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[Nonviolenza] Archivi. 256



 

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ARCHIVI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino" (anno XVIII)

Numero 256 del 29 luglio 2017

 

In questo numero:

1. Alcuni testi del mese di maggio 2017 (parte quarta e conclusiva)

2. In digiuno anche a Foggia per il riconoscimento del diritto di voto a tutte le persone residenti in Italia

3. Sconfiggiamo razzismo e schiavismo con la forza della democrazia: subito il diritto di voto per tutte le persone residenti in Italia

4. Cadano le scaglie dagli occhi. Un appello alle forze politiche democratiche

5. Omero Dellistorti: Questa notte

6. Sempronio Scarponari: Un duro mestiere

7. Ancora una parola alle persone amiche

8. Ancora una strage

9. Gli adolescenti e i bambini massacrati a Manchester

10. Omero Dellistorti: Dico le cose che tutti gia' sanno

11. "Fermare le stragi, salvare le vite, scegliere la nonviolenza". Un incontro di commemorazione e di testimonianza a Viterbo

12. La guerra ai bambini

13. Per far cessare le stragi

14. Ancora pochi giorni. Una richiesta ancora alle persone amiche

15. Adempiere la promessa della democrazia. Una preghiera a tutti i parlamentari

16. Ripetendolo tre volte

17. Il mendicante

18. Si e' svolta a Viterbo la conferenza conclusiva del digiuno per il diritto di voto

19. Approssimandosi il 2 giugno

20. Romolo Truminanti: Chi siede dinanzi allo schermo

21. Dino Marcolfi: A chi si illude

22. Sembra dunque

 

1. MATERIALI. ALCUNI TESTI DEL MESE DI MAGGIO 2017 (PARTE QUARTA E CONCLUSIVA)

 

Riproponiamo qui alcuni testi apparsi sul nostro foglio nel mese di maggio 2017.

 

2. IN DIGIUNO ANCHE A FOGGIA PER IL RICONOSCIMENTO DEL DIRITTO DI VOTO A TUTTE LE PERSONE RESIDENTI IN ITALIA

 

Dopo Viterbo prosegue a Foggia il digiuno per il riconoscimento del diritto di voto a tutte le persone stabilmente residenti in Italia.

E' infatti iniziato il digiuno a staffetta degli attivisti della "Ambasciata di Pace" di Foggia che si protrarra' nei prossimi giorni.

Anche in altre citta' d'Italia ci si sta predisponendo a digiunare in una staffetta che unisca l'intero paese in un'assunzione di responsabilita' ed espressione di solidarieta' con gli oltre cinque milioni di persone stabilmente residenti in Italia cui e' tuttora assurdamente negato il diritto di voto.

*

L'impegnativa azione nonviolenta del digiuno si affianca alle altre iniziative in corso da tempo a sostegno dell'appello all'Italia civie "Una persona, un voto" sottoscritto da molte illustri personalita', primi firmatari la partigiana e senatrice emerita Lidia Menapace e il missionario padre Alessandro Zanotelli.

Nell'appello si evidenzia che "vivono stabilmente in Italia oltre cinque milioni di persone non native, che qui risiedono, qui lavorano, qui pagano le tasse, qui mandano a scuola i loro figli che crescono nella lingua e nella cultura del nostro paese; queste persone rispettano le nostre leggi, contribuiscono intensamente alla nostra economia, contribuiscono in misura determinante a sostenere il nostro sistema pensionistico, contribuiscono in modo decisivo ad impedire il declino demografico del nostro paese; sono insomma milioni di nostri effettivi conterranei che arrecano all'Italia ingenti benefici ma che tuttora sono privi del diritto di contribuire alle decisioni pubbliche che anche le loro vite riguardano"; e pertanto si conclude che poiche' il fondamento della democrazia e' il principio "una persona, un voto", "l'Italia essendo una repubblica democratica non puo' continuare a negare il primo diritto democratico a milioni di persone che vivono stabilmente qui".

A sostegno di questa proposta sono allegati anche gli specifici argomenti tecnico-giuridici gia' esposti dall'Associazione Nazionale dei Comuni d'Italia (che rappresenta tutti i Comuni italiani) nel suo progetto di legge di qualche anno fa recante "Norme per la partecipazione politica ed amministrativa e per il diritto di elettorato senza discriminazioni di cittadinanza e di nazionalita'" (progetto che era riferito alle elezioni amministrative, ma di cui tanta parte dell'intelaiatura giuridica e' riferibile anche alle elezioni politiche).

Si allega in calce il testo dell'appello "Una persona, un voto" con l'elenco dei primi firmatari.

* * *

"Una persona, un voto". Un appello all'Italia civile

(...)

 

3. SCONFIGGIAMO RAZZISMO E SCHIAVISMO CON LA FORZA DELLA DEMOCRAZIA: SUBITO IL DIRITTO DI VOTO PER TUTTE LE PERSONE RESIDENTI IN ITALIA

 

Il cardine della democrazia e' il diritto di voto.

Senza diritto di voto si resta in un regime iniquo, oppressivo, inammissibile; e quand'anche fosse paternalista e dispensatore di elemosine resterebbe ugualmente iniquo, oppressivo, inammissibile.

In Italia governi sciagurati hanno imposto campi di concentramento, deportazioni, soppressione selettiva su base razzista di fondamentali garanzie giuridiche, vessazioni continue e inaudite nei confronti delle persone non native.

In Italia governi scellerati hanno imposto una criminale persecuzione, rendendosi complici dei poteri criminali schiavisti e violando ogni legge morale e civile.

Per contrastare razzismo e schiavismo, per contrastare la deriva del nostro paese verso un regime di apartheid, per contrastare le mafie e ripristinare la legalita' e la civilta', non vi e' altra risorsa che inverare la democrazia: una persona, un voto.

E' con il riconoscimento del diritto di voto per tutte le persone residenti in Italia che nel nostro paese si potra' tornare alla democrazia.

E' con il riconoscimento del diritto di voto per tutte le persone residenti in Italia che nel nostro paese si tornera' ai concreti valori ed all'autentico significato della Liberazione dal fascismo, si tornera' al senso e al fine della Costituzione repubblicana.

E' con il riconoscimento del diritto di voto per tutte le persone residenti in Italia che nel nostro paese cessera' un'infame persecuzione.

Una persona, un voto. Il momento e' ora.

 

4. CADANO LE SCAGLIE DAGLI OCCHI. UN APPELLO ALLE FORZE POLITICHE DEMOCRATICHE

 

Oltre cinque milioni di persone che vivono e lavorano in Italia, talvolta da molti anni, sono tuttora assurdamente private dei primo e fondamentale diritto democratico: il diritto di voto.

Oltre cinque milioni di persone che vivono e lavorano in Italia, e che costituiscono la mano d'opera immigrata che contribuisce in misura determinante alla nostra agricoltura (sovente subendo un feroce sfruttamento schiavista), che garantisce tanta parte della logistica delle attivita' produttive e distributive, persone che svolgono sovente nelle nostre case i lavori piu' necessari e piu' faticosi, persone a cui affidiamo i nostri parenti piu' fragili e bisognosi di assistenza: una forza-lavoro semplicemente indispensabile, ed una presenza umana di grande conforto a chi ha piu' bisogno di aiuto.

Oltre cinque milioni di persone che vivono e lavorano in Italia, che nella loro assoluta generalita' rispettano le leggi e danno un esempio luminoso di generosita' e di dedizione al bene comune, di profonda solecitudine e devoto accudimento delle loro famiglie qui e nei paesi d'origine che hanno dovuto lasciare.

Oltre cinque milioni di persone che non chiedono nessuna elemosina, ma che danno costante prova di responsabilita' e dignita', che fanno del bene al nostro paese.

Oltre cinque milioni di persone che e' giusto abbiano pieno riconoscimento e pieno rispetto della loro dignita' umana, dei loro diritti umani, e che invece tuttora subiscono gravissime, inammissibili vessazioni.

Oltre cinque milioni di persone che sono pienamente parte della popolazione italiana, anche se sono nate altrove. Queste nostre sorelle, questi nostri fratelli, realmente sono parte integrante e preziosa del popolo italiano.

*

Un appello sottoscritto da illustri personalita' della vita culturale, morale e civile del nostro paese, primi firmatari il missionario padre Alessandro Zanotelli e la partigiana e senatrice emerita Lidia Menapace, chiede che finalmente sia loro riconosciuto il diritto di voto.

In quell'appello e' infatti scritto: "vivono stabilmente in Italia oltre cinque milioni di persone non native, che qui risiedono, qui lavorano, qui pagano le tasse, qui mandano a scuola i loro figli che crescono nella lingua e nella cultura del nostro paese; queste persone rispettano le nostre leggi, contribuiscono intensamente alla nostra economia, contribuiscono in misura determinante a sostenere il nostro sistema pensionistico, contribuiscono in modo decisivo ad impedire il declino demografico del nostro paese; sono insomma milioni di nostri effettivi conterranei che arrecano all'Italia ingenti benefici ma che tuttora sono privi del diritto di contribuire alle decisioni pubbliche che anche le loro vite riguardano". E si conclude inoppugnabilmente che il fondamento della democrazia essendo il principio "una persona, un voto", "l'Italia essendo una repubblica democratica non puo' continuare a negare il primo diritto democratico a milioni di persone che vivono stabilmente qui".

*

Il Parlamento che in queste settimane dovra' elaborare la nuova legge elettorale come puo' restare cieco dinanzi a questa realta' e a questa esigenza?

Come possono restare cieche le istituzioni italiane?

Come possono restare cieche le forze politiche democratiche?

Cadano le scaglie dagli occhi: nella nuova legge elettorale finalmente si riconosca il diritto di voto a tutte le persone che in Italia stabilmente vivono.

L'Italia e' una repubblica democratica: una persona, un voto.

 

5. OMERO DELLISTORTI: QUESTA NOTTE

 

Chieditelo:

e' questo il bosco del drago?

e' questo il castello senza uscita?

questa notte non finira' mai piu'?

 

Chieditelo:

quante torture avranno gia' subito?

e quante ancora dovranno subirne?

e noi si restera' in silenzio mentre accade?

 

Chieditelo:

chi combattera' il male se non lo combatti tu?

chi sosterra' l'afflitto se tu non lo farai?

e non e' questa l'ora che ti chiama?

 

Chieditelo:

facile e' fare i miracoli difficile e' la pazienza

non volgere le spalle al sofferente

non chiudere la porta questa notte.

 

6. SEMPRONIO SCARPONARI: UN DURO MESTIERE

 

Un duro mestiere e' opporsi alla guerra

ti dicono complice dei dittatori

ti dicono amico di vili e di ignavi

che sei parassita tartufo e codardo

tu stesso ti ripeti queste voci

tu stesso te stesso disprezzi

che opporsi alla guerra e' un cupo mestiere.

 

Ti dici in silenzio che il primo dovere

e' questo soltanto salvare le vite

ti dici in silenzio che le armi nemiche

giurate son sempre di ogni essere umano

ti dici in silenzio che uccidere e' un male

e meglio e' subire che spargere morte

e sempre ti sembrano doppi pensieri.

 

Tu esiti sempre e se chiami alla lotta

ti strozza incertezza di fare del male

a chi la tua voce ascolta e non sa

che la verita' che tu enunci non sai

se e' verita' o soltanto scommessa

ed ogni parola diviene perplessa

sconnessa ogni azione confusa ogni idea.

 

Tu provi vergogna del tuo ventre colmo

di avere una casa di essere vecchio

di avere goduto di tutte le gioie

di ogni ricordo tu provi vergogna

solo atti mancati e meschini ed infami

e nulla facesti di degno e di vero

or come pretendi parlare a chi soffre?

 

Ha ogni ragione chi dice che menti

poiche' la tua vita non ti e' testimone

ma tu in questa botola non ci cadere

non conta che tu non sia buon testimone

e' quello che dici che conta se dici

che uccidere e' un male che il primo dovere

e' opporsi alla morte salvare le vite.

 

La guerra e' nemica dell'umanita'

ogni essere umano ha diritto alla vita

abolire le armi e le armate assassine

alla violenza resistere sempre

resistere ad ogni potere oppressivo

chiamare le oppresse e gli oppressi alla lotta

la nonviolenza e' la scelta e il cammino.

 

7. ANCORA UNA PAROLA ALLE PERSONE AMICHE

 

Ancora uno sforzo

La discussione sulla nuova legge elettorale si sta chiudendo prima ancora di aprirsi.

Prima che i giochi siano fatti facciamo ancora uno sforzo affinche' il Parlamento discuta la proposta del riconoscimento del diritto di voto a tutte le persone che in Italia vivono.

Facciamo ancora uno sforzo affinche' il Parlamento prenda coscienza del fatto che ci sono oltre cinque milioni di nostri conterranei cui e' negato il primo diritto democratico, e che essendo privi di questo diritto sono esposti ad ogni sorta di vessazioni.

Facciamo ancora uno sforzo affinche' il Parlamento decida che occorre contrastare razzismo e schiavismo, contrastare il fascismo che torna.

Facciamo ancora uno sforzo affinche' il Parlamento deliberi finalmente l'inveramento del principio che fonda la democrazia: una persona, un voto.

*

Alcune cose che e' possibile fare

Alle persone amiche che ci leggono chiediamo ancora una volta:

1. di scrivere ai parlamentari membri della I Commissione della Camera dei Deputati (e' possibile farlo agevolmente attraverso il sito della Camera) per chiedere loro di discutere la proposta contenuta nell'appello "Una persona, un voto", sottolineando anche in particolare come valgano a sostegno di essa oltre i decisivi ragionamenti nell'appello enunciati anche gli argomenti gia' esposti dall'Associazione Nazionale dei Comuni d'Italia (che rappresenta tutti i Comuni italiani) nel suo progetto di legge di qualche anno fa recante "Norme per la partecipazione politica ed amministrativa e per il diritto di elettorato senza discriminazioni di cittadinanza e di nazionalita'" (progetto che era riferito alle elezioni amministrative, ma di cui tanta parte dell'intelaiatura giuridica e' riferibile anche alle elezioni politiche);

2. di scrivere subito anche a tutti gli altri parlamentari - deputati e senatori - affinche' prendano posizione pubblicamente e se possibile collettivamente; lo hanno gia' fatto i parlamentari che hanno sottoscritto l'appello: a mia conoscenza, e se non vado errato, si sono gia' espressi a favore della proposta Massimiliano Bernini, Loredana De Petris, Filippo Fossati, Miguel Gotor, Luigi Manconi, Roberto Rampi, Gian Piero Scanu, Arturo Scotto, Giorgio Zanin; ma io credo che ve ne siano molti altri che condividono la proposta di "Una persona, un voto" (penso ad esempio ai molti che hanno sostenuto in passato e ancora di recente le due proposte di legge promosse dalla campagna "L'Italia sono anch'io"; ed anche a quanti altri oltre loro in Parlamento notoriamente sono impegnati per i diritti umani - a cominciare dai presidenti della Camera e del Senato), sarebbe bene che li raggiungessimo e li invitassimo a pronunciarsi al piu' presto, prima che la discussione di merito sulla nuova legge sia chiusa;

3. di cercare di far pronunciare le forze politiche (a tutti i livelli: dalle organizzazioni di base - sezioni, cellule, meet-up e quant'altro -, alle rappresentanze comunali, provinciali, regionali, fino ai vertici nazionali): quelle che gia' in passato piu' volte hanno preso posizione contro il razzismo e per la democrazia potrebbero e dovrebbero far sentire adesso la loro voce a favore del criterio "Una persona, un voto";

4. ma anche di continuare a promuovere adesioni all'appello e dichiarazioni pubbliche di personalita', movimenti, associazioni e istituzioni;

5. ed ovunque ve ne siano le condizioni di promuovere iniziative pubbliche (dai digiuni a staffetta ai sit-in, alle conferenze, ai dibattiti etc.) a sostegno dell'appello;

6. e naturalmente ogni persona ed ogni associazione che voglia impegnarsi sapra' ideare altre forme adeguate di espressione al fine di persuadere quanti piu' parlamentari sia possibile della necessita' di assumere questo provvedimento di civilta'.

Milioni di esseri umani subiscono in Italia gravi lesioni dei loro diritti: riconoscendo loro il diritto di voto si potra' contrastare tanta violenza razzista e schiavista e tanta umiliazione e disperazione delle vittime innocenti; e si fara' del bene alla democrazia, alle istituzioni, all'intera popolazione italiana.

*

Ovviamente

Ovviamente oltre alla proposta dell'appello "Una persona, un voto" occorre sostenere anche le due proposte di legge presentate a suo tempo dall'Associazione Nazionale Comuni d'Italia (Anci) e dalla rete di associazioni della campagna "L'Italia sono anch'io": ovvero la gia' citata proposta di legge che reca "Norme per la partecipazione politica ed amministrativa e per il diritto di elettorato senza discriminazioni di cittadinanza e di nazionalita'", predisposta dall'Anci con specifico riferimento alle elezioni amministrative e che puo' essere immediatamente approvata con legge ordinaria con la sola minima correzione (all'art. 2, comma primo, ed all'art. 3, comma primo) di portare a sei mesi il lasso di tempo di regolare soggiorno in Italia richiesto; e la proposta di legge che reca "Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, Nuove norme sulla Cittadinanza", gia' approvata (sia pure con modifiche peggiorative) alla Camera, e che dovrebbe finalmente essere esaminata dal Senato nelle prossime settimane, proposta talmente di buon senso che su di essa non dovrebbe essere difficile raggiungere finalmente il consenso unanime di tutti i parlamentari non razzisti.

*

Una persona, un voto. Il momento e' ora.

 

8. ANCORA UNA STRAGE

 

Ancora una strage, che a mille altre si aggiunge.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

9. GLI ADOLESCENTI E I BAMBINI MASSACRATI A MANCHESTER

 

Gli adolescenti e i bambini massacrati a Manchester sono figura dell'umanita' innocente.

Ogni essere umano sente e sa che questo crimine non potra' esser lavato.

Ogni essere umano sente e sa che occorre subito cessare di uccidere.

Vi e' una sola risposta a tanto orrore, a tanta barbarie, a tanta disumanita': questa risposta e' la nonviolenza.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita' dalla catastrofe.

 

10. OMERO DELLISTORTI: DICO LE COSE CHE TUTTI GIA' SANNO

 

Dico le cose che tutti gia' sanno

le stragi arrivate nei continenti

della ricchezza (frutto avvelenato

di secolare e attuale rapina)

sono la conseguenza piu' che ovvia

delle stragi che i padroni del mondo

hanno lungamente perpetrato

e quotidianamente perpetrano

nei continenti gia' resi colonie.

 

Dico le cose che tutti gia' sanno

i governi americano ed europei

hanno creato i terroristi odierni

armandoli addestrandoli usandoli come addetti

alla macellazione delle carni umane

insegnando loro che la regola del gioco

e' sterminare tutti.

 

Dico le cose che tutti gia' sanno

l'attuale ordine del mondo

e' gia' il fascismo su scala planetaria.

 

Dico le cose che tutti gia' sanno

ogni essere umano ha diritto alla vita

il primo dovere e' salvare le vite

abolire la guerra gli eserciti le armi

fare del rispetto della vita

la decisione senza eccezioni

la politica prima la legge ineludibile

solo la nonviolenza puo' salvare

l'umanita' dalla catastrofe.

 

11. "FERMARE LE STRAGI, SALVARE LE VITE, SCEGLIERE LA NONVIOLENZA". UN INCONTRO DI COMMEMORAZIONE E DI TESTIMONIANZA A VITERBO

 

Si e' svolto la mattina di mercoledi' 24 maggio 2017 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" un incontro di commemorazione e di testimonianza contro tutte le uccisioni, in memoria delle vittime della strage di Manchester e di tutte le stragi: "Fermare le stragi, salvare le vite, scegliere la nonviolenza".

*

L'incontro si e' aperto con un minuto di silenzio in memoria delle innumerevoli vite umane troncate dalla furia omicida.

Il responsabile della struttura nonviolenta viterbese, Peppe Sini, ha tenuto la commemorazione ancora una volta evidenziando che il primo diritto di ogni essere umano e' il diritto alla vita, senza del quale nessun altro diritto si da'; ne consegue che il primo dovere di ogni essere umano - ed a maggior ragione di ogni umano istituto - e' opporsi a tutte le uccisioni; e' soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto; e' agire costantemente per salvare le vite.

Le persone partecipanti all'incontro hanno ancora una volta espresso la richiesta al Parlamento italiano di due provvedimenti indispensabili per far cessare le stragi nel Mediterraneo e la schiavitu' in Italia: riconoscere a tutti gli esseri umani il diritto di giungere nel nostro paese in modo legale e sicuro; riconoscere il diritto di voto a tutte le persone che vivono nel nostro paese.

Le persone partecipanti all'incontro hanno ancora una volta espresso la persuasione che occorre sostenere tutte le esperienze di pace e di solidarieta' impegnate in difesa dei diritti di tutti gli esseri umani e dell'intero mondo vivente.

Le persone partecipanti all'incontro hanno ancora una volta espresso l'urgenza di contrastare la guerra e il terrorismo nell'unico modo concreto e coerente: col disarmo e la smilitarizzazione, recando aiuto a chi di aiuto ha bisogno, con la scelta nitida e intransigente della nonviolenza che ad ogni violenza si oppone.

Le persone partecipanti all'incontro hanno ancora una volta espresso l'invito a sostenere il Movimento Nonviolento.

 

12. LA GUERRA AI BAMBINI

 

La guerra e' sempre anche e innanzitutto guerra ai bambini, agli esseri umani piu' innocenti per antonomasia.

E gia' questo smaschera una volta per tutte la sua assoluta inammissibilita': la guerra e' sempre e solo un crimine contro l'umanita'.

Ed ha molte facce la guerra: il terrorismo ne e' una, la schiavitu' un'altra, l'abbandono in preda ai tormenti e alla morte di chi potrebbe essere agevolmente salvato un'altra ancora.

In questi ultimi giorni dapprima la strage di Manchester, poi questa ennesima nel Mediterraneo, ci ricordano una volta di piu' che la guerra e' sempre e solo nemica dell'umanita', che uccidere e' sempre e solo il piu' immane dei mali, che il primo dovere di ogni essere umano e di ogni umano istituto e' salvare le vite.

Cessino tutte le uccisioni.

L'umanita' si riconosca umana.

 

13. PER FAR CESSARE LE STRAGI

 

Solo la nonviolenza.

Che si oppone a tutte le uccisioni, a tutte le violenze.

Che soccorre, accoglie, assiste ogni persona bisognosa di aiuto.

Che riconosce e difende il diritto di ogni essere umano alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Che rispetta e prende a cuore l'intero mondo vivente.

*

Solo la nonviolenza puo' porre fine alle stragi.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

14. ANCORA POCHI GIORNI. UNA RICHIESTA ANCORA ALLE PERSONE AMICHE

 

Sembra che il testo della nuova legge elettorale giungera' in aula a Montecitorio il 5 giugno.

A tutte le persone amiche chiediamo di fare ancora uno sforzo in questa manciata di giorni per invitare il Parlamento a prendere in considerazione la proposta di riconoscere il diritto di voto per tutte le persone residenti in Italia.

Siamo certi che non solo gli oltre venti parlamentari che hanno gia' sottoscritto l'appello concordino con noi sulla necessita' di inverare il principio "Una persona, un voto": crediamo che siano molti di piu', e nell'ordine delle centinaia; ma occorre raggiungerli e persuaderli che il momento e' ora.

Invitiamoli tutti a pronunciarsi adesso.

Gli indirizzi di posta elettronica di tutti i parlamentari sono indicati nei siti internet della Camera (www.camera.it) e del Senato (www.senato.it).

Ogni persona puo' scrivere ai parlamentari che riterra' piu' opportuno contattare.

*

Scriviamo loro brevi lettere del seguente tenore:

"Gentile parlamentare,

la preghiamo di voler aderire all'appello "Una persona, un voto" promosso da illustri personalita' (primi firmatari padre Alessandro Zanotelli e la partigiana e senatrice emerita Lidia Menapace) per il riconoscimento del diritto di voto a tutte le persone stabilmente residenti in Italia.

Il presupposto de facto dell'appello e' che "vivono stabilmente in Italia oltre cinque milioni di persone non native, che qui risiedono, qui lavorano, qui pagano le tasse, qui mandano a scuola i loro figli che crescono nella lingua e nella cultura del nostro paese; queste persone rispettano le nostre leggi, contribuiscono intensamente alla nostra economia, contribuiscono in misura determinante a sostenere il nostro sistema pensionistico, contribuiscono in modo decisivo ad impedire il declino demografico del nostro paese; sono insomma milioni di nostri effettivi conterranei che arrecano all'Italia ingenti benefici ma che tuttora sono privi del diritto di contribuire alle decisioni pubbliche che anche le loro vite riguardano"; e poiche' Il fondamento della democrazia e' il principio "una persona, un voto", "l'Italia essendo una repubblica democratica non puo' continuare a negare il primo diritto democratico a milioni di persone che vivono stabilmente qui".

Il presupposto de iure e' dettagliatamente illustrato nella premessa del progetto di legge formulato anni fa dall'Anci (l'Associazione Nazionale dei Comuni d'Italia, che rappresenta tutti i Comuni italiani) recante "Norme per la partecipazione politica ed amministrativa e per il diritto di elettorato senza discriminazioni di cittadinanza e di nazionalita'" (progetto che era riferito alle elezioni amministrative, ma la cui intelaiatura giuridica e' riferibile anche tout court alle elezioni politiche).

Hanno gia' sottoscritto l'appello i seguenti parlamentari di varie forze politiche: Massimiliano Bernini, Stella Bianchi, Vincenza Bruno Bossio, Franco Cassano, Felice Casson, Paolo Corsini, Loredana De Petris, Donatella Duranti, Filippo Fossati, Carlo Galli, Miguel Gotor, Maria Cecilia Guerra, Doris Lo Moro, Luigi Manconi, Edoardo Patriarca, Serena Pellegrino, Alessia Petraglia, Roberto Rampi, Gian Piero Scanu, Arturo Scotto, Giorgio Zanin.

Per adesioni: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it

Grazie di cuore,

Firma, luogo e data, recapito del mittente".

 

15. ADEMPIERE LA PROMESSA DELLA DEMOCRAZIA. UNA PREGHIERA A TUTTI I PARLAMENTARI

 

Gentile parlamentare,

la preghiamo di voler aderire all'appello "Una persona, un voto" promosso da illustri personalita' (primi firmatari padre Alessandro Zanotelli e la partigiana e senatrice emerita Lidia Menapace) per il riconoscimento del diritto di voto a tutte le persone stabilmente residenti in Italia.

*

Il presupposto de facto dell'appello e' che "vivono stabilmente in Italia oltre cinque milioni di persone non native, che qui risiedono, qui lavorano, qui pagano le tasse, qui mandano a scuola i loro figli che crescono nella lingua e nella cultura del nostro paese; queste persone rispettano le nostre leggi, contribuiscono intensamente alla nostra economia, contribuiscono in misura determinante a sostenere il nostro sistema pensionistico, contribuiscono in modo decisivo ad impedire il declino demografico del nostro paese; sono insomma milioni di nostri effettivi conterranei che arrecano all'Italia ingenti benefici ma che tuttora sono privi del diritto di contribuire alle decisioni pubbliche che anche le loro vite riguardano"; e poiche' Il fondamento della democrazia e' il principio "una persona, un voto", "l'Italia essendo una repubblica democratica non puo' continuare a negare il primo diritto democratico a milioni di persone che vivono stabilmente qui".

*

Il presupposto de iure e' dettagliatamente illustrato nella premessa del progetto di legge formulato anni fa dall'Anci (l'Associazione Nazionale dei Comuni d'Italia, che rappresenta tutti i Comuni italiani) recante "Norme per la partecipazione politica ed amministrativa e per il diritto di elettorato senza discriminazioni di cittadinanza e di nazionalita'" (progetto che era riferito alle elezioni amministrative, ma la cui intelaiatura giuridica e' riferibile anche tout court alle elezioni politiche).

*

Hanno gia' sottoscritto l'appello i seguenti parlamentari di varie forze politiche: Massimiliano Bernini, Stella Bianchi, Vincenza Bruno Bossio, Franco Cassano, Felice Casson, Paolo Corsini, Loredana De Petris, Donatella Duranti, Filippo Fossati, Carlo Galli, Luisa Gnecchi, Miguel Gotor, Maria Cecilia Guerra, Doris Lo Moro, Luigi Manconi, Edoardo Patriarca, Serena Pellegrino, Alessia Petraglia, Roberto Rampi, Gian Piero Scanu, Arturo Scotto, Giorgio Zanin.

*

Le saremmo assai grati se anche lei volesse esprimersi affinche' si adempia la promessa fondamentale della democrazia: "una persona, un voto".

Per adesioni: centropacevt at gmail.com, crpviterbo at yahoo.it

Grazie di cuore,

Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo che coordina l'iniziativa dell'appello all'Italia civile "Una persona, un voto"

 

16. RIPETENDOLO TRE VOLTE

 

Non l'elemosina, i diritti.

Non l'elemosina, i diritti.

Non l'elemosina, i diritti.

*

Non altro che questo vogliamo: i diritti.

I nostri diritti.

I diritti di tutti.

 

17. IL MENDICANTE

 

E tu trattalo bene lo straniero

trattalo bene il mendicante, il misero.

 

Fosse Ulisse che e' tornato a Itaca.

 

18. SI E' SVOLTA A VITERBO LA CONFERENZA CONCLUSIVA DEL DIGIUNO PER IL DIRITTO DI VOTO

 

Si e' svolta la mattina di domenica 28 maggio a Viterbo presso la sede del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" la conferenza conclusiva del digiuno per il riconoscimento del diritto di voto a tutte le persone stabilmente residenti in Italia.

L'iniziativa nonviolenta del digiuno, di sostegno all'appello all'Italia civile "Una persona, un voto", ha coinvolto diverse persone in vari paesi e citta' d'Italia, ed e' previsto che avra' ulteriori sviluppi nel mese di giugno qualora il Parlamento nel dibattito in corso sulla nuova legge elettorale dovesse ignorare del tutto la proposta formulata nell'appello sottoscritto da  molte illustri personalita' della vita culturale, morale, civile ed istituzionale, primi firmatari il missionario padre Alessandro Zanotelli e la partigiana e senatrice emerita Lidia Menapace.

*

Un segnale positivo

Un segnale positivo e' che negli ultimi giorni sono molto cresciute le adesioni all'appello "Un uomo, un voto" da parte di parlamentari di diverse forze politiche, adesioni ormai dell'ordine delle decine, e tra esse vi sono quelle di legislatrici e legislatori autorevolissimi.

Viceversa, sembra che i vertici delle principali forze politiche siano intenzionati a concludere un accordo sulla nuova legge elettorale nel giro di pochi giorni, proprio quando l'occasione sarebbe propizia per una riflessione approfondita e partecipata, una riflessione che non puo' eludere il dato di fatto della presenza in Italia di milioni di persone stabilmente residenti qui, che nella loro generalita' sono tra le persone migliori del nostro paese per rigore morale e dedizione al bene comune, e che sono tuttora assurdamente private del diritto di partecipare alle decisioni che riguardano tutti, quando invece e' a tutti evidente che sarebbero la piu' preziosa delle risorse per e nelle istituzioni democratiche.

*

Una realta' innegabile, un provvedimento non piu' rinviabile

Come e' noto, l'appello "Una persona, un voto" muove dalla constatazione che "vivono stabilmente in Italia oltre cinque milioni di persone non native, che qui risiedono, qui lavorano, qui pagano le tasse, qui mandano a scuola i loro figli che crescono nella lingua e nella cultura del nostro paese; queste persone rispettano le nostre leggi, contribuiscono intensamente alla nostra economia, contribuiscono in misura determinante a sostenere il nostro sistema pensionistico, contribuiscono in modo decisivo ad impedire il declino demografico del nostro paese; sono insomma milioni di nostri effettivi conterranei che arrecano all'Italia ingenti benefici ma che tuttora sono privi del diritto di contribuire alle decisioni pubbliche che anche le loro vite riguardano".

E poiche' Il fondamento della democrazia e' il principio "una persona, un voto", "l'Italia essendo una repubblica democratica non puo' continuare a negare il primo diritto democratico a milioni di persone che vivono stabilmente qui".

*

L'autorevole pronunciamento dell'associazione dei Comuni italiani

Ed a forte sostegno dell'appello, sotto il profilo tecnico-giuridico, valgono le irrefutabili argomentazioni dettagliatamente esposte nella premessa del progetto di legge formulato anni fa dall'Anci (l'Associazione Nazionale dei Comuni d'Italia, che rappresenta tutti i Comuni italiani) recante "Norme per la partecipazione politica ed amministrativa e per il diritto di elettorato senza discriminazioni di cittadinanza e di nazionalita'" (progetto che era riferito alle elezioni amministrative, ma la cui intelaiatura giuridica e' riferibile anche tout court alle elezioni politiche).

Non vi sono piu' scuse di sorta: il Parlamento nell'elaborare la nuova legge elettorale puo' e deve finalmente considerare e discutere la proposta del riconoscimento del diritto di voto a tutte le persone stabilmente residenti in Italia.

*

Una testimonianza ed un ragionamento

Aprendo l'incontro il responsabile della struttura nonviolenta viterbese, Peppe Sini, dopo un sommario resoconto dell'andamento dell'iniziativa dell'appello "Una persona, un voto", e dopo aver recato una personale testimonianza dell'esperienza del digiuno nonviolento a sostegno di essa, ha riassunto il senso e il fine dell'iniziativa.

Concludendo il suo intervento ha argomentato alcuni aspetti particolarmente rilevanti della situazione attuale e della proposta formulata:

- l'Italia e' un paese civile: non un regime di apartheid;

- il popolo italiano e' solidale: non puo' essere preda del delirio solipsista di politicanti volti solo al proprio avido e rapace interesse privato a danno del pubblico bene;

- l'immenso patrimonio culturale italiano e' frutto di moltissimi incontri di popoli e culture: gli ebbri e sciagurati predicatori di una impossibile e insensata autarchia (tipica della barbarie fascista) hanno gia' portato alla rovina il paese fino alla catastrofe della seconda guerra mondiale, impediamo che quell'orrore assoluto possa verificarsi di nuovo;

- si puo' e si deve contrastare il razzismo e lo schiavismo con la legalita' democratica;

- si puo' e si deve contrastare l'emarginazione e la disperazione con la legalita' democratica;

- si puo' e si deve contrastare la violenza e la paura con la legalita' democratica;

- si puo' e si deve contrastare il terrorismo dei potenti e dei miseri con la legalita' democratica;

- il cuore pulsante della legalita' democratica, dello stato di diritto, di una comunita' civile e solidale, e' il diritto di voto: "una persona, un voto".

- col riconoscimento del diritto di voto a tutte le persone che vivono in Italia facciamo del bene a questo paese;

-  col riconoscimento del diritto di voto a tutte le persone che vivono in Italia facciamo del bene all'umanita'.

*

Un invito

L'incontro si e' concluso con l'invito a tutte le persone interessate affinche' nei prossimi giorni ci si impegni in alcune iniziative:

1. scrivere ai parlamentari membri della I Commissione della Camera dei Deputati (e' possibile farlo agevolmente attraverso il sito della Camera) per chiedere loro di discutere la proposta contenuta nell'appello "Una persona, un voto";

2. scrivere anche a tutti gli altri parlamentari affinche' aderiscano all'appello "Una persona, un voto";

3. scrivere alle forze politiche (a tutti i livelli: dalle organizzazioni di base - sezioni, cellule, meet-up e quant'altro -, alle rappresentanze comunali, provinciali, regionali, fino ai vertici nazionali) affinche' si esprimano a favore dell'appello "Una persona, un voto";

4. ma anche continuare a promuovere adesioni all'appello e dichiarazioni pubbliche di personalita', movimenti, associazioni e istituzioni;

5. ed ovunque ve ne siano le condizioni promuovere iniziative pubbliche di informazione e coscientizzazione a sostegno dell'appello;

6. e naturalmente informare, sensibilizzare e coinvolgere tutti i mezzi d'informazione raggiungibili affinche' contribuiscano ad informare l'opinione pubblica sulla proposta del riconoscimento del diritto di voto a tutte le persone stabilmente residenti in Italia.

*

Il primo dovere

Le persone partecipanti alla conferenza hanno riaffermato ancora una volta il proprio impegno contro la guerra e tutte le uccisioni; contro il razzismo e tutte le persecuzioni; contro il maschilismo e tutte le oppressioni; in difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani e della biosfera casa comune dell'umanita'.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Salvare le vite e' il primo dovere.

Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.

Riconoscere ad ogni persona il diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Inveriamo la democrazia: una persona, un voto.

*

In calce riproduciamo il testo dell'appello "Una persona, un voto" ed invitiamo tutti gli interlocutori a farlo circolare ulteriormente.

* * *

Allegato: "Una persona, un voto". Un appello all'Italia civile

(...)

 

19. APPROSSIMANDOSI IL 2 GIUGNO

 

Si avvicina il 2 giugno, festa della Repubblica.

E repubblica significa tre cose.

Innanzitutto e' "la cosa di tutti", la "res publica", ergo l'impegno comune per il bene comune.

In secondo luogo e' il contrario del regime in cui uno regna e tutti gli altri sono sudditi, ovvero sottomessi all'arbitrio di un solo e privati di ogni diritto che da quel solo non provenga come privilegio.

In terzo luogo nella specifica vicenda italiana e' il contrario del fascismo e di tutto cio' che il fascismo implica: quindi la repubblica e' democrazia, cioe' potere del popolo; e' stato di diritto, cioe' riconoscimento della dignita' umana; e' ordinamento costituzionale, cioe' legalita' che salva le vite e tutte le persone riconosce eguali in diritti.

*

La festa della Repubblica, prendiamola sul serio.

E se la prendiamo sul serio allora prendiamo sul serio la Costituzione della Repubblica italiana, fondamento del nostro ordinamento giuridico e della nostra identita' nazionale.

E ad esempio il suo articolo 2 che afferma che "La repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo".

E ad esempio il suo articolo 3 in cui e' scritto che "E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la liberta' e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese".

E ad esempio il suo articolo 10, che stabilisce che "Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle liberta' democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica".

E ad esempio il suo articolo 11, che dichiara senza equivoci che "L'Italia ripudia la guerra".

*

La festa della Repubblica, prendiamola sul serio.

E per prenderla sul serio diciamo al governo e al parlamento che l'Italia deve cessare di produrre e trafficare armi assassine, deve cessare di prendere parte a guerre assassine, deve cessare di far parte di alleanze militari assassine, deve cessare di sperperare immense risorse pubbliche a fini di riarmo e militarizzazione, riarmo e militarizzazione il cui esito ultimo sempre e soltanto e' l'uccisione di esseri umani.

E per prenderla sul serio diciamo al governo e al parlamento che occorre prendere due provvedimenti indispensabili e urgenti per far cessare le stragi nel Mediterraneo e la schiavitu' in Italia: riconoscere a tutti gli esseri umani il diritto di giungere nel nostro paese in modo legale e sicuro; riconoscere il diritto di voto a tutte le persone che vivono nel nostro paese.

E per prenderla sul serio chiamiamo ogni persona di volonta' buona ed ogni organizzazione democratica ad impegnarsi hic et nunc a sostenere l'appello "Una persona, un voto" per il riconoscimento del diritto di voto a tutte le persone stabilmente residenti nel nostro paese; a sostenere i movimenti per il disarmo, la smilitarizzazione, la solidarieta' che salva le vite, la difesa dell'ambiente naturale casa comune dell'umanita' e di cui l'umanita' stessa e' parte, la nonviolenza.

*

La festa della Repubblica, prendiamola sul serio.

Bene hanno fatto i movimenti femministi ed antirazzisti, ecopacifisti, equosolidali e nonviolenti a promuovere la manifestazione che si terra' a Roma il 2 giugno, "Festa della Repubblica che ripudia la guerra" con il motto "Difendiamo l'umanita', non i confini" (per informazioni e adesioni: info at difesacivilenonviolenta.org, www.difesacivilenonviolenta.org).

Con questa iniziativa, che invera il senso e il fine della Repubblica e smaschera la mistificazione e l'abominio della parata militare (che con la festa della Repubblica nulla ha a che vedere, mentre ha a che vedere con l'esibizione delle armi che servono a fare la guerra, ovvero ad uccidere le persone: l'esatto contrario di una repubblica democratica) i movimenti femministi ed antirazzisti, ecopacifisti, equosolidali e nonviolenti chiamano l'intero popolo italiano alla fedelta' ai valori costituzionali e all'impegno per la pace, la dignita' umana, la difesa della biosfera.

*

La festa della Repubblica, prendiamola sul serio.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.

Pace, disarmo, smilitarizzazione.

Il primo dovere e' salvare le vite.

Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.

Una persona, un voto.

Oppresse e oppressi di tutti i paesi, unitevi nell'impegno per la liberazione comune dell'umanita' e la salvaguardia dell'intero mondo vivente.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

20. ROMOLO TRUMINANTI: CHI SIEDE DINANZI ALLO SCHERMO

 

Chi siede dinanzi allo schermo

lo schermo lo riduce al silenzio.

 

Chi siede dinanzi allo schermo

lo schermo gli copre la vista del mondo.

 

Chi siede dinanzi allo schermo

guarda in una scatola che neppure esiste.

 

Chi siede dinanzi allo schermo

dallo schermo gli suggono la vita.

 

Spegnere la televisione

alzarsi in piedi

scendere per le strade

recare soccorso al disperato

trovare compagni di lotta e di cammino

salvare le vite.

 

Anche nella piu' profonda stanchezza

puoi ancora dire una parola di pace

anche nella piu' tetra disperazione

puoi ancora fare un gesto di pace.

 

Dinanzi all'orrore non cedere

difendi l'umanita' di tutti e la tua

finche' tu resisti il fascismo non ha vinto.

 

21. DINO MARCOLFI: A CHI SI ILLUDE

 

I.

 

Nessuna parola di pace i potenti del mondo possono dire

il loro potere e' la guerra

nessun atto di giustizia i potenti del mondo possono compiere

il loro potere e' saccheggio

nessuna verita' e' nei potenti del mondo

tutto in loro e' menzogna e delitto.

 

Nessun padrone puo' essere generoso

nessun potente puo' essere giusto

ogni ricchezza di una rapina e' figlia

ogni potenza di una violenza l'esito.

 

II.

 

Basta distrarsi un momento

e ci si trova a partecipare al pogrom.

 

Basta distrarsi un momento

e sei arruolato nella falange.

 

Basta distrarsi un momento

e sei li' che getti iprite sulle Ambe.

 

Basta distrarsi un momento

e gia' cavalchi col klan.

 

Se state ancora li' seduti e sorridenti

e avete ancora tetto e cibo e panni

non avete mai resistito

mai vi siete opposti all'ordine dei lupi.

 

III.

 

Tu resta presente a te stesso

per quanto sia poco dividi il tuo pane.

 

Tu resta presente a te stesso

salvare le vite e' il primo dovere.

 

Tu resta presente a te stesso

non cedere all'ordine dei campi.

 

Tu resta presente a te stesso

non stare nei ranghi e alla mensa

degli sfruttatori.

 

Mai ti seduca l'astratto

ogni persona ha diritto alla vita

ogni persona e' valore infinito.

 

Non separare i mezzi dai fini

non chiudere gli occhi dinanzi al dolore

tutto e' comune tutto e' risposta.

 

Breve e' la vita e troppo lunga l'arte

conserva pulito il tuo specchio

non sporcare di sangue il tuo coltello

sappi dire cento e mille volte no

non sia chiusa al mendicante la tua tenda.

 

IV.

 

Prima che giunga l'ora del silenzio

sappi dire la parola buona.

 

Prima che il cuore sia tagliato e cotto

sappi fare l'azione che salva.

 

Prima che il male tutto ti divori

sappi donare un sorso di bene.

 

V.

 

T'invita un amico d'animo gentile

ad esser prudente a placarti a tacere

se dici queste cose

ti prenderanno per comunista.

 

Ma io sono comunista

e non ho pace e non so star silente

troppo mi pesa l'orrore

di vedere innumeri vite

tritate bollite divorate

ridotte a niente.

 

22. SEMBRA DUNQUE

 

Sembra dunque che i vertici delle forze politiche maggiori abbiano raggiunto un accordo per la nuova legge elettorale, accordo nel quale si ignora del tutto l'esistenza di oltre cinque milioni di nostri conterranei tuttora assurdamente, scandalosamente privati del primo diritto democratico.

Salvo ripensamenti dell'ultima ora, o piccole congiure di palazzo, l'accordo che si va configurando tra Berlusconi, Grillo, Renzi e Salvini sara' votato alla Camera entro pochi giorni, e subito dopo al Senato, poi al galoppo verso le elezioni. Tanta fretta. E tale unanimita' al tavolo da gioco in cui quattro persone nessuna delle quali siede in Parlamento delle sorti del Parlamento decidono.

*

Qualche amico ci chiede se sia ora di dichiarare conclusa l'iniziativa "Una persona, un voto": pensiamo di no, e per due ragioni.

La prima: vorremmo continuare a rammemorare al Parlamento e all'opinione pubblica la realta' effettuale di oltre cinque milioni di nostri conterranei tuttora privati del diritto di voto nel paese in cui vivono e lavorano e pagano le tasse; vorremmo continuare a rammemorare al Parlamento e all'opinione pubblica l'esigenza del riconoscimento del diritto di voto a tutti i nostri conterranei: un'esigenza di verita', di giustizia, di democrazia, di civilta'.

La seconda: quand'anche la nuova legge elettorale frettolosamente abborracciata e imposta dai suddetti quattro giocatori (che gia' hanno dato prova di tenere in non cale fondamentali esigenze di verita', di giustizia, di democrazia, di civilta') venga approvata in quattro e quattr'otto, e la legislatura si concluda con questo ulteriore capolavoro, ebbene, l'esigenza posta dall'appello "Una persona, un voto" necessariamente si riproporra' nella legislatura successiva, e in tutte le successive finche' il suo fine non sara' conseguito. E' gia' avvenuto in passato, come e' noto: dapprima non si votava affatto e a chi lo chiedeva veniva tagliata la testa, poi solo i ricchi erano ammessi, poi solo i maschi, poi tutte e tutti i nativi e familiari di nativi, e verra' quindi il giorno che si riconoscera' che chiunque vive in un luogo ha diritto a partecipare alle decisioni pubbliche in quel luogo. Si chiama democrazia. E l'Italia voluta dai costituenti, l'Italia liberata dal fascismo, l'Italia donataci dai resistenti, ebbene, e' una democrazia: che dunque finalmente pienamente lo sia.

*

Qualche altro amico ci chiede di trarre un bilancio dell'iniziativa "Una persona, un voto": ma i bilanci si traggono alla fine, e la nostra lotta continua.

Continuiamo a raccogliere adesioni.

Continuiamo a promuovere iniziative di informazione e coscientizzazione.

Una persona, un voto.

Una sola umanita'.

Oppresse e oppressi di tutti i paesi, unitevi.

 

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ARCHIVI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino" (anno XVIII)

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Numero 256 del 29 luglio 2017

 

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