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[Nonviolenza] Una persona, un voto. 166



 

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UNA PERSONA, UN VOTO

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Per il riconoscimento del diritto di voto a tutte le persone che risiedono in Italia

Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino" (anno XVIII)

Numero 166 del 29 luglio 2017

 

In questo numero:

1. "Una persona, un voto". Un appello all'Italia civile

2. Due provvedimenti indispensabili per far cessare le stragi nel Mediterraneo e la schiavitu' in Italia

3. Vladimiro Oglianovi: Zombie

4. Vladimiro Oglianovi: D'accordo

5. Vladimiro Oglianovi: Fidelio

 

1. INIZIATIVE. "UNA PERSONA, UN VOTO". UN APPELLO ALL'ITALIA CIVILE

 

Un appello all'Italia civile: sia riconosciuto il diritto di voto a tutte le persone che vivono in Italia.

Il fondamento della democrazia e' il principio "una persona, un voto"; l'Italia essendo una repubblica democratica non puo' continuare a negare il primo diritto democratico a milioni di persone che vivono stabilmente qui.

Vivono stabilmente in Italia oltre cinque milioni di persone non native, che qui risiedono, qui lavorano, qui pagano le tasse, qui mandano a scuola i loro figli che crescono nella lingua e nella cultura del nostro paese; queste persone rispettano le nostre leggi, contribuiscono intensamente alla nostra economia, contribuiscono in misura determinante a sostenere il nostro sistema pensionistico, contribuiscono in modo decisivo ad impedire il declino demografico del nostro paese; sono insomma milioni di nostri effettivi conterranei che arrecano all'Italia ingenti benefici ma che tuttora sono privi del diritto di contribuire alle decisioni pubbliche che anche le loro vite riguardano.

Una persona, un voto. Il momento e' ora.

*

All'appello "Una persona, un voto" hanno gia' espresso il loro sostegno innumerevoli persone, tra cui tra le prime:

padre Alex Zanotelli

Lidia Menapace, partigiana, femminista e senatrice emerita

Paolo Acunzo, vicepresidente Pd Lazio

Roberta Agostini, deputata

Luisella Albanella, deputata

Isa Alberti

Gianfranco Aldrovandi, del "Collettivo nonviolento uomo-ambiente"

Rocco Altieri, docente e saggista, direttore dei "Quaderni Satyagraha", Centro Gandhi di Pisa

Peppe Amato, pensionato

Dino Angelini

Pino Arancio, traduttore, impegnato nei movimenti per la pace e di solidarieta'

Piero Arcangeli, etnomusicologo e compositore

Laura Arduni, impiegata

Ileana Argentin, deputata

Massimo Artini, deputato

Simonetta Astigiano, biologa e ricercatrice

Lino Balza, ecologista

Vincenzo Balzani, professore emerito, Universita' di Bologna

don Franco Barbero

Daniele Barbieri, blogger

Raffaele Barbiero, operatore sociale

Nuccio Barilla', giornalista, ambientalista

Davide Barillari, consigliere regionale del Lazio

Lorenzo Basso, deputato

Piero Basso, figura storica della riflessione teorica e dell'impegno politico e sociale a Milano e nella solidarieta' internazionale

Eleonora Bechis, deputata

Vittorio Bellavite, coordinatore nazionale di "Noi Siamo Chiesa"

Bruno Antonio Bellerate, docente emerito dell'Universita' Roma Tre

Eleonora Bellini, bibliotecaria e scrittrice

Giuliana Beltrame, sociologa e attivista

Maurizio Benazzi, quacchero, curatore della newsletter "Ecumenici"

Pietro Benedetti, regista, attore, studioso delle tradizioni popolari

Paolo Beni, deputato

don Gianni Bergamaschi

Ascanio Bernardeschi, saggista e militante

Massimiliano Bernini, deputato

Silvia Berruto, da sempre impegnata in iniziative di pace, solidarieta', nonviolenza

Severina Berselli

Norma Bertullacelli, dell'"ora in silenzio per la pace" di Genova

Stella Bianchi, deputata

Giovanni Bianco, giurista e professore universitario

Angelo Bini, vicepresidente Cooperativa castanicoltori dei Monti Cimini

Daniela Bizzarri, consigliera comunale delegata alle Pari Opportunita' del Comune di Viterbo

Tamara Blazina, deputata

Michele Boato, ecologista

Laura Boccardo, impiegata

Fabrizio Bocchino, senatore

Antonio Boccuzzi, deputato

Paola Boldrini, deputata

Francesca Bonomo, deputata

Michele Bordo, deputato

Franco Borghi, attivista per la pace e la legalita'

Dario Borso, filosofo

Giovanni Bosco

Paolo Bosi, docente universitario

Luisa Bossa, deputata

Donatella Botta, impegnata nella solidarieta'

Silvio Bozzi, docente universitario

Anna Bravo, storica

Beatrice Brignone, deputata

Claudio Broglia, senatore

Valentina Bruno, docente, del centro antiviolenza "Erinna" di Viterbo

Vincenza Bruno Bossio, deputata

Enrico Buemi, senatore

Renata Bueno, deputata

Giuseppe Burgio, pedagogista, Universita' di Enna

Alberto Cacopardo, antropologo

Augusto Cacopardo, Comitato per la Democrazia Costituzionale

Salvatore Capone, deputato

Sabrina Capozzolo, deputata

Antonio Caputo, presidente circolo Giustiza e Liberta'

Alessandro Capuzzo, ecopacifista

Renzo Carella, deputato

Anna Maria Carloni, deputata

Gennaro Carotenuto, storico

Giorgio Carpi, "Centro nuovo modello di sviluppo" di Vecchiano (Pisa)

Rodolfo Carpigo

Marco Carra, deputato

Claudio Carrara, presidente del Movimento Internazionale della Riconciliazione - Italia

Maria Chiara Carrozza, deputata, gia' ministra

Floriana Casellato, deputata

Maria Luigia Casieri, dirigente scolastica

Franco Cassano, deputato

Felice Casson, senatore

Francesco Cassotti

Pilar Castel, autrice e attrice No War

Valeria Castelli

Marco Catarci, pedagogista e docente universitario

Marco Causi, deputato

padre Carlo Cautillo cp

Giovanna Cavarocchi, Auser Viterbo

Patrizia Cecconi, scrittrice, presidente "Associazione oltre il mare onlus"

Nello Centomo

Massimo Cervellini, senatore

Maurizio Chierici, giornalista

Raimondo Chiricozzi, presidente del comitato provinciale Aics di Viterbo

Vannino Chiti, senatore

Olindo Cicchetti, figura storica dei movimenti ecopacifisti e per i diritti, narratore di comunita'

Eleonora Cimbro, deputata

Giorgio Cingolani, agricoltore e socio del Centro studi "Sereno Regis" di Torino

Monica Cirinna', senatrice

Michele Citoni, documentarista

Valter Ciurli, architetto

Giuseppe Civati, deputato

Roberto Cociancich, senatore

Giancarla Codrignani, saggista e deputata emerita

Pasquale Colella, direttore de "Il tetto"

Francesco Coletta, docente e coordinatore della Federazione Gilda-Unams di Viterbo

Antonio Corbeletti, presidente della sezione Anpi di Voghera

don Franco Corbo, parroco, presidente del gruppo di volontariato "Solidarieta'"

Corrado Corradini, giornalista

Paolo Corsini, senatore, docente universitario

Paolo Cova, deputato

Paolo Crocchiolo, medico, docente universitario

Lucia Cruschelli, associazione "Mestizaje" di Cecina

Giuseppe Luigi Cucca, senatore

Patrizia Cupelloni, psicoanaista con funzioni di training Societa' Psicoanalitica Italiana

Gianni Cuperlo, deputato

Erica D'Adda, senatrice

Pasquale D'Andretta, formatore

Massimo Dalla Giovanna, impiegato, delegato Rsu

Tiziana Dal Pra, presidente dell'associazione "Trama di terre" di Imola

Alfredo D'Attorre, deputato

Marianita De Ambrogio, Donne in Nero di Padova

Emanuela Dei, giornalista

Tonio Dell'Olio, presidente Pro Civitate Christiana di Assisi, gia' coordinatore nazionale di Pax Christi, gia' responsabile di Libera International

Andrea De Lotto, maestro elementare, Milano

Giorgio Demurtas, docente universitario

Valerio De Nardo, dirigente pubblica amministrazione e scrittore

Loredana De Petris, senatrice, presidente del Gruppo Misto al Senato

Lucia De Sanctis, associazione "Mestizaje" di Cecina

Maria Rosa De Troia, attivista in difesa della Costituzione

Lello Di Gioia, deputato

Mimmo Di Gioia, Ambasciata di Pace di Foggia

Marco Di Lello, deputato

Mario Di Marco, responsabile della formazione dei volontari in servizio civile della Caritas diocesana di Viterbo

Domenico Di Pietro, associazione "Mestizaje" di Cecina

Nerina Dirindin, senatrice

Angela Dogliotti, peace-researcher

Luciano Dottarelli, docente e saggista, presidente Club Unesco Viterbo-Tuscia

Umberto D'Ottavio, deputato

Anna Draghetti, pensionata

Donatella Duranti, deputata

Massimo Duranti, giudice di pace emerito

Anna Maria Eramo

Osvaldo Ercoli, figura storica dell'impegno per la pace, i diritti umani, l'ambiente

Carla Ermoli, pensionata

Roberto Escobar, filosofo politico e critico cinematografico

suor Maria Stella Fabbri

Sergio Falcone, poeta

Fulvio Faro, operatore sociosanitario

Claudio Fecchio, gia' obiettore di coscienza al servizio militare e coordinatore della campagna di obiezione alle spese militari

Laura Fasiolo, senatrice

Marco Fedi, deputato

Ciccio Ferrara, deputato

Elena Ferrara, senatrice

Valerio Ferri

Giuseppe Fioroni, deputato, gia' ministro

Vincenzo Folino, deputato

Paolo Fontanelli, deputato

Maria Bernarda Forcella

Federico Fornaro, senatore

Filippo Fossati, deputato

Valentina Franchi, associazione "Mestizaje" di Cecina

Nicola Fratoianni, deputato, segretario nazionale di Sinistra Italiana

Marco Furfaro, Campo Progressista

Gabriele Gabrieli, del Gruppo "In silenzio per la pace" di Mantova

Sancia Gaetani, Wilfp Italia

Haidi Gaggio Giuliani, senatrice emerita

Elena Gajani Monguzzi, docente, poetessa, impegnata per i diritti umani di tutti gli esseri umani

Carlo Galli, professore universitario e deputato

Daniele Gallo, giornalista, saggista, editore e docente universitario

Paolo Gandolfi, deputato

Maria Grazia Gatti, senatrice

Nino Gernone

Francuccio Gesualdi, animatore del "Centro nuovo modello di sviluppo"

Anna Giacobbe, deputata

Giorgio Giannini, storico e saggista

Agnese Ginocchio, cantautrice per la pace e la nonviolenza

Piero P. Giorgi, ricercatore sulla violenza e la nonviolenza

Andrea Giorgis, deputato

Gianni Girotto, senatore

Luisa Gnecchi, deputata

Miguel Gotor, senatore

Gero Grassi, deputato

Carmine Grassino, docente, formatore, capo scout e barelliere a Lourdes

Monica Gregori, deputata

Giorgio Grimaldi, assegnista di ricerca Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa

Celeste Grossi, figura storica dell'impegno di pace e solidarieta'

Carlo Gubitosa, saggista e mediattivista

Giuseppe Guerini, deputato

Maria Cecilia Guerra, senatrice

Paolo Guerrieri, senatore

Paolo Henrici De Angelis, architetto

Paolo Hutter, giornalista

Maria Iacono, deputata

Pietro Ichino, senatore (relativamente alle elezioni amministrative)

Chiara Ingrao, scrittrice, animatrice culturale, deputata emerita, figura storica dei movimenti per la pace e i diritti

Vanna Iori, deputata e docente universitaria

Luca Kocci, docente, giornalista, saggista

Francesca Koch, presidente della "Casa Internazionale delle Donne" di Roma

Florian Kronbichler, deputato

Cecile Kyenge, parlamentare europea, gia' ministra

Alberto L'Abate, presidente onorario dell'Ipri

Luigi Lacquaniti, deputato

Silvio Lai, senatore

Eros Lamaida, sindaco di Castelnuovo Cilento

Teresa Lapis, giurista dei diritti umani, docente

Federico La Sala, docente di filosofia e saggista

Camilla Lattanzi, autrice e conduttrice radiofonica

Raniero La Valle, senatore emerito, direttore di "Vasti", presidente del Comitato per la democrazia internazionale

Paolo Limonta, maestro elementare e consigliere comunale

Antonella Litta, dell'Associazione italiana medici per l'ambiente

Anna Lodeserto, internazionalista ed esperta di politiche migratorie, cittadinanza e mobilita'

Sergio Lo Giudice, senatore

Pierpaolo Loi, maestro elementare

Doris Lo Moro, senatrice

Eugenio Longoni, militante antifascista

Franco Lorenzoni, maestro elementare e coordinatore della Casa-laboratorio di Cenci

Paolo Lucchesi, dal lungo curriculum d'impegno sociale

Daniele Lugli, presidente onorario del Movimento Nonviolento

Monica Luisoni, attivista

suor Monica Luparello, missionaria comboniana

Antonio Lupo, medico

Maria Immacolata Macioti, sociologa, docente universitaria

Andrea Maestri, deputato

Patrizia Maestri, deputata

Anna Maghi, del centro antiviolenza "Erinna" di Viterbo

Alessandro Magni

Gianna Malisani, deputata

Agnese Manca, docente universitaria, impegnata in molte iniziative di solidarieta'

Luigi Manconi, senatore, sociologo, presidente della Commissione Diritti Umani del Senato

Giovanni Mandorino, del Centro Gandhi di Pisa

Massimiliano Manfredi, deputato

Claudia Mannino, deputata

Fiorella Manzini, pensionata, gia' insegnante di educazione artistica, pittrice, presidente del Cdmpi

Cristina Maranesi, blogger

Maino Marchi, deputato

Luisa Marchini, operatrice culturale, saggista e narratrice

don Mario Marchiori

Alessandro Marescotti, fondatore e presidente di Peacelink

Raffaella Mariani, deputata

Miriam Marino

Giovanna Martelli, deputata

Gian Marco Martignoni, Cgil Varese

Claudio Martini, senatore

Michela Marzano, deputata, filosofa

Elvira Mastrovincenzo, docente

Rachele Matteucci, insegnante di lingua italiana per stranieri presso l'Associazione San Martino de Porres

Cristina Mattiello, insegnante, giornalista

Alessandro Mazzoli, deputato

Clementina Mazzucco, docente universitaria, saggista

Alessandra Mecozzi, presidente di "Cultura e' liberta'. Una campagna per la Palestina"

Dario Mencagli, cooperante internazionale, docente

Rosa Mendes, bibliotecaria, presidente dell'Associazione donne brasiliane in Italia

Ivo Menna, responsabile ambientalista verdi, responsabile regionale Osservatorio Nazionale Amianto

Michele Meta, deputato

Enrico Mezzetti, presidente dell'Anpi provinciale di Viterbo

Sara Michieletto

Corradino Mineo, senatore

Franco Mirabelli, senatore

Michele Mognato, deputato

Pierangelo Monti, del Mir di Ivrea

Daniele Montroni, deputato

Luisa Morgantini, gia' vicepresidente del Parlamento Europeo

Mario Morgoni, senatore

Rosangela Mura, attivista

Delia Murer, deputata

Alessandro Murgia, medico impegnato nella solidarieta'

Loretta Mussi, Rete romana di solidarieta' con la Palestina

Martina Nardi, deputata

Paolo Naso, politologo, Sapienza Universita' di Roma

Amalia Navoni, educatrice e attivista per i diritti umani e i beni comuni

Giorgio Nebbia, ecologista

Giovanna Niccoli, attivista

Loris Nobili, Roma

don Gianni Novelli, direttore emerito del Cipax

Luciano Oliveri, pensionato

Luis Alberto Orellana, senatore (relativamente alle elezioni amministrative)

Riccardo Orioles, giornalista, figura storica delle lotte contro la mafia

Alberto Pacelli, coordinatore dell'associazione di ricerca e di iniziativa culturale, civile e ambientale "Idee di futuro" di Novara

Emilia Pacelli, casalinga

Giovanna Pagani, Wilpf Italia

Anselmo Palini, insegnante e saggista

Vittorio Pallotti, fondatore del Centro di documentazione del manifesto pacifista internazionale

Marco Palombo, attivista della Rete No War di Roma

Luca Paolocci, Usb Viterbo

Eleonora Parlanti, ricercatrice

Maria Luisa Paroni, Comitato Oglio Po per la Costituzione

Oreste Pastorelli, deputato

Luca Pastorino, deputato

Edoardo Patriarca, deputato

Maria Paola Patuelli, Comitato in difesa della Costituzione di Ravenna e Associazione femminile maschile plurale

Marisa Pedroncelli, volontaria nella solidarieta' internazionale

Carlo Pegorer, senatore

Serena Pellegrino, deputata

Vinicio Peluffo, deputato

Giovanni Penzo, pensionato

Donato Perreca, pensionato

Alessia Petraglia, senatrice

Gianpaolo Petrucci, presidente del Gruppo Educhiamoci alla Pace di Bari

Enrico Peyretti, saggista e peace-researcher

Fiora Pezzoli, psicoterapeuta

Savino Pezzotta, gia' segretario generale Cisl

Giorgio Piacentini, presidente emerito del Cipax

Leo Piacentini, pensionato

Hamza Roberto Piccardo, scrittore, traduttore, quadro associativo musulmano

Salvatore Piccolo, deputato

Piero Pinzauti

Rosanna Pirajno, architetta, presidente dell'associazione "Mezzocielo" di Palermo

Alessandro Pizzi, gia' sindaco di Soriano nel Cimino, docente di matematica e fisica, volontario nel carcere di Viterbo

Antonio Placido, deputato

Pier Paolo Poggio, storico, direttore della Fondazione "Luigi Micheletti"

Rocco Pompeo, presidente della "Fondazione Nesi"

Pier Paolo Poncia, geologo

Giuliano Pontara, filosofo

Franco Porcu, operaio

Alessandro Presicce, giurista

Giovanna Procacci, sociologa, Universita' di Milano

Andrea Pubusa, giurista

Pasquale Pugliese, segreteria nazionale del Movimento Nonviolento

Anna Puglisi, illustre studiosa, fondatrice ed animatrice del "Centro Impastato" di Palermo

Mauro Pugni, Cdb di Modena

Laura Puppato, senatrice (relativamente alle elezioni amministrative)

Laura Quagliuolo, redattrice e attivista del Coordinamento italiano di sostegno alle donne afghane

Fabio Ragaini, Gruppo Solidarieta'

Margherita Rambaldi

Roberto Rampi, deputato

Mariella Ratti, gia' dirigente scolastica

Michele Ravagnolo, editor, gia' portavoce del "Tavolo contro la guerra" di Bologna

Francesco Ribaudo, deputato

Massimo Ribelli, Universita' di Roma "La Sapienza"

Rodolfo Ricci, coordinatore nazionale Filef, segretario Fiei

Lara Ricciatti, deputata

Annamaria Rivera, antropologa

Maria Grazia Rocchi, deputata

Giuseppe Romanini, deputato

Dario Rossi, avvocato

Gessica Rostellato, deputata

padre Agostino Rota Martir, campo Rom di Coltano

Giorgio Roversi, pensionato

Francesco Ruotolo, docente di discipline giuridiche ed economiche

Ada Sacchi, pensionata, gia' ricercatrice per studi sui tumori presso l'IRE di Roma

Enrica Salvatori, docente universitaria

Vincenzo Sanfilippo, sociologo, della Comunita' dell'Arca di Lanza del Vasto

Cesare Sangalli, Ambasciata di Pace di Foggia

Lavinia Sangiorgi, volontaria di Focus - Casa dei diritti sociali di Roma

Antonia Sani, Wilpf Italia

Giovanna Sanna, deputata

Adriano Sansa, magistrato e poeta

Carlo Sansonetti, figura storica dell'impegno di pace e solidarieta'

Delfino Santaniello, figura storica dell'impegno per la legalita' e la democrazia

Eugenio Santi, presidente del Gavci

Umberto Santino, illustre studioso, fondatore ed animatore del "Centro Impastato" di Palermo

Maria Santo, figura storica dei movimenti di pace e solidarieta'

don Alessandro Santoro, della comunita' delle Piagge

Mauro Sarnari, dell'Unicef di Viterbo

padre Pietro Sartorel, sacerdote, missionario in Brasile

Giovanni Sarubbi, direttore de "Il dialogo"

Renato Sasdelli, docente universitario e saggista

Francesco Scalia, senatore

Gian Piero Scanu, deputato

Gabriele Scaramuzza, pensionato

Eugenio Scardaccione, dirigente scolastico

Manlio Schiavo, docente, referente del Comitato cittadino di Bagheria per la Costituzione

Gea Schiro', deputata

Marco Scipioni, presidente del Centro studi e documentazione "Don Pietro Innocenti"

Rosa Scognamiglio, docente impegnata in difesa dei diritti umani e della Costituzione

Antonio Scopelliti, Ambasciata di Pace di Foggia

Arturo Scotto, deputato

Bruno Segre, organizzatore e ricercatore culturale indipendente

Angelo Senaldi, deputato

Marneo Serenelli, docente e psicologo

Marina Sereni, deputata

Camilla Sgambato, deputata

Giovanni Battista Sgritta, sociologo e docente universitario

Paolo Sighinolfi

Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo

Matteo Soccio, "Casa per la Pace" di Vicenza

Pietro Soldini, Cgil nazionale

Maurizio Somma, Casa della Pace e della Nonviolenza

Zenone Sovilla, giornalista, amico della nonviolenza

Gabriele Spallone

Luca Spegne, docente

Marilena Spriano

Irene Starace, Wilpf Italia

Gianluca Susta, senatore

Bruno Tabacci, deputato

Gianni Tamino, biologo, docente universitario in pensione

Francesco Tanzarella

Veronica Tentori, deputata

Alessandra Terrosi, deputata

Marietta Tidei, deputata

Walter Tocci, senatore

Ada Tomasello, Usb immigrazione Viterbo

Giovanni Tomei, presidente di "Sovranita' popolare"

Alberto Trevisan, obiettore di coscienza nonviolento negli anni '70 e per questo piu' volte incarcerato

Alessandro Triulzi, storico, docente universitario

Marco Trotta, consigliere di quartiere a Bologna per Coalizione Civica

Michelangelo Tumini, dei "Cantieri di pace" di Osimo, Offagna, Castelfidardo e Loreto

Olivier Turquet, educatore ed editore, coordinatore di "Pressenza"

Laura Tussi, giornalista e scrittrice

Fabio Vaccari

Stefano Vaccari, senatore

Giuseppe Vacciano, senatore

Daniela Valentini, senatrice

Nicola Vallinoto, informatico, dirigente nazionale del Movimento Federalista Europeo

Mao Valpiana, presidente del Movimento Nonviolento

Leonardo Varvaro, docente universitario

Pasquale Ventrella, Ambasciata di Pace di Foggia

Liliana Ventricelli, deputata

Walter Verini, deputato

Antonio Vermigli, direttore di "In dialogo"

Ranieri Vitagliano, docente, Movimento Piedimonte Bene Comune

Rosario Vitale, Ambasciata di Pace di Foggia

Salvatore Vitale, divulgatore agricolo

Giulio Vittorangeli, presidente dell'Associazione Italia-Nicaragua di Viterbo

Luciano Zambelli, della Lega per il disarmo unilaterale

Sandra Zampa, deputata

Alessandro Zan, deputato

Lorenzo Zaniboni

Giorgio Zanin, deputato

Rina Zardetto, presidente dell'Associazione Reggiana per la Costituzione

Franco Zunino, ingegnere

*

Per adesioni: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it

Per dare notizia delle adesioni ai presidenti del Parlamento:

- on. Laura Boldrini, Presidente della Camera: laura.boldrini at camera.it

- on. Pietro Grasso, Presidente del Senato: pietro.grasso at senato.it

 

2. REPETITA IUVANT. DUE PROVVEDIMENTI INDISPENSABILI PER FAR CESSARE LE STRAGI NEL MEDITERRANEO E LA SCHIAVITU' IN ITALIA

 

Riconoscere a tutti gli esseri umani il diritto di giungere nel nostro paese in modo legale e sicuro.

Riconoscere il diritto di voto a tutte le persone che vivono nel nostro paese.

 

3. RACCONTI CRUDELI DELLA CITTA' DOLENTE. VLADIMIRO OGLIANOVI: ZOMBIE

 

D'accordo, che siamo brutti, sporchi e cattivi lo vede chiunque. Vorrei vedere voi, se foste morti, semiputrefatti, e con questa disgustosa e insopprimibile voglia di mangiare carne umana cruda.

Siamo ebeti, d'accordo. E voi la sera stravaccati davanti alla tv vi pare di essere tanto meglio?

Non sto cercando di ritorcere un bel niente, dico solo che e' facile il giochetto di disumanizzarci, e con la scusa che siamo gia' morti ammazzarci di nuovo.

Lo conosco l'argomento "o noi, o loro". Lo conosciamo tutti. Sarebbe ora di fare un passo avanti dal "mors tua, vita mea", no? E che diamine.

*

Per esempio i vampiri: coi vampiri vi ci siete messi d'accordo, no? E adesso sono gli eroi delle serie televisive. La vedo pur'io la televisione, mica vivo nelle caverne. Li' e' stato facile, si comprano in farmacia le sacche di plasma, e tutti contenti. Pero' coi vampiri e' facile: intanto sono tutti ricchi che i soldi gli escono dalle orecchie, poi vengono tutti da famiglie aristocratiche con un albero genealogico lungo una quaresima e con piu' titoli del Real Madrid, per non dire che papino e mammina li hanno fatti educare nei migliori collegi svizzeri, e hanno certi abiti da sera che se li comprano alle passerelle di Parigi come minimo. E fanno sport, si vede che fanno sport, si tengono in forma. E poi possono permettersi di dormire tutto il giorno, quando si hanno certe rendite, per questo la notte in discoteca sono cosi' vispi. Invece noi siamo sempre stanchi morti, non chiudiamo mai occhio, lavoro non te lo da' nessuno, non ci fanno neppure salire sugli autobus, tiriamo avanti con gli stracci che troviamo nelle discariche e qualche volta se ci aiuta la Caritas che pure li' mica sempre. E' chiaro che facciamo una pessima figura, sembriamo proprio degli zombi, che poi e' quello che siamo.

*

Non si capisce niente quando parliamo? E' vero. Ma vorrei vedere voi con la meta' dei denti e che se ti viene un colpo di tosse sputi fuori le tonsille. E poi dove studiamo, eh? Per corrispondenza? Su Youtube? Se proviamo ad avvicinarci a qualche supermercato cominciate subito a spararci addosso e a farci scoppiare le teste come cocomeri, figurarsi se ci avvicinassimo a una scuola. Non dico che non abbiamo le nostre responsabilita', certo che le abbiamo, pero' pure voi: insomma, dovremmo riconoscere da una parte e dall'altra che qualche torto ce l'abbiamo tutti.

Io dico che tanto prima o poi conviene a tutti metterci d'accordo, tanto vale cominciare subito, no? Come coi vampiri. E magari poi pure coi lupi mannari, che mi fanno tanta pena, poveracci.

 

4. RACCONTI CRUDELI DELLA CITTA' DOLENTE. VLADIMIRO OGLIANOVI: D'ACCORDO

 

D'accordo, d'accordo. Supponiamo pure che io abbia frequentato le persone sbagliate. Ammetterete che per un giovane appena arrivato in citta' non era facile distinguere. E supponiamo pure che i miei modi siano rozzi, che io non sia particolarmente intelligente, che lasci a desiderare la mia educazione e che le mie maniere siano volgari e violente. Supponiamo. Basta questo per tirarmi la croce addosso? Non la volete neppure sentire la mia campana? Io dico che avete proprio una bella faccia tosta, proprio una bella faccia tosta.

*

D'accordo. E come si potrebbe non essere d'accordo. Se le cose fossero andate cosi'. Ma le cose sono andate cosi'? Siete proprio sicuri sicuri? Io dico che proprio sicuri sicuri non siete, altrimenti non stareste qui a chiedermelo, no? E allora lo vogliamo sentire quello che ha da dire il mostro, il cattivone, il nemico pubblico numero uno? Perche' se vi va di sentire la verita' vera io non aspetto altro che di dirvela, signori cari. La verita' vera, che si sa e' sempre un tantino piu' complicata, e magari alla fine mi dovete pure chiedere scusa, chi lo sa?

No, no, no. Non ci provate nemmeno. Non e' quello il mio campo, sono tutte calunnie. Il mio business e' tutt'altro. Lo sapete gia': intermediazione, procacciatore di affari, broker. Ne avete mai sentito parlare? Automobili usate, certo. Appartamenti. Ma anche molte altre cose. Tutto legale. E' chiaro che non compare, questa e' bella, se dovessi mettere tutto nero su bianco non sarebbe piu' una cosa basata sulla fiducia. Ma trovatemi un solo cliente che si e' lamentato. Tutti soddisfatti, e l'economia gira. Si', le tasse, te li raccomando quei ladroni del governo; e poi non le pago gia' quando metto la benzina? quando compro le sigarette? Non puoi neppure andare al cesso che gia' hai pagato la tassa, solo che neppure lo sai. E il canone della televisione, eh? Lasciate perdere, che pago piu' tasse io che tutti voi messi insieme.

No, proprio non ci siamo. No, no, siete proprio fuori strada. Addirittura. Sfruttamento? Ma come ve lo devo dire che mi occupo di tutt'altro? E' naturale che qualche ragazza la conosco anch'io. Vivo qui, si vede che ho qualche soldarello, e in piu' sono single. Che e' reato essere single? No, chiedevo. Se la conoscevo quella? Neanche per sogno. Puo' darsi pure che qualche volta una botta sara' capitata; perche', voi avete tutti fatto voto di castita'? Ma andiamo, per favore. Ce ne saranno dieci milioni di coltelli in questa citta', e chi ve lo dice che e' proprio il mio? Appunto, dopo quella volta non ho piu' voluto avere un coltello, la lezione mi era bastata, e poi all'epoca lo tenevo solo per difesa personale. Poi mai piu', anche perche' e' piu' comodo il telefonino: se mi sento in pericolo chiamo voi, no? E' naturale che non vi ho chiamato mai, non sono mai stato in pericolo. Sono una persona perbene, io, un uomo d'affari.

*

D'accordo, d'accordo. Andiamo per ordine, allora.

 

5. RACCONTI CRUDELI DELLA CITTA' DOLENTE. VLADIMIRO OGLIANOVI: FIDELIO

 

Si chiamava Fidelio ed eravamo cugini alla lontana. Era piu' giovane di me di qualche anno, cosi' da bambini e da ragazzi non ci siamo mai frequentati. Al paese sembra di conoscere tutti, ma prima dei vent'anni frequenti solo quelli che hanno piu' o meno la tua eta' o quelli che ci lavori insieme. Gli avevano messo nome Fidelio in onore di Fidel Castro, il padre era comunista ed era stato al confino al tempo del duce. Aveva una sorella piu' grande di nome Onorina. Era piu' grande anche di me e da ragazzo me ne ero innamorato, ma non le dissi mai niente, e penso che lei non se ne accorse mai. A quei tempi da noi tra ragazzi e ragazze si facevano vite separate. Poi lei si era sposata ed era andata ad abitare credo in Umbria o in Toscana, non l'ho vista piu' fino a ieri, al funerale di Fidelio. Io a lei l'ho riconosciuta, lei a me credo di no, comunque le ho stretto la mano e basta. Era imbruttita. Forse era brutta anche allora, ed ero io che non me ne accorgevo.

Con Fidelio cominciammo a frequentarci dopo che uscii di galera, che mi ero fatto diciassette anni. Ero entrato con una condanna per due, poi c'erano state le rivolte e io partecipavo sempre. Prima non avevo studiato, ho studiato in galera, non e' che ho letto parecchi libri ma ho sentito un sacco di discorsi: in quel periodo in galera entravano e uscivano un sacco di studenti, mi piaceva starli a sentire, ho imparato un mucchio di cose. Certo, dicevano pure delle scemenze grosse come una casa, pero' dicevano pure parecchie cose giuste.

Quando uscii di galera tornai al paese a dare uno sguardo, ma gia' avevo deciso di andarmene. A casa dei miei neppure ci passai. Arrivai che saranno state le dieci di mattina, scesi dal pullman in piazza ed entrai nel bar con l'intenzione di vedere se riconoscevo qualcuno e magari di chiedere qualche notizia, erano almeno dieci anni che non avevo piu' nessun contatto con nessuno, contavo sul fatto che non mi avrebbe riconosciuto nessuno, ero partito capellone e adesso avevo i capelli a spazzola e i baffi alla tartara. Ma nel bar non riconobbi nessuno, lo avevano pure ristrutturato e credo che avesse cambiato gestione ed era gente di fuori. Visto che c'ero mi feci un camparino e intanto pensavo di prendere il primo autobus che passava e andarmene per sempre.

Invece uno s'avvicina, dice "Posso?" e senza aspettare risposta si mette seduto dall'altro lato del tavolino, ci appoggia sopra i gomiti, avvicina il muso e fa: "Che te serve 'n posto pe' dormi'?". Io lo guardo interrogativo, e lui: "So' Fidelio, Fidelio del zi' Nenne. Da quant'e' che sei uscito?".

Sorrisi, gli dissi che ero solo di passaggio, comunque grazie. Lui annui' e riprese: "Se vede, se vede che se' de passaggio, comunque se te va de fermatte 'n letto e 'n piatto de pasta a casa mia c'e' sempre". "Grazie". "De gnente". S'alzo' e aggiunse: "C'e' 'n pulma tra cinque minuti, te convene d'anna' a 'spettallo a la fermata senno' manco se ferma". Cosi' feci.

*

Tre o quattro anni dopo ero a Milano per un lavoro e c'era una manifestazione dei metalmeccanici, siccome il lavoro era di sera tardi e adesso era mattina pensai di andare a vedere la manifestazione. Sono sempre un compagno. Ero li' che guardavo dal marciapiedi quando da un cordone del corteo uno col fischetto comincia a farmi segno con la mano, io non ero sicuro che ce l'avesse con me e restai indifferente. Allora usci' dal corteo, levo' il fischietto dalla bocca, mi si mise davanti e disse: "Ma propio nun me riconosci mai? So' Fidelio, Fidelio del poro Nenne". "Fidelio?", dissi io. "Fidelio", disse lui. "E che ci fai qui?". "E tu che dichi, sto a la manifestazione, no?". "Gia'". "Gia'". Poi aggiunse: "E tu?". "Di passaggio". "Come sempre". "Come sempre". Sembro' avere un'esitazione, poi disse: "Magari sarebbe da fa' du' chiacchiere". "Adesso?". "Adesso no, ma presto". "Magari". "Magari". Si giro' e a grandi passi riguadagno' il suo cordone. Aveva una tuta blu, il fischietto legato a una cordicella e sulla testa un cappello alla muratora fatto col giornale.

Col lavoro che faccio si diventa superstiziosi. Tutti i colleghi che conosco lo sono. Una delle cose che aborriamo come la peste e' incontrare qualcuno che conosciamo quando dobbiamo andare a fare un lavoro. Porta male.

La volta che mi presero e che poi tra una cosa e l'altra mi feci diciassette anni al fresco, mi ricordero' sempre che il giorno prima mentre facevo il sopralluogo passo' un prete che mi chiese l'ora, io gli dissi che non avevo l'orologio (che invece ce lo avevo ma non volevo perder tempo e correre il rischio di restare incastrato in una conversazione di cortesia e farmi ricordare da qualcuno) e quel corvaccio disse allora: "grazie comunque, e poi sa come si dice?". Io scossi la testa per far segno di no, e quello, sorridendo beatamente come se dicesse chissa' quale gran spiritosaggine: "E' sempre l'ora giusta per ripensarci". Me lo ricordo come se fosse adesso, mi parve di sentire una freccia che mi trapassava. Quella notte mi presero.

Quel giorno a Milano restai indeciso tutto il pomeriggio se fare il lavoro o lasciar perdere. Poi lo feci. Ando' bene, ma non benissimo. Dovetti ammazzare uno, e io odio la violenza e tutto il dannato clamore e tutte le dannate complicazioni che si porta dietro. La notte stessa sul treno con cui me ne andavo dalla dannata Lombardia giurai a me stesso che se rivedevo Fidelio lo menavo per avermi fatto ammazzare quello. Sono stupidaggini che si pensano per la rabbia, e' chiaro che quando lo rividi non gli feci niente. Che c'entrava lui, ero io che dovevo rinviare il lavoro.

*

Lo rividi qualche anno dopo e stavolta fui io a riconoscerlo. Non ci voleva molto, ero andato a cercarlo al paese e lo aspettai a casa sua. Dissi alla moglie che ero suo cugino e lei mi fece entrare che sarebbe tornato presto, erano le sette di sera. Mi chiese se mi fermavo a cena, dissi di no, che dovevo ripartire subito. Ero venuto apposta con l'automobile. Aspettai. Quando arrivo' gli dissi: "E allora, ci si rivede". Ma lui non mi riconobbe stavolta. Era smarrito, confuso, lo sguardo acquoso, quello che mi aveva detto Pitello era vero. Sua moglie gli disse chi ero, allora lui sorrise un sorriso stanco e disse: "Ti fermi a cena, si'?". Tremava.

Pitello lo avevo incontrato a Roma qualche settimana prima, era pure lui del paese, ed era un amico. Quando mi avevano preso quella volta c'era pure lui, ma io feci una scazzottata con gli sbirri e cosi' lui riusci' a fuggire, con la roba. E siccome eravamo distanti dal'appartamento che avevamo fatto, e io non avevo addosso niente, fini' che passo' la mia versione che ero ubriaco e mi diedero oltraggio, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Non dissi mai una parola. Restai dentro diciassette anni, ma ero stato condannato a due, il resto fu per le rivolte. Il lavoretto era stato una bella chiappata e se la godette tutta Pitello. Quando uscii non andai neppure a cercarlo, dopo cosi' tanti anni che volevi fare, niente.

Invece mi trovo' lui qualche anno dopo. Faceva ancora lo stesso lavoro, e io lo stesso. Mi propose di rimetterci a lavorare insieme ma a me non mi andava piu', preferivo lavorare da solo. Mi chiese se mi doveva dare qualcosa. Gli dissi di lasciar perdere. Pitello. Poi l'ho rivisto diverse volte, a un bar vicino alla stazione Termini. Lui abitava a Roma da quelle parti, casa non l'ho mai saputa. Ma quando passavo da Roma col treno mi fermavo sempre qualche ora a quel bar e una volta su tre prima o poi spuntava Pitello che li' ovviamente si chiamava in un altro modo.

A farla breve, fu Pitello che una di quelle volte mi disse che Fidelio se la passava male. Non stavamo parlando di Fidelio, quando ci vedevamo parlavamo prima di lavoro e poi in genere della gente che conoscevamo al paese, io non ci ero piu' stato ma Pitello ci passava spesso perche' ci aveva ancora i parenti. E cosi' mi teneva aggiornato di questo e di quello. E scappo' fuori il nome di Fidelio. Aveva avuto un incidente in fabbrica e aveva perso una mano; pero' gli avevano dato la colpa, e poi l'avevano cacciato perche' senza una mano li' non poteva piu' lavorare. Adesso campava di lavoretti quando capitava, qualche giornata come uomo di fatica. Sentiva sempre un dolore ai nervi del braccio monco e aveva cominciato a farsi, e poi a spacciare per potersi comprare la roba. La moglie poi era la Ninettaccia "che magari te la sarai ripassata pure tu ai bei tempi, eh?", e che la Ninettaccia ci aveva l'epatite lo sapevano tutti, e chissa' che altro; e con tutto questo avevano messo al mondo tre ragazzini che bastava guardarli per capire che a vent'anni non ci sarebbe arrivato nessuno.

Non lo so perche', ma dopo quella chiacchierata con Pitello mi venne in mente di fare un salto al paese a trovare Fidelio, per vedere come stava e se potevo fare qualcosa per lui. Io non sono per la beneficenza, sia chiaro: io sono per la lotta di classe. E col lavoro che faccio non posso permettermi di farmi notare. Non ho amici ne' parenti. La gente con cui ho rapporti d'affari, chi mi commissiona i lavori, chi piazza la roba che gli porto, e' tutta gentaglia che se trovasse un compratore venderebbe i propri figli seza esitare. Dove abito non lo deve sapere nessuno, cambio casa e paese piu' spesso delle scarpe. Non ho il telefono. Non vado neppure nell'ufficio di Sarastro a sentire se c'e' qualche lavoretto da fare, ne' nel retrobottega di Alibbabba' a consegnare la merce e ritirare la grana: mando sempre un regazzetto che recluto per la bisogna alla stazione, ogni volta diverso, e quando lo incontro prima mi travesto, e una volta uno di quelli si credeva di essere furbo e mi tocco' ammazzarlo, che e' una cosa che odio.

Pero' Fidelio lo volevo aiutare. Intanto per rispetto del suo defunto padre, che era stato il segretario della sezione del partito comunista del paese e lo avevano sempre perseguitato e si era sempre fatto in quattro per aiutare tutti. Ed era morto povero in canna come era vissuto. E poi pure per Fidelio, che da quanto mi aveva raccontato Pitello era sempre stato uno bravo, fino all'incidente. E sarebbe stato bravo pure dopo se non fosse stato per il dolore e il bisogno della roba per calmarlo.

*

Cosi' quando Fidelio entro' gli dissi che ero di passaggio e avevo fretta pero' mi faceva piacere se facevamo un salto al bar. Chiesi scusa alla signora e uscimmo. Era inverno, era buio. "Ho saputo che te la passi male", dissi. "Peggio di quanto t'immagini", disse. "Non lo so se peggio", dissi. "Peggio", disse. "Magari ti possa dare una mano". "Magari si'". "Quanto ti potrebbe servire?". "No, non e' questo". "E che allora?". "Liberami". "Liberarti?". "Liberarmi". "E tua moglie, e i bambini?". "Pure loro". "E che c'entrano loro?". "Sono malati, tutti, e' grave, senza scampo". "E allora?". "La miseria da sola si regge. Pure la sofferenza da sola si regge. Ma la miseria e la sofferenza insieme no. Ti aspettavo". "Mi aspettavi?". "Ero sicuro che saresti venuto". "Sicuro?". "Sicuro". "Fammi capire, che vorresti?". "Hai capito". "Ho capito?". "Hai capito. Avevi gia' capito, apposta sei venuto di sera, d'inverno, al buio, con la macchina". "E come te lo immagini?". "Prima a me. Poi a loro. Dentro casa, come fosse una rapina, o una spedizione punitiva. Se sei qui lo sai gia' che sono diventato uno spacciatore, che ho un sacco di debiti con gli strozzini, e qualche scoppiato sulla coscienza, e l'aids che mi raspa le viscere e l'anima con certi artigli che non ci si crede finche' non ti tocca. Lo fai, metti la casa un po' in disordine. Di roba di valore non c'e' niente, mi dispiace, ma vorrei che prendessi il fazzoletto rosso di mio padre, per ricordo, lo so che sei un compagno pure tu, lo so quello che hai fatto quando eri in galera". "Non lo posso fare". "Sei l'unico che conosco a cui posso chiederlo, l'unico che conosco che so che lo puoi fare". Poi aggiunse: "Un'altra cosa: ho lasciato una lettera - ce l'ha Ruggero del bar, da parecchio tempo - con cui chiedo un funerale laico e la cremazione". Poi aggiunse: "Pero' preferirei che non ci fossero le bandiere rosse, non ne sono piu' degno". Aveva la faccia di uno che cerca di trattenere le lacrime. Faceva pena e schifo insieme. Io tacevo, lui disse: "Adesso rientriamo, ce l'hai il coltello?". Non dissi niente.

*

Il funerale la sorella volle che fosse in chiesa, non so se Ruggero tiro' mai fuori la lettera, forse neppure c'era quella lettera. I compagni della sezione, che era intitolata a suo padre, concordarono col prete che le bandiere rosse in chiesa no, ma poi nel corteo funebre fino al camposanto si', e cantarono l'Internazionale. Io ero confuso tra i forestieri, c'erano diversi operai della fabbrica dove aveva lavorato e nessuno di loro era del paese (la fabbrica si trovava in un altro comune, distante una cinquantina di chilometri), e un po' di ragazzotti cogli occhi cerchiati che ridevano sempre e tremavano tutti. Pitello non c'era. Dietro la bara di fianco alla sorella, giunonica, la Ninettaccia e i tre figli sembravano fantasmi, si vedeva che sarebbero morti presto.

Il fazzoletto rosso del zi' Nenne ce l'ho io.

 

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UNA PERSONA, UN VOTO

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Per il riconoscimento del diritto di voto a tutte le persone che risiedono in Italia

Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino" (anno XVIII)

Numero 166 del 29 luglio 2017

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