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Re: Se vuoi la pace chiedi che la federazione europea adotti l'art. 11



Caro Enrico, è chiaro a tutti che l'Europa non ha incluso il ripudio della guerra cosiccome è palese che non esiste ancora una democrazia europea compiuta ovvero un'Europa federale. Uno dei motivi per cui il ripudio della guerra non è stato inserito nella costituzione (nonostante l'emendamento presentato da Paciotti-Spini) deriva anche dal fatto che durante il periodo in cui la convenzione europea ha avuto il compito di scrivere la bozza di trattato costituzionale non abbiamo fatto abbastanza pressione sui convenzionali per l'inclusione dello stesso nella costituzione nonostante la campagna "L'Europa ripudia la guerra" (http://www.tavoladellapace.org/newsa.asp?codice=50) e vari altri appelli come "Mai più guerre in Europa, mai più guerre nel mondo" (http://www.mfe.it/pace/) rivolti alla Convenzione. Ed anche i governi non sono stati in grado, o non hanno voluto, ascoltare la voce del popolo della pace. Il nostro in particolare invece di sostenere l'inserimento dell'articolo 11 nella costituzione europea ha presentato un emendamento per cancellare il modello federale dall'articolo 1 e la pace tra i valori fondamentali negli articoli 2 e 3. L'emendamento è stato presentato da Gianfranco Fini, rappresentante del governo italiano in convenzione, due giorni dopo le grandi manifestazioni contro la guerra del 15 febbraio 2003. L'Italia, se vuole essere fedele alla sua costituzione e in particolare all'articolo 11, deve battersi per affermare il ripudio della guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali e contemporaneamente lavorare per affermare il diritto e la giustizia a livello internazionale tramite la costruzione della democrazia sovranazionale a partire dal livello a noi più vicino ovvero l'Europa. Le due richieste vanno di pari passo. Ecco perchè la richiesta di una federazione europea che ripudia la guerra dovrebbe essere una priorità politica del movimento per la pace. E' un impegno che deve essere richiesto al governo Prodi per ribaltare l'azione politica del precedente governo intrisa di antieuropeismo che lo ha portato a prendere una posizione chiara contro l'Europa federale e contro l'inserimento della pace tra i valori fondanti l'Europa. Quindi, come dici anche tu Enrico, chiediamo "una federazione europea che adotti il nostro articolo 11". Nicola Vallinoto


Enrico Peyretti Scrive:
Avresti anche ragione, caro Nicola, ma è un fatto che l'Europa non ha
incluso il chiaro ripudio della guerra - chiaro come nel nostro art. 11 -
nei suoi tentativi di costituzione, e che l'Onu - la cui esistenza e Carta
va difesa strenuamente - è ora fiacchissima di fronte alle arroganze
belliche dell'impero, e non reagisce neppure nella persona del Segretario e
nelle parole, che questi dovrebbe dire al mondo senza timidezza, di condanna
della politica di guerra. L'Onu, vedi preambolo, è sorta per l'abolizione
della guerra, non per autorizzarla ai potenti. Perciò, l'Italia deve vantare
di fronte a tutti e proporre sopra tutte le politiche il principio dell'art.
11, il più avanzato in umanità e giustizia. Nessuna collaborazione
internazionale che non sia in linea perfetta con esso è costituzionale per
l'Italia.
Enrico Peyretti

----- Original Message ----- From: "Nicola" <nicola.vallinoto at eculture.org>
To: <pace at peacelink.it>
Sent: Tuesday, May 23, 2006 11:33 AM
Subject: Se vuoi la pace chiedi la federazione europea

"Se vuoi la pace chiedi la federazione europea": lettera aperta al
movimento
per la pace
Ho letto con molta attenzione l'appello per il 2 giugno "La politica
prenda
il posto delle armi" e l'appello al nuovo Parlamento per la pace e la
difesa
dell'articolo 11 della Costituzione (di Zanotelli, Strada, Ciotti,
Dell'Olio).
In entrambi è stato fatto riferimento alla Costituzione italiana e, in
particolare, al suo articolo 11.
Di questo articolo, di fondamentale importanza per chi ama la pace, viene
ripresa solo la prima parte: quella sul ripudio della guerra.
In realtà l'articolo 11, nella sua interezza, prevede che l'Italia, in
condizioni di parità con gli altri Stati, debba consentire alle
limitazioni
di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la
giustizia fra le Nazioni; ed in tal senso promuove e favorisce le
organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Questa seconda parte è direttamente legata all'impegno dell'Italia per la
pace e la giustizia tramite la costruzione di un sistema internazionale di
diritto e di democrazia cosmopoliti superando la divisione politica in
stati
nazionali sovrani: a partire dall'Unione europea per arrivare fino alle
Nazioni Unite.
Chi vuole costruire la pace non può accontentarsi di chiedere al governo
italiano il ritiro delle truppe dall'Iraq. E' un passo necessario ma non
elimina le vere cause della guerra nel mondo.
La pace è un bene comune dell'umanità intera e non può essere garantita da
un sistema internazionale fondato sulla sovranità degli stati nazionali.
La
divisione dell'Europa in Stati nazionali sovrani è stata la causa delle
due
guerre mondiali nel secolo appena passato e solo il suo superamento verso
una federazione continentale può fornire all'Europa lo strumento politico
per garantire la pace e per opporsi agli unilateralismi dei governi e
delle
multinazionali.
L'esempio di come sia impotente l'attuale Europa 'disunita' di fronte alle
tragedie del mondo ci è stato fornito dalla guerra all'Iraq. La decisione
unilaterale americana di intervenire nel paese iracheno non è stata
bloccata
dalle posizioni contrarie di paesi europei importanti come la Francia e la
Germania. E neanche dal popolo della pace che ha portato in centinaia di
piazze e di strade in Europa e nel mondo milioni di persone a manifestare
contro la guerra.
L'Europa unita politicamente non esiste. E non esiste una politica estera
europea comune bensì esistono 25 politiche estere nazionali contrapposte
che, alla fine, si annullano vicendevolmente lasciando agli Usa il potere
di
decidere unilateralmente, e male, le sorti dell'intero pianeta. Se si
desidera un'Europa incapace di agire per la pace nel mondo basta lasciare
le
cose come stanno. La via della decadenza europea può anche essere una
scelta
ponderata. L'importante è esserne consapevoli.
Chi ama veramente la pace deve rilanciare il progetto politico delineato
nel
"Manifesto per un'Europa libera e unita" da un gruppo di antifascisti in
confino nell'isola di Ventotene, nel 1941, come alternativa alle guerre e
ai
nazionalismi. Chi vuole la pace chieda la federazione europea.
Nicola Vallinoto,
Movimento federalista europeo
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