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[Nonviolenza] Al Presidente della Commissione Affari Costituzionale della Camera dei Deputati



 

Al Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati

 

Oggetto: che nella nuova legge elettorale sia finalmente accolto il riconoscimento del diritto di voto per milioni di persone che pur non essendo nate in Italia qui effettualmente risiedono, lavorano, pagano le tasse

 

Egregio Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, on. Andrea Mazziotti di Celso,

 

con la presente vorrei segnalare a Lei ed alla Commissione da Lei presieduta l'opportunita' - ed anzi, a mio avviso, l'improcrastinabile necessita' - che nella nuova legge elettorale di cui al piu' presto avvierete l'elaborazione sia finalmente accolto il riconoscimento del diritto di voto per milioni di persone che pur non essendo nate in Italia qui effettualmente risiedono, lavorano, pagano le tasse, contribuiscono in decisiva misura a sostenere il sistema pensionistico, contribuiscono in altrettanto decisiva misura a impedire il declino demografico del paese, in breve: contribuiscono a tutti gli effetti alla ricchezza e alla coesione sociale del paese, sono a tutti gli effetti parte della popolazione italiana (e con una consistenza di oltre 5 milioni di unita'), eppure sono tuttora prive del diritto di partecipare alle decisioni pubbliche che anche le loro esistenze riguardano.

Come e' a tutti noto il cardine della democrazia e' il principio "una persona, un voto"; ed e' palese che tale diritto si puo' e si deve concretamente esercitare ove realmente si vive.

E' altresi' ben noto che nulla osta a che con legge ordinaria si riconosca finalmente a tutti i residenti il diritto di voto per le elezioni amministrative, comunali e regionali (diritto peraltro gia' riconosciuto agli stranieri provenienti da paese membri dell'Unione Europea); mentre e' invece opinione prevalente che per il riconoscimento del diritto di voto per le elezioni politiche sarebbe d'uopo una modifica costituzionale.

Il nocciolo della questione e' il seguente: che continuare a negare il primo e indispensabile diritto democratico a milioni di persone che vivono nel nostro paese costituisce una flagrante irrazionalita' e un'altrettanto flagrante iniquita'.

Vogliate pertanto far si' che la nuova legislazione elettorale riconosca il diritto di voto, tanto nelle elezioni amministrative quanto in quelle politiche, a tutte le persone nate altrove che vivono in Italia e sono gia' de facto - ma non ancora pienamente de jure - membri della popolazione italiana, della comunita' italiana, italiani tanto quanto gli autoctoni.

Quale che sia il loro luogo di nascita queste persone sono hic et nunc i nostri colleghi di lavoro, i nostri vicini di casa, le persone insieme a cui viviamo quotidianamente, ergo: nostri veri compaesani e concittadini; non possiamo non considerarli nostri pari quanto ai diritti cosi' come quanto ai doveri, nostri eguali dinanzi alla legge. E' evidente che non si puo' continuare a negare il diritto di voto a milioni di persone che vivono nel nostro paese; se nei secondi anni Quaranta del secolo scorso l'Italia fosse stata paese di immigrazione e non di emigrazione, e se in essa fossero stati allora residenti milioni di persone non native, non vi e' alcun dubbio che i costituenti avrebbero riconosciuto loro il diritto di voto: oggi la situazione e' questa, oggi la questione ineludibilmente si pone, oggi si adempia la promessa della democrazia.

Vogliate legiferare l'inveramento del principio democratico erga omnes: una persona, un voto.

 

RingraziandoLa per l'attenzione, con i migliori auguri di buon lavoro,

 

Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo

 

Viterbo, 31 dicembre 2016

 

Mittente: "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it, centropacevt at gmail.com, centropaceviterbo at outlook.it