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27/04 Genova: un'ora in silenzio per la pace



Agli organi di informazione - con preghiera di pubblicazione e diffusione

Rete controg8
per la globalizzazione dei diritti

Mercoledì 27 aprile dalle 18 alle 19, sui gradini del palazzo ducale di
Genova  centosessantunesima ora in silenzio per la pace.
Incollo di seguito il volantino che verrà distribuito
Info: Norma Bertullacelli 010 5708971  347 3204042
Sergio Tedeschi 010 460483

Dal Secolo XIX del 15 aprile

....Maxi riunione "al di là degli schieramenti" pochi giorni fa a Sestri
Levante per recuperare risorse per finanziare il programma italo-francese
legato alla costruzione delle nuove fregate europee multi missione: erano
presenti, oltre al neo presidente della regione Burlando, Lorenzo Forcieri
dei Ds, che ha indicato la strada parlamentare da seguire, Gabriella
Mondello di Forza Italia, Egidio Banti della Margherita, Graziano Mazzarello
e Roberta Pinotti dei Ds, l'intero consiglio comunale della Spezia con in
testa il sindaco Giorgio Pagano e il gonfalone della città, sistemato
accanto a quello di Sestri, gli amministratori di Chiavari, Santa
Margherita, Lavagna, Moneglia, Deiva, Varese Ligure, Carasco, Casarza, Sesta
Godano, Framura, i neoeletti consiglieri regionali Ezio Chiesa, Gino
Garibaldi, Giacomo Conti, Patrizia Muratore e Fabio Broglia. Per Fincantieri
il responsabile della comunicazione Rinaldo Marinoni.

Missione compiuta:

Dal Secolo XIX del 25 aprile

Arsenale, ecco il piano di rilancio
Lo studio redatto dal direttore, ammiraglio Anteo Martelli, è stato
presentato alle Rsu e ai sindacati
Investimenti per 40 milioni in 5 anni e 303 assunzioni per integrare il
personale insufficiente Previsto anche un Polo subacqueo. Confermata e
garantita la strategicità dello stabilimento.


Abbiamo scorso con grande attenzione gli articoli sull'argomento "salvare
Fincantieri", anche alla luce delle informazioni di fonte sindacale di cui
disponiamo eche ci assicurano che gli stabilimenti non erano affatto sul
punto di chiudere.

Ci auguravamo che almeno qualcuno, tra i politici intervenuti, accennasse
alla particolarità dei manfatti di cui si stava parlando: armi e sistemi d'
arma che hanno bisogno di guerre, o almeno di minacce di guerra, per
dimostrare la propria utilità.

Sistemi la cui efficienza si misura in capacità distruttiva.

Non abbiamo trovato traccia di dubbi, di perplessità: tutti gli intervenuti
sembrerebbero assolutamente convinti che produrre armi sia come produrre una
qualsiasi altra merce.


SIAMO INVECE ASSOLUTAMENTE CERTI CHE QUESTI DUBBI SIANO PRESENTI NEL SENTIRE
DEI LAVORATORI che, giustamente preoccupati per il proprio posto di lavoro
ed orgogliosi per le proprie capacità tecniche vedrebbero positivamente l'
avvio di ricerche serie su possibili diversificazioni produttive non
militari