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Territori Occupati Palestinesi, rapporto Amnesty: gli scontri tra le fazioni aumentano le violazioni dei diritti umani



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COMUNICATO STAMPA
CS121-2007

RAPPORTO DI AMNESTY INTERNATIONAL SUI TERRITORI OCCUPATI PALESTINESI: GLI
SCONTRI TRA LE FAZIONI ALIMENTANO LE VIOLAZIONI DEI DIRITTI UMANI

Amnesty International ha pubblicato oggi un rapporto in cui segnala che
gli scontri tra i gruppi palestinesi Hamas e Fatah nella Striscia di Gaza
hanno gia' causato, quest'anno, 350 morti e hanno provocato gravi
violazioni dei diritti umani, non solo a Gaza ma anche in Cisgiordania.

Il rapporto, di 57 pagine, accusa Hamas di aver fatto sempre maggiore
ricorso alla detenzione arbitraria e alla tortura, da quando a giugno ha
assunto il potere nella Striscia di Gaza. Hamas ha inoltre autorizzato le
proprie forze ad attaccare e aggredire manifestanti pacifici e giornalisti
che seguivano le proteste. Per quanto riguarda la Cisgiordania, Amnesty
International accusa le forze fedeli al presidente palestinese Mahmoud
Abbas di aver arrestato arbitrariamente centinaia di sostenitori di Hamas
e di non aver intrapreso alcuna azione nei confronti dei militanti di
Fatah responsabili di rapimenti, incendi e altri attacchi.

'I dirigenti di Hamas e Fatah devono prendere provvedimenti immediati per
spezzare il ciclo dell'impunita' che continua ad alimentare le violazioni
dei diritti umani, tra cui detenzioni arbitrarie, rapimenti, torture e
maltrattamenti' - ha dichiarato Malcolm Smart, direttore del Programma
Medio Oriente di Amnesty International. 'La perdurante lotta tra le due
fazioni sta avendo un effetto devastante sulla popolazione palestinese,
specialmente nella Striscia di Gaza, acuendo la crisi umanitaria e dei
diritti umani provocata dalle azioni militari e dai blocchi ordinati da
Israele'.

Nel suo rapporto, Amnesty International chiede l'istituzione di una
commissione di esperti indipendenti che indaghi sulle violazioni dei
diritti umani commesse da Hamas e Fatah dall'inizio del 2006;
l'organizzazione chiede inoltre ai dirigenti di entrambe le parti di
impegnarsi ad attuare le raccomandazioni della commissione.

Nell'ultimo anno, la violenza tra le fazioni palestinesi nella Striscia di
Gaza ha raggiunto un livello senza precedenti fino al culmine del giugno
di quest'anno, quando Hamas ha assunto il controllo delle forze di
sicurezza dell'Autorita' palestinese. Secondo Amnesty International, i
gruppi armati e le forze di sicurezza di entrambi i gruppi hanno mostrato
un flagrante disprezzo per la popolazione civile, lanciando attacchi
indiscriminati e dando vita a scontri a fuoco all'interno di zone
residenziali. Gli abitanti di Gaza sono rimasti praticamente prigionieri
nelle proprie abitazioni e numerose decine di persone che non prendevano
parte ai combattimenti, bambini compresi, sono state uccise.

Il rapporto di Amnesty International contiene atroci testimonianze di
vittime di violazioni dei diritti umani, appartenenti a entrambe le
fazioni, e di persone che sono rimaste comunque direttamente coinvolte
negli scontri armati nella Striscia di Gaza.

Le forze di sicurezza rivali, che avrebbero dovuto proteggere la
popolazione e rafforzare il rispetto della legge, hanno tradito il proprio
compito attraverso una condotta faziosa. Insieme ai gruppi armati che
fungono come loro miliziani, hanno loro stesse violato la legge e commesso
gravi violazioni dei diritti umani nella totale impunita'.

La decisione del presidente Abbas di sospendere le attivita' delle forze
di sicurezza e delle istituzioni giudiziarie dell'Autorita' palestinese
nella Striscia di Gaza, conseguente alla presa del potere da parte di
Hamas, ha creato un vuoto legale e istituzionale, favorendo la creazione,
da parte di Hamas, di un sistema parallelo di forze dell'ordine e di
sicurezza che, secondo Amnesty International, manca di formazione e di
meccanismi di garanzia e non e' chiamato a rispondere del proprio operato.

Il risultato e' che ora a Gaza gli arresti arbitrari e la tortura nei
confronti dei detenuti sono una pratica diffusa, cosi' come gli attacchi
contro i manifestanti e i giornalisti che seguono le proteste. L'iniziale
miglioramento delle condizioni di sicurezza, seguito alla presa del potere
da parte di Hamas, si sta velocemente erodendo.

In Cisgiordania, le violazioni dei diritti umani da parte delle forze di
sicurezza dell'Autorita' palestinese sono a loro volta massicce, anche se
meno conosciute. La comunita' internazionale pare intenzionata a non
prendere una posizione forte, alla vigilia della conferenza promossa dagli
Usa per tentare di resuscitare gli accordi di pace tra il governo
israeliano e il governo di emergenza dell'Autorita' palestinese.

Centinaia di sostenitori o presunti simpatizzanti di Hamas sono stati
imprigionati arbitrariamente dalle forze di sicurezza dell'Autorita'
palestinese; le violazioni delle procedure detentive sono all'ordine del
giorno e le denunce di maltrattamenti e torture si fanno sempre piu'
frequenti. Le persone arrestate sono tenute in luoghi non autorizzati
dalla legge e le forze di sicurezza spesso ignorano le ordinanze dei
giudici di rilasciare i prigionieri nei confronti dei quali non vi sono
prove.

Il governo di emergenza dell'Autorita' palestinese non ha preso
provvedimenti nei confronti degli uomini armati appartenenti a Fatah, che
hanno sequestrato sostenitori di Hamas e incendiato abitazioni, uffici
commerciali e sedi di organismi umanitari, nonostante gli autori di questi
episodi siano spesso persone ben note e le forze di sicurezza fossero al
corrente del loro operato.

L'arresto e l'imprigionamento di oltre 1000 presunti sostenitori di Hamas,
molti dei quali non sono accusati di alcun crimine, si pone in netto
contrasto con il mancato arresto, da parte dell'Autorita' palestinese, dei
membri delle Brigate dei martiri di al-Aqsa, il braccio armato di Fatah,
responsabile di uccisioni sommarie, catture di ostaggi, incendi e altri
attacchi contro persone e proprieta'.

'L'assenza di legge che negli ultimi anni ha predominato in Cisgiordania e
nella Striscia di Gaza, culminata negli scontri tra fazioni di giugno, e'
in gran parte il risultato del fallimento, prolungato e sistematico,
dell'Autorita' palestinese di mantenere e rafforzare la legge' - ha
commentato Smart.

Il rapporto di Amnesty International chiede alla comunita' internazionale
di porre fine alla vendita e al trasferimento di armi a entrambe le parti,
fino a quando non vi saranno esplicite garanzie che non verranno usate per
violare i diritti umani.

'La comunita' internazionale deve ottenere da tutte le parti palestinesi
il rispetto dei medesimi standard internazionali sui diritti umani' - ha
concluso Smart. 'Deve inoltre garantire che la popolazione della Striscia
di Gaza non sia punita per le posizioni e i comportamenti
dell'amministrazione di Hamas e assicurare che l'assistenza di emergenza
essenziale per proteggere i diritti umani fondamentali non sia mai usata
come uno strumento di ricatto per perseguire obiettivi politici'.

FINE DEL COMUNICATO
Roma, 24 ottobre 2007

Il rapporto Occupied Palestinian Territories: torn apart by factional
strife e' disponibile in lingua inglese all'indirizzo:
http://www.amnesty.org./

Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia - Ufficio stampa
Tel. 06 4490224 - cell. 348-6974361, e-mail: press at amnesty.it




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