riconoscenza, di festa e di incontro, di condivisione del bene comune della vita associata, della legalità democratica, della civile convivenza. A tal fine dà mandato alla Giunta Comunale di adempiere a tutti gli opportuni e necessari atti amministrativi conseguenti.

3. Realizzare e diffondere attraverso il sito web del Comune, attraverso locandine da collocarsi negli uffici pubblici e nelle scuole, attraverso un apposito manifesto da affiggere per le vie cittadine, attraverso comunicati ai mezzi d'informazione ed in tutte le altre forme abitualmente usate per le comunicazioni istituzionali, un testo che riproduca (in italiano e nelle lingue delle varie comunità alloglotte presenti nel territorio comunale, e con gli opportuni accorgimenti grafici per la miglior comprensione e diffusione) la presente deliberazione e la porti a conoscenza dell'intera comunità cittadina. A tal fine dà mandato alla Giunta Comunale di adempiere a tutti gli opportuni e necessari atti amministrativi conseguenti.

4. Chiedere al Governo e al Parlamento Italiani nell'ambito delle loro rispettive competenze di procedere all'assunzione di atti legislativi e regolamentari che riconoscano a tutte le bambine e tutti i bambini nate, nati, o viventi, o i cui genitori sono viventi in Italia, gli stessi diritti di tutte le altre bambine e di tutti gli altri bambini nate, nati, o viventi, o i cui genitori sono viventi in Italia. A tal fine dà mandato alla Giunta Comunale di adempiere a tutti gli opportuni e necessari atti amministrativi conseguenti.

5. Proporre agli altri Comuni della provincia di Viterbo di assumere deliberazioni analoghe. A tal fine dà mandato alla Giunta Comunale di adempiere a tutti gli opportuni e necessari atti amministrativi conseguenti.

Proposta formulata dal Tavolo per la pace di Viterbo

 

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ARCHIVI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino" (anno XVII)

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Numero 225 del 29 novembre 2016

 

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