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Newsletter Osservatorio Iraq n° 3/05



Osservatorio Iraq

NEWSLETTER n° 3/05

12-26 febbraio 2005



Annunciati i risultati delle elezioni in Iraq il 13 febbraio, a due
settimane dal voto.
(http://www.osservatorioiraq.it/modules/wfsection/article.php?articleid=686
) Come già previsto, a vincere sono gli sciiti della coalizione patrocinata
da al Sistani
(http://www.osservatorioiraq.it/modules/wfsection/article.php?articleid=697
) , anche se con una maggioranza inferiore alle aspettative. Insieme a
loro, vincono i curdi, secondo partito a livello nazionale. Solo terza, e
molto distanziata, la coalizione guidata da Allawi, primo ministro a
interim uscente. Agli Usa non piace molto questa situazione, anche se fanno
buon viso a cattivo gioco
(http://www.osservatorioiraq.it/modules/wfsection/article.php?articleid=690
), e cercano nel contempo di fare accordi segreti con una parte della
resistenza
(http://www.osservatorioiraq.it/modules/wfsection/article.php?articleid=737
) .

 Tra i partiti che hanno partecipato alle elezioni continuano le
consultazioni per decidere i futuri assetti. Mentre la lista sciita designa
Ibrahim al Jaafari come candidato alla carica di primo ministro
(http://www.osservatorioiraq.it/modules/wfsection/article.php?articleid=729)
, Allawi non si arrende, e annuncia la sua candidatura
(http://www.osservatorioiraq.it/modules/wfsection/article.php?articleid=734)
. Potrebbe farcela? Nel dubbio, il suo governo ad interim promulga le
ultime leggi, come quella sulla settimana corta
(http://www.osservatorioiraq.it/modules/wfsection/article.php?articleid=702
) osteggiata dai sunniti
(http://www.osservatorioiraq.it/modules/wfsection/article.php?articleid=741)
, e quella sull'assegnazione delle terre per i membri del governo, e ancora
l'adesione dell'Iraq, non si sa ancora con quali prospettive, alla Corte
Penale Internazionale
(http://www.osservatorioiraq.it/modules/wfsection/article.php?articleid=715
) E i sunniti? Si riuniscono a congresso domenica 20 febbraio
(http://www.osservatorioiraq.it/modules/wfsection/article.php?articleid=736
) ribadendo che non sono disposti a rinunciare alla partecipazione alla
vita politica . Chi viene tenuto in disparte, ma potrebbe diventare
determinante, sono le donne
(http://www.osservatorioiraq.it/modules/wfsection/article.php?articleid=712
) che sperano in un ruolo decisivo, e che, con un sapore di sfida,
annunciano anche la loro candidatura alla presidenza
(http://www.osservatorioiraq.it/modules/wfsection/article.php?articleid=750
) .



Approfondimenti sul dopo voto:

http://www.osservatorioiraq.it/modules/wfsection/article.php?articleid=757
- i piani di Washington per dominare la nuova Assemblea Nazionale irachena

http://www.osservatorioiraq.it/modules/wfsection/article.php?articleid=724
- l'inganno della guerra civile







Al di là delle questioni politico/istituzionali, la vita in Iraq continua,
e non è una bella vita.

 I bambini di Mosul costretti a lavorare
(http://www.osservatorioiraq.it/modules/wfsection/article.php?articleid=743),
quelli rapiti di cui non si sa nulla nei nostri media
(http://www.osservatorioiraq.it/modules/wfsection/article.php?articleid=717
) , la gente di Falluja che ancora aspetta venga detta la verità sulla loro
storia
(http://www.osservatorioiraq.it/modules/wfsection/article.php?articleid=715
) , e ancora le donne, la cui situazione viene denunciata nel rapporto
presentato da Amnesty International
(http://www.osservatorioiraq.it/modules/wfsection/article.php?articleid=744
) . Ci sono però anche le lotte dei lavoratori, passate sotto silenzio, ma
che in questi quasi due anni di occupazione hanno prodotto dei risultati
(http://www.osservatorioiraq.it/modules/wfsection/article.php?articleid=740
: lavoratori che ancora vogliono contare nella vita sociale e politica del
paese
(http://www.osservatorioiraq.it/modules/wfsection/article.php?articleid=709)



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In Europa, l'avvenimento più importante è il vertice Nato, che se da un
lato ricuce alcune distanze tra Usa e UE, dall'altro ne ribadisce altre. Il
successo di Bush in questa occasione, infatti, è solo a metà
(http://www.osservatorioiraq.it/modules/wfsection/article.php?articleid=726)

In Italia, la settimana politica si apre e si chiude con la votazione al
Senato del rifinanziamento della missione in Iraq
(http://www.osservatorioiraq.it/modules/wfsection/article.php?articleid=699
). Si discute anche, ma nei media se ne saprà poco, proprio del rapporto
tra i media e la guerra. E' una delle sessioni del Tribunale Mondiale
sull'Iraq, che si svolge a Roma nella prima metà del mese
(http://www.osservatorioiraq.it/modules/wfsection/article.php?articleid=704
) . E per stabilire definitivamente qual è il loro ruolo, la Farnesina
ordina il rientro di tutti gli inviati dall'Iraq
(http://www.osservatorioiraq.it/modules/wfsection/article.php?articleid=719)
. Come ha stigmatizzato il Manifesto, resta una sola giornalista italiana
in Iraq: Giuliana Sgrena .




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