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Comunicato stampa - IRAQ: IL SINDACATO DI SETTORE MINACCIA SCIOPERO EXPORT PETROLIFERO










COMUNICATO STAMPA



Iraq – Bassora -   La Federazione Irachena dei Sindacati del Petrolio
(IFOU) minaccia sciopero e blocco dell’export di greggio -





Dopo le manifestazioni del 16 luglio tenutesi a Bassora e in altre località
del sud contro la legge su gas e petrolio e le dichiarazioni di
insoddisfazione della IFOU sulle trattative iniziate a giugno con il
governo, una lettera del Ministro del Petrolio - Hussein al-Sharistani -
indirizzata alla dirigenza della Southern Oil Company rialza la tensione e
la IFOU si dichiara pronta a uno sciopero ad oltranza che bloccherebbe la
distribuzione di greggio anche al fine dell’export.



La lettera del Ministro Sharistani invita la compagnia statale a non
trattare con la IFOU essendo la federazione fuori legge e la sua leadership
non rappresentativa.



Il Presidente della IFOU, Hassan Juma’a Awad, chiede al Premier al-Maliki
di esprimersi e nel caso confermasse la posizione del ministro, Awad si
dice pronto al blocco.



L’ illegittimità della IFOU dipende dall’unica legge rimasta in vigore del
passato regime. Legge che equipara tutti lavoratori pubblici a quelli
statali riconoscendo quindi un solo sindacato che rappresenta tutte le
categorie. Molte sono comunque le realtà sindacali nate in questi anni di
occupazione, ma questa è la prima volta che viene invocata con toni così
minacciosi.



Il Presidente Hassan Juma’a Awad, durante la sua recente visita in Italia
invitato dalla ‘Campagna Contro i Profitti di Guerra’, ha chiesto a
politici e sindacati incontrati di fare pressioni perché l’Iraq si doti di
una legge sulle libertà sindacali. Libertà riconosciute dalla Costituzione
che però rimanda ad una legge ordinaria mai presentata al parlamento.



Non è la prima volta che il governo iracheno cerca di zittire il più
potente sindacato iracheno (26.000 iscritti). A giugno, durante uno
sciopero, al-Maliki aveva ordinato all’esercito di arrestare la leadership
sindacale e di disperdere gli scioperanti. Il comandante si era rifiutato
di eseguire gli ordini obbligando di fatto al-Maliki ad aprire un tavolo di
trattativa.





Per informazioni – interviste - contatti



Paola Gasparoli

Responsabile Campagna Contro i Profitti di Guerra

Un Ponte per



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