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Proposte formnative



LA GESTIONE DEI CONFLITTI NEL GRUPPO SPORTIVO
SEMINARIO - San Nicolò (PC) - via XXV Aprile, 58 Ass. Sportiva TenNuoto
08 Settembre 2007
Responsabilità scientifica:
Daniele Novara, pedagogista e consulente, Direttore del Centro
Psicopedagogico per la Pace e la gestione dei conflitti di Piacenza
Progettazione e conduzione:

Massimo Ferrari, pedagogista consulente e istruttore scuola calcio del
Settore Giovanile Piacenza calcio
Lucia Castelli, pedagogista consulente Settore Giovanile Atalanta
Bergamasca Calcio e insegnante di educazione fisica
Premessa:
La nascita dei conflitti in ambito sportivo è all'ordine del giorno. A
pensarci bene si potrebbe dire che l'attività agonistica contiene il
conflitto nella sua stessa essenza. Nel concetto di agonismo è insita la
lotta per raggiungere la massima prestazione e superare l'avversario senza
danneggiarlo. Lo sport non è di per sé educativo. Dipende da come viene
proposto dagli adulti che educano attraverso questo potenziale strumento
formativo.
In un gruppo sportivo giovanile i conflitti possono sorgere in diverse
situazioni. Alcune aree critiche possono riguardare il rispetto delle
regole e la gestione tecnica e relazionale del gruppo/squadra.
Spesso si verifica la difficoltà, da parte di alcuni elementi del gruppo,
ad accettare le regole dettate dall'istruttore e dalla società sportiva o a
rispettare le norme durante i giochi.
Non sempre l'allenatore e l'insegnante possiedono le competenze
metodologiche, didattiche e relazionale per gestire il gruppo/squadra e/o i
singoli atleti.
La conduzione della squadra si complica quando ne fanno parte membri
proveniente da Paesi diversi.
La non chiarezza e la mancata condivisione degli obiettivi della società
sportiva, da parte di tutti i suoi componenti, inoltre, crea situazione
conflittuali, che se vengono gestite con superficialità e incompetenza
possono provocare delusioni, incomprensioni, abbandoni, cattive relazioni,
esclusioni, la rinuncia a praticare sport e così via.
I soggetti coinvolti nei conflitti posso essere gli allenatore, gli
insegnanti, i giocatori (bambini e ragazzi), i dirigenti, i genitori.
Come può l'operatore sportivo gestire i conflitti che si creano all'interno
dell'attività sportiva? Come può trasformare il conflitto in opportunità
relazionale? Come è possibile utilizzare lo sport per educare le giovani
generazioni alla convivenza civile?
Esiti:

1.Considerare i conflitti come dinamiche fisiologiche, che si sviluppano
all'interno dei gruppi sportivi ed essere pronti ad affrontarli,
cogliendone la ricchezza formativa
2.Aumentare le competenze metodologiche, relazionali e didattiche per
facilitare la gestione dei conflitti in ambito sportivo
3.Saper rielaborare i conflitti, trovando soluzioni personali
Contenuti:

*Analisi dei conflitti nello sport giovanile (esemplificazioni e testimonianze)
*La gestione dei conflitti fra i bambini durante i giochi (pratico in palestra)
*Strumenti didattici e strategie metodologiche che favoriscono la gestione
dei conflitti (pratico in palestra)
*La gestione del gruppo attraverso il sociogramma di Moreno (esercitazione)
Metodologia:
La giornata sarà condotta sia in termini seminariali (recupero e
rielaborazione delle esperienze dei partecipanti) sia attraverso
esercitazioni pratiche
Destinatari:
Allenatori, dirigenti di società sportive, insegnanti, educatori

Visto il carattere teorico-pratico del corso si consiglia di indossare un
abbigliamento sportivo (tuta e scarpette da ginnastica)
Numero partecipanti: minimo 12, massimo 25
Sede: San Nicolò (PC), via XXV Aprile, 58 Ass. Sportiva TenNuoto
Orari: 9.30 - 13.00 e 14.30 -18.00
Costo: ¤ 90.00 IVA inclusa, qualora dovuta
Ufficio Stampa
Centro Psicopedagogico per la pace e la gestione dei conflitti
Via Campagna 83  -  29100 Piacenza
tel. e fax 0523.498.594
<http://www.cppp.it/>

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<mailto:ufficio.stampa at cppp.it>ufficio.stampa at cppp.it

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