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01/12 Pordenone: Paolo Barnard per presentare "Perché ci odiano"



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Comunicato Stampa - con preghiera di pubblicazione e diffusione

*Venerdì sera a Pordenone, presentazione del libro "Perché ci odiano",
di Paolo Barnard*

Venerdì 1° dicembre, alle ore 20.30, presso il ridotto del Teatro Verdi,
il giornalista Paolo Barnard (co-fondatore della trasmissione Report)
presenterà il suo libro "Perché ci odiano" (ed. BUR), frutto di un lungo
lavoro d'inchiesta, che documenta come siano proprio i paesi che si sono
posti alla guida della "guerra al Terrorismo" quelli che più spesso e da
più tempo hanno usato (direttamente o indirettamente) l'arma del
terrorismo.

Prima dell'incontro, Barnard sarà ospite in studio al TG di TelePN,
mentre la mattina successiva, parteciperà ad un dibattito organizzato
dagli studenti del liceo Majorana.

*Barnard è inoltre disponibile per rilasciare eventuali interviste*
ai giornali locali. Chi fosse interessato, può chiamare il numero
349/2200890 per fissare un appuntamento.

Di seguito, trovate la scheda di presentazione del libro e dell'autore,
nonché il testo del volantino con cui è stato pubblicizzato l'incontro.

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*Se vogliamo sconfiggere il terrorismo dobbiamo smettere di essere
terroristi. E fermare Stati Uniti, Israele, Gran Bretagna, Russia. Le
prove, le storie e i documenti. Con un contributo di Giorgio Forconi
sulla Cecenia.*

/Potrei chiamarli terroristi perché vengono nei nostri Paesi con il loro
potere grande e fanno queste cose e le fanno in tutto il mondo. Ma per
me sono semplicemente degli assassini./
Rufina Amaya, unica sopravvissuta di 1200 contadini massacrati in
Salvador da terroristi addestrati e armati dagli americani, e mai
puniti.

Le menzogne uccidono. Ci sono le prove, le testimonianze, i documenti.
Basta cercare. È quello che ha fatto l'autore di questo libro
utilizzando fonti "non sospette", spesso Top Secret: cioè quelle
ufficiali americane, inglesi, israeliane che dimostrano come il
terrorismo occidentale, ben prima di Bin Laden e su scala assai
maggiore, sia stata l'arma principale di questi Paesi per imporre un
ordine mondiale fondato sulla sopraffazione e la violenza.

Da decenni. Da quando i sionisti e gli israeliani in Palestina, gli
americani e gli inglesi in Medioriente, Indonesia, Africa e America
Latina, con l'aggiunta della Russia in Cecenia, si sono resi
responsabili di immani massacri, pulizie etniche, attentati, assassini e
repressioni. Milioni di innocenti perseguitati, torturati e ammazzati da
quelli che oggi guidano la "Guerra al Terrorismo". Crimini rimasti non
solo impuniti, ma spesso spacciati come giusta difesa del "mondo libero"
occidentale, e che sono la vera fonte dell'odio dei fanatici che oggi ci
attaccano.

Paolo Barnard è stato corrispondente dall'estero collaborando con i
maggiori quotidiani italiani. Ha realizzato per la trasmissione "Report"
(Rai 3) inchieste dedicate alla globalizzazione, al terrorismo
internazionale, alla new economy. Attualmente collabora con Rai
Educational. Ha curato per la Bur il libro di Bartoccioni, Bonadonna e
Sartori, Dall'altra parte.

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E se qualche motivo ce l'avessero, per odiarci?

Da Gaza a Kabul, il Medio Oriente è in fiamme: ogni giorno, notizie di
morte. Dopo cinque anni di Guerra al Terrorismo, il terrorismo è più
forte che mai. Cos'è che non funziona? Si fa presto a dare tutta la
colpa al fondamentalismo islamico, che non accetta la democrazia e la
libertà occidentali. Ma siamo sicuri che sia così?

In guerra, è pericoloso porsi troppe domande. Si rischia di essere
accusati di tradimento e "intelligenza con il nemico". Ma non porsi
domande è ancor più pericoloso, perché significa restare prigionieri di
una spirale di violenze ed odio che non riguarda solo gli altri, ma può
coinvolgere ciascuno di noi. Se vogliamo sconfiggere il terrorismo,
dobbiamo per prima cosa capire da dove nasce e come viene alimentato.

È quello che ha cercato di fare Paolo Barnard, con il suo libro "Perché
ci odiano", ripercorrendo la storia degli ultimi decenni: ne viene fuori
un quadro molto diverso da quello che ci viene abitualmente presentato,
dove sono proprio i paesi oggi alla guida della "Guerra al Terrorismo"
(Usa, Israele e Regno Unito) quelli che - ben prima dell'entrata in
scena di Bin Laden e su scala molto maggiore - hanno scientemente
utilizzato il terrorismo per imporre il loro "ordine mondiale".

A dire queste cose, si passa immediatamente per antisemiti o
antiamericani. Ma Barnard non ci sta: per evitare di essere accusato di
faziosità, ha affidato la sua denuncia interamente a fonti "non
sospette", utilizzando solo documenti ufficiali statunitensi, israeliani
ed inglesi, con i quali dimostra che gli immani massacri, pulizie
etniche, attentati, assassini e repressioni, di cui quei paesi si sono
resi responsabili in Medioriente, Indonesia, Africa e America Latina non
sono incidenti di percorso ma il frutto di una strategia pianificata a
tavolino.

Di fronte a questi crimini rimasti sempre impuniti, come stupirci se la
risposta delle vittime si affida all'odio e al fanatismo? Soprattutto,
come pensare che allungando di giorno in giorno la lista dei crimini, si
possa sconfiggere quell'odio e quel fanatismo?

Comitato "Vialebombe" - Rdb/CUB - Comitato Unitario Contro Aviano 2000 -
Iniziativa libertaria - Beati i Costruttori di Pace - Coordinamento No
Global Pordenone - COBAS Comitati di base della Scuola - Partito della
Rifondazione Comunista - Sinistra Europea
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