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"GUANTANAMO, AGNOLETTO DENUNCIA: «L'ITALIA HA MANDATO P" OLIZIOTTI E CARABINIERI A SVOLGERE INTERROGATORI. ORA FRAT TINI CHIEDE DI INDAGARE SU SE STESSO!»



In occasione dell'audizione delle commissioni Libertà Civili e Diritti
Umani sulla base di Guantanamo
«L'EUROPA E L'ONU CHIEDONO LA CHIUSURA DI GUANTANAMO.
L'ITALIA VI INVIA POLIZIOTTI E CARABINIERI A SVOLGERE INTERROGATORI
SENZA AUTORIZZAZIONE E SENZA DIRITTO ALLA DIFESA»

Bruxelles, 28 febbraio 2008 - Vittorio Agnoletto, europarlamentare della
Sinistra Arcobaleno, membro della sottocommissione Diritti Umani, denuncia:
«dal 2002 carabinieri dei Ros e poliziotti  della Digos hanno effettuato
missioni e interrogatori nel campo di detenzione di Guantanamo.
Frattini, oggi commissario alla Giustizia e alla libertà, allora ministro
con la delega ai Servizi non poteva non sapere, e oggi chiede d'indagare su
sè stesso. In italia, a differenza di altri Paesi europei, nessuna indagine
è stata avviata.
Nel processo che si è tenuto a Milano nell'ottobre 2006, contro tre
marocchini tra cui l'ex imam di Varese Abdel Majid Zergout esiste un
riferimento a "interrogatori" tenuti da uomini dei Ros nel campo di
detenzione di Guantanamo.
Da un'informativa dei Ros di Torino del 29 ottobre 2003, firmata dal
colonnello Vittorio Santoni, uno dei  quattro carabinieri del Ros che nel
novembre 2002 sarebbero stati inviati in missione a Guantanamo, si parla di
dichiarazioni rese nel campo.
Secondo il maresciallo Dilda sarebbe stato il generale dei Ros Gianpaolo
Ganzer ad autorizzare la missione a Guantanamo.
Gli interrogatori sarebbero stati definiti "informali", si sarebbero svolti
senza la presenza di avvocati, avrebbero coinvolto almeno sei prigionieri e
non sarebbero stati riferiti all'autorità giudiziaria.
Secondo un'altra versione le procure di Torino e di Bologna sarebbero state
avvisate informalmente della missione e avrebbero in seguito ricevuto note
informative sull'esito della stessa. La spedizione dei Ros (o le spedizioni
sembrerebbe infatti che si siano recati due volte a Guantanamo) sarebbe
stata preceduta da un' analoga missione della Polizia italiana nel giugno
2002. Funzionari di polizia di Milano e di Torino si sarebbero recati a
Guantanamo, come sarebbe emerso anche nel processo per il rapimento di Abu
Omar. La missione si sarebbe svolta su invito dell' FBI, rivolto
direttamente alle forze di polizia nel quadro della collaborazione nella
lotta al terrorismo internazionale. In tutte le occasioni gli interrogatori
a Guantanamo si sarebbero svolti alla presenza degli investigatori
statunitensi.
Missioni simili sarebbero state realizzate anche da altre forze
investigative ad esempio francesi, tedesche.
Ma, in sintonia con quanto richiesto dalla Commissione Europea, la Germania
ha aperto un'inchiesta parlamentare e la Francia una procedura giudiziaria
per verificare l'esistenza di tali visite e le circostanze nelle quali si
sarebbero svolte.
In Italia, Paese del Beccaria, nessuna indagine risulta essere stata
avviata sulle missioni che Ros e Digos avrebbero realizzato a Guantanamo,
sulle responsabilità di chi le avrebbe autorizzate, sull'uso nei
dibattimenti giudiziari  delle informazioni raccolte in un ambito, il campo
di detenzione di Guantanamo, ove la tortura e i trattamenti inumani e
degradanti, vietati dalle Convenzioni internazionali, sono all'ordine del
giorno.
Nel periodo delle missioni della Digos e dei Ros a Guantanamo Franco
Frattini, l'attuale commissario europeo alla Giustizia, libertà e sicurezza
era ministro della Funzione Pubblica con delega al coordinamento dei
servizi segreti, ma non ritenne di dover avviare alcuna indagine.
Non é credibile che l'allora ministro Frattini non fosse informato dai
servizi su iniziative così importanti assunte da polizia e carabinieri.
Incredibilmente Frattini, in ben due occasioni, rispondendo in qualità di
commissario a due mie interrogazioni sulla presenza di organi investigativi
italiani e di altre nazioni europee a Guantanamo, afferma: «Le indagini
dovranno determinare se a Guantanamo erano presenti rappresentanti delle
autorità degli Stati membri, a che scopo e in quali condizioni, se hanno
effettivamente proceduto a interrogatori e se gli elementi di informazione
ottenuti in questo modo sono stati utilizzati in seguito. La Commissione
seguirà gli sviluppi di tali indagini». Frattini in sostanza dice che é
necessario indagare su se stesso e ci rassicura che la Commsissione, quindi
sempre lui, seguirà gli sviluppi delle indagini!
Nel nostro Paese vi sono migliaia di magistrati impegnati a far rispettare
un ordinamento che vieta ogni forma di violenza (e quindi di tortura) e di
abuso sui prigionieri; almeno decine di loro lavorano quotidianamente nella
lotta al terrorismo e per compito professionale vengono a conoscenza
dell'attività dei Ros e della Digos: eppure nessuno ha avvertito la
necessità di verificare cosa siano andati a fare a Guantanamo gli uomini
delle nostre forze investigative».

Vittorio Agnoletto, eurodeputato della Sinistra Europea/Sinistra Arcobaleno

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