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[Nonviolenza] Telegrammi. 2568



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 2568 del 20 dicembre 2016

Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XVII)

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com

 

Sommario di questo numero:

1. Un appello a chi legge

2. "Fino a quando". Una lettera al Presidente della Repubblica

3. "Con gli occhi aperti, con vigile cuore". Una lettera aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri

4. Nella Giornata dei diritti umani un appello al Parlamento per il riconoscimento del diritto di voto a milioni di persone oggi vittime di razzismo

5. Segnalazioni librarie

6. La "Carta" del Movimento Nonviolento

7. Per saperne di piu'

 

1. REPETITA IUVANT. UN APPELLO A CHI LEGGE

 

Care lettrici e cari lettori,

nel dibattito delle forze politiche sulla nuova legge elettorale e' fin qui del tutto assente il riconoscimento del diritto di voto a milioni di persone che vivono in Italia ma che di quel fondamentale diritto sono tuttora private.

Vorremmo quindi invitarvi ad un impegno per persuadere il Parlamento a fare una legge elettorale che finalmente dia attuazione al primo principio della democrazia: una persona, un voto.

Vi proponiamo di scrivere a tal fine lettere ai parlamentari, ai mass-media, a tutti gli interlocutori che riterrete possibile coinvolgere nell'impegno comune per il riconoscimento del diritto di voto a tutte le persone che in Italia vivono.

Contro il razzismo e lo schiavismo.

Per la vita, la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani.

Una persona, un voto.

 

2. REPETITA IUVANT. "FINO A QUANDO". UNA LETTERA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

Egregio Presidente della Repubblica,

fino a quando milioni di persone che vivono, lavorano, pagano le tasse in Italia, continueranno a vedersi negare il diritto di voto solo perche' non sono nate qui?

Fino a quando per milioni di persone che sono nostri colleghi di lavoro, nostri vicini di casa, nostri sodali in ogni vicenda della vita quotidiana, continuera' a non valere il primo diritto politico, il fondamento stesso della democrazia, il diritto di voto?

Fino a quando milioni di persone che danno un contributo fondamentale alla produzione della ricchezza del paese, che danno un contributo fondamentale a sostenere il sistema pensionistico, che danno un contributo fondamentale a dare un futuro all'Italia altrimenti in declino demografico, continueranno ad essere private del diritto di partecipare alle decisioni pubbliche che riguardano tutti e quindi anche loro?

*

Egregio Presidente della Repubblica,

nulla osta a che il Parlamento con legge ordinaria legiferi il riconoscimento del diritto di voto nelle elezioni amministrative per tutte le persone residenti in Italia; e' peraltro un diritto gia' riconosciuto alle persone straniere provenienti dai paesi dell'Unione Europea, perche' continuare ad escludere tutte le altre?

E nulla osta a che il Parlamento con legge di modifica costituzionale riconosca finalmente a tutti coloro che in Italia vivono il diritto di voto nelle elezioni politiche; queste persone - milioni di persone - vivono realmente qui, e dove dovrebbero poter esercitare i loro diritti politici se non qui dove vivono? E cosa ne e' dei loro diritti politici, dei loro diritti civili, dei loro diritti umani, se si continua a negare loro il primo e fondamentale dei diritti democratici, il diritto di voto?

*

Egregio Presidente della Repubblica,

in queste settimane il Parlamento dovra' predisporre la nuova legge elettorale. Ma i leader delle forze politiche che in Parlamento siedono sembrano ciechi: sembrano non vedere questi milioni di persone in mezzo a cui anche loro vivono; ma questi milioni di persone esistono, questi milioni di persone sono in Italia, questi milioni di persone sono l'Italia cosi' come le persone native. Perche' i leader delle forze politiche continuano ad essere cosi' ciechi?

Sia Lei a ricordare al Paese tutto, e quindi anche ai legislatori, che se in un paese si nega il diritto di voto a milioni di persone che li' vivono, quel paese cessa di essere un paese democratico e diventa un regime razzista.

Sia Lei a richiamare chi siede nelle istituzioni ai principi fondamentali ovvero ai valori supremi della  Costituzione della Repubblica italiana, e quindi al dovere del loro inveramento; sia Lei a richiamare chi siede nelle istituzioni alla democrazia come metodo e come sistema, e quindi alla realizzazione del suo autentico fondamento che e' il diritto di ogni persona che vive in una comunita' a partecipare alle decisioni comuni; sia Lei a richiamare chi siede nelle istituzioni al rispetto e alla promozione dei diritti di ogni essere umano, e quindi al riconoscimento del diritto di ogni persona che vive nel nostro paese a prendere parte alle elezioni delle istituzioni rappresentative.

*

Egregio Presidente della Repubblica,

il principio "Una persona, un voto" e' il cardine della democrazia; l'Italia e' una repubblica democratica, si riconosca dunque il diritto di voto a tutte le persone che ci vivono.

Una sua parola puo' illuminare la coscienza di tutti i parlamentari; una sua parola puo' chiarire a chiunque quanto iniquo sia negare il diritto di voto a milioni di nostri reali concittadini, di nostri veri compaesani; una sua parola puo' suscitare un corale impegno affinche' a milioni di persone sia riconosciuto il diritto di partecipare alle decisioni pubbliche nel paese in cui vivono.

Nelle forme che Lei riterra' adeguate, nello scrupoloso adempimento delle sue funzioni, nel pieno rispetto del suo mandato, dica una parola che apra gli occhi a tutti i senatori e i deputati.

Augurandole ogni bene.

 

3. REPETITA IUVANT. "CON GLI OCCHI APERTI, CON VIGILE CUORE". UNA LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

 

Oggetto: La nuova legge elettorale riconosca finalmente il diritto di voto a milioni di persone residenti in Italia cui attualmente e' negato questo fondamentale diritto democratico

Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri,

il suo Governo accompagnera' il Parlamento in questi mesi in cui le Camere saranno chiamate ad elaborare la nuova legge elettorale.

Credo non sfugga a nessuno che nel nostro paese vivono e lavorano milioni di persone alle quali, per essere nate altrove, non e' attualmente riconosciuto il diritto di voto. Ma la grandissima parte di queste persone, per scelta o per costrizione, vivranno qui per gran parte o per tutto il resto della loro vita; e fin d'ora e' qui che pagano le tasse, e' qui che mandano a scuola i loro figli, rispettano le leggi del nostro paese, contribuiscono alla ricchezza del nostro paese, sono parte dell'Italia cosi' come lo sono i nativi.

Il fatto che sia loro negato il diritto di voto significa che si impedisce che possano prendere parte alle decisioni pubbliche che riguardano anche le loro esistenze.

*

Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri,

lei ricordera' il motto che diede inizio alla rivoluzione americana: "No taxation without representation"; in Italia oggi ci sono milioni di persone che pagano le tasse ma non hanno diritto di rappresentanza nelle istituzioni pubbliche.

Lei ricordera' anche il principio stesso della democrazia: "Una persona, un voto"; in Italia oggi ci sono milioni di persone cui e' negato il primo, essenziale, fondamentale diritto democratico.

*

Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri,

il mondo e' certo profondamente cambiato in questi ultimi decenni: in passato in Italia le persone nate altrove erano poche, ma adesso sono milioni; e per una grandissima parte di questi milioni di esseri umani l'Italia non e' un luogo di transito in cui fermarsi per breve tempo, ma il paese in cui vive da anni, e vivra' per molti anni ancora: sono milioni di esseri umani che dobbiamo riconoscere non solo come nostri fratelli e sorelle, ma come nostri reali concittadini, come nostri autentici compaesani.

Se la loro piena dignita' umana non e' riconosciuta qui, non lo sara' mai in nessun altro luogo; se i loro diritti politici non sono riconosciuti qui, non lo saranno mai in nessun altro luogo. Di questo stiamo parlando: del riconoscimento della piena dignita' umana di milioni di esseri umani che vivono qui, che vivono con noi, che sono i nostri colleghi di lavoro, i nostri vicini di casa, i nostri conoscenti, i nostri amici, che condividono con noi la vita quotidiana.

*

Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri,

lei sa anche che finche' non si riconoscera' a questi milioni di persone nostri effettivi compaesani il diritto di voto, essi saranno tenuti in una condizione di soggezione, saranno esposti alla violenza razzista e schiavista, poiche' lo stesso stato italiano ancor oggi non riconosce loro pieni diritti.

Lei sa che per sconfiggere nel nostro paese razzismo e schiavismo occorre innanzitutto far cessare il regime di effettuale segregazione politica in cui sono tenute milioni di persone cui e' ancora assurdamente negato il diritto di voto.

*

Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri,

lei ricordera' come me quel dibattito che ebbe luogo sul finire del secolo scorso e mise capo alla legge 40/1998 (la cosiddetta legge Turco-Napolitano), e ricordera' quindi anche che all'epoca vi era gia' un ampio consenso sulla necessita' di riconoscere il diritto di voto almeno nelle elezioni amministrative a tutti gli stranieri residenti in Italia.

Ricordera' anche che gia' da anni vi sono stranieri che votano in Italia nelle elezioni amministrative (oltre che in quelle per il Parlamento europeo): sono le persone straniere residenti in Italia provenienti da paesi membri dell'Unione Europea.

E ricordera' anche che in altri paesi europei trascorso un lasso di tempo talvolta dell'ordine di pochi mesi il diritto di voto - particolarmente per le elezioni amministrative - e' riconosciuto a tutti i residenti anche non nativi.

Orbene, sembra essere opinione prevalente che per l'attribuzione del diritto di voto nelle elezioni politiche a tutti gli stranieri residenti in Italia sia necessaria una modifica costituzionale; mentre per le elezioni amministrative e' sufficiente una legge ordinaria.

Ignoro se il Parlamento nella sua composizione attuale possa raggiungere un persuaso consenso nel legiferare il riconoscimento del diritto di voto nelle elezioni politiche a tutti i residenti in Italia; ma almeno il riconoscimento del diritto di voto nelle elezioni amministrative a tutti i residenti in Italia con legge ordinaria non dovrebbe incontrare obiezioni.

*

Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri,

guardiamo la realta' ad occhi aperti, con non offuscata ragione, con cuore vigile: se in un paese si nega il diritto di voto a milioni di persone che in quel paese vivono, ebbene, in quel paese non vi e' piu' una vera democrazia.

L'Italia repubblicana, democratica, antifascista non puo' essere un regime razzista; l'Italia repubblicana, democratica, antifascista non puo' piu' negare il diritto di voto a milioni di persone che vivono qui.

Augurandole ogni bene.

 

4. REPETITA IUVANT. NELLA GIORNATA DEI DIRITTI UMANI UN APPELLO AL PARLAMENTO PER IL RICONOSCIMENTO DEL DIRITTO DI VOTO A MILIONI DI PERSONE OGGI VITTIME DI RAZZISMO

 

Gentili senatrici, gentili senatori,

gentili deputate e deputati,

nella ricorrenza della Giornata internazionale dei diritti umani istituita dalle Nazioni Unite nel giorno anniversario della proclamazione da parte dell'Assemblea generale dell'Onu della Dichiarazione universale dei diritti umani il 10 dicembre 1948, rinnoviamo la richiesta che sia finalmente riconosciuto il diritto di voto a tutte le persone residenti in Italia.

Attualmente il diritto di voto, diritto politico fondamentale, e' negato in Italia a milioni di persone che - pur non essendo native del paese - qui vivono, lavorano, pagano le tasse, mandano a scuola i figli, contribuiscono al bene comune della comunita' locale di residenza ed alla ricchezza dell'intero paese.

Questa negazione del diritto di voto a milioni di esseri umani nel nostro paese costituisce una discriminazione non piu' ammissibile e favoreggia di fatto razzismo e schiavismo, violenze e persecuzioni.

Chiediamo al Parlamento di voler legiferare finalmente il riconoscimento del diritto di voto nelle elezioni sia politiche che amministrative per tutte le persone residenti in Italia.

Chiediamo al Parlamento di far cessare un regime di effettuale apartheid nel nostro paese.

Crediamo che possa esservi fin d'ora in Parlamento una maggioranza qualificata adeguata ad approvare una legge di rilevanza costituzionale che riconosca il diritto di voto a tutte le persone residenti per le elezioni politiche. Ma anche qualora questa maggioranza qualificata non vi fosse, vi dovrebbe pur essere una maggioranza semplice sufficiente ad approvare almeno una legge ordinaria che riconosca fin d'ora il diritto di voto nelle elezioni amministrative, regionali e comunali.

Una persona, un voto: fate cessare il regime di segregazione razzista in Italia.

Una persona, un voto: solo con il riconoscimento del diritto di voto si puo' sconfiggere razzismo e schiavismo.

Una persona, un voto: adempiamo pienamente, finalmente, il senso e i fini dei principi fondamentali, dei supremi valori della Costituzione repubblicana e antifascista.

Una persona, un voto: e' il principio stesso della democrazia.

Possa la vostra coscienza di esseri umani illuminarvi nella vostra attivita' di legislatori.

Un cordiale saluto.

 

5. SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

Letture

- AA. VV., Il romanzo dell'Italia. Centoquarant'anni di "Corriere della sera", Rcs, Milano 2016, pp. 512, euro 12 (in supplemento al "Corriere della sera").

*

Riletture

- Gustavo Gutierrez, Teologia della liberazione, Queriniana, Brescia 1972, 1981, pp. 320.

*

Riedizioni

- Umberto Veronesi, Il mestiere di uomo, Einaudi, Torino 2014, Mondadori, Milano 2016, pp. IV + 152, euro 10,90.

 

6. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

7. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 2568 del 20 dicembre 2016

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