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Aggiornamenti Palestina/Israele



Ricevo e inoltro dal Presidio di pace a Nablus.
Nat


Aboud, 27 luglio 2005

Incontro dell’International Peace Teams Forum.

Si e' svolto ad Aboud (Ramallah), nella casa di Operazione Colomba, l'ultimo incontro del IPTF, a cui hanno partecipato rappresentanti di IWPS (International Women Peace Service, Hares, Salfit) ISM (International Solidarity Movement), Quakers Service, Presidio di Pace dell'Assopace (Nablus), CPT (Christian Peace Makers Team) e la delegazione di Cappa (Campagna per la presenza in Palestina) oltre che naturalmente una rappresentante di Operazione Colomba. L'EAPPI (Ecumenical Accompaniment Program Palestine-Israel), non ha potuto essere presente, ma ha mandato saluti, scuse, punti in agenda e richieste. Come di consueto l'incontro e' stato abbastanza breve, non solo per gli strutturali ritardi "da occupazione", ma anche per lasciare spazio alle chiacchiere informali intorno a un piatto di pasta e a un giro di conoscenza sul territorio di Aboud. I vari gruppi hanno fatto il solito punto della situazione rispetto alle disponibilita' di volontari e volontarie per il mese di agosto. Da quanto emerso dallo scambio di informazioni agosto sara' un mese molto intenso, non solo per il "ritiro da Gaza". L'Eappi chiede due persone a Yanoon dal 1 al 4 agosto, per coprire il presidio in loro assenza. E' forse necessario ricordare che il villaggio di Yanoon e' costantemente minacciato dai coloni circostanti e che ogni qualvolta i e le volontarie dell'Eappi si devono allontanare il paese deve essere coperto da altri internazionali in sostituzione. Sabato 30, con una manifestazione da Marda a Salfit lungo il tracciato del muro, inizia la settimana di azioni nel distretto di Salfit, coordinata dal locale comitato popolare di resistenza contro il muro, con l'appoggio di IWPS e ISM. Non si trattera' piu' di una marcia intorno all'anello di Ariel (come inizialmente previsto) ma di singoli appuntamenti nei vari punti dell'anello, con manifestazioni ed azioni. In particolare il villaggio di Bruquin e' purtroppo l'ultimo aggiunto nella lista dei villaggi in cui le forze di occupazione hanno iniziato ad abbattere case per fare spazio al muro, nonostante il tracciato in quel punto non sia neppure ancora legalemente confermato. L'azione a Bruquin e' prevista per domenica 31. L'IWPS, che focalizza la sua attenzione sul monitoraggio delle lesioni dei diritti umani e sul sostegno alla resistenza comunitaria nonviolenta dell'area di Salfit, ha anche richiamato la nostra attenzione sul villaggio di Jitt (nel distretto di Salfit ma assai piu' vicino a Nablus) che sta andando incontro ad una sorte analoga in termini di abbattimento di case e requisizione di terre. In entrambi i villaggi la popolazione sta discutendo se e come mobilitare anche attivisti e attiviste israeliane. Dal breve dibattito tra di noi e' emerso un problema particolarmente grave, il mancato scambio di informazioni e strategie di resistenza tra i villaggi. La parcellizzazione del territorio e il blocco dei movimenti spesso fanno si che villaggi che distano meno di 10 Km non sappiano nulla gli uni degli altri. Forme di organizzione e resistenza sviluppate gia' da anni in un villaggio sono totalmente sconosciute negli altri. Pur con tutte le cautele necessarie forse potremmo pensare che uno dei nostri ruoli come internazionali, consista proprio nel fare circolare informazioni ed esperienze utilizzando il nostro maggiore grado di liberta' di movimento. Operazione Colomba e CPT, attivi nell'area di South-Hebron Hills, hanno lanciato un appello di presenza e interposizione nel villaggio di Susya, all'estremo sud del west bank, dove i pastori hanno deciso di provare a ricominciare a pascolare il bestiame nei pascoli vicini all'insediamento omonimo. Ta'ayush, CPT, Operazione Colomba e graditi ospiti cercheranno di proteggere i pastori e il bestiame in questo tentativo di ripapropriarsi delle proprie (gia' scarsissime) risorse. E' richiesta una presenza costante di almeno 5 persone (consapevoli dei rischi possibili). L'ultima parte del dibattito e' stata dedicata ad impressioni e previsioni legate al "ritiro da Gaza". Il timore diffuso tra tutte e tutti riguarda non solo le verosimili chiusure parziali e totali del West Bank, ma soprattutto il ritorno a casa, alla fine del periodo di sgombero, di quella parte piu' radicale e violenta di coloni che ora e' andata a Gaza. Se da piu' lati riscontriamo una diminuizione dei casi di violenza dei coloni dall'altro siamo coscienti che torneranno a casa probabilmente furiosi e frustrati.
Ancora due informazioni su iniziative presenti e future:
E' stato creato un network di gruppi locali palestinesi impegnati nella resistenza non violenta all'occupazione. I gruppi esprimeranno rappresentanti che si riuniranno periodicamente per coordinarsi, tentando tuttavia di non perdere la caratteristica "grassroot" del loro lavoro. Sempre sul tema nonviolenza, Operazione Colomba ha lanciato la proposta di un "autotraining", un momento di scambio e condivisione delle nostre competenze e esperienze nella formazione all'azione diretta e alla difesa non violenta. Mentre l'acqua della pasta bolliva i discorsi si sono diffusi in mille rivoli, anche di riflessione critica sulla nostra presenza e sulla sovraesposizione (rispetto ad altre aree del mondo, non certo rispetto alla gravita') di questa area in termini di attenzione e presenza di attiviste e attivisti internazionali. Rispetto a questa presenza puo' infatti sorgere il dubbio su perche' proprio qui, e soprattutto con quali strumenti di analisi, con quale consapevolezza degli elementi "globali" del problema. Pur nel rispetto della serieta' del lavoro di quei gruppi che privilegiano volontari di breve termine, il discorso si e' centrato sui rischi di un "turismo militante", opposto al tentativo di radicarsi nel territorio da un lato, ma soprattutto al sapere ricollegare la lotta di resistenza contro l'occupazione israeliana della Palestina, alle lotte che tutte e tutti dovremmo sapere e volere portare avanti anche nei nostri paesi, evitando di trasformare la nostra presenza qui in una "militante domenica della vita". Il prossimo incontro e' stato stabilito per il 24 Agosto a Ramallah, ospiti dell'ISM.
Dopo pranzo siamo uscite con C. di Operazione Colomba per un giro ad Aboud.
Aboud e' un'antico insediamento cristiano. Oggi il villaggio e' abitato sia dalla comunita' cristiana sia da quella mussulmana, che convivono nel rispetto reciproco nonostante alcune frizioni tra i giovani dei due gruppi. Il villaggio ha vissuto a lungo del commercio legato al turismo dei pellegrinaggi. Anche i rapporti con le vicine colonie sono stati a lungo distesi, con i coloni che venivano a fare spese nel villaggio e gli abitanti che potevano coltivare i propri campi nei pressi della colonia. Tutto cio' e' stato spazzato via dall'inizio della seconda Intifada. Oggi il villaggio e' penalizzato dall'occupazione militare soprattutto in termini economici e di blocco dei movimenti. Nel 2001, in seguito all'uccisione di un colono da parte di ignoti nei pressi di Aboud, per punizione 3500 alberi di ulivo sono stati sradicati. Nel 2002 un abitante del villaggio ha compituto un attentato suicida a Gerusalemme uccidendo civili israeliani. In seguiro a cio' le strade di collegamento sono state tutte bloccate. Fino a poco tempo fa il blocco era totale e ad Aboud si arrivava solo a piedi, ora una strada delle quattro e' stata riaperta, ma la presenza di un check point rende comunque incerta ed arbitraria la possibilita' di movimento. Circa un anno fa la presenza militare ha iniziato a farsi sempre piu' pesante e provocatoria, spesso i soldati entrano e girano in jeep, fino a che gruppi di ragazzini non ingaggiano scontri di pietre contro pallottole. Anche di notte i militari entrano senza motivo nelle case degli abitanti servendosi di telefono e frigo e poi andandosene. Al momento il previsto tracciato del muro (che dista di 6 Km dalla linee verde) sfiora i bordi del paese espropriando larga parte delle terre coltivate e isolandolo non solo dai suoi siti archeologici (gia' parzialmente distrutti dall'esercito nel 2002) ma anche dalla cisterna di acqua che serve tanto Aboud quanto le colonie, attingendo ad un pozzo sotto il villaggio stesso. Aboud sara' separata dalla stessa acqua estratta nel suo territorio ma convogliata oltre il muro ad uso dei coloni. Nell'agosto 2004 Operazione Colomba ha iniziato la sua presenza permanente in paese, monitorando la situazione, collaborando con la comunita', cercando di interagire con i soldati occupanti, portando avanti azioni di informazione e sensibilizzazione in Italia.
Ruby
Presidio di pace a Nablus - http://assopace.blog.tiscali.it/
Associazione per la Pace - www.assopace.org