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Nel 2008 raddoppierà la spesa per le basi militari Usa nel mondo



di Antonio Mazzeo – Redazione Terrelibere.org

24/10/2007 - Ventuno miliardi e trecentotrentamilioni di dollari. È quanto richiesto al Congresso degli Stati Uniti dal Dipartimento della Difesa per i programmi di costruzione o ampliamento delle basi USA con il bilancio di previsione dell’anno fiscale 2008. L’ingente cifra che conferma le odierne strategie di proiezione globale delle forze armate statunitensi viene fuori dalla lettura del “Construction Programs 2008” presentato dall’Ufficio del Sottosegretario alla Difesa nel febbraio di quest’anno e consultabile in internet al sito www.dod.mil/comptroller. Il piano finanziario per le basi militari in patria e all’estero prevede in particolare una spesa di 8 miliardi e 391 milioni per le operazioni di “riallineamento e chiusura” avviato nel 2005 con la riduzione di piccole e dispendiosi infrastrutture e la concentrazione di comandi e reparti in “grandi basi operative”. Altri 8 miliardi e 648 milioni dovrebbero essere destinati alle “principali costruzioni”, metà dei quali di proprietà dell’US Army, ed ilo resto per l’ampliamento e il miglioramento delle basi della Marina e dell’Aeronautica. Duecento milioni di dollari andranno invece al “programma di investimenti per la sicurezza in ambito NATO”. A conferma delle finalità prettamente operative del potenziamento infrastrutturale delle basi le scarse risorse destinate di contro al “Family Housing”, alla costruzione cioè di alloggi per il personale militare e familiari al seguito: 171 milioni di dollari. Per ciò che riguarda invece le aree d’intervento finanziario, le richieste del Dipartimento della Difesa per il prossimo anno sono di 5 miliardi e 510 milioni per basi vecchie e nuove negli Stati Uniti, un miliardo e 165 milioni per le basi estere, mentre il resto andrebbe “per installazioni in località non specificate”. L’elenco dei Paesi in cui le forze armate potenzieranno le loro basi è conforme alle direttive strategiche della penetrazione militare statunitense. Ad interpretare la parte del leone le “Mariana Islands”, il gruppo di isole dell’Oceano Pacifico dove sorge il complesso aereonavale di Guam. Ad esso sono destinati 346 milioni di dollari per la costruzione di impianti di potabilizzazione, reti infrastrutturali e centrali elettriche, e per l’ampliamento della pista dell’aeroporto. Segue poi la Germania, dove si prevede di spendere 274 milioni di dollari per completare il complesso militare US Army di Grafenwoher, creare nuove infrastrutture operative nelle basi aeree di Ramstein e Weisbaden e realizzare un nuovo complesso medico nella base di Spangdahlem. L’Italia si conferma una pedina fondamentale nelle strategie belliche delle forze armate USA. Una fetta consistente del budget a disposizione dell’esercito, 173 milioni di dollari, viene infatti destinata per i centri operativi e i dormitori della nuova brigata in arrivo all’ex aeroporto Dal Molin di Vicenza. Seguono poi il piccolo Qatar (75 milioni per un comando operativo, una pista, gli hangar e un centro manutenzione per i velivoli aerei); la Bulgaria (61 milioni per la nuova base e il poligono di Nevo Selo); la Gran Bretagna (58 milioni per il potenziamento della stazione di telecomunicazioni di Menwith Hill e la realizzazione di un nuovo deposito munizioni per lo squadrone F-15C dispiegato nella base della Royal Air Force di Lakenheath); la Corea del Sud (57 milioni per nuove caserme a Camp Humphreys, installazione US Army); Bahrain (54 milioni per facility navali a disposizione del Comando per le operazioni speciali nell’Asia Sud-occidentale); Afghanistan (13 milioni e 800 mila per “uffici amministrativi per la US Army”); Romania (12 milioni e 600 mila per infrastrutture “varie” per la fase 2 di allestimento della base dell’esercito); Giappone (8 milioni e 750 mila); Diego Garcìa (7 milioni per la base aerea di Sewage Lagoon); Belgio (6 milioni per la Scuola americana presso il comando di Casteu, Bruxelles); Honduras (2 milioni e 250 mila per infrastrutture ricreative a favore dei reparti dell’esercito); Spagna (un milione e 800 mila per la base aerea di Moròn). Quattordici miliardi e 637 milioni sono destinati a basi estere “non specificate”, mentre 15 milioni e 440 mila dollari andranno a basi militari rigorosamente mantenute “segrete”. Nel budget di previsione del Dipartimento della Difesa assume una rilevanza la destinazione di 21 milioni di dollari per il potenziamento della pista aerea e del deposito carburanti della costruenda base di Djibouti, ex protettorato francese in Corno d’Africa. Un passaggio della relazione presentata al Congresso dal comando della US Navy per giustificare le richieste di stanziamento lascia intendere che proprio Djibouti è stata scelta per installare il nuovo comando operativo USA per le operazioni in Africa. “Lo scorso anno – vi si legge - la Marina ha assunto il comando delle missioni di detenzione a Guantanamo Bay, Cuba, e a Camp Bucca, una prigione di alta sicurezza in Iraq. In aggiunta, un Ammiraglio della Marina ha assunto il comando della GWOT – relazionato al Combined Joint Task Force Horn of Africa (CJTF HOA) a Djibouti. La nostra presenza nel Corno d’Africa, che è una parte impoverita del mondo che combatte con sforzo il traffico di droga e di esseri umani, l’ingresso e le sacche degli estremismi, è un punto chiave per assicurare che il terrorismo non prenda piede nella regione. CJFT HOA è stato costituito inizialmente nel novembre 2002 come una forza itinerante finalizzata a bloccare i terroristi provenienti dall’Afghanistan. Subito dopo, la task force si è installata nell’area e la sua missione si è diretta alla cooperazione, all’addestramento militare e all’assistenza umanitaria per otto paesi della regione. La Marina è impegnata adesso ad aiutare a portare stabilità, sicurezza e speranza nella regione. Queste missioni si aggiungono alla lotta contro le operazioni di pirateria nella regione orientale dell’Africa. L’odierno Comando della Spedizione di Guerra della Marina (NECC) aiuterà ad affrontare le difficili sfide del 21° Secolo”. La Marina USA nella sua proposta di budget, nel capitolo dedicato alla “lotta al terrorismo”, accenna pure ad una spesa straordinaria per il Fiscal Year 2007 di 27 milioni e 665 mila dollari e ad un ulteriore stanziamento per il 2008 di 7 milioni per “facilities di supporto” nella base navale di Point Loma (California) e nelle stazioni aeronavai di Sigonella e Napoli (“ristrutturazione della rete perimetrale e riconfigurazione del sistema di barriera velivoli del Naples Main & Capo West Gate”). Nel budget di previsione per il FY 2008 c’è pure la richiesta di 13 milioni e 869 mila dollari per migliorare nelle basi di Sigonella e di Sasebo (Giappone) il cosiddetto MHA Program (Material Handing Equipment) per le operazioni della US Navy a livello mondiale. Comparata al 2007, la richiesta del Dipartimento della Difesa per il potenziamento delle basi nel 2008 è di quasi 9 miliardi di dollari in più. Quest’anno il paese più “beneficiato” dalle spese di guerra delle forze armate USA è stato l’Italia con 319 milioni di dollari finalizzati all’avvio del programma di raddoppio della base di Vicenza e con l’installazione a Sigonella del terminale terrestre del nuovo sistema di telecomunicazione satellitare MUOS (Mobile User Objective System). Settantasei milioni di dollari sono stati destinati per la Germania (caserme e depositi nella base di Grafenwoher), 84 milioni per la Corea del Sud, 46 milioni alla Gran Bretagna, 44 per il Qatar, 23 per la Spagna (stazione aeronavale di Rota), 46 milioni per la Gran Bretagna (stazione di telecomunicazioni della NSA National Security Agency di Menwith Hill), 44 milioni per il Qatar (Comando speciale per le operazioni aeree), 7 milioni e mezzo per le Isole Marshall (potenziamento dell’infrastruttura di lancio missilistico nell’atollo di Kwajalein). Ottanta milioni di dollari sono invece serviti per realizzare un complesso per la manutenzione dei velivoli senza pilota Global Hawk della US Air Force nella base di Guam. Sempre per accogliere i Global Hawk, altri 26 milioni di dollari sono stati destinati ad una base europea tenuta “segreta”. Come tuttavia è stato rivelato lo scorso mese di maggio da Terrelibere.org e successivamente confermato dal comando dell’aeronautica USA di Kaiserslauten (Germania), i micidiali velivoli senza pilota per il teatro europeo giungeranno alla stazione aeronavale di Sigonella.