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A suor Rita





Nell'insediamento in Vaticano, Papa Benedetto XVI ha detto che:"la libertà
di uccidere è una tirannia che riduce l'essere umano in schiavitù.No
all'aborto e alla pena di morte". Come ha risposto il mondo cattolico nel
passato e nel presente a queste grandi questioni? Esportando la guerra
"pacificatrice" tra noi e fuori da noi? L'America insegna. Si segue il
Papa sulle grandi questioni, ma nei comportamenti individuali non ci si
cura di questo tracciato. Oggi viene presa posizione, unico paese in
Europa, non sul terreno dei principi ma impartendo una precisa indicazione
politica. Pochi giorni fa, era sera, tornavo con il treno da Viterbo. Ho
conosciuto Suor Rita albanese. Raccontava, partendo dai problemi
quotidiani degli italiani ricchi e distratti e delle sue modestissime
entrate. Suor Rita non accederà mai alle gerarchie ecclesiastiche, nessuno
ascolterà le sue parole in un'omelia, è una pastorella o meglio una
pecorella smarrita. Come tante donne assordate e inascoltate, parole
staccate dai corpi, desideri coscienti e responsabili. La scheda bianca o
nulla può essere protesta per mancanza di informazione, passare il
testimone a chi ce l'ha messa tutta per un No o un Si responsabile. Diceva
nel 1791(!) Olimpe de Gouges:"Le donne saranno sempre divise le une dalle
altre? Non formeranno mai un corpo unico?" Oggi un'altra buia pagina di
storia scritta in Parlamento sui corpi delle donne. Così come in guerra
con la legge sulla PMA, il corpo delle donne diventa bottino politico. La
pace non abita le nostre case. Succede anche questo in Italia.
Doriana Goracci
Donne in Nero Tuscia