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Nostra risposta a Cindy Sheehan



Di seguito la nostra risposta alle dimissioni di Cindy Sheehan.

U.S. Citizens for Peace & Justice - Rome
info at peaceandjustice.it
http://www.peaceandjustice.it

Come cittadini statunitensi apprendiamo con profondo dispiacere la notizia
delle dimissioni di Cindy Sheehan dal movimento contro la guerra.
Abbiamo avuto occasione di conoscerla durante i suoi viaggi in Italia e
l´abbiamo seguita e sostenuta, anche se da lontano, nel suo impegno
contro questa guerra ignobile e nella sua lotta per promuovere un vero
cambiamento nel nostro paese.

Con il suo messaggio chiaro e semplice, ma altrettanto forte, Cindy ha
portato la gente comune a scendere nelle strade. Ha dato coraggio ai
familiari dei militari e ai militari stessi di rompere il muro di
silenzio.  Per più
di due anni ha viaggiato attraverso tutti gli Stati Uniti e in tutto il
mondo
portando il suo messaggio di pace. Ha partecipato a innumerevoli incontri,
dibattiti, fiaccolate, proteste, manifestazioni e atti di disobbidienza
civile. Il
tutto con il dolore di una madre che ha perso il figlio in Iraq.

È del tutto comprensibile, dunque, la sua stanchezza. Come anche la sua
delusione di fronte ad un Congresso a maggioranza democratica che
continua a finanziare una guerra che è già costata le vite di tanti
statunitensi e tantissimi iracheni, che non rispetta la volontà della
gente che
l´ha votata, che cede alle politiche di un presidente che sta solo al 28%
nei
sondaggi.

Ci dispiace della decisione di Cindy, ma siamo comunque consapevoli e
riconoscenti del suo contributo al movimento. L´importanza di quanto da
lei
fatto è testimoniata in numerosi siti, blog, forum e mailing list
inondati da
messaggi di sostegno e di gratitudine, anche da tutto il mondo, insieme
alle
promesse di continuare a portare avanti il suo lavoro con maggiore
determinazione.

Ed è quello che anche noi staunitensi di Roma intendiamo fare. Perché
siamo convinti che cambiare si può. È tutto merito del movimento pacifista
il recente voto alla Camera per il ritiro dall´Iraq entro 90 giorni, che
non è
passato ma ha visto ben 169 democratici e 2 repubblicani votare a favore.
Inoltre il voto che ha tanto deluso Cindy Sheehan, e tutti noi, sul
finanziamento per continuare la guerra, ha comunque visto 140 deputati e
14 senatori votare contro. Sono risultati inimmaginabili un anno fa.

La sfida continua, e il lavoro che ci aspetta è lungo e duro. Ci vorrà
tanto
impegno e perciò dobbiamo gustare ogni vittoria per poter tirar avanti.
Vogliamo prendere la lettera di Cindy, per quanto triste, non come una
sconfitta ma come una chiamata all´azione. Cindy ha già dato tanto. Come
dice lei stessa alla fine della sua lettera, ora tocca a noi.

Statunitensi per la pace e la giustizia, Roma