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Afghanistan, l'uccisione di Amina è uno scandalo dei diritti umani



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COMUNICATO STAMPA
CS59-2005

AFGHANISTAN, L'UCCISIONE DI AMINA E' UNO SCANDALO DEI DIRITTI UMANI

L'uccisione di Amina, una ventinovenne della provincia di Badakhan
accusata di adulterio, dimostra fino a che punto il governo afgano non sia
in grado di proteggere le donne e garantire che il sistema giudiziario sia
esente da discriminazione.

Secondo le notizie pervenute dall'Afghanistan, Amina e' stata condannata
alla lapidazione da un consiglio religioso locale ed e' stata uccisa, 48
ore dopo, dai suoi stessi familiari. Si tratta della prima esecuzione per
adulterio dalla fine del regime dei talebani.

L'uomo accusato di aver commesso adulterio con Amina e' stato condannato a
100 frustate e subito liberato dopo l'esecuzione della pena.

'La religione e la tradizione non possono essere usate come scuse per
violare i diritti umani fondamentali. Il governo di Kabul ha la
responsabilita' di proteggere le donne dalla violenza, a prescindere se
sia commessa da autorita' statali o da gruppi o singole persone' ? ha
dichiarato un portavoce di Amnesty International.

L'organizzazione per i diritti umani ha preso atto della volonta' del
governo, di fronte all'indignazione provocata dall'esecuzione di Amina, di
avviare un'indagine sull'accaduto. Secondo le piu' recenti informazioni,
la polizia ha arrestato otto parenti della vittima.

FINE DEL COMUNICATO
Roma, 27 aprile 2005

Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia - Ufficio stampa
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