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Quindici domande a Abraham Yehoshua, coscienza critica di Israele, a Torino al teatro Carignano il 30 novembre 2006 alle ore 18 per parlare di "Etica e letteratura" (fp)



A Torino il 30 novembre 2006, a partire dalle 17.30,  saranno distribuite, davanti al Teatro Carignano (Piazza Carignano), ai partecipanti alla conferenza di Abraham Yehoshua, 15 domande.

 

Le 15 domande saranno poi consegnate in inglese al famoso scrittore, definito da La Stampa di Torino “coscienza critica di Israele”.

 

In Piazza Carignano donne e uomini, negli spazi illuminati dalle Cosmometrie di Mario Airó, indosseranno i sudari opera di Piero Gilardi.

 

In silenzio, immersi nella dimensione del lutto.

 

Cosmometrie nasce da quello che l'artista stesso definisce un "vagabondare”, inteso come l'esperienza di qualcuno che si muove e parla attraverso le cose che incontra, evitando qualsiasi tipo di chiusura intellettuale e formale.

 

Quarantadue disegni di Giordano Bruno, tratti dal libro “Articuli 160 adversus mathematicos”, sono proiettati sulla pavimentazione della piazza, coprendola quasi fossero dei tappeti in una Moschea.

La produzione grafica di Giordano Bruno è qui ripresa dall’artista per sottolineare il valore conoscitivo delle immagini.

 

ISM-Italia

 

 Quindici domande a Abraham Yehoshua

 

Avraham Yehoshua  sarà a Torino giovedì 30 novembre 2006 alle ore 18  al Teatro Carignano. Per i “Nove Maestri” Yehoshua tratterà il tema “Etica e letteratura”.

“Romanziere, saggista autore di racconti e di opere teatrali, coscienza critica di Israele” così lo presenta la Stampa al pubblico torinese (1).

 

Avraham Yehoshua coscienza critica di Israele?

Con Amos Oz e David Grossman, Avraham Yehoshua forma un apprezzato trio di “scrittori pacifisti”.

Il trio ha un riscontro mediatico di tutto rilievo, articoli e interviste sui maggiori quotidiani internazionali, apparizioni in tv, inviti per conferenze, premi.

All’inizio della guerra del Libano Grossman si è immediatamente schierato insieme a Yehoshua e Oz a favore della guerra (2), poi il 6 agosto il trio OzGrossmanYehoshua  (OGY) ha chiesto il cessate  il fuoco (3). Immediato e vastissimo anche in questo caso l’eco mediatico mondiale.

 

Ma in Israele non tutti sono d’accordo sullo spessore della coscienza critica di OGY.

Dalle colonne di Haaretz Tom Segev ha preso in giro il “pacifismo prêt-à-porter” del trio letterario (4), che sarebbero solo sofisticati megafoni del potere, in servizio permanente effettivo (5) (“I tre scrittori hanno preparato il loro appello  come se stessero lavorando nell’ufficio legale del Ministero degli Esteri”).

Nel passato altri, ad esempio Itzhak Laor,  avevano già messo in dubbio la trasparenza della loro coscienza critica.

 

Qualche domanda d’obbligo all’illustre scrittore:

 

Qual è il suo parere sulla pulizia etnica dei Palestinesi iniziata nel 1947 e che prosegue, nel silenzio e nella complicità degli intellettuali israeliani, con qualche rara eccezione come quella di Ilan Pappe (6)?  

 

Qual è il suo parere sul diritto al ritorno dei profughi?

 

Quale è l’obiettivo politico di una occupazione militare, capace di ogni violazione dei diritti umani, che dura da 40 anni?

 

La striscia di Gaza non è forse un lager, o se preferisce un gulag, a cielo aperto?

 

Era proprio necessario distruggere la centrale elettrica nella striscia di Gaza? O forse questo crimine è il frutto di un suo suggerimento? “If there is shooting at Ashkelon, there is no electricity in Gaza."(“Se qualcuno spara contro Ashkelon, non ci sarà elettricità a Gaza”), Abraham Yehoshua a Ari Shavit (7).

 

Il 40% delle colonie è stato costruito su terre di proprietà araba. Non è un furto di stato? Private Palestinian land accounts for 40% of land used for settlements” (“il 40% della terra usata per le colonie  risulta essere proprietà privata dei palestinesi”) (8).

 

Perché Lei che si attribuisce il merito di aver proposto la costruzione del Muro secondo la linea verde, non ha iniziato uno sciopero della fame, dai risvolti mediatici facilmente immaginabili e quindi determinante sulla volontà dell’uomo di pace allora al governo di Israele, quando il percorso è stato definito in modo diverso?

 

Gli abitanti di Qalqilia hanno solo un cancello, aperto a discrezione dai soldati israeliani, per poter uscire dalla città. Non crede che sia un crimine contro l’umanità?

 

Dove vuole andare Israele, ormai sull’orlo del precipizio secondo Michel Warschawski, investendo in armi nanotecnologiche come dichiarato da Shimon Peres  (9), armi delle quali è iniziata la sperimentazione in Libano e nella striscia di Gaza?

 

Gideon Levy ha chiesto alla società israeliana  (10):

“MA NOI VOGLIAMO VERAMENTE LA PACE?”

“And above it all hovers the horrible question: Do we really want peace? Do we really want to live in a just and sympathetic country? Or is the sad truth that the greed for territory and power has blinded and deafened us so that we are no longer able even to ask?”  Lei ha una risposta?

 

Amira Hass ha chiesto alla società israeliana  (11):

“MA VOI POTETE VERAMENTE NON VEDERE?”

“Could it be that you do not know what is happening 15 minutes from your faculties and offices? Machsom Watch's site is available for all; in it are countless such testimonies and worse, a day by day routine. But it cannot be that those who are appalled over every swastika painted on a Jewish grave in France and over every anti-Semitic headline in a Spanish local newspaper will not know how to reach this information, and will not be appalled and outraged.” Lei ha una risposta?

 

Un editoriale di Haaretz (12) ha sostenuto che il sequestro di ministri e di parlamentari dell’ANP non è un atto di uno stato ma di una gang. (But this is not merely faulty reasoning; arresting people to use as bargaining chips is the act of a gang, not of a state.)  Lei è dello stesso parere?

 

Che ne pensa della nomina al ministero delle minacce strategiche del signor Avigdor Lieberman, un fascista a dir poco, sempre secondo Haaretz?

 

Ze'ev Maoz ha scritto su Haaretz il 25-7-2006, “La moralità non è dalla nostra parte”.

Lei è dello stesso parere?

 

Lei è stato definito una coscienza critica di Israele.

La sua coscienza critica ha qualche dubbio in proposito?

 

 

ISM-Italia, Torino 30 novembre 2006          

 

  1. La Stampa, 25 novembre 2006, TO7 pag 41

2.      La Repubblica, 2006 07 14  Tutte le ragioni di Gerusalemme di DAVID GROSSMAN

  1. Corsera, 2006 08 07 "Inutili ulteriori sofferenze e spargimenti di sangue per il raggiungimento di obiettivi impossibili" - L'appello: tre scrittori israeliani chiedono il cessate il fuoco di DAVID GROSSMAN, A. B. YEHOSHUA e AMOS OZ

4.      Haaretz, 2006 08 11 Someone to fight with by Tom Segev

5.      “The three writers worded their ad as though they were working in the legal department of the Foreign Ministry”, Tom Segev

  1. The Ethnic Cleansing of Palestine (La pulizia etnica della Palestina), Ilan Pappe, Oneworld 2006

7.      Haaretz, 2004 03 04 A nation that knows no bounds By Ari Shavit

8.      Breaking the Law in the West Bank - The Private Land Report - Nov. 2006, Dror Etkes and Hagit Ofran, This report by the Peace Now Settlement Watch Team

9.      Upgrading war, privatizing peace, by Shimon Peres Haaretz 31 08 06

10.  No longer asking by Gideon Levy Haaretz 2006 06 18

11.  Can you really not see? by Amira Hass Haaretz, 30/08/2006

12.  The government is losing its reason, Haaretz Editorial 30/06/2006

 

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