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Quando la morte entra a casa è SURPLUS



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Quando la morte entra a casa , riesci a dire parole impronunciabili o a
non
pronunciare più niente: "Il dolore giustifica ogni parola", l'ha detto
anche
un ministro della giustizia italiano.

La voglia di resistere alla morte entra anche quella a casa nostra, ma ci
viene tolta ogni giorno un po', mentre guardiamo la tv. A me spesso ha
fatto questo effetto. Vedi ingiustizie guerre e catastrofi, ti viene
voglia di
urlare e buttarti per la strada a protestare, poi di fatto chiami per la
cena la tua piccola famelica viziata tribù, se non sei sola. Se sei sola
può
anche andarti peggio, perchè l'incubo appena "visto" potrebbe
proseguire
nella notte e allora decidi che da domani è meglio sintonizzarsi su altri
canali.
Dico questo perchè in pochi giorni tanti come le dita della mano, ho visto
condensarsi tutti gli incubi della violenza e della repressione nel mondo
e
nel mio Paese e al contempo con una marcia, iniziata silenziosamente e a
piedi scalzi, riaprirsi la protesta, quella che chiamano nonviolenta e che
chiama la violenza e diventa lotta.

Dico questo perchè in pochi giorni tanti come le dita della mano, ho
sentito
un padre dire " Sono tutti assassini, Prodi e Berlusconi ...mio figlio
sta
morendo da soldato ma l'hanno mandato al macello ..dovevano scoprire se
le armi passavano di là, per fare contento Bush che commercia le armi".

Ho visto monaci buddisti che da sempre rifuggono dalla violenza e dalla
partecipazione diretta agli eventi terreni, rivolgere in basso la ciotola
quando l'offerta proveniva dal membro di una famiglia di militari o di
governanti, camminare scalzi, essere arrestati, incarcerati, morire.

Ho sentito di una ragazzina di 13 anni, violentata da due suppergiù della
stessa età, aver subito il furto del telefono cellulare e averlo riavuto,
dopo. L'ha raccontato in ospedale.

Ho visto anche più di cento monache buddiste , in tuniche rosa e i crani
rasati, protestare , a partire dal rincaro dei prezzi dei carburanti, che
hanno colpito indiscriminatamente la popolazione di uno degli Stati più
poveri al mondo, tanto che molti non hanno più nemmeno la possibilità di
prendere un autobus, il mezzo di trasporto più diffuso in città.

Ho visto le immagini di Aung San Suu Kyi - leader dell'opposizione e
Premio
Nobel per la pace, che ha trascorso 12 anni degli ultimi 18 agli arresti
domiciliari , l'abbiamo vista e poi non più.

Ho sentito che la Borsa di Tokyo il 27 settembre del 2007 ha chiuso oggi
gli
scambi in forte rialzo.
Ho sentito che oggi 28 settembre la Borsa di Tokyo ha chiuso oggi gli
scambi in ribasso.

Che le strade della protesta birmana sono calme, che i dieci morti devono
essere varie volte moltiplicati.

Che due che si erano innamorati in chat scoprono di essere marito e moglie
da anni, e divorziano. Successo in Bosnia.

Che una donna cinese ha ucciso il proprio fidanzato passandogli con un
bacio una pillola riempita con veleno per topi, perchè aveva parlato con
un'altra ragazza..

Che sono undici i palestinesi uccisi in 24 ore.

Che frattanto la giunta al potere nell'ex Birmania sembra aver fatto
tagliare l'accesso a Internet, nell'intento d'impedire la trasmissione
on
line di fotografie, video e persino semplici notizie su quanto sta
accadendo
nel Paese asiatico, unica fonte d'informazione all'esterno.

Che il ministro della Difesa a ottobre del 2006 esprimeva "La stessa
solidarietà verso gli alleati che ci preclude di ipotizzare exit strategy
nazionali unilaterali - ha detto - ci consente, anzi ci costringe, ad
esprimere la più netta riprovazione per le morti di civili innocenti a
seguito di bombardamenti da parte di forze dell'Isaf. Tutto ciò, assieme
al
più vivo rammarico, preoccupazione e solidarietà verso le famiglie delle
comunità colpite" erano stati sembra 70 morti in un giorno.
Nella giornata di ieri nello stesso Afghanistan, ne sono morti 170, ma
erano
Talebani.

Amnesty chiede il diritto di protestare pacificamente.

Ieri ho visto un documentario in Tv era SURPLUS di Eric Gandini. Me
l'hanno
fatto vedere i miei figli, un regalo per i miei 57 anni. C'è un certo
John
Zerzan, nel documentario del 2003, che afferma «distruggere banche e
vetrine non è violenza, è più violento stare a guardare Mtv ingurgitando
cibo stravaccati sul divano».

Credo che per cominciare a "vedere" occorre spegnere la luce, quella
artificiale.

Doriana Goracci