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[Nonviolenza] "Con la forza della verita', con la forza della democrazia". Al Presidente del Senato della Repubblica un appello



 

"CON LA FORZA DELLA VERITA', CON LA FORZA DELLA DEMOCRAZIA". AL PRESIDENTE DEL SENATO DELLA REPUBBLICA UN APPELLO

 

Oggetto: Contrastare l'orrore con la forza della verita', della democrazia, della legalita', della civilta'. Riconoscere finalmente il diritto di voto a tutte le persone residenti nel nostro paese.

 

Egregio Presidente del Senato della Repubblica,

gli orrori delle guerre in corso, gli orrori degli attentati terroristici, gli atti di barbarie di cui ogni giorno ci giunge notizia, possono e devono essere contrastati: con la forza della verita', con la forza della democrazia, con la forza della legalita', con la forza della civilta'.

Con la forza della verita': "forza della verita'", in sanscrito satyagraha, e' uno dei due termini (l'altro e' ahimsa) con cui Gandhi definisce la sua proposta di azione, che noi traduciamo nonviolenza. Forza della verita' significa riconoscere che ogni essere umano e' un valore infinito; che ogni vita e' degna di rispetto e di cura; che ogni persona ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'. Forza della verita' significa non solo "non uccidere", ma anche "salvare le vite", recare aiuto, condividere i beni. La guerra, il terrorismo, la barbarie, si contrastano con la forza della verita', con la nonviolenza, con la scelta di rispettare e salvare tutte le vite, di soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.

Con la forza della democrazia: riconoscendo che vi e' una sola umanita' in un unico mondo vivente casa comune dell'umanita' intera; e riconoscendo che ogni persona che vive in una comunita' ha diritto di contribuire al bene comune di quella comunita', quindi anche a partecipare a prendere le decisioni pubbliche che tutte le persone a quella comunita' appartenenti riguardano. La democrazia e' il potere del popolo nell'eguaglianza di diritti di tutte le persone, e il suo principio e' quindi "una persona, un voto".

Con la forza della legalita': che nella sua autenticita' e' la difesa del debole dagli abusi del forte, e' l'insieme di regole condivise che sostiene la civile convivenza, e' l'inveramento del riconoscimento del valore infinito e dei diritti inalienabili di ogni persona, e' responsabilita' e solidarieta' concreta e operante.

Con la forza della civilta': che si oppone alla barbarie, che si oppone alla violenza; la civilta' che e' il riconoscimento dei legami che uniscono l'umana famiglia, che e' l'opera comune per il bene comune.

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Egregio Presidente del Senato,

vivono in Italia milioni di persone che per il mero fatto di non essere native del luogo sono tuttora assurdamente private del diritto di voto.

Ma queste persone realmente vivono in Italia, lavorano in Italia, rispettano le leggi italiane, producono ricchezza per il nostro paese, sostengono in misura decisiva il sistema pensionistico che tutela gli anziani e i fragili di questo paese, contribuiscono in misura decisiva ad evitare il declino demografico di questo paese; questi milioni di persone sono anch'esse l'Italia, e molto spesso ne sono la parte migliore, la piu' laboriosa, la piu' coraggiosa, la piu' generosa; i loro figli frequentano le nostre scuole, sono il futuro del nostro paese al pari dei loro coetanei nativi.

Milioni di persone che sono i nostri colleghi di lavoro, i nostri vicini di casa, coloro con cui condividiamo la vita quotidiana, i timori e le gioie, le fatiche e le speranze; milioni di persone che in Italia hanno deciso di costruire il loro futuro dopo aver dovuto lasciare - sovente in circostanze drammatiche - i loro paesi d'origine; milioni di persone che hanno scelto di essere nostri effettuali compaesani, concittadini, compatrioti.

Milioni di persone cui assurdamente e' tuttora negato il diritto di voto in questo che e' il paese dove vivono, ovvero sovente l'unico luogo in cui il diritto di voto potrebbero realmente efficacemente esercitare; milioni di persone cui assurdamente e' tuttora impedito di partecipare a prendere le decisioni pubbliche che anche loro direttamente riguardano nel luogo in cui realmente vivono: milioni di persone per cui assurdamente ancora oggi non vale il principio a fondamento della democrazia: "una persona, un voto".

Eppure l'Italia e' una repubblica democratica. Ma allora come e' ammissibile che a milioni di suoi abitanti sia tuttora negato il diritto di voto, senza del quale non vi e' democrazia? Non e' ammissibile. Ed occorre quindi porre al piu' presto rimedio a questa palese ingiustizia, a questa flagrante contraddizione con i principi fondamentali e i valori supremi della Costituzione repubblicana.

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Egregio Presidente del Senato,

nelle prossime settimane il Parlamento sara' impegnato nell'elaborazione e quindi nel varo della nuova legge elettorale: non e' evidente che il riconoscimento del diritto di voto a tutte le persone residenti in Italia dovrebbe essere il cuore di quetsa nuova legge? Non e' evidente che in tutte le elezioni, da quelle comunali, alle regionali, fino alle politiche ed alle europee, si deve finalmente riconoscere il diritto di partecipare a questi milioni di persone fin qui escluse ma che qui vivono, qui e solo qui possono effettualmente, concretamente, pienamente esercitare i loro diritti politici? Non e' evidente che se si persiste nel negare il diritto di voto a milioni di residenti in Italia (e quindi di effettivi italiani) solo perche' non sono nativi del luogo in cui vivono, ebbene, questo fa decadere il nostro paese da democrazia costituzionale a regime razzista?

Basterebbe una legge ordinaria per riconoscere a tutte le persone residenti il diritto di voto nelle elezioni amministrative (gli stranieri provenienti da altri paesi dell'Unione Europea, ad esempio, lo hanno gia').

Ed occorrerebbe probabilmente una riforma costituzionale per riconoscere a tutti i residenti il diritto di voto nelle elezioni politiche.

E' ragionevole supporre che in Parlamento vi sia gia' un'ampia maggioranza di parlamentari cosciente di questa realta'; un'ampia maggioranza di parlamentari persuasa del fatto che la democrazia richiede che ad ogni persona realmente presente in una comunita', in un territorio, sia riconosciuto il diritto di voto; un'ampia maggioranza di parlamentari che voglia aprire gli occhi e deliberare tanto la legge ordinaria per il riconoscimento del diritto di voto nelle elezioni amministrative quanto quella di rilevanza costituzionale per le elezioni politiche.

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Egregio Presidente del Senato,

la sua collega Presidente della Camera dei Deputati alcuni giorni fa ha gia' trasmesso alla competente Commissione del ramo del Parlamento che presiede un nostro precedente appello affinche' con la nuova legge elettorale sia finalmente riconosciuto il diritto di voto a tutte le persone residenti in Italia.

Voglia anche Lei adoperarsi affinche' anche nel Senato della Repubblica la richiesta del riconoscimento del diritto di voto a milioni di residenti in Italia attualmente assurdamente esclusi da tale fondamentale diritto sia finalmente presa in considerazione nella discussione che mettera' capo alla nuova legge elettorale e divenga proposta condivisa da tutte le senatrici ed i senatori fedeli alla repubblica, alla democrazia, all'umanita'.

Con la forza della verita', con la forza della democrazia, con la forza della legalita', con la forza della civilta': per il bene comune.

Una persona, un voto.

AugurandoLe ogni bene,

 

Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo

 

Viterbo, 21 dicembre 2016

 

Mittente: "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it, centropacevt at gmail.com, centropaceviterbo at outlook.it