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Aggiornamento Nablus



Ricevo e inoltro da Quico
del Presidio di Pace a Nablus.

Nablus, 25 maggio 2005

Ho assistito presso la sede centrale del Sindacato di Nablus ad una rappresentazione teatrale. Attori erano dei bravissimi ragazzi, tra i 10 e i 16 anni, lo spettacolo consisteva in una rappresentazione dei problemi della società palestinese, sia di quelli interni (padri autoritari e violenti, giovani ragazze che devono andare in spose a qualcuno) che di quelli esterni, coprifuoco, checkpoint, violenze dell'esercito. Lo spettacolo era molto bello per tante ragioni, perchè mostrava come i due aspetti (violenza interna ed esterna) siano strettamente collegati, e soprattutto perchè in svariati momenti gli attori si rivolgevano al pubblico con un esplicito "questi sono i NOSTRI problemi, sta a NOI cercare di risolverli, e lo faremo solo se saremo uniti e cercheremo soluzioni comuni, assieme!" La rappresentazione terminava con una bella canzone (scritta e composta per l'occasione) sui sogni di una ragazzina di Nablus che vuole diventare un medico, ma che viene alla fine uccisa durante una invasione militare nella città. Ad organizzare il tutto è stato il MEND (Middle East Nonviolence and Democracy www.mend-pal.org)

Sono andato a trovarli per capire un po' di più le loro attività e i loro obiettivi.

Mend è una organizzazione palestinese senza affiliazioni politiche, il gruppo locale di Nablus (15 membri dai 19 ai 50 anni) viene fondato nel Novembre del 2004. Tra gli obiettivi più generali che si propongono c'è la promozione della cultura del volontariato e della nonviolenza tra i giovani palestinesi. Tra le loro prime attività ci sono stati alcuni workshops per donne, sia per alfabetizzare alcuni gruppi di donne della città vecchia sia per preparare e per stimolare la popolazione femminile ad andare a votare e a cercare di essere elette nelle varie elezioni locali.
Il lavoro più grosso comunque lo stanno facendo con i giovani.
Lavorano con un gruppo di 50 ragazzi (gli attori) che originariamente avevano avvicinato in occasione di un summer camp. Una buona parte di questi ragazzi sono stati scelti perche’ orfani di padre o madre o perche’ hanno perso i fratelli a causa della seconda intifada. Obiettivo primario è quello di dare a questi ragazzi un sollievo psicologico, farli sentire parte del gruppo senza fare percepire differenza con chi invece non ha subito direttamente questi forti traumi. Il metodo che hanno scelto per promuovere la nonviolenza e la democrazia è quello del laboratorio teatrale. In pratica si incontrano con questi ragazzi 2 volte alla settimana, e chiedono loro di rappresentare, tramite una piccola piece teatrale, problemi e situazioni riguardanti la violenza nella loro società. Una volta "rappresentato" il conflitto sono i ragazzi stessi che devono provare a risolverlo, sperimentando vari modi, violenti o nonviolenti...gli adulti che li seguono nel training cercano solo di fare notare loro come le soluzioni nonviolente siano le migliori e le più efficaci. Una volta sperimentati piu’ "conflitti" ne scelgono alcuni e li rappresentano a tutta la società di Nablus (questo era il caso dello spettacolo a cui ho assistito io). Vogliono percio’ permettere ai ragazzi di dare un messaggio all'intera societa’ palestinese, un messaggio che sia "loro" e che dimostri chiaramente agli adulti che i loro figli sono pienamente consapevoli di quale sia la situazione in cui vivono. Questo messaggio potra’ forse rendere i genitori coscienti del peso che come ragazzi devono portare a causa della pressione e la violenza esterna ed interna a questa societa’. Agli adulti di Nablus, i ragazzi di Mend vogliono dire che solo se si lavora assieme, e si scelgono risposte collettive all'occupazione, si puo’ superare il dramma del presente, se invece ci si frammenta, e si cercano soluzioni individualistiche, inevitabilmente la violenza dell'occupazione si ripercuote nelle famiglie, nei legami umani, nelle relazioni quotidiane. Il gruppo di volontari di Mend che segue questi ragazzi vuole inoltre, attraverso queste rappresentazioni teatrali, lottare contro una visione che fa breccia tra gli adolescenti di Nablus, secondo cui chi e’ violento e usa le armi e’ bravo e coraggioso. Tale fenomeno e’ sicuramente fomentato dai molti film statunitensi che circolano e che incoraggiano la violenza ma anche, inevitabilmente, e’ stimolato dall'atteggiamento collettivo nei confronti di quello che rimane della resistenza armata in citta’. Mi ha colpito molto come le tecniche che utilizzano siano estremamente vicine a quelle del Teatro dell'Oppresso, anche se nessuno di loro sapeva chi fosse Augusto Boal. Quando gli ho parlato io del Teatro dell'Oppresso si sono mostrati molto interessati e mi hanno chiesto se posso recuperare libri di Boal o in generale sul TdO in inglese o in arabo......io non so dove recuperarli, qualcuno può aiutarmi? Invece conoscono Paulo Freire e mi hanno detto che usano i suoi scritti nei training formativi per i volontari che poi devono seguire i ragazzi. Ho chiesto se per caso avessero mai avuto problemi per le critiche che muovono alla società di Nablus nei loro spettacoli (vi assicuro che erano critiche forti, e non solo alla violenza in casa, ma anche sui limiti del sindacato, sulla ANP, su Arafat...), mi hanno detto che finora non ne hanno avuti, ma sono convinti che se le critiche propositive possano essere ben accettate. Uno dei problemi più grandi che hanno ora, e’ che a Nablus non c'è un teatro e sono costretti a fare le prove e le rappresentazioni in luoghi precari (come la sede del sindacato). Mi hanno detto che durante l'estate si incontreranno con i ragazzi ogni giorno e saranno contenti di avere internazionali come ospiti, anche perche’ i ragazzi stessi apprezzano quando questo succede. Mi hanno chiesto anche se in futuro possiamo collaborare con scambi culturali, viaggi per i ragazzi in Europa etc. Io ho messo in chiaro che e’ molto complesso e che le nostre risorse sono molto limitate, pero’ e’ importante tenere i contatti. Incontrandoli ho scoperto un altro modo alternativo ed efficace per resistere e per lottare in questa città.
Un saluto a tutt*

Quico min Nablus
Presidio di pace a Nablus - http://assopace.blog.tiscali.it/
Associazione per la Pace - www.assopace.org