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Emergency in Sudan. Libro-diario in uscita



Nelle librerie da dicembre

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Gli italiani del 'Doctor Gino' sono 'wonderful people'Š
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Raul Pantaleo

ATTENTI ALL'UOMO BIANCO

Emergency in Sudan: diario di cantiere
prefazione di Gino Strada
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pp. 132, euro 12 (i diritti a Emergency), con foto
ed. Elèuthera - <http://www.eleuthera.it/>www.eleuthera.it
collegamento al libro:
<http://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=228>http://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=228#
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Il diario di un'avventura, di un sogno realizzato giorno per giorno tra
mille difficoltà, paure, inconvenienti e sudore, lacrime e gioia. È il
diario che racconta dal novembre 2004 al maggio 2007 di come si è passati
da una duna sabbiosa alla prima vitale operazione cardiochirurgica di
Sunia, la bimba Sudanese della campagna "diritto al cuore".
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Sobborgo di Soba, 20 km dal centro di Khartoum, Sudan. Il centro Salam
(Pace) di Emergency è l'unico centro cardiochirurgico che fornisce
assistenza gratuita in un'area di 10 milioni di kmq abitata da oltre 300
milioni di persone, 9 Paesi confinanti, un territorio più vasto dell'Europa.
Uno scandalo: perché è bellissimo. Perché è costato poco. Perché è stato
costruito in tempi record. Perché è un caso di studio. Perché funziona.
Perché impiega manodopera locale. Perché molti specialisti mondiali sono
andati a studiarlo. Perché usa pannelli solari (1000 mq), in Paese in cui è
iniziata la corsa al petrolio. Perché c'è un'area preghiera comune.
E perché è gratis ed efficientissimo, in un  Paese in cui, di norma, anche
i parenti dei ricoverati devono pagare l'ingresso.
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L'architetto e scrittore Raul Pantaleo, noto per le realizzazioni di
architettura sostenibile, racconta, si sfoga, ricorda e spiega: costruire
ospedali è costruire diritti.
Un'idea nata anche come provocazione, una sfida, uno scossone. Il diritto
alla salute dev'essere uguale per tutti. Il diritto alla salute, alla
scolarità, al lavoro, alla vita, al cibo, alla serenità che qui hanno carne
(poca) e anima (tanta). E allora cosa c'è di meglio che scandalizzare il
mondo creando nel cuore nero dell'Africa, un cuore lacerato anche dal
dramma del Darfur, un centro cardiochirurgico stile Svizzera?
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Il centro Salam è diventata la visione tangibile di un mondo possibile in
cui è arrivata la globalizzazione: quella della miseria. Pantaleo veniva
dal centro del mondo. Ma il centro, l'ombelico, il cuore del mondo è lì,
strangolato dalla ricca periferia, un mondo di approssimata modernità e
ancestrale resistenza.
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Si scava, suda, ride, litiga e si costruisce con la gente del posto. Si
improvvisa: è il fattore "S", Sudan: l'imprevedibilità si fa quotidianità,
la casualità è regola. Ma si ride, e il sorriso è una straordinaria
medicina in questa terra. Le dà energia, forza e fierezza mentre intorno i
paesaggi delle società scoppiate del Sud, dei suk più poveri e putridi si
srotolano al finestrino delle jeep mentre dal cantiere si va nel campo
profughi di Mayo, nell'altro centro medico di Emergency: 300mila persone,
assiepate e costrette lì da 2 generazioni in case di fango. Niente luce.
Niente acqua. Niente cessi. Niente cure locali. Sono la ciurma più indifesa
tra i naufraghi dell'umanità con la pelle addosso più grande dei corpicini.
Sono Matian, Jaims, Giumà, Santino e mille e mille altri. Come Sunia, la
prima operata, e salvata, al Salam. In questi pochi mesi nella struttura
sono state effettuate oltre 4.000 visite ambulatoriali e più di 2.000
specialistiche. Quasi 200 interventi a cuore aperto. A regime, saranno
1.500 all'anno. Tutto gratis. Una rivoluzione. Una utopia. Un diario che
esce a dicembre.
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Per info e contatti con autore:
Ferdinando Crespi
Ufficio stampa elèuthera
02.26143950
<mailto:ferdinando.crespi at tiscali.it>ferdinando.crespi at tiscali.it
<http://www.eleuthera.it/>www.eleuthera.it