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Caracas FSM 2006 - DEMOCRATIZZARE LA COMUNICAZIONE



Caracas FSM 2006 - Speciale Itaca
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La lotta mediatica è questione di sopravvivenza
DEMOCRATIZZARE LA COMUNICAZIONE

Caracas, Plenaria sui media: sottoscritto un manifesto per rompere
l'egemonia dei grandi gruppi mediatici e lottare per la democratizzazione
della comunicazione attraverso la valorizzazione dei media alternativi.


I giornalisti presenti al grande dibattito sulla Stampa al VI Forum Sociale
Mondiale di Caracas hanno sottoscritto e lanciato un manifesto, invitando i
professionisti dell'informazione a rompere l'egemonia dei grandi gruppi
mediatici ed a lottare per la democratizzazione della comunicazione
attraverso la valorizzazione dei media alternativi.

Il direttore dell'Agenzia Cubana 'Prensa Latina', Frank Alvarez, ha detto
che soltanto cinque grandi gruppi economici controllano più del 60%
dell'informazione nel mondo. "Potete trovare i monopoli dell'informazione
anche a livello regionale, ad esempio Televisa in Messico o Cisneros in
Venezuela -ha dichiarato Alvarez-. Nonostante la apparente competizione fra
di loro, è normale che i grandi gruppi mediatici facciano ricorso
unitamente ad associazioni e investimenti".

"La fusione di America On Line e Time Warner -ha proseguito Alvarez- sono
state un affare fantastico. La prima ha ottenuto un profitto di 163 milioni
di dollari e la seconda di 137 milioni. Tutto per poter ancora moltiplicare
gli utili sulle coscienze di milioni di esseri umani e farla finita con
stili di vita e opinioni diverse, perché vogliono farci consumare la loro
maniera di vivere. È urgente e necessario che il giornalismo faccia marcia
indietro e torni alla sua 'funzione sociale'. Il giornalismo non deve farsi
condizionare dalla finalità di lucro, che intende l'informazione solamente
come una merce".

È emersa quindi dalla plenaria, in maniera chiara e netta, una linea
politica di democratizzazione dell'informazione come obiettivo
fondamentale. La meta è da raggiungere grazie e attraverso l'azione dei
media alternativi e degli altri mezzi di informazione solidali con lo scopo
dell'azione. Non si parte da zero perché l'America Latina ha iniziato da
tempo un movimento simile.

Il primo Foro Social de las Américas, realizzato in Equador nel 2004, aveva
visto l'unione di 8 reti continentali di comunicazione come ADITAL, ALER,
AMARC, APC, ALAL, OCLACC e WACC, che approvarono proposte di azioni comuni
per creare un movimento destinato a coinvolgere istituzioni e soggetti
politici interessati alla questione dei diritti nell'ambito
dell'informazione.

Fenando Rojas, della rete continentale formata dalle grandi reti latino
americane, ha affermato che è arrivato il momento di concretizzare
l'accordo attraverso la creazione di diverse modalità, secondo le necessità
sorte in ognuna delle regioni coinvolte, senza burocrazia internazionale di
nessun tipo.

"Abbiamo chiesto la collaborazione di esperti -ha sottolineato Rojas- e
possiamo affermare che il recupero delle tradizioni e lo sguardo
introspettivo sulla realtà sudamericana sono le chiavi per la costruzione
di mezzi alternativi veramente efficaci per la formazione di una coscienza
critica della cittadinanza. Ciò si traduce nella possibilità di dare ai
popoli i poteri che oggi non hanno e collaborare per far sì che siano
padroni del loro destino".

L'uruguayo Aram Aharonian, direttore di Telesur, una nuova rete
multinazionale televisiva del Sud America, ha detto che Telesur è sorta
come alternativa alla quantità di informazione, pubblicità e cultura di
massa omologata che 3500 canali di tv via cavo (cable channels),
controllati dal Nord del mondo, inviano verso il Sud forzando anche le
televisioni, radio e stampa commerciali locali a diventare semplici loro
ripetitori.

Aharonian ha sottolineato la questione della qualità. "Per ottenere un
profilo alternativo influente è necessario impostare una proposta
comunicativa allo stesso livello di qualità tecnica dei nostri avversati
colonizzatori e superarli molto di più nel contenuto. La gente del Nord ci
vede in bianco e nero, mentre siamo un continente pieno di colori, diverso
e pluralista. Telesur è una dimostrazione che possiamo gestire mezzi
televisivi di massa e lo faremo per la sovranità dei nostri popoli. Questo
è solo l'inizio".


Alberto Chicayban e Fabio Della Pietra
Ufficio stampa
Cooperativa Itaca - Pordenone
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