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Amnesty chiede al governo di Myanmar di garantire lo svolgimento delle manifestazioni pacifiche



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COMUNICATO STAMPA
CS99-2007

AMNESTY INTERNATIONAL CHIEDE AL GOVERNO DI MYANMAR DI GARANTIRE LO
SVOLGIMENTO DELLE MANIFESTAZIONI PACIFICHE

Le manifestazioni pacifiche in corso in Myanmar devono svolgersi senza
intimidazioni e impedimenti da parte delle autorita': e' quanto afferma la
Sezione Italiana di Amnesty International, preoccupata per i rischi di
possibili violazioni dei diritti umani in un contesto di forte e crescente
protesta sociale.

Le manifestazioni, che si stanno svolgendo da giorni nella capitale Yangon
e in altri centri del paese, hanno avuto inizio il 19 agosto a seguito
dell'improvvisa impennata del prezzo del carburante. Lo scorso mese, le
forze di sicurezza e i gruppi paramilitari legati al governo hanno
attaccato i dimostranti, almeno 150 dei quali sono stati arrestati.
Amnesty International sta verificando la loro attuale situazione.

Amnesty International denuncia da molti anni la situazione di sostanziale
negazione dei fondamentali diritti umani in Myanmar: Aung San Suu Kyi,
premio Nobel per la pace e leader della Lega nazionale per la democrazia,
e' privata della liberta' da 17 anni; le leggi in vigore criminalizzano
l'espressione pacifica del dissenso politico; gli arresti avvengono spesso
senza mandato e i detenuti sono costretti a trascorrere lunghi periodi
d'isolamento; la tortura e' praticata regolarmente nel corso degli
interrogatori; i processi nei confronti degli oppositori politici seguono
procedure non in linea col diritto internazionale e agli imputati viene
frequentemente negato il diritto a scegliere un avvocato, se non
addirittura ad averne uno.

Il Gruppo studentesco denominato 'Generazione 88' ha subito in questi mesi
una dura repressione. Molti suoi esponenti sono stati accusati di
'terrorismo e sovversione', sulla base della legge 5/96, che punisce la
pacifica espressione delle opinioni politiche.

Alla fine dello scorso anno, la maggior parte delle figure di primo piano
dell'opposizione erano in carcere o sottoposte a forme di detenzione
amministrativa e il numero dei prigionieri politici era salito a 1185.

FINE DEL COMUNICATO
Roma, 25 settembre 2007

Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia - Ufficio stampa
Tel. 06 4490224 - cell. 348-6974361, e-mail: press at amnesty.it



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