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Opera, Alabama



Non è esattamente il miglior modo per augurare un buon anno, ma non è
possibile tacere sui gravi fatti di Opera, vicino Milano.
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La cinquantunesima stella. L'Italia comincia a somigliare all'Alabama
anche nel linciaggio. Quel che è avvenuto ad Opera nel 2006 - data
storica, da segnare - è infatti assolutamente identico a quel che
succedeva in quel Paese intorno al 1906: i paesani che si riuniscono
con le torce, le urla, le grida, i pochi uomini dello sceriffo messi
in fuga e la folla che si dirige vociando verso l'accampamento dei
negri e lo mette a fuoco. Certo, da noi è una novità e fa ancora
impressione: ma in capo a qualche anno, com'è successo in America, ci
saremo abituati.

Se si brucia una bandiera israeliana intervengono le massime autorità
a ricordare Auschwitz e a (giustamente) condannare l'antisemitismo. Se
si brucia un'intera tendopoli di zingari, al massimo è un episodio di
cronaca: nè Prodi nè Napolitano ritengono di dover andare sul posto a
dir qualcosa. Eppure, Hitler non ammazzava solo gli ebrei. Anche
quello degli zingari è stato un Olocausto.

Leghisti, ex-fascisti di Aenne e fascisti doc di Forza Nuova si sono
divisi fraternamente il compito di portare torce e benzina e di
appiccare il fuoco. Ognuno con una sua logica precisa. Per i leghisti
il problema principale è di far dimenticare all'operaio lombardo com'è
che è diventato disoccupato. La Lombardia era terra di fabbriche e di
diritti, di operai civili e produttori. E organizzati fra loro: non
era facile, prima della Lega, mettere i piedi in faccia all'operaio
lombardo.

Questo agli industriali non stava bene. Hanno preso le fabbriche e le
hanno portate in posti più tranquilli. E contemporaneamente hanno
cominciato a fare un gran polverone sul fatto che le disgrazie degli
operai venivano dai meridionali, dai marocchini, dai cinesi, da tutti
fuorché da loro. Che nel frattempo delocalizzavano quatti quatti.
Il compito della Lega, in tutta questa operazione, è stato di fare da
vaselina. E anche la caccia agli zingari va bene, purché non si pensi
alle fabbriche volate via.

Fascisti ex e fascisti doc la caccia agli zingari l'hanno sempre
fatta, e non c'è alcuna ragione per cui non vogliano farla anche ora.
Quella agli ebrei l'hanno dovuta smettere perché ora gli ebrei, bene o
male, sono armati. Ma non c'è uno Stato di Zingaria a cui render
conto. Perciò, caccia aperta con la benzina e i bidoni.

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Fonte: La Catena di San Libero - 29 dicembre 2006 n. 349